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programma Educazione Professionale di igiene ("economia sanitaria" messo solo perche non usciva la materia giusta)
Tipologia: Slide
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L’igiene prende in considerazione le cause delle malattie per cercare di prevenirle. Si occupa della salute e del suo mantenimento per evitare che si passi alla malattia. Mentre le scienze mediche si occupa dei singoli, l’igiene si occupa oltre che del singolo delle popolazioni. E’ una disciplina multidisciplinare. Non è necessario che chi la mette in atto faccia parte del corpo sanitario. E’ una disciplina medica che ha come obiettivo la tutela e la promozione della salute pubblica. MALATTIE INFETTIVE Le malattie croniche un tempo si chiamavano “cronico-degenerative”, attualmente si chiamano croniche o preferibilmente “non trasmissibili” a differenza di quelle infettive. Vediamo le differenze: ● MI: trasmissibili (la contagiosità dipende dalla facilità con cui il microrganismo patogeno viene rilasciato verso l’esterno, quindi ci sono malattie infettive che non sono contagiose come il tetano e la malaria però sono TRASMISSIBILI)/ MC:NON LO SONO ● MI: riconoscono degli agenti patogeni o eziologici di natura biologica (virus, batteri, ecc…) per esempio il virus del raffreddore causa sempre quel determinato raffreddore/ MC: i fattori di rischio sono multipli. Per esempio prendendo in considerazione l’obesità come fattore di rischio, può poi portare a malattie cardiovascolari, tumori, disturbi scheletrici, ecc. Lo stesso fattore di rischio può portare a malattie differenti. ● MI: portano a una proliferazione di agenti viventi estranei all’organismo che si moltiplicano nell’organismo./ MC: portano alla degenerazione dei costituenti normali dell’organismo ● MI: hanno un breve tempo di induzione o incubazione, generalmente breve che può andare da ore, a giorni, a settimane, talvolta può essere anche di mesi./ MC: tendenzialmente hanno lunghi tempi di induzione, prima che vi sia una manifestazione deve passare molto tempo. ● MI: tendenza all’acutizzazione./ MC: tendenza alla cronicizzazione
● MI: tendenza alla remissione spontanea, si può guarire tendenzialmente./ MC: tendenza alla progressiva ingravescenza. Questo riassume una parte di quello che diremo in queste lezioni, si parte da un completo stato di benessere fisico, psichico e sociale, lo scopo della medicina preventiva (in nero) prevede la promozione della salute che va di pari passo alla prevenzione in modo da eliminare i fattori di rischio. Non sempre però la prev. primaria ha successo quindi si può andare incontro alla malattia, quindi durante l’esposizione possiamo sfruttare la prevenzione secondaria (attraverso screening con cui facciamo in modo che una malattia in fase latente possa essere diagnosticata e controllata/curata quanto prima). Una volta superate queste fasi si entra nella medicina clinica e il compito degli igienisti è finito. Questa è la progressione della storia naturale delle malattie e della attività di tutela della salute. ➔ MALATTIE INFETTIVE: riconoscono un agente causale UNICO (non ci sono più agenti che possono portare alla stessa malattia), SPECIFICO, NECESSARIO (se non ci fosse l’agente patogeno non ci ammaleremo), NON SUFFICIENTE (a provocare la malattia). La sola presenza del patogeno non è sufficiente, sono necessarie delle condizioni favorenti!! ➔ COME PROCEDE LA M.I.? si parte da uno stato di salute (di completo benessere), siamo protetti dalla prevenzione primaria che contrasta l’agente patogeno. Se, però, l’agente patogeno riesce a penetrare le difese dell’organismo entriamo nella fase di “incubazione” (il tempo che passa dal momento in cui l’agente patogeno penetra l’organismo fino a quando si sviluppano i sintomi). Quando compaiono i sintomi inizia la fase clinica, la prevenzione secondaria nelle M.I. ha poco successo (se non per la TBC).Le malattie infettive possono poi avere come esito la morte, la guarigione o delle sequele. ➔ FATTORI DI RISCHIO: nelle M.I. sono necessari ma non sufficienti, nelle M.C. non sono sufficienti e non sono necessari, quindi, perché si verifichi la malattia devo avere un concorso di fattori di rischio. Il fattore di rischio è un fattore per cui la sua presenza causa una maggiore incidenza nello sviluppo di determinate malattie. Risultano ASPECIFICI e MULTIPLI: nelle malattie croniche, possono portare a diverse malattie (nel caso dell’obesità per esempio che può portare a tumori, problemi cardiovascolari, ecc), possono essere QUALITATIVI: (età, razza, ecc…) e QUANTITATIVI (possono essere misurati come pressione ecc). Le MALATTIE CRONICHE sono il risultato di una genesi multifattoriale, al contrario le MALATTIE INFETTIVE riconoscono la loro origine in un unico agente eziologico (microrganismi o altri parassiti). Quindi i FATTORI CAUSALI: svolgono un ruolo determinante, dimostrato da studi epidemiologici, nella genesi delle malattie con le quali sono correlati.
Ora introdurremo alcuni aspetti riguardanti l’EPIDEMIOLOGIA. (con INCIDENZA si intendono i nuovi casi di malattia, con PREVALENZA si intendono tutti i casi presenti in un determinato periodo). I fattori di rischio vengono inseriti in un discorso che riguarda i DETERMINANTI DI SALUTE che sono: Il modello di salute a cui ci riferiamo rappresenta degli strati concentrici che corrispondono a livelli diversi di influenza dei determinanti della salute. Al centro vediamo i fattori immodificabili (età, sesso, fattori costituzionali), poi vi è lo stile di vita indivuale (questo può essere modificato), reti sociali, ambienti di lavoro, condizioni di vita e lavoro, acque e smaltimento rifiuti. Questo ci permette di capire come e quanto possono essere modificati questi fattori di rischio.
Il TRIANGOLO EPIDEMIOLOGICO: (è importante utilizzarlo come metodo di preparazione di questo esame perchè permette di schematizzare lo studio per esempio della prevenzione). E’ un triangolo ai cui vertici ci sono l’AGENTE (patogeno nel caso delle malattie infettive), nell’altro vertice vi è l’OSPITE (la persona che si ammala) e infine l’AMBIENTE. Esiste poi un VETTORE (generalmente un insetto che trasporta il microrganismo patogeno dall’agente all’ospite, come le zanzare). Questo modello può essere usato anche per MALATTIE CRONICHE: in cui al posto dell’AGENTE mettiamo un FATTORE DI RISCHIO. Esistono 3 livelli di prevenzione :
malattia, prima che diventi sintomatica possiamo utilizzare la prevenzione secondaria.
ricorrere alla prev terziaria con l’obiettivo di ridurre o interrompere le complicanze di patologie croniche, attraverso il trattamento e la
meno sostanze inquinanti). ➔ ESEMPI DI INTERVENTI DI PREVENZIONE PRIMARIA:
- PREVENZIONE SECONDARIA: un intervento efficace porta a: ➔ non diminuisce l’incidenza delle malattie, perché non rimuove le cause di malattia, né evita l’insorgenza di nuovi casi!!! La prevenzione secondaria viene messa in atto attraverso degli SCREENING che possono essere: ● SELETTIVI: quando effettuati su una popolazione apparentemente sana ma appartenente ad una categoria particolarmente esposta al rischio di ammalarsi.
● DI MASSA: quando prendo in considerazione l’intera popolazione esposta al rischio (per esempio screening precoce per il carcinoma della mammella a tutte le donne che superano una certa età). LE MALATTIE INFETTIVE AVENDO UN PERIODO DI INCUBAZIONE MOLTO BREVE NON SI PRESTANO ALLA PREVENZIONE SECONDARIA. (a parte lo screening per la TBC) ➔ nel carcinoma della cervice uterina è importante la prevenzione primaria attraverso il vaccino
- PREVENZIONE TERZIARIA: Fondamentale la RIABILITAZIONE FISICA e il SUPPORTO PSICOLOGICO.
Quindi per evitare il contagio ci sono varie strategie di prevenzione primaria :
(ERADICARE: vuol dire far sparire dalla faccia della terra le malattie. L’unica malattia per ora eradicata è il VAIOLO, anche la TBC sta per essere dichiarata “eradicata”. )
2a lezione IGIENE In EPIDEMIOLOGIA sono importanti le misure di frequenza: cioè quale è la frequenza con la quale si verifica un evento di interesse. Sicuramente, i due indici più importanti sono:
● TRASMISSIONE INDIRETTA: può avvenire tramite diversi mezzi = VEICOLI, VETTORI
*parenterale apparente/ inapparente: apparente quando per esempio una persona si inietta droga con l’ago di un’altra persona sono consapevole del rischio che sto correndo, inapparente quando avviene in ambito domestico, per esempio usando le stesse forbicine e magari a casa c’è un portatore di epatite b o c, e non si è consapevoli si contagia tutta la famiglia senza esserne consapevoli.
Le condizioni che possono portare alla malattia sono : l’ESPOSIZIONE e l’INFEZIONE. L’INOCULO è la carica microbica, se non è sufficiente la malattia NON si verifica. Una volta che si è verificato l’inoculo entra in gioco la resistenza dell’ospite (condizioni immunitarie, che possono essere rinforzate per esempio attraverso l’immunoprofilassi) e si può arrivare all’inattivazione del patogeno o all’infezione. *TEMPO DI INCUBAZIONE: intervallo che intercorre tra l’entrata dell’agente infettivo nell’ospite e la comparsa dei sintomi.
➔ invasività:capacità dell’organismo ospite di penetrare e diffondersi nell’organismo ospite
● letalità ● frequenza di evoluzione in malattia cronica ● frequenza e durata dello stato di portatore ● persistenza dell’immunità
*** L’immunità di gregge** è quando una grossa percentuale della popolazione è immunizzata e il microrganismo non trova modo di diffondersi e quindi la malattia si interrompe. Può essere data da: persone immunizzate perchè hanno passato la malattia naturalmente o perchè sono state vaccinate (in questo caso avremo una immunità di gregge ALTA). Se invece, le persone, sono per la maggior parte suscettibili perchè non hanno ancora passato la malattia, l’immunità di gregge sarà BASSA.
Ora vedremo gli INTERVENTI da mettere in atto affinché non vi sia l'incontro tra agente patogeno e l’ospite: ● ELIMINAZIONE DELL’AGENTE PRIMA DELL’INCONTRO:
- disinfezione: intervento mirato a distruggere i microrganismi patogeni presenti in forma vegetativa nell’ambiente e/o su un determinato substrato non vivente.
- sterilizzazione: intervento finalizzato a distruggere qualsiasi forma di vita presente in un ambiente, in un materiale, o sulla sua superficie. ● ASEPSI: è l’insieme di norme atte a impedire che su un determinato substrato giungano microrganismi patogeni infettanti (per esempio i dispositivi di protezione personale come l’uso di guanti, mascherine, caschi, ecc) ● ANTISEPSI: pratica finalizzata a inattivare i microrganismi presenti in forma vegetativa sulla cute, sulle mucose o su altri tessuti. Per esempio se mi lavo le mani con un antisettico per la disinfezione della cute, come l’alcol.
Tra i disinfettanti inorganici troviamo: acidi, alcali, sali dei metalli pesanti, ossidanti, alogeni; tra i disinfettanti organici troviamo: alcoli, aldeidi, derivati del fenolo, composti tensioattivi, essenze. Un disinfettante ideale deve possedere: