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Il Miracolo Economico: L'Egemonia Statunitense e la Ricostruzione Europea, Guide, Progetti e Ricerche di Storia

Il ruolo degli accordi di breton woods e dell'egemonia statunitense nella ricostruzione economica europea dopo la seconda guerra mondiale. Il testo illustra come l'integrazione globale del capitalismo e la disponibilità di petrolio a prezzi convenzionali hanno favorito lo sviluppo industriale in italia, ma sfavorevolmente il terzo mondo. Il documento inoltre analizza la situazione economica in italia, con la divisione tra il nord industrializzato e il sud arretrato, e la crescita dell'industria siderurgica e dell'agip.

Tipologia: Guide, Progetti e Ricerche

2019/2020

Caricato il 12/12/2021

Nicole-Della-Torre14
Nicole-Della-Torre14 🇮🇹

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Il miracolo economico
Accordi di Breton Woods (11 - 22 luglio 1944), vennero integrati con un accordo
generale sulle tariffe e sul commercio e quindi questo consentì una forte
ripresa degli scambi internazionali che giovò sia all’ Italia, ma giovò anche a
tutti paesi dell’occidente (quindi anche tutto il resto dell’Europa occidentale).
L’egemonia statunitense (con il dollaro e il Piano Marshall in particolare) fece sì
che ci fosse una coesione unitaria al mondo capitalistico, impedendo così che ci
ergessero degli attriti tra i vari stati.
Gli Stati Uniti avevano proposto una loro moneta e i loro aiuti fece si che tutti
gli stati occidentali si riunissero in una sorta di unità capitalistica e in questo
modo e in questo momento si poteva evitare che sorgessero degli attriti tra i
vari stati.
Gli scambi furono favorevoli per l’Italia, ma sfavorevoli per il terzo mondo e
questo favorì l’Italia.
Per quasi un quarto di secolo, l’Europa ebbe a disposizione petrolio nelle
quantità necessarie a prezzi molto convenienti. Qui si evidenzia il concetto di
“scambio ineguale” in quanto il petrolio proveniva dal terzo mondo e veniva
pagato in maniera conveniente (così facendo il terzo mondo non ne traeva
beneficio rimanendo sempre più indietro).
La ricostruzione venne favorita dal petrolio, dal dollaro, dagli scambi ineguali
con il terzo mondo, ma anche dal fatto che l’Italia disponeva di capacità
industriali sufficienti, se non per produzioni sofisticate almeno per produzioni a
basso contenuto tecnologico come, ad esempio, la fabbricazione di automobili,
elettrodomestici, mobili, scarpe e abbigliamento in secondo luogo.
L’ Italia in questo momento si articola in due modi: sud, regioni meridionali e
insulari arretrate e nord industrializzato, che possedeva un grande serbatoio di
forza lavoro che non era stato ancora assorbito dalle campagne com’era era
accaduto nei precedenti anni e al sud.
Il nord riesce a svilupparsi dal punto di vista industriale (grazie alle tecnologie,
anche se non ancora particolarmente elevate dal punto di vista tecnico), ma
riesce comunque e costruirsi beni di prima necessità. Gli elettrodomestici, in
questo momento, incominciano ad essere più presenti nelle case, i quali
venivano comprati con le cambiali.
Il nord riesce ad avere molta manodopera (oltre a una tecnologia di medio
livello) perché gli operai si erano impiegati moltissimo nelle industrie e avevano
abbandonato le campagne, infatti ci sarà poi la migrazione dal sud al nord in
particolare in alcune regioni d’ Italia (Puglia, Sicilia Campania etc.) che si
trasferiranno un po’ in Lombardia (Milano) e un po’ a Torino perché vi era la
Fiat, industria che assorbiva un sacco di manodopera.
Al nord, in questo momento, c’era un tasso di disoccupazione molto basso.
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Il miracolo economico

Accordi di Breton Woods (11 - 22 luglio 1944), vennero integrati con un accordo generale sulle tariffe e sul commercio e quindi questo consentì una forte ripresa degli scambi internazionali che giovò sia all’ Italia, ma giovò anche a tutti paesi dell’occidente (quindi anche tutto il resto dell’Europa occidentale). L’egemonia statunitense (con il dollaro e il Piano Marshall in particolare) fece sì che ci fosse una coesione unitaria al mondo capitalistico, impedendo così che ci ergessero degli attriti tra i vari stati. Gli Stati Uniti avevano proposto una loro moneta e i loro aiuti fece si che tutti gli stati occidentali si riunissero in una sorta di unità capitalistica e in questo modo e in questo momento si poteva evitare che sorgessero degli attriti tra i vari stati. Gli scambi furono favorevoli per l’Italia, ma sfavorevoli per il terzo mondo e questo favorì l’Italia. Per quasi un quarto di secolo, l’Europa ebbe a disposizione petrolio nelle quantità necessarie a prezzi molto convenienti. Qui si evidenzia il concetto di “scambio ineguale” in quanto il petrolio proveniva dal terzo mondo e veniva pagato in maniera conveniente (così facendo il terzo mondo non ne traeva beneficio rimanendo sempre più indietro). La ricostruzione venne favorita dal petrolio, dal dollaro, dagli scambi ineguali con il terzo mondo, ma anche dal fatto che l’Italia disponeva di capacità industriali sufficienti, se non per produzioni sofisticate almeno per produzioni a basso contenuto tecnologico come, ad esempio, la fabbricazione di automobili, elettrodomestici, mobili, scarpe e abbigliamento in secondo luogo. L’ Italia in questo momento si articola in due modi: sud, regioni meridionali e insulari arretrate e nord industrializzato, che possedeva un grande serbatoio di forza lavoro che non era stato ancora assorbito dalle campagne com’era era accaduto nei precedenti anni e al sud. Il nord riesce a svilupparsi dal punto di vista industriale (grazie alle tecnologie, anche se non ancora particolarmente elevate dal punto di vista tecnico), ma riesce comunque e costruirsi beni di prima necessità. Gli elettrodomestici, in questo momento, incominciano ad essere più presenti nelle case, i quali venivano comprati con le cambiali. Il nord riesce ad avere molta manodopera (oltre a una tecnologia di medio livello) perché gli operai si erano impiegati moltissimo nelle industrie e avevano abbandonato le campagne, infatti ci sarà poi la migrazione dal sud al nord in particolare in alcune regioni d’ Italia (Puglia, Sicilia Campania etc.) che si trasferiranno un po’ in Lombardia (Milano) e un po’ a Torino perché vi era la Fiat, industria che assorbiva un sacco di manodopera. Al nord, in questo momento, c’era un tasso di disoccupazione molto basso.

Tutti questi fattori fanno sì che i salari vennero compromessi rispetto ad altri stati. Questo faceva sì potesse affrontare la concorrenza internazionale perché i salari erano molti bassi. Non venivano fatte differenziazioni tra il salario un operaio generico e un operaio specialistico. Dopo la guerra i salari erano praticamente dimezzati rispetto al 1938 (epoca prebellica). Fino alla meta degli anni ’50, la disoccupazione era rimasta parecchio alta. Il sud diventava sempre più arretrato, perdeva la manodopera, non era stato in grado di sfruttare i beni che aveva perché la nuova economia aveva proponeva alle industrie del nord di mettere delle filiali anche al sud. La politica monetaria e creditizia della linea del presidente della repubblica Einaudi e la divisione dei sindacati (CGIL divisa in CISL e UIL) dividendo i lavoratori per sindacati, creando così delle spaccature, indebolirlo con il potere contrattuale causando così una diminuzione del salario e sono sottopagati, essendo così più concorrenziali con gli altri stati a discapito degli operai. I primi anni del dopoguerra, servirono a recuperare le capacità produttive ai tempi precedenti del conflitto e furono recuperate tra il 1948 e il 1949. In seguito a questo recupero delle capacità produttive, ci sarà uno sviluppo crescente, per un decennio il Reddito Nazionale divenne più che il doppio. Tra il 1955 e il 1965 circa la produzione aumento sensibilmente raddoppio. Il centro del lavoro italiano si sposta nelle industrie, settore secondario, prima era l’agricoltura, ovvero il settore primario) e infine nei servizi (uffici etc.), settore terziario e il settore quaternario (es. mass media). Tra il ‘50 e il ‘60 ci sarà questo processo di popolazione attiva che si sposta in questi tre settori. Questo benessere dopoguerra fa si che ci sia un benessere nelle famiglie e quindi una crescita del nucleo famigliare. Negli anni ’90 poi diminuirà a causa di un problema economico. Sviluppo della popolazione, sviluppo della tecnologia, sviluppo dell’industria del nord mentre il sud è arretrato perché ha poca capacità di rinnovamento. Questo sviluppo è trascinato dalle esportazioni, che suppliscono alle insufficienze della domanda interna cioè il fatto che ci fossero bassi salari faceva si che all’interno (quindi l’Italia) ci fosse la poca richiesta di alcuni prodotti che erano stati creati e quindi il fatto di poterli esportare suppliva questa mancanza. L’esportazione aiutava la ricchezza del nostro paese (Italia), tutto quello che noi non richiedevamo perché non ce lo potevamo permettere tutto quanto veniva esportato all’estero generando così una ricchezza interna. Un’altra industria che si sviluppa molto in questo momento è l’industria siderurgica, quindi si avvia un piano di siderurgia nazionale a ciclo completo, sono aziende a partecipazione statale (aziende private ma molte quote sono dello Stato), è un grande vantaggio perché essendo a quotazione statale non dovrebbero fallire, i lavoratori sono coperti e anche lo Stato ci guadagna.