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DOMANDE INFORMATICA
TEST 1
- La sicurezza nei sistemi informa>ci si occupa di: preservare le risorse del sistema da accessi non autorizza>
- In un aEacco di >po man in the middle: l’aEaccante altera la comunicazione tra due par> che credono di essere in comunicazione direEa tra loro
- Il termine aEacco DOS indica: un aEacco informa>co che mira a rendere inu>lizzabile una specifica macchina o una rete rendendola inaccessibile agli uten> per cui è stata realizzata
- Con il termine compromissione di integrità si intende: la modifica non autorizzata di da> e la modifica del codice sorgente
- Per protezione fisica di un sistema si intende: protezione dei luoghi che ospitano le macchine del sistema
- I quaEro livelli del modello di sicurezza sono: applicazione sistema opera>vo SO rete e fisico
- La criEografia può essere u>lizzata per prevenire aEacchi a livello: di rete
- Il faEore umano nell’ambito dei sistemi di sicurezza informa>ci riguarda: i comportamen> degli uten> umani che possano meEere volontariamente o involontariamente il sistema in pericolo
- Il phishing consiste nel: contraffare e mail o pagine web rendendole simili a quelle auten>che per spingere gli uten> traY in inganno a comunicare informazioni confidenziali
- Un elemento di dubbio per iden>ficare una email di phishing è il seguente: presenza di testo inviato all’interno dell’email come immagine TEST 2
- Il cavallo di troia : è un malware che agisce in modo malevolo che non esegue semplicemente la sua funzione dichiarata
- Il trojan mule: è una variante classica del cavallo di troia che emula una procedura di login
- Un programma che emula una procedura di accesso alla sessione di lavoro soEraendo nome utente e password: è un trojan mule
- Un >po di aEacco in grado di criEografare le informazioni presen> sul computer di des>nazione e renderle inaccessibili al proprietario: è un ramsomware
- Un trap door progeEata per aYvarsi solo al verificarsi di uno specifico insieme di condizioni logiche: è deEa logic bomb
- Il principio del minimo privilegio: prevede che a un utente vengano concessi livelli minimi di accesso dei quali ha bisogno per svolgere le proprie mansioni
- Per quanto riguarda le minacce rela>ve al sistema e alla rete i rischi per la sicurezza: aumentano se il sistema è connesso alla rete
- Gli aEacchi DDos : sono effeEua> indireEamente tramite una rete bot spesso ampiamente diffusa da qui termine distributed
- Un utente malintenzionato che rimane passivo interceEando il traffico di rete: sta compiendo un aEacco sniffing
- La scansione delle porte: non si può definire come un vero e proprio aEacco ma come un mezzo impiegato da uten> malevoli per sondare la vulnerabilità del sistema TEST 3
- L’u>lizzo degli Ip di rete: permeEe di risalire al miEente e al des>natario di messaggi
- I due principali algoritmi di cifratura sono la cifratura simmetrica e la cifratura asimmetrica. La cifratura simmetrica: u>lizza una chiave privata comune a miEente e des>natario
- La cifratura asimmetrica: u>lizza due diverse chiavi (pubblica e privata) e ad ogni aEore coinvolto nella comunicazione è associata una coppia di chiavi
- In quale delle seguen> situazioni il sistema opera>vo può determinare con certezza il miEente e il des>natario: in un calcolatore isolato
- In un sistema criEografico il ricevitore del messaggio: se ha la chiave k u>le alla decifratura oEerrà il messaggio originale
- In un algoritmo di auten>cazione che u>lizza chiavi simmetriche: è essenziale che non sia possibile derivare k dai tes> cifra>
- In un aEacco di interposizione: l’intruso si interpone nella comunicazione e trasmeEe la propria chiave pubblica illegiYma che fa coppia con la sua chiave privata
- Le tecniche di cifratura: servono per creare un ciphertext ossia un testo cifrato
- La criEografia si può implementare: nei vari livelli del modello OSI
- Il tema rela>vo all’implementazione della criEografia si inquadra facendo riferimento al progeEo di una rete di comunicazione. In una rete di comunicazione: la comunicazione tra stra> avviene aEraverso uno specifico protocollo TEST 4
- Un importante problema di sicurezza per i sistemi opera>vi è l’auten>cazione degli uten>. Essa è basata: su oggeY conoscenze e aEribu> fisici
- Il token è un disposi>vo eleEronico porta>le alimentato a baEeria con autonomia dell’ordine di qualche anno. Esso è u>lizzato: per generare un codice numerico temporaneo
- Un importante problema di sicurezza per i sistemi opera>vi è l’auten>cazione degli uten>. Essa può essere basata sulla leEura impronta digitale che rientra: tra gli aEribu> fisici possedu> dall’utente
- Indicare quale tra queste affermazioni è vera: le tecniche biometriche sono più affidabili nel verificare iden>tà dell’utente rispeEo ad altri metodi
- Per indovinare la pass possono essere usate diverse tecniche. tra queste lo shoulder surfing: è la sorveglianza visiva ad esempio un intruso può sbirciare sopra la spalla dell’utente
- Possiamo dis>nguere due grandi categorie di controllo di accesso alle risorse: discre>onary access control e mandatory access control
- I vantaggi di un modello di accesso DAC sono: la flessibilità in termini di specifiche delle poli>che di accesso e il faEo di essere supportato da tuY i SO e DBMS
- La descrizione del modello harrison ruzzo ullman si basa su: un set di soggeY S un set di oggeY O un set di diriY di accesso R una matrice degli accessi M
- Il modello HRU ha introdoEo alcuni conceY importan> quali la nozione di sistemi di autorizzazione la nozione di sicurezza. Esso: consente agli uten> di concedere l’autorizzazione ad accedere ai propri oggeY ad altri uten> a propria discrezione
- Consideriamo i comandi del modello HRU siano s1.., sm i soeggY e gli o1…, om gli aggeY che compaiono nella lista dei parametri: un soggeEo s può creare un nuovo file f
- Il modello HRu: è un modello che può essere classificato DAC
- Il modello Bell lapadula è un modello che specifica un >po di controllo di accesso alle risorse in base ai soggeY e alla classificazione degli oggeY. Inoltre: è un modello di protezione mul>livello
- Il modello bell lapadula si concentra su riservatezza di da> e accesso a informazioni classificate. In par>colare ai soggeY: sono assegna> i clearance levels
- Se consideriamo informazioni al livello di sicurezza top secret nel modello BLP: le informazioni non possono essere scriEe in files di livello Unclassified TEST 7
- Un sistema informa>vo è cos>tuito da: da> e informazioni di una organizzazione
- Una base di da> è una collezione di da>: che viene mantenuta in memoria di massa quindi in maniera non vola>le e permanente
- Il DBMS è un solware progeEato per: ges>re e u>lizzare grandi collezione di da>
- Il DBMS o sistema di ges>one di basi di da>: può essere visto come uno strato solware che si interpone fra utente ed i da> veri e propri
- Un sistema di ges>one di basi di da> deve essere affidabile cioè: resistente a malfunzionamen> hardware e solware
- Il DBMS è: un sistema di ges>one di basi di da> basato su un modello dei da> descriEo da una collezione di costruY
- In un sistema informa>co per archivio tradizionale s’ intende uno o più file di archivio in cui: i da> vengono ges>> direEamente dal solware dell’applicazione u>lizzatrice
- Consideriamo la consistenza e integrità dei da>. Queste: sono vantaggi del DBMS
- Tra i vantaggi del DBMS troviamo l’affidabilità dei da> ossia: il faEo che i DBMS offrano meccanismi per la protezione dei da> da malfunzionamen>
- I DBMS e file system sono due modalità che possono essere adoperate per ges>re archiviare recuperare e manipolare da>: non ci sono casi in cui è meglio usare file system invece che DBSM
TEST 8
- Il modello relazionale si base sul conceEo matema>co di relazione ma con alcune differenza. L’elemento principale per la descrizione dei da> in questo modello è: la tabella
- Il costruEo di base per la descrizione dei da> nel modello relazionale è la relazione che consiste: in uno schema relazionale e una istanza della relazione
- La relazione intesa secondo il modello relazionale dei da>: presenta alcune differenze significa>ve rispeEo alla relazione matema>ca
- Si consideri la relazione nella sua accezione matema>ca. Il prodoEo cartesiano di n insieme l1xl2x… x In è: l’insieme di tuEe le ennuple ordinate (i1,i2,…in) tali che i1 appar>ene a I1, i2 appar I2, in appar In
- Una relazione nel modello relazionale si può rappresentare come una tabella in cui i nomi degli aEribu>: sono usa> come intestazioni delle colonne
- In una relazione del modello relazionale si ha che: i valori di ciascuna colonna appartengono allo stesso dominio
- Una istanza di base di da> su uno schema di base di da> è: un insieme di istanze di relazione una istanza per ogni schema di relazione dello schema della base di da>
- Nel modello relazione i da> disponibili potrebbero non permeEere formato previsto. Se informazione è incompleta: si adoEa la tecnica del valore nullo (NULL)
- Nel modello relazionale la tecnica del valore nullo: denota l’assenza di un valore del dominio
- L’u>lizzo del NULL è necessario quando non esiste non è noto o non si conosce l’esistenza di un valore dominio. I DBMS:non fanno alcuna dis>nzione tra le diverse situazioni di necessità per uso del valore nullo TEST 9
- Un vincolo di integrità è una condizione che si esprime a livello di schema e che si intende debba essere soddisfaEa da tuEe le istanze della base di da>. Prendendo ad esempio i valori dell’aEributo intero età di una tabella persona: sarebbe un errore associare ad età un valore nega>vo
- L’operatore AND serve a concatenare tra loro due espressioni booleane a e b. se a ha un valore true e b ha valore false l’espressione a and b ha valore: false
- I vincoli di tupla sono vincoli di integrità: intrarelazionali
- Un vincolo di tupla che coinvolge un solo aEributo si dice: vincolo di dominio
- Consideriamo il vincolo in una tabella impiegato per cui nessuna coppia di tuple possa avere lo stesso codice fiscale. Esso è un vincolo di chiave della relazione cioè: è un insieme non vuoto aEribu> che iden>ficano univocamente le tuple di una relazione
- Quale tra queste asserzioni potrebbe definire un vincolo di chiave in un ipote>co database: non ci possono essere due impiega> con lo stesso codice fiscale
- Con riferimento ai linguaggi di interrogazioni associa> al modello relazionale il date manipula>on language DML: permeEe di modificare direEamente i da>
- I linguaggi di interrogazione per base di da> relazionali possono essere classifica> in dichiara>vi e procedurali. In par>colare i linguaggi dichiara>vi: dichiarano le proprietà del risultato senza fare riferimento alle procedure da eseguire per generare il risultato stesso
- L’algebra relazionale è un linguaggio formale di >po algebrico i cui operandi sono relazioni. In par>colare: è un linguaggio procedurale in cui cioè le operazioni complesse vengono specificate descrivendo il procedimento da seguire per oEenere la soluzione
- Consideriamo l’operatore unione tra due istanze di relazione R e S. affinchè l’unione possa essere eseguita R e S devono avere: lo stesso numero di aEribu>
- Consideriamo l’operatore intersezione tra due istanze di relazione R e S. il risultato con>ene: tuEe le tuple presen> contemporaneamente in R e S
- La differenza tra due relazioni R e S è indicata con R-S con>ene tuEe le tuple che sono presen> in R ma non esistono in S. inoltre: R e S devono essere compa>bili rispeEo all’unione
- Si consideri il prodoEo cartesiano. Se due relazioni hanno degli aEribu> con nomi iden>ci, allora: per prassi i nomi degli aEribu> possono essere indica> tra parentesi possiamo riferirci a loro per mezzo della posizione
- Consideriamo l’operatore di ridenominazione. Esso: è un operatore unario
- L’operatore di ridenominazione indicato con la leEera greca p (ro): cambia lo schema del risultato lasciando invaria> i valori delle tuple TEST 13
- L’operatore di selezione o consente di selezionare un soEoinsieme delle tuple di una relazione r applicando a ciascuna di esse una data condizione. L’istanza di relazione risultante dalla selezione: con>ene le tuple di r che rendono vera tale condizione
- Si consideri l’operatore di selezione. Esso è: un operatore unario che permeEe di manipolare i da> di una singola relazione
- La condizione di selezione si applica a ciascuna tupla dell’istanza di relazione: singolarmente quindi non può coinvolgere più di una tupla
- L’operatore di proiezione proieEa le colonne di una relazione. Il simbolo è (TT) al cui pedice viene indicata la lista degli aEribu> che cos>tuiscono la nuova relazione. tale lista: è soEoinsieme degli aEribu> della relazione originale
- Si consideri l’operatore proiezione. I campi di interesse: sono indica> nella lista degli aEribu> mentre gli altri campi sono proieEa> fuori
- Il risultato dell’operazione di proiezione: con>ene al più tante ennuple quante ne ha l’operando
- Si consideri l’operatore proiezione. Se la lista di aEribu> è una superchiave della relazione r allora la relazione risultante: ha lo stesso numero di tuple presen> in r
- Si consideri una lista di aEribu> dell’operatore proiezione che sia una superchiave di una relazione r allora la relazione risultante: ha la stessa cardinalità di r
- Se si combinano selezione e proiezione possono essere estraEe interessan> informazioni: da una sola relazione
- La selezione e la proiezione: permeEono di oEenere informazioni importan> da una sola relazione TEST 14
- Si consideri l’operatore join naturale dell’algebra relazionale tra due istanze di relazione R1 e R2, il risultato R è una relazione che: esegue anche un filtraggio perché le tuple che non hanno un dato legame seman>co con l’altra relazione non vengono considerate
- Si applichi l’operatore join naturale dell’algebra relazionale a due relazioni R1 e R2. Il risultato con>ene: tuEe le coppie formate da una tupla di R1 e da una tupla R2 per cui per gli aEribu> con stesso nome valore è uguale
- Il join naturale gode delle seguen> proprietà: è un operatore binario, commuta>vo e associa>vo
- Si consideri l’operatore join naturale dell’algebra relazionale applicato a due relazioni R1 e R2 non vuote. Se R1 e R2 hanno aEribu> con lo stesso nome, ma i valori sono tuY diversi, il risultato del join naturale: è vuoto
- La condizione nel theta join deve essere soddisfaEa: tra aEribu> di relazioni diverse che non hanno lo stesso nome
- Il theta join genera le coppie di una tupla di R1 e di una tupla di R2 che soddisfano una certa condizione. Esso è un operatore: binario, date due relazioni R1 e R2 genera una nuova relazione R che ha come schema tuY gli aEribu> di R1 e tuY quelli di R
- Si consideri il theta join. Esiste un caso par>colare dove l’operatore di confronto theta è: l’operatore uguale = e si chiama equi join
- L’operazione R1semijoinR2 crea un legame tra le tuple della relazione R1 e della relazione R2 e: res>tuisce nel risultato lo schema di R
- L’operazione R1semijoinR2 res>tuisce l’informazione rilevante della prima relazione del join, in par>colare: sullo schema del join viene faEa una proiezione su tuY gli aEribu> dello schema di R
- Il semi join tra due istanze di relazione R1 e R2 (R1semijoinR2): non gode della proprietà commuta>va TEST 15
- L’operazione R1 lel outer join R2 genera le coppie di tuple formate da una tupla di R1 e una di R per cui è vera una data condizione c e inoltre: una tupla di R1 che non è correlata mediante la condizione c a tuple di R2 completata mediante valori NULL per tuY gli aEribu> di R
- L’operazione R1 right outer join R2 genera le coppie di tuple formate da una tupla di R1 e una di R per cui è vera una data condizione c e inoltre: una tupla di R2 che non è correlata mediante la condizione c a tuple di R1 completata mediante valori NULL per tuY gli aEribu> R
- Il deep learning è una par>colare branca del machine learning in cui il modello sta>s>co viene imparato gerarchicamente cioè: si hanno più stra> di apprendimento concatena>
- La parola deep sta ad indicare una lunga catena di rappresentazioni che vengono create in un sistema di apprendimento automa>co. Il numero di layer che contribuiscono alla creazione del modello indicano: la profondità della rete
- Nel deep learning le rappresentazioni vengono apprese tramite l’uso di re> neurali grazie al faEo che: tecniche matema>che permeEono di creare una rappresentazione accurata del problema derivata dai da>
INFORMATICA 2022/
- A differenza della sicurezza che misura la fiducia nel fatto che l’integrità di un
sistema e dei suoi dati siano preservati, la protezione: CONCERNE IL MECCANISMO
PER IL CONTROLLO DELL’ACCESSO ALLE RISORSE DI UN SISTEMA INFORMATICO.
- Con il termine compromissione di integrità si intende: LA MODIFICA NON
AUTORIZZATA DI DATI E LA MODIFICA DEL CODICE SORGENTE.
- Con le tecniche di apprendimento mediante machine learning: VENGONO
GENERATE DELLE REGOLE CHE, SE APPLICATE AD UNO SPECIFICO INSIEME DI DATI,
FORNISCONO I RISULTATI DESIDERATI.
- Con riferimento ai linguaggi di interrogazione associati al modello relazionale, il
data definition language (DDL): AGISCE SULLO SCHEMA DELLA BASE DI DATI.
- Con riferimento ai linguaggi di interrogazione associati al modello relazionale, il
data manipulation language (DML): PERMETTE DI MODIFICARE DIRETTAMENTE I
DATI.
- Consideriamo i comandi del modello HRU, siano s1,…,sm i soggetti e gli o1,…,,om
gli oggetti che compaiono nella lista dei parametri: UN SOGGETTO s PUO’ CREARE
UN NUOVO FILE f.
- Considerando il concetto di chiave in uno schema di relazione R, sia r una istanza
di R: UNA CHIAVE PER r E’ UNA SUPERCHIAVE MINIMALE.
- Consideriamo il vincolo di foreign key (FK). Esso è rispettato se: PER OGNI
VALORE NON NULLO DELLA CHIAVE ESTERNA, ESISTE UN VALORE
CORRISPONDENTE DELLA CHIAVE PRIMARIA NELLA TABELLA ASSOCIATA.
- Considerando il vincolo di foreign key(FK). E’ possibile asserire che: IL VALORE
NULL CONTENUTO IN UN ATTRIBUTO COINVOLTO IN UN VINCOLO DI CHIAVE
ESTERNA NON COSTITUISCE VIOLAZIONE DEL VINCOLO.
- Consideriamo il vincolo in una tabella “impiegato” per cui nessuna coppia di
tuple possa avere lo stesso codice (CF). Esso è un vincolo di chiave della relazione,
cioè: E’ UN INSIEME NON VUOTO DI ATTRIBUTI CHE IDENTIFICANO
UNIVOCAMENTE LE TUPLE DI UNA RELAZIONE.
- Consideriamo l’istanza r sella relazione R. Se un vincolo generale non è
soddisfatto: r E’ UNA ISTANZA NON LEGALE.
- Consideriamo l’operatore di ridenominazione. Esso: E’ UN OPERATORE UNARIO.
- I valori NULL non possono apparire in un campo di chiave primaria. Ciò significa
che essi possono apparire: NELLA RELAZIONE REFERENZIANTE.
- I vantaggi di un modello di accesso DAC sono:LA FLESSIBILITA’ IN TERMINI DI
SPECIFICHE DELLE POLITICHE DI ACCESSO E IL FATTO DI ESSERE SUPPORTATO DA
TUTTI I SO e i DBMS.
**- I vincoli di tupla sono vincoli di integrità: INTRARELAZIONALI.
- Il Cavallo di Troia: E’ UN MALWARE CHE AGISCE IN MODO MALEVOLO CHE NON**
ESEGUE SEMPLICEMENTE LA SUA FUNZIONE DICHIARATA.
- Il costrutto di base per la descrizione dei dati nel modello relazionale è la
relazione, che consiste: IN UNO SCHEMA RELAZIONALE E UNA ISTANZA DELLA
RELAZIONE.
- Il Data Base Management System (DBMS) è: UN SISTEMA DI GESTIONE DI BASI DI
DATI BASATO SU UN MODELLO DEI DATI DESCRITTO DA UNA COLLEZIONE DI
COSTRUTTI.
- Il Data Base Management System o sistema di gestione di base di dati: PUO’
ESSERE VISTO COME UNO STRATO SOFTWARE CHE SI INTERPONE FRA L’UTENTE ED
I DATI VERI E PROPRI.
- Il DBMS è un software progettato per: GESTIRE E UTILIZZARE GRANDI COLLEZIONE
DI DATI.
- Il deep learning è una particolare branca del machine learning in cui il modello
statistico viene imparato gerarchicamente, cioè: SI HANNO PIU’ STRATI DI
APPRENDIMENTO CONCATENATI.
- Il “fattore umano” nell’ambito dei sistemi di sicurezza informatici riguarda: I
COMPORTAMENTI DEGLI UTENTI UMANI CHE POSSANO METTERE
VOLONTARIAMENTE O INVOLONTARIAMENTE, IL SISTEMA IN PERICOLO.
- Il join naturale gode delle seguenti proprietà: E’ UN OPERATORE BINARIO,
COMMUTATIVO E ASSOCIATIVO.
- Il meccanismo di funzionamento del machine learning è basato sui dati. In
particolare, il paradigma del machine learning prevede: COME INPUT I DATI E LE
RISPOSTE ATTESE E COME OUTPUT LE REGOLE CHE CONSENTONO DI CONNETTERE
I DATI ALLE RISPOSTE ATTESE.
- Il modello Bell-Lapadula è un modello che specifica un tipo di controllo d’accesso
alle risorse in base ai soggetti e alla classificazione degli oggetti. Inoltre: E’ UN
MODELLO DI PROTEZIONE DEFINITO MULTILIVELLO.
- Il modello Bell-Lapadula si concentra su riservatezza di dati e accesso a
informazioni classificate. In particolare, ai soggetti: SONO ASSEGNATI I CLEARANCE
LEVELS(LIVELLI DI AUTORIZZAZIONE).
- Il modello HRU ha introdotto alcuni concetti importanti quali la nozione di sistemi
di autorizzazione e la nozione di sicurezza. Esso: CONSENTE AGLI UTENTI DI
CONCEDERE L’AUTORIZZAZIONE AD ACCEDERE AI PROPRI OGGETTI AD ALTRI
UTENTI A PROPRIA DISCREZIONE.
- Il modello relazionale si basa sul concetto matematico di relazione, ma con alcune
differenze. L’elemento principale per la descrizione dei dati in questo modello è:
LA TABELLA.
- Il Phishing consiste nel: CONTRAFFARE E-MAIL O PAGINE WEB RENDENDOLE
SIMILI A QUELLE AUTENTICHE PER SPINGERE GLI UTENTI TRATTI IN INGANNO A
COMUNICARE INFORMAZIONI CONFIDENZIALI.
- Il principio del minimo privilegio: PREVEDE CHE A UN UTENTE VENGANO
CONCESSI I LIVELLI MINIMI DI ACCESSO DEI QUALI HA BISOGNO PER SVOLGERE LE
PROPRIE MANSIONI.
- Il problema del prigioniero è un modello che mira semplicemente a spiegare i
concetti della Steganografia: ALICE E BOB SONO DUE PRIGIONIERI CHE DEVONO
ESCOGITARE UN PIANO PER POTER FUGGIRE.ESSI SI SCAMBIANO DEI MESSAGGI
ATTRAVERSO IL GUARDIANO WENDY.SE WENDY SCOPRE CHE I DUE SI STANNO
SCAMBIANDO DEI MESSAGGI, IL PIANO FALLIRA’.
- Il risultato dell’operazione di proiezione: CONTIENE AL PIU’ TANTE ENNUPLE
QUANTE NE HA L’OPERANDO.
- Il semi-join tra due istanze di relazione R1 e R2 ( R1 semi-join R2): NON GODE
DELLA PROPRIETA’ COMMUTATIVA.
- Il tema relativo all’implementazione della crittografia si inquadra facendo
riferimento al progetto di una rete di comunicazione. In una rete di
comunicazione: LA COMUNICAZIONE FRA STRATI AVVIENE ATTRAVERSO UNO
SPECIFICO PROTOCOLLO.
- Indicare quale tra queste affermazioni è vera: LE TECNICHE BIOMETRICHE SONO
PIU’ AFFIDABILI NEL VERIFICARE L’IDENTITA’ DI UN UTENTE RISPETTO AGLI ALTRI
METODI.
- Indicare tra queste la migliore passphrase: NULLA S1 CREA NULLA S1 S1STRUGGE
TUTT0 S1 TRASF0RMA!.
- L’algebra relazionale è un linguaggio formale di tipo algebrico i cui operandi sono
relazioni. In particolare: E’ UN LINGUAGGIO PROCEDURALE, INCUI CIOE’ LE
OPERAZIONI COMPLESSE VENGONO SPECIFICATE DESCRIVENDO IL
PROCEDIMENTO DA SEGUIRE PER OTTENERE LA SOLUZIONE.
- L’integrità referenziale viene rispettata quando per ogni valore non nullo della
chiave esterna, esiste un valore corrispondente della chiave primaria nella tabella
associata. Si ha che: LA CHIAVE ESTERNA FA PARTE DELLA TABELLA REFERENZIALE.
- L’oggetto che sarà usato come contenitore per l’inserimento del messaggio: E’ IL
COVER OBJECT O COVER MEDIUM.
- L’oggetto risultato dell’algoritmo si steganografia, cioè dopo che sono state
effettuate operazioni su di esso, che contiene (trasporta) al suo interno il
messaggio: SI DEFINISCE STEGO OBJECT O STEGO MEDIUM.
- L’operatore AND serve a concatenare tra loro due espressioni Booleane a e b. Se a
ha valore TRUE e B ha valore FALSE, l’espressione a AND b ha valore : FALSE.
- L’operatore di proiezione “proietta” le colonne di una relazione. Il simbolo è π al
cui pedice viene indicata la lista degli attributi che costituiscono la nuova
relazione. Tale lista: E’ UN SOTTOINSIEME DEGLI ATTRIBUTI DELLA RELAZIONE
ORIGINALE.
- L’operatore di ridenominazione indicato con la lettera greca ṗ (“ro”): CAMBIA LO
SCHEMA DEL RISULTATO, LASCIANDO INVARIATI I VALORI DELLE TUPLE.
- L’operatore di selezione σ consente di selezionare un sottoinsieme delle tuple di
una relazione r, applicando a ciascuna di esse una data condizione. L’istanza di
relazione risultante dalla selezione: CONTIENE LE TUPLE DI r CHE RENDONO VERA
TALE CONDIZIONE.
- L’operazione “R1 full outer-join R2” genera le coppie di tuple formate da una
tupla di R1 e una di R2 per cui è vera una data condizione c e inoltre: LE TUPLE DI
R1 E R2 CHE NON SONO CORRELATE MEDIANTE LA CONDIZIONE C RIEMPITE CON
VALORI NULL PER I RISPETTIVI ATTRIBUTI.
- L’operazione “R1 left outer-join R2” genera le coppie di tuple formate da una
tupla di R1 e una di R2 per cui è vera una data condizione c e inoltre: UNA TUPLA
DI R1 CHE NON E’ CORRELATA MEDIANTE LA CONDIZIONE C A TUPLE DI R
COMPLETATA MEDIANTE VALORI NULL PER TUTTI GLI ATTRIBUTI DI R2.
- L’operazione “R1 right outer-join R2” genera le coppie di tuple formate da una
tupla di R1 e una di R2 per cui è vera una data condizione c e inoltre: UNA TUPLA
DI R2 CHE NON E’ CORRELATA MEDIANTE LA CONDIZIONE C A TUPLE DI R
COMPLETATA MEDIANTE VALORI NULL PER TUTTI GLI ATTRIBUTI DI R1.
- L’operazione (R1 semi-join R2) crea un legame tra le tuple della relazione R1 e
della relazione R2 e: RESTITUISCE NEL RISULTATO LO SCHEMA DI R1.
- L’operazione (R1 semi-join R2) restituisce l’informazione rilevante della prima
relazione del join. In particolare: SULLO SCHEMA DEL JOIN VIENE FATTA UNA
PROIEZIONE SU TUTTI GLI ATTRIBUTI DELLO SCHEMA DI R1.
- L’utilizzo degli IP di rete: PERMETTE DI RISALIRE AL MITTENTE E AL DESTINATARIO
DI MESSAGGI.
- L’utilizzo di NULL è necessario quando non esiste, non è noto o non si conosce
l’esistenza di un valore del dominio. I DBMS: NON FANNO ALCUNA DISTINZIONE
TRA LE DIVERSE SITUAZIONI DI NECESSITA’ PER L’USO DEL VALORE NULLO.
- La cifratura simmetrica e la cifratura asimmetrica sono due algoritmi di cifratura.
La cifratura asimmetrica: UTILIZZA DUE DIVERSE CHIAVI ( CHIAVE PUBBLICA E
PRIVATA) E AD OGNI ATTORE COINVOLTO NELLA COMUNICAZIONE E’ ASSOCIATA
UNA COPPIA DI CHIAVI.
- La condizione di selezione si applica a ciascuna tupla dell’istanza di relazione:
SINGOLARMENTE, QUINDI NON PUO’ COINVOLGERE PIU’ DI UNA TUPLA.
- La condizione nel theta-join deve essere soddisfatta: TRA ATTRIBUTI DI RELAZIONI
DIVERSE CHE NON HANNO LO STESSO NOME.
**- La crittografia può essere utilizzata per prevenire attacchi a livello: DI RETE.
- La crittografia si può implementare: NEI VARI LIVELLI DEL MODELLO OSI.
- La descrizione del modello Harrison-Ruzzo-Ullman (HRU) si basa su: UN SET DI**
SOGGETTI S; UN SET DI OGGETTI O; UN SET DI DIRITTI DI ACCESSO R; UNA
MATRICE DEGLI ACCESSI M.
- Lo studio dell’intelligenza artificiale ha portato alla seguente conclusione: NON
TUTTI I PROBLEMI CHE UN ESSERE UMANO SI TROVA AD AFFRONTARE OGNI
GIORNO POSSONO ESSERE FACILMENTE RAPPRESENTATI TRAMITE UN INSIEME
PREDEFINITO DI REGOLE.
- Nel deep learning, le rappresentazioni vengono apprese tramite l’uso di reti
neurali, grazie al fatto che: TECNICHE MATEMATICHE PERMETTONO DI CREARE
UNA RAPPRESENTAZIONE ACCURATA DEL PROBLEMA DERIVATA DAI DATI.
- Nel modello relazionale i dati disponibili potrebbero non permettere di
ottemperare esattamente al formato previsto. Se ad esempio l’informazione è
incompleta: SI ADOTTA LA TECNICA DEL VALORE NULLO(NULL).
- Nel modello relazionale la tecnica del valore nullo (NULL): DENOTA L’ASSENZA DI
UN VALORE DEL DOMINIO.
- Nello scherma Studenti (matricola, cognome, nome, corso, data_ di _ nascita) una
chiave può essere: MATRICOLA.
- Per indovinare la password possono essere usate diverse tecniche. Tra queste lo
shoulder surfing: E’ LA SORVEGLIANZA VISIVA, AD ESEMPIO UN INTRUSO PUO’
SBIRCIARE SOPRA LA SPALLA DELL’UTENTE.
- Per indovinare la password possono usare diverse tecniche. Tra queste la
shoulder surfing: E’ LA SORVEGLIANZA VISIVA, AD ESEMPIO UN INTRUSO PUO’
SBIRCIARE SOPRA LA SPALLA DELL’UTENTE.
- Per protezione fisica di un sistema si intende: PROTEZIONE DEI LUOGHI CHE
OSPITANO LE MACCHINE DEL SISTEMA.
- Per quanto riguarda le minacce relative al sistema e alla rete, i rischi per la
sicurezza: AUMENTANO SE IL SISTEMA E’ CONNESSO ALLA RETE.
- Possiamo distinguere in due grandi categorie di controllo di accesso alle risorse:
DISCRETIONARY ACCESS CONTROL E MONDATORY ACCESS CONTROL.
- Quale tra le seguenti affermazioni definisce correttamente la chiave esterna: E’
UNA COLONNA O UNA COMBINAZIONE DI COLONNE I CUI VALORI
CORRISPONDONO A UNA CHIAVE PRIMARIA IN UNA TABELLA DIVERSA.
- Quale tra queste asserzioni potrebbe definire un vincolo di chiave in un ipotetico
Database: NON CI POSSONO ESSERE DUE IMPIEGATI CON LO STESSO CODICE
FISCALE.
- Quali tra le seguenti può essere considerata una tecnica steganografica applicata
in opere d’arte: INSERIMENTO DI UN PARTICOLARE DIFFICILMENTE VISIBILE
ALL’OCCHIO DELL’OSSERVATORE.
- Quali tra le seguenti tecniche può essere utilizzata per inserire messaggi segreti
all’interno di un cover object all’apparenza innocuo: MODIFICA DI BIT DI CODIFICA
ALL’INTERNO DI IMMAGINI DIGITALI.
- Se consideriamo informazioni al livello di sicurezza “Top-secret”nel modello BLP:
LE INFORMAZIONI NON POSSONO ESSERE SCRITTE IN FILES DI LIVELLO
UNCLASSIFIED.
- Se si combinano selezione e proiezione possono essere estratte interessanti
informazioni: DA UNA SOLA RELAZIONE.
- Si applichi l’operatore join naturale dell’algebra relazionale a due relazioni R1 e
R2. Il risultato contiene: TUTTE LE COPPIE FORMATE DA UNA TUPLA DI R1 E DA
UNA TUPLA DI R2 PER CUI, PER GLI ATTRIBUTI CON STESSO NOME, IL VALORE E’
UGUALE.
- Si consideri il prodotto cartesiano. Se due relazioni hanno degli attributi con nomi
identici, allora: PER PRASSI, I NOMI DEGLI ATTRIBUTI POSSONO ESSERE INDICATI
TRA PARENTESI: POSSIAMO RIFERIRCI A LORO PER MEZZO DELLA POSIZIONE.
- Si consideri il theta-join. Esiste un caso particolare dove l’operatore di confronto
‘theta’ è: L’OPERATORE UGUALE = E SI CHIAMA EQUI-JOIN.
- Si consideri l’operatore anti-join tra due istanze di relazione R1 e R2, esso : NON
GODE NE’ DELLA PROPRIETA’ COMMUTATIVA NE’ DELLA PROPRIETA’
ASSOCIATIVA.
- Si consideri l’operatore anti-join tra due istanze di relazione R1 e R2, esso
seleziona: LE TUPLE DI R1 SEMANTICAMENTE NON LEGATE DA UNA CONDIZIONE C
ALLE TUPLE DI R2.
- Si consideri l’operatore anti-join tra due istanze di relazione R1 e R2, esso:
SEMPLIFICA ALCUNE OPERAZIONI, CHE RICHIEDEREBBERO ALTRIMENTI PIU’
OPERATORI ( ES. DIFFERENZA, PROIEZIONE, JOIN NATURALE).
- Si consideri l’operatore anti-join tra due istanze di relazione R1 e R2, il suo
simbolo è: UN BOW-TIE NEGATO APERTO A DESTRA.
- Si consideri l’operatore divisione tra due istanze di relazione R1 e R2, esso: NON
GODE DELLE PROPRIETA’ COMMUTATIVA E ASSOCIATIVA.