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Linguistica: Il Linguaggio Verbale - Introduzione e Concetti Fondamentali, Sintesi del corso di Linguistica

ARGOMENTI: IL LINGUAGGIO VERBALE: LINGUISTICA, LINGUE, LINGUAGGIO, COMUNICAZIONE - SEGNI E CODICE - LE PROPRIETÀ DELLA LINGUA - PRINCIPI GENERALI PER L’ANALISI DELLA LINGUA questo documento è un riassunto del libro integrato con slide e appunti del professore. Chiaro e schematico per studiare bene.

Tipologia: Sintesi del corso

2022/2023

In vendita dal 30/11/2022

cristinavezza
cristinavezza 🇮🇹

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IL LINGUAGGIO VERBALE
LINGUISTICA, LINGUE, LINGUAGGIO, COMUNICAZIONE
La linguistica è il ramo delle scienze umane che studia la lingua, e si può dividere in 2 sottocampi principali:
-la linguistica generale, che si occupa di cosa sono, come sono fatte e come funzionano le lingue;
-la linguistica storica, che si occupa dell’evoluzione delle lingue nel tempo e dei rapporti fra le lingue e fra
lingua e cultura.
Oggetto della linguistica sono le lingue storico-naturali, cioè lingue nate spontaneamente lungo il corso
della civiltà umana e usate dagli esseri umani o nel passato, le quali sono espressione del linguaggio
verbale umano, ovvero una facoltà innata dell’homo sapiens e uno degli strumenti, dei modi e dei sistemi
di comunicazione che questi abbia a disposizione.
Da questo punto di vista, non c’è differenza tra lingue e dialetti, basata invece su considerazioni sociali e
storico-culturali.
Di questo se ne occupa la sociolinguistica, che studia l’interazione fra lingua e società, la variazione dei
comportamenti linguistici e come le lingue si articolano secondo diverse dimensioni di variazione.
Il sistema fisico e gestuale sono i due sistemi che si contendono nella nostra specie.
Il segno è qualcosa che sta per qualcos’altro e serve per comunicare.
Secondo gli studiosi di semiotica o semiologia (la scienza generale dei segni), tutto può comunicare
qualcosa con intenzionalità, altrimenti si avrebbe un semplice passaggio di informazione.
Ci sono 3 categorie all’interno del fenomeno della comunicazione:
1)comunicazione in senso stretto:
-emittente intenzionale;
-ricevente intenzionale;
2)passaggio di informazione:
-emittente non intenzionale;
-ricevente/interpretante intenzionale;
3)formulazione di inferenze:
-nessun emittente, ma sola presenza di un oggetto culturale volto a fornire un’informazione;
-interpretante.
Tipi di comunicazione (umani e non-umani) relativamente al mezzo:
-chimica;
-cinetica (attraverso il movimento);
-fonica;
-iconica (attraverso il canale visivo, ovvero le immagini).
SEGNI E CODICE
Il segno è l’unità fondamentale della comunicazione, sono prodotti intenzionalmente per comunicare e
essenzialmente arbitrari.
Esistono diversi tipi di segni:
1)indici o sintomi: motivati naturalmente e non intenzionali, di valore universale, uguali per tutte le culture
in ogni tempo;
2)segnali: motivati naturalmente/usati intenzionalmente;
3)icone: motivati analogicamente (ovvero sono basati sulla somiglianza di forme)/intenzionali;
4)simboli: motivati culturalmente e intenzionali;
5)segni: non motivati e intenzionali.
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IL LINGUAGGIO VERBALE

LINGUISTICA, LINGUE, LINGUAGGIO, COMUNICAZIONE

La linguistica è il ramo delle scienze umane che studia la lingua, e si può dividere in 2 sottocampi principali: -la linguistica generale , che si occupa di cosa sono, come sono fatte e come funzionano le lingue; -la linguistica storica , che si occupa dell’evoluzione delle lingue nel tempo e dei rapporti fra le lingue e fra lingua e cultura. Oggetto della linguistica sono le lingue storico-naturali , cioè lingue nate spontaneamente lungo il corso della civiltà umana e usate dagli esseri umani o nel passato, le quali sono espressione del linguaggio verbale umano , ovvero una facoltà innata dell’homo sapiens e uno degli strumenti, dei modi e dei sistemi di comunicazione che questi abbia a disposizione. Da questo punto di vista, non c’è differenza tra lingue e dialetti, basata invece su considerazioni sociali e storico-culturali. Di questo se ne occupa la sociolinguistica, che studia l’interazione fra lingua e società, la variazione dei comportamenti linguistici e come le lingue si articolano secondo diverse dimensioni di variazione. Il sistema fisico e gestuale sono i due sistemi che si contendono nella nostra specie. Il segno è qualcosa che sta per qualcos’altro e serve per comunicare. Secondo gli studiosi di semiotica o semiologia (la scienza generale dei segni), tutto può comunicare qualcosa con intenzionalità , altrimenti si avrebbe un semplice passaggio di informazione. Ci sono 3 categorie all’interno del fenomeno della comunicazione:

  1. comunicazione in senso stretto : -emittente intenzionale; -ricevente intenzionale;
  2. passaggio di informazione : -emittente non intenzionale; -ricevente/interpretante intenzionale;
  3. formulazione di inferenze : -nessun emittente, ma sola presenza di un oggetto culturale volto a fornire un’informazione; -interpretante. Tipi di comunicazione (umani e non-umani) relativamente al mezzo : -chimica; -cinetica (attraverso il movimento); -fonica; -iconica (attraverso il canale visivo, ovvero le immagini).

SEGNI E CODICE

Il segno è l’unità fondamentale della comunicazione, sono prodotti intenzionalmente per comunicare e essenzialmente arbitrari. Esistono diversi tipi di segni :

  1. indici o sintomi : motivati naturalmente e non intenzionali, di valore universale, uguali per tutte le culture in ogni tempo;
  2. segnali : motivati naturalmente/usati intenzionalmente;
  3. icone : motivati analogicamente (ovvero sono basati sulla somiglianza di forme)/intenzionali;
  4. simboli : motivati culturalmente e intenzionali;
  5. segni : non motivati e intenzionali.

Dalla categoria 1 alla 5 la motivazione che lega il qualcosa al qualcos’altro che viene comunicato diventa sempre più convenzionale e aumenta la specificità culturale dei segni in senso lato. La motivazione può essere: -naturale; -analogica; -culturale; arbitraria. I segni linguistici costituiscono il codice lingua. Il codice è l’insieme di corrispondenze, fissatevi per convenzione, fra qualcosa (l’insieme manifestante) e qualcos’altro (l’insieme manifestato) che fornisce le regole di interpretazione dei segni. Il linguaggio verbale è il più potente dei codici.

LE PROPRIETÀ DELLA LINGUA

  • LA BIPLANARITÀ La biplanarità consiste nel fatto che ci siano in un segno due facce o due piani, cioè il qualcosa e il qualcos’altro.

▪Il significante /espressione/forma è la parte/faccia/piano fisicamente percepibile del segno, quello che

cade sotto i nostri sensi; è la forma fonica della parola.

▪Il significato /contenuto è la parte/faccia/piano non materialmente percepibile, l’informazione veicolata

dalla faccia percepibile; è il concetto attraverso cui l’uomo ha classificato la realtà (un oggetto, un’azione, una qualità, una relazione: un referente). Sono sostanzialmente indipendenti dal referente. I segni linguistici sono definiti anche artefatti. Un codice è quindi l’insieme di corrispondenze fra significati e significanti, e un segno è l’associazione di un significante e un significato.

  • L’ARBITRARIETÀ L’arbitrarietà consiste nel fatto che non c’è alcun legame naturalmente motivato, ovvero nella natura di una cosa non c’è nulla che rimandi al suo nome. I legami tra il significante e il significato che costituiscono il codice sono posti per convenzione (stabilita dalla comunità dei parlanti), e quindi arbitrari. Infatti, se i segni linguistici non fossero arbitrari, parole simili nelle diverse lingue dovrebbero designare cose o concetti simili. L. Hjelmslev , uno studioso strutturalista, ha distinto quattro tipi o livelli diversi di arbitrarietà , rappresentati nella forma grafica del triangolo semiotico , la cui reale interpretazione rimane ancora in parte controversa. Ai tre vertici abbiamo le 3 entità: -un significante , che si riferisce a un elemento della realtà esterna, cioè un referente ; -la linea di base del triangolo è tratteggiata, al contrario dei due lati, perché il rapporto fra significante e referente non è diretto, ma è mediato dal significato. In altre lingue può essere diverso: non cambiano i referenti, cambia il modo in cui la realtà viene “ritagliata” all’interno di concetti (significato). I quattro tipi di arbitrarietà della lingua sono:
  1. rapporto tra segno e referente : non c’è alcun legame naturale e concreto di derivazione dell’uno e dall’altro, fra un elemento della realtà esterna e il segno a cui questo è eventualmente associato;
  2. rapporto fra significante e significato : il significante non ha nulla a che vedere con il significato a cui è associato nella lingua italiana;
  3. rapporto tra forma e sostanza del significato : ogni lingua ritaglia in un modo che le è proprio un certo spazio di significato, distinguendo e rendendo pertinenti una o più entità; significato segno referente =realtà esterna

significante- - - - - - - - - -


La lingua parlata è impiegata in una gamma più ampia e differenziata di usi e funzioni rispetto alla lingua scritta.

▪Secondo la priorità ontogenetica , ogni individuo umano impara prima per via naturale e spontanea a

parlare e solo in un secondo tempo, e attraverso addestramento guidato specifico, a scrivere.

▪Secondo la priorità filogenetica , relativa alla specie umana, nella storia della nostra specie la scrittura si è

sviluppata molto tempo dopo il parlare. Le prime testimonianze sono le scritt ur e pittografiche risalenti a 5 millenni prima di Cristo ,per poi arrivare a una scrittura vera e propria, quella cuneiforme dei Sumeri del 3500 a.C., ovvero tavolette d’argilla contenenti segni a forma di cunei. La scrittura alfabetica nasce probabilmente sotto forma di scrittura consonantica (che non registra le vocali) presso i Fenici attorno al 1300 a.C., da cui ne derivano nel corso del I millennio a.C. gli alfabeti arabi e greco, da cui evolveranno l’alfabeto cirillico e quello latino, usato nelle lingue europee occidentali. Le origini del linguaggio sono certamente molto più antiche. È ipotizzabile che qualche forma di comunicazione orale con segni linguistici fosse già presente nell’Homo habilis e poi nell’Homo erectus risalenti a più di 2 milioni di anni fa. Il linguaggio verbale era sicuramente presente nell’Homo neanderthalensis e nell’Homo sapiens sapiens.

I tratti costitutivi del linguaggio verbale

FUNZIONALITA’ SIMBOLICITA’ ARTICOLAZIONE

multi-direzionalità semanticità discretezza evanescenza arbitrarietà articolazione intercambiabilità onnipotenza sintatticità feedback libertà di riferimento ricorsività trasmissibilità riflessività produttività apprendibilità (apprendibilità) Funzionalità :

  • multi-direzionalità : il parlato può essere indirizzato in varie direzioni e se ne riconosce la provenienza;
  • evanescenza : il parlato c’è al momento dell’uso ma sparisce subito dopo;
  • intercambiabilità dei ruoli : si passa da mittenti a destinatari con grande facilità;
  • feedback totale : anche chi parla sente mentre sta parlando;
  • trasmissibilità : trasmissibilità culturale (insegnamento e apprendimento), ma anche trasponibilità di mezzo (la scrittura);
  • apprendibilità : i linguaggi possono essere appresi da tutti gli esseri umani, sia la lingua madre sia delle lingue nuove. Simbolicità : il linguaggio verbale è un insieme in cui tutti gli elementi sono dotati di significato:
  • semanticità : possibilità di attribuire un significato a ciascuna delle parti in cui è articolato il discorso del suo interlocutore;
  • arbitrarietà : le relazioni fra parole e significati non sono “naturali” ma “convenzionali”: il linguaggio è libero di costruire nuove parole a cui attribuire un significato;
  • onnipotenza semantica : creazione di qualunque tipo di significato;
  • libertà di riferimento : si può parlare di cose non presenti nel tempo e nello spazio;
  • riflessività : capacità della lingua di riflettere su se stessa attraverso delle caratteristiche interne. Articolazione : possibilità di strutturarsi in maniera composita e complessa:
  • discretezza : non esiste una gradualità nel significato espresso da una parola, determinato da una forma di intensità; le unità del linguaggio sono chiaramente distinguibili l’una dall’altra, c’è sempre una “linea di demarcazione”;
  • articolazione : ciò che regola gli elementi separati; -sintatticità: indica che ci sono delle regole da seguire nei linguaggi verbali;
  • ricorsività : le regole di funzionamento del linguaggio sono ripetibili e applicabili all’infinito; -produttività : è sempre possibile creare nuovi messaggi mai prodotti prima;
  • apprendibilità : i linguaggi possono essere appresi da tutti gli esseri umani, sia la lingua madre sia delle lingue nuove.

I vantaggi dell’oralità nel linguaggio :

-purché vi sia presenza di aria, possono essere utilizzati in qualunque circostanza ambientale, e consentono la trasmissione anche in presenza di ostacoli fra emittente e ricevente, anche a relativa distanza; -non ostacolano altre attività, possono essere utilizzati in concomitanza con molte altre prestazioni fisiche e intellettive, per accompagnare e guidare le azioni; -permettono la localizzazione della fonte di emittenza del messaggio; -la ricezione è contemporanea alla produzione del messaggio, avviene in diretta; -l’esecuzione parlata è più rapida di quella scritta; -il messaggio è evanescente, a rapida dissolvenza, non permane a ingombrare il canale ma lascia subito libero il passaggio ad altri messaggi. In certi casi questo può essere uno svantaggio: il canale visivo permetterebbe invece la permanenza del messaggio nel tempo e nello spazio; -l’energia specifica richiesta è molto ridotta: il parlare è concomitante con la respirazione e non assolve alcun altro compito fisiologico che quello della comunicazione, ed è quindi un’attività altamente specializzata. Tuttavia, i recenti sviluppi delle tecnologie di comunicazione digitale annullano alcune di queste differenze tra il canale fonico acustico e quello grafico. Nelle società moderne, lo scritto ha una priorità sociale: avere una forma scritta è un requisito indispensabile per una lingua evoluta perché è lo strumento di fissazione e trasmissione di ogni tradizione e ha validità giuridica. Inoltre, non tutto ciò che fa parte del parlato può essere reso e avere un corrispondente nello scritto e viceversa.

- LINEARITÀ E DISCRETEZZA DEL SEGNO

▪La linearità indica che il significante viene prodotto, si realizza e si sviluppa in successione nel tempo e

nello spazio. Altri tipi di segni sono invece globali, cioè vengono percepiti come un tutto simultaneamente.

▪La discretezza indica che la differenza fra gli elementi, le unità della lingua, è assoluta, non quantitativa o

relativa. Una conseguenza della discretezza è che nella lingua non possiamo intensificare il significante per intensificare corrispondentemente il significato. Nella lingua, il significato non varia in proporzione al variare del significato, né viceversa.

- ONNIPOTENZA SEMANTICA, PLURIFUNZIONALITÀ E RIFLESSIVITÀ

▪L’ onnipotenza semantica indica che con la lingua è possibile dare un’espressione a qualsiasi contenuto,

nel senso che un messaggio formulato in qualunque altro codice o sistema di segni sarebbe sempre traducibile in lingua, ma non viceversa.

▪La lingua è quindi dotata di plurifunzionalità , perché permette di adempiere a una lista molto ampia di

funzioni diverse tra cui: -l’esprimere il pensiero, dando una forma esterna a contenuti mentali; -il trasmettere informazioni; -l’instaurare, mantenere, regolare attività e rapporti sociali; -il manifestare, esternare i propri pensieri e stati d’animo; -il risolvere problemi; -il creare mondi possibili.

- TRASMISSIBILITÀ CULTURALE Dal punto di vista antropologico, ogni lingua è trasmessa per tradizione all’interno di una società e cultura, passa da una generazione all’altra per insegnamento o apprendimento spontaneo. Anche in questo il linguaggio verbale è diverso dai linguaggi degli animali. Il linguaggio verbale è formato da due componenti:

  • culturale ambientale , appresa, che specifica quale lingua impariamo e parliamo;
  • naturale , innata, cioè la predisposizione a comunicare mediante una lingua e le strutture portanti del linguaggio verbale. L’interazione fra le due componenti fa sì che il processo di acquisizione e apprendimento abbia luogo sia nella prima infanzia ma anche nel periodo della pubertà linguistica : se entro gli 11-12 anni di età un essere umano non è stato esposto a stimoli linguistici provenienti dall’ambiente culturale in cui vive, lo sviluppo della lingua è praticamente bloccato; d’altro canto, entro tale età l’apprendimento di una lingua avviene in maniera rapida e agevole. - COMPLESSITÀ SINTATTICA La complessità sintattica indica i rapporti fra gli elementi o parti del segno che danno luogo a una fitta trama plurima, percepibile nella sintassi del messaggio. Fra gli aspetti che hanno rilevanza nella trama sintattica vi sono: -l’ordine degli elementi contigui, le posizioni lineari in cui esse si combinano; -le relazioni strutturali e le dipendenze che vigono fra elementi non contigui; -le incassature, cioè parti del messaggio incastrate in altre; -la ricorsività, che, combinata con la discontinuità dei rapporti sintattici, conferisce alle strutture linguistiche un particolare carattere di complessità interna; -la presenza di parti del messaggio che danno informazioni sulla sua strutturazione sintattica; -la possibilità di discontinuità nella strutturazione sintattica, come ad esempio in tedesco. - EQUIVOCITÀ La lingua è un codice tipicamente equivoco , perché pone corrispondenze plurivoche fra gli elementi di una lista e quelli della lista a questa associata. Ad esempio, ad un significato possono corrispondere più significanti. L’equivocità della lingua rappresenta un vantaggio, perché contribuisce a consentire la flessibilità dello strumento linguistico e la sua adattabilità ad esprimere contenuti ed esperienze nuove.

LINGUA SOLO UMANA?

La facoltà verbale di esprimersi attraverso sistemi comunicativi come le lingue è specie-specifica dell’uomo. Solo l’uomo possiede le precondizioni atomiche e neurofisiologiche necessarie per l’elaborazione mentale e fisica del linguaggio verbale, vale a dire: -adeguato volume del cervello, che rende possibile la memorizzazione, l’elaborazione e la processazione del linguaggio; -conformazione del canale fonatorio a due canne, che consente le sottili distinzioni articolatore e sfumature nella produzione fonica necessarie per la comunicazione orale. L’etologia, la zoologia, la psicologia animale e la zoo semiotica hanno accumulato una vasta serie di studi e osservazioni sui sistemi e modi di comunicazione utilizzati da diverse specie animali, ma in nessuna si sono riscontrate tutte o anche solo una gran parte delle proprietà che ritroviamo nella lingua. Sono stati compiuti svariati esperimenti di insegnamento di sistemi di comunicazione strutturali sul modello del linguaggio verbale umano ai primati , senza però risultati, data la loro impossibilità anatomica. Si è allora cercato di far apprendere la lingua dei segni, basata su gesti, atteggiamenti del viso e degli arti invece che sul canale vocale, ma i risultati sembrerebbero scarsi. Alcuni sostengono che i primati degli esperimenti producano delle combinazioni semplicemente come risposta a uno stimolo a cui sono stati addestrati: il loro comportamento sarebbe quindi privo di vera

intenzionalità comunicativa e consisterebbe piuttosto nella messa in opera di imitazione, considerando che probabilmente gli umani, nell’interazione con le scimmie, diano stimoli e suggerimenti inconsci, ma che dagli animali vengono percepiti. Noam Chomsky , il più noto linguista contemporaneo, sostiene che il linguaggio è una capacità innata ed esclusiva della specie umana. La neurologia sperimentale ha mostrato come nell’esecuzione di compiti verbali concernenti la morfologia e la sintassi vengono attivate aree specifiche della corteccia cerebrale. Nella locazione delle diverse funzioni principalmente nell’uno o nell’altro emisfero celebrale ( lateralizzazione ), particolarmente coinvolta quanto all’elaborazione del linguaggio è l’area di Broca, una zona corticale situata nella terza circonvoluzione del lobo frontale dell’emisfero sinistro. L’ exaptation indica un processo nel quale un elemento assume una funzione non acquisita mediante la selezione naturale, diversa da quella che l’elemento svolgeva precedentemente.

DEFINIZIONE DI LINGUA

La lingua è un codice che organizza un sistema di segni dal significante primariamente fonico-acustico, fondamentalmente arbitrari ad ogni loro livello e doppiamente articolati, capaci di esprimere ogni esperienza esprimibile, posseduti come conoscenza interiorizzata che permette di produrre infinite frasi a partire da un numero finito di elementi.

PRINCIPI GENERALI PER L’ANALISI DELLA LINGUA

- SINCRONIA E DIACRONIA

▪La diacronia è la considerazione delle lingue e degli elementi della lingua lungo lo sviluppo temporale,

nella loro evoluzione storica. Un esempio di operazione diacronica è fare l’ etimologia di una parola, cioè trovare la parola normalmente di un’altra lingua precedentemente esistente da cui essa deriva e cercare di ricostruire la storia e spiegare le modifiche eventualmente avvenute nel significante e nel significato.

▪Per sincronia si intende la considerazione delle lingue e degli elementi della lingua guardando a come essi

si presentano in un determinato momento agli occhi e all’esperienza dell’osservatore, nel loro stato presente e nei rapporti in cui si trovano in quello stato. Un esempio di operazione di linguistica sincronica è descrivere il significato che hanno oggi le parole in italiano, o studiare com’è la struttura sintattica delle frasi semplici in una lingua. È impossibile separare nettamente la dimensione sincronica da quella diacronica, perché esse sono complementari. La sincronia assoluta di fatto non esisterebbe, giacché la lingua è almeno in parte costantemente in movimento lungo lasse del tempo. Solo la visuale sincronica permette di vedere come funziona il sistema linguistico e di descrivere le unità che lo costituiscono.

- LANGUE E PAROLE La distinzione frasi sistema astratto e realizzazione concreta si è presentata, nella linguistica moderna, secondo tre coppie oppositive : 1)la coppia oppositiva langue e parole (termini francesi), uno dei cardini del pensiero di Ferdinand de Saussure.

▪La parola langue indica l’insieme di conoscenze mentali, di regole interiorizzate insite nel codice lingua

che costituiscono la nostra capacità di produrre messaggi in una certa lingua e sono possedute in ugual misura come saper astratto da tutti i membri di una comunità linguistica idealmente omogenea.

▪Con il termine parole si intende l’atto linguistico individuale, vale a dire la realizzazione concreta, in ogni

determinata occasione specifica, di un messaggio verbale in una certa lingua.