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IGIENE GENERALE E APPLICATA
I N T R O D U Z I O N E : L ’ I G I E N E
- Sconfiggere le malattie e raggiungere il più alto grado di benessere. Il termine «Igiene» deriva dal greco che letteralmente significa «Buona salute». L’igiene è una scienza che nasce nel 19° secolo a seguito della scoperta dei microrganismi, i quali sono causa di malattia infettive (dagli studi di Pasteur, di Koch…). Inizialmente focalizzata nella prevenzione e nella lotta delle malattie infettive e agli interventi sull’ambiente, l’igiene ha esteso il suo ambito di azione alla prevenzione di tutti i possibili fattori che interferiscono sul benessere fisico e psichico dell’individuo, nelle varie età e nei diversi ambiti sociali. L’igiene è una branca della medicina che, mediante il potenziamento di fattori favorenti la salute e l’allontanamento di fattori responsabili delle malattie, tende a conseguire il miglior stato di benessere possibile per il singolo e la collettività. Igiene ⟶ Tutela salute
- Igiene in ambito medico
- Igiene degli alimenti
- Igiene ambientale
- Igiene degli ambienti di lavoro Un evento negativo o indesiderato che si verifica su un soggetto può essere affrontato secondo due prospettive : La scala su cui vengono condotti gli interventi e le ricerche è diversa nelle due tipologie di approccio: Il contenuto primario dell’igiene è dunque la prevenzione delle malattie , ovvero il mantenimento di uno stato di salute ottimale. Particolare attenzione è posta allo studio della salute :
- Identificazione e valutazione dei fattori che la minacciano.
- Ricerca di metodologie e strumenti adatti per contrastare i determinanti negativi con il massimo di efficacia ed efficienza.
IGIENE SCIENZE CLINICHE
Cercare di evitare l’insorgere del problema, tentando di identificarne le cause e di eliminarle o cercando di contrastarle. Concentrarsi sulle conseguenze avverse e indesiderate dell’evento, sugli elementi negativi da esso introdotti, cercando di controllarli o eliminarli. Scopo: tutela e promozione della salute e prevenzione dei fenomeni morbosi. Scopo: cura delle malattie. Si basa su:
- ricerca delle cause dei fenomeni, - promozione dei determinanti della salute, - lotta ai fattori di rischio o di malattia. Si basa su: - conoscenza degli effetti morbosi, - sui segni e sui sintomi che essi producono nell’uomo, - sulla lotta alla patologia mediante terapie adeguate. IGIENE SCIENZE CLINICHE Collettiva, di popolazione Essere umano come individuo singolo, unità biologica
1. Cos’è la Salute
- Fino al 19° secolo ⟶ la salute è assenza di malattia , in quanto era l’unica condizione obiettivamente rilevabile per l’elevata letalità della patologia.
- Dal 1900 al 1947 ⟶ la salute è benessere fisico , progresso medico-scientifico e accezione positiva.
- Dal 1948 ⟶ la salute è un completo benessere fisico, mentale e sociale , non solo l’assenza della malattia o dell’infermità [Organizzazione Mondiale della Sanità]. Questa nuova visione olistica del concetto di salute valorizza la persona umana nelle tre sue dimensioni: anatomica - fisiologica, psicologica e antropologica - fisiologica. La salute può essere valutata da un punto di vista:
- Oggettivo ⟶ «Stare bene»; essere all’interno dei valori di normalità biologica, epidemiologica e sociale.
- Soggettivo ⟶ «Sentirsi bene»; essere all’interno dei valori propri del soggetto.
- Approccio percettivo - uno stato di completo benessere fisico, psichico e sociale, e non semplicemente l’assenza di infermità.
- Approccio funzionale - capacità dell’organismo ad esplicare le funzioni che gli sono richieste nel suo contesto biologico e sociale.
- Approccio adattivo - capacità di adattamento omeostatico dell’individuo al suo ambiente.
LA SALUTE COME DIRITTO
- Art. 32 Costituzione Italiana «La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti». - Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (ONU, 1948) «Ogni persona ha diritto ad un adeguato livello di vita che assicuri, a lui e alla sua famiglia, la salute e il benessere, inclusi il cibo, il vestiario, l’abitazione, l’assistenza medica e i servizi sociali necessari, e il diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, disabilità, vedovanza e vecchiaia». - Dichiarazione di Alma-Ata (1978) «La salute è un diritto fondamentale e l’accesso al più alto grado possibile di salute è un obiettivo sociale che presuppone la partecipazione di numerosi settori socioeconomici, non solo quello sanitario». Obiettivo dell’OMS è (Costituzione, 1948): «Il raggiungimento, da parte di tutte le popolazioni, del più alto livello possibile di salute». Come raggiungere il più alto livello di salute? Come garantire il mantenimento dello stato di salute? Interventi di promozione della salute Interventi di prevenzione della salute
PROMOZIONE DELLA SALUTE
1° Conferenza Internazionale sulla Promozione della Salute; OMS – Ottawa 1984
La Carta Ottawa per la Promozione della Salute nasce per stimolare l'azione per il conseguimento della «Strategia della Salute per Tutti per l’anno 2000 e oltre». Processo che consente alle persone di esercitare un maggiore controllo sulla propria salute e di migliorarla. Per raggiungere uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, un individuo o un gruppo deve essere capace di:
I sistemi sanitari nel mondo cambiano a seconda di come interpretano i determinanti della salute. Sono stati proposti tre modelli per la descrizione dei determinanti della salute:
- Modello CDC/USA
- Modello OMS
- Modello Nord-Europeo Diverse strategie di prevenzione, diverse politiche sanitarie. - Modello dei CDC degli Stati Uniti Lo stato di salute delle persone sarebbe condizionato:
- per il 50% dai loro comportamenti e dal loro stile di vita
- Per il 20% da fattori ambientali
- Per il 20% da fattori genetici
- Per il 10% dall’assistenza sanitaria (poca importanza all’accesso alle cure) Mette in primo piano il ruolo degli stili di vita delle persone (fattori individuali), dando meno importanza a determinanti come ambiente e i fattori genetici. Questo modello rispecchia l’enfasi che negli USA viene posta nella responsabilità individuale nei confronti della salute e delle malattie. - Modello Nord-Europeo Serie di strati concentrici corrispondenti a diversi livelli di influenza: Il nucleo dei determinanti della salute è rappresentato dall’individuo stesso con le sue caratteristiche biologiche. Età, sesso e fattori ereditari rientrano fra i fattori non modificabili. I due strati successivi riguardano i determinanti modificabili :
- comportamento e lo stile di vita (abitudine al fumo, comportamenti alimentari…)
- reti sociali e comunitarie: l’individuo interagisce con altri soggetti (familiari, amici, colleghi...) Alla periferia si trovano determinanti generali (condizioni socioeconomiche, culturali e ambientali) che influenzano i semicerchi sottostanti (condizioni di vita, di lavoro, relazioni sociali/affettive, stili di vita). I semicerchi più esterni influenzano maggiormente lo stato di salute. - Modello OMS Dalla «Commissione sui Determinanti Sociali della Salute» dell’OMS si inquadra: - Determinanti sociali della salute: influenzano lo stato di salute degli individui e delle comunità. - Determinanti delle disuguaglianze nella salute: diseguale distribuzione della salute all’interno della popolazione.
I determinanti strutturali influenzano e determinano i determinanti intermedi : Meccanismi di feedback (a livello sia del singolo che di comunità):
- La malattia di un soggetto può influire sullo stato sociale, compromettendo le possibilità di impiego, riducendo il reddito.
- Malattie epidemiche possono produrre danni sul funzionamento delle istituzioni sociali, economiche e politiche. - DETERMINATI STRUTTURALI contesto politico e socio-economico Non è possibile quantificare il suo impatto a livello di salute del singolo, ma esercita una potente influenza su come una società distribuisce le sue risorse e sulle opportunità di salute della popolazione. I vari aspetti del contesto politico e socio-economico sono rappresentati da elementi principali:
- Governance
- Politiche sociali
- Politiche macro-economiche
- Valori culturali e sociali posizione socio-economica Nelle società le risorse (denaro, potere, conoscenza...) sono distribuite in modo ineguale, questa diseguaglianza si manifesta in un sistema a stratificazione sociale o a gerarchia sociale. Le persone occupano diversi livelli nella gerarchia sociale in relazione a:
- Reddito
- Istruzione
- Occupazione
- Classe sociale
- Genere
- Gruppo etnico
Prevenzione: (vedi anche più avanti)
In senso stretto, per prevenzione si intende impedire lo sviluppo di una malattia. Nell’uso corrente, il significato di prevenzione si estende a tutte le misure atte a interrompere o rallentare la progressione di una malattia. In base allo stadio della malattia, si individuano tre diversi livelli di prevenzione:
- Prevenzione primaria^ - si elimina il contatto tra l’individuo e malattia (il soggetto non si ammala).
- Prevenzione secondaria^ - il soggetto entra in contatto con la patologia ma questa non si è ancora sviluppata (es: mammografia); corrisponde alla diagnosi precoce e al trattamento della malattia.
- Prevenzione terziaria^ - il soggetto entra in contatto con il patogeno, si è ammalato ed è guarito, ma non è in forma smagliante, è compromesso e la situazione si può aggravare nel tempo. Si allevia la disabilità conseguente alla malattia e il tentativo di restaurare una funzionalità efficace. Il termine «malattia» è usato per indicare un quadro clinico ben definito , che contraddistingue costantemente una data patologia e il suo agente eziologico o i suoi fattori di rischio. È opportuno fare una grande distinzione in malattie infettive e malattie cronico-degenerative. La progressione da sano a malato segue un modello caratteristico in cui si distinguono fasi distinte, sia per le malattie infettive che le malattie cronico-degenerative.
MALATTIE INFETTIVE
Un patogeno esterno infetta l’organismo, prolifera e crea danno. Storia naturale di una malattia infettiva:
- Esposizione ⟶ all’agente patogeno responsabile (agente eziologico).
- Periodo di incubazione ⟶ tempo che intercorre fra l’esposizione all’agente eziologico e l’insorgenza dei sintomi; varia da qualche ora (es. tossinfezioni alimentari) a diversi mesi (epatite B o rabbia). In questa fase il soggetto non accusa sintomi.
- Stadio prodromico ⟶ fase iniziale della malattia, in cui si ha la comparsa di sintomi aspecifici nel soggetto. Spesso il paziente può eliminare il m.o. costituendo una possibile fonte di contagio.
- Malattia conclamata ⟶ fase acuta della malattia; si manifesta la sintomatologia clinica specifica.
- Esito finale ⟶ guarigione, decesso o cronicizzazione (ad es. epatite B, epatite C o tubercolosi).
- Prevenzione primaria : mira all’eliminazione dell’agente eziologico.
- Prevenzione secondaria : profilassi post-esposizione, chemioprofilassi e immunoprofilassi.
MALATTIE CRONICO-DEGENERATIVE
Malattia che va molto avanti nel tempo, lunghissime, e generalmente non si guarisce: dopo aver preso la malattia si sta sempre peggio (tumori). Storia naturale di una malattia cronico-degenerativa: Nello sviluppo della maggior parte delle malattie cronico-degenerative non sono implicati agenti ben definiti, ma una serie di fattori di rischio, nessuno necessario.
- Esposizione : ad uno o più fattori di rischio.
- Fase di latenza : periodo in cui i fattori di rischio esplicano la loro azione. Può durare anche molti anni, durante i quali non sono presenti i segni clinici della malattia.
- Fase preclinica : fase in cui la malattia è già in atto ma il soggetto non avverte alcun sintomo né manifesta segni.
- Fase conclamata : fase acuta della malattia in cui si manifesta la sintomatologia clinica specifica. Nella maggior parte di casi, qualsiasi approccio terapeutico non modifica il decorso cronico della malattia.
- Esito finale : cronicizzazione e decesso.
- Prevenzione primaria : riduzione del tempo di contatto con i fattori di rischio.
- Prevenzione secondaria : screening prima che la malattia diventi evidente.
- Prevenzione terziaria : attenuazione della disabilità conseguente alla malattia. 5. Fattori Causali, Fattori di Rischio Non è sufficiente la presenza di un singolo agente causale per l’insorgenza e la diffusione di una malattia. Rete di molteplici fattori eziologici e non eziologici:
- Fattori causali/agenti eziologici^ ⟶^ necessari per la comparsa della malattia; ne rappresentano quindi la causa.
CARATTERISTICHE MALATTIE INFETTIVE (ACUTE) MALATTIE CRONICHE
Durata periodo di incubazione (latenza) Per lo più breve (giorni o settimane) Per lo più lunga (anni o decenni) Esordio Per lo più clamoroso Spesso subdolo e lento. La manifestazione dei sintomi può essere graduale oppure improvvisa e drammatica. Decorso Rapido (giorni o settimane) Lento (anni o decenni) Esito Per lo più guarigione Stabilizzazione o progressivo peggioramento. Spesso decesso a distanza di anni o decenni
- Eccezioni: esistono patologie croniche di origine infettiva
STADIO DELLA SUSCETTIBILITÀ
In questo stadio, la malattia non si è ancora sviluppata , ma le premesse sono state poste per la presenza di fattori che ne favoriscono il verificarsi. Esempio:
- alti livelli di colesterolo sierico aumentano la probabilità che si verifichi una cardiopatia coronarica.
STADIO DELLA MALATTIA PRESINTOMATICA
In questo stadio la malattia non si è manifestata, ma cambiamenti patogenetici hanno iniziato a verificarsi a seguito dell’interazione di diversi fattori. Siamo ancora sotto il livello dell’“orizzonte clinico”. Esempio:
- lesioni arteriosclerotiche delle coronarie precedenti a segni o sintomi di malattia;
- alterazioni pre-maligne dei tessuti.
STADIO MALATTIA CLINICA
In questo stadio si sono verificati cambiamenti organico-funzionali sufficienti a determinare segni o sintomi di malattia riconoscibili. La suddivisione della malattia in stadi clinici è utile anche ai fini epidemiologici, per ottenere gruppi omogenei sui quali, ad es., valutare gli effetti di agenti profilattici o terapeutici (studi sperimentali).
STADIO DELLA DISABILITÀ
Alcune malattie si risolvono completamente, altre danno origine ad un difetto residuo di breve o di lunga durata, lasciando la persona disabile a diversi gradi. La disabilità è definita come “ogni riduzione temporanea o a lungo termine dell'attività di una persona come risultato di una condizione acuta o cronica". L'accento è posto più sulla perdita di una funzione che su un difetto strutturale.
7. La Prevenzione ‣ Prevenzione primaria Prevenzione della malattia ottenuta alterando la suscettibilità (interventi in tale stadio) o riducendo l’esposizione ai fattori di rischio nei soggetti suscettibili.
AGENTE INFETTIVO PATOLOGIA CRONICA-DEGENERATIVA
Virus epatite B Cirrosi, epatocarcinoma Attaccano il fegato e possono diventare patologie croniche (cirrosi: malattia per cui il fegato, dopo vari danneggiamenti e rigenerazione, si rigenera male e si indurisce, il sangue non circola bene, perciò si formano noduli duri e le vene presenti nell’esofago e intestino hanno difficoltà a svuotarsi, si gonfiano e danno luogo a perdite ematiche, che sfociano in emorragie gravi a livello dell’esofago). Per il B c’è il vaccino, per il C no. Virus epatite C Virus Epstein Barr Linfoma di Burkitt, carcinoma nasofaringeo Virus HTLV I Mononucleosi, Leucemia, Linfoma di Burkitt (tumori dei linfociti) Papilloma virus Cancro delle cervice uterina, cancro orofaringeo o tumori benigni a livello del pene o dell’ano Helicobacter pylori Ulcera peptica
Agisce sulle cause di malattia (eliminazione) ed è volta ad impedire l’insorgenza di nuovi casi. Effetti epidemiologici: riduzione dell’incidenza e della prevalenza di una malattia.
- Incidenza : quante persone si ammalano in un determinato tempo nella popolazione.
- Prevalenza : quante sono le persone malate in un momento nella popolazione. Misure protettive specifiche: - Vaccinazioni Misure di protezione ambientale:
- Disinfezione^ ⟶^ eliminazione di patogeni da elementi.
- Sterilizzazione^ ⟶^ eliminazione di patogeni e spore (qualsiasi forma di vita).
- Sanificazione^ ⟶^ lavaggio con acqua e sapone (eliminazione dello sporco).
- Disinfestazione
- Bonifica Norme di protezione verso gli incidenti (stradali, sul luogo di lavoro...) ‣ Prevenzione secondaria Corrisponde alla diagnosi precoce nello stadio pre-clinico e al conseguente trattamento, che può curare la malattia, o prevenire le complicanze o limitare la disabilità. Obiettivo: scoprire e trattare i casi il più precocemente possibile, per evitare o limitare la progressione di processi patogenetici. Per poterla attuare è necessario che la malattia abbia un lungo periodo di incubazione (o di latenza). Effetti epidemiologici: riduzione o aumento della prevalenza di una malattia , per aumentata sopravvivenza. La prevenzione secondaria risulta di fondamentale importanza quando:
- È fallita o mancata la prevenzione primaria.
- Non esistono interventi di prevenzione primaria efficaci e/o attuabili. ‣ Prevenzione terziaria - Alleviamento della disabilità conseguente alla malattia e tentativo di restaurare una funzionalità efficace. La prevenzione terziaria è propria dello stadio di malattia avanzata o disabilità. Obiettivo: massima utilizzazione delle funzionalità residue, ponendo l’attenzione soprattutto sulle abilità rimanenti piuttosto che su quelle perse. Effetti epidemiologici: riduzione della letalità e aumento della prevalenza della patologia trattata.
Riabilitazione
È il termine che individua i tentativi di reinserire un soggetto affetto da malattia in un ruolo utile, soddisfacente e quando possibile, autosufficiente nella società.
Esempio: E. Coli è commensale nell’intestino, ma se migra nel tratto urinario è responsabile di infezioni.
- Microrganismi parassiti Non fanno parte della normale microflora di un ospite e traggono vantaggi da esso, arrecandogli danni. Sono responsabili delle infezioni esogene. 2. Infezione ≠ Infestazione
- Infezione ⟶ causata da microrganismi (virus, batteri, protozoi, funghi). Penetrazione, sviluppo e moltiplicazione dei microrganismi nell’ospite.
- Infestazione ⟶ causata da metazoi come elminti e artropodi (acari, pidocchi). Penetrazione, sviluppo e moltiplicazione dei metazoi nell’ospite. 3. Caratteristiche dei Microrganismi Patogeni - Infettività Capacità del microrganismo di penetrare e moltiplicarsi nell’ospite.
- Inversamente proporzionale al numero di microrganismi necessario per l’instaurarsi dell’infezione (carica infettante)
- Può variare in rapporto ai diversi ceppi dello stesso agente
- Può dipendere da diversi fattori (via di infezione, età dell’ospite, suscettibilità, ecc.). - Patogenicità Capacità dell’agente di provocare la malattia clinicamente evidente. - Stabilità È la capacità a sopravvivere per tempi più o meno lunghi al di fuori dell'ospite. Esprime il tempo di persistenza dell’infettività di un agente al di fuori dell’ospite [«resistenza»]. Dipende anche dalle condizioni ambientali (temperatura, umidità, radiazioni UV…) in cui il microrganismo si viene a trovare. - Virulenza Misura il potere patogeno di un agente , cioè quanto un microrganismo è capace di moltiplicarsi nell’ospite, di provocare una malattia e di indurre lesioni nei tessuti colpiti. Dal punto di vista clinico-epidemiologico è la proporzione di infezioni che dà luogo a manifestazioni cliniche gravi (morti). - Contagiosità Capacità di un microrganismo patogeno di passare da un soggetto recettivo ad un altro a seguito della sua eliminazione all’esterno, nel corso del processo infettivo. È quindi la capacità dell’agente di diffondersi fra gli ospiti suscettibili.
4. Capacità di Resistenza dell’ospite - Resistenza innata
- Resistenza di specie
- Resistenza etnica
- Resistenza individuale
- Resistenza costituiva (aspecifica)^ ⟶^ presente in tutti gli esseri viventi, ereditata dall’evoluzione. Insieme di meccanismi di difesa cellulare e biochimica preesistenti all’infezione, pronti a intervenire con rapidità in caso di presenza di un patogeno.
- Sono in grado di riconoscere strutture molecolari comuni a gruppi di microrganismi, ma non distinguono piccole differenze fra microrganismi.
- Rispondono a prodotti di microrganismi o a cellule danneggiate e reagiscono in ugual modo a ripetute esposizioni.
- Comprendono barriere chimico-fisiche e particolari gruppi di cellule o alcuni elementi del sangue. - Resistenza adattiva (specifica) La difesa adattativa (immunità acquisita) si instaura se la difesa innata non è riuscita a neutralizzare l’agente microbico. Il sistema immunitario è in grado di riconoscere un numero elevato di diverse sostanze, definite antigeni e di attivare una specifica risposta adattativa. Risposta immunitaria acquista naturale:
- Attiva : gli anticorpi o i linfociti sensibilizzati vengono prodotti dopo un’infezione.
- Passiva : gli anticorpi passano al feto mediante passaggio transplacentare o latte materno. Risposta immunitaria acquisita artificiale:
- Attiva : gli anticorpi sono prodotti a seguito di vaccinazione.
- Passiva : gli anticorpi (o linfociti T) prodotti nell’uomo o in alcuni animali vengono somministrati in soggetti a rischio. 5. Proprietà Generali Della Risposta Immunitaria L’ immunologia è la scienza che studia il sistema immune, l’insieme di molecole e cellule coinvolte nell’immunità. L’ immunità comprende tutti i meccanismi utilizzati dal corpo come protezione contro agenti esterni estranei all’organismo. Questa immunità può essere: ‣ Immunità naturale (o innata)
- È mediata da molecole e cellule preesistenti nell’organismo sin dalla nascita;
- Non aumenta in presenza del patogeno;
- Non è specifica Barriere chimico-fisiche:
- pelle;
- mucosa vaginale (il cui basso pH impedisce la crescita batterica);
- mucosa bronchiale (caratterizzata da muco e cellule ciliate);
- mucosa nasale;
- saliva;
- lacrime (contenenti lisozima).
P R O V V E D I M E N T I D I L O T T A C O N T R O L E M A L A T T I E I N F E T T I V E
Per ridurre la possibilità di trasmettere un’infezione da una persona malata, o da un portatore ad una persona sana, occorre limitare le possibilità di rapporto con gli altri o imporre particolari controlli. Questi includono:
- isolamento
- contumacia
- sorveglianza sanitaria
‣ Isolamento
Separazione, per il periodo di contagiosità, delle persone infette dagli altri in ambiente e condizioni tali da prevenire o limitare la trasmissione diretta o indiretta dell’agente infettivo.
- Domiciliare : limitato all’ambito domiciliare se compatibile con la malattia (meno contagiose) e con la possibilità di assistenza.
- Ospedaliero : presso le unità operative delle malattie infettive, in ambienti appositamente attrezzati (per malattie molto contagiose o gravi, come difterite faringea, febbri emorragiche, peste…).
- Isolamento stretto^ ⟶^ in caso di agenti altamente infettivi o molto virulenti che possono essere trasmessi per via aerea o per contatto diretto. È richiesta una stanza separata per il paziente, con sistema di ventilazione a pressione negativa, con porte dotate di chiusura a tenuta, l’uso di mezzi di barriera e indumenti protettivi (maschere con respiratori per le persone che entrano nella stanza).
- Isolamento da contatto^ ⟶^ in caso di infezioni meno virulente, trasmesse per contatto diretto o semidiretto. È indicata una stanza separata e l’uso di maschere per tutte le persone che vengono a contatto con il paziente; dei guanti nel caso di manipolazione o contatto con materiali contaminati e eventualmente anche dell’uso di grembiuli.
- Isolamento respiratorio^ ⟶^ per prevenire la trasmissione per via aerea a breve distanza. Sono richiesti una stanza separata per il paziente e l’uso di mascherine per tutte le persone che entrano in contatto con quest’ultimo.
‣ Contumacia (quarantena)
«L’obbligo a permanere in un determinato luogo (ambiente ospedaliero o l’abitazione) per tutto il periodo prescritto con osservanza delle norme igienico-sanitarie imposte dall’Autorità Sanitaria».
- Obiettivo: impedire la trasmissione dei microrganismi dall’individuo malato/portatore ai soggetti sani.
- Si applica su: individuo malato; portatore/i; conviventi e contatti.
- Conviventi : coloro che condividono la stessa abitazione con il malato.
- Contatti : soggetti che hanno avuto rapporti con il malato tali da consentire il contagio in relazione alle modalità di trasmissione dell’agente patogeno.
‣ Sorveglianza sanitaria
«L’obbligo per il soggetto di farsi controllare dall’Autorità Sanitaria, secondo gli intervalli temporali stabiliti (periodo di tempo pari a quello massimo di incubazione della malattia) senza limitazione delle libertà personali». (Es: TCB) Tale misura si applica ai conviventi o ai contatti che, pur non presentando sintomi della malattia, possono trovarsi nel periodo di incubazione e nella condizione cioè di portatori precoci.
1. Ambiente
- (^) Contaminazione : presenza di un agente infettivo su una superficie corporea, indumenti, strumenti ed altri oggetti inanimati, sostanze alimentari.
- Pulizia : rimozione meccanica dello sporco da superfici, oggetti, cute o mucose.
- Sanificazione : insieme di trattamenti di pulizia, detersione e lavaggio che consentono di rimuovere meccanicamente lo sporco (e anche la carica microbica) da superfici e oggetti ad alto rischio di contaminazione biologica (ambienti ospedalieri, studi dentistici, macchinari industria alimentare).
- Detergente : sostanza che modifica le forze di tensione superficiale fra sporco e superficie.
- Disinfezione (non si fa senza la pulizia): processo in grado di eliminare o inattivare solo i microrganismi patogeni presenti in un ambiente (o un substrato), ma non le forme microbiche di resistenza (spore). Ci si avvale dell’uso di disinfettanti.
- Sterilizzazione : processo fisico o chimico in grado di distruggere o eliminare qualsiasi forma vivente microbica (microrganismi patogeni e non, forme vegetative e spore) presenti su una superficie. L’agente usato è detto sterilizzante (o germicida).
- Asepsi : insieme di norme volte ad impedire che su un substrato giungano microrganismi patogeni. Condizione di assenza di microrganismi patogeni.
- Antisepsi : procedure che distruggono o inibiscono la moltiplicazione dei microrganismi presenti sui tessuti viventi (per limitare o impedire i danni dell’infezione).
- Antisettico : sostanza impiegata sui tessuti viventi che previene o arresta l’azione o la crescita di microrganismi patogeni inibendo la loro attività o distruggendoli. - Calore umido – vapore sotto pressione Migliore metodo di sterilizzazione tramite il calore. Impiego di vapore a temperatura superiore a 100 °C in speciali apparecchi, gli autoclavi. Grazie alle autoclavi si raggiungono temperature inferiori a determinate pressioni: i microrganismi sono più sensibili al calore quando si trovano in ambiente umido, grazie ad una maggiore conducibilità termica in presenza di vapore acqueo (minor tempo a minor temperatura). - Calore secco - aria calda Temperature e tempi più alti rispetto al trattamento con calore umido. 2. I Tre Livelli di Disinfezione
- Disinfezione di basso livello ⟶ distruzione della maggior parte dei batteri, virus e miceti, ma non batteri tubercoli né spore.
- Disinfezione di livello intermedio ⟶ eliminazione di tutti i batteri in fase vegetativa, della maggior parte dei virus e dei miceti e inattivazione di Mycobacterium tubercolosis.
- Disinfezione di alto livello ⟶ eliminazione di tutti i microrganismi ad eccezione di un elevato numero di spore batteriche; per strumenti che entrano in contatto con le mucose, come l’endoscopio.
- Immunità di gregge ⟶ resistenza di un gruppo all’attacco di un’infezione verso la quale una grande proporzione dei membri del gruppo è immune. Ciò rende poco frequente (o nulla) la probabilità di contatto tra infetto e suscettibile. 1. Tipologie di Vaccini
- Vaccini vivi attenuati ⟶ batteri o virus vivi ma attenuati nella virulenza: sono cresciuti su cellule diverse da quelle umane, non ricreano danni elevati (morbillo, parotite, rosolia).
- Vaccini inattivati ⟶ virus inattivati o batteri uccisi mediante tecniche fisiche o chimiche. Si somministra per es. solo la capsula esterna del virus…(poliomielite).
- Vaccini costituiti da antigeni purificati ⟶ purificazione di antigeni da microorganismi inattivati: si somministrano parti di un virus (influenza).
- Vaccini costituiti da anatossine ⟶ tossine che hanno perso il potere patogeno (tetano, difterite).
- Vaccini ottenuti da DNA ricombinante ⟶ prodotti mediante tecniche di ingegneria genetica: con i lieviti, creano parti del virus (epatite B, papilloma virus).
- Vaccini ottenuti con la reverse vaccinology ⟶ prodotti con la tecnologia della reverse vaccinology: sequenziamento del genoma, individuazione dei determinanti di proteine di superficie con funzione antigenica stabile, creazione di antigeni (meningococco B).
‣ Vaccini vivi attenuati
Ottenuti da microrganismi che:
- hanno perso il loro potere patogeno
- hanno conservato la capacità di riprodursi nel soggetto ricevente Questa forma di vaccinazione causa un’infezione clinicamente inapparente o con sintomi molto lievi e provoca una risposta immunitaria simile all’infezione naturale.
- protezione a lungo termine (per tutta la vita) Tuttavia non possono essere somministrati a particolari categorie di persone, come soggetti immunodepressi o immunosoppressi e sono inoltre controindicati in donne in stato di gravidanza. - Vaccini virali^ ⟶^ antimorbilloso, antirubeolico, antiparotite, antivaricella. - Vaccini batterici^ ⟶^ antitubercolare BCG (bacillo di Calmette-Guérin), antitifoideo vivo orale.
‣ Vaccini inattivati
Sono prodotti utilizzando microrganismi inattivati mediante l’impiego di mezzi fisici (calore, raggi ultravioletti) o chimici (formolo, beta-propiolattone ecc.). Poiché i microrganismi sono morti, non si possono moltiplicare nell’ospite, quindi non causano un’infezione. La risposta immunitaria è più debole (meno immunogena) rispetto a quella evocata dai vaccini vivi: sono necessarie più somministrazioni per mantenere un livello anticorpale adeguatamente protettivo.
- Vaccini inattivati interi ⟶ epatite virale A, rabbia, poliomielite (Salk), antinfluenzale split.
‣ Vaccini costituiti da componenti del microorganismi
✓ Split (frammenti del microorganismo) ✓ Antigeni purificati (es. polisaccaridi capsulari) Appartengono alla categoria i vaccini antinfluenzali prodotti sia in forma split, con frammenti del capside virale, sia a subunità, con la presenza dei soli antigeni di superficie purificati.
Sono vaccini ad antigeni purificati (polisaccaridi capsulari): Haemophilus influenzae tipo b, anti- pneumococcico, anti-meningococcico. Gli antigeni purificati possono essere ottenuti con la tecnica del DNA ricombinante (es. vaccino anti- epatite B e anti-HPV).
‣ Vaccini costituiti da antigeni purificati (o vaccini acellulari)
Derivano da microrganismi inattivati, da cui sono successivamente estratti uno o più antigeni in grado di stimolare una risposta immune protettiva. Alcuni esempi: polisaccaridi capsulari di meningococco e anti-pneumococco, vaccini anti-influenzali a subunità, anti-pertosse acellulare. I vaccini polisaccaridici presentano dei limiti: un’evoluzione di questa tipologia è rappresentata dai vaccini polisaccaridici coniugati.
- vaccini polisaccaridici I vaccini polisaccaridici sono costituiti dai polisaccaridi della capsula batterica (es: anti-Haemophilus influenzae tipo b, anti-pneumococco e anti-meningococco), ma una buona risposta anticorporale a questi vaccini inizia solo dopo i 2 anni. Gli antigeni polisaccaridici inducono solo la formazione di IgM e non di IgG: di conseguenza non si forma la memoria immunologica. Limitazioni:
- Protezione di breve durata
- Non efficaci al di sotto dei 2 anni di età
- Nessun impatto sullo stato di portatore - vaccini polisaccaridici coniugati Vaccini in cui il polisaccaride batterico viene coniugato con una proteina carrier di origine batterica (es. tossoide tetanico, difterico): questi inducono memoria immunologica e possono essere somministrati anche al di sotto di 2 anni di vita. Esempi: vaccino 13 valente-antipneumococco, vaccino anti-MenACW135Y, anti-Hib (anti- meningococcici, anti-pneumococcici, anti-haemophylus influenzae tipo b).
‣ Vaccini combinati
Unione di diversi antigeni o diversi vaccini in un’unica preparazione; sono fatti per minimizzare il numero totale di iniezioni nei bambini. Esempi: vaccino esavalente DTPa-HBV-IPV-HiB; vaccino trivalente MPR, vaccino tetravalente MPRV.
‣ Vaccini adiuvati
Ai vaccini possono essere aggiunte sostanze dette adiuvanti (es. sali d’alluminio, MF59), che ne potenziano l’immunogenicità in diversi modi, come:
- ad es. inducendo una liberazione più lenta dell’antigene e quindi una stimolazione più prolungata;
- attraverso una maggiore attivazione delle APC(antigen-presenting cell) o stimolazione delle citochine. 2. Composizione Vaccini Alle componenti batteriche e virali vengono aggiunte altre sostanze per favorirne l'efficacia, prevenirne la contaminazione da parte di altri agenti microbici e stimolare le difese immunitarie dell'organismo vaccinato.
- Adiuvante : sostanza che stimola anche la componente innata della risposta immunitaria, simulando maggiormente il primo contatto con un microrganismo: migliorano la risposta specifica agli antigeni contenuti nel vaccino (es. sali di alluminio).