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Nella lezione 7, vengono introdotte due parole importanti nell'upanishad indiana che rappresentano concetti futuri. Le samhita vediche introducono relazioni tra macrocosmo e microcosmo, con particolare riferimento al rito vedico. Nell'upanishad, l'interesse si sposta sui rapporti tra l'uomo, l'individuo, il corpo e il cosmo. Queste relazioni sono tra parti del corpo e eventi cosmici, come il vento associato al respiro. Le upanishad offrono diverse vie per raggiungere il ricongiungimento con il brahman, identificato con la conoscenza (jnana). Questo processo liberatorio viene descritto come una conoscenza intuitiva che si ottiene attraverso un addestramento mentale. Il documento include testi specifici dall'upanishad, come chandoghia e braaduraniaka.
Tipologia: Appunti
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Nell'Upanishad si introducono due parole importanti per i concetti futuri in India. Le samhita vedica introducono relazioni tra macrocosmo e microcosmo specificamente nel rito vedico che simbolicamente rappresenta un'azione sul cosmo. Nell' Upanishad l'interesse si sposta su le correlazioni tra l'uomo, l'indivuo, il corpo e il cosmo. Le correlazioni sono tra parti del corpo ed eventi cosmici come il vento che è associato il respiro. Queste relazioni sono dei tentativi di dare una ratio unitaria dell'esistenza ma sono correlazioni che spesso sono assonanze in sanscrito per cui il suono rappresenta la cosa => parole che si assomigliano indicano enti che si assomigliano.
Brahman => potere della formula e il potere del sacrificio che cambia di significato nelle Upanishad. Qui si dice che ci sia un principio unificatore dell'esistenze ma è al di là del mondo delle determinazioni. L'esistente è pervaso da uno stesso spirito che non muta mai ed è puro essere indescrivibile. Il brahman diventa proprio questo spirito. A questo brahman universale corrisponde in modo individuale ognuno di noi => tutti partecipano a questo brahman e parte di questo spirito si ha nella cavità del cuore e questo spirito universale a livello individuale si chiama Atman (anima). L'atman non è pensiero o intelligenza oppure mente perchè queste attività umane non fanno parte dell'anima ma fanno parte della materia. Il brahman è uno spirito immutabile mentre i pensieri cambiano continuamente così come i sentimenti ed è per questo che sono fatti di materia. Per ottenere la liberazione bisogna ridiventare questo spirito eliminando la materia e il pensiero porta ad una perfetta beatitudine imperturbabile.
Per raggiungere questo ricongiungimento col brahman vengono nel tempo elaborate varie vie. Nelle Upanishad èidentificano questo processo liberatorio con la conoscenza = jnana (gignana). La conoscenza non è empirica o logica data dallo studio maratta di una conoscenza mistica, intuitiva che si ottiene con un addestramento per affinare le proprie facoltà mentali e abbandonarle man mano fino ad avere un'illuminazione. Lo scopo è coinvolgere tutto il nostro essere nella natura del mondo.
Upanishad, Chandoghia Un padre insegna al figlio di prendere un frutto di niagroda (tipo fico) per poi spaccarlo. Dentro c'è un grano che viene spaccato e dentro non si vede nulla. Da quel grano nasce un grande albero e qualunque sia quell'essenza che fa crescere l'albero e che non si vede nascono tutti gli esseri (brahman). Il padre chiede al figlio di buttare nell'acqua un granello di sale e poi di riprenderlo ma non era possibile perchè era sparito. L'acqua è salata quindi il granello c'è. L'universo è costituito dal atman anche se non si vede è innegabile che c'è.
Upanishad, Braaduraniaka (testi della foresta perchè è il luogo dell'ascesi e della meditazione in cui si rifugiano gli shramana => andare nella foresta voleva dire abbandonare i propri averi e dedicarsi allo yoga e alla meditazione) Si presenta la dottrina delle due vie in cui si presenta un percorso differenziato per gli uomini a seconda ci di quello che hanno fatto. La ricerca è la strada di quello che accade dopo la morte. Coloro che hanno lo jnana quindi che sanno e che venerano la fede come fosse la verità affrontano un percorso cosmico che inizia con la cremazione del corpo e ciò che resta va sempre più sù (il rito funebre indiano prevede la cremazione). Giunti nel mondo del brahman non ne escono più e si dissolvono nel brahman. La seconda via per arrivare alla liberazione si ha col sacrificio e l'elemosina e l'ascesi giungono nella dimensione dell'al di là per poi andarsene e ritornare sulla terra in un ciclo continuo. La differenza è che i primi hanno le dottrine esoteriche mentre i secondi sono quelli che seguono i riti vedici ma si dice che il sacrificio vedico non porta alla liberazione ma portano alla rinascita. Coloro che non conosconoqueste due vie rinascono come insetti o vermi.
Upanishad, Chandoghia (testo uguale al precedente con piccole aggiunte) Quando si diventa erba deve essere mangiato per diventare di nuovo uomo. Il karma ha un effetto sulla rinascita perchè chi si comporta bene può diventare una donna delle tre classi sociali più alte per gli arya (brahmano, kshatria e vaisha). Se ci si comporta male si diventa un intoccabile = chandala o un animale spregevole. Ci sono organismi che non hanno possibilità di riscatto che nascono e muoiono sempre uguali. la liberazione si può avere solo come uomini e si può rinascere anche come dei ma per essere liberati c'è bisogno di essere uomini maschi (poi ci si aprirà con le donne). Poi ci sono indicazioni etiche sul come comportarsi e il culmine si ha quando si dice che l'azione peggiore è uccidere un brhamano.
come leggere le parole coi segni diacritici
Si aggiungono segni al nostro alfabeto. I origine l'alfabeto più usato è il devanagari che ha un numero di lettere intorno alla cinquantina perchè è un alfabeto fonetico. I diacritici aiutano a moltiplicare le lettere. S con accento sopra si legge sh (shame). La c è sempre dolce e si legge ch (choice), La g è sempre dura come gatto. J si pronuncia come una g dolce. La r col puntino sotto si legge ri. La s con puntino sotto si legge sh. La m col puntino sotto è una nasale della vocale che precede.