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Il primo rinascimento, un periodo cruciale nella storia dell'arte e della cultura italiana. Analizza l'umanesimo, la prospettiva scientifica e il ruolo di firenze come culla di questo movimento. Approfondisce le figure chiave come brunelleschi, donatello e masaccio, esaminando le loro opere più significative e il loro contributo all'architettura, alla scultura e alla pittura. Il documento mette in luce come l'arte del primo rinascimento rifletta un equilibrio tra la riscoperta dei modelli classici e la sperimentazione di nuove forme espressive, segnando una rottura con il medioevo e ponendo le basi per lo sviluppo artistico successivo. Esamina anche il concetto di 'sprezzatura' e l'importanza della rappresentazione prospettica.
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Indice
Disegno della capanna 1300-800 a. C. Palatino
Regola e trasgressione
Nel Libro del Cortegiano di Baldassarre Castiglione viene coniato un neologismo: “sprezzatura”. “…per dir forse una nova parola, usar in ogni cosa una certa sprezzatura, che nasconda l’arte e dimostri ciò che si fa e dice venir fatto senza fatica e quasi senza pensarvi” Come l’ape sceglie i fiori nei prati, il cortegiano ruberà la grazia dove sarà più ‘laudevole’ La bellezza del parlare deriva da eccezioni alle regole grammaticali, confermate dall’uso quotidiano della lingua, perché piacciono all’orecchio. L’architetturta umanista riflette un equilibrio fra ricerca di fondamento e sperimentazione.
Grazia= nascondere e apparire Utilità Naturalezza/finzione Bontà Bellezza Modelli plurali
Le regole derivano dalle eccezioni
E’ la trasgressione (non ostentata) che fonda le regole e non viceversa
Innovazione linguistica
Modelli classici e rappresentazione
Il pluralismo linguistico convive con l’idea di regola, perché plurale è la lezione dell’antico. L’idea però non è riproducibile ma è rappresentabile (prospettiva). Elemento nuovo e sostanziale del Rinascimento è l’introduzione del sistema rappresentativo.
L’idea quindi è avvicinabili ‘solo’ attraverso l’effrazione, l’esperimento e la continua interrogazione. La Novella del Grasso legniauolo è un rito sacrificale per far trionfare la finzione e lo spirito di calcolo. Nella Novella il burlato è chiuso in uno studiolo a tarsie prospettiche (Urbino) senza finestre= la rappresentazione ha invaso totalmente lo spazio umanistico Heidegger: “età del mondo messo in immagine” Giuliano da Maiano, Studiolo di Federico da Montefeltro , 1473-
Il Rinascimento prende le mosse dall’Umanesimo, movimento culturale e ideologico che nasce alla fine del 1300 a Firenze. Alla base dell’ Umanesimo vi è la rinnovata fiducia nell’uomo e nelle sue capacità e la consapevolezza della centralità dell’uomo nell’universo; questo porta alla distinzione fra visione laica e visione religiosa della storia. Infatti i protagonisti del Rinascimento furono gli intellettuali – letterati, artisti, filosofi, scienziati, architetti –, i quali, in quanto figure sociali, si differenziavano nettamente dagli uomini colti dell’età medievale, in gran parte ecclesiastici. L’attività degli intellettuali del Rinascimento fu resa possibile dalla protezione di sovrani, grandi nobili, e anche papi ( mecenatismo ).
Leonardo da Vinci, 1490, Gallerie dell’Accademia a Venezia.
L’acquisizione della centralità dell’uomo, di una visione laica e di una prospettiva storica, si accompagna alla volontà di conoscere il mondo in maniera scientifica e di rappresentare lo spazio in maniera concreta e razionale. La prospettiva geometrica , ideata da Brunelleschi, è la scienza che permette di rappresentare oggetti tridimensionali su superfici bidimensionali, in modo da far coincidere la rappresentazione prospettica con la visione diretta. La prospettiva è quindi concepita come un metodo di rappresentazione a misura d’uomo e fondato su regole matematiche. La prospettiva potrà servire a rappresentare anche immagini che però in realtà non esistono.
La città ideale, 1480-1490, 6tempera su tavola, 67,5×239,5 cm. Galleria Nazionale della Marche, Urbino
Leon Battista Alberti su Firenze ovvero Brunelleschi, Donatello, Ghiberti e Della Robbia
“Ma poi che io dal lungo esilio, in quale noi Alberti invecchiati, qui fui in questa nostra sopra le altre ornatissima patria ridotto, compresi in molti, prima in te, Filippo (Brunelleschi), e in quel nostro amicissimo Donato scultore, ed in quelli altri Nencio, Luca e Masaccio, essere a ogni lodata cosa in ingegno da non posporli a qua si sia staio antiquo e famoso in queste arti”
La città ideale, 1480-1490, 6tempera su tavola, 67,5×239,5 cm. Galleria Nazionale della Marche, Urbino
La prospettiva scientifica L’Intellettuale del Primo Rinascimento vuole quindi basare il suo sapere su basi dimostrabili razionalmente anche matematicamente così da conoscere e dominare se stesso e il mondo. E’ Filippo Brunelleschi che idea il metodo scientifico di rappresentazione dello spazio: la prospettiva geometrica che consente di controllare razionalmente lo spazio, concepito a misura d’uomo. Oltre che lo spazio anche il corpo umano si conformerà alle regole razionali e scientifiche. La concordanza fra le parti (di un edificio o di un corpo) devono riflettere l’armonia interiore. Quindi l’artista del Primo Rinascimento indagherà anche la soggettività dell’individuo ovvero l’espressione dei sentimenti. L’umanità reale ed eroica dei dipinti di Masaccio e delle sculture di Donatello; la costruzione salda dello spazio e gli atteggiamenti austeri ed emotivi trasmettono la forza morale, l’energia e la dignità del Primo Umanesimo. L’artista umanista oltre a imitare la natura dovrà realizzare opere simili al vero, verosimili, conoscendo scientificamente la natura stessa.
La prospettiva scientifica: le tavolette prospettiche di Brunelleschi
La prospettiva scientifica: le tavolette prospettiche di Brunelleschi
La prospettiva Piero della Francesca, Leonardo, Villard de Honnecourt
Le proporzioni: Leonardo, Francesco di Giorgio Martini
Filippo Brunelleschi (1377-1446)
Filippo Brunelleschi (1377-1446) Vasari su Brunelleschi “Molti forma la natura diminuiti di persona e di fattezze nel nascere loro, et a quegli fa in corpo l'animo pieno di tanta grandezza et il cuore di sí smisurata terribilità, che se non cominciano cose difficili et impossibili e quelle non rendono finite al mondo con maraviglia di chi le vede, mai non danno requie alla vita loro. E tante cose, quante l'occasione mette nelle mani di questi, per vili e basse che elle si siano, le fanno essi divenire in pregio et altezza. Laonde mai non si doverrebbe torcere il muso, quando s'incontra in persone che in aspetto non hanno quella prima grazia o venustà, che dovrebbe dare la natura nel venire al mondo a chi opera in qualche virtú, perché non è dubbio che sotto le zolle della terra si ascondono le vene dell'oro. E molte volte nasce in questi che sono di sparutissime forme, tanta generosità d'animo e tanta sincerità di cuore che, sendo mescolata | la nobiltà con esse, non può sperarsi da loro se non grandissime maraviglie; percioché e' si sforzano di abbellire la bruttezza del corpo con la virtú dell'ingegno, come apertamente si vide in Filippo di Ser Brunellesco, sparutissimo de la persona, ma di ingegno tanto elevato, che ben si può dire che e' ci fu donato dal cielo per dar nuova forma alla architettura, già per centinaia d'anni smarrita, nella quale gl'uomini di quel tempo in mala parte molti tesori avevano spesi, facendo fabriche senza ordine, con mal modo, con tristo disegno, con stranissime invenzioni, con disgraziatissima grazia e con peggior ornamento”.