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Il Linguaggio: Concetto, Tipi e Sviluppo, Appunti di Linguistica Generale

Il concetto di linguaggio, distingue il concetto di lingua e linguaggio, discute i sistemi di comunicazione animale e umana, e descrive la natura biologica e cognitiva del linguaggio umano. Viene inoltre discusso il processo di acquisizione del linguaggio da parte dei bambini e la sua classificazione in famiglie linguistiche.

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 16/04/2021

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klevisa-ballshkashi-1 🇮🇹

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IL LINGUAGGIO
Può indicare un qualunque mezzo espressivo che non usa parole (linguaggio del corpo, linguaggio dei
fiori) il linguaggio della musica, il linguaggio delle arti figurative, il linguaggio cinematografico.
E’ usata anche nell’espressione linguaggi artificiali, i sistemi formati dal lettere, cifre, simboli usati in
modo convenzionale, utilizzati per esprimere in modo non ambiguo teorie o connessioni formali.
per dare istruzioni a macchine (linguaggio informatico). Con linguaggio si possono indicare anche i
sistemi di comunicazione degli animali per la trasmissione di informazioni ad altri membri della specie
(ad esempio “linguaggio delle api”, “linguaggio delle balene”).
Nell ambito della linguistica, la parola linguaggio ha un significato molto preciso e indica il sistema
mentale che permette di esprimere pensieri utilizzando un sistema di suoni, ed eventualmente di segni
scritti.
Nel caso delle lingue dei segni, sono usati segni manuali. La capacità di associare pensieri a segni, che
solo gli esseri umani possiedono, è detta facoltà del linguaggio.
In italiano la parola linguaggio si affianca a un altro termine, lingua. Le due parole non sono sinonimi,
ma indicano concetti diverso. Questo non accade in tutte le lingue: in inglese, ad esempio, language
corrisponde all’area di significato che in italiano corrisponde a linguaggio + lingua.
Il linguaggio è il sistema mentale che rende gli esseri umani capaci di imparare le lingue, di usarle, cioè
di comporre e comprendere frasi.
Le lingue naturali sono le diverse forme in cui si realizza la facoltà di linguaggio. Esse sono prodotti
mutevoli di una facoltà che non cambia ed è uniforme in tutte le persone.
La linguistica è lo studio scientifico del linguaggio e delle lingue naturali.
1. Esiste una specifica facoltà di linguaggio.
D: “In che consiste?”; “Come funziona?”
il linguaggio è un sistema cognitivo. Funziona: da una parte confrontando le lingue tra loro e
stabilendo cosa le accomuna e cosa le diversifica, dall’altra cercando di esplicitare in cosa consiste la
conoscenza che sta nella mente dei parlanti.
2. La facoltà di linguaggio è esclusiva degli esseri umani.
D: “Gli animali comunicano?” “Gli animali sarebbero in grado di usare il linguaggio?”
tra gli animali esistono forme di comunicazione. comunicazione è:
‘passaggio di informazioni ottenuto attraverso l’utilizzo di segnali’. nel mondo animale esistono sistemi
di comunicazione, che utilizzano diversi tipi di segnali per trasmettere informazioni importanti per la
sopravvivenza, il nutrimento, la riproduzione: segnali visivi, che consistono in movimenti e posture del
corpo, espressioni degli occhi e della bocca; oppure segnali luminosi, come nel caso delle lucciole;
segnali sonori, ad esempio il canto di insetti, uccelli e mammiferi marini, le vocalizzazioni di alcuni
primati;
segnali chimici, consistenti nell’emissione di sostanze percepibili da altri individui nell’ambiente. Un
caso ben noto è quello dei cercopitechi dell’Africa orientale.
I cercopitechi sono un genere di scimmie di piccola corporatura che abitano le foreste dell’Africa
tropicale ed equatoriale. essi emettono segnali sonori di pericolo per avvertire gli altri individui del loro
gruppo della presenza di predatori, Tali segnali sono nettamente differenziati tra loro, per specificare il
tipo di predatore, ed ogni specifico segnale è più o meno lo stesso nei diversi individui.
D3: Da che cosa capiamo che il linguaggio è una facoltà biologicamente determinata, e non
semplicemente trasmessa culturalmente? Il linguaggio è un sistema biologico. E’ un sistema, in quanto
è un dispositivo costituito da più componenti, ciascuno dei quali svolge il proprio ruolo interagendo con
gli altri. E’ biologico, in quanto è previsto dalla natura, come altri sistemi, ad esempio quello visivo.
Essendo un sistema naturale, il linguaggio si differenzia dai sistemi artificiali, cioè inventati, come ad
esempio i sistemi di scrittura, che sono sistemi indipendenti, anche se collegati al linguaggio.
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IL LINGUAGGIO

Può indicare un qualunque mezzo espressivo che non usa parole (linguaggio del corpo, linguaggio dei fiori) il linguaggio della musica, il linguaggio delle arti figurative, il linguaggio cinematografico. E’ usata anche nell’espressione linguaggi artificiali , i sistemi formati dal lettere, cifre, simboli usati in modo convenzionale, utilizzati per esprimere in modo non ambiguo teorie o connessioni formali. per dare istruzioni a macchine (linguaggio informatico). Con linguaggio si possono indicare anche i sistemi di comunicazione degli animali per la trasmissione di informazioni ad altri membri della specie (ad esempio “linguaggio delle api”, “linguaggio delle balene”). Nell ambito della linguistica, la parola linguaggio ha un significato molto preciso e indica il sistema mentale che permette di esprimere pensieri utilizzando un sistema di suoni, ed eventualmente di segni scritti. Nel caso delle lingue dei segni, sono usati segni manuali. La capacità di associare pensieri a segni, che solo gli esseri umani possiedono, è detta facoltà del linguaggio. In italiano la parola linguaggio si affianca a un altro termine, lingua. Le due parole non sono sinonimi, ma indicano concetti diverso. Questo non accade in tutte le lingue: in inglese, ad esempio, language corrisponde all’area di significato che in italiano corrisponde a linguaggio + lingua. Il linguaggio è il sistema mentale che rende gli esseri umani capaci di imparare le lingue, di usarle, cioè di comporre e comprendere frasi. Le lingue naturali sono le diverse forme in cui si realizza la facoltà di linguaggio. Esse sono prodotti mutevoli di una facoltà che non cambia ed è uniforme in tutte le persone. La linguistica è lo studio scientifico del linguaggio e delle lingue naturali.

1. Esiste una specifica facoltà di linguaggio. D: “In che consiste?”; “Come funziona?” il linguaggio è un sistema cognitivo. Funziona: da una parte confrontando le lingue tra loro e stabilendo cosa le accomuna e cosa le diversifica, dall’altra cercando di esplicitare in cosa consiste la conoscenza che sta nella mente dei parlanti. 2. La facoltà di linguaggio è esclusiva degli esseri umani****. D: “Gli animali comunicano?” “Gli animali sarebbero in grado di usare il linguaggio?” tra gli animali esistono forme di comunicazione. comunicazione è: ‘passaggio di informazioni ottenuto attraverso l’utilizzo di segnali’. nel mondo animale esistono sistemi di comunicazione, che utilizzano diversi tipi di segnali per trasmettere informazioni importanti per la sopravvivenza, il nutrimento, la riproduzione: segnali visivi, che consistono in movimenti e posture del corpo, espressioni degli occhi e della bocca; oppure segnali luminosi , come nel caso delle lucciole; segnali sonori , ad esempio il canto di insetti, uccelli e mammiferi marini, le vocalizzazioni di alcuni primati; segnali chimici , consistenti nell’emissione di sostanze percepibili da altri individui nell’ambiente. Un caso ben noto è quello dei cercopitechi dell’Africa orientale. I cercopitechi sono un genere di scimmie di piccola corporatura che abitano le foreste dell’Africa tropicale ed equatoriale. essi emettono segnali sonori di pericolo per avvertire gli altri individui del loro gruppo della presenza di predatori, Tali segnali sono nettamente differenziati tra loro, per specificare il tipo di predatore, ed ogni specifico segnale è più o meno lo stesso nei diversi individui. D3: Da che cosa capiamo che il linguaggio è una facoltà biologicamente determinata, e non semplicemente trasmessa culturalmente? Il linguaggio è un sistema biologico. E’ un sistema , in quanto è un dispositivo costituito da più componenti, ciascuno dei quali svolge il proprio ruolo interagendo con gli altri. E’ biologico , in quanto è previsto dalla natura, come altri sistemi, ad esempio quello visivo. Essendo un sistema naturale, il linguaggio si differenzia dai sistemi artificiali, cioè inventati, come ad esempio i sistemi di scrittura, che sono sistemi indipendenti, anche se collegati al linguaggio.

si può affermare che l’acquisizione del linguaggio avviene per tappe di sviluppo predeterminate, in tempi relativamente veloci e sostanzialmente uguali per tutti gli individui. Acquisizione della fonologia Nei neonati il sistema uditivo è già molto sviluppato ed essi sono capaci di percepire molte più differenze fonologiche rispetto agli adulti. La loro capacità di cogliere la differenza tra tutti i possibili suoni usati nelle lingue naturali, capacità che gli adulti non hanno più, spiega il fatto che alla nascita un bambino ha le potenzialità per imparare qualsiasi lingua. Acquisizione del lessico Il primo problema che si presenta ai bambini è quello della segmentazione, cioè la suddivisione in parole degli enunciati che sentono nell’ambiente. per riconoscere le parole all’interno degli enunciati si utilizzano degli indizi: come la posizione dell’accento, o la durata delle sillabe, che indicano dove finisce una parola e ne comincia un’altra. Un altro problema è capire il significato delle parole. Acquisizione della sintassi Per i bambini: Si tratta di frasi brevissime, costituite in genere da due parole; queste frasi sono diverse da quelle della lingua degli adulti, in quanto non contengono gli elementi grammaticali, come ausiliari, articoli, preposizioni. esista un periodo critico per l’acquisizione del linguaggio. Il periodo critico è una fase della vita di un organismo in cui esso presenta una spiccata sensibilità agli stimoli esterni che sono necessari allo sviluppo di una determinata abilità; l’abilità non si sviluppa, o si sviluppa solo parzialmente, se lo stimolo non è sufficiente o non arriva nel momento giusto. Questo effetto si osserva per diverse capacità innate, che, proprio come il linguaggio, non sono presenti già alla nascita e il cui sviluppo richiede un’adeguata esposizione a specifici stimoli che si trovano nell’ambiente. D 4 Che cosa cambia tra le lingue, e che cosa invece è uguale? La ricerca linguistica ha da sempre l’obiettivo di individuare le caratteristiche universali delle lingue, accanto a quello, altrettanto necessario, di descriverne la diversità. Quante lingue ci sono al mondo? La risposta a questa domanda non è certa, per due fondamentali motivi. Il primo è che su certe parti del mondo, non si hanno conoscenze complete riguardo alle popolazioni che le abitano e alle lingue che vi sono parlate, ed è possibile che esistano lingue non ancora scoperte e classificate. Il secondo motivo è che non esiste una definizione univoca e sempre applicabile che ci permetta di stabilire in modo oggettivo se due forme di linguaggio sono due lingue diverse o due varietà di una stessa lingua. il numero delle lingue parlate al mondo non può essere stabilito una volta per tutte, perché la varietà linguistica è in costante decrescita, a causa della progressiva estinzione di una parte delle lingue del mondo. La somiglianza tra lingue dipende dal fatto che esse sono “imparentate” tra loro, cioè che derivano da una lingua madre comune. Nella classificazione delle lingue del mondo si definisce famiglia l’insieme più grande di lingue che, attraverso la comparazione, risultano essere apparentate. L’indoeuropeo è, appunto, una famiglia. GRUPPO LINGUE PRINCIPALI Celtico Gaelico irlandese Gaelico scozzese Gallese Germanico Svedese Norvegese Islandese Danese Tedesco Nederlandese Inglese Romanzo Portoghese Gallego Spagnolo Catalano Francese Italiano Romeno Baltico Lituano Lettone Slavo Polacco Ceco Slovacco Russo Ucraino Bielorusso Serbo-Croato Sloveno Bulgaro Macedone Indoiranico Curdo Farsi (Iran); Pashto (Afghanistan); Hindi Bengali Marathi Urdu (India) Lingue isolate Albanese Greco Armeno ARBITRARIETÀ. La capacità di usare una lingua è la capacità di associare suoni a significati, sia nella produzione che nella comprensione. Il rapporto tra significante e significato è arbitrario , cioè non risponde a nessuna necessità, nel senso che non vi è nessun aspetto del significato che determini la forma del significante.