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Introduzione all'informatica: La macchina di Turing, i sistemi binari e le reti - Prof. Me, Appunti di Elementi di Informatica

Fondamenti di informatica, libro di Mauro Mezzini

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 10/02/2020

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mariano-massidda-1 🇮🇹

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INFORMATICA DI BASE (Mauro Mezzini)
informatica
Fondamenti
Il termine "computer" deriva dal latino "computare" cioè contare;
oggi la sua traduzione è "qualcosa che fa calcoli matematici".
Alan Turing, padre dell'informatica mederna, ideò all'inizio degli anni '30 una dispositivo in gardo di eseguire qualsiasi
calcolo matematico. Il dispositivo, però, era solo teorico e solamente in seguito riuscì a realizzare dispositivi elettronici
che rispondessero perfettamente al "modello di Turing".
La MACCHINA DI TURING è, quindi, un dispositivo teorico usato per dare delle risposte a quesiti di tipo logico e
matematico e si basa sul concetto di algoritmo: per algoritmo si intende una sequenza di operazioni che permettono di
effettuare un calcolo matematico e per realizzarlo occorrono 3 operazioni elementari:
> assegnazione
> incremento ad uno
> ciclo di interazione condizionata illimitata
Le operazioni devono rispettare delle regole:
> la sequenza di operazioni deve essere finita
> deve portare a un risultato certo
> le operazioni devono essere eseguibili concretamente
> le operazioni non devono essere espresse in modo ambiguo
Se l'algoritmo è di tipo lineare può essere descritto elencando una dietro l'altra le operazioni da seguire. L'algoritmo
lineare è costituito da una sequenza di operazioni prestabilita, però capita di dover eseguire diverse operazioni, in questo
caso si utilizzano i diagrammi di flusso nei quali l'algoritmo viene rappresentato in forma grafica mediante uno schema.
Qui le fasi del processo e le differenti condzioni che devono essere rispettate sono rappresentate da blocchi in cui sono
inserite le operazini elementari. I blocchi sono collegati tra loro con linee di giunzione che definiscono i percorsi cioè le
sequenze con le quali le operazioni devono essere eseguite.
I blocchi che vengono usati più frequentemente sono:
> blocco di azione: usato per le operazioni che devono far parte di una sequenza per l'esecuzione di azioni e di calcoli.
> blocco di lettura-scrittura (input e output): viene usato per le operazioni di ingresso e uscita dati.
> blocco di controllo: usato per percorrere sequenze di istruzioni diverse, quindi avviene l'operazione di confronto.
> blocco iniziale e blocco finale: vengono usati solo per indicare il punto di partenza di un programma o un punto in
cui l'algoritmo deve arrestare il proprio processo elaborativo; in questo blocco avviene l'operazione di inizio o fine
elaborazione.
Il computer è, quindi, una macchina dotata di un dispositivo di memoria in grado di leggere dalla memoria un
programma, definito mediante un diagramma di flusso, ed è in grado di eseguire le tre operazioni elementari.
Qualunque dispositivo sappia fare ciò viene chaiamato "calcolatore universale".
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INFORMATICA DI BASE (Mauro Mezzini) informatica

  • Fondamenti Il termine "computer" deriva dal latino "computare" cioè contare; oggi la sua traduzione è "qualcosa che fa calcoli matematici". Alan Turing, padre dell'informatica mederna, ideò all'inizio degli anni '30 una dispositivo in gardo di eseguire qualsiasi calcolo matematico. Il dispositivo, però, era solo teorico e solamente in seguito riuscì a realizzare dispositivi elettronici che rispondessero perfettamente al "modello di Turing". La MACCHINA DI TURING è, quindi, un dispositivo teorico usato per dare delle risposte a quesiti di tipo logico e matematico e si basa sul concetto di algoritmo: per algoritmo si intende una sequenza di operazioni che permettono di effettuare un calcolo matematico e per realizzarlo occorrono 3 operazioni elementari:

    assegnazione incremento ad uno ciclo di interazione condizionata illimitata Le operazioni devono rispettare delle regole: la sequenza di operazioni deve essere finita deve portare a un risultato certo le operazioni devono essere eseguibili concretamente le operazioni non devono essere espresse in modo ambiguo Se l'algoritmo è di tipo lineare può essere descritto elencando una dietro l'altra le operazioni da seguire. L'algoritmo lineare è costituito da una sequenza di operazioni prestabilita, però capita di dover eseguire diverse operazioni, in questo caso si utilizzano i diagrammi di flusso nei quali l'algoritmo viene rappresentato in forma grafica mediante uno schema. Qui le fasi del processo e le differenti condzioni che devono essere rispettate sono rappresentate da blocchi in cui sono inserite le operazini elementari. I blocchi sono collegati tra loro con linee di giunzione che definiscono i percorsi cioè le sequenze con le quali le operazioni devono essere eseguite. I blocchi che vengono usati più frequentemente sono: blocco di azione: usato per le operazioni che devono far parte di una sequenza per l'esecuzione di azioni e di calcoli. blocco di lettura-scrittura (input e output): viene usato per le operazioni di ingresso e uscita dati. blocco di controllo: usato per percorrere sequenze di istruzioni diverse, quindi avviene l'operazione di confronto. blocco iniziale e blocco finale: vengono usati solo per indicare il punto di partenza di un programma o un punto in cui l'algoritmo deve arrestare il proprio processo elaborativo; in questo blocco avviene l'operazione di inizio o fine elaborazione. Il computer è, quindi, una macchina dotata di un dispositivo di memoria in grado di leggere dalla memoria un programma, definito mediante un diagramma di flusso, ed è in grado di eseguire le tre operazioni elementari. Qualunque dispositivo sappia fare ciò viene chaiamato "calcolatore universale".

  • Rappresentazione dell'informazione Ogni dispositivo è dotato di una memoria capace di memorizzare il diagramma di flusso, i dati iniziali del problema (input), i dati necessari per il calcolo e i dati finali della computazione (output). Le memorie utilizzate nei calcolatori sono di tipo elettronico, magnetico o ottico. Esiste una proprietà fisica che viene utilizzata per conservare l'informazione: nel circuito elettrico una lampadina rappresenta essa stessa l'informazione contenuta; nei dispositivi magnetici tale informazione è fornita dalla polarità del campo magnetico; nei dispositivi ottici l'informazione è fornita dalla luce.
    • informazione numerica - è rappresentata mediante il sistema di rappresentazione binario anche detto "in base due" e fa riferimento al nostro usale sistema di numerazione decimale che si basa su due principi:

    disponibilità di dieci simboli definiti in sequenza [0,...,9] il loro valore posizionale Le cifre di un numero vengono ordinate da destra a sinistra; la prima cifra a destra avrà posizione 0 (unità), la seconda

posizione 1 (decine) e la treza posizione 2 (centinaia) : (153 > 3 unità, 5 decine, 1 centinaia: 1x100+3x10+5x1)

Come già detto, nel sistema bianrio il concetto è simile, ma si dispone solamente di due cifre [0,1]; la singola cifra è

detta bit; un numero può essere composto da più bit : (le cifre ordinate da dx a sx: 101> 1x4+0x2+1x1 = 5)

Le operazioni logiche con i numeri binari si dicono proposizioni logiche:

  • congiunzione logica > (and) il valore è positivo solo se proposizioni a e b sono uguali
  • disgiunzione logica > (or) il valore è negativo solo se a e b sono uguali (entrambe vere, entrambe false)
  • negazione > (not) operazione che agisce su una preposizione e il valore è positivo solo se si intende la negazione misura della memora: poichè un bit può rappresentare solo due numeri si preferisce raggruppare i bit in gruppi da 8, in questo modo ciascun raggruppamento di 8 bit può rappresentare un intero numero compreso da 0 a 255. Un raggruppamento di 8 bit viene chiamato byte che è la misura della quantità di memoria e si usa per calcolare le quantità di dati in ogni dispositivo elettronico.
  • rappresentazione testuale di informazione - l'informazione di tipo testuale è chiamato alfanumerica e l'elemento di base è il carattere: lettera, punteggiatura, dieci cifre, simboli. Ad ogni byte corrisponde un numero, quindi un carattere. Negli anni '60 l'ANSI adottò la codifica ASCII come standard della codifica dei caratteri inglesi, ma per la codifica dei caratterei in latino venne adottato un metodo molto più esteso; attualmente lo standard più diffuso è UTF-8 comunemente utilizzato per rappresentare l'informazione testuale nelle pagine di internet. Nello standard UTF-8 viene utilizzato un numero variabile di byte, da 1 a 4, per rappresentare un carattere.
  • rappresentazione dei suoni - il suono è un'onda che si propaga generata da un oggetto che provoca la veriazione di pressione dell'aria; la registrazione di un suono avviene mediante un microfono dotato di membrana che registra le variazioni di pressione e le converte in segnali elettrici che si presentano come delle onde. Viene, dunque, analizzato l'andamneto delle onde dei segnali elettrici, provocate dalla variazione di pressione dell'aria, in dati intervalli di tempo costanti: si misura l'ampiezza dell'andamento di pressione. Il numero risultante è registrato mediante uno o due byte attraverso un processo di quantizzazione; l'ntera procedura è chiamata campionamento del suono e si misura in hertz.
  • rappresentazione delle immagini - un'immagine è rappresentata tramite una struttura tabellare detta matrice: si suddivide in righe (19) e colonne (12), ogni elemento della matrice rappresenta un colore ed è chiamato pixel. La dimensione in pixel della matrice rapportate alle dimensioni dello schermo, definiscono la risoluzione dell'immagine.
  • rappresentazione dei filmati - un filamto si compone di parte visuale e di parte audio; l'illusione del movimento è data dalla velocissima sequenza delle immagine proiettate sullo schermo.
  • Sistemi operativi e reti L'operatore di sistema era un addetto specializzato che conosceva le procedure di caricamento dei programmi; si concentrava solo sulla proggettazione e realizzazione degli algoritmi. L'insieme di attività svolte dall'operatore di sistema venne ben presto effettuato da un programma apposito: il sistema operativo. Il sistema operativo si occupava di gestire i processi e le periferiche di in-out cercando di tenere attva per il maggior numero di tempo possibile la cpu. Per permettere ciò, durante il completamento delle operazioni di in-out, si pensò di mettere a disposizione la cpu per portare avanti i processi che sono in attesa. Un sistema che opera im questo modo viene chiamato sistema di multiprogrammazione che divide il tempo della cpu in intervalli di tempo molto piccoli detti quanti (se un quanto di tempo è di 10 millisecondi e ci sono 10 applicazioni in coda, ogni applicazione riceve 10 quanti di tempo in un secondo). Un sistema che opera in questo modo è chiamato sistema a condivisione di tempo.
    • Compiti del sistema operativo: ha come compito principale quello di gestire l'esecuzione di più programmi contemporaneamente e gestire le periferiche di in-out per conto dei programmi e degli utenti, infatti il sstema operativo fornisce un'interfaccia utente standard er gestire periferiche come mouse o video. Esistono migliaia di periferiche diverse, il sistema operativo non può conoscere tutti i loro funzionamenti perciò, i costruttori di periferiche, forniscono al sistema dei programmi chiamati driver in modo da poter gestire le periferiche. Il driver si presenta come un'interfaccia tra dispositivo e sistema operativo che definisce quali interfaccia standard il driver deve mettere a disposizione.
    • La gestione della memoria di massa: la periferica quasi sempre presente in computer è la memoria di massa. Il driver della memoria di massa fornisce al sistema operativo un'interfaccia per poter scrivere e leggere singoli byte all'interno del dispositivo. Il sistema operativo, a sua volta, presenta all'utente e ai programmi un'interfaccia verso la memoria di massa che viene chiamata sistema di gestione di file o filesystem; quest'utlimo è basato sul concetto di file (il programma). Il file è sequenza di byte (tutte le informazioni possono essere rappresentate tramite sequenze binarie, quindi sequenze di byte, quindi possono essere rappresentate da file.) Il sistema operativo rappresenta i dati e i programmi tramite file, ma fornisce anche un modello per schematizzare i file in modo gerarchico: l'organizzazione dei file in questo modo prevede che il filesystem sia composto da file o cartelle. La cartella è il contenitore di file o di altre cartelle e quest'ultime sono contenute in una cartella radice. I nomi dei file e cartelle > nel filesystem ogni cartella e file possiedono un nome; il percorso di un file è l'elenco di cartelle in cui è contenuto quel file a partire dalla cartella radice. L'estensione dei nomi dei file > a ciascun file viene dato un nome. La scelta del nome da assegnare a un file non consente di capire quale tipo di dato in esso è contenuto perciò viene fatta l'estensione del file per consentire al sistema operativo di determinare il tipo di file. La compressione dei file > per rendere il testo più conciso si utilizza una sisntesi, un'operazione che estrapola da un discorso le parti più significative. È possibile trasformare una sequenza banaria arbitraria a sequenza binaria equivalente, ma con dimensioni minori per risparmiare spazio; questa trasformazione viene chiamata compressione. Una volta compresso il file, si può sempre tornare alla file originario: si ricostruisce la sequenza di byte del file non compromesso a partire da quello compromesso. Interfaccia al filesystem per le applicazioni > tutte le applicazioni che devono accedere ad un file per lavorare (paint,word...) hanno un set di comandi standard che sono: file-apri E file-salva con nome
    • Interfaccia utente: (semplificazione dell'utilizzo del dispositvo) con l'aumento della potenza della cpu e delle schede video, i sistemi operativi hanno potuto fornire un'interfaccia all'utente basata sulla rappresentazione di icone e finestre chiamata interfaccia grafica o GUI; l'interfaccia grafica viene realizzata mediante la metafora della scrivania o desktop: nel desktop troviamo le icone che rappresentano file o cartelle. Il filesystem ci consente di spostare, cancellare o copiare file e cartelle e mandare in esecuzione i programmi. Impostazioni del sistema operativo > esistono una serie di comandi e funzionalità che permettono di modificare e personalizzare il sistema operativo. Inoltre, esistono anche delle funzionalità per installare e disinstallare nuovi programmi, per visualizzare informazioni sul sistema. Tutte queste funzionalità vengono racchiuse in un programma chiamato pannello di controllo o impostazioni.
    • Reti: le aziende pubbliche e private rano dotate di centri di calcolo, luoghi dove venivano installati i terminali degli impiegati dell'azienda; per accedere al computer dal centro di calcolo veniva disposta una rete di trasmissioni dati. Con il passare del tempo ogni dipartimento o filiale aveva una o più unità di calcolo chiamate server dipartimentali che erano connessi ai terminali della filiale tramite una rete locale della LAN. Grazie alle riduzioni della ram e della cpu nelle aziende si arrivò ad avere un personal computer su ogni scrivania. Per poter connettere ogni terminale a tutti gli altri c'era bisogno di una rete chiamata rete di interconnessione o rete network che prese il nome di internet. Internet > ancora prima dell'introduzione dei computer esistevano le reti telefoniche; tali reti erano chiamate a commutazione di circuito. Il circuito era diretto tra i due terminali avveniva all'interno delle centrali telefoniche (centrali di commutazione). Internet, invece, è una rete detta a commutazione di pacchetto: due terminali del che vogliono comunicare si inviano piccoli pacchetti di dati. La rete è composta da terminali particolari chiamati router,

ovvero dei terminali di interconnessione tra reti. In base alle informazioni che raccolgono sullo stato delle connessioni in uscita, i router sono in grado di creare e tenere aggiornata una tabella che associa ad un indirizzo di destinazione una porta di uscita chiamata tabella di instradamento o tabella di routing; utilizzando la tabella di router decide verso quale pacchetto non ha bisogno di instaurare un circuito prima di inviare il pacchetto dati. La rete internet funziona analogamente al servizio postale: ogni terminale sulla rete possiede un indirizzo chiamato indirizzo IP che è composta da 4 byte (32 bit) e si esprime come sequenza di quattro numeri in base dieci separati da un punto. Ciascun numero nell'indirizzo IP ha il valore di un byte quindi ciascun numero sarà compreso tra 0 e 255. La rete instrada ciascun pacchetto verso i terminali, ma non è detto che i pacchetti debbano essere instradati allo stesso modo, infatti la rete a commutazione di pacchetto non ha bisogno di instaurare un circuito prima di inviare i dati; ogni server http ha un indirizzo IP e per associargli un nome abbiamo bisogno di un server chiamato Domain Name Server che contiene una tabella con i nomi dei server e il relativo indirizzo IP.

  • Applicazioni di internt: le prime applicazioni di intenrt furono l'accesso remoto con il protocollo telnet e la posta elettronica con il protocllo SMTP. La navigazione su internt è possibile grazie all'http che definisce il protocollo di trasferimenti di ipertesti (testi strutturati scritti con linguaggio formale detto HTML). L'insieme dei server che contengono ipertesti connessi alla rete internt e che adottano il protocollo http viene detto World Wide Web.
  • Livello fisico delle reti: le reti dei computer possono essere suddivise in diversi strati a formare una pila. Esiste un rpimo livello che viene chiamato applicativo -> si preoccupa solo di conoscere l'indirizzo del destinatario di rete -> si preoccupa di come deve essere instradata la lettera nella rete fisico -> definisce come fisicamente vengono realizzat ele reti. [ Un esempio del livello fisico per una rete LAN è la rete ethernet: in questa rete tutti i terminali sono connessi mediante un dispositivo HUB. La rete ethernet è in genere implementata all'interno dell'ADSL. Un tipo di rete simile è il WiFi, ma la differenza sta nelle connesioni effettuate con onde radio (del wifi). ] La separazione in livelli della rete, quindi, consente a ciascun livello di svolgere a pieno il proprio compito e tale approccio è normalmente adottato nell'ingegneria. CONNESSIONE ADSL: “ asymmetric digital subscriber line „ consente di trasmettere dati digitali dalla presa del telefono fino alla centrale telefonica più velecemente rispetto alla comunicazione telefonica; tale circuito è chiamato “ doppino „. La trasmissione è detta asimmetrica perchè i dati trasmessi dalla centrale alla presa sono più veloci dai dati trasmessi dalla presa alla centrale -> la maggior parte die dati provengono dai server verso il computer (da centrale a presa) e raramente dal computer verso un altro terminale di internet. L’ADSL sfrutta tale circuito per avere maggior velocità in entrata. Per verificare la velocità di trasmissione dati da un terminale all’altro si usa la “ transfer rate „(bit/s) e indica quanti bit al secondo transitano sul canale di trasmissione. L’ADSL ha un transfer rate di download compreso tra 4Mbit/s e 40Mbit/s in dipendenza della distanza tra presa telefonica e centrale telefonica di appartenenza.
  • Misure e terminologie delle reti fisiche: quando il trasferimento avviene dalla rete al terminale si parla di download di dati o file; quando, invece, si trasmette un dato o un file da un terminale ad un altro terminale della rete stiamo effettuando un upload di dati o file. Per misurare quanto è "veloce" il trasferimento di dati da un terminale all'altro si usa la grandezza transfer rete che indica quanti bit al secondo transitano su di un canale di trasmissione. Una grandezza viene indicata come bit/s.
  • Elaborazione dei testi La tipologia di informazione più diffusa è quella testuale; il world wide web nasce grazie all'introduzione di HTML, creato per la gestione automatca (creazione e modifica) di testi e ipertesti. Esistono prodotti che possiedono degli strumenti che permettono la scrittura di un testo, come Word in cui il testo viene scritto come una sequenza di caratteri e viene posto su più linee adattanosi alle dimensioni del foglio; il cursore indica il punto nel quale verrà inserito il successivo carattere digitato sulla tastiera. WORD In generale ci sono due fasi per la stesura di un testo:

    creazione e modifica del testo trasmissione Gli elementi di base per la strutturazione del testo sono due: carattere paragrafo Le più importanti e comuni funzioni per la gestione automatica del testo agiscono su questi due elementi; l'elaboratore di testo, sfruttando le abilità di calcolo del computer, ci consente di automatizzare l'attività di scrittura in pochi secondi. CARATTERE: ogni documento può essere suddiviso in una sequenza di caratteri. Un carattere può avere diversi attributi che modificano la sua rappresentazione: font, dimensione, grassetto, sottolineatura, carattere italico, minuscolo e maiuscolo e implimentare il testo in apice (il carattere è rimpicciolito e portato in alto) o pedice. In Word esistono alcuni caratteri che hanno come funzione il controllo del flusso di testo: - lo spazio è un carattere che separa le parole tra loro; la spaziatura prima di un paragrafo è lo spazio verticale al di sopra del paragrafo - carattere di fine paragrafo chiamato "piede di mosca" che viene inserito appena si preme invio; viene utilizzato per delimitare un paragrafo che è la porzione di testo compresa tra due caratteri di fine paragrafo. Questi caratteri vengono definiti di formattazione nascosti. PARAGRAFO: in Word viene accostato al concetto di copoverso. Possiamo allineare automaticamenteil testo selezionando al centro, a destra, a sinistra o giustificato. È possibile ridurre il margine a destra e sinistra impostando rientro destro o sinistro. Word ci consente di gestire il rientro e la sporgenza della linea del paragrafo mediante il righello. Un altro gruppo di formattazione del paragrafo riguarda la spaziatura prima, dopo e interlinea riguardo agli spazi che devono essere lasciati prima, dopo o tra una riga e l'altra. - Elenchi puntati: consistono in una lista di paragrafi con un numero ad inizio paragrafo. - Tabulazioni: può capitare di dover allineare piccole frasi o parole in una riga e ripeter tale allineamento per più di un paragrafo utilizzando il carattere spazio e cercando di allineare le righe tra di loro mediante il tasto di tabulazione; tramite il righello possiamo impostare i punti di tabulazione e impostare i margini della pagina e i rienti dei paragrafi. - Stili: consentono di impostare rapidamente gli attributi di caratteri o paragrafi e rappresentano un insieme di caratteristiche che un paragrafo ed il testo devono contenere. Ogni stile ha un nome e Word ne fornisce molti, inoltre possono essere modificati, eliminati o se ne possono creare di altri. - Tabelle e oggetti: per creare un oggetto tabella occorre specificare il numero di righe e di colonne che la tabella deve contenere; le righe e le colonne si possono aggiungere o modifoicare. Oltre alle tabelle si possono inserire altri oggetti coem le immagini e le forme grafiche. Non è possibile allineare due tabbelle una sopra l'altra in profondità. - Stampa unione: è utile per generare documenti identici tra di loro ma che si differenziano per il contenuto di alcuni campi; si predispone la lettera inserendo in essa il contenuto che deve rimanere uguale per tutte le lettere, poi associare al documento appena creato la tabbella contenente i dati, detti campi variabili, che cambiano di lettera in lettera. Il file contenente una tabella può essere un foglio Excel e viene chiamato "elenco dei destinatari"; una volta effettuata questa unione dobbiamo decidere dove i campi variabili devono essere inseriti nel documento. Dopo aver completato la parte della lettera comune a tutte, scegliamo nel tab. LETTERE la voce Seleziona destinatari e poi Usa elenco esistente. Dopo aver fatto ciò abbiamo unito il documento Word con Excel e si potranno aggiungere i campi variabili detti campi unione, attraverso la voce Inserisci campo unione. Infine utilizzare il comando Finalizza e unisci per avviare il processo di generazione di una lettera. Controllo ortografico → Word è in grado di controllare se una parola è contenuta o meno nei dizionari attravero degli algoritmi; Word è dotato di un dizionario della lingua in cui viene scritto il documento. La parola viene scomposta e può risultare errata se scritta male o per mancanza di una o più lettere. Preparazione di stampa → Word mette a disposizione un'ampia gamma di opzioni che consentono i personalizzare la stampa; si possono impostare le dimensioni, l'orientamento e i margini del foglio. Grazie al carattere nascosto di interruzione di pagina è possibile saltare la pagina in quanto il testo viene posizionato a partire dall'inizio della pagina successiva. Intestazione a piè di pagina → sono gli psazi al di sopra del margine superiore della pagina e al disotto del margine inferiore della pagina e sono utilizzati per riportare informazioni come: titolo, data, numero di pagina. Il piè di pagina è lo spazio tra il margine inferiore e il bordo inferiore del foglio di stampa.

• Presentazioni

Per poter comunicare velocemente e in maniera più diretta a più persone contemporaneamente bisogna utilizzare le presentazioni attraverso diapositive. Le diapositive all'inzio erano delle piccole foto stampate su un materiale trasparente per poi essere messe all'interno di un proiettore; i lucidi fuzionano con lo stesso principio: sono fatti da un materiale plastico trasparente sul quale si può scrivere con un pennarello o stampare dei contenuti personalizzati.; consentivano, quindi, di creare dei contenuti prima di essere proiettati. Oggi, con l'arrivo dei computer sempre più piccoli e economici e con lo sviluppo progressivo tecnologico, si è pensato che fosse molto più conveniente unire il computer al proieettore per visualizzare l'insieme dei lucidi creati. POWERPOINT Uno dei programmi da utilizzare è ppt; la sua schermata iniziale ci presenta una diapositva su cui inserire dei contenuti, a fianco a sinistra vengono indicate tutte le diapositive utilizzate e tale elenco prende il nome di "quadro delle anteprime" che ci consente di selezionare una diapositiva tra quelle create per visualizzarla nel riquadro centrale. Una volta creata la diapositiva possiamo impostare il suo layout, una sorta di schema che ci aiuta a disporre nella diapositiva i diversi contenuti. In una diapositiva possiamo inserire:

casella di testo e forme: la casella di testo viene indicata come forma che possiede degli attributi che possono essere modificati; sono: la posizione, le dimensioni, l'orientamento. Si può impostare il colore, la larghezza, il tratteggio, l'ombreggiatura e il conterno. Per le forme con un'area interna si può impostare il colore di riempimento sia a trama che a motivo e la sfumatura. Non si può inserire una forma dietro a una diapositiva. immagini, tabelle, grafici e organigrammi: ppt ci permette di inserire tabelle e immagini nelle diapositive e nelle ultime versioni c'è la possibilità di inserire le SmartArt, una collezione di forme combinate in modo da esprimere un particolare tipo di contenuto (eg. processi, cicli = può essere visto come un processo nell'elemento finale ed è connesso al primo, gerarchie). Lo SmartArtfornisce uno schema già predisposto del contenuto che si vuole rappresentare e facilita l'inserimento di testo e forme nell'oggetto. allineamenti e sovrapposizioni: ppt fornisce delle funzioni apposite per allineare un insieme di oggetti lungo direttrici verticali e orizzontali e definisce, per ciascuna forma in una diapositiva, un livello di profondità. raggruppamento oggetti: tale funzione consente di raggruppare diverse forme in un unico oggetto. Per la presentazione delle diapositive: in questa modalità ciascuna diapositiva viene visualizzata a schermo intero e per passare da una diapositiva all'altra si può utilizzare il mouse o la tastiera; se vogliamo che il passaggio avvenga tramite un effetto visivo possiamo inserire una transazione. La transazione, quindi, è l'effetto visivo che si applica al passaggio delle diapositive durante la presentazione. Possiamo aggiungere anche delle animazioni che si distinguono in entrata, enfasi e uscita. Le differenze: enfasi: l'oggetto rimane tutto il tempo visibile alla diapositiva e quando viene animato esegue l'animazione assegnata, entrata – uscita: l'oggetto si comporta allo stesso modo, ma comparendo o scomparendo dalla diapositiva.