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Fallimento d'Impresa: Primo Presupposto, Procedura e Effetti, Sintesi del corso di Diritto Commerciale

Il primo presupposto del fallimento di un imprenditore, che consiste nel non essere in grado di soddisfare le obbligazioni. Viene inoltre descritta la procedura per dichiarare il fallimento, i ruoli del tribunale, del giudice delegato e del curatore, i reclami e la revoca del fallimento. Inoltre vengono trattati gli effetti del fallimento, come la perdita dell'amministrazione e la dispossessione dei beni, ma anche la possibilità di un esercizio provvisorio e la chiusura del fallimento.

Tipologia: Sintesi del corso

2018/2019

Caricato il 14/09/2021

x-buubidu
x-buubidu 🇮🇹

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FALLIMENTO
PRESUPPOSTI
I pre supposti per la dichiarazione di fallimento sono: la qualità di imprenditore, lo
stato di insolvenza dell'imprenditore, più la presenza di inadempimenti superiori
all importo fissato dalla legge.
I il primo presupposto oggettivo del fallimento e quindi lo stato di insolvenza
dell'imprenditore punto quindi imprenditore versa in stato di insolvenza quando
non è più in grado di soddisfare le proprie obbligazioni appunto quindi è una
situazione patologica che coinvolge l'intero patrimonio dell'imprenditore virgola e
non gli consente di soddisfare le obbligazioni assunte.
Insolvenza si manifesta con adempimento di una o più obbligazioni, ma può
anche verificarsi con altri fatti esteriori: come pagamenti con mezzi anormali, fuga
o latitanza. Lin solvenza però è diversa dall' inadempimento perché le insolvenza
e una situazione del patrimonio del debitore; La dem pimento è un fatto che
rileva come uno dei possibili indici dello Stato di insolvenza. Inoltre non è
insolvente all imprenditore che non paga per cause che comportano solo una
temporanea difficoltà di adempimento. Però nonostante la differenza tra
inadempimento insolvenza per aprire il fallimento devono verificarsi entrambe le
circostanze.
Inoltre perché possa essere dichiarato il fallimento è necessario che il debitore
abbia superato i limiti patrimoniali reddituali fissati dalla legge.
Inoltre la cessazione dell'attività d'impresa o la morte dell imprenditore non
impediscono la dichiarazione di fallimento però esso può essere dichiarato solo se
non è trascorso più di un anno dalla cancellazione dell imprenditore del registro
delle imprese.
DICHIARAZIONE => Essa può essere può avvenire su ricorso di uno o più creditori,
su richiesta del debitore o su istanza del pubblico ministero.
Competente per la dichiarazione di fallimento e il tribunale del luogo dove
l'imprenditoria la sede principale dell'impresa quindi la sede in cui si trova il
centro di direzione amministrativa amministrazione dell'impresa.
ISTRUTTORIA PREFALLIMENTARE :
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FALLIMENTO

PRESUPPOSTI

I pre supposti per la dichiarazione di fallimento sono: la qualità di imprenditore, lo stato di insolvenza dell'imprenditore, più la presenza di inadempimenti superiori all importo fissato dalla legge. I il primo presupposto oggettivo del fallimento e quindi lo stato di insolvenza dell'imprenditore punto quindi imprenditore versa in stato di insolvenza quando non è più in grado di soddisfare le proprie obbligazioni appunto quindi è una situazione patologica che coinvolge l'intero patrimonio dell'imprenditore virgola e non gli consente di soddisfare le obbligazioni assunte. Insolvenza si manifesta con adempimento di una o più obbligazioni, ma può anche verificarsi con altri fatti esteriori: come pagamenti con mezzi anormali, fuga o latitanza. Lin solvenza però è diversa dall' inadempimento perché le insolvenza e una situazione del patrimonio del debitore; La dem pimento è un fatto che rileva come uno dei possibili indici dello Stato di insolvenza. Inoltre non è insolvente all imprenditore che non paga per cause che comportano solo una temporanea difficoltà di adempimento. Però nonostante la differenza tra inadempimento insolvenza per aprire il fallimento devono verificarsi entrambe le circostanze. Inoltre perché possa essere dichiarato il fallimento è necessario che il debitore abbia superato i limiti patrimoniali reddituali fissati dalla legge. Inoltre la cessazione dell'attività d'impresa o la morte dell imprenditore non impediscono la dichiarazione di fallimento però esso può essere dichiarato solo se non è trascorso più di un anno dalla cancellazione dell imprenditore del registro delle imprese. DICHIARAZIONE => Essa può essere può avvenire su ricorso di uno o più creditori, su richiesta del debitore o su istanza del pubblico ministero. Competente per la dichiarazione di fallimento e il tribunale del luogo dove l'imprenditoria la sede principale dell'impresa quindi la sede in cui si trova il centro di direzione amministrativa amministrazione dell'impresa. ISTRUTTORIA PREFALLIMENTARE :

Con la riforma del 2006 l'articolo 15 della legge fallimentare è stato modificato. Resta il fatto che come in passato, il tribunale decide sulla richiesta di fallimento, con un procedimento in camera di consiglio. Però a differenza del passato virgola non è più sufficiente che le imprenditore depositi una situazione patrimoniale, economica e finanziaria, ma il tribunale adesso può disporre anche il deposito dei bilanci relativi agli ultimi tre esercizi, fatta salva però la possibilità di richiedere all imprenditore ulteriori informazioni d'urgenza. Nel procedimento può intervenire anche il pubblico ministero

. Inoltre il tribunale può emettere anche provvedimenti cautelari o conservativi per tutelare il patrimonio all impresa del debitore, per tutta la durata dell' istruttoria prefallimentare. Questi provvedimenti però cadono nel caso in cui la domanda di fallimento venga rigettata. infatti se il tribunale ritiene di non dover accogliere la domanda di fallimento, provvede con decreto motivato tutto e contro questo provvedimento il creditore, il pubblico ministero o lo stesso debitore possono proporre reclamo alla Corte di appello.se il ricorso viene accolto la Corte d'appello non può pronunciare la dichiarazione di fallimento direttamente, ma devi rimettere gli atti al tribunale. In caso contrario il fallimento verrà dichiarato con sentenza dichiarativa. Più la sentenza contiene alcuni provvedimenti per lo svolgimento della procedura: la nomina del giudice delegato e del curatore preposti al fallimento, ordina al fallito il deposito del bilancio delle scritture contabili elenco dei creditori entro tre giorni virgola e fissa i termini relativi al procedimento di accertamento dello Stato passivo. La sentenza viene notificata d'ufficio al debitore e comunicata al pubblico ministero, il curatore e il creditore richiedente. Inoltre è resa pubblica attraverso la annotazione nel registro delle imprese. E questa sentenza è immediatamente esecutiva tra le parti dalla data del deposito in cancelleria. Invece a differenza del passato, gli effetti nei riguardi di terzi si producono soltanto dalla data di iscrizione del provvedimento nel registro delle imprese. RECLAMO- REVOCA DEL FALLIMENTO Possono proporre reclamo contro la dichiarazione di fallimento, il fallito e qualsiasi interessato appunto il ricorso deve essere depositato presso la Corte d'appello entro 30 giorni, dalla data di notificazione della sentenza che dichiara il

responsabilità del fallito. Però la sua funzione centrale e quella di conservare, gestire realizzare il patrimonio del fallimentare sotto la vigilanza del giudice delegato e del comitato dei creditori. 4 Il comitato dei creditori virgola che è composta da tre o 5 membri scelti tra i creditori virgola che è nominato dal giudice delegato entro 30 giorni dalla sentenza di fallimento. Il comitato vigila sull operato del curatore e ne autorizza gli atti, ed esprime pareri punto il parere è obbligatorio ma non sarà vincolante. Il comitato dei creditori ha il diritto di ispezionare tutti i documenti del fallimento e nel caso chiedere notizie e chiarimenti al curatore o al fallito. EFFETTI DEL FALLIMENTO EFFETTI PATRIMONIALI: La dichiarazione di fallimento produce alcuni effetti infatti con la dichiarazione del fallimento il, il fallito perde l'amministrazione e la disponibilità dei suoi beni virgola che passano al curatore. Lo spossessamento colpisce tutti bene tranne quelli elencati dall' articolo 46 della legge fallimentare. Inoltre con la dichiarazione di fallimento, il fallito non perde la capacità di agire, nella proprietà dei beni oggetto dello spossessamento appunto quindi tutti gli atti compiuti dal fallito dopo la dichiarazione di fallimento, sono validi inoltre nulla impedisce che il fallito inizia una nuova attività d'impresa. però la perdita dell amministrazione e della disponibilità del patrimonio comporta che il fallito non può stare in giudizio, né come attore né come convenuto. EFFETTI PERSONALI E PENALI : Con la dichiarazione di fallimento, è fallito vedrà limitati alcuni diritti come: il diritto al segreto epistolare e il diritto alla libertà di movimento. Inoltre il fallito è tenuto a comunicare al curatore ogni cambiamento della propria residenza o del domicilio virgola e deve presentarsi agli organi della procedura ogni volta che è chiamato a fornire informazioni e chiarimenti.

Egli subisce anche um limitazioni per quanto riguarda le capacità civili, infatti il fallito non può essere amministratore, sindaco, revisore o liquidatore di società e non può essere iscritto nell'albo degli avvocati o dei commercialisti. Inoltre la dichiarazione espone il fallito a sanzioni penali, per fatti compiuti prima del fallimento o successivamente che vengono configurati come reati perché diretti a recare pregiudizio ai creditori: come la banca fraudolenta o la bancarotta semplice. EFFETTI PER I CREDITORI Il fallimento è diretta a soddisfare, tutti i colori che sono creditori del fallito al momento della dichiarazione di fallimento. Quindi essi vengono definiti i creditori concorsuali virgola e perciò possono realizzare il loro credito attraverso la procedura fallimentare. Essi vengono distinti però tra creditori chirografi e creditori privilegiati i creditori privilegiati: hanno diritto di prelazione sul ricavato della vendita quindi se non vengono integralmente soddisfatti possono concorre alla pari con i creditori chirografi nella ripartizione dell' attivo fallimentare. I creditori chirografi invece, partecipano solo alla ripartizione dell' attivo fallimentare virgola in proporzione al loro credito e vengono quindi soddisfatti tutti nella stessa misura percentuale. Sono distinti anche da questi i concorrenti creditori della massa , che sono coloro i cui credi ti devono essere soddisfatti in prededuzione, cioè prima dei creditori concorrenti per intero quindi per essi non opera la par condicio creditorum. RAPPORTI TRA CONIUGI La disciplina della revocatoria fallimentare e più drastica quando si tratta di rapporti di atti di disposizione poste in essere tra i coniugi infatti: eliminato il limite temporale di un anno o sei mesi per tutti gli atti di disposizione tra i coniugi quindi possono essere revocati tutti gli alti a partire dal momento in cui il fallito aveva iniziato l'esercizio di un'impresa; Inoltre la conoscenza dello Stato di insolvenza da parte del coniuge è sempre presunta. La riforma del 2005 è stata soppressa la presunzione muciana quindi la regola per la quale beni acquistati a titolo oneroso dal coniuge del fallito, nei 5 anni anteriori

i crediti con riserva. Inoltre redige un elenco separato in cui vengono inclusi i titolari di diritti sui beni di proprietà del fallito e per per ciascun diritto riconosciuto o non riconosciuto, il curatore deve motivare le proprie conclusioni. si apre così la fase di esame dello Stato passivo virgola che può durare anche più sedute punto ogni decisione spetta al giudice delegato che forma lo stato passivo definitivo virgola e lo dichiara esecutivo e lo deposita in cancelleria. Per cui mancanza di opposizioni o impugnazioni al tribunale, il decreto di esecutività preclude ogni questione relativa ai crediti verificati. Però il decreto di esecutività non preclude la possibilità di presentare nuove domande di ammissione virgola che sono chiamate domande tardive virgola che vengono esaminate con lo stesso procedimento per previsto per le domande più tempestive. Infatti le domande tardive possono essere presentate entro 12 mesi dal deposito del decreto. LIQUIDAZIONE E RIPARTIZIONE DELL’ATTIVO La liquidazione dell' attivo è rivolta a convertire il denaro i beni del fallito per soddisfare i creditori. Adesso provvedo il curatore che, predispone un programma di liquidazione dove pianifica le modalità EI termini previsti per la realizzazione dell' attivo. Inoltre il programma deve indicare le azioni che il curatore intende proporre, le modalità della vendita e l'opportunità di disporre l'esercizio provvisorio dell'impresa punto il programma di liquidazione approvato verrà comunicato al giudice delegato che quindi ne autorizzerà l'esecuzione. Le somme perciò saranno ripartite tra i creditori, ma prima di procedere a qualsiasi ripartizione tra i creditori concorrenti virgola che siano privilegiati e chirografari, si deve provvedere al pagamento dei creditori prededucibili. CESSAZIONE DEL FALLIMENTO Oltre che per concordato fallimentare, il fallimento si può chiudere per altre cause: per mancata presentazione di domanda di ammissione allo stato passivo, per pagamento integrale dei creditori ammessi al passivo e di tutti i debiti, per ripartizione integrale dell' attivo, o per impossibilità di continuare la procedura per insufficienza dell' attivo.

La chiusura del fallimento è dichiarata con decreto motivato del tribunale, su istanza del curatore, del fallito o d'ufficio. Esso verrà poi pubblicato ed è impugnabile alla Corte di appello. Infatti avrà effetto quando non è più impugnabile per scadenza dei termini, cioè quando il reclamo e stato definitivamente rigettato. Con la chiusura del fallimento decadono gli organi preposti alla procedura e quindi c'è sono gli effetti del fallimento. La liberazione del fallito dai debiti residui può essere effettuata solo in due casi: quando il fallimento si chiude per concordato fallimentare, e quando il debitore ottiene l’esdebitazione dal tribunale fallimentare. ESDEBITAZIONE: è un beneficio concesso al fallito (solo imprenditore) persona fisica virgola in presenza di particolari condizioni: quando sono meritevoli per aver svolto il modo corretto la propria attività ed aver mostrato buona condotta durante la procedura fallimentare; quando il fallimento ha consentito il soddisfacimento almeno parziale dei creditori concorsuali. In presenza di requisiti di meritevolezza: cioè quando gli imprenditori ha cooperato con gli organi della procedura, fornendo tutte le informazioni e la documentazione utile; Quando nei 10 anni precedenti non ha beneficiato di altra esdebitazione, quando non ha distratto all'attivo e quando non è stato condannato per bancarotta fraudolenta o per delitti contro l'economia pubblica. CONCORDATO FALLIMENTARE e un particolare modo di chiusura del fallimento virgola che consente all imprenditore fallito di chiudere definitivamente i rapporti attraverso il pagamento parziale dei creditori, quindi ottenendo la liberazione dei beni soggetti alla procedura fallimentare. Questo concordato può giovare sia il fallito che i creditori perché il fallito si libera definitivamente dei propri debiti; EI creditori rinunciano a una parte del proprio credito ma hanno la possibilità di ottenere qualcosa di più e più rapidamente. La proposta di concordato può essere presentata da uno o più creditori e anche dal fallito punto i termini di presentazione variano a seconda del soggetto che fa la proposta, infatti creditori e terzi possono proporla in qualsiasi momento, il fallito invece non può proporre il concordato prima che sia trascorso un anno

A me invece si riceve una domanda completa il tribunale svolge un controllo preliminare che se ha esito negativo, viene dichiarata inammissibile la proposta di concordato appunto se invece viene ritenuta ammissibile la proposta, il tribunale dichiara aperta la procedura di concordato e quindi designa gli organi della procedura che sono: il giudice delegato che avrà la direzione della procedura, un commissario giudiziale che svolge funzioni di vigilanza e di controllo. la missione della procedura incide sia sulla posizione del debitore sia su quella dei creditori, perché il debitore conserva la amministrazione dei suoi beni e quindi continui l'esercizio dell'impresa subendo però una limitazione del potere di gestione per quanto riguarda gli atti di ordinaria amministrazione punto per quanto riguarda gli atti di straordinaria amministrazione sarà necessaria un autorizzazione che viene rilasciata dal tribunale. Per quanto riguarda invece gli effetti per i creditori anteriori, sono caratterizzati dal principio della par condicio creditorum. intervenuto l'ammissione alla procedura, procedura di concordato si articolerà in due fasi: l'approvazione della proposta e la successiva omologazione. l'approvazione del concordato avviene in adunanza dei creditori che viene presieduta dal giudice delegato e alla quale possono intervenire anche i creditori non convocati ottenere l'ammissione al voto. Sono esclusi però dal voto ricrediti che derivano da finanziamenti concessi in funzione della presentazione di concordato. come per il concordato fallimentare virgola in sede di omologazione il tribunale controlla la regolarità della procedura e l'esito della votazione, però può spingersi ad un controllo di merito sulla convenienza del concordato quando è stata sollevata un opposizione. Inoltre concordato preventivo molo gate obbligatorio per tutti i creditori anteriori alla pubblicazione della domanda nel registro delle imprese. ACCORDI DI RISTRUTTURAZIONE DEI DEBITI : sono un nuovo istituto introdotto con la riforma del 2005 virgola e sono accordi che vengono stipulati tra imprenditore e una maggioranza dei creditori. Essi consentono di mettere al riparo gli atti compiuti gli atti compiuti , dall’azione revocatoria fallimentare.

Quindi consento di rendere prededucibili i crediti derivanti da nuovi finanziamenti. Non non sono concordati giudiziali perché non vengono raggiunte tramite organi giudiziali, ma attraverso trattative dirette tra il debitore EI creditori. l'accordo devono aderire ai creditori che rappresentino almeno il 60% dei crediti. inoltre imprenditore è libero di pattuire con i creditori le modalità più opportune di ristrutturazione. Dopo la stipulaizone dell’accordo ,il debitore ne deve chiedere omologazione al tribunale. L’accordo sarà inoltre pubblicato nel registro delle imprese e acquista efficacia dal giorno della pubblicazione. Dalla pubblicazione scatta anche il diviet, per i creditori anteriori, di intraprendere azioni cautelari o esecutive o di acquistare titoli non concordati con il debitore. Si può porre opposizione entro 30 giorni dalla pubblicazione dell’accordo. LIQUIDAZIONE COATTA AMMINISTRATIVA È una procedura concorsuale a carattere amministrativo, cui sono assoggettate determinate categorie di imprese virgola non necessariamente commerciali, indicate da leggi speciali punto e se in particolare è prevista per le banche e per le imprese di assicurazione. L'autorità competente a disporre la liquidazione coatta non è l'autorità giudiziaria, ma l'autorità amministrativa. L'obiettivo della liquidazione coatta e l'eliminazione del mercato dal mercato dell'impresa, attraverso un procedimento amministrativo di liquidazione, si assicura anche il soddisfacimento dei creditori secondo i principi della par condicio. Essa è disposta con decreto dall autorità governativa che alla vigilanza dell'impresa virgola che nomina gli organi della procedura: il commissario liquidatore e il comitato di sorveglianza appunto il commissario liquidatore è l'organo che svolge l'attività di liquidazione, il commissario di sorveglianza virgola che è composto da tre o 5 membri, ha funzioni consultive e di controllo. Resta