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Riassunto di igiene generale e applica alle scienze motorie e dello sport
Tipologia: Sintesi del corso
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L’igiene è una disciplina che ha come obiettivo quello di promuovere e conservare la salute sia individuale che collettiva. Mette al centro l’uomo “sano” e non quello “malato”, i suoi interventi sono volti alla collettività e all’ambiente che circonda l’uomo. La salute , non deve essere definita come uno stato d’assenza della malattia ma come uno stato di benessere fisico, mentale e sociale che dipende da alcuni fattori (che possono essere espressi numericamente) come ad esempio: -reddito -quantità e qualità dei servizi sanitari e sociali offerti -livello di istruzione -efficienza fisica La definizione di salute è stata recentemente (2011) rivista, poiché prima si dava un significato di eccessiva medicalizzazione mentre attualmente è identificata come la capacità di autogestirsi e di adattarsi alle varie sfide sociali ed emotive e dunque si sposta il focus sulla convivenza con la malattia. Vi sono diversi determinanti di salute, in particolare sono 3 fattori di cui 2 sono modificabili:
sportiva, le analisi del sangue e soprattutto i vaccini. Ovviamente la prevenzione è molto più complessa per le malattie cronico degenerative, rispetto a quelle infettive. I metodi di intervento sono: -Ridurre i comportamenti nocivi per la salute e incrementare i comportamenti positivi. -Potenziare la capacità di difesa dell’organismo. -Intervenire sull’ambiente di vita e di lavoro. •Secondaria: l’obiettivo è quello di intervenire attraverso una diagnosi precoce e un trattamento delle malattie in stadio pre-clinico al fine di aumentare la convivenza e le possibilità di guarigione di una malattia. I soggetti “bersaglio” sono i malati sconosciuti (ovvero coloro che potrebbero avere la malattia ma non ne sono a conoscenza). Per una corretta prevenzione secondaria, bisogna conoscere la storia naturale della malattia, avere un periodo di latenza in fase asintomatica abbastanza lungo da permettere l’intervento e avere a disposizione test e terapie efficaci. L’elemento principale di una prevenzione secondaria è:
fattore di rischio. In seguito, viene calcolato l’odds ratio che se maggiore di 1 indica una probabile associazione con la malattia, se è =1 non ha influenza e se è minore di 1 potrebbe essere addirittura un fattore protettivo. La differenza fra questi due studi, è che mentre lo studio di coorte guarda al futuro e parte da soggetti sani, lo studio caso- controllo guarda al passato e parte da soggetti malati. •Studi sperimentali: detti anche trial clinici. In questi studi, lo sperimentatore interviene sull’individuo somministrando qualcosa (farmaco, vaccino) e successivamente valuta gli effetti dell’intervento. Ovviamente prima di somministrare un farmaco, questo deve essere studiato , sperimentato sugli animali e autorizzato alla sperimentazione. Abbiamo : -studi clinici controllati randomizzati : utilizzati per valutare interventi terapeutici in soggetti malati
Il sistema immunitario è un sistema deputato alla difesa dell’organismo dall’attacco degli agenti estranei mediante la sintesi di alcune molecole che prendono il nome di anticorpi, prodotte in risposta ad uno specifico antigene , ovvero molecole estranee che provocano il SI ad una risposta specifica. Antigene e anticorpo sono sempre specifici. L’immunità può essere:
-IGG: sono prodotte durante la prima infezione e aumentano dopo qualche settimana, per poi diminuire e stabilizzarsi mantenendosi come memoria per l’organismo. Infatti su di esse si basa la produzione dei vaccini. -IGA: si trovano sulle mucose -IGE -IGD. Quadro sierologico (esame del sangue): IGG negative e IGM negativo -> il soggetto è suscettibile, ovvero si può ammalare. IGG negative e IGM positive o entrambe positive -> il soggetto si trova in fase acuta dell’infezione. IGG positive e IGM negative -> il soggetto è protetto o neonato.
Il vaccino è un preparato biologico capace di stimolare il SI a produrre anticorpi contro un determinato microrganismo. Il vaccino dunque simula l’infezione attivando le difese immunitarie senza far manifestare malattie o complicanze. Un vaccino deve essere efficace (capace di prevenire le malattie), specifico (individuare antigeni specifici) e deve indurre alla memoria immunologica. La durata dell’immunità dipende dalle dosi somministrate, la prima dose del preparato sviluppa l’immunità specifica in 3 settimane, e dunque dopo la prima dose non si diventa immediatamente immuni; cosa che invece succede con la seconda dose, detta di richiamo in cui si ottiene nel giro di pochi giorni. Esistono diversi tipi di vaccini: -Con microrganismi inattivati uccisi: costituiti da virus o batteri uccisi con mezzi chimici e fisici che generalmente non conferiscono un’immunità paragonabile a quella dei microrganismi vivi ed attenuati. Ad esempio il vaccino per la poliomielite di Salk. -Con microrganismi vivi ed attenuati: costituiti da virus o batteri che mantengono la capacità di moltiplicarsi nell’organismo del vaccinato, stimolando le difese immunitarie ma incapaci di provocare manifestazione cliniche. Ad esempio il vaccino per la poliomielite di Sabin. -Vaccini split: vaccini costituiti da virus frammentati con trattamenti chimici. Contengono, solo antigeni purificati e non il virus intero. Ad esempio il vaccino per l’influenza. -Vaccini di ultima generazione: possono essere a DNA ricombinante (epatite B), con vettori ricombinanti (HIV); o come per il covid a RNA messaggero. -Vaccini costituiti da anatossine: vengono utilizzati per combattere malattie sostenute da germi produttori di tossine e i vaccini ottenuti sono definiti “anatossine” ovvero un prodotto anti-genicamente integro ma privo di tossicità. I vaccini obbligatori in Italia sono 10: -Diferite -Epatite B -Morbillo -Haemophiluis influenzae -Poliomielite -Pertosse -Parotite -Rosolia -Tetano -Varicella. IMMUNOPROFILASSI PASSIVA: somministrazione diretta di anticorpi pronti a giovare immediatamente un ruolo anti-infettivo nel ricevente. Viene utilizzata quando persone non vaccinate sono a serio rischio di ammalarsi.
In base alla diverse modalità di trasmissione, abbiamo diversi tipi di malattie infettive:
- MALATTIE AERODIFFUSE : sono delle malattie molto diffuse e contagiose, che vanno ad intaccare le vie respiratorie (sia basse: bronchi, bronchioli che alte: gola). Le più diffuse sono: influenza, morbillo e pertosse. Possono essere causate da batteri (batterius pertussis) e virus (rhinovirus e SARS-COV 2). In particolare, l’aria contiene delle particelle (che a seconda della grandezza si fermano alla prima via area o arrivano più in profondità) e in particolare gli ambienti chiusi sono un vero e proprio serbatoio di germi. Esistono 3 principali tipi di diffusione: -Goccioline di flugge : eliminate mentre si parla o si starnutisce. -Nuclei di goccioline : si formano in seguito alla rapida evaporazione di goccioline più piccole e restano nell’aria per molto tempo. -Pulviscolo microbico : microrganismi contenuti nelle goccioline, che aderiscono a granuli di polvere e penetrano nelle vie respiratorie. Hanno diverse caratteristiche, ovvero quelle di essere tipiche dei mesi freddi e dell’età infantile e inoltre l’agente patogeno viene eliminato precocemente. Per questo tipo di malattie vi è la possibilità di vaccinarsi, anche se la prevenzione risulta un po' complicata a causa di alcune regole difficili da applicare (nel caso del covid, mascherina e distanziamento). Per prevenire queste malattie, è fondamentale abbattere l’inquinamento atmosferico, avere uno stile di vita sano e tenere sotto controllo l’alimentazione e vaccinarsi per ridurne la diffusione. - MALATTIE ORO-FECALI : gli agenti eziologici penetrano attraverso la catena alimentare, in particolare attraverso i cibi contaminati. La principale via di eliminazione di queste malattie infettive sono le feci. Possono essere causate da protozoi, batteri (febbre tifoide, escherica coli) e virus (epatite A). Distinguiamo 2 categorie principali: -Malattie a sorgente umana : si tratta di patogeni, eliminati con le feci e poi ritornati con l’alimentazione. In questo caso, l’uomo malato portatore, contamina acqua, verdura ecc arrivando all’ospite umano. La trasmissione è facilitata dallo scarso funzionamento dei sistemi di smaltimento e di depurazione (talvolta le mosche possono essere veicolo di diffusione). Es: Epatite A, tifo addominale e diarrea da escherica coli. -Malattie a serbatoio animale: le feci degli animali, o per contatto diretto con l’uomo o con l’acqua o con le mosche arrivano a contatto con l’uomo (o comunque attraverso l’alimentazione di animali malati o portatori). La diffusione di queste malattie è connessa all’ambiente e al comportamento personale, sono fonte di diffusione: discariche, abitudini alimentari, e cattiva progettazione degli acquedotti. Per la prevenzione di queste malattie, occorre: -effettuare la notifica all’autorità sanitaria; isolamento e interventi su ambiente e popolazione. È possibile la vaccinazione. •MALATTIE DA OPPORTUNISTI: sono infezioni causate da microrganismi che sfruttano un deficit delle difese immunitarie di un ospite, moltiplicandosi in modo aggressivo a sue spese (polmonite da Peumocystis carinii). La ridotta difesa dell’ospite può comprendere varie situazioni come ad esempio: danni alla cute, che in seguito a ferite chirurgiche o traumatiche può essere infettata; o danni all’apparato gastrointestinale, dove si ha un aumento della suscettibilità alle infezioni come la Salmonella a causa della mancanza di acidità gastrica che normalmente protegge l’apparato. Uno dei casi in cui si manifestano maggiormente queste infezioni è rappresentato dall’ospedale, dove i pazienti ricoverati hanno la possibilità di contrarre l’infezione che si può manifestare prima o dopo il ricovero. (i reparti più a rischio sono le sale operatorie, i reparti di terapia intensiva e i centri per ustionati). Le infezioni opportunistiche possono essere trasmesse: per contatto (diretto o indiretto), per via area o attraverso un veicolo comune (cibo, sangue e farmaci).
Per prevenire queste malattie è fondamentale il lavaggio delle mani, che è il principale veicolo di trasmissione e inoltre bisognerebbe ridurre al minimo e indispensabile la degenza pre-operatoria oltre che puntare ad avere un sanificazione ambientale adeguata.
- MALATTIE A TRASMISSIONE PARENTERALE : sono infezioni che si trasmettono principalmente per contatto uomo-uomo e l’elemento principale di diffusione è il sangue infetto. I principali fattori che influenzano queste malattie sono il mancato rispetto di disinfezione di materiali o strumenti di uso medico e chirurgico. I gruppi più a rischio sono i tossicodipendenti. La prevenzione è rappresentata da interventi sull’ambiente, sulla popolazione (educazione sanitaria) e dove possibile la vaccinazione; ovviamente vi è la notifica e l’isolamento. Questa malattia può essere: -Trasmissione parenterale apparente: si intende quella che avviene tramite, ad esempio, trasfusioni di sangue infetto, uso di aghi, siringhe, strumenti sanitari infetti. Ad esempio l’HIV, il cui fattore di rischio principale per la trasmissione parenterale è rappresentato senza dubbio dalla tossicodipendenza. La trasmissione del virus tra i tossicodipendenti avviene principalmente tramite la contaminazione con sangue infetto di aghi e altri oggetti, i quali vengono spesso riutilizzati più volte e scambiati tra persone diverse. -Trasmissione parenterale inapparente : penetrazione del virus proveniente da materiali biologici infetti attraverso lesione della cute o delle mucose. Un caso classico è quello di strumenti usati dall'uomo, condivisi tra più persone o non adeguatamente sterilizzati prima dell'uso; ad esempio, strumenti come rasoi, mentre in ambito medico, si tratta spesso di aghi o strumenti per iniezioni o trasfusioni di sangue. •MALATTIE A TRASMISSIONE SESSUALE: anch’esse come le malattie a trasmissione parenterale si trasmettono principalmente per contatto uomo-uomo e ovviamente la modalità di trasmissione più frequente è rappresentata dai rapporti sessuali. (es: AIDS, sifilide, herpes genitale). I fattori che condizionano la diffusione di questa malattia, sono i rapporti sessuali con diversi partner e la scarsa igiene personale; i gruppi più esposti sono gli omosessuali, le prostitute e gli adolescenti. La prevenzione è rappresentata da interventi sull’ambiente, sulla popolazione (educazione sanitaria) e dove possibile la vaccinazione; ovviamente vi è la notifica e l’isolamento. •MALATTIE TRASMESSE DA ALIMENTI : Gli alimenti (sostanze in grado di fornirci materiale energetico, plastico e regolatore) possono essere contaminati da diversi agenti biologici (virus, batteri e sostanze tossiche). Distinguiamo: -Le infezioni veicolate da alimenti insorgono quando vi è il consumo di un alimento che contiene microrganismi patogeni (virus o batteri), che molto spesso hanno un’alta carica infettante e lunghi periodi di incubazione, che colonizzano l’intestino dell’uomo, si sviluppano e causano lesioni ai suoi tessuti. In questo caso gli alimenti costituiscono un veicolo. Tra le principali malattie trasmesse con gli alimenti abbiamo il tifo, il colera, la brucellosi ecc. Possono trasmettersi anche per contagio diretto o tramite altri veicoli (acqua, oggetti personali, stoviglie ecc). Per prevenire le infezioni veicolate da alimenti è necessario evitare la contaminazione e promuovere il risanamento. -Le tossinfezioni: sono causate da particolari batteri che manifestano la loro azione patogena solo se riescono a moltiplicarsi abbondantemente prima dell’ingestione dell’alimento (a differenza delle infezioni normali), che rappresenta il substrato indispensabile per la loro replicazione. Possono essere: -infezioni acute (come nel caso della salmonellosi) -intossicazioni alimentari : manifestazioni patologiche che si determinano in seguito al consumo di alimenti contenenti tossine prodotte da microrganismi che si sono moltiplicati sull’alimento precedentemente al suo
- su campioni clinici: il batterio viene cioè ricercato in materiali biologici come tessuti polmonari, catarro, secrezioni bronchiali, sangue, urina ecc., che vengono conservati in contenitori sterili. Successivamente, per eliminare flora batterica contaminante i campioni vengono pretrattati attraverso il riscaldamento del campione e con l’acidificazione. - su campioni ambientali : il batterio viene cioè ricercato nell’ambiente idrico artificiale come impianti idrici, fontane, climatizzatori ecc. I campioni sono quindi acqua depositata, incrostazioni ecc. L’acqua da analizzare (almeno 1 litro) va campionata in bottiglie sterili di vetro o plastica. Solo i campioni che si presume contengano un’alta carica di legionelle possono essere analizzati senza i passaggi di concentrazione. Nella maggior parte dei casi, invece, i campioni di acqua devono essere concentrati mediante filtrazione su membrana che si può fare attraverso: - Piastratura diretta : si procede filtrando il campione (non trattato, trattato con acido e, se richiesto, trattato con calore) e posizionando direttamente la membrana sul terreno di coltura. - Recupero delle legionelle dalla membrana: si procede filtrando il campione e trasferendo la membrana in un contenitore con soluzione sterile, che va poi agitato per recuperare le legionelle. Per ridurre la crescita della flora interferente, che può ostacolare il recupero delle legionelle, i campioni di acqua sono sottoposti a trattamento con calore, trattamento acido o una combinazione di entrambi. Le porzioni di campione vengono poi inoculate su piastre di terreno selettivo per Legionella e incubate. Le colonie sospette di legionella (colonie piccole, di colore bianco-grigio, leggermente convesse e comparse dopo il 3° giorno di incubazione) sono sottoposte e prova differenziale preliminare; è inoltre possibile usare dei test di conferma addizionali, come ad esempio il test di agglutinazione al lattice, che è in grado di rilevare specificamente Legionella pneumophila e le altre specie di Legionella più comuni. Vi sono diverse misure di prevenzione per la riduzione del rischio di legionella: -Evitare di installare tubazioni con tratti terminali ciechi e senza circolazione dell’acqua -Evitare la formazione di ristagni di acqua -Svuotare, eliminare eventuali sedimenti, disincrostare e disinfettare i serbatoi di accumulo dell’acqua almeno due volte all’anno. -Mantenere le docce, i diffusori delle docce i rompigetto dei rubinetti puliti e privi di incrostazioni -Sostituire i filtri dei rubinetti, le cipolle delle docce, i tubi flessibili e ogni altro elemento di discontinuità -Mantenere l’acqua calda ad una temperatura superiore ai 50°C all’erogazione o mantenere l’acqua fredda ad una temperatura inferiore ai 20°C -Far scorrere l’acqua calda e fredda dai rubinetti e dalle docce nei luoghi poco frequentati per alcuni minuti. È necessario inoltre effettuare una bonifica ambientale per ridurre la gravità del rischio, una volta avvenuta la proliferazione di Legionella: •Attività straordinarie di manutenzione •Trattamenti termici: -Trattamento termico (T° 50-55°C) -Shock termico (T° 70-80°C ) quotidianamente per 30 min per tre giorni consecutivi •Trattamenti con disinfettanti: -Iperclorazione shock (20 mg/L per 2 ore) -Iperclorazione continua (1-3 mg/L) -Biossido di cloro -Lampade a raggi ultravioletti -Ionizzazione rame/argento -Perossido di idrogeno e argento Dopo la bonifica effettuare ulteriori controlli con la seguente cadenza: -immediatamente dopo
-se il risultato è negativo, dopo 15-30 giorni -se negativo, dopo tre mesi -se negativo, periodicamente ogni 6 mesi. AMBIENTE L’ambiente rappresenta uno dei determinanti fondamentali dello stato di salute e benessere degli individui, in quanto se l’ambiente è inquinato può diventare veicolo di agenti nocivi. Distinguiamo: -Ambiente outdoor: rappresenta l’ambiente esterno, è necessario distinguere le sorgenti diffuse di inquinamento , ovvero quando l’inquinamento è di origine diffusa e le sorgenti non possono essere individuate come ad esempio fertilizzazioni, impianti di riscaldamento ecc. da quelle sorgenti puntuali di inquinamento ovvero quando è possibile individuare singolarmente fonti di emissione come nel caso di stabilimenti industriali, impianto di smaltimento dove le sorgenti dono caratterizzate da scarichi industriali, fognari e sono facilmente identificabili e misurabili. La presenza di inquinanti in natura rappresenta un pericolo per la salute umana. -Ambiente indoor: rappresenta l’ambiente interno e dunque la presenza di contaminanti fisici, chimici e biologici nell’aria degli ambienti chiusi (luoghi di lavoro, dimora e trasporto). Negli ambienti indoor abbiamo una maggior concentrazione di inquinanti rispetto agli ambienti outdoor, poiché nell’aria esterna i microrganismi sono presenti in densità relativamente bassa e soprattutto sono sottoposti a meccanismi di autodepurazione (azione di luce solare e ossigeno)e inoltre gli ambienti chiusi (soprattutto in condizioni di affollamento) sono un vero e proprio serbatoio di germi. Per migliorare la qualità dell’aria indoor bisogna adottare agenti disinfettanti a bassa emissione, ridurre il numero di partecipanti all’interno di piccole sale e localizzare le strutture lontano da autostrade e aree affollate della città. MALATTIE CRONICO-DEGENERATIVE Sono malattie non infettive che rappresentano la parte di gran lunga prevalente della patologia esistente nella nostra popolazione, sia in termini di diffusione che gravità dei quadri clinici correlati. Tra le malattie cronico-degenerative troviamo le patologie cardiovascolari, il diabete, le patologie muscolo-scheletriche, l’obesità e soprattutto i tumori. Sono caratterizzate da un prolungato decorso clinico e il loro esito risulta essere spesso letale in tempi più o meno brevi e comunque sempre invalidante. Possono essere causate da: -Fattori modificabili : l'alimentazione scorretta, la sedentarietà, quindi mancanza di attività fisica e il consumo di tabacco -Fattori non modificabili : l'ereditarietà e l'età -Fattori intermedi : eccesso di colesterolo e sovrappeso e obesità che portano a cardiopatie, ictus, tumori e così via. APPROCCI ALLA PREVENZIONE: •PREVENZIONE PRIMARIA: 1.Rimuovere fattori di rischio, Potenziare le difese; 2.Modifica di comportamento, modifiche ambientali;
1. Fattori inerenti il disinfettante: Concentrazione, tempo di contatto. 2. Ambiente o materiale da trattare: Temperatura (ottimale 20-37°C) ,pH , caratteristiche del materiale e modalità di contatto 3. Popolazione microbica da distruggere: Caratteristiche delle singole specie (quindi diversa sensibilità ad un tipo di disinfettante) e resistenza ai singoli disinfettanti. I disinfettanti devono essere: atossici, non infiammabili, semplici da usare, conservabili ed efficaci. Disinfezione di “alto livello”: eliminazione di tutti i microrganismi tranne le spore batteriche (che si eliminano con la sterilizzazione). Disinfettante: acqua ossigenata, candeggina. Tempo di contatto: 20/45’ Disinfezione di livello intermedio: eliminazione di buona parte dei microrganismi, di tutti i batteri in fase vegetativa, elimina il bacillo della tubercolosi, la maggior parte di virus e dei miceti. Disinfettanti: alcool etilico, fenoli, amuchina Tempo di contatto: meno di 10’ Disinfezione di basso livello: Eliminazione della maggior parte dei batteri, alcuni virus e alcuni miceti, ma non è in grado di uccidere microrganismi resistenti o le spore batteriche. Disinfettanti: alcool etilico, fenoli, clorexidina. Tempo di contatto: meno di 10’. Principi per un corretto utilizzo di disinfettanti : -La disinfezione devono essere precedute da un’accurata pulizia che elimini il materiale organico, riduca la carica microbica e favorisca la penetrazione del principio attivo. -Una concentrazione maggiore di disinfettante non ne aumenta l’efficacia -Tutti gli antisettici/disinfettanti usati in modo improprio possono determinare effetti indesiderati (es. tossicità su paziente ed operatore, danni ai materiali) -Non lasciare i contenitori dei disinfettanti aperti e, ogni volta che si aprono non contaminare la parte interna del tappo (poggiare il tappo sempre rovesciato) -Conservare i contenitori ben chiusi, al riparo dalla luce, lontano da fonti di calore. La sterilizzazione consiste nel distruggere tutti i microrganismi (spore comprese) e avviene attraverso processi chimici o fisici. (Sterile=Probabilità di trovare un microrganismo vitale all’interno di un lotto inferiore a 1 su 1 milione). Può avvenire mediante mezzi fisici (calore secco e umido e radiazioni) o mediante mezzi chimici (perossido di idrogeno, acido peracetico). La disinfestazione è definita genericamente come l'insieme di operazioni tendenti alla eliminazione, o per lo meno alla limitazione, dei parassiti (artropodi, muridi e malerbe) e dei loro danni, dalla semplice applicazione di prodotti spray in ambiente domestico, a veri e propri piani di lotta. In senso stretto la disinfestazione si riferisce alla lotta contro gli insetti, mentre le operazioni contro i ratti vengono definite "derattizzazione" e quelle contro le malerbe "diserbo". Radon: gas radioattivo naturale, contaminante fisico che si trova negli ambienti indoor in particolare sottoterra. Amuchina: contiene alcol, varichina. Endemia : una malattia, quando è costantemente presente o molto frequente in una popolazione o territorio.
Epidemia: diffondersi di una malattia, che colpisce una collettività di individui simultaneamente. Pandemia: diffusione di una malattia a livello mondiale.