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codice ascii
Tipologia: Guide, Progetti e Ricerche
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Esistono 95 caratteri ASCII stampabili, numerati da 32 a 126. ASCII è l'acronimo di A merican S tandard C ode for I nformation I nterchange (ovvero Codice Standard Americano per lo Scambio di Informazioni .)
È un sistema di codifica dei caratteri a 7 bit, comunemente utilizzato nei calcolatori, proposto dall'ingegnere dell'IBM Bob Bemer nel 1961, e successivamente accettato come standard dall'ISO. Per non confonderlo con le estensioni a 8 bit proposte successivamente, questo codice viene talvolta riferito come US-ASCII.
Alla specifica iniziale basata su codici di 7 bit fecero seguito negli anni molte proposte di estensione ad 8 bit, con lo scopo di raddoppiare il numero di caratteri rappresentabili. Nei PC IBM si fa per l'appunto uso di una di queste estensioni, ormai standard di fatto, chiamata extended ASCII o high ASCII. In questo ASCII esteso, i caratteri aggiunti sono vocali accentate, simboli semigrafici e altri simboli di uso meno comune. I caratteri di ASCII esteso sono codificati nei cosiddetti codepage.
Il sistema numerico ottale (spesso abbreviato come ott o oct) è un sistema numerico posizionale in base 8, cioè che utilizza solo 8 simboli (tipicamente 0, 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7) invece dei 10 del sistema numerico decimale usato comunemente. Una cifra ottale rappresenta esattamente tre cifre binarie.
Un numero in base ottale si converte in binario nel seguente modo:
Il numero binario è (11110001) 2.
Per convertire un numero dal Sistema Binario a quello Ottale si procede in modo analogo all'esempio precedente:
2)Ogni gruppo va poi convertito nel corrispondente numero ottale.
Il sistema numerico esadecimale (spesso abbreviato come esa o hex) è un sistema numerico posizionale in base 16, cioè che utilizza 16 simboli. Per l'esadecimale si usano in genere simboli da 0 a 9 per le prime dieci cifre, e poi le lettere da A a F per le successive sei cifre, per un totale di 16 simboli.
Ci sono numerosi modi per denotare un numero come esadecimale, usati in differenti linguaggi di programmazione:
Non esiste un simbolo standard, perciò tutte le convenzioni elencate sopra vengono utilizzate, e a volte lo stesso articolo può contenere due convenzioni diverse. Ciononostante, non si crea molta confusione perché tutte sono non ambigue.
Un metodo per convertire un numero esadecimale in decimale è quello di moltiplicare le sue cifre per le potenze della base 16. Ad esempio 4F dove F vale 15 :
quindi. (Si ricorda che 16 0 = 1).
Allora.
L'operazione inversa - da decimale ad esadecimale - si realizza con una serie di divisioni successive. Si utilizza la divisione con resto. Vediamo un esempio:
quindi si arrotonda il risultato per difetto. Occorre ora trovare il resto, il modo più semplice è moltiplicare la parte decimale per il divisore della precedente operazione:. Infine si deve comporre il numero in sistema esadecimale: il 4 è indicato dal simbolo 4, il 15 dal simbolo F: 4F.
Si consideri il seguente numero in base 16: A16BC9 (^) 16. Per convertilo in base 2, è sufficiente prelevare ciascuna cifra esadecimale e sostituirla con il suo equivalente nel sistema binario. Per ottenere la conversione opposta, invece, bisogna procedere nella maniera inversa: si suddivide il numero binario in gruppi di 4 cifre a partire da destra e si sostituisce ogni gruppo con il suo equivalente esadecimale.
Unicode è un sistema di codifica che assegna un numero univoco ad ogni carattere usato per la scrittura di testi, in maniera indipendente dalla lingua, dalla piattaforma informatica e dal programma utilizzato. Unicode è stato compilato e viene aggiornato e pubblicizzato dall' Unicode Consortium. Il codice assegnato al carattere viene rappresentato con U+, seguito dalle quattro (o sei) cifre esadecimali del numero che lo individua. Unicode incorpora, nella primissima parte, la codifica ISO/IEC 8859-1 [3], ma va molto oltre, codificando i caratteri usati in quasi tutte le lingue vive e in alcune lingue morte, nonché simboli matematici e chimici, cartografici, l'alfabeto Braille, ideogrammi ecc. Attualmente lo standard Unicode non rappresenta ancora tutti i caratteri in uso nel mondo. Essendo ancora in evoluzione, si prefigge di coprire tutti i caratteri rappresentabili, garantendo la compatibilità e la non sovrapposizione con le codifiche dei caratteri già definiti, ma lasciando comunque dei ben precisi campi di codici "non usati", da riservare per la gestione autonoma all'interno di applicazioni particolari. L'Unicode viene supportato dai moderni standard della programmazione e del markup come XML, Java, JavaScript, LDAP, CORBA 3.0, e da vari sistemi operativi.
Unicode era stato originariamente pensato come una codifica a 16 bit (quattro cifre esadecimali) che dava la possibilità di codificare 65.536 caratteri. Tanto si riteneva essere sufficiente per rappresentare i caratteri impiegati in tutte le lingue scritte del mondo. Ora invece lo standard Unicode prevede una codifica fino a 21 bit e supporta un repertorio di codici numerici che possono rappresentare circa un milione di caratteri. Ciò appare sufficiente a coprire anche i fabbisogni di codifica di scritti del patrimonio storico dell'umanità, nelle diverse lingue e negli svariati sistemi di segni utilizzati.
Il Big5 è un tipo di codifica per gli ideogrammi del cinese tradizionale (usati in Taiwan, Hong Kong e Singapore).