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La Brexit: Tappe e Accordi, Appunti di Diritto dell'Unione Europea

Tappe della Brexit fino all'accordo tra Ue e Regno Unito (24.12.2020)

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 09/01/2021

ale_ssu
ale_ssu 🇮🇹

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BREXIT
tappe:
giugno 2016 → nel Regno Unito si tiene il referendum per scegliere se lasciare o
meno l’Unione Europea: prevalgono i favorevoli ad uscire (52%)
luglio 2016 → Theresa May diventa il nuovo Primo Ministro, mentre Boris Johnson è
il nuovo ministro degli esteri.
marzo 2017 → T. May attiva la procedura di cui all’art.50 TUE modificando al
Consiglio europeo la decisione del regno Unito di recedere dall’Unione.
L’Unione europea e il Regno Unito conducono negoziati volti ad elaborare un accordo
mediante il quale definire le modalità di recesso.
25 novembre 2018 → il Consiglio europeo approva una prima versione dell’accordo
di recesso ed una dichiarazione politica volta a definire il quadro per le future
relazioni tra UE e il Regno Unito
ma la Gran Bretagna incontra significative difficoltà nella procedura di ratifica (nei primi mesi
del 2019 viene bocciato per 3 volte dal Parlamento europeo)
desiderio di prorogare fino al 30 giugno 2019 → UE offre due date: - il 22 maggio se
l’accordo è approvato altrimenti 12 aprile
11 aprile 2019 → T. May chiede un altro rinvio → i leader dell’UE ne accordano uno
“flessibile” fino al 31 ottobre
nel maggio del 2019 → si tengono elezioni europee in GB → il giorno
successivo T.May annuncia dimissioni → 23 luglio 2019 B.Johnson diventa
leader del Partito conservatore e diventa Primo Ministro
19 ottobre 2019 → B.J. chiede a Bruxelles un altro rinvio → Ue concede lo fino al 31
gennaio
nel 29 gennaio 2020 → il Parlamento europeo approva l’accordo sulla Brexit
31 gennaio 2020 → il Regno Unito lascia ufficialmente la UE
L’accordo di recesso che era stato concluso prevedeva un periodo di transitorio fino al 31
dicembre 2020 nel corso del quale la GB non faceva parte dell’Unione, non potendo quindi
più partecipare alle istituzioni dell’Unione ed al processo decisionale da queste portate
avanti. *
- una delle questioni più delicate riguardava la c.d. clausola di backstop
per il confine
di Irlanda ed Irlanda del Nord. In base a tale meccanismo di emergenza, qualora alla
fine del predetto periodo transitorio, le parti non fossero state in grado di riuscire a
trovare una soluzione per evitare un confine fisico caratterizzato da controlli doganali
su persone e merci tra Irlanda e Irlanda del Nord, sarebbe stata creata un’area
doganale comune comprendente il territorio dell’Unione e quello del Regno Unito
nella quale all'Irlanda del Nord sarebbe stato applicato il codice doganale
dell’Unione, mentre il Regno Unito sarebbe rimasto sottoposto ad un numero più
limitato di disposizioni relative al mercato unico.
La soluzione di compromesso che è stata raggiunta nell’accordo di recesso riveduto
del 17 ottobre 2019 mirava ad evitare ad una frontiera fisica tra Irlanda ed Irlanda del
Nord, tutelando l’economia e la pacificazione dell’Isola e salvaguardando anche
l’integrità del mercato unico dell’Unione.
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BREXIT

tappe: ● giugno 2016 → nel Regno Unito si tiene il referendum per scegliere se lasciare o meno l’Unione Europea: prevalgono i favorevoli ad uscire (52%) ● luglio 2016 → Theresa May diventa il nuovo Primo Ministro, mentre Boris Johnson è il nuovo ministro degli esteri. ● marzo 2017 → T. May attiva la procedura di cui all’art.50 TUE modificando al Consiglio europeo la decisione del regno Unito di recedere dall’Unione. L’Unione europea e il Regno Unito conducono negoziati volti ad elaborare un accordo mediante il quale definire le modalità di recesso. ● 25 novembre 2018 → il Consiglio europeo approva una prima versione dell’accordo di recesso ed una dichiarazione politica volta a definire il quadro per le future relazioni tra UE e il Regno Unito ma la Gran Bretagna incontra significative difficoltà nella procedura di ratifica (nei primi mesi del 2019 viene bocciato per 3 volte dal Parlamento europeo) ● desiderio di prorogare fino al 30 giugno 2019 → UE offre due date: - il 22 maggio se l’accordo è approvato altrimenti 12 aprile ● 11 aprile 2019 → T. May chiede un altro rinvio → i leader dell’UE ne accordano uno “flessibile” fino al 31 ottobre ○ nel maggio del 2019 → si tengono elezioni europee in GB → il giorno successivo T.May annuncia dimissioni → 23 luglio 2019 B.Johnson diventa leader del Partito conservatore e diventa Primo Ministro

● 19 ottobre 2019 → B.J. chiede a Bruxelles un altro rinvio → Ue concede lo fino al 31 gennaio ● nel 29 gennaio 2020 → il Parlamento europeo approva l’accordo sulla Brexit ● 31 gennaio 2020 → il Regno Unito lascia ufficialmente la UE

L’accordo di recesso che era stato concluso prevedeva un periodo di transitorio fino al 31 dicembre 2020 nel corso del quale la GB non faceva parte dell’Unione, non potendo quindi più partecipare alle istituzioni dell’Unione ed al processo decisionale da queste portate avanti. *

  • una delle questioni più delicate riguardava la c.d. clausola di backstop per il confine di Irlanda ed Irlanda del Nord. In base a tale meccanismo di emergenza, qualora alla fine del predetto periodo transitorio, le parti non fossero state in grado di riuscire a trovare una soluzione per evitare un confine fisico caratterizzato da controlli doganali su persone e merci tra Irlanda e Irlanda del Nord, sarebbe stata creata un’area doganale comune comprendente il territorio dell’Unione e quello del Regno Unito nella quale all'Irlanda del Nord sarebbe stato applicato il codice doganale dell’Unione, mentre il Regno Unito sarebbe rimasto sottoposto ad un numero più limitato di disposizioni relative al mercato unico. La soluzione di compromesso che è stata raggiunta nell’accordo di recesso riveduto del 17 ottobre 2019 mirava ad evitare ad una frontiera fisica tra Irlanda ed Irlanda del Nord, tutelando l’economia e la pacificazione dell’Isola e salvaguardando anche l’integrità del mercato unico dell’Unione.

Dopo 10 mesi di accese trattative, il Regno Unito e l'Unione europea hanno trovato giovedì 24 dicembre uno storico accordo su un trattato di partenariato post-Brexit che regolamenterà i loro rapporti dal 1° gennaio, quando la Gran Bretagna lascerà il mercato unico e l'unione doganale. Tre nodi hanno complicato il negoziato:

  • l'accesso del Regno Unito al mercato unico, nel rispetto delle regole sugli aiuti di Stato;
  • il meccanismo di soluzione delle controversie;
  • la regolamentazione della pesca nel Mare del Nord. Su quest'ultimo fronte, la questione si è rivelata particolarmente complessa, tenuto conto del desiderio inglese di riprendere possesso delle acque costiere. Sul fronte politicamente delicato della regolamentazione della pesca nel Mare del Nord, Bruxelles ha spiegato che il pescato comunitario nelle acque costiere britanniche diminuirà del 25% su un periodo di 5 anni e mezzo (ossia fino al giugno 2026). Terminato il periodo di transizione, la discussione sarà annuale

Il nuovo accordo permetterà quindi al Regno Unito di avere accesso al mercato unico senza quote e senza tariffe, ma con l'obbligo di evitare distorsioni alla concorrenza. Come previsto il nuovo trattato non prende in conto il settore finanziario. Ciò detto, le parti hanno previsto di negoziare un memorandum di intesa per stabilire una nuova collaborazione regolamentare. Rimane poi in essere la possibilità per entrambe le parti di concedere riconoscimenti unilaterali (le cosiddette equivalenze). Infine, Londra ha deciso di non partecipare al programma di scambio universitario Erasmus.

A questo punto inizia un iter politico-giuridico piuttosto complesso. Prima di tutto, Bruxelles dovrà presentare ai 27 Paesi membri una proposta di intesa. Il Consiglio dovrà decidere se considerare il nuovo trattato misto o europeo (nel primo caso oltre all'approvazione del Parlamento europeo sarebbe necessaria anche la ratifica nazionale). I governi dovranno poi optare per una entrata in vigore provvisoria, fin dal 1° gennaio 2021, visti i tempi molto stretti per ottenere un benestare del Parlamento europeo da qui alla fine dell'anno. Se così avvenisse, i Ventisette dovranno decidere quando e come firmare il nuovo trattato. Successivamente, il testo andrebbe poi pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea. In questo caso, il voto parlamentare avrebbe luogo nelle prime settimane dell'anno prossimo.