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All'interno dei riassunti potrai trovare informazioni relative all'impressionismo e al realismo in ambito artistico.
Tipologia: Dispense
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a partire dagli anni 30 dell’800 si affermò una tendenza realistica dettata da un desiderio di autenticità espressiva e di libertà tematica. In particolare Constable introdusse una novità soprattutto nella scelta di raffigurare in modo fedele la natura senza i condizionamenti della tradizione sganciandosi dai modelli classici, esposte al SALON di Parigi. A seguire il suo esempio di pittura an plain air, la prima in tutto il mondo, furono i pittori della scuola di Barbizion, che doveva il suo nome ad un piccolo villaggio immerso nel verde dove nella locanda si ritrovavano tutti i pittori. Tra questi abbiamo Millet e Courbet, che introdussero in Francia la pratica della pittura an plain air cioè all’aperto, in contatto diretto con la natura e in particolare adottando una resa più fedele degli effetti istantanei di luce e colore legati ai cambiamenti di stagione. LE SPIGOLATRICI Millet: Millet si trasferì a Parigi all’età di 20 anni per dedicarsi alla pittura in particolare a Barbizon dove dipinse scene di vita nei campi volgendo interesse sulla figura umana e il lavoro di campagna. Il dipinto: il primo piano è occupato interamente dalle 3 donne che sono intente alla spigolatura, una vana ricerca che si contrappone ai carri pieni di grano sullo sfondo. A questo contratto contribuisce anche l’uso della luce, in primo piano è quasi in penombra mentre lo sfondo è immerso in una luce dorata. Nonostante i volti siano coperti, non si vedono, le mani arrossate e deformate indicano la durezza del lavoro come gli abiti semplici e i corpi piegati. Il gesto delle donne conferisce monumentalità scultorea donando quasi nobiltà ai loro corpi. Quando la tela fu esposta nel Salon, l’immagine di miseria descritta dal pittore risultò intollerabile perché in contrasto con la propaganda del governo, fu considerata provocatoria. L’arte di Millet avrebbe formato anche quella di Van Gogh. GLI SPACCAPIETRE Il massimo interprete del realismo fu Courbet che ispirandosi ai moti del 48 dipinse delle vere e proprie denunce sociali e politiche.
Il dipinto. Nel 1849, dipinge gli spaccapietre, esposta al Salon, suscitò sconcerto pe la sua durezza. La rappresentazione della realtà quasi strabiliante lasciò tutti a bocca aperta, il dipinto rappresenta due uomini, uno anziano e uno più giovane, intenti al lavoro di spaccapietre, il loro stato di povertà e decisamente visibile dai vestiti, rotti sulla schiena, dagli zoccoli e dalla pentola in lontananza che ci fa pensare che siano li da tempo. L’uso della luce è qui fondamentale, in quanto tutta la scena si svolge nell’ombra eccetto per uno scorcio di montagna che p illuminato, sottolineando la dura condizione di lavoro dei due. Millet invece inserisce le tre donne in un ampio paesaggio rendendo il lavoro quasi sacrale. IL VAGONE DI TERZA CLASSE. Daumier. Alla fine degli anni 40 l’artista iniziò a documentare le precarie condizioni di vita delle periferie urbane, il vagone di terza classe ne è la prova. Esso mostra una massa di pendolari che si trovano nella più infamia carrozza, stretti e al buio. Il treno non è qui simbolo di progresso ma di emarginazione e di differenza sociale. L’unico sorriso che si intravede è quello del bambino. Daumier denuncia con questo dipinto il problema della disparità di classe rinunciando qui a ogni forma di ironia. Gamma cromatica del rosso-bruno, stile asciutto. I MACCHIAIOLI. Intorno alla metà del secolo nella saletta del Caffè Michelangelo in Toscana, si iniziarono a riunire un gruppo di giovani artisti che si scambiavano idee completamente al di fuori dei canoni accademici e scolastici. L’arte di questi pittori era caratterizzata dalla resa delle impressioni che ricevevano dal vero
Altro motivo di riprovazione fu il tessuto pittorico del fondo naturale che sembrava disordinato e confuso. I personaggi sono dipinti con modellati ben costruiti come anche gli abiti. La natura e il paesaggio, invece, sono dipinti attraverso ampie zone di colore e pennellate rade e frettolose. Nell’insieme, la realizzazione del paesaggio e della natura sembra suggerire una impressione più che una descrizione. Si anticipa la pittura impressionista. I L C O L O R E E L ’ I L L U M I N A Z I O N E D E L A C O L A Z I O N E S U L L ’ E R B A D I M A N E T Su tutto il dipinto predomina il colore verde declinato nelle varianti di tono e chiarezza. A sinistra si distingue l’azzurro degli abiti mentre a destra emerge per contrasto di chiarezza l’abito scuro del borghese. Le figure delle due donne, soprattuto quella in primo piano, si ritagliano dal fondo verde scuro e brillano di luce chiara. La prospettiva aerea descrive il paesaggio sul fondo che si intravede in centro sopra la donna che si bagna nel laghetto. Pennellate larghe e veloci, e indefinite. L O S P A Z I O La profondità è suggerita dalla sovrapposizione dei corpi e dalla diminuzione della loro dimensione in profondità. L A C O M P O S I Z I O N E. D I V E R S I T R I A N G O L I C O M P O S I T I V I S I O S S E R V A N O N E L G R U P P O D I F I G U R E M O L T O R I N A S C I M E N T A L E La composizione ha un centro ben determinato sul gruppo di figure. Inoltre sull’asse di simmetria centrale, il gruppo risulta molto equilibrato. Da notare, in primis, la triangolazione che contiene l’intero gruppo. IMPRESSIONISMO E MONET. L’impressionismo è un movimento pittorico nato a Parigi nella seconda metà dell’800. Nasce ufficialmente il 15 aprile 1874 in occasione della mostra tenuta nello studio del fotografo Nadar da un gruppo di artisti respinti dal Salon di Parigi, il tempio della pittura ufficiale. La mostra ha un esito disastroso e provoca feroci polemiche. Ispirandosi al titolo del dipinto Impression, soleil levant di Claude Monet, il critico d’arte Louis Leroy definisce ironicamente questi pittori impressionisti. Gli impressionisti lasciano gli atelier per lavorare
all’aperto nelle campagne, nelle periferie, nelle piazze. Utilizzano cavalletti portatili e colori a olio in tubetti, fabbricati per la prima volta in questi anni. Lo scopo è cogliere l’impressione visiva della realtà; da qui la necessità di un’esecuzione rapida, senza disegno preliminare, senza ritocchi e sfumature. Il fondamento della tecnica impressionista è lo studio della luce e del colore; per conferire la massima luminosità ai dipinti gli impressionisti accostano direttamente sulla tela i colori puri; aboliscono l’uso del nero per realizzare le ombre, che vengono rese combinando diversi colori. Spesso gli impressionisti rappresentano il medesimo soggetto in diversi momenti del giorno per mostrare come la luce, nel suo continuo divenire, trasformi cose e colori. Impressione, levar del sole è un olio su tela dipinto nel 1872 da Claude Monet. Il titolo del quadro darà il nome alla corrente artistica dell’impressionismo, movimento che nella seconda metà dell’800 rivoluziona il linguaggio pittorico aprendo nuove strade espressive. Claude Monet trascorre l’adolescenza a Le Havre per trasferirsi a Parigi nel 1859, dove conosce alcuni dei pittori che daranno vita all’impressionismo: Camille Pissarro, Pierre-Auguste Renoir e Alfred Sisley. Ispirandosi alla pittura di Édouard Manet, Claude inizia a dipingere il paesaggio fluviale della Senna utilizzando la tecnica dell’en plein air. Ogni quadro cioè viene realizzato durante sessioni di pittura all’aria aperta. Tornato in Francia dopo un viaggio in Inghilterra e in Olanda, si ferma a Le Havre: ispirandosi al paesaggio che vede realizza Impressione, levar del sole. Il soggetto del quadro è l’alba nel porto di Le Havre. Monet abbandona i volumi e i dettagli a favore della luminosità e dell’immediatezza percettiva della scena: ciò che si vuol rendere è l’atmosfera, la foschia mattutina, l’evanescenza del paesaggio all’orizzonte. Attraverso tonalità fredde, azzurre e verdi, tutto appare smaterializzato e dissolto. I contorni sono incerti e sfumati: il molo di Le Havre, le ciminiere in lontananza e la banchina si fondono con le striature del cielo. Il sole si staglia nella parte alta del quadro, leggermente sulla destra, e sembra galleggiare in uno spazio dove si confondono cielo e mare; il suo cerchio arancio è l’unica figura riconoscibile e ben definita. I suoi raggi si riflettono nell’acqua tremula, dove si intravedono le silohuette dei pescatori e delle barchette in primo piano; queste figure non sono altro che macchie di colore, rese con rapide pennellate scure CATTEDRALE DI ROUEN.
EDGAR DEGAS predilige temi ispirati alla vita parigina di tutti i giorni, i caffè, gli spettacoli, le ballerine e teatri. Degas scelse il dipinto come strumento per esprimere l’epicità del contemporaneo. Come Manet fu un accorto osservatore e un abile disegnatore. A differenza però del pittore impressionista Degas non lavorava an plain ear ma dentro l’atelier, per valorizzare la fugacità dell’impressione, dove la memoria collabora con l’immaginazione. CLASSE DI DANZA. La classe di danza è un dipinto a olio su tela realizzato da Edgar Degas a partire dal 1873. La classe di danza ritrae un gruppo di ballerine dopo la lezione: alcune sono raggruppate intorno al pianoforte e danno le spalle all’osservatore; dalla parte opposta della sala un secondo gruppo a riposo si accalca in un angolo, intento a osservare il maestro Jules Perrot; il maestro si trova al centro della sala e dà il tempo battendo il bastone a terra. Lungo la parete più lunga, i passi aggraziati di altre ballerine fanno da raccordo tra i due gruppi statici. La luce è diffusa ma spiccano la luminosità dei tutù e l’evanescenza dei tessuti di raso; i passaggi cromatici dal bianco dei costumi al rosa della pelle sono tratteggiati con estrema delicatezza. La scena è costruita secondo una prospettiva diagonale tipica di molti quadri di Degas; l’inquadratura è decentrata, le linee oblique del parquet allungano lo spazio e guidano lo sguardo dello spettatore in profondità. Un enorme specchio riflette la finestra aperta che si trova sulla parete opposta: la città entra così nella stanza, il cui spazio si dilata al di là dello scorcio visibile. Degas non sceglie il momento ufficiale dell’esibizione a teatro, ma preferisce sorprendere le ballerine nel momento di rilascio della concentrazione dopo lo sforzo fisico della lezione di danza; tutta la scena ha l’immediatezza di una foto istantanea. Passata da una collezione privata all’altra, La classe di danza approda al Museo
del Louvre di Parigi nel 1911. L’opera è conservata al Musée d’Orsay di Parigi dal 1986. L’ASSENZIO. L’Assenzio è un dipinto ad olio su tela realizzato nel 1876 da Edgar Degas. La scena dipinta ne L’ assenzio si svolge in un bistrot di Parigi; i protagonisti sono due bevitori d’assenzio, liquore demonizzato in questi anni perché considerato responsabile della diffusione dell’alcolismo nelle classi popolari. L’uomo e la donna, un clochard e una prostituta, sono seduti a un tavolo, chiusi in un silenzioso isolamento. Degas non cerca di fare denuncia sociale, ma vuole solamente cogliere un momento di vita reale e fermarlo, come in una foto istantanea scattata dal tavolo vicino. La prospettiva obliqua dei tavoli procede a zig zag e suggerisce la profondità dello spazio: lo sguardo dello spettatore viene così guidato dal primo piano verso il fondo dove sta la prostituta. Diversamente da altri impressionisti che sfuocano il disegno nel colore, ne L’Assenzio Degas tratteggia le figure umane con una decisa linea di contorno. L’inquadratura è inconsueta: i due protagonisti sono infatti spostati sulla destra della scena, come a sottolineare la loro marginalità sociale. L’assenzio si trova oggi al Musée D’Orsay a Parigi.