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Breve appunto del libro Il Multiculturalismo
Tipologia: Appunti
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Il multiculturalismo ambisce a promuovere un tipo di integrazione politica e sociale che sotto molti aspetti va contro il modello sul quale sono stati costruiti gli stati nazione, sostenuto da una rivalutazione delle differenze culturali si è trovato in perfetta sintonia con l'esigenza di fornire una nuova descrizione del legame fra libertà individuale e cultura di appartenenza. L'obbiettivo di questa evoluzione è offrire a ogni individuo la possibilità di compiere le proprie scelte di vita, scelte che hanno un significato, perchè inserite nel determinato contesto culturale al quale si è legati. Dopo la seconda guerra mondiale i processi di decolonizzazione hanno dato vita a nuovi stati-nazione ma hanno lasciato irrisolti molti problemi in quanto le frontiere ereditate dal periodo coloniale coincidevano solo di rado con le realtà nazionali. Il pluralismo etnoculturale è un dato antico nella storia dell'uomo, per quanto lontanto possiamo risalire troviamo sempre popolazioni che si spostano gruppi che si mescolano territori annessi conquistati o ceduti, processi di integrazione politica che si realizzano, questi movimenti possono essere più o meno rapidi o conoscere transitorie inversioni di tendenza ma sul lungo periodo non sono mai stati smentiti dai fatti. Queste popolazioni immigrate contribuiscono in un duplice modo di affermarsi del pluralismo delle identità; protagoniste della globalizzazione nel paese di accoglienza esse hanno anche un impatto non trascurabile sul destino delle regioni da cui sono emigrate non foss'altro per le rimesse in valuta pregiata e l'influenza culturale esercitata. il multiculturalismo è una concezione di integrazione che stabilisce che in un certo senso è compito dello stato democratico da un lato riconoscere la molteplicità dei gruppi etnoculturali che compongono in maniera significativa la sua popolazione e dall'altro cercare di adeguare il più possibile questa diversità culturale a principi identificabili. La dottrina del multiculturalismo si è infatti sviluppata a partire dagli anni ‘60 sulla scia delle dinamiche democratiche che operavano in paesi di immigrazione come gli USA, il Canada e l'Australia. Ma come ogni dottrina politica il multiculturalismo non è privo di ambiguità nè di problemi. Le sue conseguenze politiche e sociali dipendono in gran parte dalla natura democratico liberale o meno delle sue premesse, cioè dalla capacità del multiculturalismo di rafforzare la libertà nelle diverse forme che esso può assumere e non di ridurla. Il riconoscimento dell'altro contribuisce in modo decisivo alla definizione della propria identità. Ciò significa che non vi è prima un'identità e poi il problema del suo riconoscimento ma che il riconoscimento interviene nella definizione stessa dell'identità nel senso che la realizza. Le diverse prospettive sottolineano l'importanza che assume il rapporto con l'altro e/o con la sfera sociale per la costruzione dell'identità individuale. Secondo il modello che caratterizzava l'antichità l'altro è percepito come un altro diverso e quindi non può essere un mio simile vi sono differenze sostanziali. Nel modello moderno l'altro è prima di tutto considerato come uno stesso quindi l'altro come me è una persona un soggetto e quindi è naturale che a questo titolo sia dotato degli stessi dirittti riduzione dell'alterità. Il modello contemporaneo che si basa sull'esperienza dell'altro in maniera più complessa, in quanto si deve tenere conto delle differenze senza provocare delle disuguaglianze e questo per resistere a una tendenza forte della società democratiche illuminate. L'affermazione delle
differenze non sarebbe quindi contraria a i principi sui quali sono costruite le società democratiche ma deriverebbe dalla dinamica dell'uguaglianza e si presenterebbe sotto la forma inedita di una uguaglianza nella differenza è a questo livello più generale che si pone la questione fondamentale del multiculturalismo concepito come un modo per comprendere il pluralismo culturale. Oggi nelle società democratiche o in fase di democratizzazione osserviamo forti rivendicazioni legate alle diverse identità collettive; di fatto il problema intellettuale e politico è quello di determinare se sia possibile o meno promuovere delle differenze culturali senza reintrodurre disuguaglianza, ingiustizia e instabilità sociale. Storicamente gli ideologi repubblicani liberali e socialisti sono stati tentati di considerare le richieste di autonomia o di salvaguardia delle identità culturali formulate dalle piccole nazioni come lotte di retroguardia se non reazionarie. Non c'è paese in Europa che non possieda in qualche angolo una o più rovine di popoli resti di una popolazione precedente repressa e soggiogata dalla nazione che divenne in seguito l'elemento portante dello sviluppo storico. La globalizzazione non è che una delle forme più recenti di integrazione transnazionale. La storia e una certa distanza critica ci mostrano che da molto tempo le minoranze etnoculturali nazionali subiscono la forza di questi processi di integrazione transnazionale. Le minoranze nazionali non vogliono l'isolamento, ma un'integrazione che sia rispettosa dall'apparato distintivo del loro gruppo, da questo punto di vista il riconoscimento corrisponde a un obiettivo di primaria importanza per le nostre democrazie. Nella sua versione liberale il multiculturalismo difende una politica di riconoscimento fondata su un impegno in favore della libertà di scelta e dell'autonomia; tale impegno impone che in una certa misura sia riconosciuta l'appartenenza culturale, in questo modo si possono individuare tree giustificazioni del riconoscimento dei diritti differenziati in funzione dell'appartenenza a dei gruppi nazionali; uguaglianza, diritti storici e diversità culturale.