
INFORMAZIONE C – ANALOGICO E DIGITALE
• MONDO ANALOGICO continuo una grandezza è analogica quando può assumere qualunque
valore, a volte fra un minimo e un massimo (ex. numeri reali: √2, 1,4, 4π)
• MONDO DIGITALE discreto una grandezza è digitale quando può assumere solo alcuni valori, che
sono ben separati fra loro (ex numeri naturali: 1,4,78).
• Il manico di una chitarra è digitale perché quando si produce una nota, se la chitarra è accordata, il
suono è preciso, discreto, mentre con il violino non è così (il suono è leggermente diverso a seconda
della posizione delle dita). I semi sono discreti poiché le quantità sono ben precise, l’acqua è
continua (non c’è vincolo nella quantità di acqua che si mette in un bicchiere). Il fonografo è
analogico perché il segnale musicale era inciso nel vinile e la punta (l’ago) produceva un suono solo
quando ne veniva a contatto. Anche il mangiadischi è analogico poiché le onde sonore venivano
trasformate in onde magnetiche e poi in onde sonore (avveniva in modo continuo). I lettori MP3,
invece, sono discreti perché al loro interno hanno memorie, dunque il suono non dev’essere
trasformato continuamente. Anche buttare un sasso dentro l’acqua ferma fa parte del mondo
analogico poiché genera delle onde che si propagano in modo continuo, mentre la vita dentro il
mondo di Matrix è digitale (la nostra vita non è del tutto digitale ma è comunque simile a quella di
Matrix poiché quasi tutta l’informazione che viene generata è digitale). Il telefono di Meucci è
analogico, mentre il Codice Morse digitale. Il primo era collegato da due fili e doveva essere sempre
alimentato: mentre una persona parla, esso emette delle onde che fanno mutare la corrente propagata
dal filo, che arriva dall’altra parte, passa dalla bobina, l’altoparlante vibra grazie alla membrana
mossa dalla corrente del circuito e le onde elettriche vengono decodificate in onde sonore grazie ad
un decodificatore; poi il processo avveniva in senso contrario. Il telefono di Meucci, invece, è un
canale monodirezionale: nel telegrafo digitale quando il contatto è chiuso la corrente passa, quando
è aperto no ed il ricevitore, che decodifica, è un martelletto, che “scrive” punti o linee definite.
• Nei sistemi di comunicazione analogici la sorgente è infinita e genera alfabeti di infiniti simboli da
cui entrano ed escono onde, mentre in un sistema discreto digitale la sorgente discreta genera un
alfabeto di una certa cardinalità, da cui entrano ed escono “bit”, non onde. Il segnale di una sorgente
continua può essere rappresentato con un’”ONDA” e quando le oscillazioni sono più regolari con
“onde sinusoidali” ad una data frequenza f=1/T [Hertz]. La FREQUENZA è l’inverso del periodo T
[secondo], che è la distanza del tempo che passa fra due punti che hanno lo stesso valore. (L’Hertz
sparirà: le radio nuove non si sintonizzano più su una frequenza).
• ESEMPI DI FREQUENZA DI SEGNALI CONTINUI: i tasti di un pianoforte emettono onde
periodiche (il DO centrale della tastiera vibra con una velocità di 261,6 giri al secondo, ovvero il
suono ha frequenza di 261,6 Hz) e ogni tasto e note hanno frequenze diverse, così come le voci dei
cantanti (voci femminili hanno estensione più propensa verso note più alte, mentre quelle maschili
verso frequenze più basse). Anche i colori della luce visibile sono frequenze perché sono onde
elettromagnetiche (quest’ultime si propagano anche nello spazio vuoto): il giallo ha frequenza di
circa 508-526 THZ (TeraHertz), il violetto ne ha molti di più ed è proprio la frequenza che ci
permette di distinguere i colori (ma anche i suoni). Oltre alla frequenza c’è la lunghezza d’onda,
misurati con il “nanometro”. Anche le bande radio sono esempi di frequenza: più queste sono alte e
più le lunghezze d’onda sono minori e di conseguenza le antenne sono più corte (infatti ora i
cellulari non hanno più le antenne, perché lavorano su frequenze immense). La “BANDA RADIO”
è la porzione dello spettro (zona di frequenza di onde) elettromagnetico utilizzata per le
radiocomunicazioni. Qualunque segnale onda può essere ottenuto come “somma” di onde
sinusoidali, ciascuna con propria ampiezza, frequenza e fase: la somma viene detta “ANALISI
SPETTRALE” (scomposizione dei segnali). Se il “segnale-onda” è periodico, le singole componenti
spettrali (“armoniche”) hanno frequenze che sono multipli della frequenza di un’”onda sinusoidale
fondamentale” (prima armonica: è quella che distingue l’altezza di una melodia. E’ come distinguere
un DO di un pianoforte da un DO di un flauto).