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Immigrazione straniera, Appunti di Sociologia

Immigrazione straniera.............

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 02/12/2019

vittoria-migliorini
vittoria-migliorini 🇮🇹

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Immigrazione straniera e
scuola
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Immigrazione straniera e

scuola

  • (^) Parleremo di un tema che ha trasformato e sta trasformando profondamente la nostra società sotto tutti gli aspetti: La immigrazione straniera. Nei testi che vi abbiamo proposto tale tema è spesso presente.
  • (^) Lo faremo da due punti di vista in particolare: la scuola e il lavoro.
  • (^) Per quanto riguarda la scuola, che è l’argomento con il quale cominceremo, cercheremo di capire quale è l’impatto sul nostro sistema scolastico ed educativo nel suo complesso, quali le caratteristiche e criticità più rilevanti, come la organizzazione della scuola ed il sistema legislativo e giuridico hanno affrontato, sul piano della iniziativa e delle cose da fare, la nuova situazione
  • (^) Non prima però di avere ricordato alcuni punti:
  • (^) Fatto strutturale ed irreversibile
  • (^) Due forme di immigrazione: lavoro e barconi
  • (^) Emigrazione (verso l’estero e dal Sud verso il Centro Nord) ed immigrazione insieme
  • (^) Coesistono inoltre fenomeni che potrebbero sembrare ed essere percepiti come apparentemente contrastanti:
  • (^) Da un lato automazione, digitalizzazione, robotizzazione – la liberazione dalla (fatica) del lavoro così come noi lo abbiamo concepito non è mai stata come oggi a portata di mano; dall’altro forme di vero e proprio schiavismo e para schiavismo sul lavoro perché raccogliere pomodori a 2 euro l’ora (attività nella quale si esercitano quotidianamente gli immigrati stranieri) od essere sottoposti nella attività lavorativa ai dati di un algoritmo non può essere considerato che in questo modo.
  • (^) Da un lato la globalizzazione, dall’altro il sovranismo e la riscoperta di tutto ciò che è etnico.
  • (^) Situazione quindi molto complessa ed articolata ed in continua trasformazione.
  • ALCUNI BREVI RIFERIMENTI NORMATIVI
  • Come il nostro paese sul piano delle indicazioni legislative, della ri-organizzazione dei contenuti educativi e scolastici, del ruolo e delle funzioni degli insegnanti, fa fronte al tema della multiculturalità (Igiene del linguaggio).
  • (^) Il quadro di riferimento sull'istruzione dei minori stranieri
  • (^) Il d.lgs. 286/1998 (art. 38) stabilisce che i minori stranieri presenti sul territorio nazionale sono soggetti all' obbligo scolastico e che ad essi si applicano tutte le disposizioni vigenti in materia di diritto all'istruzione, di accesso ai servizi educativi, di partecipazione alla vita della comunità scolastica.
  • In base al Regolamento sull'immigrazione ( DPR 394/1999: art. 45), i minori stranieri hanno diritto all'istruzione - indipendentemente dalla regolarità della propria posizione -, nelle forme e nei modi previsti per i cittadini italiani. L'iscrizione può essere richiesta in qualunque periodo dell'anno scolastico.
  • (^) Le più recenti misure a favore dell'integrazione scolastica degli studenti stranieri
  • (^) Nel febbraio 2014 il MIUR ha emanato le nuove Linee guida per l'accoglienza e l'integrazione degli alunni stranieri. Esse costituiscono l'aggiornamento delle precedenti Linee guida, emanate nel
  • (^) La premessa è "forte ": la norma di riferimento prioritaria è la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948, all'art. 2 , con le affermazioni di diritti senza distinzione alcuna per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione, principi poi ribaditi dalla Convenzione sui Diritti dell'Infanzia del 1989

• CHI SONO GLI ALUNNI STRANIERI?

  • (^) La situazione di partenza è molto diversa per gli alunni nati in Italia e quelli non; in genere chi nasce nel nostro paese riesce meglio e in minor tempo ad integrarsi, anche se con molti distinguo, a seconda dei contesti sociali in cui sono inseriti. Quindi il documento fa la differenza tra alunni con cittadinanza diversa (anche se nati in Italia) e non, in quanto il trattamento amministrativo da adottare è quello delle normative per gli stranieri, che impone qualche passaggio, anche se la vera differenza viene segnata tra chi proviene da famiglie non italafone e da chi invece la nostra lingua già la parla
  • (^) Problema della cittadinanza: IUS Soli
  • (^) Cosa è
  • (^) Da ieri in Italia si è tornati a discutere della legge sulla cittadinanza, approvata dalla Camera alla fine del 2015 e da allora in attesa di essere esaminata dal Senato (dove la maggioranza ha numeri molto più risicati). La legge espande i criteri per ottenere la cittadinanza italiana e riguarda soprattutto i bambini nati in Italia da genitori stranieri o arrivati in Italia da piccoli. La legge è sostenuta dal Partito Democratico, mentre sono contrarie le principali forze di opposizione: Forza Italia e Lega Nord si oppongono in maniera molto visibile – ieri la Lega ha tenuto una manifestazione di protesta all’interno del Senato – mentre il Movimento 5 Stelle ha deciso di astenersi, come già aveva fatto alla Camera.
  • (^) La nuova legge introduce soprattutto due nuovi criteri per ottenere la cittadinanza prima dei 18 anni: si chiamano ius soli (“diritto legato al territorio”) temperato e ius culturae (“diritto legato all’istruzione”).
  • (^) Lo ius soli puro prevede che chi nasce nel territorio di un certo stato ottenga automaticamente la cittadinanza: ad oggi è valido ad esempio negli Stati Uniti, ma non è previsto in nessuno stato dell’Unione Europea. Lo ius soli “temperato” presente nella legge presentata al Senato prevede invece che un bambino nato in Italia diventi automaticamente italiano se almeno uno dei due genitori si trova legalmente in Italia da almeno 5 anni. Se il genitore in possesso di permesso di soggiorno non proviene dall’Unione Europea, deve aderire ad altri tre parametri:
  • (^) – deve avere un reddito non inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale;
  • (^) – deve disporre di un alloggio che risponda ai requisiti di idoneità previsti dalla legge;
  • (^) – deve superare un test di conoscenza della lingua italiana.
  • (^) L’altra strada per ottenere la cittadinanza è quella del cosiddetto ius culturae , e passa attraverso il sistema scolastico italiano. Potranno chiedere la cittadinanza italiana i minori stranieri nati in Italia o arrivati entro i 12 anni che abbiano frequentato le scuole italiane per almeno cinque anni e superato almeno un ciclo scolastico (cioè le scuole elementari o medie). I ragazzi nati all’estero ma che arrivano in Italia fra i 12 e i 18 anni potranno ottenere la cittadinanza dopo aver abitato in Italia per almeno sei anni e avere superato un ciclo scolastico.
  • (^) Ulteriori argomenti affrontati hanno riguardato il coinvolgimento e la partecipazione delle famiglie, la valutazione, l'orientamento (soprattutto per quanto riguarda il passaggio alla scuola secondaria di secondo grado), e l' insegnamento dell'italiano come lingua seconda ( L2 ). In particolare, le Linee guida hanno evidenziato come l'insegnamento dell'italiano come lingua seconda rappresenti un campo di intervento didattico specifico – quanto a tempi, metodi, bisogni, modalità di valutazione – e tuttavia in transizione, perché destinato a risolversi e ad esaurirsi nel tempo nel momento in cui gli studenti diventano sufficientemente padroni della lingua italiana da essere in grado di seguire la attività didattiche comuni alla classe.
  • (^) Al riguardo, il citato FOCUS relativo all'a.s. 2016/2017 evidenzia che i dati rilevati in tale a.s. mostrano un aumento, sia pure modesto, delle scuole che superano la soglia del 30%. Complessivamente, il 19,4% delle scuole non ha avuto alcuno studente straniero, il 59,4% ha avuto una percentuale di studenti con cittadinanza non italiana fino al 15% (59,2% nel 2015/2016), il 15,6% ne ha avuto in misura variabile tra il 15 e il 30% (15,4% nel 2015/2016). Nel rimanente 5,6% di scuole, la presenza degli studenti con cittadinanza non italiana è stata superiore al 30%.
  • (^) Le nuove Linee guida hanno auspicato anche la previsione, per il personale scolastico neoassunto, nonché per quello in servizio che desideri accrescere le proprie competenze, di percorsi di formazione riferiti al tema dell'intercultura.