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IL CRISTIANESIMO NASCITA E DIFFUSIONE, Appunti di Storia

- Nascita e diffusione del cristianesimo; - Gesù; - Le prime comunità cristiane nel mondo romano ( nascita delle chiese, catacombe, la nuova condizione della donna e il matrimonio, i cristiani nella società pagana, i cristiani perseguitati); - La crisi spirituale e sociale del mondo romano ( nuove filosofie e nuovi culti).

Tipologia: Appunti

2021/2022

Caricato il 28/01/2022

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IL CRISTIANESIMO: NASCITA E DIFFUSIONE
323 a.C. Alessandro Magno muore
Regno di Siria controlla la Palestina---si diffondono culture e strutture politiche ellenistiche
168 a.C. Ebrei si ribellano al sovrano siriano---nasce stato indipendente di Giudea (regione no religioni
politeiste) --- molte comunità costrette a convertirsi con la forza, Principale centro di culto---tempio di
Gerusalemme.
64 a.C. legioni romane conquistano Siria
4 a.C. re Erode muore---Giudea diventa provincia romana e affidata al governo di un prefetto ma
comunque ancora presente il sinedrio (più importante assemblea politica e religiosa ebraica)
In quel periodo la religione ebraica divisa in sette, alcuni di loro hanno condotto per molto tempo una dura
resistenza armata contro i Romani:
-Farisei (dall’ebraico— “separati”)
- Sadducei
- Esseni
-Zeloti (i “fanatici”)
7 o 6 a.C. nasce Gesù a Betlemme, durante il principato di Augusto.
Il suo nome:
- Dall’ebraico: Dio ovvero “salvezza”
- Dai suoi discepoli chiamato Cristo, dal greco “unto del signore” cioè eletto di Dio.
Gesù è cresciuto a Nazareth, in Galilea, dove iniziò a predicare da quando aveva 30 anni, riunendo
a sé un gruppo di seguaci. Tre anni dopo fu fatto arrestare a Gerusalemme dal sinedrio, che
vedeva in lui un corruttore della religione tradizionale, infatti fu fatto processare di fronte al
governatore romano della Palestina, Ponzio Pilato, e durante il principato di Tiberio, nel 33 fu
crocifisso. La figura di Gesù per molti aspetti, proseguiva la tradizione dei profeti dell’Antico
Testamento, che si rivelavano come degli inviati da Dio per riportare gli ebrei sulla giusta via e,
proprio per questo motivo, furono per molto tempo oppressi/perseguitati. Molti altri, nella
Palestina, videro in lui un messaggero religioso ma anche una possibile guida politica nella lotta
contro i Romani. Gesù pur rifiutando il ruolo politico che gli volevano attribuire, affermò di NON
essere un semplice profeta bensì il Messia (unto del signore) da sempre atteso dal popolo ebraico.
All’inizio il cristianesimo fu solamente una delle tante sette ebraiche diffuse in Palestina ma, il fatto
che il messaggio di Gesù portava uguaglianza a tutti gli uomini senza distinzioni di alcun genere,
portò da parte della Palestina e tutto l’Impero Romano interesse, soprattutto tra le classi più
povere, escluse dalla vita sociale e politica. Le notizie sulla vita di Gesù, la sua morte e la sua
resurrezione furono diffuse dai suoi primi seguaci chiamati “apostoli” e vennero raccolte in una
serie di libri chiamati “Vangeli”. Dopo la sua morte i discepoli continuarono con la predicazione. Il
cristianesimo piano piano diventò sempre più popolare e autonomo, diffondentesi in diverse
regioni dell’Impero romano grazie a un ebreo, Paolo di Tarso, convertito al cristianesimo (nel 34)
che spinse anche altre persone a fare come lui: viaggiando, scrivendo lettere… venne chiamato
“l’apostolo dei gentili”. Le prime importanti comunità cristiane sorsero in Palestina, Antiochia,
Efeso, Corinto, Alessandra, Cartagine e appunto a Roma.
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IL CRISTIANESIMO: NASCITA E DIFFUSIONE

323 a.C. Alessandro Magno muore Regno di Siria controlla la Palestina ---si diffondono culture e strutture politiche ellenistiche 168 a.C. Ebrei si ribellano al sovrano siriano---nasce stato indipendente di Giudea (regione no religioni politeiste) --- molte comunità costrette a convertirsi con la forza, Principale centro di culto---tempio di Gerusalemme. 64 a.C. legioni romane conquistano Siria 4 a.C. re Erode muore---Giudea diventa provincia romana e affidata al governo di un prefetto ma comunque ancora presente il sinedrio (più importante assemblea politica e religiosa ebraica) In quel periodo la religione ebraica divisa in sette , alcuni di loro hanno condotto per molto tempo una dura resistenza armata contro i Romani:

  • Farisei (dall’ebraico— “separati”) **- Sadducei
  • Esseni**
  • Zeloti (i “fanatici”) 7 o 6 a.C. nasce Gesù a Betlemme, durante il principato di Augusto. Il suo nome:
  • Dall’ebraico: Dio ovvero “salvezza”
  • Dai suoi discepoli chiamato Cristo, dal greco “unto del signore” cioè eletto di Dio. Gesù è cresciuto a Nazareth, in Galilea, dove iniziò a predicare da quando aveva 30 anni, riunendo a sé un gruppo di seguaci. Tre anni dopo fu fatto arrestare a Gerusalemme dal sinedrio, che vedeva in lui un corruttore della religione tradizionale, infatti fu fatto processare di fronte al governatore romano della Palestina, Ponzio Pilato, e durante il principato di Tiberio, nel 33 fu crocifisso. La figura di Gesù per molti aspetti, proseguiva la tradizione dei profeti dell’Antico Testamento, che si rivelavano come degli inviati da Dio per riportare gli ebrei sulla giusta via e, proprio per questo motivo, furono per molto tempo oppressi/perseguitati. Molti altri, nella Palestina, videro in lui un messaggero religioso ma anche una possibile guida politica nella lotta contro i Romani. Gesù pur rifiutando il ruolo politico che gli volevano attribuire, affermò di NON essere un semplice profeta bensì il Messia (unto del signore) da sempre atteso dal popolo ebraico. All’inizio il cristianesimo fu solamente una delle tante sette ebraiche diffuse in Palestina ma, il fatto che il messaggio di Gesù portava uguaglianza a tutti gli uomini senza distinzioni di alcun genere, portò da parte della Palestina e tutto l’Impero Romano interesse, soprattutto tra le classi più povere, escluse dalla vita sociale e politica. Le notizie sulla vita di Gesù, la sua morte e la sua resurrezione furono diffuse dai suoi primi seguaci chiamati “apostoli” e vennero raccolte in una serie di libri chiamati “Vangeli”. Dopo la sua morte i discepoli continuarono con la predicazione. Il cristianesimo piano piano diventò sempre più popolare e autonomo, diffondentesi in diverse regioni dell’Impero romano grazie a un ebreo, Paolo di Tarso, convertito al cristianesimo (nel 34) che spinse anche altre persone a fare come lui: viaggiando, scrivendo lettere… venne chiamato “l’apostolo dei gentili”. Le prime importanti comunità cristiane sorsero in Palestina, Antiochia, Efeso, Corinto, Alessandra, Cartagine e appunto a Roma.

LE PRIME COMUNITA’ CRISTIANE NEL MONDO EBRAICO

i primi gruppi di cristiani si organizzarono in comunità chiamate chiese (dal greco ekklesìa, “assemblea”). Inizialmente era numericamente insignificante poi si espanse a più persone. I cristiani pregavano sotto la direzione di anziani; le comunità locali erano poste sotto l’autorità di un vescovo, eletto dai fedeli, che controllava un territorio di più comunità, la diocesi. I fedeli versavano, attraverso le elemosine, un contributo in denaro alla comunità, che si occupava con esso al mantenimento degli anziani e vescovi, all’assistenza dei poveri e al riscatto dei cristiani catturati durante guerre e persecuzioni. I cristiani seguivano regole rigorose:

  • rifiutavano di assumere le cariche pubbliche
  • si rifiutavano di prestare il servizio militare
  • si rifiutavano di compiere i sacrifici in onore dell’imperatore. Spesso venivano identificati come una comunità chiusa e isolata. Su di loro si diffusero voci che si abbandonassero a orge e persino che uccidessero bambini a scopo spirituale. Inoltre, il cristianesimo era causa di forti conflitti familiari per il fatto che qualcuno voleva aderire e chi invece no. Il cristianesimo aiutò a:
  • migliorare la condizione delle donne e quindi di migliorare anche il loro ruolo sociale dando loro alcune funzioni sociali importanti come l’assistenza ai malati e, in alcuni casi, l’insegnamento della dottrina
  • A Roma, il matrimonio era monogamico ovvero che era un’unione matrimoniale di un solo uomo con una sola donna come invece NON accadeva nella religione ebraica.
  • I coniugi avevano pari dignità e pari diritti I cristiani si servivano di sepolture sotterranee che venivano anche sfruttati come luoghi di ritrovo: le catacombe chiamate più comunemente cimiteri, in cui i cristiani seppellivano i loro defunti e dove si riunivano per alcune celebrazioni, soprattutto per il culto dei sacrifici (i martiri). La loro struttura era formata da una lunga serie di corridoi intersecati tar loro e a volte posti su più piani; nelle pareti erano scavati i loculi, cioè spazi necessari per depositare i cadaveri, mentre ai lati potevano esserci ambienti più ampi (cabicula). Questi luoghi venivano decorati con pitture che rappresentavano scene dei Vangeli. In periodi di crisi, i romani davano la colpa ai cristiani accusandoli di essere la causa dell’ira degli dei. Agli inizi dell’impero prevale la politica suggerita di Nerone, in base alla quale i romani dovevano intervenire contro i cristiani solamente quando il loro comportamento era diventato veramente provocatorio, ma a lungo andare gli imperatori si iniziano a stancare degli atteggiamenti dei cristiani e iniziano a contrastarli. Dopo la prima persecuzione ordinata da Nerone nel 64, le persecuzioni diventano numerose e feroci. Nel 311 Galerio, il successore di Diocleziano, emanò un editto di tolleranza ponendo fine alle violenze.