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INFORMATICA CORSO DI ECONOMIA E COMMERCIO ANNO ACCADEMICO 2016/17. GESTIONE DATI INFORMATICI
Tipologia: Slide
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Roberto Foderà Dipartimento di Giurisprudenza Corso di laurea in Economia e commercio Anno acc. 2016/
Il modello di rappresentazione Entità-Relazione è stato proposto da P. P. Chen nel 1976 in ambito informatico allo scopo di facilitare la progettazione di una base di dati.
Mediante tale modello è possibile costruire un grafo, ossia uno schema che costituisce una fotografia del fenomeno. Ciascuno schema è il risultato della composizione logica di cinque tipi di strutture di rappresentazione che si avvalgono di regole formali e di una simbologia grafica molto semplice ma estremamente chiara. Tali strutture sono: l'entità, la relazione, l'attributo, il sottoinsieme, la gerarchia di generalizzazione.
Una entità può essere definita da un attributo composto, qualora è definibile dall’unione di due attributi (ad esempio l’indirizzo dell’abitazione di residenza).
nome attributo composto
nome dell’attributo nome dell’attributo
sottoinsieme
Una freccia rappresenta una relazione di sottoinsieme. Due unità si trovano in una relazione di sottoinsieme se ogni istanza dell’entità dipendente (detta entità figlia) è anche istanza dell’entità superiore (detta entità padre) mentre non è vero il contrario.
Un esempio di modello E-R.
Famiglia
Tipologia
Numero componenti
Individuo componente
Sesso
Titolo di studio Condizione professionale
Età
I modelli logici forniscono le regole di derivazione che permettono di passare dalla fase di livello concettuale al quella del livello realizzazione di un database, cioè per trasformare lo schema E-R nello schema delle relazioni. I modelli logici più utilizzati presentano tre strutture di relazione, e sono:
Studente (Cognome, Nome, Matricola, DataNascita)
Corso (Codice, Anno, Docente)
Docenti (Cognome, Nome, Materia) Aule (Codice, ID_Aula)
La struttura ad albero che caratterizza il modello gerarchico si basa sulla possibilità di individuare un segmento principale, il padre o la radice, dal quale dipendono n segmenti figli, che a loro volta si trasformano in padri per altri figli e così via.
A questi, in virtù della totale dipendenza dal padre, è possibile fare riferimento solo attraverso il passaggio dal nodo principale. Non è possibile dal figlio risalire al padre.
È stato proposto nel 1970 da Edgar F. Codd nel suo articolo A Relational Model for Large Shared Data Banks apparso sulla rivista Communications of the ACM. Codd metteva in risalto i limiti dei modelli utilizzati in quegli anni, ovvero i modelli reticolare e gerarchico, e in particolare il fatto che tali modelli non distinguessero il livello logico e quello fisico dei dati. Tali modelli, infatti, operavano attraverso puntatori e l'accesso ai dati avveniva sfruttando la rappresentazione fisica dei dati. Le difficoltà emergevano vuoi per una variazione nella struttura fisica, ad esempio per obsolescenza della macchina, vuoi nella copia dei dati da un elaboratore ad un altro.
Il modello relazionale opera una distinzione tra livello fisico e livello logico, ottenendo l’indipendenza dall’organizzazione fisica dei dati.
Nel modello relazionale l'accesso ai dati avviene a livello logico astraendo dalla loro rappresentazione fisica. Nonostante ciò il successo del modello relazionale è stato lento, in quanto la proprietà di indipendenza fisica dei dati rese difficile una implementazione efficiente delle basi di dati relazionali. Solo dagli anni ‘ le basi di dati relazionali sono diventate una realtà e oggi è il modello più diffuso.
Il modello relazionale può essere suddiviso in due componenti principali:
Casa Ospite RetiCasa RetiOspite Juventus Palermo 0 1 Lazio Milan 2 0 Juventus Roma 1 0 Roma Palermo 1 2
Gestione informatica dei dati Esempio ripreso da Atzeni-Ceri-Paraboschi-Torlone, Basi di dati, Capitolo 2, pp. 21-