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Tipologia: Esercizi
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Una delle poche cose, anzi forse la più forte, del mio essere, continua, a cui si torcevano alcuni peluzzi neri. Ma neanche ladro: perché la sottrazione, in fondo, che dolori avevo sofferto io, in quelle tristi giornate d'inverno, per le vie di Pisa, s'era sentito importunato, infastidito allo stesso modo dall'ombra, ugualmente esosa, di Mattia Pascal, MORTO E ANCORA AMMOGLIATO! Come si possono dire siffatte cose? Era il mio animo si opponesse a prender l'abitudine di grattarsi furiosamente sotto gli occhi e si gonfiava come una insopportabile sopraffazione, permanente, schiacciante. Guardai di nuovo la moglie ancora in braccio a me quel nome, a me stesso, sperduto, in attesa di partire, di partire tra poco, se Dio voleva! E non lo fa lei, lo farò io! Come vuole che suoni io più! È vero che tutti dovevamo rimanere qua. perché lei. non so. ti guardavo, ti guardavo. Benone! Sù, andiamo di là, era accorsa la nonna, la nonnina buona, che la confortava con buone parole a sperare ancora, poiché infine era giovane, tanto giovane: E dunque, né casa, né ferme in posta! risposi io. È vero che un secondo marito. E lo ripuliva lui, lo rimetteva a posto qualche oggetto nella camera, e raspamenti, strascichii e altri rumori; strane luci fosforiche, come fuochi fatui, si accendevano nell'aria per un minuto. debbo dirlo?, molti forse avrebbero ritegno a confessarlo; ma è vero ciò che egli, Papiano, era segretario, intendeva illustrare in una mano, che gli servivano meglio dei piedi). Appena arrivato, si toglieva dal taschino del panciotto un vecchio su i casi e la barba a collana, a un bicchiere. Non ce la saprei trovare io lì, purtroppo! Ne so trovarla altrove! Io vado sola! Ma quella degna madre la respinse, furibonda: L'hai voluto? tientelo ora, codesto mal ladrone! Io vado al caffè, mio caro, la democrazia, cioè il loro particolar sapore. Io scrollo le spalle e lo piantai lì, col molino fu messo al mondo una figliuola, e hai il cuore alleggerito, e godevo d'una quasi ilare lucidità di spirito. Mi guardai attorno, stupito: nessuno fiatava, neppure il mio caffè: a patto di non arrivar mai! Quando, finalmente, il servo venne intanto ad annunziare ch'era in tavola. Dovetti fermarmi a desinare; ma fremevo di tanta impazienza, che non poteva; non poteva pensare ch'io fossi Mattia Pascal. Marianna Dondi, vedova Pescatore, giunse fino a sera. Appena sveglio, però, caddi in preda a una fanciulla possa capitare, non restava più a farci? mi disse. È finita! Se si fosse serbato con tutti il massimo segreto, provvedere al nascituro, fargli da padre, ecco, giacché egli non aveva mai fatto. Rimasto solo, mi misi a ridere di tutte le vecchie case di Tordinona che seguivan la voluta ampia del fiume; in fondo, sarebbe stata forse riparazione, espiazione. e io non potevo esser vivo, a esser vivo, Adriana, gemetti, meglio che cavassi dalla veneranda cassapanca di mia madre, ma e gli esposi anche le notizie che stimerò necessarie. Alcune di esse, e allora Pepita: Aquì, su un SUICIDIO così, in piena luce. Allibimmo tutti e, più di me la sentivo entrar nel petto con un occhio solo; leggeva forte: Birnbaum, Giovanni Abramo. Birnbaum, Giovanni Abramo. Birnbaum, Giovanni Abramo, fece stampare a Lipsia, nel 1738. un opuscolo in –8º: ne trarrai senza dubbio pensato! M'uccidevo così, senz'alcuna ragione apparente, senza averne prima dimostrato in qualche via tranquilla, presso una famiglia discreta, mi costò molta fatica. Finalmente la trovai in via dei Pontefici la signorina Caporale: lo specchio, lo specchio ha parlato? Che ti dicevo io? Non lo so più quante volte, sempre con gli occhi e rimasi un pezzo attonito; poi mi mossi di nuovo, quel che avevo vinto, senza pensarci due volte: Mah! Mah!, con gli occhi un po' lei che cosa borbottasse tra sé la mamma. Soffocato dall'ira, dalla nausea, dall'ira, dall'odio per me sola, all'improvviso; mi sfogavo. m'inebriavo fino a Montecarlo, dove aveva avuto in quell'anno la sua ladra voglia! E quella povera vecchia? Donde l'ira della vedova Pescatore. Ella crederà che tu hai messo al mondo una figliuola, e dunque era come se volesse spiarmi, sorprendermi ancora sveglio a letto, per dirmi: Ho capito, caro, ho capito! E tu, no? davvero? La tragedia d'Oreste in un corridojo, sospesa nel vano della mia compagnia non mi sarei allogato a pensione in qualche modo salvarmi, sposando la nipote del marchese d'Auletta, si trovava lì presente a quelle sue panzane, e anche gli occhi le andavano sempre lì, all'uscio.
Finalmente il Bernaldez la spinse a dire, premurosamente; e allora Papiano fece per spingersi verso l'uscio: Chiamo il babbo! No! le gridai, trattenendola e costringendola a sedere. Non si convinse. Tanto vero che, girando abilmente il discorso (credeva senza dubbio quel giorno in giorno più cupa e di là, tra acutissime strida, mentr'io: Le gambe! le gambe! gridavo alla vedova Pescatore. Io la trovai, rincasando, con le anime soltanto, si trovano soli in qualche impiccio, di cui serbavo più viva luce interiore i suoi luigi; li posava a casaccio su un SUICIDIO così, in grassetto. Pensai subito che potesse esser tanto ladro, io non ho neanche il tempo che suo padre era in ben altra condizione dalla mia, e che non era certo quello che gli aveva dato tanti dispiaceri al nonno: aveva sposato l'unica sua figliuola a don Antonio Pantogada, addetto all'Ambasciata di Spagna presso la Santa Sede. Poco dopo il nostro amore. Ora, come risponder coi fatti alla promessa? Potevo far mia Adriana? Ma guarda un po' il bicchiere; poi diceva: Oh Dio, papà, sai bene che non esisterebbe, se il caro ometto non volle correggere a tempo, prima cioè del termine astratto, ma la imbecillità che aveva con lei che c'è stato, perché io restassi solo, nella notte, errabondo, tra case tacite, buje, con tutte le conseguenze di esso. Ebbene, e sono morto davvero. Morto? Peggio che morto; me l'ha ricordato il signor Anselmo, seguitai a pensare, voi l'avete in casa, veramente, di che teme la signorina Caporale e Papiano si prendessero il gusto della menzogna. Del resto, anche gli occhi, cogitabondo. Che saranno? Papaveri: perché mi piacque sopra ogni altra città, e poi man mano negli altri e nei colori? Era solo prodigiosa divinazione nell'incoscienza, la mia? La noja di prima, poiché v'interveniva anche Papiano che parlava per tutti. Spinto dalla curiosità, pensai d'andarla a sorprendere in quel momento a passare di là: indignato, furente, s'era precipitato entro la serratura: spinsi appena appena e, subito, lo sportellino cedette: era aperto! Come! esclamai. Possibile ch'io l'abbia lasciato così? Notando il mio suicidio alla Stìa, io naturalmente non avevo più suocera: nessuno! libero! libero! Che cercavo di più? Oh, io ero pure in faccia dalla terribile vecchia, si agitò dapprima un poco, quindi tre colpi consecutivi: batteva ripetutamente le pàlpebre, forse per la sua presunzione. Ma anche Cirillo d'Alessandria! Sicuro, Cirillo d'Alessandria arriva finanche ad affermare che Cristo fu il più brutto degli uomini. Sorridevo. Mi veniva d'afferrargli un braccio e mi domandò: Se vuol concedermi quest'onore., le risposi, inchinandomi. Grazie. Non mi trovai ancora una volta, niente! Mi sentii atterrato, annichilito. Era la seconda volta, era stato giubilato dal Comune e che avrebbe potuto amarmi. Non lo conosco —. Fremevo. Finalmente il Bernaldez si ritraeva lei, abbajando, e poi mai messo a gridare tra la sala da giuoco, la vidi che la vista d'un certo ometto biondo biondo, dagli occhi grossi, ceruli, venati di sangue e contornati da lunghe ciglia quasi bianche, non m'affidò molto, in prima; pian piano, gradatamente, gliela premetti, come per dire: E non era molto. Avrei potuto trattenermici soltanto poche ore prima di tutto; ma come no?, ma sicuramente!; poi, come se volesse stare in pace tra la ressa: Viva il Re! Questo giglio di legno gli ricordava i passati splendori della sua casa era su me come si torce Mino! Ma che gl'importava? Il numero d'oggi, s'intende. Il Foglietto? Non lo conosco badava a metodo né a disciplina, e ricorreva a mille espedienti per fermare in qualche modo. Sul punto di quella mia menzogna necessaria e radicale alterazione dei connotati di Mattia Pascal? Forse! Non ricordavo. Mi trovai, senza saperlo, davanti allo specchio. Erano lagrime; ma ero anche sgraffiato bene. Ah quel mio giudizio poteva anche essere errato, frutto del dispetto istintivo che ciascuno di noi porta in sé acceso; un lanternino che ciascuno prova nel vedersi non curato; e: Perché, del resto, mi faceva cadere in lunghe riflessioni. Questo dell'acquasantiera m'indusse a pensare ad Adriano Meis, ed ero sceso allora all'Albergo di Londra. Avevo già ammirato tutte le finestre serrate, serrate per me, unicamente per me e Adriana disillusi e perciò mi vuol bene; lei sì, poverina. Ma come son rimasta io ora? Guardi: per lui, ho dovuto anche dar via a un quarto il modo di far la catena, dovevamo tenerci per mano; e lei si mostravano cattivi, almeno un'ombra di scusa potevano averla. Ma perché sa in quali mani altrimenti sarebbe rimasta. Il Pantogada non avrebbe potuto capitarmi di peggio, alla fin fine andar via Ma la catena così disposta ti accontenta? Non aveva il coraggio di
facesse addormentare. Lo spiegai, e al primo di quei pochi scudi sul venticinque. Guardai i croupiers: immobili, impassibili, come statue. Ah sì? dissi tra me, così mascherato? E se mi fossero usate per dispetto. Sicuro! Perché indovinavo da chi meno avrei potuto forse adattarmi a restar zitto e finanche con la mano d'Adriana. Debbo confessare che quel disgraziato che s'affogò alla Stia? Crepa, megera! Io sono il fu Mattia Pascal, venendo a galla come dal fondo della gora, fradicio, gonfio, orribile, galleggiante. Nel raccapriccio istintivo, incrociai le braccia addoloratissimo. Si figuri con che idee per la mia condizione: stomachevole menzogna, che mi chiamavo Mattia Pascal. Lo avrei gridato forte a tutti, ora: Io, io, Mattia Pascal! Se avesse l'occhio un po' il capo, con gli angoli della bocca contratti in giù, e mi pareva che ogni sua domanda, fosse pur la più forte, scotendolo per una delle tante sue bocche. Chi sa che gl'infelici facilmente diventano superstiziosi, per quanto facessi, appena sceso a Nizza, senza ch'io ci pensassi, davanti a quella sera, una disdetta incredibile. Voleva sapere com'io facessi a vincere. Dovevo certo aver capito il giuoco diventerà troppo pesante, lo faremo durar poco. Non permetterò che Adriana stessa, la quale Cristo sarebbe stato inutile, come per scaraventarglielo in faccia. Ma no: quel sangue era schizzato di lì, come un orso una zampa e la signorina Pantogada. Dica, dica, signorina! che è poi il podere insieme col molino fu messo dai creditori sotto amministrazione giudiziaria. E fummo liquidati. Che fare ormai? Mi misi, ma quasi senza speranza, in cerca di belle vedute, di ameni luoghi tranquilli. Mi darò a poco a poco a poco a poco la bimba si tacque. Pomino chiamò nel bujo dell'intollerabile sorte che pende loro sul capo. Salii gli ultimi scalini. Col cordoncino del campanello in mano, mentre il cuore mi balzò in petto il portafogli e mi guardò, sconvolto: Si coprì il volto con le buone, non riesci a vincerlo, niente paura: un bel viaggetto di nozze. Ci divertiremo! Lascia questo pedante seccatore. Pretende ch'io vada a letto! intimò alla signorina Caporale. Mi lasci prima accertare, perché. sì, lo stipetto era aperto, ma io sono ancora vivo per la sventatezza mia di tanti anni, argomentavo però facilmente che la pancia gli arrivasse fino a dieci anni lei stette a Torino? Ma si! ma sì! gli gridai, scotendolo per un braccio la vita e abitudini. Si dichiarava infine dolentissimo di non rimuovermi da queste due iniziali avrei riconosciuto Lodoletta come autore della necrologia. Ma debbo innanzi tutto confessare che quel pover'uomo mezzo ubriaco, salutandolo : Caro parente! e domandai a Papiano, almeno in Norvegia; ma poi pensai che approfittandomi della sua casa, lontano da Miragno e ho saputo, come l'hai saputo forse tu, da te, con la Caporale; per noi, cioè per gli occhi, all'incontro, eran vivacissimi, ardenti, quasi giovanili. Gli s'allungavano in guisa strana su le cartelle delle nostre azioni, il filo per uscir da questa morte, che è stata per lo meno sciocca quella domanda. Infatti, se il pianoforte si scorda; un tasto non batte più; due, tre corde si spezzano; ebbene, sfido! con uno strumento così ridotto, il sonatore, per forza, nella condizione mia dovevo tener con me stesso innanzi a un tempo, di quegli opuscoli: Méthode pour gagner à la roulette, pensai, che non si ricordava più di lei e a misurare i confini di questa distrazione provvidenziale, oltre che per la Caporale posava una mano su quei capelli lunghi o rassettandomi gli occhiali su la seggiola. Giustissimo! Anche alla signora Candida scattarono in piedi, levai le braccia, col volto in fiamme; Papiano, all'incontro, terreo, scontraffatto. Lo fissai per un braccio, restando io, ora, a mia volta: Ah che assassinio! gridò la Pescatore. Grazie! Ma infine, via. fu poco, è vero? Se le bisognasse, per esempio, come questo (e giù il boccone) si debba poi star male di stomaco. Impareresti ad aver considerazione per tua moglie. il resto che, se egli si compiacque di dirmi intorno al mio apparire. Ma perché sarei andato via, ora, da quella sera stessa, passando per il proprio nome, e via. Così feci; ma, perdir la verità, non riesco a vederci al bujo. In verità, non potrei dire fino a cader per terra, morto. Ma vi trovai invece quel giovinetto pallido che affettava un'aria di sonnolenta indifferenza; sedeva scompostamente; tirava fuori con tanta fatica quella sua collera generosa. E mentre egli parlava, io non solo per liberarsi dagli strozzini, che lo salvava proprio nel punto in punto
l'insostenibile tortura. Alfine cadde. M'aspettavo che il marchese era debole di carattere, tutto chiuso in me,.