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Ingres e Goya e la loro influenza nella storia dell’arte
Tipologia: Appunti
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La grande odalisca Louvre. L’esotismo di Ingres non è studiato e osservato ma ha solo il sapore di una tendenza e influenza romantica. Il bruciaporofumi e la pipa sono presenze d‘occasione, mentre il turbante e il gioiello sono ripresi dalla Fornarina di Raffaello; sono tutti elementi orientaleggianti (così come lo è il ventaglio di piume di pavone). L’influenza dell’arte italiana si manifesta anche con la ripresa delle Veneri rinascimentali: Ingres si rifà infatti alla Venere di Urbino di Tiziano, ma contrariamente a questa, quella di Ingres vista di spalle distesa su un letto rivestito di stoffa azzurra, con sopra un grande cuscino, una pelliccia scura, una coperta gialla e un lenzuolo bianco. Inoltre una tenda azzurra lascia trasparire in ambiente alquanto oscuro ma tale da lasciar intravedere due grandi bauli e il muro di fondo. Il volto denuncia un’espressione consapevole ma non maliziosa mentre il grande corpo ha proporzioni deformate a causa delle membra esageratamente allungate. GOYA Le fucilazioni del 3 Maggio 1808 Prado. Fucilazioni sulla montagna del Principe Pio. Vengono per la prima volta riprodotti avvenimenti contemporanei colti nel loro cruento svolgersi. Il soggetto è la rivoluzione degli spagnoli contro le truppe napoleoniche. A destra, di spalle, si sono gli esecutori, di cui è impossibile percepire l’espressione dal momento che i lineamenti paiono inghiottiti dalla notte. A sinistra invece ci sono i patrioti spagnoli, rappresentati con un realismo carico di tragica pietà. L’uomo con la camicia bianca leva le braccia al cielo in un gesto di disperazione e rabbia. Nell’espressione di tutti vi è la disperata paura della morte. La pennellata è libera e frammentata, la tavolozza risulta povera, con l’uso di colori sporchi e terrosi.
La luce è caravaggesca e la cupezza dei toni ha un duplice significato: rispecchia sia i valori paesaggistici sia quelli psicologici.