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Insegnamento diritto internazionale, Prove d'esame di Diritto Internazionale

Tra casistica e teoria dell’argomentazione

Tipologia: Prove d'esame

2018/2019

Caricato il 15/09/2019

francesca_cammarata
francesca_cammarata 🇮🇹

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Elisabetta Mottese
L’insegnamento del diritto internazionale
come insegnamento del linguaggio
del diritto: tra casistica e teoria
dell’argomentazione
2009-2.4
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Elisabetta Mottese

L’insegnamento del diritto internazionale

come insegnamento del linguaggio

del diritto: tra casistica e teoria

dell’argomentazione

Direzione scientifica: Rosario Sapienza Coordinamento redazionale: Elisabetta Mottese Redazione: Adriana Di Stefano, Federica Antonietta Gentile , Giuseppe Matarazzo

Volume chiuso nel mese di dicembre 2009

FOGLI DI LAVORO per il Diritto Internazionale è on line http://www.lex.unict.it/it/crio/fogli-di-lavoro

ISSN 1973-

Cattedra di Diritto Internazionale Via Gallo, 24 - 95124 Catania Email: [email protected] - Redazione: [email protected]

  • Tel: 095.230857 - Fax 095 230489

Elisabetta Mottese, L’insegnamento del diritto internazionale come insegnamento del linguaggio del diritto tra casistica e teoria dell’argomentazione

La recente pubblicazione della terza edizione del volume Diritto Internazionale. Casi e Materiali di Rosario Sapienza (Giappichelli, Torino 2007) può costituire una preziosa occasione per una discussione del progetto didattico che ormai da dieci anni sottende l’opera. Fu infatti nel 1999 che Sapienza diede alle stampe una prima edizione di Casi e Materiali, cui ne seguì una seconda nel 2002, questa volta in due volumi, Elementi di Diritto Internazionale e Casi e Materiali. La scelta di accompa- gnare la presentazione dei casi con una serie di percorsi didattici dedicati a singole tematiche del diritto internazionale costituiva una risposta ad una precisa esigenza didattica manifestatasi nel corso degli anni di impiego della prima edizione dei Casi e Materiali: quella di fornire agli studenti, abituati a una didattica manualistica, una serie di informazioni che potessero aiutarli a costruire un quadro d’insieme all’interno del quale collocare lo studio e l’analisi dei casi. In verità, anche se per e- sigenze di distribuzione si parla di edizioni, le successive pubblicazioni pur avendo delle parti in comune, sono però delle complete riformulazioni dei materiali utiliz- zati, a seconda di ciò che la didattica richieda.

Con la terza edizione, infatti, Sapienza muta ancora una volta orientamento e propone una serie di casi ordinati in tre percorsi (cui si aggiunge una collezione di materiali), ciascuno dedicato ad un tradizionale problema o ad una tematica di set- tore dell’insegnamento accademico del diritto internazionale: Soggettività interna- zionale e immunità dalla giurisdizione, Consuetudine e trattato internazionale nel sistema delle fonti del diritto internazionale, Diritto internazionale e diritto interno. Modelli di adattamento del diritto italiano al diritto internazionale.

La scelta dei tre percorsi didattici è dettata dalla esigenza di ricomporre un qua- dro d’insieme della materia trattata dai singoli casi e al tempo stesso di costruire una “cassetta degli attrezzi” funzionale alla rimodulazione del progetto didattico del di- ritto internazionale che si sarebbe ordinato di lì in poi sul triplice percorso costitui- to dall’insegnamento base e introduttivo (il celeberrimo DIBAL, Diritto Interna- zionale Base per il corso AL), dall’approfondimento in lingua inglese dello STiPIL (Selected Topics in Public International Law) e dal corso seminariale “Il diritto in- ternazionale nel processo italiano” cui si accompagna la simulazione processuale

tibile di essere insegnato puntando su quello che Ciampolini chiama la “distillazio- ne” ossia l’apprendimento dei termini chiave di qualunque linguaggio, nel caso del diritto del linguaggio tecnico. Come ha chiarito più volte lo stesso Sapienza (per esempio nell’illuminante scritto “Per costruire manuali delle discipline giuridiche ed economiche” su Scuola Viva, 1995) la psicologia cognitiva ci spiega che solo pun- tando sulle strutture mentali del discente è possibile realizzare apprendimenti signi- ficativi. Di qui i suoi sforzi (che chiunque abbia seguito le sue lezioni ben conosce) sia per accertare preliminarmente il possesso di prerequisiti di tipo disciplinare e di abilità cognitive e metacognitive più generali sia, attraverso il ricorso sistematico alla testualità dei materiali giurisprudenziali per promuovere ed educare la progressiva attivazione di abilità individuali nel corso di seminari guidati proprio sui casi giuri- sprudenziali.

E ciò perché l’insegnamento del diritto come insegnamento della “Lingua del di- ritto” è in tutto coerente con le sue elaborazioni sul diritto internazionale pubblico che si situano al crocevia degli insegnamenti sulla retorica del filosofo Chaïm Pe- relman con le teorie di quegli internazionalisti che hanno offerto un approccio cri- tico agli studi giuridici internazionali, come Charles Chaumont sulle contraddizioni del diritto internazionale o David Kennedy sulle strutture giuridiche internazionali, mentre il quadro storico è derivato dagli studi di Giuseppe Barile sulla comunità medievale della Respublica sub Deo come dagli approcci storici di Martti Kosken- niemi sulle varie morti e rinascite del diritto internazionale. Tutto questo natural- mente situate all'interno del contesto offerto dall'approccio realistico e discorsivo di Luigi Condorelli.

Da queste premesse nasce una costruzione attenta ai requisiti della coerenza lin- guistica nell'elaborazione del diritto internazionale. In questo contesto, l'argomen- tazione, seppur soggetta a questi vincoli e alle relazioni di potere tra gli Stati, è pre- sente in ogni momento della vita del diritto come sostiene pure, ma in una differente prospettiva, Jean Salmon, Droit international et argumentation, Bruylant, Bruxelles,