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Informatica LM85 PEGASO, Prove d'esame di Pedagogia

Domande informatica LM85 PEGASO SCIENZE PEDAGOGICHE

Tipologia: Prove d'esame

2022/2023

In vendita dal 13/02/2023

Nikki263
Nikki263 🇮🇹

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DOMANDE INFORMATICA TEST 11.La sicurezza nei sistemi informatici si occupa di: preservare le risorse del sistema da accessi non autorizzati 2.In un attacco di tipo man in the middle: l’attaccante altera la comunicazione tra due parti che credono di essere in comunicazione diretta tra loro 3.Il termine attacco DOS indica: un attacco informatico che mira a rendere inutilizzabile una specifica macchina o una rete rendendola inaccessibile agli utenti per cui è stata realizzata 4.Con il termine compromissione di integrità si intende: la modifica non autorizzata di dati e la modifica del codice sorgente5.Per protezione fisica di un sistema si intende: protezione dei luoghi che ospitano le macchine del sistema 6.I quattro livelli del modello di sicurezza sono: applicazione sistema operativo SO rete e fisico7.La crittografia può essere utilizzata per prevenire attacchi a livello: di rete 8.Il fattore umano nell’ambito dei sistemi di sicurezza informatici riguarda: i comportamenti degli utenti umani che possano mettere volontariamente o involontariamente il sistema in pericolo 9.Il phishing consiste nel: contraffare e mail o pagine web rendendole simili a quelle autentiche per spingere gli utenti tratti in inganno a comunicare informazioni confidenziali 10.Un elemento di dubbio per identificare una email di phishing è il seguente: presenza di testo inviatoall’interno dell’email come immagine TEST 21.Il cavallo di troia : è un malware che agisce in modo malevolo che non esegue semplicemente la suafunzione dichiarata 2.Il trojan mule: è una variante classica del cavallo di troia che emula una procedura di login 3.Un programma che emula una procedura di accesso alla sessione di lavoro sottraendo nome utentee password: è un trojan mule4.Un tipo di attacco in grado di crittografare le informazioni presenti sul computer di destinazione e renderle inaccessibili al proprietario: è un ramsomware5.Un trap door progettata per attivarsi solo al verificarsi di uno specifico insieme di condizioni logiche: è detta logic bomb 6.Il principio del minimo privilegio: prevede che a un utente vengano concessi livelli minimi di accessodei quali ha bisogno per svolgere le proprie mansioni 7.Per quanto riguarda le minacce relative al sistema e alla rete i rischi per la sicurezza: aumentano se il sistema è connesso alla rete 8.Gli attacchi DDos : sono effettuati indirettamente tramite una rete bot spesso ampiamente diffusa da qui termine distributed 9.Un utente malintenzionato che rimane passivo intercettando il traffico di rete: sta compiendo un attacco sniffing10.La scansione delle porte: non si può definire come un vero e proprio attacco ma come un mezzo impiegato da utenti malevoli per sondare la vulnerabilità del sistema TEST 31.L’utilizzo degli Ip di rete: permette di risalire al mittente e al destinatario di messaggi
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DOMANDE INFORMATICA

TEST 1

1. La sicurezza nei sistemi informatici si occupa di: preservare le risorse del sistema da accessi non

autorizzati

2. In un attacco di tipo man in the middle: l’attaccante altera la comunicazione tra due parti che

credono di essere in comunicazione diretta tra loro

3. Il termine attacco DOS indica: un attacco informatico che mira a rendere inutilizzabile una specifica

macchina o una rete rendendola inaccessibile agli utenti per cui è stata realizzata

4. Con il termine compromissione di integrità si intende: la modifica non autorizzata di dati e la

modifica del codice sorgente

5. Per protezione fisica di un sistema si intende: protezione dei luoghi che ospitano le macchine del

sistema

6. I quattro livelli del modello di sicurezza sono: applicazione sistema operativo SO rete e fisico

7. La crittografia può essere utilizzata per prevenire attacchi a livello: di rete

8. Il fattore umano nell’ambito dei sistemi di sicurezza informatici riguarda: i comportamenti degli

utenti umani che possano mettere volontariamente o involontariamente il sistema in pericolo

9. Il phishing consiste nel: contraffare e mail o pagine web rendendole simili a quelle autentiche per

spingere gli utenti tratti in inganno a comunicare informazioni confidenziali

  1. Un elemento di dubbio per identificare una email di phishing è il seguente: presenza di testo inviato all’interno dell’email come immagine TEST 2

1. Il cavallo di troia : è un malware che agisce in modo malevolo che non esegue semplicemente la sua

funzione dichiarata

2. Il trojan mule: è una variante classica del cavallo di troia che emula una procedura di login

3. Un programma che emula una procedura di accesso alla sessione di lavoro sottraendo nome utente

e password: è un trojan mule

4. Un tipo di attacco in grado di crittografare le informazioni presenti sul computer di destinazione e

renderle inaccessibili al proprietario: è un ramsomware

5. Un trap door progettata per attivarsi solo al verificarsi di uno specifico insieme di condizioni

logiche: è detta logic bomb

6. Il principio del minimo privilegio: prevede che a un utente vengano concessi livelli minimi di accesso

dei quali ha bisogno per svolgere le proprie mansioni

7. Per quanto riguarda le minacce relative al sistema e alla rete i rischi per la sicurezza: aumentano se

il sistema è connesso alla rete

8. Gli attacchi DDos : sono effettuati indirettamente tramite una rete bot spesso ampiamente diffusa

da qui termine distributed

9. Un utente malintenzionato che rimane passivo intercettando il traffico di rete: sta compiendo un

attacco sniffing

  1. La scansione delle porte: non si può definire come un vero e proprio attacco ma come un mezzo impiegato da utenti malevoli per sondare la vulnerabilità del sistema TEST 3

1. L’utilizzo degli Ip di rete: permette di risalire al mittente e al destinatario di messaggi

2. I due principali algoritmi di cifratura sono la cifratura simmetrica e la cifratura asimmetrica. La

cifratura simmetrica: utilizza una chiave privata comune a mittente e destinatario

3. La cifratura asimmetrica: utilizza due diverse chiavi (pubblica e privata) e ad ogni attore coinvolto

nella comunicazione è associata una coppia di chiavi

4. In quale delle seguenti situazioni il sistema operativo può determinare con certezza il mittente e il

destinatario: in un calcolatore isolato

5. In un sistema crittografico il ricevitore del messaggio: se ha la chiave k utile alla decifratura otterrà

il messaggio originale

6. In un algoritmo di autenticazione che utilizza chiavi simmetriche: è essenziale che non sia possibile

derivare k dai testi cifrati

7. In un attacco di interposizione: l’intruso si interpone nella comunicazione e trasmette la propria

chiave pubblica illegittima che fa coppia con la sua chiave privata

8. Le tecniche di cifratura: servono per creare un ciphertext ossia un testo cifrato

9. La crittografia si può implementare: nei vari livelli del modello OSI

  1. Il tema relativo all’implementazione della crittografia si inquadra facendo riferimento al progetto di una rete di comunicazione. In una rete di comunicazione: la comunicazione tra strati avviene attraverso uno specifico protocollo TEST 4

1. Un importante problema di sicurezza per i sistemi operativi è l’autenticazione degli utenti. Essa è

basata: su oggetti conoscenze e attributi fisici

2. Il token è un dispositivo elettronico portatile alimentato a batteria con autonomia dell’ordine di

qualche anno. Esso è utilizzato: per generare un codice numerico temporaneo

3. Un importante problema di sicurezza per i sistemi operativi è l’autenticazione degli utenti. Essa può

essere basata sulla lettura impronta digitale che rientra: tra gli attributi fisici posseduti dall’utente

4. Indicare quale tra queste affermazioni è vera: le tecniche biometriche sono più affidabili nel

verificare identità dell’utente rispetto ad altri metodi

5. Per indovinare la pass possono essere usate diverse tecniche. tra queste lo shoulder surfing: è la

sorveglianza visiva ad esempio un intruso può sbirciare sopra la spalla dell’utente

6. Utilizzando la funzione f detta hash la pass x si trasforma in f(x) detta pass cifrata: se x è una parola

del dizionario è possibile indovinare la pass con attacco dizionario

7. Si definisce One time pass: una pass casuale monouso creata in un certo istante di tempo

8. La pass OTP: si usa in genere quando si preferisce non inserire la propria pass sul Pc di internet

point

9. I criteri per la scelta di una frase di accesso robusta sono: deve essere lunga non contenere parole o

frasi reperibili da dizionario facile da ricordare difficile da intuire contenere caratteri e numeri

  1. Indicare migliore passphrase: nulla s1 Crea Nulla s1 D1strugge tutt0 s1 trasf0rma! TEST 5

1. Lo scopo della steganografia: è celare l’esistenza stessa della comunicazione

2. La steganografia è l’arte di nascondere un messaggio segreto in un contenitore all’apparenza

normalissimo inoltre: utilizza un canale pubblico come veicolo per lo scambio di messaggi che devono rimanere riservati

3. Quali tra le seguenti tecniche può essere utilizzata per inserire messaggi segreti all’interno di un

cover object all’apparenza innocuo: modifica di bit di codifica all’interno di immagini digitali

2. Una base di dati è una collezione di dati: che viene mantenuta in memoria di massa quindi in

maniera non volatile e permanente

3. Il DBMS è un software progettato per: gestire e utilizzare grandi collezione di dati

4. Il DBMS o sistema di gestione di basi di dati: può essere visto come uno strato software che si

interpone fra utente ed i dati veri e propri

5. Un sistema di gestione di basi di dati deve essere affidabile cioè: resistente a malfunzionamenti

hardware e software

6. Il DBMS è: un sistema di gestione di basi di dati basato su un modello dei dati descritto da una

collezione di costrutti

7. In un sistema informatico per archivio tradizionale s’ intende uno o più file di archivio in cui: i dati

vengono gestiti direttamente dal software dell’applicazione utilizzatrice

8. Consideriamo la consistenza e integrità dei dati. Queste: sono vantaggi del DBMS

9. Tra i vantaggi del DBMS troviamo l’affidabilità dei dati ossia: il fatto che i DBMS offrano meccanismi

per la protezione dei dati da malfunzionamenti

  1. I DBMS e file system sono due modalità che possono essere adoperate per gestire archiviare recuperare e manipolare dati: non ci sono casi in cui è meglio usare file system invece che DBSM TEST 8

1. Il modello relazionale si base sul concetto matematico di relazione ma con alcune differenza.

L’elemento principale per la descrizione dei dati in questo modello è: la tabella

2. Il costrutto di base per la descrizione dei dati nel modello relazionale è la relazione che consiste: in

uno schema relazionale e una istanza della relazione

3. La relazione intesa secondo il modello relazionale dei dati: presenta alcune differenze significative

rispetto alla relazione matematica

4. Si consideri la relazione nella sua accezione matematica. Il prodotto cartesiano di n insieme

l1xl2x…x In è: l’insieme di tutte le ennuple ordinate (i1,i2,…in) tali che i1 appartiene a I1, i2 appar I2, in appar In

5. Una relazione nel modello relazionale si può rappresentare come una tabella in cui i nomi degli

attributi: sono usati come intestazioni delle colonne

6. In una relazione del modello relazionale si ha che: i valori di ciascuna colonna appartengono allo

stesso dominio

7. Una istanza di base di dati su uno schema di base di dati è: un insieme di istanze di relazione una

istanza per ogni schema di relazione dello schema della base di dati

8. Nel modello relazione i dati disponibili potrebbero non permettere formato previsto. Se

informazione è incompleta: si adotta la tecnica del valore nullo (NULL)

9. Nel modello relazionale la tecnica del valore nullo: denota l’assenza di un valore del dominio

  1. L’utilizzo del NULL è necessario quando non esiste non è noto o non si conosce l’esistenza di un valore dominio. I DBMS:non fanno alcuna distinzione tra le diverse situazioni di necessità per uso del valore nullo TEST 9

1. Un vincolo di integrità è una condizione che si esprime a livello di schema e che si intende debba

essere soddisfatta da tutte le istanze della base di dati. Prendendo ad esempio i valori dell’attributo intero età di una tabella persona: sarebbe un errore associare ad età un valore negativo

2. L’operatore AND serve a concatenare tra loro due espressioni booleane a e b. se a ha un valore true

e b ha valore false l’espressione a and b ha valore: false

3. I vincoli di tupla sono vincoli di integrità: intrarelazionali

4. Un vincolo di tupla che coinvolge un solo attributo si dice: vincolo di dominio

5. Consideriamo il vincolo in una tabella impiegato per cui nessuna coppia di tuple possa avere lo

stesso codice fiscale. Esso è un vincolo di chiave della relazione cioè: è un insieme non vuoto attributi che identificano univocamente le tuple di una relazione

6. Quale tra queste asserzioni potrebbe definire un vincolo di chiave in un ipotetico database: non ci

possono essere due impiegati con lo stesso codice fiscale

7. Considerando il concetto di chiave in uno schema di relazione R, sia r una istanza di R: una chiave

per r è una superchiave minimale

8. Nello schema studenti (matricola cognome nome corso data di nascita) una chiave può essere:

matricola

9. La presenza del valore NULL nelle chiave deve essere limitata: scegliendo per ogni relazione una

chiave su cui non siano ammessi valori nulli

  1. Un vincolo di chiave primaria è una asserzione che specifica che un insieme di attributi formano la chiave primaria della relazione: tale insieme di attributi forma una chiave per la relazione TEST 11

1. Il vincolo di integrità referenziale è un vincolo interrelazionale. Quando siamo in presenza di questo

vincolo si ha che : considerando le informazioni contenute in relazioni diverse queste sono correlate per mezzo di valori comuni

2. Quale tra le seguenti affermazioni definisce correttamente la chiave esterna: è una colonna o una

combinazione di colonne i cui valori corrispondono a una chiave primaria in una tabella diversa

3. L’integrità referenziale viene rispettata quando per ogni valore non nullo della chiave esterna esiste

un valore corrispondente della chiave primaria nella tabella associata. Si ha che: la chiave esterna fa parte della tabella referenziante

4. Consideriamo il vincolo di foregn key. Esso è rispettato se: per ogni valore non nullo della chiave

esterna esiste un valore corrispondente della chiave primaria nella tabella associata

5. Consideriamo il vincolo di foreign key. È possibile asserire che: il valore NULL contenuto in un

attributo coinvolto in un vincolo di chiave esterna non costituisce violazione del vincolo

6. I valori NULL non possono apparire in un campo di chiave primaria. Ciò significa che essi possono

apparire: nella relazione referenziante

7. Sia ordini una relazione referenziante con un vincolo FK su clienti. Si ha che: i valori non NULL della

FK di ordini devono trovarsi nella chiave clienti

8. Un vincolo di inclusione fra una serie vuota di A di n attributi di una relazione R1 ed una serie B di n

attributi di una relazione R2 impone che ogni combinazione di valori su A presenti in R1 compaia come combinazione di valori su B in R2: esso è una generalizzazione del vincolo chiave esterna

9. Consideriamo l’istanza r della relazione R. se un vincolo generale non è soddisfatto: r è una istanza

non legale

  1. I sistemi DB relazionali supportano vincoli generali in due forme vincoli di tabella e asserzioni. Le asserzioni coinvolgono: diverse tabelle e sono controllate ogni volta che una di queste tabelle viene modificata

TEST 14

1. Si consideri l’operatore join naturale dell’algebra relazionale tra due istanze di relazione R1 e R2, il

risultato R è una relazione che: esegue anche un filtraggio perché le tuple che non hanno un dato legame semantico con l’altra relazione non vengono considerate

2. Si applichi l’operatore join naturale dell’algebra relazionale a due relazioni R1 e R2. Il risultato

contiene: tutte le coppie formate da una tupla di R1 e da una tupla R2 per cui per gli attributi con stesso nome valore è uguale

3. Il join naturale gode delle seguenti proprietà: è un operatore binario, commutativo e associativo

4. Si consideri l’operatore join naturale dell’algebra relazionale applicato a due relazioni R1 e R2 non

vuote. Se R1 e R2 hanno attributi con lo stesso nome, ma i valori sono tutti diversi, il risultato del join naturale: è vuoto

5. La condizione nel theta join deve essere soddisfatta: tra attributi di relazioni diverse che non hanno

lo stesso nome

6. Il theta join genera le coppie di una tupla di R1 e di una tupla di R2 che soddisfano una certa

condizione. Esso è un operatore: binario, date due relazioni R1 e R2 genera una nuova relazione R che ha come schema tutti gli attributi di R1 e tutti quelli di R

7. Si consideri il theta join. Esiste un caso particolare dove l’operatore di confronto theta è:

l’operatore uguale = e si chiama equi join

8. L’operazione R1semijoinR2 crea un legame tra le tuple della relazione R1 e della relazione R2 e:

restituisce nel risultato lo schema di R

9. L’operazione R1semijoinR2 restituisce l’informazione rilevante della prima relazione del join, in

particolare: sullo schema del join viene fatta una proiezione su tutti gli attributi dello schema di R

  1. Il semi join tra due istanze di relazione R1 e R2 (R1semijoinR2): non gode della proprietà commutativa TEST 15

1. L’operazione R1 left outer join R2 genera le coppie di tuple formate da una tupla di R1 e una di R

per cui è vera una data condizione c e inoltre: una tupla di R1 che non è correlata mediante la condizione c a tuple di R2 completata mediante valori NULL per tutti gli attributi di R

2. L’operazione R1 right outer join R2 genera le coppie di tuple formate da una tupla di R1 e una di R

per cui è vera una data condizione c e inoltre: una tupla di R2 che non è correlata mediante la condizione c a tuple di R1 completata mediante valori NULL per tutti gli attributi R

3. L’operazione R1 full outer join R2 genera le coppie di tuple formate da una tupla di R1 e una di R

per cui è vera una data condizione c e inoltre: le tuple di R1 e R2 che non sono correlate mediante la condizione c riempite con valori NULL per i rispettivi attributi

4. Si consideri l’operatore anti join tra due istanze di relazione R1 e R2 esso seleziona: le tuple di R

semanticamente non legate da una condizione c alle tuple di R

5. Si consideri l’operatore anti join tra due istanze di relazione R1 e R2 il suo simbolo è: un bow tie

negato aperto a destra

6. Si consideri l’operatore anti join tra due istanze di relazione R1 e R2 esso: no proprietà

commutativa né associativa

7. Si consideri l’operatore anti join tra due istanze di relazione R1 e R2 esso: semplifica alcune

operazioni che richiederebbero altrimenti più operatori

8. Si supponga di voler trovare i giocatori presenti nella istanza di relazione R1 di giocatori presenti

che hanno giocato in tutte le gare del campionato riportate nella istanza di relazione R2 delle gare

giocate. Il problema si risolve facilmente ricorrendo a: operatore di divisione

9. Si consideri l’operatore divisione tra due istanze di relazione R1 e R2 esso: non gode della proprietà

commutativa e associativa

  1. Si consideri l’operatore divisione tra due istanze di relazione R1 e R2 esso è un operatore derivato cioè: esprimibile tramite gli altri operatori dell’algebra relazionale TEST 16

1. La relazione che intercorre tra intelligenza artificiale il machine learning e deep learning può essere

espressa tramite la simbologia della teoria degli insiemi: all’interno dell’intelligenza artificiale si colloca il machine learning

2. I primi lavori scientifici sull’intelligenza artificiale risalgono al 1950 circa. Essi hanno avuto risultati

interessanti come la realizzazione di: programmi in grado di giocare a scacchi

3. Lo studio dell’intelligenza artificiale ha portato alla seguente conclusione: non tutti i problemi che

un essere umano si trova ad affrontare ogni giorno possono essere facilmente rappresentati tramite un insieme predefinito di regole

4. Il meccanismo di funzionamento del machine learning è basato sui dati. In particolare il paradigma

del machine learning prevede: come input i dati e le risposte attese e come output le regole che consentono di connettere i dati alle risposte attese

5. Un meccanismo di funzionamento del machine learning è basato sull’apprendimento

supervisionato. Esistono anche altre modalità di apprendimento tra cui: semi supervisionato e di rinforzo

6. Con le tecniche di apprendimento mediante machine learning: vengono generate delle regole che

se applicate ad uno specifico insieme di dati, forniscono i risultati desiderati

7. Un algoritmo di machine learning riesce a creare un modello predittivo in grado di ottenere buoni

risultati su nuovi dati. Questo è possibile se: i dati di training sono stati scelti in modo da rispecchiare la distribuzione statistica dei casi reali

8. Il deep learning è una particolare branca del machine learning in cui il modello statistico viene

imparato gerarchicamente cioè: si hanno più strati di apprendimento concatenati

9. La parola deep sta ad indicare una lunga catena di rappresentazioni che vengono create in un

sistema di apprendimento automatico. Il numero di layer che contribuiscono alla creazione del modello indicano: la profondità della rete

  1. Nel deep learning le rappresentazioni vengono apprese tramite l’uso di reti neurali grazie al fatto che: tecniche matematiche permettono di creare una rappresentazione accurata del problema derivata dai dati