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La cosmologia dantesca del Paradiso, Appunti di Italiano

La cosmologia del Paradiso di Dante, in cui la terra si trova al centro e le 9 sfere celesti ruotano intorno ad essa. Ogni sfera ha un pianeta che presiede il cielo e influenza il temperamento umano. Dante incontra diverse categorie di beati in ogni sfera, che si trovano nell'empireo, la sede di Dio. anche il viaggio di Dante attraverso il Paradiso, accompagnato da Beatrice e San Bernardo, fino a incontrare la Madonna e Dio. Dante descrive l'esperienza di unione mistica con Dio e la difficoltà di raccontare il viaggio. Il documento si conclude con una riflessione sulla poesia e la sua importanza per l'umanità.

Tipologia: Appunti

2022/2023

In vendita dal 19/11/2023

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martina-cristofaro-4 🇮🇹

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IL PARADISO
COSMOLOGIA DANTESCA DEL PARADISO
La terra si trova al centro. Intorno alla terra le 9 sfere celesti ruotano in continuazione, mosse dal mobile che a sua
volta è messo nell'empireo.
Ogni sfera ha al suo interno un pianeta che la presiede il cielo, il quale esercita una virtù sull'uomo influenzandone il
temperamento (natura umana).
In ogni sfera si trova una specifica categoria di beati, che Dante incontra, che si trovano tutti nell’empireo, cioè la sede
di Dio, in cui ogni beato è seduto a contemplare la luce di Dio.→viene rappresentato come un anfiteatro.
per incontrare Dante, queste anime scendono nella sfera del pianeta che più li ha influenzati, rendendogli beati,
durante la vita.
Ad esempio nella sfera: luna (astro che conferisce l’incostanza)→ coloro che hanno mancato i voti (anime
costrette dalle famiglie ad abbandonare il convento anche se avevano già dato i voti). è il grado più basso della
beatitudine perchè si sarebbero docuti professare martiti..
Dante percorre i cieli accompagnato da Beatrice, arrivando nell'empireo dove incontra la madonna. Beatrice torna al
suo posto nell'anfiteatro e lui viene affidato all'ultima guida, San Bernardo, il quale pregherà la madonna affinchè
interceda per lui per fargli incontrare Dio.
S.Bernardo Madonna Dio
al termine, rivela due misteri della fede:
- incarnazione : vero dio e vero uomo in contemporanea→effige nei cerchi
- trinità : come fa Dio ad essere 3 entità in un unica ? (tre cerchi).
Esperienza di unione mistica con Dio Dante viene assororbito.
CANTO I
Dante e Beatrice sono ancora nel paradiso terrestre dove Dante ha appena ricevuto i due battesimi liberandosi dal
peccato originale. la sua anima è libera, talmente leggera che può volare verso l’alto.
inizia con un proemio, più disteso perchè più si eleva lo stile, più si eleva la materia.
La luce di Dio è l'origine di ogni forma di vita, questa penetra con intensità diverse in tutto l'emisfero terrestre.
Dante dichiara di essere stato nel luogo in cui la luce di Dio brilla al massimo cioè l’Empireo.
visio intellectualis (preceduta dalla visio carnalis nell'inferno e nel purgatorio): Dante non sa se il viaggio è stato
solamente dell’anima ( rende simile l'uomo con le anime beate) perchè il corpo è presente anche nella altre cantiche.
la lingua umana ha un limite:non sa e non può riprodurre ciò che ha visto. il mistero è sacro e non se ne può
parlare→topos ineffabilità.
non può raccontare il viaggio in quanto è viaggio del desiderio supremo verso Dio. l'intelletto è la facoltà angelica ma
la memoria, essendo umana, non riesce a ricordare quello che ha visto.
topos sprofondamento: esperienza paradossale (paradosso tramite questa modalità si legge tutto il paradiso) , più
si sale più si sprofonda è quindi un viaggio in disesa in senso negativo. è un'esperienza paradossale→nel paradiso
tutto è possibile anche ciò che per l'uomo è un paradosso. anche la discesa (esperienza del male) è una salita verso
dio, una tappa fondamentale per la salvezza.
vettore direzionale: basso-alto che si associa a quello fuori-dentro.
le prime 4 terzine sono l'enunciazione della materia, cioè ciò che Dante è riuscito a conservare e portare indietro. quel
poco che Dante riesce a ricordare.
invocazione ad apollo (dio della poesia che è la materia più elevata). L’enunciazione di apollo può essere letta in
diversi modi:
- il sole è allegoria a cristo che risorge;
- Ispiratore della poesia=allegoria allo spirito santo), non alle muse, in quanto è il dio della poesia.
L’immagine del vaso allude al fatto che il poeta è profeta e quindi sia il canale della divinità.
Con questa immagine riprende i canti degli atti degli apostoli in cui S.Paolo, apostolo delle genti, era stato chiamato
"vaso" in quanto era stato eletto per portare in giro la parola di dio→ Dante diventa il nuovo S.Paolo attribuendosi il
ruolo di riconvertire la cristianità (restauratore della chiesa).
Nella terza cantica Dante spera di ricevere l’incoronazione ufficiale (poeta→ corona d’alloro)
afferma di aver bisogno dell'aiuto delle due cime del parnaso (muse e apollo)→sofferenza nel lavoro poetico. tutti i
profeti sono accomunati dalla vita sofferente.
"spiratio": soffio di apollo→respiro dello spirito santo. chiede di essere abitato da esso.
riprende il mito classico di Marsia delle Metamorfosi (Ovidio. tanti racconti di metamorfosi): Marsia (esempio di
superbia punita)era un satiro che insidiava le ninfe. era talmente bravo da voler sfidare apollo, ma perderà e verrà
scuoiato vivo→in chiave cristiana viene riletto come monito all'umiltà; l'espulsione del corpo dalla scuoiatura è invece
riletto come liberazione dell'anima dall'involucro carnale.
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IL PARADISO

COSMOLOGIA DANTESCA DEL PARADISO

La terra si trova al centro. Intorno alla terra le 9 sfere celesti ruotano in continuazione, mosse dal 1° mobile che a sua volta è messo nell'empireo. Ogni sfera ha al suo interno un pianeta che la presiede il cielo, il quale esercita una virtù sull'uomo influenzandone il temperamento (natura umana). In ogni sfera si trova una specifica categoria di beati, che Dante incontra, che si trovano tutti nell’empireo, cioè la sede di Dio, in cui ogni beato è seduto a contemplare la luce di Dio.→viene rappresentato come un anfiteatro. per incontrare Dante, queste anime scendono nella sfera del pianeta che più li ha influenzati, rendendogli beati, durante la vita. Ad esempio nella 1° sfera: luna (astro che conferisce l’incostanza)→ coloro che hanno mancato i voti (anime costrette dalle famiglie ad abbandonare il convento anche se avevano già dato i voti). è il grado più basso della beatitudine perchè si sarebbero docuti professare martiti.. Dante percorre i cieli accompagnato da Beatrice, arrivando nell'empireo dove incontra la madonna. Beatrice torna al suo posto nell'anfiteatro e lui viene affidato all'ultima guida, San Bernardo, il quale pregherà la madonna affinchè interceda per lui per fargli incontrare Dio. S.Bernardo → Madonna → Dio al termine, rivela due misteri della fede:

  • incarnazione : vero dio e vero uomo in contemporanea→effige nei cerchi
  • trinità : come fa Dio ad essere 3 entità in un unica? (tre cerchi). Esperienza di unione mistica con Dio → Dante viene assororbito.

CANTO I

Dante e Beatrice sono ancora nel paradiso terrestre dove Dante ha appena ricevuto i due battesimi liberandosi dal peccato originale. la sua anima è libera, talmente leggera che può volare verso l’alto. inizia con un proemio , più disteso perchè più si eleva lo stile, più si eleva la materia. La luce di Dio è l'origine di ogni forma di vita, questa penetra con intensità diverse in tutto l'emisfero terrestre. Dante dichiara di essere stato nel luogo in cui la luce di Dio brilla al massimo cioè l’Empireo. visio intellectualis (preceduta dalla visio carnalis nell'inferno e nel purgatorio): Dante non sa se il viaggio è stato solamente dell’anima ( rende simile l'uomo con le anime beate) perchè il corpo è presente anche nella altre cantiche. la lingua umana ha un limite:non sa e non può riprodurre ciò che ha visto. il mistero è sacro e non se ne può parlare→topos ineffabilità. non può raccontare il viaggio in quanto è viaggio del desiderio supremo verso Dio. l'intelletto è la facoltà angelica ma la memoria, essendo umana, non riesce a ricordare quello che ha visto. topos sprofondamento: esperienza paradossale (paradosso → tramite questa modalità si legge tutto il paradiso) , più si sale più si sprofonda è quindi un viaggio in disesa in senso negativo. è un'esperienza paradossale→nel paradiso tutto è possibile anche ciò che per l'uomo è un paradosso. anche la discesa (esperienza del male) è una salita verso dio, una tappa fondamentale per la salvezza. vettore direzionale: basso-alto che si associa a quello fuori-dentro. le prime 4 terzine sono l'enunciazione della materia, cioè ciò che Dante è riuscito a conservare e portare indietro. quel poco che Dante riesce a ricordare. invocazione ad apollo (dio della poesia che è la materia più elevata). L’enunciazione di apollo può essere letta in diversi modi:

  • il sole è allegoria a cristo che risorge;
  • Ispiratore della poesia=allegoria allo spirito santo), non alle muse, in quanto è il dio della poesia. L’immagine del vaso allude al fatto che il poeta è profeta e quindi sia il canale della divinità. Con questa immagine riprende i canti degli atti degli apostoli in cui S.Paolo, apostolo delle genti, era stato chiamato "vaso" in quanto era stato eletto per portare in giro la parola di dio→ Dante diventa il nuovo S.Paolo attribuendosi il ruolo di riconvertire la cristianità (restauratore della chiesa). Nella terza cantica Dante spera di ricevere l’incoronazione ufficiale (poeta→ corona d’alloro) afferma di aver bisogno dell'aiuto delle due cime del parnaso (muse e apollo)→sofferenza nel lavoro poetico. tutti i profeti sono accomunati dalla vita sofferente. "spiratio": soffio di apollo→respiro dello spirito santo. chiede di essere abitato da esso. riprende il mito classico di Marsia delle Metamorfosi (Ovidio. tanti racconti di metamorfosi): Marsia (esempio di superbia punita)era un satiro che insidiava le ninfe. era talmente bravo da voler sfidare apollo, ma perderà e verrà scuoiato vivo→in chiave cristiana viene riletto come monito all'umiltà; l'espulsione del corpo dalla scuoiatura è invece riletto come liberazione dell'anima dall'involucro carnale.

Dante si munisce dei miti classici grazie al sincretismo, con lo scopo di descrivere delle esperienze che sta facendo. l'idea che gli consente di recuperare miti precristiani perchè tutte le cose che sono avvenute fanno sempre parte del percorso per arrivare a dio (nell'ultimo dante paragona l'universo ad un libro). Dante vuole iniziare una nuova fase poetica perché nel presente è raro che un poeta venga incoronato dalle foglie di alloro, la poesia sta attraversando una fase di declino in quanto pensa solo alle proprie voglie/interesse, non più al benessere dell'umanità. dante pensa che la sua poesia sia solo la scintilla che causerà una scia dopo di lui→la sua poesia è fondante. tempo del viaggio: mezzogiorno (lunga perifrasi astronomica), momento del giorno in cui le condizioni sono favorevoli alla creazione. è l'autore che ha fatto ritorno sulla terra che racconta il percorso. il paradiso è un viaggio nella luce, la progressiva immersione che va di pari passo con la crescita spirituale (visio intellectualis: occhi che si adattano alla luce). Beatrice è paragonata a l'aquila, prefigurazione [riferimento al sogno di dante in cui santa lucia (anticipazione di beatrice) lo aveva aiutato nello spostamento spaziale. nell'immaginario medievale era anche immagine di cristo oltre che essere l'animale in grado di guardare la luce del sole]. beatrice lo fa volare verso l'alto→beatrice porta a compimento la figura di santa lucia. attraverso lo sguardo, beatrice infonde a dante la capacità di guardare i raggi del sole. all'interno della similitudine ne è presente una seconda che moralizza: il raggio viene paragonato ad un pellegrino che vuole tornare al suo luogo d'origine (leit motiv del canto)→si trova la quiete solo quando si torna al luogo cui si appartiene. “oltre nostro uso”: esca prolettica. Dante riesce ad andare oltre i limiti umani del corpo e dell’anima=trasumanar (esperienza di andare oltre l’uomo). potrebbe essere un pericolo dal punto di vista di ulisse, una trasgressione. il rischio è la superbia (fil rouge)→quando siamo chiamati a fare qualcosa che va oltre la nostra natura. Antitesi spaziale: là-lì. costruzione a chiasmo che la pone al centro, isola il concetto di lecito con l'enjambement oltre che con l'antitesi. inoltre l’antitesi evidenzia una condizione ontologica. a contrario della terra, nel paradiso tutto è lecito e l’uomo ritorna alla sua naturale perfezione. luce assoluta, sconfinata: giorno a giorno→è come se il sole si fosse raddoppiato (anomalie). si tratta di una dimensione parallela in cui succedono cose impossibili, paradossali (altro fil rouge del paradiso). le regole della normalità sono tutte sovvertite. tema degli occhi come canale dell’amore, anche se in questo caso trasmette l’amore per dio. Dante entra in Beatrice attraverso lo sguardo (vettore direzionale fuori-dentro); per spiegarsi fa riferimento alle metamorfosi paragonandosi a Glando (pescatore). lui lancia i pesci sull’erba e diventa un essere marino divino (mare=mente di dio)→lo sguardo di beatrice dà inizio alla metamorfosi di dante. l’esperienza del trasumanar non si può raccontare a parole: topod ineffabilità (dichiara limite delle parole). pluristilismo: tanti stili all’interno di una stessa opera. parallelo al monostilismo (linea petrarchesca), sul quale si fondano tutti gli altri poeti. alter san paulus: si propone come san paolo, colui che ha predicato il cristianesimo in tutto il mondo. quando le sfere celesti ruotano eternamente, mosse dal desiderio, lo attraggono attraverso la musica (prodotta dal loro movimento e regolata da dio). dante ha la percezione di una luce infinita, paragonata all’acqua terrena che non ha mai creato un lago tanto immenso→per parlarne usa immagini terrene. tema paradisiaco: è la bellezza assoluta di cui Dante fa esperienza ma anche ultima, confine estremo della conoscenza umana. man mano che sale, il desiderio aumenta. Beatrice conosce Dante perfettamente perché lo conosce guardando la mente di dio. anticipa la risposta (caratteristica dei beati) ancor prima di essere interrogata. Maria è al culmine di questa grazia, incarnando quella primordiale. falso imaginar: Dante produce immagini legate all’esperienza umana, per questo false. la visione di dante è ancora inquinata dalla vita terrena. modalità di conoscenza per speculum in enigmate sulla terra= vediamo come in uno specchio attraverso enigmi; quindi la conoscenza umana necessita di essere tradotta. svestito dal dubbio, mentalità del vecchio uomo. però non ha ancora raggiunto la veste di uomo risorto. mondo dell’ordine: impronta di dio nell’universo. la somiglianza tra i due è l’ordine. dio è il fine a cui tendono tutte le cose. tutti gli esseri sono predisposti a ricostruire l’ordine che dio ha creato, che siano più o meno vicine a dio, e lo fanno in maniera diversa. le creature si muovono in direzioni diverse nell’universo (=mare dell’essere) secondo l’istinto che dio ha infuso in loro→se sono in armonia con esso vanno verso il loro porto. anche il cuore dell’uomo è mosso da questo istinto al nostos. è lo stesso istinto che tiene compatta la terra. l’uomo è predisposto al bene, ma è deviato dal libero arbitrio. natura moralizzata: fulmine che cade è deviato dal tornare al suo luogo d'origine (similitudine uomo-fulmine: paradosso) da un piacere ingannevole (seduzione del peccato)

"trasmuta"=torna il tema della metamorfosi. le anime sono cambiate. metamorfosi è opera della luce che modifica i tratti umani. inizialmente non la riconosce. domanda se coloro che risiedono in questo cielo vorrebbero essere più vicini a dio- viaggio del desiderio.

vv. 67-

le prime figure che Dante incontra nel paradiso sono donne, con tratti dello stilnovismo- "sorride". tema dell'amore=del desiderio- sembrava bruciare dell'amore di dio. l'anima lo chiama fratello-linguaggio proprio dei monaci. risponde che la loro volontà è in uno stato di quiete, riposa completamente nella carità di dio. sono nel luogo in cui devono essere, nel loro luogo d'origine. tema del mangiare e del bere spirituale: esperienza spirituale come esperienza nutritiva (modello dell'ultima cena). se desiderassero altro, non ci sarebbe l'armonia nel paradiso. sarebbero discordi. non c'è più una discrepanza tra il loro volere e quello di dio in questi cieli necessità della carità- la necessità indica una condizione dalla quale non c'è scampo. insiste sul tema della volontà in questo canto=queste anime si trovano in questo cielo perché sono state fragili per quanto riguarda la volontà, perché non hanno resistito fino alla morte. la volontà di dio è la pace- oggetto del desiderio ottenuto nel paradiso, e tanto desiderato nell'inferno. gran mare dell'essere=volontà di dio a cui tutti confluisce,in cui tutto trova riposo.

vv. 88-

Dante capisce che in ogni punto dell'empireo la luce di dio splende con uguale intensità per ogni anima. perché il grado di beatitudine coincide con la volontà di dio. se dio dona quel grado, l'anima è meno beata ma è comunque pienamente beata- totalità della beatitudine. ricorre ad una metafora alimentare=si è saziato della risposta ma gli viene la gola di un'altra. metafora=vuole sapere qual è stata la tela che non ha finito di tessere (rif. a penelope che continuava a disfarla. penelope è simbolo della costanza nella fedeltà all'amore coniugale. mentre queste donne in un certo senso "hanno tradito lo sposo", si sono fatte distrarre dai "proci" che le hanno strappate dal convento).

vv. 97-

la fondatrice dell'ordine clarissa (io!!!) è arrivata al compimento del suo voto ed è più in alto. "parabola delle dieci vergini"= vergini che attendono lo sposo. attesa fedele. le anime affermano di non essere né penelope né vergini- non hanno accettato il martirio. non sono state fedeli al loro sposo. è fuggita dal mondo per "chiudersi nel suo abito"=indossa le vesti monastiche.l'abito è come se fosse la cella del monastero. venne rapita dal monastero e Dante utilizza una reticenza per non far sapere come continua. non lo racconta per pudore.

vv. 109-

con un chiasmo afferma che la sorte delle anime è uguale ma anche per dire che in paradiso non esistono più le differenze umane. il cuore rimase sempre fedele, ma non anche con il corpo. il canto termina con le anime che intonano un canto per maria. chiasmo, con al centro del verso un raddoppiamento per insistere sul tema del canto (leitmotiv del purgatorio) queste anime che si allontanano sono come un peso che sprofonda nel mare dell'essere- in dio. anche il viaggio di dante è caratterizzato dal topos dello sprofondamento, non dal volo. acque oscure e ignote dell'esperienza mistica. la vista di Dante continua a seguirle finché gli è possibile e poi torna a guardare l'oggetto del desiderio: Beatrice. si converte in lei. ogni volta che la guarda, Beatrice brilla di più così che lui non riesca a sostenere questa luce. esperienza di folgorazione che lo lascia stordito e gli rallenta il domandare.

CANTO XI

la luce contiene l'anima san tommaso d'aquino. Nel canto precedente Tommaso fa delle affermazioni che Dante non capisce ma inizierà a spiegare la vita di san Francesco nel canto 11, che inizia con una riflessione sulla vanità dei desideri umani di fronte alla gloria di dio. celebrazione della vita di san francesco. Nel dodicesimo viene celebrato invece san domenico→due grandi figure della chiesa medievale che hanno dato origine a ordini monastici con lo scopo di ricreare la chiesa in modi differenti. sono mossi dal desiderio di purificare la chiesa,scostandosi dall'ortodossia→movimenti ereticali sono oggetto di persecuzione perché non sono riconosciuti dal papa. gli ordini mendicanti si sottomette all'autorità papale (differenza tra ordini mendicanti ordini ereticali).

undicesimo: lodi di san francesco tessute da un francescano, san tommaso d'aquino dodicesimo: lodi di san domenico tessute da un dominicano, san ... questi due ordini sulla terra erano in conflitto tra di loro, o addirittura anche all'interno dello stesso ordine come era successo in quello di san francesco dopo la sua morte (uno fedele alla regola e uno invece tendente alla rimozione delle parti più radicali della regola) sposalizio mistico di francesco con la povertà→rappresentata come una donna che ha avuto come primo marito cristo. poi è stata dimenticata da tutti fino a quando appunto Francesco non scelse di sposarla. questa scelta fece di francesco un "alter Christus"→imitatore di cristo alla perfezione prologo (1-12) vv. 1-9: /vv. 10-12: libertà spirituale di dante dante condanna il vuoto delle preoccupazioni dell'uomo, definiti mortali perché destinati alla morte. i loro pensieri privi di valore li tengono legati alla terra. metafora del volo: anima uccello che torna al suo luogo naturale. se è traviata da pensieri sbagliati, vola verso il basso fino a scontrarsi a terra→ fa qualcosa di diverso dalla sua natura. elenco delle azioni umane: climax discendente. parte da attività alte fino ad arrivare a quelle più carnali, ma accomunate dalla vanità. sono vane di fronte alla gloria di dio. Dante si distacca perché lui è libero in quanto entrato nella sua gloria, gli uomini sono invece prigionieri dei desideri carnali. antitesi: desideri che fanno volare in basso mentre lui vola in cielo→spaccatura dal resto dell'umanità. dante infatti guarda la terra dal paradiso. lui è stato accolto dalla gloria di dio. Questo prologo funge da antitesi con la vita di san Francesco che ha scelto di vivere senza questi desideri, se ne è privato. dante in un certo senso dice di farne parte vv. 13-27: i due dubbi di dante anime che si muovono in maniera concentrica, quasi stessero danzando. una di queste luci inizia a parlare dante e diventa più luminosa in quanto dona a dante altra carità→gioia caratterizzata dal fare carità e questa gioia si rappresenta nel sorriso, che esprime la benevolenza delle anime. san tommaso è mosso dalla grazia pre movente perché capisce che dante non ha capito. la luce di queste anime è un riflesso di quella di dio e loro conoscono guardando nella sua luce. metafora: pecore che si allontanano dal gregge (met. evangelica) sposa=chiesa tema sponsale:chiesa sposa di cristo. i due santi affiancano la chiesa per farle ritrovare la rettitudine→richiama la parabola delle dieci vergini. vv. 43-117: perifrasi geografica per indicare assisi, la città natale di san francesco. luogo dove nacque un sole: metafora. sole immagine con la quale ci si riferisce a cristo→christus sol oriem (=sole che sorge). chi vuole nominare assisi, deve chiamarla oriente→come il sole sorge ad oriente, assisi fa nascere un nuovo sole, diventando la nuova oriente. legenda major di san bonaventura: fonte diretta in quanto uno dei primi seguaci, narra la vita di san francesco. la vicenda amorosa ci riconduce alla civiltà cortese, ma in questo caso viene ricondotto alla fonte evangelica. in questo momento, san francesco mette l'amore per la povertà (=cristo) davanti all'amore per la famiglia. per di più, la donna non era amata da nessuno e rappresentava la morte al mondo, alla rinuncia di tutto→esperienza estrema di esfoliazione di sé. si sposa davanti a tutti per indossare il saio monacale. nessuno amò la povertà dopo cristo: francesco successore di cristo=nessuno si è attenuto ai comandi evangelici per tutti questi secoli. anche la chiesa ha pensato solo ai beni terreni. donna più eroica ad amare cristo della madonna stessa in quanto salì con lui sulla croce. spiega l'allegoria. inizia a narrare il momento in cui dopo la sua scelta personale, alcuni giovani iniziarono a seguire il suo esempio vedendo Francesco felice con questa sposa e decidono di imitarlo. per primo, fu Bernardo a scalzarsi. motivo della pace: povertà come fonte di pace corse correndo: poliptoto→sottolinea lo zelo (fervore spirituale) dei primi seguaci di francesco. o zelo spirituale rende bella la sposa che nessuno ha voluto prima di francesco. francesco crea attorno a sè una famiglia, legata dal capestro (corda che fa parte della vestizione). si reca davanti al papa per riconoscere il suo ordine→ quanto più si rende umiliato, tanto più splende la sua regalità di cristo.

poliptoto diffuso: ripetizione parola preghiera. (priego, dispiega)→piega. Dante si rivolge a virgilio con questo poliptoto per poter parlare con ulisse→dante è consapevole del rischio di perdere le facoltà umane,perciò si ricorda che il suo alter ego si chiama ulisse. si sta facendo un monito di umiltà. nube della non conoscenza: carnalità terrena è come una nuvola che impedisce all'uomo di vedere il sole che è sempre presente. l'uomo deve rompere il velo della non carità. (ripresa del miracolo dell'estate di san martino: mentre dona il mantello, viene fuori il sole). la nube della non conoscenza lo priva di poter guardare la luce divina. la fusione con dio è l'approdo del desiderio e il culmine dell'amore e del piacere spirituale. "che puoi ciò che tu vuoli": formula apotropaica (=che allontana il male), usata nei canti infernali(virgilio si rivolge così ai peccatori che volevano parlare con Dante)→all'origine del viaggio di dante c'è maria che coincide con la volontà di dio, è come se stesse riassumendo ciò che è accaduto nel corso del viaggio. rischio di superbia: chiede alla madonna di custodire dante. unanimità dei beati: la carità rende tutti unanimi per intercedere con dante. vv. 40- intercessione della madonna occhi come veicolo della grazia: motivo stilnovistico→usa solo gli occhi=non usa strumenti umani tutto avviene attraverso lo sguardo della madonna, che ha accettato la preghiera di san bernardo (potere della preghiera). Dante continua a fare il suo viaggio grazie agli occhi delle donne: inizia grazie a Beatrice e ora, attraverso quelli della madonna, vedrà dio siccome l'occhio umano non può vedere fino in fondo alla luce divina. tema del desiderio: tema agostiniano (attrazione verso dio come appagamento di tutti i desideri). dante sta arrivando al limite estremo del desiderio, oltre al quale c'è la fusione mistica con la divinità. Questa volta Dante non ha bisogno di essere incoraggiato a fare quello che la natura perfetta già fa, sta già guardando in quanto ha raggiunto la perfezione della vita umana. non ha più bisogno di guide esterne. viaggio di progressiva immersione nella luce. topos ineffabilità: limite della lingua umana di fronte al mistero. la visione eccede la parola e la memoria (collegate in quanto facoltà umane)→esperienza eccessiva, che va oltre i limiti (altro ulisse).sta perdendo le capacità umane. ricorre la similitudine per spiegare cosa accade: la similitudine è una figura retorica del medioevo, è una sorta di regressione della lingua quando non riesce ad esprimere concetti aulici, perciò si ricorre ad una lingua più infantile, fatta di immagini. sogno visione: come chi sogna, quando si sveglia mantiene l'emozione legata senza ricordarlo. il poema è l'impressione che gli è rimasta rispetto a quello che ha visto. come le profezie della sibilla scomparivano al vento (3 canto dell'eneide.), anche il ricordo della visione scompare. invocazione alla musa(=dio)→cosa strana perchè in mezzo al testo. Dante si rende conto di aver bisogno di un supplemento di grazia per continuare a scrivere. lui spera di poter restituire una favilla di quello che ha visto=sproporzione infinità. la finalità dell'opera è quella dell'esaltazione della gloria di dio. vv. - narrazione della visione progressiva. Fino alla fine della visione è stato a rischio, si sarebbe perduto se avesse distolto lo sguardo. la paura lo rende più coraggioso nel sostenere gli occhi verso la luce→ Dante diventa l'aquila impersonata da santa lucia. inizia l'esperienza dell'unione mistica: unione dell'anima con dio. Terzina con carattere emotivo attraverso le esclamazioni: sta attuando i comandi evangelici (chi non fa violenza al cielo non potrà entrare in paradiso: Dante conficca sé stesso nella luce). l'universo è come un libro in cui si apre la creazione, fatta di lettere che parlano il linguaggio di Dio. nell'universo vediamo l'ombra di dio, ma qui tutto è racchiuso in un unico punto, un libro (libro: costruzione di senso in cui tutte le cose sono al posto giusto). dante suppone/crede di aver percepito l'origine del senso dell'universo, il principio universale di tutte le cose. la gioia/piacere è l'unica prova che ha quando racconta la visione. la visione è durata un istante (non esiste il tempo in paradiso). viaggio argonauti: mito classico secondo cui la prima barca solca il mare e nettuno, un dio, li osserva stupito.→la poesia di Dante ha un carattere fondante e ricorda anche il viaggio di Ulisse. vv. - la sua lingua sarà ancora più inadeguata a quello che racconta perché sta per raccontare della visione della divinità, come la lingua di un neonato (pre apprendimento della parola). è lui che si modifica nel corso della visione (metamorfosi), i suoi occhi. gli appaiono tre cerchi, di tre colori ma uguali per circonferenza: percezione visiva della trinità →tre persone uguali. sembrava che si riflettessero l'uno nell'altro e il terzo sembrava un fuoco che spirava/univa gli altri due cerchi(=spirito santo)

Terzina di carattere emotivo dove ribadisce la minoranza e l'inadeguatezza della parola in confronto a quello che ha visto. oggetto e attante della comprensione: la divinità è perfetta in sé stessa. è un capirsi che ha come esito l'amore e la gioia. Dante utilizza il poliptoto: tre forme diverse dello stesso verbo per definire questa comprensione delle tre persone. dogma incarnazione: dentro ai tre cerchi vede una persona umana. paragone con un geometra che con gli strumenti che ha non riesce a calcolare il principio dell'area del cerchio, dante non riesce a capire come questa immagine umana fosse collocata all'interno dei tre cerchi→non riesce a capire fino in fondo i misteri dell'incarnazione attraverso le sue capacità umane. per affermare la sua inadeguatezza, usa la metafora del volo la grazia di dio viene in aiuto a dante e gli viene concesso l'ultimo supplemento di grazia: l'anima subisce una sorta di violenza come colpito da un fulmine che viene a soddisfare tutti i suoi desideri. l'incontro tra l'uomo e dio è sempre violento: giacobbe che porta il marchio della sua lotta con dio. viene meno la forza dell'immaginazione ed entra in una dimensione completamente diversa, gli toglie l'energia. immagine del cerchio che si materializza in una ruota (come il cerchio si incarna nel mondo):Dante diventa la ruota, incarnazione terrena nel cerchio. si muovono all'unisono del movimento delle sfere celesti mosse da dio. Dio origine di ogni movimento,della vita, muoveva anche perfettamente l'io ruota. ulteriore incarnazione che avviene fino alla fine dei tempi.