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ESAME DI LETTERATURA DI LINGUA CINESE - CAO XUEQIN
Tipologia: Prove d'esame
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L’analisi della vita interiore e la descrizione psicologica minuziosa sono gli elementi principali che garantiscono il successo dell’opera. Dai personaggi principali a quelli secondari, più distanti, la descrizione psicologica è molto attenta. Nonostante si narri di un fatto soprannaturale il romanzo si concentra sulla storia d’amore di Pao-Yü Gioiazzurra. I giovani riescono a salvarsi moralmente grazie alla forza dei loro sentimenti. Tra gli adulti la decadenza è evidente, rappresentata generalmente dall’eccesso di desiderio/passioni che li rende ottusi, infatti è evidente come personaggi quali Hsieh P’an e Yü-Ts’un vivano del desiderio di possesso e sfruttino la loro astuzia per ottenere ciò che vogliono. Per ritrovare la ‘’naturalezza’’ bisogna risalire alla figura della principessa ava, è lei che riunisce tutta la famiglia sotto gli antichi valori, la tipica famiglia ideale della Cina antica. Ts’ao Hsüeh-Ch’in scrisse i capitoli dal I al LXXXI, il romanzo fu poi portato a termine da Kao E che trovò un compromesso per la fine, abbastanza ‘’neutrale’’ e non troppo realistica per evitare di accusare i propri antenati. Si pensa che potrebbe essere stata una volontà dell’autore stesso quella di far concludere l’opera all’amico Kao E. Martin Benedikter –Torino, 1958
INTRODUZIONE
La traduzione in italiano di questo romanzo si basa su due edizioni del testo originale: una del 1832 dell’Istituto di Orientalistica dell’Università di Lipsia e una ristampa moderna della Shanghai Commercial Press.
La prima edizione integrale dell’opera è del 1791. La paternità dell’opera fu riconosciuta solo con gli studi di Hu Shih (del 1921), si confermò che il testo fu scritto da Ts’ao Hsüeh-Ch’in (1719-63) per i primi 80 cap. e continuato da Kao E per gli altri 40. Kao E fu uno degli editori della stampa del 1791.
Il titolo originale è “Hung-lou meng”. Lou è il nome attribuito al piano superiore della casa, segno di ricchezza. L’espressione Hung-lou deriva dal linguaggio buddista e significa ‘’vita agiata’’, così come ‘’polvere rossa’’ significa ‘’il mondo di qua’’. Siccome Pao-Yü vive in anticipo gli avvenimenti del romanzo durante il suo sogno in cui si trova nella stanza con K’o Ch’ing, l’opera viene tradotta con ‘’Il sogno della camera rossa’’.
Il testo non ha date precise ma i tanti dettagli ci fanno capire che è ambientato durante la dinastia Ch’ing (1644-1912); per esempio la descrizione minuziosa del codino di Pao-Yü (tipico a quell’epoca) e le cariche di cui si parla fanno riferimento a quelle che effettivamente erano in vigore in quella dinastia. L’autore, secondo lo studioso Hu Shih, descrive gli eventi della sua vita. Inoltre all’arrivo di Gioiazzurra Pao-Yü ha 12 anni e alla sua scomparsa ne ha 19, perciò in base anche alla data di nascita dell’autore la vicenda è databile tra il 1729 e il 1737.
Si può dedurre il luogo dell’azione dagli avvenimenti. La capitale è Chin-ling (=tombe d’oro), nome di fantasia che ricorda le tombe imperiali a Pechino (Pechino era la capitale durante i Ch’ing). Inoltre quando si parla del principe eremita sulle montagne ciò fa pensare ai monti vicino a Pechino. Tra le prime traduzioni ce ne sono due, entrambe incomplete, una di Bancroft Joly, console inglese in Cina, e l’altra di Chi Chen Wang, manca di dettagli e molte parti non furono tradotte, sembra piuttosto un riassunto del libro che una traduzione. Pao-Yü rappresenterebbe il giovane imperatore Ch’ien-Lung e suo padre, Messer Cheng, sarebbe quindi il predecessore, ovvero l’imperatore Yung-Cheng. Messer Cheng è il ritratto del confuciano rigoroso, molto severo. Tutti i personaggi, anche quelli secondari, hanno una propria funzione essenziale da svolgere per il senso del romanzo. Nonostante la moltitudine di caratteri e il caos apparente alla fine tutto ritorna ad uno schema ben calcolato e la storia segue un filo preciso. L’autore non dimentica nessun personaggio e riesce a creare una grande armonia nel racconto. Prologo ed epilogo del testo si svolgono in cielo. Il prologo inizia nel Regno Illusorio del Grande Vuoto cioè nel cielo taoista e finisce con l’epilogo nei Campi Beati dell’Apparenza Purificata (altro nome dello stesso luogo). Ci sono quattro personaggi che varcano il Grande Vuoto (rinunciano cioè al mondo): Shih-Yin, il Freddo Cavaliere, Affanno di Primavera, Pao-Yü. Infine anche Yu-Ts’un pronto a ricevere parole di saggezza dal suo vecchio amico, l’eremita Shih-Yin. Altro tema fondamentale è lo spirito materno che è personificato nella figura dell’ava, sempre ottimista e centro di coesione della famiglia. Dal punto di vista confuciano il nocciolo dell’opera è la storia dello splendore e della decadenza di una nobile famiglia che alla fine riprende la sua ascesa grazie all’ottima prova morale di Pao-Yü, il quale si piega alla pietà filiale e ai valori confuciani. Dal punto di vista Buddista e Taoista è vista come la storia del graduale risveglio, della purificazione e infine dell’illuminazione del personaggio principale. Infine dal punto di vista Europeo è la storia di un giovane aristocratico malato che alla fine riesce a maturare. L’ultimo stadio dell’evoluzione di Pao-Yü è il suo ‘’lasciare la polvere’’ per ‘’diventare spirito’’. La Pietra degli Spiriti rappresenterebbe la naturale, innata, disposizione dell’uomo a cui non può venir meno se non vuole perdere il proprio io. Nü-Kua, la dea, all’inizio del romanzo parla delle 36501 pietre che deve usare per riparare il cielo, metafora mitologica che simboleggia che le pietre sono tantissime come sono tantissimi gli uomini sulla terra. La Provvidenza ne sceglie comunque un certo numero, Pao-Yü è stato scelto infatti dalla mano della dea e non è più una pietra comune ma il suo destino lo costringe ad acquisire coscienza della sua qualità di pietra preziosa.
La storia inizia nella città di Su-Chou, qui correva la strada delle Dieci Miglia, lungo la quale si trovava il Tempio del Cetriolo; qui abitava Shih-Yin con la moglie Feng. Appartenevano ai notabili della città, vivevano una vita piuttosto agiata, tuttavia non avevano ancora un figlio maschio ma solo una bambina, Loto. Shih-Yin una notte fece un sogno, gli sembrava di trovarsi in una terra ignota dove incontrò due sacerdoti che discutevano. Uno discepolo del Tao e uno di Budda. Parlavano di un dramma d’amore e di una pietra trovata in Occidente, nel Fiume degli Spiriti, che aveva ricevuto un’anima grazie alla dea Nü Kua. La pietra giunse un giorno presso la riva del fiume dove era stata trovata dalla dea e lì incontrò la pianta Perla Purpurea. La pietra le diede molto amore annaffiandola tutti i giorni così questa si trasformò in una fanciulla. La pianta voleva sdebitarsi delle dolci attenzioni ricevute e promise a se stessa che avrebbe versato tante lacrime quante possibili, nella prossima esistenza umana sulla terra, per ricambiare dell’amore ricevuto. Questa è la premessa del dramma d’amore che si svolgerà sulla terra. I due sacerdoti si proposero di riunire tutti i protagonisti del dramma sulla terra, per poi raggiungerli. Shih-Yin allora si avvicinò ai due e chiese spiegazioni, tuttavia gli dissero solo che giunta l’ora, per sfuggire alla
vita. Yü-Ts’un fu fermato dal firmare i mandati d’arresto da un segretario che gli spiegò dell’esistenza di certe “liste di protezione” che si era soliti tenere in considerazione. Hsieh-P’an era parte di queste. Il fatto più interessante è che la schiava era la piccola Loto, la bambina scomparsa anni prima, figlia di Shih-Yin. Il segretario suggerì a Yü-Ts’un cosa fare per risolvere il caso ed evitare di evitare di avere problemi: innanzitutto doveva firmare i mandati d’arresto per Hsieh-P’an, poi qualcuno sarebbe andato a casa dell’assassino per interrogare alcune persone le quali dovevano testimoniare la morte di Hsieh-P’an a causa di una malattia. La sua famiglia venne quindi condannata a pagare una somma di denaro ai parenti dell’ucciso. Il ragazzo in questione, Hsieh-P’an, era di famiglia nobile, unico figlio maschio, ottenne una buona carica a palazzo ma rimase sempre rozzo e arrogante, aveva inoltre una sorella chiamata Pao-Ch’ai ‘’Fermaglio Prezioso’’ gentile ed educata.
Gioazzurra era diventata, come Pao-Yü, la preferita nella casa, finchè non arrivò una nuova cugina –Pao Ch’ai- per la quale Pao-Yü dimostrò da subito molto interesse. Durante un riposino pomeridiano il giovane iniziò un sogno: vi era una fata che lo portò nel ‘’Regno Illusorio del Grande Vuoto’’, luogo in cui erano custoditi i destini di donne già morte o non ancora nate. La fata chiamò le silfidi a salutare Pao-Yü ma queste non furono felici di incontrarlo (lo ritenevano una “sudicia creatura”). La fata spiegò loro che lo aveva portato perché così le era stato chiesto dagli antenati di Ning-kuo e Yung-kuo; questi chiesero alla fata di aiutare il giovane, a cui mancava una guida, per farlo migliorare. Le silfidi cantarono per lui i dodici canti del “Sogno della Camera Rossa”. Dopodiché fu condotto in una camera dove incontrò una fanciulla con cui ebbe un rapporto. La fata disse che lui aveva disperato bisogno di trovare l’unione spirituale con una donna, era un peccatore spirituale. Il nome della fanciulla era K’o-Ch’ing (lo stesso nome di Donna Jung).
Quando Perla, la cameriera, aiutò Pao-Yü a vestirsi notò qualcosa di strano sui suoi pantaloni e gli chiese cosa mai avesse sognato; il ragazzo cominciò a raccontarle il sogno. Allora misero in pratica insieme la teoria appresa nel sogno dalla fata, ebbero cioè un rapporto sessuale. Pao-Yü il giorno seguente conobbe un ragazzo di nome Ch’in Chung, fratello di Donna Jung, e i due decisero che sarebbe stata una buona idea andare insieme alla scuola di famiglia (dedicata a chi non poteva permettersi un precettore privato solitamente).
Dopo alcuni giorni senza vedere la cugina Pao-Ch’ai, venne riferito a Pao-Yü che era malata ed il giovane andò a farle visita. I ragazzini iniziarono a parlare della pietra di Pao-Yü che portava sempre al collo, la giada con cui era nato. Vi era incisa sopra un’iscrizione che scoprirono essere molto simile a quelle dell’amuleto della cugina. Un signore, quando era piccola, le aveva consigliato di fare incidere quelle parole su un medaglione. Iscrizioni:
Pietra: Mai non smarrirmi, mai non scordarmi! Vita gloriosa – perenne successo!
Amuleto: Mai non lasciarmi, mai non buttarmi! Gioventù preziosa – perenne fioritura!
Iniziarono ad andare a scuola insieme Pao-Yü e nipote Jung. La scuola era stata fondata dal primo principe di Yung-Kuo destinata ai ragazzi bisognosi della sua stirpe. I ragazzi furono compagni indivisibili e nonostante Ch’in-Chung non appartenesse allo stesso ceppo familiare
dei compagni fu ammesso. Anche Hsieh-P’an frequentava la scuola, tutti avevano paura di lui.
Ci fu una festa in famiglia per festeggiare il compleanno del principe eremita al palazzo di Ning-kuo. Dopo il banchetto Donna Fenice (membro della famiglia Yung-Kuo*) decise di andare a fare una passeggiata e venne sorpresa da un certo Chia Jui, i due parlarono un poco ma Donna Fenice cercò di allontanarlo. Il ragazzo da quell’incontro non fece altro che pensare a lei e tornò spesso alla sua residenza sperando di trovarla in casa.
Donna Fenice finalmente, dopo vari giorni, lo accolse in casa e alimentò malignamente l’amore del ragazzo non corrisposto. Al secondo appuntamento notturno concordato (a cui Donna Fenice non si presentò), Chia Jui fu sorpreso nel palazzo di Yung-Kuo e dovette fuggire. I problemi per il giovane continuarono nei giorni successivi; preoccupato per l’amore non corrisposto si ammalò di una malattia senza cura, solo un monaco misterioso, giunto a palazzo, gli diede un oggetto che avrebbe potuto farlo stare meglio. Si tratta di uno specchio velato (“specchio magico di luna e venti”) con il potere di purgare le anime dai pensieri impuri. Chia Jui sarebbe guarito in pochi giorni se avesse guardato il rovescio dello specchio, ma non doveva assolutamente guardare l’altro lato. Sul rovescio vi era uno scheletro spaventoso. Decise allora di voltare lo specchio e vide Donna Fenice che lo invitava a passare del tempo insieme, soli. Così fece per quattro o più volte consecutive. Avendo trasgredito alle regole del monaco, Chia Jui morì urlando dopo l’ennesimo incontro nello specchio con l’amata. Il nonno, con cui viveva, tentò di buttare lo specchio ma una voce glielo impedì, era stata colpa del malato se era morto, non aveva rispettato le regole.
Il padre di Gioiazzurra si ammalò e la ragazza tornò da lui per qualche tempo. Donna Fenice sognò la nipote K’o-Ch’ing che le disse che si sarebbero dovute salutare per il suo viaggio di ritorno, le diede consigli su come gestire gli affari di famiglia. Donna Fenice fu destata dal sogno da quattro ‘’gong’’, simbolo che qualcuno aveva perso la vita. Si ritrovò in poco tempo al palazzo di Ning-kuo, K’o-Ch’ing era morta. Le cerimonie per la morte della donna durarono circa tre settimane e si conclusero senza il minimo
Il giorno della sepoltura ci fu un corteo in onore della defunta a cui partecipò anche il Principe della Quiete Settentrionale. Desiderava incontrare il bambino nato con la pietra di giada. Il principe Chen, She e il signor Chia Cheng fecero fermare Pao-Yü nella tenda del principe e i due parlarono per un po’. Il corteo arrivò sino al Tempio dell’Inferriata (fondato dai capostipiti delle due famiglie). Pao-Yü e l’amico Ch’in Chung ingannarono il tempo gironzolando per il tempio e trovarono una bella monaca che non rifiutava affatto le loro attenzioni.
Inizio di Primavera (giovane del palazzo di Yung-kuo, sorella di PaoYü) fu innalzata dall’imperatore a Signora del Palazzo della Fenice. I due palazzi di Yung-kuo e Ning-kuo furono ristrutturati e il muro che li divideva abbattuto.
Dopo varie settimane di lavori i preparativi a palazzo erano conclusi, tutto appariva eccezionale, elegantissimo e pronto a ricevere l’ospite, Inizio di Primavera.
In una trentina di giorni Donna Fenice e Pao-Yü guarirono completamente dallo stato di pazzia in cui erano caduti, si ‘risvegliarono’ come da un lungo sonno.
Il giovane Yün, girovagando nei giardini, trovò un fazzolettino verde pallido di seta, questo apparteneva alla giovane Hsiao-Hung. I due si piacevano a vicenda ma non avevano ancora avuto occasione di stare un po’ soli a parlare; la scusa del fazzolettino sembrò ottima. Yün approcciò Orecchino, amica di Hsiao-Hung, e iniziò a parlarle cercando di sapere qualcosa di più sulla giovane Hsiao. Decise inoltre di dare a Orecchino il fazzoletto perduto cosicché lo riconsegnasse alla proprietaria. Quella stessa giornata, mentre si trovavano insieme Gioiazzurra e Pao-Yü, il padre lo mandò a chiamare di corsa, sembrava una cosa molto seria quindi Pao-Yü si affrettò a raggiungerlo. In realtà era stato uno scherzo di Hsieh-P’an che voleva invitarlo alla sua festa di pre-compleanno. Dopo lo spavento iniziale Pao-Yü si godette il banchetto e tornò a casa verso sera. Gioiazzurra, non sapendo che in realtà non era stato chiamato d’urgenza dal padre, preoccupata si recò a casa sua per fargli visita la notte stessa. Caso volle che la cugina Pao-Ch’ai la precedesse di poco. Quando poco dopo Gioiazzurra cercò di entrare nella stanza di Pao-Yü la trovò chiusa e le domestiche le dissero che il padrone non voleva ospiti e dormiva già. Il pensiero che i due si stessero incontrando di nascosto, per stare soli, la rese triste e si mise a piangere a dirotto. In realtà le domestiche le avevano risposto così solo perché non volevano stare sveglie fino a tarda notte per colpa di un nuovo ospite in casa. Il giorno dopo si festeggiava l’inizio dell’estate ma Gioiazzurra non si presentò, aveva dormito fino a tardi siccome la sera precedente non era riuscita a chiuder occhio. Preoccupato, Pao-Yü andò a chiamarla, ma la ragazza si comportava in modo strano, come se fosse arrabbiata con lui. Dopo molti tentativi riuscì a farsi dire il motivo della sua arrabbiatura, si chiarirono e la pace fu ristabilita. Non era stato Pao-Yü a non volerla ricevere ma era stata colpa della pigrizia delle domestiche.
Si avvicinò il giorno della Festa del Battello del Drago e la principessa ava, annoiata dall’ambiente quotidiano, decise di trascorrerlo fuori, presso il Tempio taoista del Limpido Vuoto. Donna Fenice fu incaricata dell’organizzazione della gita. Ci fu un lunghissimo corteo a cui parteciparono, oltre ai membri della famiglia, numerosi servi. Arrivati al tempio furono accolti allegramente, bevvero del tè e trascorsero la giornata tranquillamente, tuttavia la notizia della gita della principessa ava si era diffusa tra amici e parenti. Infastidita dalle visite continue ordinò, di malumore, di tornare in città. Nei giorni precedenti il priore Chang si era proposto come intermediario per organizzare il matrimonio di Pao-Yü, con una giovane da lui consigliata, il ragazzo ne fu molto infastidito e l’ava per fortuna aveva dato poca importanza all’assurda proposta. Tornata a casa Gioiazzurra si ammalò, Pao-Yü si prese molto a cuore la sua lieve infreddatura e continuava a farle visita e ad informarsi della sua salute. Durante una visita di Pao-Yü i due iniziarono a discutere, si dicevano il contrario di quel che sentivano in fondo al cuore, si appartenevano tacitamente da un pezzo ma si fingevano estranei e ostili, un tipico comportamento tra innamorati forse. Gioiazzura lo accusò di essere preoccupato del fallimento del suo piano matrimoniale, a quel punto lui impazzì, buttò a terra la giada e cercò di romperla. Era in preda alla collera. Per fortuna arrivarono in tempo le domestiche a fermare la lite. Tornato in sé, Pao-Yü si accorse di aver esagerato, gli venne da piangere. Cercava di trattenersi. Era uno spettacolo molto triste. Aveva addirittura rovinato la nappa di seta della pietra, cucita da Gioiazzurra. Quando Perla glielo fece notare
Gioiazzurra sfogò la sua rabbia su quell’oggetto, tagliandolo a pezzi e urlando che non era importante per Pao-Yü, tanto valeva distruggerlo.
Il giorno dopo Pao-Yü si recò dalla madre, questa dormiva nella stessa stanza della sua cameriera, Anello D’Oro. Il giovane tentò di svegliare e sedurre la fanciulla ma la madre li sorprese e picchiò Anello D’Oro, minacciandola di licenziarla. La ragazza non potendo sopportare l’oltraggio decise di riscattare l’onore con la morte, poco dopo venne infatti trovata morta in fondo al pozzo. Lo scandalo fu grandissimo, le cameriere erano sempre state trattate bene in quella casa, non venivano picchiate, per questo si cercò di non far diffondere lo scandalo, vennero dati dei soldi alla famiglia di Anello D’Oro e non se ne parlò più. Intanto Pao-Yü cercava di ristabilire i rapporti con Gioiazzurra e finalmente le confessò i suoi sentimenti. Le disse che anche lui era gravemente malato, malato per lei. La confessione fu interrotta tuttavia e non poterono continuare la conversazione.
Pao-Yü, quando venne a sapere del suicidio di Anello D’Oro, si sentì lacerare le viscere dal dolore. Si imbatté nel padre, Messer Cheng, e ricevette la notizia che il principe di Chung-Shun desiderava parlargli. Padre e figlio si recarono dal principe che spiegò il motivo del colloquio. Gli era stato riferito che uno degli attori da lui preferiti, Ch’i, era scomparso. Il giovane aveva rapporti intimi con Pao-Yü, a detta del principe, e chiedeva quindi che Pao-Yü lo lasciasse libero di tornare al suo lavoro di attore. Messer Cheng si arrabbiò moltissimo, anche perché poco dopo il colloquio con il principe venne a sapere dello scandalo di Anello D’Oro causato in parte da Pao-Yü stesso; sfogò la rabbia sul figlio che si proclamava innocente, non conosceva nemmeno Ch’i. Il padre non gli credette e iniziò a picchiarlo tanto da farlo svenire. Fu per fortuna interrotto da Donna Cheng. Presto la notizia di ciò che stava avvenendo arrivò alla principessa ava, amava moltissimo suo nipote e condannò le azioni di Messer Cheng, la sua reazione era stata spropositata. Il ragazzo fu lasciato libero, tornò alla sua stanza e le se ferite furono curate per diversi giorni da Perla. La verità era che Hsieh-P’an era geloso di Ch’i e per vendetta aveva divulgato questa falsa notizia.
Pao-Yü, nei giorni successivi, fu confortato dalle visite dei parenti, ma la persona che desiderava più vedere era Gioiazzurra, tuttavia cercò di allontanare Perla per non essere disturbato. Mandò una cameriera da Gioiazzurra e le fece portare dei fazzolettini usati, la ragazza capì il messaggio, si mise subito a comporre delle quartine improvvisate dove esprimeva i segreti desideri della sua anima. Pao-Yü intanto guariva in fretta e rese ancor più gradevole la sua guarigione la notizia che il padre era stato inviato in una provincia lontana come Esaminatore. Un giorno ricevette l’invito a partecipare ad un circolo poetico insieme ad altri parenti, questo prese il nome di Circolo delle Begonie. Una parente lontana venne a far visita al palazzo, fu accompagnata a vedere lo splendore dei giardini e venne organizzato un banchetto con spettacolo in suo onore. Era una donna semplice, venuta dalla campagna, apprezzò molto lo sfarzo della casa.
In memoria di Anello D’Oro Pao-Yü decise di bruciare dell’incenso e pregare per lei. Era ormai passato un anno dal triste avvenimento e in segreto, con un servo, si recò in un tempio per adempiere alla cerimonia funebre in onore della fanciulla. Più tardi andò a raggiungere la compagnia che festeggiava il compleanno di Donna Fenice. La donna bevve troppo e sentendosi poco bene decise di rincasare, sulla via del ritorno tuttavia notò che una
scoprì che era fuggito dalla città.
Quando Hsieh P’an seppe che Liu era fuggito si calmò, ma nonostante ciò, la sua vergogna nel ricevere amici e parenti permase. Era ottobre. In questo periodo gli uomini d’affari chiudevano il bilancio annuale e partivano per festeggiare il Capodanno con le proprie famiglie e fu per questo che nei palazzi di Yung Kuo e Nin Kuo vennero organizzati diversi pranzi d’addio. Tra gli invitati vi era un certo Chang Te-Hui, che dirigeva il banco dei pegni per conto di Hsieh P’an. Chang Te-Hui informò Hsieh P’an che a causa di un viaggio d’affari sarebbe stato via più a lungo del previsto. Ascoltate queste parole Hsieh P’an pensò che viaggiare con egli poteva essere una buona opportunità sia per scampare dai pettegolezzi e sia per arricchire le sue conoscenze. Fu così che presa questa decisione trascorsero due giorni dove tutti furono occupati con i preparativi del viaggio. Partito Hsieh P’an, Loto sotto richiesta di Pao- Ch’ai andò ad abitare da lei. Durante questo periodo di soggiorno Loto manifestò il suo ardente desiderio di imparare a comporre versi e chiese così a Gioiazzurra di aiutarla. Iniziò, così, a studiare a memoria diversi poeti suggeriti da Gioiazzurra e ad esercitarsi fino a riuscire ad entrare nel Circolo delle Begonie.
Subito dopo l'ammissione di Loto, giunsero al palazzo di Yung-Kuo nuovi parenti e le quattro nuove cugine (una di nome Pao Ch'in) vennero accolte con grande gioia nel circolo delle Begonie. Un giorno Perla partì per via della madre malata e, durante la sua assenza furono Nube Variopinta e Muschio a sostituirla come cameriera personale di Pao Yu. Il secondo giorno dopo la partenza di Perla, Nube Variopinta si svegliò con un gran raffreddore. Secondo le regole della casa, però, ogni genere di malattia doveva essere fatto presente all'anziana t'ai t'ai, che preoccupata di un possibile contagio aveva l'abitudine di allontanare i servi ammalati. Pao Yu, che desiderava avere vicino Nube Variopinta, decise però di chiamare un medico all'insaputa dell'ava. Pao Yu, dopo essersi assicurato che Nube Variopinta stesse un po' meglio decise di raggiungere Gioiazzurra, Pao Ch'ai e Pao Ch'in al Chiostro dei Bambù. Fu qui che Pao Ch'in prese a raccontare uno dei suoi incontri con una bella giovinetta del lontano occidente che sapeva comporre poesie in cinese, che poi successivamente recitò. Nube Variopinta nel frattempo guarì nel giro di una settimana.
Pao Yu fu informato da Cuccù (cameriera di Gioiazzurra) di un possibile ritorno di Gioiazzurra nella sua città natale nello Su-chou. Cuccù gli spiegò che a Gioiazurra rimanevano dei parenti, che per quanto fossero poveri, appartenevano comunque ad una famiglia nobile e che non volevano che una loro parente continuasse a mangiare a casa di estranei. Pao Yu fu incapace di pronunciare una sola parola, tanto era turbato dalla notizia appena ricevuta. Tutti ben presto si accorsero che Pao Yu continuava a mantenere un'espressione assente e sconvolta e sembrava privo di conoscenza. Perla (che era tornata) e la vecchia Li convocarono Cuccù per chiederle spiegazioni. Cuccù rivelò a Pao Yu che tutto ciò che gli aveva rivelato non era altro che uno scherzo e lui dopo un paio di giorni ritornò perfettamente in sè. Sapendo che Pao Yu fu costretto a letto, Gioiazzurra aveva sofferto con lui e durante l'assenza di Cuccù aveva sparso molte lacrime in segreto. Quando però rivide la serva e l'udì raccontare della guarigione di Pao Yu, di colpo si sentì molto meglio e serena. Nel frattempo successe che la zia Hsieh aveva messo gli occhi sopra Hsiu-Yen, la nipote della principessa She. Certo, la fanciulla era povera, ma in compenso aveva un'indole seria e socievole e le sembrava potesse essere una perfetta sposa per il nipote Haieh K'o. L'ava e la principessa She, sentito il suo proposito, avevano dato il
consenso a questa possibile unione e così fu chiamata la principessa Chen che si fece carico dei preparativi del matrimonio. Durante il suo soggiorno nel palazzo di Yung-Kou, Hsiu Yen si era affezionata a Pao Ch'ai.
Il principe eremita Chia Ching era morto. Dato che tutti i signori e la principessa Ava erano assenti, toccò alla principessa Chen, accompagnata dal maggiordomo Lai Sheng e la moglie, sorvegliare le cerimonie funebri del defunto suocero. E perché in sua assenza al palazzo di Ning Kuo non mancasse del tutto il controllo di una persona rispettabile, aveva fatto venire la matrigna affidandole la direzione della casa. La matrigna, Donna Yu, portò con sé le sue due figlie che erano pari di bellezza, ma con due caratteri ben diversi. Le due ragazze catturarono l'attenzione di Chia Lien, ma avendogli la più giovane fatto capire che non le importava, ci provò con la maggiore, che era corrisposta. In un primo tempo, si trattava semplicemente di una relazione platonica. Un giorno si trovava al tempio dell'Inferriata, quando arrivò Yu Lu, il vice maggiordomo del principe, per discutere di affari col padrone: bisognava pagare un residuo di 600 once per liquidare il conto della stoffa acquistata. Il principe chiese al figlio, Chia Jung, di prelevare i soldi dalla cassa, ma questa era esaurita dopo tutte le cerimonie svolte. Intervenne così Chia Lien che mise a disposizione il suo denaro. Conclusi gli affari, mentre Chia Lien e Chia Jung partirono insieme verso la capitale, lo zio (Chia Lien) fece intendere accidentalmente che provava dei sentimenti per la cugina Yu. Chia Jung gli propose quindi di prenderla come seconda moglie. Gli promise che appena avuto il consenso del padre e della nonna, gli avrebbe comprato una casetta, proprio dietro al palazzo, e suggerì che se la sua prima moglie, Donna Fenice, dovesse venire a conoscenza della cosa, lui avrebbe spiegato la faccenda con il desiderio di volere un erede maschio che la "prima" non era stata in grado di dargli. Chia Jung comunicò al padre il disegno matrimoniale e il principe Chen acconsentì, a patto che si accertasse se davvero la ragazza fosse d'accordo. L'indomani quindi Chia Jung si recò al palazzo di Ning kuo per il chiedere il consenso delle signore Yu (madre e nonna) le quali acconsentirono. Ebbero inizio finalmente i preparativi per il matrimonio e, il 3 alla quinta ora del mattino vennero celebrate le nozze. Erano passati due mesi di segreta felicità, quando una sera il principe Chen decise di andare a trovare Chia Lien e le sue belle cognate e fu proprio in questa occasione che la terza Yu diede sfoggio al suo libero linguaggio, lasciando i due cugini ammutoliti e minacciando Chia Lien di spifferare tutto alla sua "prima". Ciò successe perché Chia Lien aveva brindato affinché il principe e lei potessero unirsi. L'indomani la terza Yu spiegò che per lei il matrimonio riguardava una decisione molto importante e che si sarebbe sposata solo con l'uomo che amava, ovvero Liu Hsiang - Lien.
Chia Lien decise dunque di cercare di scoprire dove si trovasse il Freddo Cavaliere, partendo alla volta di P'ing-an chou. Dopo tre giorni di viaggi gli venne incontri una carovana, fra una dozzina di uomini riconobbe con grande sorpresa il cugino Hsieh P'an accanto al suo antico nemico il Freddo Cavaliere. Hsieh P'an spiegò che durante il suo viaggio fu assalito da una banda di briganti che lo depredarono, ma fortunatamente giunse Liu che li mise in fuga e fu così che come ringraziamento gli offrii la fraternità di sangue e l'impegno di cercargli una moglie. Sentita quest'ultima frase Chia Lien si animò e gli raccontò del suo matrimonio segreto con la seconda Yu e della sorella minore ancora zitella. Hsieh P'an e il Freddo Cavaliere accettarono approvarono il piano matrimoniale e il Freddo Cavaliere diede la sua spada come dono di matrimonio per la fanciulla, cosicché ella potesse fidarsi. Quando Chia Lien giunse al vicolo del Ramo Fiorito, raccontò con orgoglio il suo incontro fortunato con il Freddo Cavaliere e porse alla terza Yu, che era al colmo della felicità, il dono di fidanzamento. Nell'ottavo mese il Freddo Cavaliere arrivò nella capitale risoluto però a sciogliere il fidanzamento. Quando lo comunicò a Chia Lien, che era costernato, i due presero a discutere. La terza Yu, avendo sentito tutto, piombò nella stanza e restituì la spada a Chia Lien. Nel momento in cui egli la prese, lei con un gesto fulmineo estraò una lama dalla manica del braccio destro e si suicidò. Tutti rimasero scioccati dal gesto folle della fanciulla e Chia Lien fu colpito da strani rimorsi nei giorni a venire, tanto che una notte sognò la fanciulla giunta a dargli
Donna Fenice venne a sapere degli avvenimenti del parco e prese provvedimenti. Decise di riunire le sorveglianti più fidate per far loro svolgere indagini discrete, così da poter licenziare la servitù indesiderabile. Iniziarono così le indagini e si scoprì che una cameriera di Affanno di Primavera nascondeva degli oggetti che aveva dichiarato fossero un dono del principe Chen a suo fratello. Fu controllata anche la domestica che la aiutò ad introdurre la roba di nascosto, ovvero la vecchia Chang.
Nel parco l'epurazione del personale fu interrotta per diversi giorni a causa della salute di Donna Fenice e della festa di metà Autunno, i quali festeggiamenti furono meno sfarzosi a causa della morte del principe eremita. Il principe Chen, nonostante la morte del padre, non si trattenne dal divertirsi fuori casa. La vigilia della festa di metà autunno, il principe Chen aveva invitato le concubine a un banchetto di famiglia. Era mezzanotte, e nell'abitazione regnava un'allegria sfrenata e il principe era quasi del tutto ubriaco, quando all'improvviso s'udì un gemito raccapricciante. Tutti rimasero immobili dallo spavento. Il giorno dopo il principe si guardò attentamente attorno, ma non riuscì a scoprire nulla di irregolare e ordinò ai suoi di tener nascosto l'accaduto. La sera andò con sua moglie dall'ava per partecipare al banchetto. L'ava per animare l'ambiente ordinò un giocò in cui bisognava bere per ammenda: bisognava far girare un rametto, e quando il tamburo si arrestava cosi doveva fare il rametto. Chi l'aveva in mano era condannato a vuotare il bicchiere e a raccontare un aneddoto. Il primo fu Messer Cheng, poi toccò a Pao Yu, al quale venne chiesto di comporre una poesia dell'autunno, poi toccò al principe She e così via. Tutti si divertirono molto, ma pian piano uno ad uno si congedarono. Gioiazzurra e Nuvoletta decisero però di godersi la luna al Cavo di Cristallo, in riva allo stagno e, ispirate dalla doppia immagine della luna, in cielo e nell'acqua, avevano composto insieme una lunga strofa in pentametri sul tema della notte lunare. Alle due fanciulle si era poi unita una bella eremita Miao Yu , che le aveva aiutate a comporre la poesia. Dopo la festa di metà autunno appena donna Fenice si fu ristabilita avvenne l'epurazione del parco: Saluto di Primavera, che era la ragazza addetta agli scacchi, venne allontanata. Mentre se ne andava incontrò PaoYu e lo supplicò di intercedere a suo favore, ma quando egli tentò di farlo le tutrici lo accolsero assai male. Fu poi la volta di Nube Variopinta, il quale licenziamento fu un colpo al cuore per Pao Yu. Pao Yu si mise d'accordo con perla di mandarle un po' di denaro e di andarla a visitare segretamente. Nube Variopinta, rimasta orfana, da piccola fu venduta a Lai Ta, il quale la donò alla principessa Ava. Pao Yu quando entrò nella camera della ragazza, svegliandola notò che ella era paurosamente dimagrita e che le condizioni in cui abitava erano pessime. Il loro incontro fu interrotto dalla cognata Kuei, che trascinò PaoYu nella camera da letto, minacciandolo che se non faceva quello che diceva avrebbe riferito a tutti del suo incontro con Nube Variopinta, ma prima che donna Kuei potesse assalirlo di nuovo, sentì le voci di Mamma Liu e sua figlia che egli seguì, riuscendo così a scappare dalle grinfie della donna. Pao Yu riuscì a tornare nel parco senza destare sospetti. Negli ultimi anni Perla si era accorta che Nube Variopinta aveva preso il posto che lei occupava nel cuore di PaoYu e che anche intimamente gli era meno vicina. Il giorno dopo dovette aspettare fino al pomeriggio per ricevere notizie riguardanti Nube Variopinta, perché dovette prima passare la giornata presso il genitore e vari anziani e visitare la mostra dei crisantemi dive i giovani diedero occasione di dare
sfoggio al loro talento letterario. Fu soltanto dopo che seppe che Nube Variopinta morì a causa della Tisi, e fu a causa di questa che donna Cheng l'aveva fatta cremare fuori dai bastioni, per paura che la malattia potesse diffondersi all'interno del palazzo. Pao Yu, nel suo sconforto, fu invaso da un senso di desolazione e da pensieri riguardanti la morte. Decise quindi di comporre "un canto funebre per la donzella delle ninfe" disponendola tra le ninfe più vicine.
Pao Yu fu colpito da un'altra perdita: Saluto di Primavera, dovette lasciare il parco e tornare dalla matrigna, la
principessa She, poiché le sue nozze con il ricco Sun si sarebbero svolte molto presto. Il denaro era il motivo principale per cui il principe She aveva scelto come promesso sposo della figlia Sun. Messer Cheng aveva disapprovato il matrimonio perché riteneva lo sposo privo di cultura. Pao Yu fu così afflitto da una depressione psichica e sotto prescrizione del medico dovette stare 100 giorni confinato in casa. Passati i 100 giorni dovette svolgere i suoi doveri rituali presso il Tempio della Celeste Armonia. Al ritorno, trovò sua cugina Saluto di Primavera, che si lagnava del suo matrimonio infelice, scongiurando la zia Cheng di ospitarla qualche giorno perché suo marito la picchiava. Passati i tre giorni, trascorsi in memoria dei tempi passati, dovette rassegnarsi a raggiungere l'odioso marito.
Un giorno Perla lasciò correre i suoi pensieri su cosa sarebbe successo se Pao Yu si sarebbe sposato. Decise dunque di andare a vedere come stava la sua futura padrona, ovvero con ogni probabilità: Gioiazzurra. Dopo una breve chiacchierata Perla si congedò e GioIazzurra si addormentò e sognò che le riferirono che suo padre si era felicemente risposato e che non voleva più che vivesse lì, avendo così organizzato un matrimonio tra lei e un nipote della matrigna. Gioiazzurra iniziò a pregare l'ava di non farla partire, ma l'ava guardandola come se fosse un'estranea le disse che la questione non la riguardava. Ad un tratto vide Pao Yu che si fece un buco nel petto per far vedere il proprio cuore a Gioiazzurra, ma facendo ciò morì. Fu in questo momento che Gioiazzurra si svegliò di colpo, emettendo dei gemiti e iniziando a vomitare e a sputare sangue nella sputacchiera. Poco dopo arrivò Perla, sotto incarico di Pao Yu e fu da lei che seppe che fecero lo stesso sogno. Nel frattempo Messer Cheng, dichiarò agli amici riuniti nella sala degli ospiti che in seguito all'esame cui aveva sottoposto Pao Yu, reputava il figlio ormai pronto al matrimonio. Fu la prima volta si affrontò il discorso del matrimonio di Pao Yu e per quanto riguarda la sposa il consiglio femminile, composto dalle signore del palazzo, reputarono Pao Ch'ai e non Gioiazzurra una candidata perfetta, perché convinti che fossero loro uniti dal volere della provvidenza.
Capitaro due avvenimenti che respinsero il piano matrimoniale. Uno riguardava la nomina di Messer Cheng a consigliere di Stato nel Ministero dei lavori pubblici. L'altro si trattava Hsieh P'An che a quanto sembrava, fu stato arrestato per aver ucciso un cameriere. Un giorno di vacanza Pao Yu gironzolava per il parco e decise di andare a trovare Affanno di Primavera. Quando raggiunse l'abitazione spiò dentro le cortine e vide Affanno di Primavera e l'eremita Miao Yu giocare a scacchi. Le due fanciulle non si accorsero della presenza di Pao Yu e sobbalzarono quando egli annunciò la sua presenza. Quando fu l'ora di andare Maio Yu fu liete di essere accompagnata da Pao Yu. Fu però una notte tortuosa per la ragazza che dovette combattere contro i demoni della tentazione, dato che continuava a fantasticare su Pao Yu. I demoni della tentazione alla fine riuscirono ad adescarla e per giorni giacque in uno stato di semi incoscienza, ma si rimise grazie alle medicine prescritte dal medico. Negli ultimi tempi Gioiazzurra ebbe modo di notare che gli incontri tra lei e Pao Yu si facevano sempre più radi e questo le fece rimpiangere i tempi passati. Un giorno, dopo una visita dell'amato, Gioiazzurra si era sdraiata allontanando Cuccù, che trovo Oca Nivale che rimuginava su tristi pensieri. Quando le chiese il motivo della sua tristezza, Oca Rivale le confessò che era perché Pao Yu era fidanzato con un'altra, ma la notizia non si era ancora sparsa perché tutto doveva essere rimanere in segreto. Quando ritornarono da Gioiazzurra, Cuccù notò che non aveva toccato cibo. Ciò accadde perché la fanciulla aveva ascoltato il discorso di Cuccù e Oca Nivale e non accettava l'idea che una cosa del genere potesse accadere, così aveva deciso di lasciarsi morire non curandosi e non mangiando più. Trascorsero i giorni e Gioiazzurra era ormai in fin di vita, Cuccù preoccupata corse dalle signore, mentre Oca Nivale vegliava sulla signorina. Ad un tratto apparve una cameriera e Oca Nivale decise di chiederle informazioni sul matrimonio di Pao Yu e, ricevette come risposta che il matrimonio non si sarebbe più svolto, perché l'ava
sogghignare con lo sguardo immobile. Gioiazzurra si sedette, egli volse lo sguardo verso di lei e i due si guardarono per un bel po' con gli occhi spalancati e il sorriso ebete. Le serve capirono che entrambi ormai avevano la mente sconvolta e Cuccù decise che era giunto il momento di portare via Gioiazzurra. A pochi passi dalla casa Gioiazzurra vomitò sangue, Cuccù e Oca Nivale si affrettarono così ad adagiarla sul letto. Dopo lo sbocco riprese piena conoscenza di sé e medito che ormai non le rimaneva altro che morire. Nel frattempo le condizioni di Gioiazzurra furono comunicate all'ava, ma queste notizie non fermarono le tre signore (l'ava, donna Cheng e Fenice) a compiere il progetto di nozze per Pao Yu. Intanto Pao Yu pare riprendersi e rinascere, dopo che gli era stato detto che avrebbe sposato Gioazzurra. Quattro giorni dopo il cugino Hsieh K'o annunciò che Hsieh P'an era stato scarcerato e che quindi si potevano celebrare le nozze. Da qualche giorno Gioazzurra attendeva la sua ora e, invano le cameriere tentavano di confortarla dato che tutte avevano notato che l'ava non fosse così ben disposta verso Gioiazzurra (dato che si stava occupando del matrimonio) e che nessuno veniva più neanche a trovarla. Gioiazzurra afflitta decise di bruciare il quaderno di poesie e i due fazzollettini di seta bianca macchiati di inchiostro e di lacrime, che lei aveva conservato come ricordo di Pao Yu. Il giorno seguente Oca Nivale corse dall'ava e fu qui che seppe da una cameriera che le nozze si sarebbero svolte quella sera. Quando tornò al Chiostro dei Bambù e trovò Gioazzurra in preda alla febbre mandò a chiamare la vedova Chu, solo che ormai per lei sembrava non ci fosse più niente da fare. La sua vita sembrava essere sospesa a un debole filo. La sera di quel giorno aprì gli occhi e radunò le sue ultime forze per pronunciare il suo ultimo addio (alla serva Cuccù che era diventata come una sorella) e esprimere il suo ultimo desiderio, ovvero di far seppellire il suo corpo nella sua terra d'origine. Dette queste parole morì nella stessa ora in cui Pao Yu e Pao Ch'ai celebravano il loro matrimonio. Quando le signore del palazzo occidentale vennero informate della sua morte, stabilirono di nascondere la triste notizia a Pao Yu. La cerimonia stava per svolgersi e Pao Yu fremeva dall'impazienza di rivedere l'amata come sua sposa. Mentre Pao Yu l'attendeva il gruppo delle flautiste intonò un soave canto e lei fece il suo ingresso, ma giunto il momento di sollevare il velo scoprì che la sposa non era Gioiazzurra, ma Pao Ch'ai e Pao Yu non poteva credere ai suoi occhi. Finita la cerimonia il ragazzo espressa il suo desiderio di andare da Gioiazzurra, ma grazie a copiosi fumi narcotizzanti riuscirono a stordirlo e a farlo tacere. Pao Yu nei giorni seguenti cadde in uno stato di apatico stordimento. Un giorno comparve un oscuro guaritore che riconobbe il fatto che la malattia fosse di natura psichica e gli prescrisse una medicina che fece tornare Pao Yu in sé. Quando vide Perla, Pao Yu, le chiese per quale motivo ci fosse Pao Ch'ai e domandò anche delle condizioni di Gioiazzurra. Quando Perla gli fece sapere delle condizioni di Gioiazzurra, Pao Yu espresse il desiderio di morire con lei, ma mentre Perla cercava di placare il ragazzo entrò Pao Ch'ai, che stanca dei piagnistei di Pao Yu gli disse di non andare contro la superiore Volontà e di resistere perché Gioiazzurra era ormai morta esalando il suo ultimo respiro mentre si stavano celebrando le nozze. Pao Yu ricadde sui cuscini in uno stato di incoscienza e sognò di trovarsi nel Regno delle Ombre dove incontrò uno sconosciuto a cui chiese informazioni su Gioiazzurra. Lo sconosciuto ridendo rispose che Gioiazzurra era uno spirito speciale che si trovava nel Regno illusorio del Grande Vuoto e solo quando morirà potrà vederla, ma se deciderà di togliersi la vita il Regno delle Ombre non gli permetterà di raggiungerla. Detto ciò Pao Yu si svegliò e nel corso di pochi giorni fu perfettamente ristabilito. Perla gli raccontò per filo e per segno tutta la vicenda delle nozze e perché fosse all'oscuro di tutto fino alla cerimonia del velo. Egli riconobbe che sebbene il pensiero di Gioiazzurra lo torturasse, l'antica predizione del fatale congiungimento di giada e ora aveva la sua ragion d'essere. Quando Pao Yu si fu ristabilito andò al Chiostro di Bambù per sfogare il suo dolore e chiese a Cuccù di raccontargli la morte della sua signora. Dopodiché fu celebrata la cerimonia del talamo nuziale.
Pao Yu era guarito, ma intellettualmente non era più quello di prima. Perla era felice che ci fosse Pao Ch'ai a sorvegliarlo e che fosse lei che si era presa il compito di riportarlo alla ragione. Il parco era ormai vuoto e silenzioso poiché anche Profumo di Primavera si stava per sposare e trasferirsi lontano e Pao Yu ne rimase davvero dispiaciuto poichè pian piano tutte le persone a cui era affezionato si
stavano allontanando. Un giorno Fenice s'avviò al Chiosco del Limpido Autunno, per discutere con Profumo di Primavera varie questioni riguardanti il matrimonio. Quando era uscita per ritornare a casa, Fenice vide sul sentiero l'ombra di una figura umana: era una donna molto bella e, Fenice la riconobbe come lo spettro di K'o Ch'ing moglie di Chia Jung. Quando poi Fenice vide che le sue cameriere le stavano venendo in contro s'avviò al più presto possibile verso la sua dimora. Dopo qualche giorno Donna Fenice si ammalò e lo stesso successe alla principessa e il principe Chen e a Nube Variopinta che morì. La notizia che vi fossero dei spiriti all'interno del parco si diffuse velocemente e si pensò che fossero loro i responsabili di tutte queste disgrazie. I servi addetti al parco non osarono più metterci piede e le porte del parco furono così chiuse e sprangate per non essere più aperte. Il principe She decise di chiamare dunque un mago, che dopo aver recitato la sua formula imprigionò gli spiriti all'interno delle urne. La servitù credette al Grande incantesimo e tutti i malati si ristabilirono.
I mali non cessarono. Il Ministero della Giustizia aveva rinviato il processo di Hsieh P'an ad una superiore sentenza. Intanto Messer Cheng, che era un prefetto dell'annona, doveva controllare le entrate e le uscite del grano e venuto a conoscenza dei raggiri commerciali, affidò a dei sorveglianti l'incarico di sorvegliare i funzionari. Molti, che non approvavano il nuovo sistema, domandarono il congedo di Messer Cheng. Molti si licenziarono e Cheng chiamò degli impiegati del palazzo, ma essi si indebitarono fino al collo prima di partire perché spesero tutte le loro ricchezze, sicuri che avrebbero guadagnato tantissimo ma così non fu. Tutti erano stanchi e i segretari d'ufficio falsificarono i documenti all'insaputa dell'anziano signore. Messer Cheng fu così destituito dal Governatore poiché non aveva sorvegliato abbastanza bene i suoi impiegati. Giunse un'altra terribile notizia: Cannella D'oro, moglie di Hsieh P'an era morta. Si scoprì che quest'ultima si era innamorata del cugino del marito: Hsieh K'o. Il poverino aveva cercato di evitarla, ma un giorno mentre stava per farlo cedere, il suo piano fu distrutto da Loto, per la quale provava da quel giorno un profondo odio. Decise dunque di farla fuori. Ordinò dunque alla sua cameriera, Rospo di preparare loro una zuppa. La cameriera però aveva salato troppo la zuppa di Loto e per non scambiare il piatto con quello destinato alla padrona lo aveva graffiato. Quando la zuppa fu pronta Rospo uscì un attimo dalla cucina e nell'esatto momento che lo fece Cannella D'oro entrò e aggiunse delle gocce di arsenico in un piatto che poi servì a Loto. Quando Rospo tornò notò che i piatti erano già stati serviti e che la padrona, ignara che in un piatto ci fosse più sale, se lo prese. Ignorando il piano d'avvelenamento della padrona scambiò le due scodelle e quando le due giovani mangiarono la minestra Cannella D'oro morì. Messer Chia Yu Ts'un, che un tempo era povero, divenne un prefetto della capitale. Un giorno intraprese un viaggio di servizio fuori dalla città dove scoprì un vecchio tempo abbandonato. Dietro questo tempio trovò una capanna e dentro di essa vi era un vecchio eremita che Yu Ts'un riconobbe essere Shih Yin: il beneficiario della sua giovinezza, grazie al quale poté ottenere cariche e uffici. Appena lo vide colse l'occasione di pagare l'antico debito al suo benefattore, invitandolo come ospite onorario nella sua dimora. L'eremita ringraziò e si riemerse nella contemplazione. Quando Yu Ts'un raggiunse il seguito in riva al fiume un uomo gli annunciò che il vecchio tempio stava andando in fiamme. Non vedendo Shih Yin,si domandò se fosse ancora vivo e così diede l'ordine ad uno dei suoi uomini di rimanere lì per un giorno per controllare se il vecchio eremita fosse sopravvissuto. Tornato dal suo viaggio di servizio, Yu Ts'un aveva narrato alla moglie lo strano incontro con Shih Yin (la moglie era Albicocca, cameriera di Shih Yin). Arrivò poi l'uomo che era rimasto nei pressi del tempio. Egli gli raccontò che non c'era traccia del vecchio eremita anche se la capanna era gran parte distrutta, ma l'unica cosa che vide fu la stuoia delle devozioni e la ciotola per l'elemosina che quando le prese in mano diventarono polvere. Yu Ts'un si persuase che Shih fosse
palazzo occidentale, quasi sprovvisto di servitù. Quel pomeriggio Affanno di Primavera aveva ricevuto la visita della bella eremita Miao Yu, che abitava presso la Gabbia dell'Alcione e fino all'alba giocarono a scacchi. Alle quattro del mattino sentirono delle voci urlare che nel cortile erano entrati dei ladri. Le due ragazze erano molto spaventate, ma in quel momento intervenirono dei guardiani guidati dal prode Pao Yung e gli intrusi fuggirono. Il capo della banda che aveva visto il viso della bella monaca non riuscì a dimenticarsela e durante la notte, quando Maio Yu fece ritorno nella sua dimora, lui la rapì stordendola. Il giorno dopo quando Pao Yu e Affanno di Primavera vennero a conoscenza di ciò che era accaduto piansero. Passò un po' di tempo dal rapimento quando annunciarono ad Affanno di Primavera che era destinata come sposa al figlio di una famiglia amica, ma lei ne fu contrariata perché il suo scopo ora era quella di consacrare la sua vita al raggiungimento della santità. Scoppiò un violento litigio, in cui Messer Cheng disse che se la figlia si ostinava nel suo capriccio non l'avrebbe più riconosciuta come figlia, ma Affanno di Primavera fu irremovibile e minacciò di uccidersi. Pao Yu era ritornato a star male, il pensiero di Gioiazzurra, la preparazione agli esami e all'esame di Stato continuavano a tormentarlo. Quando tutto sembrava perduto arrivò a palazzo un morto di fame che insisteva di avere una pietra. Quando fecero vedere la pietra a Pao Yu egli la riconobbe e quando sembrò che si stesse riprendendo cadde come morto. Il suo spirito si era allontanato momentaneamente dal corpo per compiere un lungo viaggio. Entrò in una sala di ricevimento dove lo aspettava che lo prese per mano e lo condusse in un luogo dove si ergeva un palazzo, quando ci entrò (da solo, perché il compagno era scomparso) le tenebre lo avvolsero e quando i suoi occhi s'erano abituati al buio egli vide delle stanze e decise di entrare nella prima camera. La stanza conteneva uno scaffale pieno di volumi. Ne prese uno a caso chiamato: Atti principali delle dodici belle di Chin-Ling che scoprì essere le biografie di tutte le sue cugine e sorelle. Mentre era intento a leggere, una donna che gli sembrava Anitra Mandarina lo chiamò. Pao Yu contento di rivederla corse da lei che arretrò fino a scomparire. Si trovò in un giardino dove vide una pianta con la punta delle foglie rosse che lo incantava. Mentre Pao Yu la stava contemplando e annusando, una silfide lo riprese dicendogli di allontanarsi. Gli raccontò che quella era la pianta Perla Purpurea che una volta stava in riva al Fiume degli Spiriti e il solo ad avvicinarsi era il Custode della Fulgida Pietra Divina che la manteneva in vita. Più tardi raccontò che essa scese nel mondo profano e ringraziò con le sue lacrime il Custode della Fulgida Pietra Divina e infine, ora che è ritornata nei Campi dei beati, la Fata dell'Improvviso Risveglio le aveva ordinato di custodirla.
Quando si allontanò giunse una bella fanciulla che gli sbarrò la strada: era la terza Yu che insieme a Nube Variopinta lo portarono da Gioiazzurra. Appena la vide non poté trattenersi dal dirle che le era mancata, ma Gioiazzurra lo cacciò via e lui se ne andò. Mentre cercava la strada per uscire vide avvicinarsi un gruppo di donne: Saluto di Primavera, Anello D'oro e la seconda Yu che di colpo si trasformarono in brutti diavoli e lo inseguirono. All'improvviso vide il monaco che lo aveva accompagnato. Egli teneva in mano uno specchio che volse contro i diavoli che in un attimo si erano dileguati. Il monaco spiegò a Pao Yu che era stato trattato male dalle donne e che era stato attaccato dai diavoli perché era una creatura profana, non ancora libero dalle brame della terra, che aveva sfogliato di nascosto certi documenti appartenenti ai Campi dei Beati. Detto ciò dopo questa lunga peregrinazione Pao Yu aprì gli occhi e vide sua madre, moglie e cameriere intorno al suo letto che lo guardavano con un'espressione fra l'inquieto e il gioioso.
Dopo la guarigione, Pao Yu mutò, evitava la compagnia e i divertimenti. Un giorno gli fece visita il monaco del suo sogno e dopo una lunga conversazione capì di dovergli cedere la pietra. Quando andò a prenderla fu fermato da Perla, che gli chiese cosa stesse facendo. Pao Yu le spiegò che dato che ormai aveva recuperato la sua anima, voleva restituire la pietra al monaco. Preoccupata iniziò ad urlare aiuto e giunsero così Donna Cheng, Pao Ch'ai e Cuccù. Pao Yu iniziò a spiegare che non bisognava preoccuparsi poiché voleva fingere di offrire la pietra al monaco, dicendogli che non è quella vera, cosicché egli rinunci ai 10.000 denari (che erano il premio per chi avesse riportato la pietra) e si accontenti di qualcosa di meno. Naturalmente tutto ciò che disse non era vero, ma lo disse solo per non farle preoccupare. Infatti, quel discorso appariva ragionevolissimo e Donna Cheng si calmò, ma così non fu per Pao Ch'ai e Perla che, in segreto mandarono un servo in modo che
ascoltasse i discorsi del monaco e di Pao Yu e che si assicurasse che il signorino non se ne andasse via. Quando Pao Yu ritornò raccontò che il monaco in cambio del servizio che gli aveva reso aveva chiesto solo che si correggesse, che meditasse sulla sua origine e che qualche volta vada a fargli visita. Libera dalla preoccupazione finanziaria Donna Cheng respirò soddisfatta. Nei giorni seguenti, tutti notarono come Pao Yu si allontanasse da amici e famigliari e come si ritirasse nel suo studio con il pretesto di prepararsi, ma in realtà per sprofondarsi nella lettura della filosofia. L'unica persona con la quale aveva un contatto era Affanno di Primavera, che si era tagliata la chioma e si era trasferita nella Gabbia di Alcione, seguita dalla cameriera Cuccù che si rimproverava di non aver seguito nella morte Gioiazzurra. Pao Ch'ai un giorno non resistette più e gli raccomandò di smetterla con la filosofia e che piuttosto studiasse quella di Confucio e degli antichi maestri; gli raccomandò di ricordarsi l'umana civiltà, il dovere e la pietà figliare e che passasse l'esame di stato come il padre voleva. Pao Yu, dopo tante insistenze, la accontentò e da quel giorno si dedicò allo studio dei "Quattro classici" e di altri testi di stampo confuciano. Giunse il giorno dell'esame e Pao Yu insieme al nipote Chia Lan si prepararono al congedo di tre giorni, durante i quali i candidati venivano tenuti in stretta clausura e nemmeno di notte potevano lasciare le loro celle. Passati i tre giorni d'esame Chia Lan tornò senza Pao Yu. Raccontò che quella mattina consegnarono insieme la prova e che poi scomparve. Tutta la casa era caduta nella disperazione e le ricerche non ebbero risultati. L'unica persona che non sembrava scossa della scomparsa di Pao Yu era Affanno di Primavera. Una mattina arrivarono gli esiti degli esami di Stato; Pao Yu era al settimo posto e Chia Lan cento trentesimo e così entrambi entrarono a far parte della schiera degli Chu Jen <