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Implicaturee impliciture conversazionali,massime di Grice,ecc.
Tipologia: Dispense
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(^) Decidere data esame scritto finale (^) PRAGMATICA: OGGI e lunedì prossimo: Grice e le implicature conversazionali Lunedì prossimo: CENNI A
Bibliografia di riferimento (^) Grice, P., Logica e conversazione, in P. Grice, Saggi su intenzione, significato e comunicazione , Il Mulino, Bologna,1993. (^) Bach, K., Conversational Impliciture , "Mind and Language", 9 (1994),pp. 124- (^) Bach, K., “Speaking Loosely: Sentence nonliterality”, Midwest Studies in Philosophy , 25 (2001), pp. 249-263. (^) Levinson, S.C., Presumptive Meanings , MIT Press, Cambridge, 2000. (^) Cosenza, G. La pragmatica di Paul Grice. Intenzioni, significato, comunicazione, Bompiani, Milano, 2002.
Chi è Paul Grice (^) 1913-1988. (^) professore di filosofia a Oxford, inglese, attivo nella seconda metà del ‘900. (^) tra i più importanti esponenti nel campo della filosofia analitica del linguaggio. (^) propone di ridurre la nozione di significato a quelle di intenzione e credenza (del parlante).
Massime conversazionali
Possibili atteggiamenti conversazionali (^) Non cooperazione esplicita: dissociarsi apertamente dal dialogo. (^) Cooperazione simulata: violare nascostamente le regole conversazionali (menzogna). (^) Cooperazione: accettare le regole conversazionali (situazione standard).
Che cosa intendiamo per "implicatura conversazionale" (^) Possiamo intendere 3 cose. (^) Vedi (1), (2), (3) dell'esempio nella diapositiva successiva
Implicatura Conversazionale ESEMPIO Rossana: “Nino ha una ragazza?” Vittorio: “Di recente va spesso a New York” (^) (1) Proposizione P2 (Nino ha una ragazza a New York) che il ricevente (tipico) può inferire abduttivamente da queste assunzioni: (A1) (a) il parlante ha asserito P1 (Nino va spesso a NY)); (A2) [il parlante coopera, crede P2 e ritiene tale attribuzione di credenza inferibile dal ricevente (tipico) per salvare il pr. di coop.] IMPLICA/SPIEGA (A1); (^) (2) La relazione logico-pragmatica, P1+>P2, che lega P1 [implicans] a P2 [implicatum] (nel contesto dato). (^) (3) L’atto dell’inferire P2 da P1.
Implicatura da conflitto (^) Il ricevente assume che una massima è stata violata perché in conflitto con un’altra massima. (^) ESEMPIO Giovanni: “Dove abita Mario?” Marta: “Da qualche parte nel sud della Francia” (P1) Implicatura: Marta non sa in quale città francese sta Mario (P2) il ricevente assume che la quantità è stata violata per non violare la qualità: P1 +> P
Implicatura da sfruttamento (^) Il ricevente assume che una massima è stata violata apertamente per generare un’implicatura. (^) ESEMPIO Mario: “Giovanni ha rivelato il mio segreto alle ditte rivali” Marta: “Che amico!” (P1 = Giovanni è un amico di Mario) Implicatura: Giovanni si è comportato immoralmente (P2) Il ricevente assume (per il pr. di benevolenza) che la qualità è stata violata (Giovanni si è rivelato un falso amico) per affermare P2 con ironia: P1 +> P
Implicatura convenzionale (^) Un’inferenza suggerita dall’uso di una certa espressione (piuttosto che un’altra equivalente da un punto di vista strettamente logico) (^) ESEMPIO uso di “ma” o “sebbene” piuttosto che di “e”: (P1) Era ricco, ma onesto => (P2) di solito, chi è ricco non è onesto. (P1) Era onesto, sebbene ricco => (P2) di solito, chi è onesto non è ricco. in virtù del significato convenzionale di “ma” (“sebbene”), asserire (P1) suggerisce che si crede in (P2). NB: è difficilmente distinguibile dalla deduzione logica (Bach 1994, p. 196), ma sicuramente va distinta dall’implicatura conversazionale. (^) Può essere il presupposto di un’impl. convers. nascosta: esempio.
Esempio dalla cronaca (^) Da “Il viaggio del premier, i riflessi a Roma - Dovere da compiere, panico da evitare”, articolo di fondo di Stefano Folli, Corriere della sera , 11 Aprile 2004: (^) “In Iraq i nostri soldati rischiano la vita. Sono in missione di pace …; MA non c’è chi non veda che invece sono coinvolti … in una guerra di guerriglia … (^) Impl. convenzionale: chi è coinvolto in una guerriglia di solito non sta svolgendo una missione di pace (P1) (^) Impl. conversazionale (basata sulla Relazione): P1 +> i nostri soldati non stanno svolgendo una missione di pace. (^) Ci si può anche chiedere: perché viene (apparentemente) violato il pr. della Maniera con “non c’è chi non veda che invece sono coinvolti” al posto di “(tutti vedono che) sono coinvolti”?
Caratteristiche delle implicature (^) Non-verofunzionalità: un’implicatura può sussistere, quali che siano i valori di verità di implicans e implicatum. (^) Calcolabiltà: ricavabilità mediante inferenza (abduttiva). (^) Cancellabilità: revocabilità, con l’aggiunta di una premessa (anche implicita) che blocca l’inferenza abduttiva (Incontrò una donna … Era sua moglie). (^) Indistaccabilità: Se E genera un’implicatura I, qualunque parafrasi di E genera I, A MENO CHE L’IMPLICATURA NON FACCIA LEVA SUL MODO. (^) Indeterminatezza: essendo abduttiva, un’implicatura è compatibile con implicata diversi. (^) Rinforzabilità: l’implicatura può sempre essere asserita esplicitamente. (^) Universalità: dipendenza da regole generali di razionalità.
Distinzione tra implicature, presupposizioni e implicazioni logiche (^) Nell’implicatura, la negazione del conseguente non implica la negazione dell’antecedente (l’implicatura non è vero-funzionale). Se “il tempo è orrendo” +> “la donna che hai chiamato ciabatta è dietro di te”, l’eventuale falsità del conseguente non implica che il tempo sia bello. (^) al contrario, nella presupposizione e nell’implicazione, la negazione dell’antecedente implica la negazione del conseguente. l’antecedente “ho smesso di fumare” presuppone e implica il conseguente “ho fumato”. Se “ho fumato” è falso, ho “smesso di fumare” è pure falso. (^) Nella presupposizione, anche la negazione dell’antecedente implica il conseguente: anche “non ho smesso di fumare” implica “ho fumato”. Non così nella semplice implicazione. “Socrate NON è greco” NON implica “Socrate è ateniese”.