Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Integrazioni scienze dei materiali - Catania, Appunti di Scienza e Tecnologia dei Materiali

Il documento raccoglie gli appunti essenziali di Scienze dei Materiali relativi al corso di Disegno Industriale, tenuto dalla prof.ssa Anna Catania nell’anno accademico 2025. Gli appunti sono strutturati in modo sintetico e mirato, includendo i concetti fondamentali e gli argomenti più rilevanti richiesti all’esame, risultando sufficienti per il superamento della prova. Ideali come supporto allo studio, ripasso finale o integrazione alle lezioni.

Tipologia: Appunti

2024/2025

Caricato il 26/03/2026

miriam-calanni-1
miriam-calanni-1 🇮🇹

1 documento

1 / 15

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
APPUNTI DEI MATERALI PER IL DESIGN – CATANIA
MATERIALI: elemento lavorato dall'uomo;
SEMILAVORATI: prodotti lavorati, non finiti, non adatti a soddisfare i bisogni dell'uomo.
La storia dei materiali e la storia dell'uomo vanno di pari passo, i metodi di lavorazione, gli
oggetti e i materiali rappresentano lo sviluppo della società; esempio è il vetro, scoperto
tra il 3000 e il 2000 a.C., ma alcune sue proprietà furono scoperte solo con il metodo della
soffiatura. La rivoluzione industriale ha inizio però con l'industrializzazione della ceramica e
della terraglia, con l'obbiettivo di contenere i prezzi e diffondere l'utilizzo di questi
materiali.
Contemporaneamente alle ricerche sul vetro e sulla ceramica si sviluppa la tecnica della
piegatura del legno attraverso il vapore, ad opera di Thonet, tecnica brevettata con la
sedia n.14, tra i procedimenti:
1. ottenimento della sezione circolare;
2. il legno viene inumidito attraverso il vapore, con una temperatura di 100 °C, per
restituire l'elasticità originaria;
3. viene poi messo nelle casseformi e lasciato essiccare;
4. viene poi nuovamente sottoposto ad un vapore di 70 °C per rendere definitiva la
deformazione;
Tra le altre innovazioni vi sono:
Piegatura tridimensionale del legno: la stabilità è data dalla disposizione di sottili
strati di massello;
Mobili in tubolare metallico: ottenuti tramite il brevetto del tubo trafilato a freddo
senza saldatura, e che ha permesso la realizzazione della sedia Wassily di Bruer e la
MR di Van der Rohe;
- STORIA DEI MATERIALI POLIMERICI
Si affermano attraverso alcune fasi:
1839: vulcanizzazione della gomma
1844: sintesi del nitrato di cellulosa, importante per la celluloide;
Parkesine, primo materiale semisintetico utilizzato come impermeabilizzante per i
tessuti;
produzione di fogli di plastica;
1868: celluloide;
1907: bakelite, primo polimero sintetico, si tratta di una resina fenolformaldeide
termoindurente, dal colore nero e dalle ottimen caratteristiche meccaniche;
1929: industrializzazione del PVC;
1930: sintesi del PE, PS, PMMA;
Nylon e Moplen (polipropilene);
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa
pfd
pfe
pff

Anteprima parziale del testo

Scarica Integrazioni scienze dei materiali - Catania e più Appunti in PDF di Scienza e Tecnologia dei Materiali solo su Docsity!

APPUNTI DEI MATERALI PER IL DESIGN – CATANIA

MATERIALI: elemento lavorato dall'uomo;

SEMILAVORATI: prodotti lavorati, non finiti, non adatti a soddisfare i bisogni dell'uomo.

La storia dei materiali e la storia dell'uomo vanno di pari passo, i metodi di lavorazione, gli oggetti e i materiali rappresentano lo sviluppo della società; esempio è il vetro, scoperto tra il 3000 e il 2000 a.C., ma alcune sue proprietà furono scoperte solo con il metodo della soffiatura. La rivoluzione industriale ha inizio però con l'industrializzazione della ceramica e della terraglia, con l'obbiettivo di contenere i prezzi e diffondere l'utilizzo di questi materiali. Contemporaneamente alle ricerche sul vetro e sulla ceramica si sviluppa la tecnica della piegatura del legno attraverso il vapore, ad opera di Thonet, tecnica brevettata con la sedia n.14, tra i procedimenti:

  1. ottenimento della sezione circolare;
  2. il legno viene inumidito attraverso il vapore, con una temperatura di 100 °C, per restituire l'elasticità originaria;
  3. viene poi messo nelle casseformi e lasciato essiccare;
  4. viene poi nuovamente sottoposto ad un vapore di 70 °C per rendere definitiva la deformazione; Tra le altre innovazioni vi sono:
  • Piegatura tridimensionale del legno: la stabilità è data dalla disposizione di sottili strati di massello;
  • Mobili in tubolare metallico: ottenuti tramite il brevetto del tubo trafilato a freddo senza saldatura, e che ha permesso la realizzazione della sedia Wassily di Bruer e la MR di Van der Rohe; - STORIA DEI MATERIALI POLIMERICI – Si affermano attraverso alcune fasi:
  • 1839: vulcanizzazione della gomma
  • 1844: sintesi del nitrato di cellulosa, importante per la celluloide;
  • Parkesine, primo materiale semisintetico utilizzato come impermeabilizzante per i tessuti;
  • produzione di fogli di plastica;
  • 1868: celluloide;
  • 1907: bakelite, primo polimero sintetico, si tratta di una resina fenolformaldeide termoindurente, dal colore nero e dalle ottimen caratteristiche meccaniche;
  • 1929: industrializzazione del PVC;
  • 1930: sintesi del PE, PS, PMMA;
  • Nylon e Moplen (polipropilene);

Con l'introduzione dei materiali polimerici si sviluppa un'accezione negativa al concetto di SURROGATO , materiali considerati come di qualità inferiore a quelli genuini. I materiali polimerici si distinguono in:

  • Naturali: composti da macromolecole lavorate dall'uomo;
  • Semisintetici: la cui struttura chimica è modificata dall'uomo;
  • Totalmente sintetici: creati direttamente dall'uomo; Fondamentale per lo sviluppo dei materiali polimerici è l'Autarchia Fascista che ha portato alle ricerche su nuovi materiali e all'invenzione del Polipropilene, materiali utilizzati come sostituti de legno e dei metalli, per un risparmio dei materiali e delle energie, ma anche per la presenza di caratteristiche tecniche nuove che comportano delle nuove applicazioni. Con i nuovi materiali e i produttori di materie plastiche fanno affidamento alle figure dei designer per allontanarsi dal concetto di surrogato. Tra le prime aziende a fare uso delle materie plastiche vi sono Kartell, Pirelli, Guzzini, in generale il disegno industriale sarà fondamentale per lo sviluppo dei nuovi materiali e viceversa. Tra i periodi principali:
  • Anni '60: boom economico e utilizzo dei materiali polimerici in tutti i settori industriali;
  • Anni '70: problema ambientale e crisi energetica;
  • 1973: centro Kappa di Kartell. Ma dalla sua fondazione il Bauhaus ha avuto un ruolo centrale nello studio e nello sviluppo dei nuovi materiali, fondato nel 1919 da Gropius vede come prima sede Weimar, verrà poi spostata a Dessau e infine a Berlino. I vari rettori del Bauhaus hanno segnato le tre fasi principali:
  • Gropius: Che a sua volta si distingue nelle fasi con e senza Itten
  • Mayer
  • Van der Rohe - ITTEN - Pittore e docente del Bauhaus, ha dato inizio ai Vorkurs, ovvero un corso propedeutico di 6/8 mesi con il compito di rendere lo studente conscio della forza creativa, sperimentando con macchine e materiali differenti; superato il corso lo studente aveva la possibilità di partecipare per tre anni ad uno dei laboratori sui materiali, novità a livello pedagogico. Ogni laboratorio era segutio da due maestri delle forme. A livello pedagogico viene promosso un insegnamento che è sia a livello artigianale, che artistico, considerando problematiche quali materiali e composizione. L'approccio pedagogico di Itten, tuttavia, si basava sullo sviluppo di un prorpio metodo e di un proprio metodo. I temi principali di studio sono:
  • STUDIO DELLA NATURA E DEI MATERIALI: attarverso la Teoria dei Contrasti;
  • ANALISI DI ANTICHE OPERE D'ARTE;
  • STUDIO DEL NUDO;

- TEORIA DEI CONTRASTI -

l'elasticità, la consistenza, la resistenza, l'afonicità e la coibentazione termica e acustica.

- ALCANTARA – È un materiale di rivestimento a marchio registrato, considerato come tessuto non tessuto ( TNT ) di origine sintetica che imita la pelle di camoscio, è costituito dalle seguenti materie prime: - 68% da microfibre, ottenute dal processo di fusione per estrusione, con un'anima centrale in POLIESTERE ( PSE ), e un rivestimento protettivo in POLISTIRENE ( PS ); - 32% da una sostanza legante in POLIURETANO , fornisce la struttura del materiale rendendo il prodotto duraturo e reistente alle macchine. - Lavorazione: 1. Le microfibre sono riunite in gruppi dai quali si ottengo dei nastri, che vengono tagliati in segmenti di 51mm; 2. il processo di BATTITURA delle fibre permette di liberarle dai corpi estranei e impurità. Le fibre vengono poi districate, rendendole parallele; 3. i nastri vengono trasformati in veli sottili attraverso CARDATURA ; 4. I veli ottenuti vengono sovrapposti in strati, formando un FELTRO , lavorato attraverso l' AGUGLIATURA , processo con cui tramite il movimento verticale degli aghi, si conferisce compattezza al materasso di fibre. 5. Inserimento del POLIURETANO , e formazione di uno strato coprente; 6. La superficie viene tagliata a metà in senso trasversale, formando due strati con uguale spessore e peso; 7. la facciata dei due strati viene fatta passare su una CARTA ABRASIVA , facendo affiorare le ultramicrofibre di poliestere, BUFFING che conferisce l'effetto velutato; 8. successive lavorazioni, TINTURA , FISSAGGIO , TRATTAMENI IDROREPELLENTI , IGNIFUGHI. - Applicazioni: Le funzionalità e le prestazioni sono state dettate dalle esigenze del mercato, subendo negli anni un ampliamento del settore applicativo, moda, industria automobilistica, arredamento, nautica, realizzazione di oggetti, come le cover per i cellulari. - Dimensione espressivo-sensoriale: È un materiale nato per stimolare la sensorialità, che si basa sul COLORE per arricchire questa dimensione e su interventi sulla superficie, come progettazioni di texrture, decori, finiture, oltre a tentativi di accoppiare l'Alcantara con altri materiali. Alcuni degli effetti tattili riproducibili sono: - FUSTELLATURA: per creare disegni geometrici; - PLISSETTATURA: per ottenere texture tridimensionali; - RICAMO: per ottenere rilievi e contrasti con materiali diversi. - TETRA PACK –

Sono contenitori realizzati in poliaccoppiato laminato, hanno una struttura multistrato composta da diversi materiali, possono essere di due tipi:

  • CHILLED: si tratta di un contenitore non asettico, utilizzato per prodotti freschi non pastorizzati, composti da: - 80% carta - 20% polietilene si tratta di due strati confinanti di PE, e uno in mezzo di carta.
  • AMBIENT: si tratta di un contenitore asettico per prodotti a lunga conservazione, composti da:
  • 75% carta, fibre di lunghe e resistenti;
  • 20% da polietilene a bassa densità;
  • 5% da alluminio; Quindi i materiali componenti sono:
  • CARTA: che conferisce forza, stabilità e robustezza; le foreste da cui proviene il legno sono certificate per la gestione sostenibile secondo standard internazionali;
  • POLIETILENE: strato adesivoper gli altri strati, che sigilla i liquidi all'interno, proteggedoli dall'umidità esterna, e creando una barriera contro i microrganismi;
  • ALLUMINIO: protegge contro l'ossigeno, l'aria, la luce e i batteri che potrebbero deteriorare il prodotto.
  • INCHIOSTRI: a base d'acqua con basse percentuali di solventi, riducendo le emissioni in atmosfera. - Riciclo: Può avvenire in due modi:
  • TRITURAZIONE: trasforma il poliaccoppiato;
  • SEPARAZIONE: dei suoi diversi componeneti; Dal riciclo dei contenitori si può ottenere:
  • TETRA REX: carta latte;
  • TETRA BRIK: cartafrutta; Dal riciclo di questi si ottengono: Block notes, biglietti da visita, quaderni, carta da stampante, carta da lettere. - Maralhene: Nuovo materiale termoplastico costituito:
  • 93% da polietilene a bassa densità;
  • 7% da filler di alluminio; Può essere colorato, micronizzato in polvere per impermeabilizzanti. Ottenuto dal riciclo dei contenitori poliaccoppiati pre-consumo e post-consumo, permettendo di ottenere dei nuovi manufatti dal materiale riciclato, con un conseguente risparmio energetico.
  • inattaccabile da funghi, batteri e roditori;
  • assorbe il rumore. - Applicazioni: Può essere utilizzato in BLOCCHI e PANNELLI precomposti, oppure COLATO e SPRUZZATO direttamente sulla superficie. È un prodotto ideale per costruzioni sismiche, data la leggerezza e l'elasticità. - SOUND BARRIER - Sono dei pannelli in fibra di cellulosa, usati per l'isolamento di pareti e pavimenti. La maggior parte dell'acqua impiegata nella produzione, e inserita in un sistema di riuso continuo per limitarne il consumo e gli sprechi. - Applicazioni:
  • uso interno ed esterno, grazie alle stesse capacità isolanti del legno;
  • isolanti termoacustici per pareti, pavimenti e soffitti;
  • controsoffittature;
  • base isolante per l'applicazione di pavimentazioni per esterno;
  • supporti per piastrelle, per l'installazione di piscine;
  • coperture per piste ghiacciate, prati artificiali, pavimenti di palestre, campi da tennis;
  • settore nautico. - POLISTIRENE ESPANSO – (EPS) È una delle forme più diffuse in cui viene impiegato il polistirene. In fase di polimerizzazione si scioglie un agente espandente ( PENTANO ) per migliorare la resistenza al fuoco. Il polistirenre si presenta sotto forma di granuli dall'aspetto vetroso ( PERLE ). - Processo di produzione: Le perle di polistirene espandibile vengono pre-espanse in un PRE-ESPANSORE , tramite un vapore con una temperatura superiore ai 90°C. A seguito della vaporizzazione dell'agente espandente, le perle aumentano di 20-50 volte il loro volume iniziale, formando una struttura a celle chiuse, fondamentale per l'impiego come isolamento termico. Il grado si espansione determina la massa volumica dei manufatti e le loro caratteristiche fisiche. - Maturazione: Le perle pre-espanse devono stazionare in sili arieggianti e raggiungendo la stabilità per le fasi successive. - Stampaggio: Le perle pre-espanse e stabilizzate possono essere trasformate in manufatti o semilavorati in cinque modi:
  1. STAMPAGGIO DI BLOCCHI E TAGLIO A LASTRE: è il sistema più utilizzato, le blocchiere vengono riempite di perle pre-espanse e sottoposte nuovamente a vapore, raggiungendo temperature di 110-120°C, le perle si rigonfiano

ulteriormente e, diventate appiccicose si saldano tra di loro, formando un blocco omogeneo. Dopo un breve raffreddamento i blocchi vengono sformati e messi in deposito per un periodo che può essere di alcuni giorni o due mesi. Vengono poi prelevati per il taglio in lastre tramite seghe a nastro o a filo caldo.

  1. STAMPAGGIO DI LASTRE E ALTRI MANUFATTI: è lo stesso di quello dei blocchi, con la differenza che le lastre vengono stampate singolarmente in macchine automatiche. Si può così ottenere direttamente la forma desiderata, senza altre lavorazioni meccaniche e per forme non piane.
  2. STAMPAGGIO CONTINUO: avviene fra due nastri di acciaio, all'uscita le lastre vengono rifilate e tagliate alla lunghezza voluta.
  3. LASTRE PER ISOLAMENTO ACUSTICO: i blocchi o le lastre vengono compressi fino ad 1/3 dello spessore iniziale e lasciati espandere di nuovo, raggiungendo una nuova elasticità, migliore per i solai galleggianti per l'isolamento dai rumori.
  4. LASTRE PER DRENAGGIO: si tratta di perle espanse unite fra loro nei punti di contatto tramite saldatura limitata. Le lastre hanno una elevata porosità che permette la permeabilità all'acqua. - Aspetto e struttura: Le lastre e i manufatti in EPS presentano la capacità di galleggiamento, grazie alle celle chiuse e impermeabili. Il colore è bianco, la struttura è rigida ma tenace, senza la tendenza a sbriciolarsi. Non ha odore, emanazioni o crea problemi a contatto con la pelle. - EPS CRISTALLIZZATO – Il processo di cristalizzazione aumenta la resistenza meccanica, creando una pellicola che conferisce impermeabilità. La superficie diventa compatta, rendendo il materiale più igenico. - Proprietà:
  • buon aspetto estetico;
  • maggiore resistenza meccanica all'urto;
  • in caso di abrasione non rilascia perle;
  • impermeabilità;
  • igienicità. - Riciclo: Vi sono tre tipologie di riciclo:
  • RICICLO DEL MATERIALE: per la produzione di lastre isolanti, cemento alleggerito, mattoni pororsi, isolamento contro l'umidità;
  • RICICLO A MATERIE PRIME ;
  • RICICLO TERMICO. - PROGETTARE CON MATERIALI INNOVATIVI – Sono quei materiali progettati con determinate caratteristiche per soddisfare alcune esigenze. Si differenziano dai materiali convenzionali perché modificati a livello chimico e fisico per renderlo adatto a svolgere le funzioni richieste.

Questi studi hanno dato luogo a materiali che derivano integralmente o parzialmente da MATERIE PRIME VEGETALI RINNOVABILI come amido, zucchero, cereali, sviluppando una varietà di prodotti per applicazioni specifiche. Le nuove bioplastiche sono in grado di simulare i polimeri tradizionali per aspetto, resistenza e per le proprietà di barriera e per i processi di trasformazione, ma sono anche in grado di essere digerite dai batteri presenti nel terreno. Possono avere un ruolo fondamentale nel risolvere problemi di smaltimento dei rifiuti, sostituendo i polimeri tradizionali difficilmente smaltibili. Il processo di degradazione avviene attraverso una lenta FOTODEGRADAZIONE , eventualmente seguita da una BIODEGRADAZIONE. Le plastiche sviluppate furono, a quei tempi, definite come "biodegradabili", mentre in effetti, erano "fotodegradabili". Le prime ricerche portarono all'introduzione nel mercato di resine fotodegradabili prodotte con il marchio ECOLYTE. Negli anni '80 vengono prodotti i PRODOTTI BIODEGRADABILI DI 1° GENERAZIONE , ovvero una miscela di POLIOLEFINE + AMIDO/CELLULOSA. In questi polimeri la degradazione dell'amido provoca la frammentazione della plastica in piccole particelle dannose, difficili da individuare e riciclare. Le plastiche biodegradabili attualmente sul mercato, PRODOTTI BIODEGRADABILI DI 2° GENERAZIONE hanno:

  • caratteristiche simili alle plastiche tradizionali;
  • sono usate per varie applicazioni,
  • si degradano velocemente senza rilasciare sostanze nocive;
  • soddisfano standard plastici, come trasparenza, lucentezza, flessibilità, colore, ed entrando in competizione con altri materiali. La loro biodegradabilità si verifica quando e se vengono smaltiti correttamente, in siti di compostaggio o discariche. - Plastiche biodegradabili:
  • POLIMERI ESTRATI DALLA BIOMASSA: amido, cellulosa, caseina o glutine. L'amido si è dimostrato un'ottima base per lo sviluppo di polimeri biodegradabili. L'amido più usato è il mais e il frumento.
  • POLIMERI PRODOTTI TRAMITE SINTESI CHIMICA: di monomeri rinnovabili come "l'acido polilattico (PLA)", polimerizzato a partire da monomeri di "acido lattico". Alcuni limiti del PLA sono: **- BASSA RESISTENZA TERMICA;
  • BASSA BARRIERA CONTRO IL PASSAGGIO DI CO2, O2, N**. rendendolo inadatto ad imbottigliare bevande gassate.
  • POLIMERI PRODOTTI DA MICRORGANISMI/BATTERI: come il PHA , ma tra i più noti in commercio vi è il BIOPOL ;
  • POLIMERI DI ORIGINE SINTETICA: sono i più biodegradabili, come i POLIESTERI e tra i principali vi è il POLICAPROLATTONE ( PCL );
  • MISCELE PIÙ DIFFUSE: come Bioplast, Greenpol, Mater-bi;
  • MATER-BI: prodotto della Novamont, miscele di biodegradabile basate sull'amido proveniente dalla patata o dal mais che si differenziano per i componenti sintetici aggiunti per superare la SENSIBILITÀ ALL'UMIDITÀ. In presenza di microrganismi in condizione aerobiche sono totalmente degradati e trasformati in ACQUA e ANIDRIDE CARBONICA.
  • BIOPOLIMERI DERIVATI DA MATERIALI DI SCARTO: dall'industria casearia, dalla lavorazione del pomodoro,delle alghe e dalle stoppe di mais. Nonostante la biodegradabilità possono essere lavorati come gli altri polimeri termoplastici. Hanno anche una buona stabilità allo stoccaggio, una buona resistenza all'acqua e all'umidità. Questi materiali hanno un impiego ad oggi limitato a causa della non competitività economica rispetto ai polimeri tradizionali. I polimeri biodegradabili sono destinati ad applicazioni che ne giustificano l'uso per un vantaggio ambientale, prodotti con un CICLO DI VITA BREVE , come imballaggi alimentari, articoli usa e getta o per l'igiene, o prodotti per animali e giocattoli. I biocompositi sono composti da plastica e cariche naturali (provenienti da piante o scarti come farina di legno, fibre di cotone, di lino o di agave), poco costose e biodegradabili. Danno vita così ad una nuova classe di materiali, ottimi sostituti per il legno in molte applicazioni, per interni ed esterni e per l'isolamento acustico. I polimeri biodegradabili riducono il volume dei rifiuti plastici rilasciati nell'ambiente trasformando gli scarti in energia utilizzabile. Non esiste però una filiera dedicata allo smaltimento di questi prodotti, portando ad un inquinamento del riciclaggio di polimeri tradizionali. Per avere dei vantaggi ambientali sarà necessario definire delle linee dedicate per gestire il riciclo dei polimeri, senza creare problemi ad altre filiere. SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE E SVILUPPO DI PRODOTTI SOSTENIBILI IPP: Politica integrata di prodotto, che punta a modificare la prestazione ambientale dei sistemi di prodotto, definita dell'analisi del Ciclo di vita dei prodotti. Le azioni e gli strumenti per lo sviluppo sostenibile sono molte, ma tre sono i principali:
  1. EQUITÀ: assicura la ripartizione degli oneri e dei benefici di ogni politica ed in ogni settore;
  2. PRECAUZIONE: evita gli esiti più gravi con misure di tipo preventivo;
  3. SUSSIDIARIETÀ: impegna gli stati a cooperare nella promozione dello sviluppo sostenibile. Sviluppa un approccio alle problematiche ambientali di tipo integrato che coordina tra loro i vari filoni della politica ambientale comunitaria, e che si propone di gestire le fonti inquinanti che caratterizzano l'intero ciclo di vita di un prodotto. Approccio denominato LIFE CYCLE THINKING ( LCT ), che esercita la sua influenza sulla:
  • Progettazione ecologica dei prodotti;
  • Informazione dei consumatori finali e sugli impatti ambientali dei prodotti;
  • introduzione di incentivi per l'adozione di prodotti ecologici. SVILUPPO SOSTENIBILE: è la soddisfazione delle esigenze del presente senza compromettere le capacità delle generazioni future di soddisfare le loro esigenze.

Mentre l'analisi e la valutazione dell'impatto ambientale nell'analisi del ciclo di vita si articolano in:

- Classificazione: di ciascun impatto sulla base dei problemi ambientali, - Caratterizzazione: per determinare il contributo delle singole emissioni; - Valutazione: da esprimere attraverso un valore numerico l'impatto ambientale.

  1. INTERPRETAZIONE E MIGLIORAMENTO: si valutano le opportunità per minimizzare l'impatto di un prodotto. - DICHIARAZIONE AMBIENTALE – Strumento di comunicazione volontario per mezzo del quale un'azienda dichiara pubblicamente la prestazione ambientale di un suo prodotto o servizio. La base scientifica di un EPD è la metodologia della LCA. Può essere applicato a un qualsiasi prodotto. - FOREST STEWARDSHIP COUNCIL - È un'organizzazione internazionale nata per promuovere la gestione delle foreste mondiali, sostenibile dal punto di vista ambientale, sociale ed economico. Il marchio è una certificazione di prodotto volontario che attesta che il legno di cui è composto un prodotto proviene da foreste che hanno un sistema di gestione ambientale conforme ai principi della gestione sostenibile.
  • ECO-EFFICIENZA DEI PRODOTTI – È importante incrementare l'Eco-efficienza, che viene raggiunta fornendo, a prezzi competitivi, prodotti e servizi che soddisfino i bisogni umani e conducano ad una maggiore qualità della vita, diminuendo l'uso di risorse non rinnovabili. - MATERIALI, DESIGN E AMBIENTE - A causa della crescita dei rifiuti continua e della saturazione delle discariche è fondamentale una gestione differenziata e di smaltimento dei rifiuti, usando dei sistemi che possano permettere un recupero dei materiali. Il design che cerca di integrare le ESIGENZE AMBIENTALI con quelle del SISTEMA PRODUTTIVO , e quindi con l'insieme di prodotti e servizi con cui le imprese si presentano sul mercato, prende il nome di ECO DESIGN/DESIGN FOR ENVIRONMENT. L'ambito dell'indagine di quest'ultima è il LIFE CYCLE DESIGN , e coinvolge tutte le fasi del ciclo di vita del prodotto.
  • GESTIONE MATERIALI, IMBALLAGGI E RIFIUTI - Una consapevole gestione dei materiali permette ad un sistema produttivo di evitare sprechi e usi impropri di materiale. Una consapevolezza ambientale, ottenuta attraverso campagne di informazione, permette di formare un sistema produttivo sostenibile. Una politica per la gestione dei materiali e dei rifiuti deve operare secondo misure, quali:
  • Durata
  • Riparabilià
  • Riutilizzo
  • Multiproprietà
  • Riciclo
  • Stili di vita - Sistema di gestione degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio: La prevenzione degli imballaggi si sviluppa in quattro concetti:
  1. Sistemi che riducono il peso degli imballaggi senza diminuire le prestazioni;
  2. Produzioni che semplificano il recupero e il riciclaggio dell'imballaggio;
  3. Imballaggi con un volume ridotto;
  4. Imballaggi composti da una maggiore quantità di fibra riciclata; In generale i tre principi fondamentali della politica di gestione dei rifiuti sono:
  • Prevenzione della produzione dei rifiuti;
  • Priorità del riuso, rispetto il riciclo e il recupero;
  • Limitazione dei rifiuti destinati a smaltimento e riduzione di uso della discarica; Le figure principali della gestione dei rifiuti sono:
  • PRODUTTORI
  • UTILIZZATORI
  • CONSUMATORI
  • PPAA (che gestiscono il servizio pubblico dei rifiuti e della raccolta differenziata) Produttori e utilizzatori costituiscono il CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi). I produttori possono aderire ai singoli Consorzi di filiera, istituiti per ciascun materiale di imballaggio, come il COMIECO (per imballaggi di cellulosa) o il COREPLA (per le materie plastiche)
  • LIFE CYCLE DESIGN - La vita del prodotto si svolge nell'arco di tempo che va dalla:
  • PRODUZIONE: momento di acquisizione delle materie prime o secondarie, trasformate in materiali nel luogo di produzione;
  • DISTRIBUZIONE: prevede l'imballaggio, il trasporto e l'immagazzinamento del prodotto finito;
  • USO: comprende attività di servizio come manutenzione, riparazione o aggiornamento;
  • DISMISSIONE: è il momento di fine vita del prodotto, che può essere riusato e rifabbricato, il materiale può essere riciclato, trasformato in energia tramite l'incenerimento o in concime tramite compostaggio o può finire in discarica. Una progettazione responsabile dovrebbe considerare requisiti estetici e quelli ambientali per minimizzare il suo impatto. Un approccio alla progettazione con questo scopo è il Life Cycle Design. Le strategie d'azione del LCD costituiscono uno schema generale a cui ci si dovrebbe attenere durante il progetto di ogni prodotto e valgono per qualsiasi tipo di materiale. Sostanzialmente le strategie mirano a :