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Connessione Storia e Informatica: Progettazione di Database per Documenti Medievali, Schemi e mappe concettuali di Storia

Come le nuove tecnologie informative sono utili nella ricerca storica per gestire la grande quantità di documenti redatti nel basso medioevo, spesso senza inventari. La strutturazione logico-matematica di un database e le fasi della progettazione, dalla concettuale alla fisica. Vengono presentate le relazioni tra tabelle e la normalizzazione per evitare anomalie. Esempi di applicazione di queste tecniche ai documenti medievali.

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2020/2021

Caricato il 26/11/2022

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laubook 🇮🇹

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STORIA E INFORMATICA
Questo libro vuole descrivere un esempio di connessione tra STORIA e INFORMATICA mostrando come le nuove
tecnologie siano utili nella ricerca storica a gestire l’enorme quantità di documenti redatti nel Basso Medioevo,
per molti dei quali non sono nemmeno stati redatti degli inventari.
Parte tre: STORIA E INFORMATICA
L’informatizzazione dei documenti attraverso i DATABASE
Le fasi della strutturazione logico-matematica (concettuale e logica) di un Db sono fondamentali perché, prima
ancora della strutturazione fisica del software, è necessario prevedere e risolvere tutte le varianti e i problemi che
i documenti medievali pongono. Più un Db risulta di facile accesso più le fasi di progettazione a tavolino sono state
complesse.
La fase di costruzione delle maschere fisiche del software è successiva ed è ininfluente l’utilizzo della piattaforma
(Internet, Windows, Mac, Linus) che mette a disposizione i propri Db.
PROGETTAZIONE DATABASE
- fase progettazione concettuale: non legata al software; gestita dal progettista; ha un alto livello di astrazione.
Si struttura un modello concettuale (E-R entità-relazione) sottoforma di TABELLE e da questo si passa ad uno
schema concettuale cioè la scaletta.
Ogni Tabella rappresenta un OGGETTO (ad esempio, nel caso della ricerca riportata nel volume, un tipo di atto
notarile) attraverso RIGHE o RECORD o TUPLE (con un insieme omogeneo di dati, ad esempio relativi ad una
persona intervenuta in un atto) e COLONNE o CAMPI ognuna con un “attributo” cioè una descrizione degli oggetti
(ad esempio la provenienza delle persone presenti in atti di compravendita rappresentati nella tabella).
Si crea una CHIAVE PRIMARIA (che corrisponde a una colonna) come criterio per indirizzare i dati in una tabella e
CHIAVI ESTERNE per collegare un elemento di una tabella ad altre tabelle. Chiavi denominate Id che di solito
hanno un numero progressivo.
Id Autori
Nome
Cognome
Titolo
Edizione
Anno
Luogo
1
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Le relazioni tra tabelle permettono la lettura di elementi tra di esse e sono: a) relazioni uno a uno (tra un elemento
della prima tabella e uno della seconda); b) relazioni uno a molti (ad esempio: una tabella Autore e una Tabella
Libri); c) relazioni molti a molti (ad esempio: tra tabelle fornitori e prodotti se un fornitore offre più prodotti oppure
un prodotto è fornito da più fornitori).
- fase progettazione logica: non legata al software; gestita dal progettista; i dati sono già concreti.
Si struttura un modello logico in genere sottoforma di ALGORITMI e uno schema logico cioè la scaletta.
Sul modello logico va fatta una normalizzazione, tecnica che permette di individuare anomalie in un Db e di
risolverle:
- ridondanza: ripetizione di oggetti o persone in una stessa tabella;
- anomalie di aggiornamento: evitare di aggiornare i dati a uno a uno, ma farlo in modo multiplo;
- anomalie di cancellazione: eliminare un dato evitando l’annullamento di intere righe di dati;
- anomalie di inserimento: possibilità di inserire nuovi dati (un nuovo documento) solo se rispettano la chiave
primaria.
La normalizzazione segue le regole di integrità: cioè i dati distribuiti in più tabelle devono avere un significato e
non essere vuoti a causa di anomalie.
La normalizzazione di uno schema logico evita perdite di tempo nella fase successiva quando il programmatore
sta realizzando il software.
- fase progettazione fisica: realizzazione del software attraverso la creazione di MASCHERE e di un’INTERFACCIA
accessibile; gestita da programmatore.
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STORIA E INFORMATICA

Questo libro vuole descrivere un esempio di connessione tra STORIA e INFORMATICA mostrando come le nuove tecnologie siano utili nella ricerca storica a gestire l’enorme quantità di documenti redatti nel Basso Medioevo, per molti dei quali non sono nemmeno stati redatti degli inventari.

Parte tre: STORIA E INFORMATICA

L’informatizzazione dei documenti attraverso i DATABASE

Le fasi della strutturazione logico-matematica (concettuale e logica) di un Db sono fondamentali perché, prima ancora della strutturazione fisica del software, è necessario prevedere e risolvere tutte le varianti e i problemi che i documenti medievali pongono. Più un Db risulta di facile accesso più le fasi di progettazione a tavolino sono state complesse. La fase di costruzione delle maschere fisiche del software è successiva ed è ininfluente l’utilizzo della piattaforma (Internet, Windows, Mac, Linus) che mette a disposizione i propri Db.

PROGETTAZIONE DATABASE

  • fase progettazione concettuale: non legata al software; gestita dal progettista; ha un alto livello di astrazione. Si struttura un modello concettuale (E-R entità-relazione) sottoforma di TABELLE e da questo si passa ad uno schema concettuale cioè la scaletta. Ogni Tabella rappresenta un OGGETTO (ad esempio, nel caso della ricerca riportata nel volume, un tipo di atto notarile) attraverso RIGHE o RECORD o TUPLE (con un insieme omogeneo di dati, ad esempio relativi ad una persona intervenuta in un atto) e COLONNE o CAMPI ognuna con un “attributo” cioè una descrizione degli oggetti (ad esempio la provenienza delle persone presenti in atti di compravendita rappresentati nella tabella). Si crea una CHIAVE PRIMARIA (che corrisponde a una colonna) come criterio per indirizzare i dati in una tabella e CHIAVI ESTERNE per collegare un elemento di una tabella ad altre tabelle. Chiavi denominate Id che di solito hanno un numero progressivo. Id Autori Nome Cognome Titolo Edizione Anno Luogo 1 2 Le relazioni tra tabelle permettono la lettura di elementi tra di esse e sono: a) relazioni uno a uno (tra un elemento della prima tabella e uno della seconda); b) relazioni uno a molti (ad esempio: una tabella Autore e una Tabella Libri); c) relazioni molti a molti (ad esempio: tra tabelle fornitori e prodotti se un fornitore offre più prodotti oppure un prodotto è fornito da più fornitori).
  • fase progettazione logica: non legata al software; gestita dal progettista; i dati sono già concreti. Si struttura un modello logico in genere sottoforma di ALGORITMI e uno schema logico cioè la scaletta. Sul modello logico va fatta una normalizzazione, tecnica che permette di individuare anomalie in un Db e di risolverle:
  • ridondanza: ripetizione di oggetti o persone in una stessa tabella;
  • anomalie di aggiornamento: evitare di aggiornare i dati a uno a uno, ma farlo in modo multiplo;
  • anomalie di cancellazione: eliminare un dato evitando l’annullamento di intere righe di dati;
  • anomalie di inserimento: possibilità di inserire nuovi dati (un nuovo documento) solo se rispettano la chiave primaria. La normalizzazione segue le regole di integrità: cioè i dati distribuiti in più tabelle devono avere un significato e non essere vuoti a causa di anomalie. La normalizzazione di uno schema logico evita perdite di tempo nella fase successiva quando il programmatore sta realizzando il software.
  • fase progettazione fisica : realizzazione del software attraverso la creazione di MASCHERE e di un’INTERFACCIA accessibile; gestita da programmatore.

Un DATABASE applicato ai documenti medievali pag 126

Vari esempi di quanto detto sopra presi dalla ricerca sugli atti notarili oggetto della ricerca.

Il DATABASE e i documenti medievali

Creare un DB di documenti medievali: − ha lo scopo di portare avanti una ricerca specifica in modo più rapido ed efficace, − ma anche lo scopo di creare STRUTTURE CHIUSE per analizzati dati in modo standardizzato e tali da poter essere riutilizzate in altre ricerche senza spreco di tempo ed energie.

PROGETTAZIONE DI “STRUTTURE CHIUSE”

È necessario seguire alcune regole di base:

  1. Non distruggere la fonte per permettere futuri riscontri. Si ottiene inserendo le immagini dei documenti (contenuti nei registri notarili) in formato compresso e in un archivio aggiunto.
  2. Conoscere i documenti medievali. Dalla seconda metà del XIII secolo la struttura del documento medievale è quella dell’ Instrumentum descritto nei Formulari in particolare la Summa di Rolandino.
  3. Impostare il database in modo oggettivo. Anche definendo i casi (come la “confinazione”) nei quali la soluzione oggettiva è impossibile.
  4. Norme di inserimento. In particolare per inserire i toponimi che presentano molti casi dubbi.
  5. Stabilire la struttura dell’archivio del Db. (Immagini, Atti, Persone, Luoghi, Monete …).
  6. Inserire i dati a fisarmonica. Ciò permette notevole flessibilità.

“STRUTTURE CHIUSE” risolte nella presente ricerca e riutilizzabili. Utilizzano il linguaggio Java.

PATRONIMICO

Le maggiori difficoltà nell’inserimento dei dati sui nomi hanno riguardato: la normalizzazione dei nomi (in latino? ortografia classica? cifre nella datazione?...); la cognominazione (iniziale nel BM) e il grado di parentela (bidirezionale o monodirezionale?). In conclusione si è deciso di: trascrivere sempre i nomi come in originale nella fonte (non normalizzati); in aggiunta normalizzare in base all’ortografia classica non usare la birezionalità nei rapporti di parentela (per non raddoppiare le persone) MACROTIPOLOGIE DEGLI OGGETTI Nei documenti analizzati si ritrovano molti oggetti: attrezzi di lavoro, indumenti, vasi, manufatti di legno. − Si è creato un elenco/ inventario di oggetti inserendo i nomi originari, − Si sono suddivisi gli oggetti in macrotipologie, tipologie e denominazioni (originarie locali) utilizzando tabelle con chiavi esterne e in modo da permettere inserimenti a fisarmonica. LUOGHI-TOPONIMI La struttura chiusa prevede ripartizioni. La prima sulla tipologia di luogo: urbano e rurale.. Entrambe le tabelle sono state poi a loro volta suddivise in modo gerarchico (dal luogo più ampio al meno ampio) e simile. Le difficoltà maggiori nell’inserimento si sono riscontrate nel fatto che i dati oscillavano tra “locali” o “generali”. − per i Toponimi (poiché i territori oggetto di ricerca oggi comprendono Italia, Slovenia, Croazia, Austria), − per i Notai (poiché spesso molti sono migrati dalla Lombardia al Friuli). La soluzione adottata ha previsto l’inserimento di Chiavi (“friulano”, “veneziano”…) al momento del caricamento dei dati, chiavi da attivare o meno. CONFINI Sempre presenti nei documenti quando si descrive un campo. Le difficoltà hanno riguardato i confini non sempre identificabili: sono inserite le persone proprietarie o conduttrici di campi confinanti che possono cambiare, è inserita a confine la via pubblica (da una strada a un sentiero). L’unica soluzione è stata accettare come confine solo un corso d’acqua che era difficilmente modificabile. Tuttavia le confinazioni possono dare una foto istantanea della situazione agraria di una certa zona, ma non l’evoluzione nel tempo. Permettono comunque uno studio interdisciplinare interessante di geografia storica. Questa è una delle frontiere più interessanti della ricerca storica informatizzata. MONETE