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Il Rinascimento e la Trattatistica, Schemi e mappe concettuali di Italiano

IlRinascimento, un periodo storico che va dal 1500 al 1530 circa, e della Trattatistica, un genere letterario che si sviluppa in questo periodo. Si parla dei centri culturali, degli autori e dei generi letterali del Rinascimento, della questione sulla lingua italiana e dei principali autori della Trattatistica. Vengono presentati i due testi più importanti della Trattatistica: Il Cortigiano di Castiglione e Il Galateo di Dalla Casa.

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2022/2023

In vendita dal 04/05/2023

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RINASCIMENTO
GENERALE
Il rinascimento dura relativemnte poco, dal 1500 al 1530 circa e nel periodo che noi riconosciamo come
rinascimento ci sono molti fattori storici
I primi 3° anni sono segnati dall’ascesa di Carlo V e dalla Francia di Francesco I e l’Europa diventa
teatro di questa situazione tanto che il territorio italiano viene utilizzato come teatro di questa
situazione
le piccole signorie sono soggette al potere delle grandi potenze
Fino a questo momento l’Italia è un punto di riferimento per l’intera Europa poiché ha il primato culturale
faro d’Europa poichè il rinascimento nasce in Italia ma poi si sviluppa in tutta Europa
quando l’Italia perde i suoi territori perde anche il suo primato culturale
il Sacco di Roma avviene nel 1527 per questo il rinascimento dura poco poiché quando il territorio
italiano viene preso da potenze estere termina anche il suo primato culturale
Centri Culturali Firenze e Ferrara
Autori Machiavelli e Ariosto
MITO PERFEZIONE ESTETICA, ANTROPOCENTRISMO
principio di imtazione dei classici viene un po’ meno e cio permette a nuove ideologie di emergere
perfezione dei vecchi ideali: diffusione dei testi letterali, ampliano la fruizione
nasce una sorta di editoria di mercato Venezia, Aldo Manuzio inventa la stampa e il testo diventa
un prodotto di mercato
gli intellettuali e gli scrittori saranno conosciuti non solo nella loro corte ma si diffonderano i loro
scritti alta diffusione culturale
GENERI LETTERALI
poesia
poema epico cavalleresco T. Tasso e Ariosto
petrarchismo poesia lirica di stampo petrarchista
tema amoroso imita lo stile di Petrarca
rinascita del teatro (minormente)
linea comica di minore importanza (Plauto)
prosa nasce la trattatistica per esigenze culturali
grazie alla stampa
circolazione di idee attraverso la trattatistica
sono di diversi argomenti
TRATTATISTICA
trattatistica sulla lingua
trattatistica sul comportamento (galateo) è il più diffuso
la trattatistica comportamentale è la più diffusa e teorizza i modelli da seguire ( non c’è più bisogno di
cercare un modello nei classici come prima)
ci porta la codificazione dei modelli esemplari
dall’antropocentrismo derivano aspetti che vedevano al centro l’uomo all’interno della società
è il prodotto delle istanze culturali già viste
la trattatistica comportamentale è sempre strutturata come un dialogo per introdurre varie opinioni e
prospettive differenti
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RINASCIMENTO

GENERALE

Il rinascimento dura relativemnte poco, dal 1500 al 1530 circa e nel periodo che noi riconosciamo come rinascimento ci sono molti fattori storici  I primi 3° anni sono segnati dall’ascesa di Carlo V e dalla Francia di Francesco I e l’Europa diventa teatro di questa situazione tanto che il territorio italiano viene utilizzato come teatro di questa situazione  le piccole signorie sono soggette al potere delle grandi potenze Fino a questo momento l’Italia è un punto di riferimento per l’intera Europa poiché ha il primato culturale  faro d’Europa poichè il rinascimento nasce in Italia ma poi si sviluppa in tutta Europa  quando l’Italia perde i suoi territori perde anche il suo primato culturale  il Sacco di Roma avviene nel 1527 per questo il rinascimento dura poco poiché quando il territorio italiano viene preso da potenze estere termina anche il suo primato culturale Centri Culturali Firenze e Ferrara Autori Machiavelli e Ariosto MITO PERFEZIONE ESTETICA, ANTROPOCENTRISMO  principio di imtazione dei classici viene un po’ meno e cio permette a nuove ideologie di emergere  perfezione dei vecchi ideali: diffusione dei testi letterali, ampliano la fruizione  nasce una sorta di editoria di mercato Venezia, Aldo Manuzio inventa la stampa e il testo diventa un prodotto di mercato  gli intellettuali e gli scrittori saranno conosciuti non solo nella loro corte ma si diffonderano i loro scritti alta diffusione culturale GENERI LETTERALI  poesia  poema epico cavalleresco  T. Tasso e Ariosto  petrarchismo poesia lirica di stampo petrarchista tema amoroso imita lo stile di Petrarca  rinascita del teatro (minormente) linea comica di minore importanza (Plauto)  prosa nasce la trattatistica per esigenze culturali grazie alla stampa circolazione di idee attraverso la trattatistica sono di diversi argomenti TRATTATISTICA  trattatistica sulla lingua trattatistica sul comportamento (galateo) è il più diffuso la trattatistica comportamentale è la più diffusa e teorizza i modelli da seguire ( non c’è più bisogno di cercare un modello nei classici come prima) ci porta la codificazione dei modelli esemplari dall’antropocentrismo derivano aspetti che vedevano al centro l’uomo all’interno della società è il prodotto delle istanze culturali già viste la trattatistica comportamentale è sempre strutturata come un dialogo per introdurre varie opinioni e prospettive differenti

3 autori principali (Pietro Bembo, Giovanni dalla Casa, Baldassar Castiglioni) IL CORTIGIANO 1528, Castiglioni Natura più vasta e teorica Cerca di teorizzare quale sia il perfetto modello dell’abitante di corte Unione di sapere, studio (valori umanisti) e le buone maniere di un abitante di corte Scrive questo modello quando le corti stanno sparendo ( Castiglioni non si rende conto di quello che lo circonda e che sta succedendo, le corti stanno pian piano sparendo) Elenca tutte le virtù del cortigiano ( abile nelle armi, nella mente, nobile d’animo) Sprezzatura dissimulazione di ogni sforzo, la fatica non deve apparire IL GALATEO, Giovanni Dalla Casa Evoluzione del Cortigiano Si concentra su aspetti più particolari Non si concentra sulle virtù perché le possiedono poche persone Propone un modello più basso ed esteso, costruito per una maggiore diffusione Educare alla maniere aristocratiche Pedagogia suggerimenti su aspetti pratici (dialogare, mangiare …)  trattatistica di politica QUESTIONE SULLA LINGUA PIETRO BEMBO  1525, trattato sulla lingua italiana “le prose della volgar lingua”  1400 noi abbiamo visto la diffusione del volgare sul latino  1500 inizia il il dibattito su quale modello usare  Bembo cerca un modello e nella letteratura precedente c’erano: Pretrarca che guarda alla divisione degli stili e predilige uno stile alto e aulico monolinguaggio Dante adotta il plurilinguaggio (lingua con diversi stili e molto duttile)  Bembo tra i due predilige Petrarca e lo indica come modello da seguire Il monolinguismo è uno stile artefatto e rigido, non muterà con il mutare del tempo  Dopo Bembo fino al 1800 tutti scriveranno utilizzando il monolinguismo di Petrarca che non permette alla lingua italiana di evolversi TRISSINO E CASTIGLIONE Giorgio Trissino e Castiglione propongono un volgare che venga usato nelle corti MACCHIAVELLI soluzione fiorentinista  Bisogna usare il fiorentino volgare che si usa per parlare  La sua opzione non è presa in considerazione LINEA LIRICA PETRARCHISTICA  Bembo ha appena affermato che Petrarca è il modello linguistico da seguire decoro formale  Dante è considerato troppo poco definito  Petrarca è un modello solido e immutevole da seguire anche grazie al suo monolinguismo  Da Petrarca oltre che allo stile vengono presi anche i contenuti Passione amorose Intima, personale Maniera (stanca ripetizione di un modello)  È un genere di successo, chi scrive trattati scrive anche queste poesie (anche Michelangelo)  Prime due poetesse donne  erano due donne aristocratiche che potevano dilettarsi con la poesia e, grazie alla stampa, i loro scritti potevano essere divulgati Gasparra Stampa e Vittoria Colonna POESIA EPICO-CAVALLERESCA Il rinascimento è caratterizzato dal poema epico-cavalleresco

  • Amore amore di Orlando per Angelica, diventa Furioso perché scopre che Angelica ha sposato il saraceno Medoro
  • Encomiastico  adulazione, lode di qualcuno, celebra gli Este con vicende di Ruggero e Bradamante che si concludo con la conversione di Ruggero e le nozze da cui avrà origine la casata degli Este  Personaggi
  • Rinaldo amico-nemico di Orlando
  • Astolfo colui che aiuta Orlando andando sulla luna
  • Altri cavalieri minori sacripante, gradasso  Sfondo
  • Parigi assediata dai Saraceni, cavalieri continuano ad andare via
  • Tensione centripeta i doveri verso il re spingono i cavalieri a tornare verso il centro della narrazione, la guerra
  • Tensione centrifuga i cavalieri si allontanerebbero da parigi per seguire i loro desideri
  • Lo spazio che domina per eccellenza è la selva
  • Spazi naturali
  • Spazzi sovrannaturali  Tema dell’inchiesta
  • Una ricerca, inseguimento che in Boiardo mancava
  • I cavalieri non si muovono solo per l’amore per Angelica ma anche per ricerca
  • Viene meno la spiritualità ORLANDO FURIOSO- PROEMIO  Prima quattro ottave del primo canto  Nella prima strofa, nel doppio chiasmo sono enunciati gli argomenti del poema Ci vuole dimostrare non solo i due argomenti ma anche l’intreccio tra loro  Gli argomenti sono metà umanisti (amori, donzelle e corti) e metà tradizionali (armi, cavalieri e battaglie)  C’è una temporizzazione  La prima strofa è una generalizzazione  La seconda strofa parla di Orlando ( si è innamorato ed è anche diventato pazzo) È una captatio benevolentiae (fa un bagno di umiltà nei confronti del lettore e dichiara di essere nella stessa condizione di Orlando) Ha come tema centrale l’amore prima Orlando e poi se stesso La terza strofa è dedicata a Ippolito d’Este, è il cardinale che lui ha seguito per tanto tempo, espressione di umiltà da parte di Ariosto che però è molto artefatta e finta Quarta strofa è per specificare che il suo poema è un regalo per la corte e per gli Este  Il tema dell’inchiesta genera un altro problema Azione perpetua dei cavalieri a nel cercare qualcosa, ricerca nel vuoto  Il cavaliere errante continua a vagare poiché continua a sbaglaire  Essendo l’orlando furioso il testo rinascimentale per eccelleza bisogna confrontalo con la Divina Commedia, la commedia per eccellenza del Medioevo
  • Divina Commedia spazio verticale, verticalismo mirato alla visione più teocentrica del mondo Il viaggio di dante è destinato a trovare una meta, visione finalistica
  • Orlando Furioso spazio orizzontale, corrispondenza di un mondo terreno, festoso e variopinto e ciò sviluppa il tema dell’erranza Non ha un vero e proprio scopo A livello narrativo ci sono molteplici combinazioni

EPISODIO CANTO XVIII XIX

 Episodio cluridane e medoro preso dall’eneide nel lbro IX  Non c’è ironia e comicità ma si vedono episodi più seri a partire dalla metà del poema  La scena si apre nel capitolo XVIII nel notturno, alla fine di uno scontro  Come tono e composizione sembra di aver cambiato poema lessico tragico e pesante no ironia  Racconta la storia di due saraceni come esempio di fedeltà  Cloridane Medoro sembra un angelo molto bello, angelica si innamorerà di lui e si sposeranno Loro due riflettono sul fatto che Dardinello è morto e che dovrebbero andare a riprendere il corpo  Medoro dice a Cloridane che vorrebbe andare da solo poiché se lui muore Cloridane dovrà raccontare  Cloridane dice che è più interessante morire insieme  Vanno nel campo nemico e incominciano la spedizione ( si rifà alla spedizione di Odisseo e Diomede)  Entrano nell’accampamento cristiano e fanno strage poi vanno nel campo di battaglia che era pieno di corpi morti  Medoro invoca la luna (riferimento all’epica classica)  La luna brilla di più dove c’è il corpo morto di Dardinello, Medoro piange e poi si caricano il corpo sulle spalle e camminano verso il ritorno  Incontrano un cavaliere cristiano, Zerbino  Cloridane propone di abbandonare il cadavere e scappa pensando che anche Medoro faccia lo stesso ma Medoro rimane lì e si carica il cavallo su entrambe le spalle  I cavalieri cristiani chiudono tutte le uscite del campo e Zerbino capisce che Cloridane e Medoro sono saraceni  Il canto XIX incomincia una riflessione di Ariosto sull’amicizia Ciascuno di noi ha tanti amici e quando si è felici ma quando si è tristi i falsi amici vanno via ma il vero amico rimane li  Medoro prova a salvarsi nascondendosi nella selva ma il peso del corpo gli fa sbagliare strada (erranza con accezione negativa)  Mentre Cloridane era già nascosto si rende conto che manca l’amico e torna indietro a cercalo  Cloridane non sa come aiutare Medoro ma prima di sacrificarsi vuole trovare un modo per uccidere più nemici possibile allora prende l’arco e incomincia a scoccare le frecce sui nemici  Zerbino prende medoro e sostiene che ne farà lui penitenza ma Zerbino prova pietà e non riesce ad ucciderlo  Medoro dice che non ambisce a vivere ma vuole che il corpo del suo re venga onorato degnamente  Mentre Medoro e Zerbino piangono un cavaliere colpisce Medoro  Cloridane esce dal nascondiglio e viene ammazzato accanto a Medoro  Viene salvato da Angelica (per ora molto sdegnosa) ma eros fa innamorare Angelica di Medoro ORLANDO FURIOSO – CANTO 23  Orlando sta inseguendo un cavaliere saraceno e si perde e finisce nel luogo dove sono stati Angelica e Medoro  Entra nel luogo per riposarsi e si sdraia sull’erba e vede che tutti gli alberi sono segnati con la scrittura di Angelica e sono incise le iniziali di Angelica e Medoro  Orlando all’inizio non vuole crederci e afferma che non è la sua Angelica e poi pensa che “medoro” sia un modo per parlare di lui per non farsi scoprire  Segue tutte le iniziali e entra in una grotta dove c’erano le iniziali di Angelica e Medoro e vede che Medoro ha scritto sulla parete una poesia che descrive il momento di unione tra lui e Angelica  Orlando quando vede ciò continua a pensare che sia un tranello da parte di qualcuno che lo vuole ferire  Si allontana e cacciavia dalla mente quei brutti pensieri  Vede una casa dove decide di fermarsi per la notte, in realtà è una fattoria

 Nella valle ci sono tutte le cose che si sono perse che è possibile ritrovare lì  Astolfo vede tante cose tranne la pazia poiché quella si trova sulla terra  Arrivano ad un monte dove si trova il senno ( se ne trova molto perché in terra non c’è) È conservato in ampolle con le etichette dei nomi e si stupiscono a vedere il senno di personaggi che pensavano fossero intelligenti Il senno si può perdere in diversi modi tra cui seguire l’oggetto del desiderio  Astolfo prende il suo senno, toglie il tappo all’ampolla e lo ispira dalle narici e va direttamente al cervello Astolfo vive saggio per molto tempo fino a quando non si innamora (viene narrato l’innamoramento di Astolfo in uno dei cinque libri che non sono stati pubblicati)  Astolfo riscende sulla terra, porta il senno ad Orlando che riprende a combattere Il testo per larga parte ricalca il topos del catalogo (il primo catalogo nella letteratura italiana è nell’Iliade quando c’è il catalogo delle navi degli Achei) Viene ripreso il modello dantesco, modello ultraterreno, san Giovanni ha il ruolo di Virgilio mentre Astolfo ricopre il ruolo di Dante Critica politica  da un lato nella critica alle corti che poi si estende a una critica dei rapporti sociali (sono basati sulla falsità, il mondo è governato dalla stupidità e dalla pazzia (unica cosa che sulla luna non c’è), la critica non si ferma solo alle corti ma si allarga a tutta l’esistenza umana. Dal momento che il mondo è cosi folle si può vivere sempre come se fosse un carnevale (Bosh), il mondo è guidato con insensatezza e pazzia e quindi vale la pensa viverselo come un carnevale IL RINASCIMETNO ANTICLASSICO GENERALI  è una parte che per le sue caratteristiche risiede anche nel rinascimento classico  orlando furioso perfetta coesistenza tra rinascimento classico e rinascimento anti-classico  caratteristiche

  • comicità, ironia
  • sessualità, passione
  • brutalità, deformazione
  • grottesco
  • violenza
  • tutto ciò che la ragione vuole estirpare  il vero rinascimento è quello anticlassico più che quello classico  in Italia prevale il rinascimento classico, in Europa il rinascimento anticlassico  la letteratura anticlassica non vuole raccontare una storia ma rappresentare il mondo folle in cui si vive  i testi che le corti non pubblicano vengono pubblicati nella Repubblica di Venezia (proiettata verso il commercio, le idee vengono in secondo piano)  cannibalismo letterario: unisce Dante, Virgilio e Pulci anche se non c’entrano nulla l’uno con l’altro, mescola modelli e stili creando un modello di parodia epica che vuole essere contrapposto all’Orlando Furioso di Ariosto  TEOFILO FORENGO, italiano
  • Scrive le sue opere in maccheronico (unisce tanti stili e modelli e tipi di latino diversi tra loro)
  • “maccheroniche” tra cui spicca il Ballus
  • BALLUS: la prima parte parla di

La seconda parte racconta le avventure picaresche di Baldo e i suoi amici e l’episodio più importante è la discesa agli inferi dove entrano nella casa della fantasia Ci sono 4 copie scritte dal 1517 al 1650  BALLUS – PROEMIO Parodizza in chiave comica Dante e Virgilio Le muse per la prima volta sono basse e grasse Attenzione ai dettagli e descrizione davvero molto elevati, è un paesaggio lunare Folengo esprime la comicità pura  FRANCOIS RABELAIS Più grande poeta rinascimentale comico e carnevalesco Francesce che viene spesso in Italia e conosce Folengo Autore di romanzi (accessibili a tutti, più moderno) non di poemi Prende spunto da Pulci e Folengo trasformandoli in un romanzo PANTAGRUELE E ARGANTUA I personaggi principali sono due giganti padre e figlio La sua prima edizione è stata pubblicata lo stesso anno della pubblicazione definitiva dell’Orlando Furioso Subito famoso LUDOVICO MACHIAVELLI  Autore di trattatistica rinascimentale  Nasce a firenze e la sua vita è influenzata dalla città in cui vive, cioè Firenze  Alla fine dei 1400 firenze diventa una repubblica con Confalonieri  Diventa ambasciatore fiorentino e ha occasione di compiere numerosi viaggi in Europa e conoscere le diverse forme di governo  1512 i Medici tonrano a Firenze e finsice la repubblica e Machiavelli viene esonerato dagli impegni pubblici  Viene anche esiliato e in esilio comincia a scrivere il Principe  1513 si dedica alla scrittura delle sue opere minori cioè

  • Il principe
  • I discorsi sulla prima deca di Tito Livio  1525 viene riamesso a corte e negli anni 20 scrive un’opera sulla storia di Firenze che dedica al Papa Clemente VII  1527 dopo il sacco di Roma torna a Firenze la Repubblica che lo punisce e lo manda in esilio dove muore lo stesso anno  Grazie al suo lavoro e ai suoi numerosi viaggi ha uno sguardo disincantato sulla realtà  Riflette sul tema politico  È il primo a scindere la pratica dalla morale infatti ha una visione laica e realistica e per questo motivo i suoi scritti vengono messi all’Indice  La visione di Machiavelli è fortemente materialista  Uno dei documenti più importanti fa parte del corpus Lettere Lettere che si scambia con un suo amico chiamato Francesco Vettori che non era stato esiliato perché non faceva parte della repubblica e nella lettere precedente il suo amico gli racconta come vive bene a corte tra banchetti, feste e caccia Machiavelli racconta come passa l’esilio lui, si annoia, va a caccia e legge ( i libri sono diventati merce di scambio) Annuncia che leggere i classici gli ha fatto venire voglia di scrivere il Principe e di dedicarlo ai medici per ingraziarli  È molto affezionato agli scritti di Tito Livio  “I DISCORSI” Sono una riflessione su Tito Livio Sono ancora legati all’antichità

IL PRINCIPE

 Il titolo richiama la traduzione degli specula principis,  quali sono le virtù che un principe deve seguire per essere un buon Principe  il principe è diviso in 26 capitoli a cui è apposta una dedica a Lorenzo de Medici (captatio benevolantiae)

  • 1 -11 capitoli riguardano una tassanomia dei prinicipati e machiavelli si sofferma sui principati di nuova acquisizione
  • 12-14 capitoli il probelma degli eserciti
  • 15- 23 capitoli esamina quali sono le virtù secondo le quali un principe debba essere lodato Delinea una figura di principe rivoluzionario
  • 24-26 capitoli nel 24 ritratto cronachistico 25 problema della fortuna 26 esorta i medici a fondare uno stato unitario  Machiavelli scrive il Principe perché vuole costruire un testo che sia una mappa pratica per i governanti e parte a fare ciò ragionando intorno alla situazione politica che c’è in Italia Profetizza il futuro e si accorge che l’Italia sta diventando teatro di una serie di conflitti che vogliono attentare all’armonia e all’equilibrio delle signorie  Nelle lotte tra Francia e Impero Asburgico si rende conto che l’Italia ha solo un prestigio culturale e nel Principe ci sono due visioni
  • Visione utopistica bisogna fare l’Italia
  • Visione realistica  Nel Principe realismo e utopia si fondono e si completano  È un’opera contraddittoria e ambivalente  Nel 1513 il Principe è un’opera di attualità che esce in risposta ad una crisi di cui pochi sono al corrente cioè l’avanzamento delle potenze europee e la subordinazione dell’italia a queste  Machiavelli tratteggia una figura mai vista e mai concepita di governante  Machiavelli usa uno stile non retorico, lo scritto italiano deve essere pratico ma allo stesso tempo deve prendere dall’italiano fiorentino parlato (coerente con il fatto che l’Italia deve essere capeggiata dai Medici) Da un lato c’è una componente popolare che è il volgare fiorentino dall’altro c’è un forte utilizzo del latino che funge da componente aulica Recupera il tecnicismo della politica ma allo stesso tempo lo rinnova tanto da crearne uno tutto suo Tutto viene risemantizzato (vengono dati significati nuovi a parole e termini già utilizzati)  Concretizza la separazione tra pratica ed etica , il Principe è colui che sa quello che si deve fare  ETICA E POLITICA Parte da avvenimenti concreti e poi estrae una legge teorica  l’etica e la politica non vanno più d’accordo (è il primo autore laico che parla di politica) Machiavelli definisce il Principe come un centauro che è metà uomo e metà bestia  Il principe è una figura mista tra ciò che c’è di animalesco e ciò che c’è di intellettuale IL PRINCIPE- LA DEDICA  Il prinicpe con allegata la dedica arrivò a Firenze un po’ di tempo dopo  È dedicata ai Medici per farlo tornare a Firenze  Ci mostra il rapporto con il potere e la cort vuole assolutamente tornare perché fuori dalla corte non riesce a costruirsi ne un’esistenza ne una vita  La dedica di Machiavelli ha come modello un discorso che Isocrate (panellenismo, retore, filosoficamente si oppone a Demostene e a Platone) fa al re di Cipro e viene identificato come lo Specula Principis migliore dell’antichità  L’umanista Erasmo da Rptterdam legge e traduce Isocrate  Machiavelli legge Isocrate e copia il suo modello di dedica

 Si svende, dice che vorrebbe essere un loro servo, lui ha da offrire la conoscenza degli uomini saggi tramite lo studio e poi le ha ridotte e le ha messe in un volume da inviare al suo Principe  Machiavelli afferma che questo è un dono perché permette di capire in pochissimo tempo quello che lui ha appreso in tutta la sua vita  Si concentra sullo stile, dice che è molto semplice non lo ha ornato e riempito di costrutti complicati, deve essere piacevole per l’importanza del soggetto  Invita ad accettarlo e di vedere che è dalla loro parte  Ripone l’attenzione sul luogo in cui vive ora  Fortuna importante per la politica PRINCIPE- CAPITOLO XV – DI QUELLE COSE DI CUI SOPRATTUTTO I PRINICIPI SONO LODATI O BIASIMATI”  Dove Macchiavelli porta alla verità effettuale, bisogna guardare alla verità dei fatti  Machiavelli ritiene di trattare le questioni di governo diversamente dagli altri e per questo può essere ritenuto presuntuoso  si discosta perché vuole scrivere qualcosa di utile e per farlo deve seguire la verità e non l’iimaginazione  Chi fino ad ora ha parlato di Repubblica o di Governo ha usato l’immaginazione e non la realtà  Lui afferma che si vive in modo vero e concreto e non nei modelli immaginati( a seguire i modelli immaginati si cade)  Non si può lasciare quello che si deve fare per quello che si dovrebbe fare e fa la morale primo o poi cadrà perché è circondato da persone diverse  Un principe per mantenere il potere deve anche essere cattivo  Tutti i principi hanno qualità per cui possono essere adorati o biasimati secondo la gente sarebbe la cosa migliore trovarsi tutte le buone qualità ma dal momento che non è possibile il Principe deve essere prudente per togliere tutti i vizi che gli costano il governo (tutti gli altri vizi vanno bene, ci si può lasciare andare), è molto innovativo per il 1513  Alcune virtù portano alla rovina, alcuni vizi portano al successo IL PRINCIPE- CAPITOLO XVII È il capitolo centrale della crudeltà, meglio incutere timore che essere amati IL PRINCIPE – CAPITOLO XVIII  È la chiave del modello di Principe disegnato da Machiavelli  Il principe non deve essere leale,la lealtà non è una virtù indispensabile  Il principe deve avere l’istinto animale (brutalità già vista in Ariosto)  L’unico fine buono, che giustifica tutti i mezzi, è il mantenimento dello stato (gli altri fini non giustificano i mezzi)  Ad un principe conviene usare sia la umanità sia la brutalità la legge e l’autorità non dura se non ci sono entrambi  Il principe può non essere fedele quando gli conviene , quando ha ottenuto ciò che vuole e quando va contro i suoi interessi  Il principe deve tradire altrimenti gli altri tradiranno lui La natura da traditore non deve trasparire , invita il principe ad essere ipocrita, non deve essere buono ma solo sembrare di esserlo  Il principe deve essere metamorfico, non deve avere tutte le qualità ma solo simularle se le avesse tutte nuocerebbero a lui  Il principe descritto da Machiavelli non crede in nulla al di fuori del potere  agisce solo per questo e lo deve mantenere ad ogni costo al pnto di simulare le qualità anche se non le ha  Il principe deve essere il contrario di quello che è

  • È necessitato
  • Deve saper cambiare a seconda delle necessità
  • Se necessario deve saper entrare nel male  Il principe deve solo apparire poiché gli uomini guardano solo alle apparenze, tutti vedono quello che sembri pochi sentono quello che sei

FRANCESCO GUICCIARDINI

 Vive a Firenze ed è molto amico di Machiavelli anche se è molto più giovane  Muore nel 1540, lui vede le crisi politiche italiane e ci porta fuori dal rinascimento  Lavora alla corte dei Medici come ministro degli esteri viaggia in tutta Europa  È il primo ad avere una prospettiva diversa dagli altri  Scrive 2 opere

  • I ricordi opera antitetica per impostazione e ideali al Principe Della politica non si può fare niente e non si possono costruire delle teorie generali Raccolta di aforismi È una sorta di diario su quello che vede È una scrittura privata, un diario Sono animati da due termini che sono la discrezione (l’osservatore politico discerne i fenomeni, considera ogni elemento singolarmente ) e il particolare (il buon osservatore politico deve sapre vedere il particolare) Questo determina un’opera disorganica che ci offre solo la possibilità di descrivere le cose ma espone il problema che sia impossibile costruire una teoria Manca il classicismo tipico di Machiavelli
  • Storia d’Italia  specchiata alle Historiae Fiorentine di Machiavelli per ingraziarsi i medici Supera l’idea della singola signoria e la dimensione comunale che consociamo da Dante È un’opera su un argomento specifico: le guerre di Italia Sono 20 libri e lui racconta le storie di Italia dal 1492 al 1534 (dalla scoperta dell’america fino al giorno prima della sua morte) La sua è un’osservazione degli elementi contemporanei e contestualizza la storia delle signorie italiane in un quadro europeo Machiavelli ha una storia italo-centralizzata perché non ha visto le crisi