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Come le nuove tecnologie informative sono utili nella ricerca storica per gestire la grande quantità di documenti redatti nel basso medioevo, spesso senza inventari. La strutturazione logico-matematica di un database e le fasi della progettazione, dalla concettuale alla fisica. Vengono presentate le relazioni tra tabelle e la normalizzazione per evitare anomalie. Esempi di applicazione di queste tecniche ai documenti medievali.
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Questo libro vuole descrivere un esempio di connessione tra STORIA e INFORMATICA mostrando come le nuove tecnologie siano utili nella ricerca storica a gestire l’enorme quantità di documenti redatti nel Basso Medioevo, per molti dei quali non sono nemmeno stati redatti degli inventari.
Le fasi della strutturazione logico-matematica (concettuale e logica) di un Db sono fondamentali perché, prima ancora della strutturazione fisica del software, è necessario prevedere e risolvere tutte le varianti e i problemi che i documenti medievali pongono. Più un Db risulta di facile accesso più le fasi di progettazione a tavolino sono state complesse. La fase di costruzione delle maschere fisiche del software è successiva ed è ininfluente l’utilizzo della piattaforma (Internet, Windows, Mac, Linus) che mette a disposizione i propri Db.
Creare un DB di documenti medievali: − ha lo scopo di portare avanti una ricerca specifica in modo più rapido ed efficace, − ma anche lo scopo di creare STRUTTURE CHIUSE per analizzati dati in modo standardizzato e tali da poter essere riutilizzate in altre ricerche senza spreco di tempo ed energie.
È necessario seguire alcune regole di base:
Le maggiori difficoltà nell’inserimento dei dati sui nomi hanno riguardato: la normalizzazione dei nomi (in latino? ortografia classica? cifre nella datazione?...); la cognominazione (iniziale nel BM) e il grado di parentela (bidirezionale o monodirezionale?). In conclusione si è deciso di: trascrivere sempre i nomi come in originale nella fonte (non normalizzati); in aggiunta normalizzare in base all’ortografia classica non usare la birezionalità nei rapporti di parentela (per non raddoppiare le persone) MACROTIPOLOGIE DEGLI OGGETTI Nei documenti analizzati si ritrovano molti oggetti: attrezzi di lavoro, indumenti, vasi, manufatti di legno. − Si è creato un elenco/ inventario di oggetti inserendo i nomi originari, − Si sono suddivisi gli oggetti in macrotipologie, tipologie e denominazioni (originarie locali) utilizzando tabelle con chiavi esterne e in modo da permettere inserimenti a fisarmonica. LUOGHI-TOPONIMI La struttura chiusa prevede ripartizioni. La prima sulla tipologia di luogo: urbano e rurale.. Entrambe le tabelle sono state poi a loro volta suddivise in modo gerarchico (dal luogo più ampio al meno ampio) e simile. Le difficoltà maggiori nell’inserimento si sono riscontrate nel fatto che i dati oscillavano tra “locali” o “generali”. − per i Toponimi (poiché i territori oggetto di ricerca oggi comprendono Italia, Slovenia, Croazia, Austria), − per i Notai (poiché spesso molti sono migrati dalla Lombardia al Friuli). La soluzione adottata ha previsto l’inserimento di Chiavi (“friulano”, “veneziano”…) al momento del caricamento dei dati, chiavi da attivare o meno. CONFINI Sempre presenti nei documenti quando si descrive un campo. Le difficoltà hanno riguardato i confini non sempre identificabili: sono inserite le persone proprietarie o conduttrici di campi confinanti che possono cambiare, è inserita a confine la via pubblica (da una strada a un sentiero). L’unica soluzione è stata accettare come confine solo un corso d’acqua che era difficilmente modificabile. Tuttavia le confinazioni possono dare una foto istantanea della situazione agraria di una certa zona, ma non l’evoluzione nel tempo. Permettono comunque uno studio interdisciplinare interessante di geografia storica. Questa è una delle frontiere più interessanti della ricerca storica informatizzata. MONETE