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Incendi sicurezza sui luoghi ed edifici, Guide, Progetti e Ricerche di Impianti Industriali e Sicurezza sul lavoro

domande e risposte incendi sicurezza luoghi e strutture

Tipologia: Guide, Progetti e Ricerche

2019/2020

Caricato il 02/07/2020

vincegiardi66
vincegiardi66 🇮🇹

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1.All'aumentare della temperatura, entrano in crisi i materiali costruttivi per:
A Per disgregazione, come nel caso dei conglomerati cementizi, per decisa riduzione della resistenza
meccanica, come nel caso dell'acciaio e dei laterizi forati delle murature, per combustione, come nel caso
del legno
B Per disgregazione come nel caso dell'acciaio e dei laterizi forati delle murature, per decisa riduzione della
resistenza meccanica, come nel dei conglomerati cementizi, per combustione, come nel caso del legno
C Per disgregazione come nel caso dei conglomerati cementizi e dei laterizi forati delle murature, per decisa
riduzione della resistenza meccanica, come nel caso dell'acciaio, per combustione, come nel caso del legno
D Per disgregazione come nel caso dell'acciaio per decisa riduzione della resistenza meccanica, come nel
caso dei conglomerati cementizi e dei laterizi forati delle murature, per combustione, come nel caso del
legno
2.Campo di applicazione del gesso, sia come intonaco sia come pannelli di rivestimento, è quello
della protezione dal fuoco delle strutture. Perché?
A - Il gesso sottoposto all'azione del fuoco non supera la temperatura di 200°C finché tutta l'acqua di
cristallizzazione non è stata allontanata rallentando la trasmissione del calore.
B - L'azione del fuoco migliora la resistenza termica del gesso, rallentando la trasmissione del calore.
C - L'azione del fuoco riduce la conduttività termica del gesso, rallentando la trasmissione del calore.
D - Il gesso, sottoposto all'azione del fuoco, diventa più compatto e rallenta la trasmissione del calore.
3. Che cosa è la Combustione?
A E' una reazione chimica di carbonatazione che sviluppa solo energia termica.
B E' una reazione chimica di ossidazione che sviluppa solo energia termica.
C E' una reazione chimica di carbonatazione che sviluppa energia termica, gas e fumo, energia luminosa.
D E' una reazione chimica di ossidazione che sviluppa energia termica, gas e fumo, energia luminosa.
4. Che cosa si intende per approccio prestazionale?
A - L'approccio prestazionale consente di definire soluzioni le cui caratteristiche di sicurezza nei riguardi
dell'incendio sono buone ma non equivalenti a quelle delle soluzioni imposte dall'approccio prescrittivo.
B - L'approccio prestazionale consente di definire soluzioni le cui caratteristiche di sicurezza nei riguardi
dell'incendio garantiscono elevate prestazioni.
C - L'approccio prestazionale consente di definire soluzioni le cui caratteristiche di sicurezza nei riguardi
dell'incendio garantiscono buone prestazioni ma non rispettano gli standard della CE.
D - L'approccio prestazionale consente di definire soluzioni le cui caratteristiche di sicurezza nei riguardi
dell'incendio sono equivalenti a quelle delle soluzioni imposte dall'approccio prescrittivo.
5. Che cosa si intende per capacità di compartimentazione (DM 09/03/2007) ?
A Attitudine di un elemento costruttivo a conservare, sotto l'azione del fuoco, oltre alla resistenza
meccanica a freddo, un sufficiente isolamento termico ed una sufficiente tenuta ai fumi e ai gas caldi della
combustione, benché tutte le altre prestazioni se richieste.
B Attitudine di un elemento costruttivo a conservare, sotto l'azione del fuoco, oltre alla propria stabilità, un
sufficiente isolamento termico ed una sufficiente tenuta ai fumi e ai gas caldi della combustione, nonché
tutte le altre prestazioni se richieste.
C Attitudine di un elemento costruttivo a conservare, sotto l'azione del fuoco, la propria stabilità e un
sufficiente isolamento termico.
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1.All'aumentare della temperatura, entrano in crisi i materiali costruttivi per:

A Per disgregazione, come nel caso dei conglomerati cementizi, per decisa riduzione della resistenza meccanica, come nel caso dell'acciaio e dei laterizi forati delle murature, per combustione, come nel caso del legno B Per disgregazione come nel caso dell'acciaio e dei laterizi forati delle murature, per decisa riduzione della resistenza meccanica, come nel dei conglomerati cementizi, per combustione, come nel caso del legno C Per disgregazione come nel caso dei conglomerati cementizi e dei laterizi forati delle murature, per decisa riduzione della resistenza meccanica, come nel caso dell'acciaio, per combustione, come nel caso del legno D Per disgregazione come nel caso dell'acciaio per decisa riduzione della resistenza meccanica, come nel caso dei conglomerati cementizi e dei laterizi forati delle murature, per combustione, come nel caso del legno

2.Campo di applicazione del gesso, sia come intonaco sia come pannelli di rivestimento, è quello

della protezione dal fuoco delle strutture. Perché?

A - Il gesso sottoposto all'azione del fuoco non supera la temperatura di 200°C finché tutta l'acqua di cristallizzazione non è stata allontanata rallentando la trasmissione del calore. B - L'azione del fuoco migliora la resistenza termica del gesso, rallentando la trasmissione del calore. C - L'azione del fuoco riduce la conduttività termica del gesso, rallentando la trasmissione del calore. D - Il gesso, sottoposto all'azione del fuoco, diventa più compatto e rallenta la trasmissione del calore.

3. Che cosa è la Combustione?

A E' una reazione chimica di carbonatazione che sviluppa solo energia termica.

B E' una reazione chimica di ossidazione che sviluppa solo energia termica.

C E' una reazione chimica di carbonatazione che sviluppa energia termica, gas e fumo, energia luminosa.

D E' una reazione chimica di ossidazione che sviluppa energia termica, gas e fumo, energia luminosa.

4. Che cosa si intende per approccio prestazionale?

A - L'approccio prestazionale consente di definire soluzioni le cui caratteristiche di sicurezza nei riguardi dell'incendio sono buone ma non equivalenti a quelle delle soluzioni imposte dall'approccio prescrittivo. B - L'approccio prestazionale consente di definire soluzioni le cui caratteristiche di sicurezza nei riguardi dell'incendio garantiscono elevate prestazioni. C - L'approccio prestazionale consente di definire soluzioni le cui caratteristiche di sicurezza nei riguardi dell'incendio garantiscono buone prestazioni ma non rispettano gli standard della CE. D - L'approccio prestazionale consente di definire soluzioni le cui caratteristiche di sicurezza nei riguardi dell'incendio sono equivalenti a quelle delle soluzioni imposte dall'approccio prescrittivo.

5. Che cosa si intende per capacità di compartimentazione (DM 09/03/2007)?

A Attitudine di un elemento costruttivo a conservare, sotto l'azione del fuoco, oltre alla resistenza meccanica a freddo, un sufficiente isolamento termico ed una sufficiente tenuta ai fumi e ai gas caldi della combustione, benché tutte le altre prestazioni se richieste. B Attitudine di un elemento costruttivo a conservare, sotto l'azione del fuoco, oltre alla propria stabilità, un sufficiente isolamento termico ed una sufficiente tenuta ai fumi e ai gas caldi della combustione, nonché tutte le altre prestazioni se richieste. C Attitudine di un elemento costruttivo a conservare, sotto l'azione del fuoco, la propria stabilità e un sufficiente isolamento termico.

D Attitudine di un elemento costruttivo a conservare, sotto l'azione del fuoco, la propria stabilità e una sufficiente tenuta ai gas e ai fumi caldi della combustione.

6. Che cosa si intende per comportamento al fuoco?

A - Insieme di trasformazioni chimiche e fisiche di un materiale o di un elemento da costruzione sottoposto all'azione del fuoco. Il comportamento al fuoco comprende la resistenza meccanica degli elementi costruttivi. B - Insieme di trasformazioni chimiche e fisiche di un materiale o di un elemento da costruzione sottoposto ad uno scenario di incendio naturale. Il comportamento al fuoco comprende la resistenza al fuoco degli elementi costruttivi e la reazione al fuoco dei materiali. C - Insieme di trasformazioni chimiche e fisiche di un materiale o di un elemento da costruzione sottoposto all'azione del fuoco. Il comportamento al fuoco comprende la resistenza al fuoco degli elementi costruttivi e la reazione al fuoco dei materiali. D - Insieme di trasformazioni chimiche e fisiche di un materiale o di un elemento da costruzione sottoposto ad uno scenario di incendio nominale. Il comportamento al fuoco comprende la resistenza meccanica degli elementi costruttivi e la resistenza al fuoco dei materiali.

7. Che cosa si intende per Distanza di protezione?

A Valore minimo, stabilito dalla norma, delle distanze misurate orizzontalmente tra il perimetro in pianta di ciascun elemento pericoloso di un'attività e il perimetro del più vicino fabbricato esterno alla attività stessa. B Valore minimo, stabilito dalla norma, delle distanze misurate orizzontalmente tra il perimetro in pianta di ciascun elemento pericoloso di un'attività e il perimetro del più vicino fabbricato esterno alla attività stessa o di altre opere pubbliche o private oppure rispetto ai confini di aree edificabili verso le quali tali distanze devono essere osservate. C Valore minimo, stabilito dalla norma, delle distanze misurate orizzontalmente tra i rispettivi perimetri in pianta dei vari elementi pericolosi di un'attività. D Valore minimo, stabilito dalla norma, delle distanze misurate orizzontalmente tra il perimetro in pianta di ciascun elemento pericoloso di un'attività e la recinzione (ove prescritta) ovvero il confine dell'area su cui sorge l'attività stessa.

8. Che cosa si intende per Distanza di sicurezza interna'?

A Valore minimo, stabilito dalla norma, delle distanze misurate orizzontalmente tra il perimetro in pianta di ciascun elemento pericoloso di un'attività e il perimetro del più vicino fabbricato esterno alla attività stessa. B Valore minimo, stabilito dalla norma, delle distanze misurate orizzontalmente tra il perimetro in pianta di ciascun elemento pericoloso di un'attività e il perimetro del più vicino fabbricato esterno alla attività stessa o di altre opere pubbliche o private oppure rispetto ai confini di aree edificabili verso le quali tali distanze devono essere osservate. C Valore minimo, stabilito dalla norma, delle distanze misurate orizzontalmente tra i rispettivi perimetri in pianta dei vari elementi pericolosi di un'attività. D Valore minimo, stabilito dalla norma, delle distanze misurate orizzontalmente tra il perimetro in pianta di ciascun elemento pericoloso di un'attività e la recinzione (ove presente) ovvero il confine dell'opera dell'area su cui sorge l'attività stessa.

9. Che cosa si intende per esplosione?

A - Una reazione endotermica che parte dal nucleo del combustibile e lentamente si propaga verso l'esterno. B - Una reazione di ossidazione che parte dal nucleo del combustibile e lentamente si propaga verso

C - La temperatura in corrispondenza della quale un liquido infiammabile emette vapori in quantità tale che miscelati con l'aria possono incendiarsi in presenza di una fiamma. D - La temperatura in corrispondenza della quale un gas infiammabile emette vapori in quantità tale che miscelati con l'aria possono incendiarsi in presenza di una fiamma.

15. Come definisce "Altezza di piano" il D.M. 09-03-2007?

A - Altezza massima tra il soffitto del piano e il pavimento del piano sovrastante B - Altezza massima tra il soffitto del piano e l'intradosso del soffitto del piano sovrastante C - Altezza massima tra il pavimento e l'intradosso del soffitto D - Altezza massima tra il pavimento e il pavimento del piano sovrastante

16. Come definisce il Carico d'incendio il DM 09/03/2007?

A - Potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio, corretto in base ai parametri indicativi della partecipazione alla combustione dei singoli materiali [J]. B - Potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio, corretto in base ai parametri indicativi della partecipazione alla combustione dei singoli materiali [MJ/mq]. C - Potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio, corretto in base ai parametri indicativi della partecipazione alla combustione dei singoli materiali [Cal]. D - Potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio, corretto in base ai parametri indicativi della partecipazione alla combustione dei singoli materiali [MJ].

17. Come definisce l'Altezza ai fini antincendio degli edifici civili il D.M. 09-03-2007?

A - Altezza massima misurata dalla gronda dell'edifico al livello del piano esterno più basso B - Altezza massima misurata dal livello inferiore dell'apertura più alta dell'ultimo piano al livello del piano esterno più basso C - Altezza massima misurata dal livello inferiore dell'apertura più alta dell'ultimo piano abitabile e/o agibile, escluse quelle dei vani tecnici, al livello del piano esterno più basso D - Altezza massima misurata dal colmo dell'edificio al livello del piano esterno più basso

18. Come può avvenire lo spegnimento dell'incendio?

A - Isolando il combustibile, impedendo il miscelarsi di combustibile con il comburente, portando i valori della miscela al di fuori del campo di infiammabilità. B - Isolando il comburente, impedendo il miscelarsi di combustibile con il comburente, portando i valori della miscela al di fuori del campo di infiammabilità. C - Eliminando l'innesco, impedendo il miscelarsi di combustibile con il comburente, portando i valori della miscela al di fuori del campo di infiammabilità. D - Eliminando l'innesco, portando i valori della miscela al di fuori del campo di infiammabilità.

19. Come si classificano gli incendi in relazione allo stato fisico del materiale combustibile?

A - Incendio di classe A: relativo ai materiali solidi; di classe B: relativo ai liquidi infiammabili; di classe C: relativo ai gas infiammabili; di classe D: relativo ai metalli combustibili. B - Incendio di classe A: relativo ai materiali solidi; di classe B: relativo ai liquidi infiammabili; di classe C: relativo ai metalli combustibili. C - Incendio di classe A: relativo ai materiali solidi; di classe B: relativo ai liquidi infiammabili; di classe C: relativo ai gas infiammabili. D - Incendio di classe A: relativo ai materiali solidi; di classe B: relativo ai liquidi infiammabili; di classe C: relativo alle polveri infiammabili; di classe D: relativo ai metalli combustibili.

20. Come si classificano i combustibili?

A - Solidi, liquidi e gassosi B - Solidi e liquidi C - Solidi e gassosi D - Solidi liquidi e aeriformi

21. Come si classificano le curve d'incendio di progetto?

A Curve nominali e curve ingegneristiche B Curve nominali e curve naturali C Curve nominali, curve naturali e curve ingegneristiche D Curve normali, curve naturali e curve analitiche

22. Come si definisce il Carico d'incendio specifico secondo il DM 09/03/2007?

A Carico d'incendio riferito alla unità di superficie lorda [MJ/m2] B Carico d'incendio riferito alla unità di superficie lorda [J/m2] C Carico d'incendio riferito alla unità di superficie lorda [Cal/m2] D Carico d'incendio riferito alla unità di superficie lorda [Mj/cm2]

23. Come si definisce la scala a prova di fumo interna?

A - Scala avente accesso per ogni piano mediante porte e di resistenza al fuoco almeno RE predeterminata e dotate di congegno di auto-chiusura da spazio scoperto o da disimpegno aperto per almeno un lato su spazio scoperto dotato di parapetto a giorno. B - Scala in vano costituente compartimento antincendio avente accesso per ogni piano da disimpegno aperto per almeno un lato su spazio scoperto dotato di parapetto a giorno. C - Scala in vano costituente compartimento antincendio avente accesso per ogni piano mediante porte di resistenza al fuoco almeno RE predeterminata e dotate di congegno di auto-chiusura da spazio scoperto o da disimpegno aperto per almeno un lato su spazio scoperto dotato di parapetto a giorno. D - Scala in vano costituente compartimento antincendio avente accesso, per ogni piano, da filtro a prova di fumo.

24. Come si definisce la scala di sicurezza esterna?

C - Tre procedure: valore orientativo per attività, valore orientativo per arredo e/o valore orientativo per merci in deposito, valore orientativo materiale. D - Due procedure: valore orientativo per attività, valore orientativo per arredo e/o valore orientativo per merci in deposito.

28. Cosa indica l'acronimo REI?

A - R (resistenza) attitudine a conservare la capacità di portare i carichi di esercizio per un tempo predefinito; E (tenuta) attitudine ad impedire il passaggio di fumo e fiamme per un tempo predefinito; I (isolamento) attitudine a limitare la trasmissione del calore per un tempo indefinito (T=250°C) B - R (resistenza) attitudine a conservare la capacità di portare i carichi di esercizio per un tempo predefinito; E (tenuta) attitudine ad impedire il passaggio di fumo e fiamme per un tempo indefinito; I (isolamento) attitudine a limitare la trasmissione del calore per un tempo predefinito (T=250°C) C - R (resistenza) attitudine a conservare le caratteristiche meccaniche per un tempo predefinito; E (tenuta) attitudine ad impedire il passaggio di fumo e fiamme per un tempo predefinito; I (isolamento) attitudine a limitare la trasmissione del calore per un tempo predefinito (T=150°C) D - R (resistenza) attitudine a conservare la capacità di portare i carichi di esercizio per un tempo predefinito; E (tenuta) attitudine ad impedire il passaggio di fumo e fiamme per un tempo predefinito; I (isolamento) attitudine a limitare la trasmissione del calore per un tempo predefinito (T=250°C)

29. Cosa si intende per Distanza di Sicurezza Esterna?

A) Valore minimo, stabilito dalla norma, della distanza misurata orizzontalmente tra i rispettivi perimetri in pianta dei vari elementi pericolosi di una attività; B) Valore minimo, stabilito dalla norma, della distanza misurata orizzontalmente tra il perimetro in pianta di ciascun elemento pericoloso di una attività e il perimetro del più vicino fabbricato esterno alla attività stessa; C) Valore minimo, stabilito dalla norma, della distanza misurata orizzontalmente tra il perimetro in pianta di ciascun elemento pericoloso di una attività e la recinzione (ove prescritta) ovvero il confine dell'area su cui sorge l'attività stessa; D) Valore minimo, stabilito dalla norma, della distanza misurata orizzontalmente tra il perimetro in pianta di ciascun elemento pericoloso di una attività e il perimetro del più vicino fabbricato esterno alla attività stessa o di altre opere PP.BB. o private oppure rispetto ai confini di aree edificabili verso le quali tali distanze devono essere osservate;

30. Cosa si intende per Distanza di Sicurezza Esterna?

A - Valore minimo, stabilito dalla norma, della distanza misurata orizzontalmente tra il perimetro in pianta di ciascun elemento pericoloso di una attività e il perimetro del più vicino fabbricato esterno alla attività stessa. B - Valore minimo, stabilito dalla norma, della distanza misurata orizzontalmente tra i rispettivi perimetri in pianta dei vari elementi pericolosi di una attività. C - Valore minimo, stabilito dalla norma, della distanza misurata orizzontalmente tra il perimetro in pianta di ciascun elemento pericoloso di una attività e la recinzione, ove prevista, ovvero il confine dell'area su cui sorge l'attività stessa. D - Valore minimo, stabilito dalla norma, della distanza misurata orizzontalmente tra il perimetro in pianta di ciascun elemento pericoloso di una attività e il perimetro del più vicino fabbricato esterno alla attività stessa o di altre opere pubbliche o private oppure rispetto ai confini di aree edificabili verso le quali tali distanze devono essere osservate.

31. Cosa si intende per Flash over?

A - Il flash-over è la massima temperatura che si raggiunge nell'incendio. B - Il flash-over è una condizione di incendio generalizzato e rappresenta il culmine della fase dell'estensione dell'incendio. C - Il flash-over è una condizione di incendio generalizzato e rappresenta il culmine della fase di sviluppo dell'incendio. D - Il flash-over è una condizione di incendio generalizzato e rappresenta l'inizio della fase del declino dell'incendio.

32. Cosa si intende per luogo sicuro?

A - Compartimento antincendio - separato da altri compartimenti mediante spazio scoperto o filtri a prova di fumo. B - Spazio scoperto ovvero compartimento antincendio - separato da altri compartimenti mediante spazio scoperto avente caratteristiche idonee a ricevere e contenere un predeterminato numero di persone. C - Spazio scoperto ovvero compartimento antincendio - separato da altri compartimenti mediante spazio scoperto o filtri a prova di fumo - avente caratteristiche idonee a ricevere e contenere un predeterminato numero di persone (luogo sicuro statico), ovvero a consentirne il movimento ordinato (luogo sicuro dinamico). D - Spazio scoperto avente caratteristiche idonee a ricevere e contenere un predeterminato numero di persone (luogo sicuro statico), ovvero a consentirne il movimento ordinato (luogo sicuro dinamico).

34. Durante L'incendio le molecole di ossigeno si combinano con gli atomi del combustibile. Ad

esempio con il carbonio dando luogo:

A A molecole di Ossido di Carbonio (CO), di anidride carbonica (CO2) e di composti più complessi e non meno pericolosi per la vita umana. B A molecole di Ossido di Carbonio (CO), e di composti più complessi e non meno pericolosi per la vita umana. C A molecole di Ossido di Carbonio (CO), di anidride carbonica (CO2) e di composti più complessi ma non pericolosi per la vita umana. D A molecole di Ossido di Carbonio (CO), e di composti più complessi ma meno pericolosi per la vita umana.

35. I criteri per determinare la REI da adottare sono:

A - Regole tecniche di prevenzione incendi; Metodi analitici; Metodo tabellare. B - Metodi analitici; Approccio ingegneristico; Metodo tabellare. C - Regole tecniche di prevenzione incendi; Approccio ingegneristico; Metodo tabellare. D - Regole tecniche di prevenzione incendi; Approccio ingegneristico; Metodi analitici; (Metodo tabellare).

36. I criteri progettuali delle vie di fuga sono da individuarsi:

A Nel tempo necessario per percorrere le vie di fuga, nel sistema di identificazione continua delle vie di fuga, nel sistema di protezione attiva e passiva delle vie di fuga. B Nelle dimensioni e geometria delle vie di fuga, nel tempo necessario per percorrere le vie di fuga, nel

42. In caso di incendio le alte temperature cosa provocano nelle strutture murarie?

A Formazione di ponti termici con gli ambienti confinanti B La cottura delle pietre con conseguenti crolli parziali o totali C Nessuna conseguenza dal punto di vista statico D La cottura delle pietre con conseguenti miglioramenti meccanici

43. In quali casi l'incendio determina benefici per l'uomo?

A Mai B Soltanto quando un'opera edilizia si deve ristrutturare. C Quando consente di portare alla luce, strutture antiche di valenza storica e culturale. D Soltanto quando un'opera edilizia si deve demolire.

44. In quante e quali categorie possono essere distinte le fonti di innesco?

A - Tre: accensione indiretta, autocombustione; attrito. B - Tre: accensione diretta, autocombustione; attrito. C - Quattro: accensione diretta, accensione indiretta, autocombustione; attrito. D - Quattro: accensione diretta, accensione indiretta, combustione interna; attrito.

45. In quanti e quali casi è utilizzabile l'approccio ingegneristico, secondo il D:M: 09-05-07?

A - Per tre tipologie edilizie:insediamento di tipo complesso o a tecnologia avanzata; edifici di particolare rilevanza architettonica e/o costruttiva; edifici pregevoli per arte o storia. B - Per tre tipologie edilizie:insediamento di tipo complesso o a tecnologia avanzata; edifici di particolare rilevanza architettonica e/o costruttiva; edifici industriali complessi. C - Per quattro tipologie edilizie:insediamento di tipo complesso o a tecnologia avanzata; edifici di particolare rilevanza architettonica e/o costruttiva; edifici pregevoli per arte o storia; edifici ubicati in ambiti urbanistici di particolare specificità. D - Per quattro tipologie edilizie:insediamento di tipo complesso o a tecnologia avanzata; edifici di particolare rilevanza architettonica e/o costruttiva; edifici pregevoli per arte o storia, edifici industriali complessi.

46. In quanti e quali gruppi si classificano gli interventi passivi?

A Tre: Resistenza al fuoco predefinita, Compartimentazione, sistema di vie di fuga B Tre: Reazione al fuoco predefinita, Compartimentazione, sistema di vie di fuga C Quattro: Resistenza al fuoco predefinita, Reazione al fuoco predefinita, Compartimentazione, sistema di vie di fuga D Quattro: Resistenza al fuoco predefinita, Evacuazione dei fumi predefinita, Compartimentazione, sistema di vie di fuga

47. In termini generali, si definisce combustione:

A - Ogni reazione chimica relativamente veloce, a carattere endotermico, che si sviluppa in fase gassosa, o eterogenea, con o senza manifestazioni, quali fiamme e radiazioni visibili. B - Ogni reazione chimica relativamente lenta, a carattere esotermico, che si sviluppa in fase gassosa, o eterogenea, con o senza manifestazioni, quali fiamme e radiazioni visibili. C - Ogni reazione chimica relativamente veloce, a carattere esotermico, che si sviluppa in fase gassosa, o eterogenea, con o senza manifestazioni, quali fiamme e radiazioni visibili. D - Ogni reazione chimica relativamente lenta, a carattere endotermico, che si sviluppa in fase gassosa, o eterogenea, con o senza manifestazioni, quali fiamme e radiazioni visibili.

48. In un incendio i prodotti della combustione sono:

A - Il calore e il gas generato dalla combustione. B - La fiamma e il gas generato dalla combustione. C - Il calore e la fiamma. D - Il calore, la fiamma, e il gas generato dalla combustione.

49. In un pilastro in legno con sezione 300x300 mm, per t= 60 min di esposizione allo scenario

d'incendio della curva nominale standard, risulta,nell'ipotesi che l'incendio investe le quattro

facce del pilastro (beta=0,7 mm/min), con la sezione ridotta a caldo vale:

A 56650 mmq B 76650 mmq C 66650 mmq D 46650 mmq

50. In una parete in c.a., con una sola faccia esposta all'incendio, la legge (teta)=f(t) si può

esprimere con la relazione (teta)=K1 ln t-K2, dove:

A K1 e K2 variano con la distanza s dalla faccia esposta dell'incendio B K1 e K2 sono due costanti C K1 è una costante, K2 varia con lo spessore s della parete D K1 e K2 variano con lo spessore s della parete

51. In una pilastro in c.a., con quattro facce esposte all'incendio, la legge teta=f(t) si può

esprimere con la relazione teta=K1+K2 ln mu dove:

A K1 e K2 sono funzione del tempo di esposizione dell'incendio B K1 e K2 sono due costanti C K1 e K2 sono funzione della qualità del calcestruzzo D K1 e K2 sono funzione del rapporto di massività del pilastro

52. In una pilastro in c.a., con quattro facce esposte all'incendio, la legge teta=f(t) si può

esprimere con la relazione teta=K1+K2 ln mu dove:

C Indipendenti dal tipo di combustibile solido D Indipendenti dal tipo di combustibile liquido

57. Nell'approccio analitico per il dimensionamento del sistema di vie di fuga si utilizza la

relazione:

A - n=A/Cd nella quale n=larghezza del sistema espresso in metri; A=affollamento; Cd=capacità di deflusso B - n=A/Cd nella quale n=larghezza del sistema espresso in moduli; A=affollamento; Cd=capacità di deflusso C - n=A/Cd nella quale n=larghezza del sistema espresso in millimetri; A=affollamento; Cd=capacità di deflusso D - n=A/Cd nella quale n=larghezza del sistema espresso in centimetri; A=affollamento; Cd=capacità di deflusso

58. Nell'opera di architettura come devono essere espresse le valenze della sicurezza?

A Con differenti livelli prestazionali in funzione del comfort richiesto per la resistenza meccanica. B Con livelli prestazionali massimi per la resistenza al fuoco, la praticabilità delle vie di fuga in condizioni di sicurezza per la resistenza meccanica. C Con livelli prestazionali opportuni per la resistenza al fuoco, la praticabilità delle vie di fuga in condizioni di sicurezza per la resistenza meccanica. D Con differenti livelli prestazionali in funzione del comfort richiesto per la resistenza al fuoco e la praticabilità delle vie di fuga.

59. Nella legge di variazione della temperatura nel materiale c.a. in funzione del tempo di

esposizione all'incendio normalizzato, la temperatura è funzione di:

A - Condizione di esposizione all'incendio; caratteristiche fisiche del materiale. B - Caratteristiche fisiche del materiale; dimensioni dell'elemento strutturale. C - Condizioni di esposizione all'incendio; caratteristiche fisiche del materiale, dimensioni dell'elemento strutturale. D - Condizioni di esposizione all'incendio; dimensioni dell'elemento strutturale.

60. Nella prevenzione incendi per interventi attivi si intende:

A - Insieme degli interventi che aggrediscono in modo passivo le fiamme. B - Insieme degli interventi che aggrediscono in modo attivo le fiamme. C - Insieme degli interventi messi in atto prima dello scoppio dell'incendio. D - Insieme degli interventi messi in atto dopo lo scoppio dell'incendio.

61. Nella prevenzione incendi per interventi passivi si intende:

A) Insieme degli interventi messi in atto PRIMA dello scoppio dell'incendio; B) Insieme degli interventi messi in atto DOPO dello scoppio dell'incendio;

C) Insieme degli interventi che aggrediscono in modo PASSIVO le fiamme; D) Insieme degli interventi che aggrediscono in modo ATTIVO le fiamme;

62. Nella relazione per il calcolo del Carico d'incendio specifico compare il parametro mi, cosa

indica e quanto vale?

A - E' il fattore di partecipazione alla combustione dell'i-esimo materiale combustibile. Si assume 1 per il legno e gli altri materiali, 0,8 per gli altri materiali di natura cellulosica. B - E' il fattore di partecipazione alla combustione dell' i-esimo materiale combustibile. Si assume 0,8 per l'acciaio, 1 per gli altri materiali. C - E' il fattore di partecipazione alla combustione dell' i-esimo materiale combustibile. Si assume 1 per l'acciaio, 0,8 per gli altri materiali. D - E' il fattore di partecipazione alla combustione dell' i-esimo materiale combustibile. Si assume 0,8 per il legno e gli altri materiali di natura cellulosica, 1 per gli altri materiali.

63. Per capacità di deflusso si intende:

A Numero di persone che possono percorrere un modulo unitario (60 mm) in condizioni di sicurezza. B Numero di persone che possono percorrere un modulo unitario (6 m) in condizioni di sicurezza. C Numero di persone che possono percorrere un modulo unitario (6 dm) in condizioni di sicurezza. D Numero di persone che possono percorrere un modulo unitario (60 cm) in condizioni di sicurezza.

64. Per compartimentazione si intende:

A - Parte di edificio definita al contorno da pareti d'ambito con REI predefinita. B - Edificio definito al contorno da pareti d'ambito con REI predefinita C - Parte di edificio definita al contorno da elementi costruttivi con REI predefinita. D - Edificio definito al contorno da elementi costruttivi con REI predefinita

65. Per la progettazione delle strutture in c.a. resistenti al fuoco con metodo analitico, occorre

procedere secondo quattro step, tra cui:

A Determinazione della legge di variazione della resistenza a caldo a flessione rispetto alla resistenza a freddo a flessione. Determinazione della legge di variazione della resistenza a caldo a trazione rispetto alla resistenza a freddo a trazione. B Determinazione della legge di variazione della resistenza a caldo a compressione rispetto alla resistenza a freddo a compressione. Determinazione della legge di variazione della resistenza a caldo a trazione rispetto alla resistenza a freddo a trazione. C Determinazione della legge di variazione della resistenza a caldo a taglio rispetto alla resistenza a freddo a

70. Per sistema di vie di fuga s'intende:

A - Insieme dei percorsi orizzontali idonei a garantire il collegamento con il luogo sicuro in condizioni di sicurezza. B - Insieme dei percorsi orizzontali e verticali idonei a garantire il collegamento con l'esterno in condizioni di sicurezza. C - Insieme dei percorsi orizzontali e verticali idonei a garantire il collegamento con il luogo sicuro in condizioni di sicurezza. D - Insieme dei percorsi verticali idonei a garantire il collegamento con il luogo sicuro in condizioni di sicurezza.

71. Per temperatura critica di un elemento strutturale in acciaio si intende:

A - La temperatura in corrispondenza della quale l'elemento strutturale passa dallo stato ferritico a quello austenitico. B - La temperatura in corrispondenza della quale il carico che può essere portato a caldo da un elemento strutturale risulta uguale alla metà del carico di esercizio. C - La temperatura in corrispondenza della quale si ha la crisi meccanica dell'elemento strutturale. D - La temperatura in corrispondenza della quale il carico che può essere portato a caldo da un elemento strutturale risulta uguale al carico di esercizio.

72. Per tutelare l'incolumità delle persone le strategie di prevenzione incendi da mettere in atto

riguardano:

A Modalità costruttive degli edifici, vie di fuga e uscite di sicurezza, piani di evacuazione, possibilità di portare soccorso B Modalità costruttive degli edifici, vie di fuga e uscite di sicurezza, piani di evacuazione, possibilità di portare soccorso, attuazione di ogni possibile precauzione per evitare il panico C Vie di accesso sicure per i VVF, vie di fuga e uscite di sicurezza, piani di evacuazione, possibilità di portare soccorso, attuazione di ogni possibile precauzione per evitare il panico D Modalità costruttive degli edifici, vie di accesso sicure per i VVF, piani di evacuazione, possibilità di portare soccorso, attuazione di ogni possibile precauzione per evitare il panico

73. Per valutare la stabilità al fuoco delle strutture in legno occorre conoscere i seguenti

parametri:

A - Velocità di diffusione della carbonizzazione espressa in (mm/min); variazione della temperatura della zona non carbonizzata. B - Velocità di diffusione della carbonizzazione espressa in (mm/min); variazione della temperatura della zona non carbonizzata, variazione delle caratteristiche meccaniche del legno al variare della temperatura. C - Velocità di diffusione della carbonizzazione espressa in (min/mm); variazione della temperatura della zona non carbonizzata, variazione delle caratteristiche meccaniche del legno al variare della temperatura.

D - Velocità di diffusione della carbonizzazione espressa in (min/mm); variazione della temperatura della zona non carbonizzata.

74. Qual'è l'espressione matematica della curva di incendio standard?

A - (teta)g = 35+345 log(8t+1) B - (teta)g = 25+345 log(8t+1) C - (teta)g = 20+345 log(8t+1) D - (teta)g = 30+345 log(8t+1)

75. Quale è il comportamento al fuoco delle pitture ignifughe?

A) Queste sostanze per effetto del calore subiscono una riduzione della conduttività termica rallentando la trasmissione del calore; B) Queste sostanze impregnano il materiale da proteggere ostacolando la trasmissione del calore; C) Queste sostanze per effetto del calore si trasformano in una massa avente la consistenza di una meringa; cioè di una pasta leggerissima e rigonfia; D) Per effetto del calore questa pellicola sviluppa un gas non infiammabile che, ritardando l'innalzamento di temperatura del materiale, ne migliora la stabilità al fuoco.

76. Quale è il comportamento al fuoco delle pitture intumescenti?

A) Queste sostanze per effetto del calore subiscono una riduzione della conduttività termica rallentando la trasmissione del calore; B) Queste sostanze impregnano il materiale da proteggere ostacolando la trasmissione del calore; C) Queste sostanze per effetto del calore si trasformano in una massa avente la consistenza di una meringa, cioè di una pasta leggerissima e rigonfia; D) Per effetto del calore questa pellicola sviluppa un gas non infiammabile che, ritardando l'innalzamento di temperatura del materiale, ne migliora la stabilità al fuoco.

77. Quale è l'unità di misura del REI?

A - Il tempo espresso in giorni. B - Il tempo espresso in minuti. C - Il tempo espresso in secondi. D - Il tempo espresso in ore.

78. Quali obiettivi si pone la prevenzione incendi?

A - Soltanto uno: la salvaguardia della vita umana. B - Almeno due: la conservazione dei beni materiali e la salvaguardia della vita umana C - Almeno tre: la conservazione dei beni materiali, la conservazione dei beni materiali e la salvaguardia

C Sono tre: lo sviluppo, l'estensione, il declino D Sono tre: lo sviluppo, il flash over, il declino

84. Quante e quali sono le strategie di prevenzione incendi?

A Sono tre: Limitare gli inneschi, Contenere l’incendio nella fase di Flash over, Tutelare l’incolumità delle persone B Sono due: Limitare gli inneschi, Contenere l’incendio nella fase iniziale C Sono due: Limitare gli inneschi, Tutelare l’incolumità delle persone D Sono tre: Limitare gli inneschi, Contenere l’incendio nella fase iniziale , Tutelare l’incolumità delle persone

85. Quanti sono i Livelli prestazionali di prevenzione incendi secondo il DM 09/03/2007?

A Due B Tre C Quattro D Cinque

86. Un comburente e un combustibile danno luogo alla reazione di combustione solo se si ha:

A La concentrazione del combustibile doppia di quella del comburente B La pressione necessaria ad attivare le molecole per un tempo sufficiente C La concentrazione del comburente doppia di quella del combustibile D La temperatura necessaria ad attivare le molecole per un tempo sufficiente

87. Scala di sicurezza esterna: Scala totalmente esterna, rispetto al fabbricato servito, munita di

regolamentare parapetto e di altre caratteristiche stabilite dalla norma.

88. Scala di sicurezza esterna: Le caratteristiche costruttive della scala di sicurezza esterna sono state

ulteriormente specificate con •la Regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e l’esercizio dei locali di intrattenimento e di pubblico spettacolo (D.M. 19/08/1996)

•la Regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e l’esercizio delle strutture sanitarie pubbliche e private (D.M. 18/09/2002)

89. Scala di sicurezza esterna : Scala totalmente esterna, rispetto al fabbricato servito, munita di

parapetto regolamentare e realizzata secondo i criteri sotto riportati: •i materiali devono essere di classe 0 di reazione al fuoco;

•la parete esterna dell'edificio su cui è collocata la scala, compresi gli eventuali infissi, deve possedere, per una larghezza pari alla proiezione della scala, incrementata di 2,5 m per ogni lato, requisiti di resistenza al fuoco almeno REI/EI 60.

90. Scala di sicurezza esterna: Scala totalmente esterna, rispetto al fabbricato servito, munita di

parapetto regolamentare e realizzata secondo i criteri sotto riportati: •In alternativa la scala esterna deve distaccarsi di 2,5 m dalle pareti dell'edificio e collegarsi alle porte di piano tramite passerelle protette con setti laterali, a tutta altezza, aventi requisiti di resistenza al fuoco pari a quanto sopra indicato.

91. Scala a prova di fumo: Scala in vano costituente compartimento antincendio avente accesso per ogni

piano - mediante porte di resistenza al fuoco almeno RE predeterminata e dotate di congegno di autochiusura - da spazio scoperto o da disimpegno aperto per almeno un lato su spazio scoperto dotato di parapetto a giorno.

92. Scala a prova di fumo interna: Scala in vano costituente compartimento antincendio avente

accesso, per ogni piano, da filtro a prova di fumo. Si ricorda che il filtro a prova di fumo può essere: •con camino di ventilazione di sezione non inferiore a 0,10 m

•oppure mantenuto in sovrappressione ad almeno 0,3 mbar

•oppure aerato direttamente verso l’esterno con aperture libere di superficie non inferiore ad 1 m2 con esclusione di condotti.

93. Scala protetta: Scala in vano costituente compartimento antincendio avente accesso diretto da ogni

piano, con porte di resistenza al fuoco REI predeterminata e dotate di congegno di autochiusura.

94.Scale: Tutte le scale devono essere almeno di tipo protetto; per gli edifici destinati anche in parte ad

aree di tipo D, devono essere a prova di fumo. Le scale, sia protette che a prova di fumo, devono immettere, direttamente o tramite percorsi orizzontali protetti, in luogo sicuro all’esterno dell’edificio. I filtri a prova di fumo a servizio di aree di tipo D devono avere dimensioni tali da consentire l’agevole movimentazione di letti o barelle.

95. Misure per l’evacuazione: Il percorso di esodo, misurato a partire dalla porta di ciascun locale

nonché da ogni punto dei locali ad uso comune, non può essere superiore a: -40 m per raggiungere un’uscita su luogo sicuro o su scala di sicurezza esterna;

-30 m per raggiungere un’uscita su scala protetta. Sono ammessi corridoi ciechi di lunghezza non superiore 15 m.