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Il divismo Cinema, televisione, web - riassunto del libro
Tipologia: Dispense
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Sociologia dei media IL DIVISMO. Cinema, Televisione, Web (Vanni Codeluppi) Le tre fasi del divismo Il divismo non è un evento sociale nuovo, bensì è sempre esistito in quanto fa parte della natura umana sono curiosi di conoscere la vita privata degli altri. Inoltre crea l'illusione di mettersi sullo stesso piano del divo e sentirsi parte del suo mondo. Negli ultimi anni la figura del divo ha accresciuto la sua importanza, in quanto è diventata un modello di riferimento per gli individui. I divi diventano delle guide rassicuranti nella situazione attuale di assenza di punti di riferimento e caduta degli ideali, tra cui politica, chiesa e famiglia. Un altro motivo è perché i sistemi comunicativi dei media espongono i divi in modo sempre maggiore, consentendo anche l'evoluzione di divieti. Lo sono nello spettacolo, nel giornalismo, nello sport, nella moda, nella politica e nell'arte, questo fenomeno prende il nome del celebritizacion. Si sta sviluppando un vero e proprio processo di moltiplicazione dei divi, che invadono ogni territori. Le fasi del divismo sono 3:
Negli anni 30/40 gli studi di Hollywood hanno perfezionato ancora di più il loro modello divistico creando il " studio system ", che si basava sul controllo totale dell'immagine del divo , il quale diventava, proprietà esclusiva dei produttori delle case di produzione ( con contratti molto lunghi). Diventa fondamentale rendere il divo familiare al pubblico , e, per fare ciò, è una certa immagine del divo che si compone di elementi biografici e tratti dallo stereotipo che l'attore ha fatto, per questo motivo è interpretato dagli attori gli stessi. Lo spettatore era portato a considerare il ruolo interpretato in un film come rivelatore di una vera personalità , mentre tale personalità non era un'era in realtà che il frutto di un’abile strategia di costruzione mediatica. Nella creazione dell'immagine del futuro diventa fondamentale la cura nel trucco , con l'intenso ricorso alla chirurgia estetica , e nell'abbigliamento. Le prime dive sono state femminili : Mary Pickfor, Lydia Bol e Francesca Bertini (cinema delle divine degli anni '20 in Italia). Nel 1927, si ricorda il primo film sonoro "ll cantante di jazz", che mette in crisi il successo degli attori del cinema muto. Il primo sex symbol maschile è sicuramente Rodolfo Valentino e nel 1950 il successo è da attribuire a James Dean , il giovane fragile e tormentato. Con Dean, entra in crisi il modello di divo fino a prima: il divo si umanizza , anche grazie all'introduzione del mezzo televisivo nella maggior parte delle case degli americani. James Dean incarnava il bisogno dei giovani degli anni 50 di ribellarsi al modello sociale conformistico che stabilisce imposto dalla società puritana americana. In "gioventù bruciata" rappresenta proprio il malessere di una generazione di giovani traditi. La morte inaspettata gli ha conferito ancora di più autenticità alla figura da lui rappresentata. Egli è la prima forma di "antidivo" , insieme a Marilyn Monroe , con la quale molte donne si rispecchiarono. La decadenza del divismo tipico segnata anche dalla preoccupazione minore negli anni 60 dell'aspetto fisico degli attori, come avvenne per Barbra Streisand. Il nuovo modello cinematografico proposto dalla Nouvelle Vague francese negli anni 50 rifiutava le regole del sistema divistico americano santo vita a sua volta a nuovi divi la cui immagine personale spesso si fondeva con i personaggi tormentati e ribelli interpretati nei film. La Nouvelle Vague francese inoltre attribuì una nuova importanza alla figura del regista, aggiungendo agli abituali divi-attori anche divi-registi. Altro modello di divo è presentato da Brigitte Bardot , simbolo di libertà sessuale e ribellione al modello femminile classico. Lei influenza i pensieri di grandi masse di donne. Hollywood, inoltre, svolge un'importante funzione nel modificare l'abbigliamento e la moda (es. abito bianco dalle spalline bianche di Joan Crawford). Negli anni '30 i costumisti decretavano le mode. Nel mondo dei divi e del cinema divennero famose Le Sorelle Fontana. Tra gli anni 50/60 l'influenza hollywoodiana arriva fino in Italia, dando vita a Cinecittà. Il regista Fellini crea la figura del paparazzo , inserendolo nel film "La dolce vita". Negli anni '70 cambia il clima culturale, perché a causa dell'introduzione della televisione cambia il pubblico del cinema che passa dalle famiglie ai giovani. Nel 1977 esce "Guerre stellari", film che si impone come marca, creando un grande merchandising (uguale per Disney). Negli anni ‘80 con l’elezione di Reagan negli Stati Uniti, si impone il modello liberista che si fa una maggiore libertà ai divi, i quali si sono gradualmente riappropriati del processo di costruzione e sfruttamento della loro immagine, già appartenuto ai grandi casi di produzione. Per gestire la propria immagine, i divi in ultimi anni hanno spesso manifestato il proprio impegno umanitario, es. Pitt e Jolie, George Clooney, Leonardo di Caprio Dagli anni '90 in poi si spettacolo un nuovo tipo di cinema, quello indipendente, che porta al successo il remake, il sequel e il reboot di Batman. Il cinema postmoderno si caratterizza per un ritmo narrativo veloce, una valorizzazione dei singoli momenti attenzionali e la ricerca di stimoli sensoriali intensi che diventano un punto di vista e udito. Altra caratteristica è quella di avere una costruzione narrativa completamente aperta, non conclusa e sempre disponibile per nuovi prodotti mediali. Il divismo nella televisione La televisione permette un'unificazione linguistica e sociale svolgendo anche un ruolo pedagogico e culturale derivato dalla sua natura di ente di stato programmi di alfabetizzazione come Telescuola, non è mai troppo tardi. La TV ha contribuito al processo di unificazione anche
presente nella vita quotidiana: la sensazione di controllo sull'imprevedibilità (si tratta di un'illusione). Chi partecipa alla realtà deve dimostrare di essere bravo nel gestire pubblicamente la sua immagine, nel trasformare la sua vita in spettacolo. Gli viene chiesto di costruire un'identità all'impiego nelle situazioni pubbliche che affronta. I personaggi del reality registrati ogni spettatore, quindi è arrivato lo spettatore sta guardando e sia guardato allo stesso tempo. Secondo Bauman nelle società contemporanee le persone si sentono sole e hanno bisogno di condividere l'attenzione sull'intimità e questo lo fanno attraverso la visione dei reality. Per fare in modo che il modello del realtà funzioni è quindi necessario che gli spettatori (i quali si sentono divi) e i protagonisti si assomiglino. La televisione diventa uno specchio per le persone che guardano allo schermo e si basa sulla promessa che chiunque può diventare famoso : programmi come Amici, x factor, la voce, l'italia ha talento trasmettere l'idea che una persona sconosciuta (come ogni spettatore) può diventare famosa, in quanto nella società domina il successo facile, fatto senza sforzi, senza dover essere rivolto di particolare competenze. Il 3 febbraio 1957 nasce il Carosello , spettacolo nazionale popolare con struttura narrativa semplice in cui compaiono i cantanti, gli attori ei divi comici vieni Totò, Rascel, Vianello, Togliazzi ... Il Carosello è composto da uno video e un codino finale che rispecchiava lo spot. II divismo nella musica Nelle società contemporanee, il sistema dei media ha assunto un ruolo centrale con il potere costruendosi un'identità pubblica che coincide in gran parte con la sua identità mediale. Tra divo e fan si crea un rapporto di intimità e familiarità con lo strumento. Esempi significativi sono Elvis Presley e i Beatles , i quali hanno adottato una strategia di comunicazione basata su una costante presenza mediatica (musica registrata, TV, cinema). In questi anni '60 -80, nella musica, diventa fondamentale l'identità visiva. Ciò è stato evidente anche della seconda metà degli anni Settanta quando in Inghilterra il movimento punk ha duramente contestato le industrie discografiche come sempre una forte attenzione all'immagine e all'identità visiva della musica prodotta. Negli anni 80 l'identità visiva diventa ancora più rilevante. Questo è stato migliorato dalla registrazione che ho reso abituale l'esibizione dal vivo con una base registrata in studio. Molti gruppi della cosiddetta "New Wave" inglese (es. Duran Duran e Culture Club) hanno fatto ricorso all'inizio degli anni '80 di queste basi musicali evidenziando ciò che era importante nei concerti era l'aspetto visivo , modo di presentarsi al pubblico dei musicisti Un altro elemento importante per l'identità visiva furono i videoclip , nei quali la performance musicale è simulata. MTV , che nasce negli Stati Uniti nel 1981 con lo scopo di raggiungere il pubblico di giovani bianchi e suburbani tra i 12 e 24 anni, ha reso il ruolo del videoclip indispensabile ed ha avuto conseguenze sulla musica che è stata spinta sempre più sul commerciale dalle grandi caso discografiche. La videoclipizzazione della musica ha portato alla nascita del pop inglese e delle boy band. Questo fenomeno è stato un fattore di trasformazione della musica in senso visivo e commerciale. Degli esempi sono Lady Gaga, Rihanna, Katy Perry, Jennifer Lopez che hanno pensato come l'immagine esteriore rivesta un posto più importante rispetto al contenuto stesso. Lady Gaga è il nome d'arte della cantautrice americana Stefani Joanne Angelina Germanotta la quale per sceglierlo nel 2006 si è ispirata alla celebre canzone Radio Gaga dei Queen. Lei è considerato da molti l'erede di Madonna , in comune con questa cantante ha: l 'origine italiana e un'identità mutevole e commerciale , in quanto assume identità completamente diversa nel corso della sua carriera. Lady Gaga rappresenta una figura anticonformista e spesso critica la società e il sistema Hollywoodiano che utilizza i divi per ottenere profitto. Lady Gaga come Madonna considera la musica poco significativa e conta molto sul modo di presentarsi, il che viene costantemente modificato per l'attenzione dei media e dei fan. Lady Gaga ha una grande cura all'aspetto spettacolare dei suoi concerti e ha creato un racconto per un suo personale di giovani creativi e stilisti che affiancano nella continua creazione di nuovi look. Il divismo nello sport Negli ultimi decenni, la crescente importanza sociale assunta dagli eventi sportivi trasmissioni dalle televisioni ha reso lo sport sempre più professionale e quindi anche più connesso con il sistema industriale e di consumo.
Le televisioni investono notevoli risorse economiche nell'acquisto dalle società sportive dei diritti delle principali manifestazioni, in modo da guadagnare molto dalla vendita degli spazi pubblicitari inseriti in tali eventi, i quali attirano molti spettatori. Durante gli eventi sportivi gli spettatori non sono semplici spettatori ma tifosi i quali essendo emotivamente coinvolti da tutto ciò che riguarda i loro atleti del cuore sono particolarmente coinvolti nella visione. Questi eventi sportivi consentono di collocare lo stimolo al consumo rappresentato dal marchio di un’azienda o da uno slogan pubblicitario (processo di integrazione fra media, sport e consumo). Le squadre di calcio delle grandi città come il Real Madrid, il Manchester United, il Barcellona Bayer Monaco, Milano e la Juventus sono marche globali di successo più profitti dalle vendite dei diritti televisivi e dal merchandising , rispetto alla vendita dei biglietti. Michael Jordan è potuto diventare negli anni '80 -90 il più importante personaggio divistico dello sport mondiale. Lui stesso diventa una marca e stipula un contratto con la Nike in cui gli viene consentito di identificare una calzatura con la sua figura, cioè le scarpe Air Jordan che rappresentano il suo salto. Il pay off di Nike: si rispecchia su di lui: Just do it. La televisione ha mutato la natura dello sport, in quanto in quanto è nata una nuova maniera di guardare lo sport: invece che essere visto direttamente allo stadio, viene mediato da uno strumento di comunicazione, che lo modifica. La televisione frammenta l'unitarietà del gioco in quanto si può vedere in momenti diversi, lo sport viene narrativizzato per essere più fruibile e spettacolare. Gli sportivi si trasformano in testimonial , merci liberamente scambiabili. Gli atleti devono essere in grado di fornire alte prestazioni e corpi più efficaci per tipo di commerciale, da qui si accende anche il doping. Lo sport è entrato nella cultura pop, cioè è legato ai fenomeni della musica giovanile e a quelli dell'industria culturale della moda. Gli atleti diventano personaggi pubblicitari, partecipano ai talk show e si legano ad altri divi. Un altro esempio di sportivo che è diventato una marca è Beckham , che ha il suo corpo ai brand con fini pubblicitari. Hanno inoltre realizzato il film "Sognando Backham" che lo mette in una posizione di piedistallo. Beckham rappresenta il nuovo modello di uomo: il metrosexual cioè un uomo femminilizzato, amante della moda ed attento un curare l'aspetto estetico del corpo. Il divismo nella moda La figura della modella nasce nella seconda metà dell'800 da parte del sarto inglese Charles Frederick Worth. La modella è impiegata come semplice strumento per la presentazione degli abiti creati dai sarti; aveva quindi un'identità debole subordinata rispetto all'abito indossato. Nel corso della seconda metà degli anni '80 le modelle hanno cominciato ad esibire una propria personalità. Le modelle si sono cosi trasformate in " top model ", personaggi divistici prestigiosi sul piano sociale e mediatico, in gradi di attribuire valore aggiunto all'abito. Nel settore maschile della moda ciò è avvenuto in modo minore, in quanto il divismo era una natura principalmente femminile. La modella contemporanea (es. Kate Moss e Cara Delevigne) assume le caratteristiche ed i valori della società moderna: agilità, adattabilità, con magrezza esagerata. Il divismo del web Dalla metà degli anni '90 gli individui sono trasformati da spettatori passivi dei messaggi provenienti in produttori attivi di messaggi di varia natura. Tutto questo grazie al web 2.0 che ha introdotto social network e servizi come Periscope di Twitter Facebook Live che ha permesso di trasmettere in diretta streaming. I primi ad approfondire il ruolo di questi strumenti sono stati i divi, i quali ne hanno fatto un uso divistico. I nuovi media sono permessi ai controlli della loro immagine e alla qualità della relazione che sono stabiliscono con i loro fan. I divi attuali non possiede qualità o meriti rilevanti ma sanno utilizzare in modo efficiente i social network, e così riescono ad ottenere un'elevata visibilità pubblica. Un esempio è Kim Kardashian La che si limita ad esibire è il suo corpo e non ha nessuna specificità, un altro esempio è Paris Hilton , diva multimediale. Divi e fan condividono l'ansia di esibirsi al meglio. I divi di oggi si limitano a raccontarsi a parlare di quello che fanno durante le loro giornate per valorizzare la loro personalità. E presente, comunque, la necessità di differenziarsi dalle persone comuni e questo viene attuato tramite un uso originale e trasgressivo delle immagini che riguardano la loro vita. L'avvento dei social network ha comportato la necessità per i divi di una maggiore esposizione mediatica e i loro fan utilizzano quest’ultimi per conoscere gli spostamenti dei loro dici. Questa