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Intelligenza artificiale, Sintesi del corso di Sistemi Comparati

Intelligenza artificiale, informatizzato

Tipologia: Sintesi del corso

2023/2024

Caricato il 01/07/2026

beatrice-bova
beatrice-bova 🇮🇹

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AL DI QUA’ E AL DI LA’ DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Negli ultimi mesi del 2022, i mercati azionari mondiali, in particolare quelli delle grandi
aziende tecnologiche (Big Tech), hanno attraversato una fase molto negativa. Questo
periodo è stato caratterizzato da consistenti tagli al personale da parte di queste
aziende e dal fallimento di investimenti nel Metaverso, che non hanno prodotto i
risultati attesi, generando dubbi e preoccupazioni sul futuro del settore.
Tuttavia, a partire dall’inizio del 2023, in meno di sei mesi, i mercati azionari hanno
iniziato una forte ripresa, soprattutto per le Big Tech. Questa inversione di tendenza è
stata trainata da un rapido sviluppo nel campo dell’intelligenza artificiale (IA), che ha
raggiunto traguardi eccezionali in tempi brevissimi. Ad esempio, ChatGPT ha
conquistato cento milioni di utenti in tempi record, contribuendo a rilanciare la fiducia
degli investitori e la crescita delle borse.
Durante l’estate 2023, però, le borse hanno nuovamente subito turbolenze,
principalmente a causa della crisi della «bolla» immobiliare in Cina. Questo evento ha
evidenziato l’estrema instabilità dei mercati finanziari globali e ha messo in luce la
natura «drogata» dell’attuale modello di sviluppo economico, fondato su una
successione di bolle speculative — immobiliari, azionarie, creditizie — che rischiano di
generare crisi cicliche e fragilità sistemiche.
Parallelamente, si è sviluppato un acceso dibattito sull’intelligenza artificiale. Tuttavia,
questo confronto si è rivelato spesso superficiale e polarizzato. Da un lato, ci sono
detrattori spaventati, compresi alcuni tra i creatori stessi di queste tecnologie, che
arrivano a ipotizzare scenari apocalittici come il rischio di estinzione dell’umanità.
Dall’altro lato, vi sono sostenitori entusiasti, tra cui una corrente di sinistra
«antilavorista» che, sposando l’idea del reddito di base universale (basic income),
vede nella tecnologia la possibilità di liberarsi dal lavoro tradizionale. Questa visione si
basa sull’aspettativa di un capitalismo benevolo, disposto a sostituire il lavoro con un
reddito garantito per tutti, ipotesi che suscita sia speranze sia critiche riguardo alle
reali implicazioni sociali ed economiche.
il tema del lavoro è cruciale e urgente, nonostante le difficoltà economiche e culturali
legate all’idea del reddito universale, che spesso nasconde tagli alla spesa sociale o
soluzioni insufficienti contro la povertà. Dopo anni di marginalizzazione causata dal
neoliberismo — con conseguente precarietà e frammentazione — il lavoro rischia
nuovamente di sparire dal dibattito politico, con gravi conseguenze soprattutto per
giovani e donne. Inoltre, il centrodestra italiano sta spostando il discorso sul lavoro
verso una visione conservatrice e reazionaria, considerandolo solo come un fattore
produttivo al servizio delle imprese, senza riconoscere la responsabilità sociale di
queste ultime. Questa prospettiva riduce il lavoro a una mera obbligazione punitiva,
distante dalla concezione storica che lo vede come mezzo di autorealizzazione, dignità
e identità personale, valori sostenuti da socialismo e cattolicesimo democratico fin
dall’Ottocento.
Il testo sostiene che per mantenere centrale il tema del lavoro è necessario
innanzitutto analizzare seriamente l’Intelligenza artificiale (IA). Bisogna riconoscere
che ChatGPT è solo una forma di IA, molto avanzata rispetto al machine learning e
deep learning, e inserire lo sviluppo dell’IA in un quadro globale complesso segnato da
tre grandi emergenze: la pandemia da Covid-19, il cambiamento climatico e la guerra
in Ucraina, che sta anche portando alla militarizzazione dell’IA. Questo contesto
geopolitico in trasformazione profonda influisce sulla transizione ecologica e digitale,
con la globalizzazione che passa da un modello “iper-globalizzato” a una
“globalizzazione selettiva” con forti ristrutturazioni economiche e sociali. Si cita Edgar
Morin per sottolineare che la mondializzazione rappresenta al tempo stesso il meglio e
il peggio che potesse accadere all’umanità.
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AL DI QUA’ E AL DI LA’ DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Negli ultimi mesi del 2022, i mercati azionari mondiali, in particolare quelli delle grandi aziende tecnologiche (Big Tech), hanno attraversato una fase molto negativa. Questo periodo è stato caratterizzato da consistenti tagli al personale da parte di queste aziende e dal fallimento di investimenti nel Metaverso, che non hanno prodotto i risultati attesi, generando dubbi e preoccupazioni sul futuro del settore. Tuttavia, a partire dall’inizio del 2023, in meno di sei mesi, i mercati azionari hanno iniziato una forte ripresa, soprattutto per le Big Tech. Questa inversione di tendenza è stata trainata da un rapido sviluppo nel campo dell’intelligenza artificiale (IA), che ha raggiunto traguardi eccezionali in tempi brevissimi. Ad esempio, ChatGPT ha conquistato cento milioni di utenti in tempi record, contribuendo a rilanciare la fiducia degli investitori e la crescita delle borse. Durante l’estate 2023, però, le borse hanno nuovamente subito turbolenze, principalmente a causa della crisi della «bolla» immobiliare in Cina. Questo evento ha evidenziato l’estrema instabilità dei mercati finanziari globali e ha messo in luce la natura «drogata» dell’attuale modello di sviluppo economico, fondato su una successione di bolle speculative — immobiliari, azionarie, creditizie — che rischiano di generare crisi cicliche e fragilità sistemiche. Parallelamente, si è sviluppato un acceso dibattito sull’intelligenza artificiale. Tuttavia, questo confronto si è rivelato spesso superficiale e polarizzato. Da un lato, ci sono detrattori spaventati, compresi alcuni tra i creatori stessi di queste tecnologie, che arrivano a ipotizzare scenari apocalittici come il rischio di estinzione dell’umanità. Dall’altro lato, vi sono sostenitori entusiasti, tra cui una corrente di sinistra «antilavorista» che, sposando l’idea del reddito di base universale (basic income), vede nella tecnologia la possibilità di liberarsi dal lavoro tradizionale. Questa visione si basa sull’aspettativa di un capitalismo benevolo, disposto a sostituire il lavoro con un reddito garantito per tutti, ipotesi che suscita sia speranze sia critiche riguardo alle reali implicazioni sociali ed economiche. il tema del lavoro è cruciale e urgente, nonostante le difficoltà economiche e culturali legate all’idea del reddito universale, che spesso nasconde tagli alla spesa sociale o soluzioni insufficienti contro la povertà. Dopo anni di marginalizzazione causata dal neoliberismo — con conseguente precarietà e frammentazione — il lavoro rischia nuovamente di sparire dal dibattito politico, con gravi conseguenze soprattutto per giovani e donne. Inoltre, il centrodestra italiano sta spostando il discorso sul lavoro verso una visione conservatrice e reazionaria, considerandolo solo come un fattore produttivo al servizio delle imprese, senza riconoscere la responsabilità sociale di queste ultime. Questa prospettiva riduce il lavoro a una mera obbligazione punitiva, distante dalla concezione storica che lo vede come mezzo di autorealizzazione, dignità e identità personale, valori sostenuti da socialismo e cattolicesimo democratico fin dall’Ottocento. Il testo sostiene che per mantenere centrale il tema del lavoro è necessario innanzitutto analizzare seriamente l’Intelligenza artificiale (IA). Bisogna riconoscere che ChatGPT è solo una forma di IA, molto avanzata rispetto al machine learning e deep learning, e inserire lo sviluppo dell’IA in un quadro globale complesso segnato da tre grandi emergenze: la pandemia da Covid-19, il cambiamento climatico e la guerra in Ucraina, che sta anche portando alla militarizzazione dell’IA. Questo contesto geopolitico in trasformazione profonda influisce sulla transizione ecologica e digitale, con la globalizzazione che passa da un modello “iper-globalizzato” a una “globalizzazione selettiva” con forti ristrutturazioni economiche e sociali. Si cita Edgar Morin per sottolineare che la mondializzazione rappresenta al tempo stesso il meglio e il peggio che potesse accadere all’umanità.

Gli Stati Uniti stanno accelerando un importante cambiamento di paradigma, passando da un modello basato sul primato del mercato a uno che privilegia l’intervento pubblico. Janet Yellen e Jake Sullivan presentano questa trasformazione come una politica orientata a favore dei ceti medi americani, con l’obiettivo di rilanciare la manifattura nazionale e affrontare il cambiamento climatico attraverso una transizione verde strategica. In Europa, però, questo cambiamento viene spesso visto con sospetto, interpretato come un ritorno al nazionalismo e una possibile violazione delle regole di concorrenza. Nonostante alcune tendenze protezionistiche, il vero cambiamento globale riguarda lo spostamento dall’enfasi su libero scambio e bassa regolazione verso un modello basato sugli investimenti diretti, che modifica anche il concetto stesso di concorrenza. L’Europa, per non restare indietro, deve rafforzare le sue politiche innovative come il Next Generation EU e fermare la sua deindustrializzazione, trasformando il suo modello produttivo. La crisi energetica, soprattutto in paesi come la Germania, rende urgente ridurre la dipendenza dalle esportazioni e puntare sulla domanda interna, che significa investire nei bisogni sociali europei insoddisfatti. Il richiamo di Keynes è attuale: è scandaloso sprecare risorse come capitale e lavoro mentre ci sono grandi bisogni sociali. Infine, il dibattito sulla riforma della governance europea e del patto di stabilità ha fatto progressi, ma serve ancora una “Golden Rule” per tutelare gli investimenti pubblici in Europa. Il testo invita a riflettere in modo critico sull’uso dell’innovazione, in particolare dell’Intelligenza artificiale (IA), chiedendosi se essa sia davvero impiegata nel modo migliore. Sottolinea che l’innovazione non dovrebbe essere lasciata esclusivamente alle forze di mercato, ma diretta attivamente dall’operatore pubblico verso obiettivi più nobili come la creazione di lavoro e la soddisfazione di bisogni sociali insoddisfatti, richiamando l’idea di Keynes sulla contraddizione tra disoccupazione e bisogni ancora non coperti. Non basta controllare e mitigare i rischi delle tecnologie dopo che sono nate, ma serve progettare ex ante innovazioni alternative a quelle guidate dalle grandi corporation, come dimostrano esempi pubblici come il progetto Darpa per l’auto senza guidatore o il Galileo in Europa. Il testo rigetta l’idea che l’innovazione sia neutrale o inevitabile e afferma che è possibile indirizzarla intenzionalmente verso finalità sociali utili, creando lavoro e promuovendo lo sviluppo locale, ambientale, educativo e sanitario. Anche se si ipotizzasse una «società senza lavoro», è nostra responsabilità immaginare e costruire un modello di sviluppo alternativo basato su piena e buona occupazione, che valorizzi i territori e risponda ai bisogni sociali più profondi. L’innovazione e le nuove tecnologie, in particolare l’Intelligenza artificiale, non devono essere viste come processi inevitabili o naturali, ma come fenomeni che possono e devono essere intenzionalmente indirizzati verso percorsi alternativi e socialmente utili. Daron Acemoğlu evidenzia che l’attuale sviluppo tecnologico, focalizzato sul risparmio di lavoro e su applicazioni come riconoscimento facciale o algoritmi sostitutivi, non è l’unica strada possibile. Egli critica l’inerzia del sistema, l’influenza delle grandi aziende sulla direzione delle tecnologie, la sottovalutazione del valore dei «buoni lavori» e gli incentivi fiscali che favoriscono il capitale rispetto al lavoro. Modelli matematici ed econometrici dimostrano la fattibilità di alternative. Alcuni imprenditori, come i fratelli italoamericani Amodei con la startup Anthropic, stanno già lavorando per sviluppare un’IA orientata a valori altruistici, sociali e umanistici, per evitare rischi legati a reti neurali potenzialmente ostili all’umanità, la cui complessità e funzionamento rimangono in parte misteriosi e inquietanti.