

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
il romanico e il gotico appunti
Tipologia: Appunti
1 / 3
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!


Il romanico in Toscana I centri propulsori del romanico in Toscana sono 2: Pisa e Firenze, due versioni del romanico affini, ma uniche nei loro generi. Gli elementi in comune sono essenzialmente 3: il rivestimento completo delle facciate esterne in marmo, le consuetudinarie piante a croce latina immissa e l’utilizzo di colonne (indice di un legame con la cultura paleocristiana). ● Tra i più celebri complessi romanico-toscani, è necessario citare il Campo dei Miracoli a Pisa , complesso monumentale costituito da battistero, Duomo, torre campanaria e Campo Santo (a simboleggiare il ciclo degli eventi della vita umana). Il Campo dei Miracoli è situato al di fuori del centro storico pisano in quanto nell’XI secolo, la città, subendo un forte aumento demografico, era in procinto di espandersi verso la periferia. Le previsioni risultarono errate alla luce di un cambio radicale della storia di Pisa: la città si avviò verso un progressivo declino e dunque il Campo dei Miracoli, la cui costruzione era già stata avviata, rimase ubicato nella periferia della città. Nonostante queste traversie, il romanico pisano esercitò grandi influenze lungo tutta la costa tirrenica. La facciata del duomo di Pisa è caratterizzata da fasce di marmo alternatamente scure e chiare; sulla parte superiore della facciata, inoltre, si sviluppano 4 ordini di loggette. Questi elementi caratterizzanti si ripetono anche lungo la torre; quest’ultima, inoltre, si distingue grazie alla successione di arcate cieche nella parte inferiore, all'interno delle quali vengono inseriti dei motivi decorativi di gusto orientale: le losanghe. Ulteriori elementi orientali sono individuabili nel duomo: la cupola ogivale (tipica araba), sostenuta da archi ogivali all'interno. ● Firenze , secondo centro propulsore del romanico toscano, ospita la Basilica di San Miniato al Monte; il rivestimento della facciata dell’edificio è dato dalla tecnica della tarsia marmorea, l’accostamento di tonalità diverse di marmo atto alla formazione di figure, in questo caso, geometriche. Caratteristica indubbia della Basilica, è la mancanza di monumentalità riconducibile all’assenza dei matronei. Sulla base di ciò, è deducibile un riavvicinamento alla tradizione antica. Ciò è dato anche dall’apertura di una finestra timpanata sulla facciata e dalla presenza di colonne di normali dimensioni all’interno; in facciata viene inoltre a mancare la monumentalità e il volume (presenti invece nel Duomo di Pisa) per lasciare spazio ad una successione di arcate cieche che sanciscono rigore, proporzione e misura. Dominante è il legame con la cultura antica anche per quanto concerne la pianta, rigorosamente longitudinale che termina con un solo abside. Uno dei pochi elementi romanici è senza dubbio il rialzamento dell’area presbiteriale dovuto all’altezza della cripta. Il romanico in Puglia La storia della Puglia cambia in modo radicale a partire dal 1171 d.C. quando Bari fu sottoposta alla conquista Normanna; a questo è riconducibile la costruzione della Basilica di san Nicola, massima manifestazione del romanico in Puglia. Per risalire a ciò bisognerebbe tuttavia fare un salto nel tempo quando, nel 1087, dei marinai baresi si recarono in Turchia al fine di trafugare le reliquie di San Nicola, celebre Santo all’interno dello scenario mondiale a causa dei suoi eclatanti miracoli. Alla luce di ciò, venne costruita la Basilica di San Nicola, la cui cripta era finalizzata a conservare le reliquie del medesimo Santo che, d’altronde, rappresentavano un’incredibile fonte di accrescimento economico in quanto attiravano migliaia di pellegrini (turismo). L’edificazione della basilica si presentava inoltre come un evento simbolico in quanto, andando a sostituire l’ormai demolita Corte del Catapano, rappresentava una vera e propria azione politica: la cultura bizantina cedeva ormai il posto al potere normanno. La basilica di San Nicola si sviluppa su una pianta longitudinale con asse leggermente obliquo. L'interno, diviso in tre navate, presenta difformità nell'uso dei sistemi di sostegno (colonne non allineate e coppie di colonne differenti tra loro). La motivazione di queste ambiguità è riconducibile all'origine della costruzione della basilica: la chiesa si sviluppa infatti sulle distruzioni del palazzo del Catapano, e dunque, sono stati sfruttati elementi già esistenti (fondamenta e colonne di reimpiego). Nuovi sono tuttavia, i pilastri compositi particolarmente robusti, in quanto assumono la funzione di sostenere il peso scaricato dalle volte a crociera che sostengono matronei percorribili. Dall'esterno emerge un ulteriore ambiguità: le torri campanarie sono diverse; dal modulo dei degli archetti pensili, è deducibile che la torre originaria fosse quella situata alla destra della basilica, mentre, quella situata a sinistra risale ad un periodo successivo. La basilica d'altronde si presenta come una chiesa-fortezza, l'edificio si configura infatti chiuso da quattro torri, caratteristica tipica normanna. Nel XV secolo inoltre, sono stati costruiti degli archi lungo le pareti laterali, sicuramente dovuti ai problemi statici, dati dalla reazione erosiva del mare; le pareti laterali vengono dunque serrate da una successione di contrafforti legati da arconi, su cui vengono scavate logge esafore.
Le immagini Tutti gli ambiti di conoscenza dell’uomo medievale esprimono una nuova concezione del rapporto tra Dio, l’uomo e la natura; l’artista romanico, in particolare, sente la necessità di confrontarsi con la realtà in quanto manifestazione massima della grandezza di Dio. Tutto in natura assume una valenza simbolica e allude a verità spirituali, rivelandoci i pericoli a cui siamo sottoposti ed esortandoci ai giusti comportamenti. La natura dunque, si carica di significati morali, che l’arte manifesta assumendo un preciso scopo didattico al fine di illustrare alla comunità di fedeli i precetti religiosi attraverso la traduzione delle sacre Scritture in immagini. Wiligelmo è stato uno scultore italiano, uno dei primi a firmare le proprie opere in Italia. Fu l'autore, nel 1110 circa, del bassorilievo alto circa 1 metro e realizzato in marmo noto come Creazione e tentazione di Adamo ed Eva realizzato per il fregio della facciata ad occidente del Duomo di Modena. Si tratta di un ciclo di quattro bassorilievi scolpito in quattro lastre. In origine le lastre erano poste all’interno del Duomo e facevano parte del pontile e, dunque, le scene dovevano essere lette in sequenza. La struttura narrativa è scandita dagli archetti pensili e dalle colonnine che inquadrano i vari episodi. La rappresentazione prende avvio con la raffigurazione di Dio entro una mandorla (simbolo della maestà divina), seguono la Creazione di Adamo, la Creazione di Eva e il Peccato Originale. Le figure si configurano come forme plastiche grazie al deciso contrasto tra luce e ombra che si forma sulla pietra. Non si distinguono tuttavia i diversi piani di profondità: gli elementi che richiamano la natura sono collocati sullo stesso piano delle figure principali, annullando la percezione dello spazio naturale. Wiligelmo ha utilizzato un linguaggio immediato e concreto Il romanico presenta un ricchissimo apparato di immagini che inevitabilmente caratterizza gli edifici. Generalmente, le immagini, scultoree o pittoriche, assumevano una funzione didascalica: era necessario veicolare i messaggi dei testi sacri anche e soprattutto ai fedeli non scolarizzati. Le immagini si prestavano perfettamente a questa funzione in quanto avevano la capacità di attirare l’attenzione del fedele e rappresentare in modo ottimale i contenuti biblici e/o evangelici. In merito a ciò, è necessario approfondire la funzione delle immagini simboliche che traggono spunto dalla mitologia e dalla fantasia medievale. Animali e demoni, descritti nei bestiari medievali (pseudo trattati di zoologia dove venivano descritte le caratteristiche di animali reali e non), venivano raffigurare al fine di rappresentare concetti come il male, il peccato, la salvezza e il bene. La Basilica di San Zeno offre dei rilievi caratteristici che narrano episodi del vangelo e della genesi. Necessitano di particolare attenzione in quanto le figure recuperano il gusto naturalistico antico: torna la tridimensionalità, il movimento e la plasticità, torna il legame tra arte e realtà. Le immagini destinate al culto mantengono tuttavia un linguaggio bizantino. La pittura romanica si rinnova più lentamente rispetto all'architettura e alla scultura; essa è infatti condizionata dalla tensione bizantina. Nei principali centri della cristianità si radicalizzano precise tendenze: Roma con i grandi mosaici absidali, Montecassino si propone come centro di irradiazione della raffinata arte costantinopolitana, la Lombardia, diviene fulcro di diffusione di modelli formali rinnovati; in genere, però, l'Italia diviene il terreno di incontro di culture figurative diverse. L'arte dell'XI e del XII secolo segna il lento avvio del processo di avvicinamento del linguaggio aulico bizantino al mondo concreto dell'uomo. Il recupero della dimensione mondana si traduce in generale nella riscoperta del naturalismo. Permangono tuttavia la rigidità solenne dei soggetti sacri, la linea stilizzata, l'assenza di volume e di profondità spaziale che rallentano l'emancipazione delle forme antinaturalistiche che erano state dominanti nella figurazione alto medievale. La tecnica del mosaico parietale giunse in età romanica attraverso la grande tradizione paleocristiana e bizantina; in effetti, il mosaico è una tecnica molto costosa e necessita di materiali pregiati e di maestranze competenti. È proprio sulla base di ciò che trovo grande sviluppo presso la corte imperiale di Bisanzio, divenendo uno degli elementi distintivi di questa supremazia politica e culturale. Nell'XI e nel XII secolo il mosaico fiori a Venezia, Roma e nella Sicilia normanna: centri che volevano affermare la propria autonomia e accrescere il loro prestigio. Tra la fine del XII e l’inizio del XIII sec., negli edifici religiosi compaiono immagini di carattere laico: i cicli dei mesi ; a tal proposito, è necessario inquadrare la dimensione socio culturale europea, dominata dalla visione antropocentrica dell’egemone classe borghese. Questa nuova classe infatti, affermatasi durante l’XI sec., fonda la propria ricchezza sul lavoro (sviluppo delle arti minori), non più concepito come una condanna (concezione cattolica) ma come un’attività che concede all’uomo un potere creativo. È dunque necessario che la Chiesa risplenda delle meraviglie che l’uomo ha saputo cogliere al fine che si glorifichi e si elevi a Dio. Anche la pittura trovò larga diffusione all’interno degli edifici di gusto romanico; impossibile non citare gli affreschi presenti sulle pareti laterali o absidali con funzione narrativa e le tavole dipinte (pittura a tempera) situate in area presbiteriale e con funzione devozionale. Anche nella pittura, come nella scultura, le immagini finalizzate ad un fine narrativo recuperano il gusto naturalistico, le immagini con funzione devozionale, invece, necessitano di più tempo, in quanto il fedele stringe con l’immagine, un rapporto di familiarità, e dunque, i tratti iconografici devono cambiare in modo discreto.