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Il movimento artistico del Neorealismo, nato negli anni '30 come reazione alla letteratura di Pirandello e Svevo e sviluppatosi soprattutto nel cinema italiano degli anni '40 e '50. Il Neorealismo si caratterizza per la rappresentazione della realtà e per l'inserimento dell'aspetto ideologico-politico di sinistra. i maggiori rappresentanti del movimento e i filoni della narrativa neorealistica.
Tipologia: Appunti
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Il Nuovo Realismo si contrappone a Pirandello e Svevo. Nasce negli anni 30. Il termine è usato per indicare il ritorno alla rappresentazione della realtà. I modelli letterari sono la letteratura realistica americana di Hemingway, Francis Scott Fitzgerald, Steinbeck mentre le tematiche sono quelle del mito del sogno americano con i temi che riguardano l’emigrazione italiana in America e ritorno di emigrati che hanno fatto fortuna. I maggiori rappresentanti sono Alberto Moravia, Elio Vittorini, Cesare Pavese. Il Neorealismo nasce dall’ambito cinematografico con i film di Luchino Visconti, Vittorio De Sica, Roberto Rossellini. Prende l’avvio dal Nuovo Realismo e si sviluppa dal 1943 agli anni 50. Le tematiche sono le testimonianze della guerra e del dopoguerra. Si differenzia dal Nuovo Realismo per l’inserimento dell’aspetto ideologico-politico di sinistra, dovuto all’influenza esercitata dal PCI sulla cultura italiana nel dopoguerra e necessità che l’intellettuale partecipi alla società. I maggiori rappresentanti sono Beppe Fenoglio, Italo Calvino, Primo Levi, Carlo Levi, Vasco Pratolini, Cesare Pavese e Elio Vittorini. I CARATTERI DEL NEOREALISMO: Prefazione a «Il sentiero dei nidi di ragno» di Italo Calvino “L’essere usciti da un’esperienza – guerra, guerra civile – che non aveva risparmiato nessuno, stabiliva un’immediatezza di comunicazione tra lo scrittore e il suo pubblico: si era faccia a faccia, alla pari, carichi di storie da raccontare, ognuno aveva avuto la sua, ognuno aveva vissuto vite irregolari drammatiche avventurose, ci si strappava la parola di bocca. La rinata libertà di parlare fu per la gente al principio smania di raccontare: nei treni che riprendevano a funzionare, gremiti di persone e pacchi di farina e bidoni d’olio, ogni passeggero raccontava agli sconosciuti le vicissitudini che gli erano occorse, e così ogni avventore ai tavoli delle «mense del popolo», ogni donna nelle code ai negozi; il grigiore delle vite quotidiane sembrava cosa d’altre epoche; ci muovevamo in un multicolore universo di storie.” Il «neorealismo» non fu una scuola ma un insieme di voci in gran parte periferiche, una molteplice scoperta delle diverse Italie anche - o specialmente - delle Italie fino allora più inedite per la letteratura. Ci eravamo fatta una linea, ossia una specie di triangolo: I Malavoglia, Conversazione in Sicilia, Paesi tuoi, da cui partire, ognuno sulla base del proprio lessico locale e del proprio paesaggio. Il Neorealismo non è quindi una scuola con programmi e poetica e nasce dal desiderio di dare voce al disagio della guerra civile e del dopoguerra. Neorealismo = insieme di voci Volontà di comunicare esperienza della guerra e della Resistenza che vede coinvolto il lettore. Immediatezza comunicativa tra scrittore e pubblico. Uso di prosa popolare e di espressioni dialettali. FILONI DELLA NARRATIVA NEOREALISTA REALISMO MITICO-SIMBOLICO: Mito dell’America. Mito della campagna. REALISMO STORICO E AMBIENTALE: Mondo proletario. Degrado della periferia urbana. RESISTENZA: Eroica e positiva. Realismo fantastico. MEMORIALISTICA AUTOBIOGRAFICA: Campi di concentramento. Situazione del sud Italia.