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I presupposti storico-filosofici per il criticismo kantiano. Kant propone soluzioni per superare la crisi della filosofia, della metafisica e della morale dell'Illuminismo. Il documento spiega le differenze tra razionalismo ed empirismo e come Kant abbia introdotto il concetto di giudizio sintetico a priori. Viene presentata la vita e le opere principali di Kant.
Tipologia: Dispense
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Presupposti storico-filosofici per il criticismo kantiano Situazione esistente: Filosofia : dominano il razionalismo e l’empirismo Scienze : hanno avuto grande sviluppo da Galilei a Newton, nonostante lo scetticismo di Hume Metafisica : è in crisi in conseguenza all’Illuminismo Morale : si dibatte fra incertezze contrastanti (edonismo, utilitarismo, altruismo…) suscitate dall’Illuminismo Soluzioni proposte da Kant: Filosofia : superamento delle due concezioni con l'introduzione di un nuovo tipo di conoscenza che si avvale simultaneamente dell'esperienza e delle forme a priori Scienze : la matematica e la fisica , in particolare, hanno piena validità scientifica Metafisica : non può essere conosciuta dalla ragione ( agnosticismo ) Morale : È fondata sulla ragione umana , intesa come autoregolatrice del comportamento Sterilità del razionalismo particolarità dell'empirismo I razionalisti , da Cartesio a Leibniz a Wolff, presuppongono a priori ( indipendentemente) dall'esperienza nella mente umana le idee innate , accettate dogmaticamente , cioè senza dimostrazione. I loro giudizi si dicono analitici a priori in quanto non derivano dall'esperienza (a priori) ed il predicato del giudizio è ricavato dall'analisi del soggetto del giudizio stesso analitici): perciò non aggiungono niente di nuovo ( sterilità ), ma rendono semplicemente esplicito ciò che già è stato detto. Esempio: Il corpo è esteso: il concetto di estensione, espresso dal predicato, è già contenuto nel concetto di corpo, che è il soggetto del giudizio. Tali giudizi sono perciò universali (perché fondati sulle idee innate, patrimonio di tutti) e necessari in quanto non possono essere diversi), ma sterili (perché non offrono ulteriori conoscenze) Gli empiristi , da Locke a Hume, muovono dall'esperienza, rifiutando ogni forma di innatismo. I loro giudizi si dicono sintetici a posteriori , perché formati dal l'unione (sintetici) dei dati sensibili (a posteriori); il loro predicato aggiunge qualcosa di nuovo al concetto che fa da soggetto allo stesso giudizio. Esempio: Questo corpo è pesante: il concetto di pesantezza espresso dal predicato apporta una particolarità in più al concetto di corpo, ma le conclusioni di questi giudizi, pur offrendo nuove conoscenze, non sono universali né oggettive perché ricavate dal particolarismo dell'esperienza e quindi soggette fatalmente allo scetticismo. Tali giudizi sono perciò fecondi (consentono nuove conoscenze) ma non universali né necessari (in quanto limitati al singolo caso e soltanto al momento particolare della percezione) Kant fu erede dell’Illuminismo e anticipatore del Romanticismo: mostra infatti grande fiducia nella ragione ma allo stesso tempo si definisce innamorato deluso (innamorato dell’idea di conoscere l’infinito ma deluso perché non può conoscerlo: cielo stellato sopra di me e legge morale dentro di me , Critica della ragion pratica) La filosofia kantiana è una “filosofia del limite”, agnostica, dogmatica ma che diventerà adogmatica.
(konigsbert, 1724-1804) Compi studi classici a e fu educato severamente secondo l'orientamento del pietismo, che, sviluppatosi in Germania verso la fine del '600 dallo stesso luteranesimo, riponeva la religiosità nell'intimo dell'anima. Seguì poi corsi di filosofia e matematica. Svolse l’attività di docente di matematica, fisica, logica, morale, geografia. Si dedico all'insegnamento e all'elaborazione delle opere più importanti. Le opere principali sono: Critica della ragion pura (1781); Critica della ragion pratica (1788): Critica del giudizio (1790) che costituiscono una trilogia unitaria che sottopone ad analisi critica tutta l'attività dell’uomo, ossia il suo modo di apprendere, il suo modo di volere, il suo modo di sentire. Nella “Critica alla ragion pura" la risposta alla domanda “si può conoscere la metafisica?”, la risposta è negativa. Nella “Critica alla ragion pratica” la risposta è positiva grazie alla morale (in realtà vi si avvicina solo) Nella “Critica del giudizio”, dichiara che non si può conoscere la metafisica e si deve dichiarare l’agnosticismo. Giudizio sintetico a priori Ai giudizi analitico a priori del razionalismo e sintetico a posteriori dell’empirismo Kant contrappone il giudizio sintetico a priori , costituito dalla sintesi di un contenuto a posteriori, ossia delle impressioni sensibili che sono la materia, e di un elemento a priori, che è la forma, non derivato dall'esperienza. Tale giudizio ha i caratteri di fecondità , perché il contenuto è ricavato dall'esperienza, e nello stesso tempo universalità e necessità, perché la sintesi dei dati sensibili è operata secondo le leggi proprie dello spirito umano, cioè secondo il modo di funzionare dello spirito stesso. Esempio: 7 + 5 = 12, in cui il predicato 12 esprime qualcosa di nuovo rispetto al 7 ed al 5 ed alla loro somma. Materia (dati sensibili) + forma (a priori) = sintesi L'a priori di Kant non corrisponde all'a priori del razionalismo e la sintesi kantiana è diversa da quella dell'empirismo: A PRIORI Razionalismo : significa indipendente dall'esperienza, ma nel senso di idee innate possedute dall'uomo fin dalla nascita Kant : significa indipendente dall'esperienza, ma nel senso di funzione, di attività dello spirito umano SINTESI Empirismo : è compiuta a posteriori con la somma delle diverse esperienze, cioè con l'aggiunta di esperienza ad esperienza Kant : è attuata a priori mediante l'attività funzionale dello spirito che unifica ed ordina i dati sensibili La sintesi a priori Con la sintesi a priori Kant compie la rivoluzione copernicana: come Copernico nel campo astronomico capovolse la concezione di Tolomeo e pose il Sole immoto al centro del nostro sistema (eliocentrismo) e non più la Terra (geocentrismo), così Kant compie una rivoluzione nel modo tradizionale di intendere la filosofia: il soggetto (sole) non gravita più passivamente intorno all'oggetto (terra) e non dipende più da un mondo già costituito secondo propri principi e leggi, ma con la sua attività a priori illumina l'oggetto, ordinando i dati sensibili e l'io diventa il legislatore della natura. All' uomo è assegnata la funzione di legislatore della natura : non più il soggetto dipende dalle cose e le accetta passivamente, ma le cose dipendono dal soggetto che le ordina rivestendole delle sue stesse leggi. Esempio: il principio di causa ed effetto, che, secondo la filosofia tradizionale, è nella realtà e dalla realtà si ricava, non è più, secondo Kant, nella natura, ma è una forma a priori dello spirito umano, mediante la quale il soggetto dà ordine, cioè forma, ai dati sensibili LA CONOSCENZA (Critica della ragion pura: Kant si avvale dell’intelletto) La Critica della ragion pura si articola in tre sezioni e comprende tre gradi di conoscenza:
Le categorie , o concetti puri (come le idee di Cartesio) sono le leggi a priori con cui l'intelletto opera la sintesi dei molteplici dati sensibili e quindi esse sono costitutive dell'esperienza. Kant ne enumera dodici ricavandole dai giudizi della logica aristotelica: tre della quantità, tre della qualità, tre della relazione, tre della modalità: quantità : unità, ossia singolarità, pluralita, totalita qualità : realtà, negazione, limitazione relazione : sostanza, causa ed effetto, reciprocita modalità : possibilita, esistenza, necessita Categorie di Aristotele Le dieci categorie di Aristotele sono generi sommi del pensiero e dell'essere: del pensiero, in quanto concetti che han no il massimo di estensione ed il minimo di comprensione; dell'essere, in quanto sono presenti nella realtà e da essa si ricavano mediante l'astrazione: sono perciò forme logiche ed ontologiche Categorie di Kant Le dodici categorie di Kant, invece, sono il modo di funzionare dell'intelletto e sono soltanto forme logiche pure (del pensiero), non ricavate perciò dall'esperienza lo penso Il passaggio dal grado della sensibilità a quello dell'intelletto è promosso dalla categoria suprema, o lo penso, mediante la quale il soggetto ha coscienza della propria identità nella sua attività sintetizzatrice. Questa coscienza, comune a tutti gli uomini, rappresenta la condizione ed il fondamento permanente di una conoscenza universale e necessaria in mezzo al fluire delle rappresentazioni. L'lo penso è il principio su cui si fonda la rivoluzione copernicana. Immaginazione produttiva trascendentale L'eterogeneità fra le categorie e le rappresentazioni dell'intuizione sensibile è superata con la mediazione compiuta dall'immaginazione produttiva trascendentale, che è facoltà intermedia fra i sensi e l'intelletto. Essa rielabora i dati della sensazione e forma degli schemi che sono legati ancora al sensibile ma nello stesso tempo non si riferiscono più ad un dato preciso ed appartengono già al concetto. Cosi è, per esempio, lo schema del triangolo, che, pur presupponendo l'esperienza di un triangolo particolare, ne preannuncia il concetto. Gli schemi sono perciò tramite tra la sensazione ed il concetto. La fisica è scienza Mediante l'analitica Kant afferma che la fisica è fondata come scienza perché si avvale di giudizi sintetici a priori. Infatti qualunque giudizio della fisica, come per esempio, "la pietra illuminata dal sole è calda" e, di conseguenza, "ogni causa produce un proprio effetto" è sintetico, perché il predicato, ricavato dall'esperienza, aggiunge qualcosa di nuovo al concetto che fa da soggetto, ed è a priori, perché i dati sensibili sono ordinati dall'intelletto mediante le categorie e sono collegati fra loro da rapporti di universalità e di necessità. Il dualismo kantiano: Con il Criticismo Kant critica anche la Ragione, che deve tracciare i confini della propria conoscenza; si dice infatti che Kant abbia portato la Ragione davanti al tribunale della Ragione stessa, per analizzare i suoi limiti. Fenomeno: ciò che è evidente e manifesto. Esso rappresenta l'oggetto conosciuto per mezzo delle dotazioni naturali dell'uomo (spazio, tempo e categorie) Noumeno: essenza della realtà, cioè metafisica, tripartita in:
- Anima (psicologia)
-con valore positivo, è il soprasensibile, posto fuori dell'esperienza, al quale l'uomo aspira senza poter conoscerlo perché la conoscenza umana avviene solo mediante la sintesi di contenuto e forma e del soprasensibile non è possibile avere il contenuto Dialettica trascendentale Con il termine dialettica Kant indica l'attività della ragione che, oltrepassando l'esperienza, pretende di conoscere la metafisica (anima, universo, Dio) nel tentativo di unificare in un tutto armonico le conoscenze dell'intelletto e, nella sua illusione. cade in ragionamenti contraddittori: l'aggettivo trascendentale significa che la ragione opera mediante forme pure a priori (o idee): anima, universo, Dio. Definizione kantiana della dialettica : “l’arte dello smascheramento della Ragione nella sua pretesa di conoscere la metafisica”. Attraverso un processo dialettico l’io pone le condizioni del pensiero, del metodo, del meccanismo. (Vs S. Anselmo che si era servito di prove per dimostrare l’esistenza di Dio, facendo della teologia una scienza Teleologica) Le idee Le idee sono forme a priori mediante le quali la ragione cerca di determinare l'esigenza umana di cogliere l'assoluto e l'incondizionato (la metafisica), oltrepassando il mondo particolare condizionato dall'esperienza. Le idee della ragione sono tre, corrispondenti ai tre problemi fondamentali della metafisica:
- Secondo la qualità: tesi : il mondo è limitato nel tempo e nello spazio antitesi : il mondo non ha alcun limite, e quindi è infinito, nel tempo e nello spazio -Secondo la quantità: tesi : il mondo consta di parti semplici e quindi non è divisibile all'infinito antitesi : il mondo non è costituito di parti semplici e quindi è divisibile all'infinito -Secondo la relazione: tesi : nel mondo c'è libertà antitesi : nel mondo non c'è alcuna libertà -Secondo la modalità : tesi : il mondo deriva da un Ente necessario antitesi : il mondo non deriva da alcun Ente necessario
L'imperativo ipotetico (se) (es: mangia moderatamente se vuoi essere sano) è un comando condizionato e rivolto perciò ad un fine particolare (es: la sanità). Tale comando non può valere universalmente e necessariamente e perciò non è legge morale contenuto o materia (singola azione, diversa nei vari momenti)
sintesi (atto morale) La morale di Kant La morale di Kant e detta formale perché fondata sulla legge a priori della ragione morale e non si preoccupa ne del contenuto ne del risultato dell'azione, la quale è morale solo in quanto si adegua alla legge del dovere (il dovere per il dovere). Essa è espressa in tre formule:
LA FINALITÀ DELLA NATURA E LA FINALITÀ DEL BELLO (Critica del giudizio) È la ricerca di un'attività intermedia fra quella teoretica e quella pratica che, mediante il sentimento, possa conciliare il dualismo tra fenomeno sensibile e noumeno intelligibile, tra scienza e moralità, tra determinismo e libertà. Giudizio : facoltà intermedia tra Critica della ragion pura e Critica della ragion pratica. Questa attività è il giudizio riflettente, diverso dal giudizio determinante: Giudizio determinante (necessità) : proprio dell’attività teoretica, è quello che l'uomo determina partendo dal concetto puro universale (categorie) fornito dall'intelletto e applicando questo universali ai dati sensibili dell’intuizione. Applicazione dell'universale a priori al molteplice sensibile. Giudizio riflettente (finalità, armonia) : è quello formulato mediante la riflessione compiuta su un oggetto già conosciuto, quindi già determinato con il giudizio determinante, per accordarlo con l'universale del sentimento che esige finalità e armonia. Tale giudizio si esprime in due forme: giudizio estetico (bello e sublime) o di gusto e giudizio teleologico (finalità della natura). Giudizio estetico (della bellezza) Esprime il sentimento di piacere per il bello che l'uomo prova quando contempla un oggetto senza scopo conoscitivo senza scopo pratico: mentre le contempla egli ha coscienza della corrispondenza fra l'armonia dell’oggetto e quella del proprio spirito e perciò si compiace come se la cosa bella fosse fatta apposta per determinare in se il libero esplicarsi delle proprie attività spirituali. Tale giudizio è soggettivo perché l'unità armonica non è tra le varie parti dell'oggetto, ma tra l'oggetto e il soggetto, il quale, quando contempla una cosa bella, riflette sulla cosa stessa il proprio sentimento di finalità e armonia. Nella sua concezione estetica Kant distingue il bello dal sublime: Bello : -si riferisce ad aggetto di forma limitata -produce un senso di esaltazione della vita -esprime armonico accordo tra immaginazione intelletto Sublime : -si riferisce ad oggetto di forma illimitata per grandezza (sublime matematico : distesa del mare) o per potenza (sublime dinamico, più pericoloso in quanto getta l'uomo in uno stato perenne di nullità e impotenza) : mare in tempesta) -produce senso di esaltazione dopo la depressione di energie vitali -esprime contrasto tra l'immaginazione e la ragione Giudizio teleologico (finalistico, dal greco tèlos ) Esprime la visione finalistica della natura , suggerita dal sentimento di armonia e di finalità che è forma a priori. L'uomo sente che le varie parti di un oggetto (es: organismo vivente), conosciute già mediante il giudizio determinante, hanno reciproca corrispondenza e concordano armonicamente, come se fossero state predisposte in vista di una unità e finalità. Tale giudizio è oggettivo perché l'unità armonica della natura è considerata come concordanza delle singole parti nel tutto e perciò l'uomo, quando considera un organismo senti che questa finalità è inerente all'oggetto, anche se corrispondente al proprio sentimento di armonia. Universalità del giudizio riflettente Il giudizio estetico ed il giudizio teleologico sono universali poiché si fondano sul sentimento di finalità , che è un principio a priori comune di tutti gli uomini. Tale universalità è ovviamente diversa da quella teoretica poiché non deriva da forme logiche, bensì dalla universalità del sentimento.