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intermediari finanziari dispense
Tipologia: Dispense
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Nell’ambito di un dato paese, il sistema finanziario rappresenta la fondamentale struttura attraverso la quale si svolge l’attività finanziaria, ossia la produzione e l’offerta di servizi finanziari. La sua essenza è quella di TRASFERIRE RISORSE FINANZIARIE NELLO SPAZIO, cioè tra unita economiche diverse, NEL TEMPO, ovvero tra momenti temporali diversi, e tra DIVERSI STATI DI NATURA. Il sistema finanziario è un insieme organizzato di:
abilitata ai circuiti di pagamento Visa, MasterCard ecc. la moneta elettronica ha CORSO FIDUCIARIO dato che l’emittente rende disponibile la somma caricata a richiesta del titolare per effettuare un pagamento. Gli emittenti di moneta elettronica sono le banche, gli intermediari specializzati che fanno solo questo (IMEL). La moneta elettronica richiede DUE PASSAGGI: il primo passaggio è che la carta venga strisciata presso il pos, il quale trattiene la somma che il titolare di tale carta, deve all’esercente; questa somma poi, tramite un secondo passaggio dovrà essere trasferita dall’emittente della forza prepagata al c/c dell’esercente, avvenendo così l’estinzione dell’obbligazione. La moneta elettronica può essere HARDWARE BASED (offline) o SOFTWARE BASED (hanno bisogno di una rete).
Abbiamo due modi per fronteggiare le conseguenze economiche dovute al manifestarsi di un rischio puro: il ricorso al RISPARMIO e il ricorso ai CONTRATTI DI ASSICURAZIONE. Nel primo caso, il soggetto può utilizzare il risparmio al verificarsi dell’evento negativo. Nel secondo caso, egli può evitare di ritenere il rischio (come avviene nel primo caso) e decidere di trasferirlo all’impresa di assicurazione. Nel caso del risparmio c’è il rischio che la somma risparmiata non basti a fronteggiare il danno causato al verificarsi dell’evento, e il rischio che l’evento pur avendo risparmiato, nemmeno si verifichi.
diversificazione dobbiamo CONOSCERE BENE gli strumenti finanziari in cui investiamo consultando sempre i relativi RATING, ovvero le lavorazioni del livello di affidabilità degli strumenti. La gestione dei rischi speculativi può avvenire tramite il ricorso di CONTRATTI A TERMINE o CONTRATTI DERIVATI con diverse finalità: -finalità di copertura (hedging): colui che opera con finalità di copertura è l’hedger. Egli acquista contratti a termine o derivati perché vuole assumere una posizione rischiosa, ma opposta a una posizione già in essere (uso il rischio per togliermi il rischio); -finalità di speculazione: gli speculatori acquistano contratti derivati o a termine senza avere precedentemente una posizione rischiosa (rischiando di ottenere perdite, cerco il profitto) -finalità di arbitraggio: l’arbitraggista si muove con finalità di arbitraggio. La grande differenza con la speculazione, è che nel caso dell’arbitraggio la finalità è cercare opportunità di profitti, ma senza assunzione di rischio alcuno (profitto, ma no perdita). Esaminiamo i tipi di contratti: A TERMINE: sono dei contratti che consentono di FISSA OGGI UN PREZZO FORWARD per acquistare o vendere una certa attività finanziaria a una DATA FUTURA. Sono OBBLIGATO, nel caso della stipula di un contratto a termine, a dare esecuzione agli obblighi previsti nel contatto anche se in futuro non dovesse essere più conveniente. (esempio: compro oggi azioni di Telecom, con esecuzione tra 30 giorni. Io non so quale sarà il prezzo a 30 giorni, ma le voglio comprare al prezzo deciso oggi. Ipotizziamo 120 che è il mio prezzo a termine che dovrò pagare tra 30 giorni e al quale non posso sottrarmi. Passa un mese, il prezzo sale a 130 e avrò un guadagno, ma se passa un mese e il prezzo delle azioni è 115 avrò una perdita). DERIVATI: sono contratti che incorporano il diritto discrezionale o l’obbligo di COMPRARE VENDERE A TERMINE una data attività finanziaria a un PREZZO FISSATO A PRONTI.
via dell’INVESTIMENTO effettuato (la banca è debitrice e ha l’impegno di rimborsarlo e di remunerarlo al tasso convenuto dal contratto), l’altro che lega l’operatore in deficit con la banca per il FINANZIAMENTO richiesto (la banca è creditrice, quindi ha il diritto di avere il rimborso alle scadenze convenute mediante un piano di ammortamento più i dovuti interessi). Il deposito è un debito della banca e lo troviamo nel passivo di SP, mentre l’impiego è un’attività e lo troviamo nell’attivo. La famiglia che ha aperto il deposito non conosce l’operatore min deficit che ha stipulato il finanziamento di credito al consumo e nemmeno sa come la banca ha utilizzato i suoi risparmi. Quindi, le risorse che passano nel mezzo del circuito intermediario indiretto spezzano il rapporto tra i due operatori. CIRCUITO DIRETTO : esso passa attraverso i mercati mobiliari. In questo caso accade che gli operatori in surplus acquistino sul mercato dei valori mobiliari, azioni o obbligazioni. In questo modo si pone l’operatore in surplus controparte diretta dell’operatore in deficit: -AZIONI vengono emesse direttamente da un’impresa, l’operatore in surplus, in questo caso può essere una famiglia, è azionista dell’impresa emittente, la quale sarà tenuta a remunerarla in caso di produzione di utili e delibera nell’assemblea di approvazione del bilancio e distribuzione degli stessi. -OBBLIGAZIONI sono emesse da un governo o da uno stato sovrano, la famiglia investitrice in questo caso, è creditore dell’emittente e questi sarà tenuto a rimborsarlo alla scadenza convenuta e remunerare con gli interessi pattuiti. Il circuito diretto autonomo vede un’interazione diretta tra operatore in surplus e operatore in deficit, che sono quindi controparte dello scambio. Il significato del concetto di autonomia presuppone UN’AUTONOMIA NELLA DECISIONE DI INVESTIMENTO da parte del datore di fondi, senza l’ausilio di nessun operatore specializzato. Tuttavia, è importante ricordare che sui mercati finanziari non può accedere un privato per ragioni di tutela e controllo dell’operato dei soggetti. Quindi, l’autorità di vigilanza consente al gestore di mercato l’accesso solo a INTEMEDIARI FINANZIARI (banche o SIM). Perciò, per indirizzare ordini di acquisto e vendita in borsa bisogna aderire a un servizio offerto dall’intermediario mobiliare che si chiama SERVIZIO DI CUSTODIA E AMMINISTRAZIONE TITOLI. Questo servizio consente ai privati di inviare alla banca un ordine, presentandosi allo sportello, oppure tramite servizio di banca a distanza con il trading online direttamente da casa. In questo caso la decisione dell’operatore è AUTONOMA. Non sempre gli operatori sono in grado di agire in modo autonomo nelle decisioni di investimento, perché il sistema finanziario è una realtà complessa, globalizzata, con molti rischi e con molti strumenti con caratteristiche tecniche e quindi la consapevolezza della scarsa padronanza e della scarsa disponibilità di tempo per raccogliere informazioni ed elaborarle fa sì che molti operatori si astengano dal prendere decisioni di investimento in autonomia e preferiscano appoggiarsi a un operatore professionale, che dà anche un valore aggiunto di costruzione di un portafoglio diversificato. CIRCUITO DIRETTO ASSISTITO: qui abbiamo una serie di scambi che generano una contropartita diversa tra operatore in surplus e operatore
Collocamento con o senza preventiva sottoscrizione: servizio che viene prestato dalle banche e dalle SIM alle imprese e ai soggetti che intendono immettere sul mercato titoli. SENZA significa che la banca si occupa di presentare questi titoli al mercato e alla propria rete di conoscenze di clienti ATTRAVERSO GLI SPORTELLI diffusi sul territorio, rendendo più agevole il collocamento per l’impresa e più probabile il fatto che riesce a raccogliere l’intera somma di cui si bisognava. CON significa la banca si impegna a sottoscrivere interamente l’intera trance di emissione; quindi, c’è una garanzia molto forte per l’emittente perché sa che raccoglierà l’intera somma dato che l’acquisto di titoli avverò da parte della banca. Quest’ultima, si prenderà il rischio, di cercare di rivendere questi titoli sul mercato. In entrambi i casi il guadagno per l’intermediario è una commissione. La prima classificazione degli strumenti come abbiamo visto fa riferimento alle funzioni che essi svolgono. L’altra classificazione è quelle che prende come punto di riferimento la natura dei DIRITTI INCORPORATI DEGLI STRUMENTI. Distinguiamo: STRUMENTI CHE INCORPORANO SOLTANTO DIRITTI DI CREDITO, ossia l’impegno da parte dell’emittente, del prenditore di fondi, di remunerare il capitale pagando interessi e di rimborsarlo alla scadenza pattuita. Gli strumenti che incorporano i diritti di credito sono: Titoli obbligazionari: le cui caratteristiche sono la STANDARDIZZAZIONE (diritti omogenei a tutti i detentori di obbligazioni dello stesso tipo), sono DIVISIBILI (possono essere acquistati, sottoscritti, venduti a lotti limitati), e sono TRASFERIBILI (possono passare ad altro soggetto dopo la loro emissione tramite la compravendita). Gli strumenti dell’intermediazione creditizia: fanno riferimento ai DEPOSITI AL RISPARMIO, ai MUTUI. La caratteristica comune di tutti questi strumenti è che sono NOMINATIVI (intestati al titolare), sono PERSONALIZZATI (le caratteristiche contrattuali sono disegnate ad hoc mediante la negoziazione tra l’intermediario, la banca e i clienti in funzione delle esigenze cliente, e NON SONO TRASFERIBILI (non sono cedibili). STRUMENTI CHE COMPORTANO UN DIRITTO DISCREZIONALE, o un’obbligazione di compravendita a termine: Contratti a termine: prevedono un impegno di compravendita a termine di una certa attività finanziaria ad un prezzo fissato a pronti (oggi). Sono PERSONALIZZATI (definiti dall’accordo tra le parti), prevedono un IMPEGNO INDEROGABILE da cui non posso sottrarmi) e NON SONO QUOTATI (non presenti in borsa) Contratti future: sono anche questi degli impegni di acquisto7vendita a termine di un’attività finanziaria a un prezzo che è stato fissato a pronti. Sono anche questi oggetto di un IMPEGNO INDEROGABILE, ma sono STANDARDIZZATI (hanno caratteristiche standard, non sono disponibili per qualsiasi scadenza e per qualsiasi attività finanziaria e sono QUOTATI e negoziati su un mercato regolamentato. (stanza di compensazione). Le opzioni: sono dei contratti a termine che prevedono la possibilità di comprare o vendere una certa attività finanziaria a una scadenza futura concordata ad un prezzo definito a pronti a fronte del pagamento di un premio. Lo scambio a termine NON è INDEROGABILE, ma è una facoltà. Sono contatti PERSONALIZZATI e NON QUOTATI (OTC).
Gli swap (Interest rate swap): sono dei contratti che prevedono degli impegni reciproci tra due controparti di scambi di flussi finanziari calcolate su un certo sottostante. Sono PERSONALIZZATI, NON QUOTATI (OTC) e prevedono un IMPEGNO INDEROGABILE. STRUMENTI CHE INCORPORANO DIRITI AMMINISTRATIVI E DI CREDITO: Azioni: sono strumenti STANDARDIZZATI, sono DIVISIBILI, sono TRASFERIBILI (mediante il meccanismo della compravendita, sono presenti su mercati QUOTATI e su mercati OTC. I diritti amministrativi delle azioni sono il diritto di voto, di impugnativa (delibere), di recesso e di opzione. I diritti economici sono la remunerazione (attraverso la distribuzione di dividendi, a patto che la società abbia prodotto utili e del fatto che l’assemblea ordinaria abbia approvato la distribuzione degli stessi), e il rimborso in sede di liquidazione (residuale perché prima degli azionisti devono essere soddisfatti altri portatori di interessi della società, quali i dipendenti, i creditori, e infine, se residua qualcosa, gli azionisti. C’è solo una situazione in cui l’azionista può avere un rimborso del proprio pacchetto azionario nel corso della vita: nel caso in cui esso attivi il DIRITTO DI RECESSO (che consente a un socio di scogliere il rapporto sociale e liquidare la propria posizione qualora questi sia stato assente, dissenziente, o astenuto in un’assemblea straordinaria che ha deliberato modifiche essenziali per la società). DEFINIZIONE DEI CONCETTI DI TRASFERIBILITA’, NEGOZIABILITA’ E LIQUIDITA’ TRASFERIBILITÀ’: la possibilità di uno strumento di poter essere trasferito, ceduto, dopo la sua emissione. Abbiamo diversi modi:
MERCATI FINANZIARI I mercati finanziari sono quel luogo fisico o virtuale nell’ambito del quale avviene la negoziazione e lo scambio di strumenti finanziari (mercato mobiliare: azioni, obbligazioni, derivati, diritti di opzione…). È sempre meno un luogo fisico, perché grazie alle tecnologie si possono effettuare le transazioni sul mercato in VIA VIRTUALE Essi sono gestiti da apposite società di gestione del mercato (in Italia abbiamo la Borsa d’Italia) le quali sono autorizzate dalle autorità di vigilanza che presiedono alla supervisione della regolarità delle operazioni di collocamento e negoziazione dei valori mobiliari o meglio, presiedono al funzionamento dei mercati (CONSOB e BANCA D’ITALIA)
Le FUNZIONI dei mercati finanziari: Trasferimento delle risorse finanziarie: operatori in surplusoperatori in deficit; Trasferimento dei rischi: gestione dei rischi, ovvero il trasferimento di parte dei rischi che alcuni operatori non vogliono più sostenere ad altri operatori che viceversa sono disposti ad assumersi una certa quota di rischio. Passaggio del controllo: perché acquistando pacchetti azionari (pacchetti di maggioranza assoluta) si può acquistare la proprietà e quindi avere il controllo di un’azienda. Smobilizzo degli investimenti: modalità per consentire lo smobilizzo degli investimenti prima della loro naturale scadenza, magari per procurarsi liquidità necessaria per far fronte a un bisogno imprevisto. La capacità di consentire il raggiungimento di queste quattro categorie di obbiettivi definisce il LIVELLO DI EFFICIENZA ALLOCATIVA FUNZIONALE dei mercati finanziari. Quindi, un mercato finanziario è tanto più efficiente dal punto di vista allocativo funzionale quanto più è in grado di consentire il soddisfacimento di queste quattro tipologie di bisogni. Esistono poi altri bisogni soddisfatti dai mercati: Ottenere informazioni sugli strumenti e sugli operatori finanziari che operano sui mercati Ottenere informazioni sui prezzi dei valori mobiliari e al meccanismo con cui si formano i prezzi dei titoli (pricing) dato che i prezzi incorporano o dovrebbero incorporare tutte le informazioni rilevanti in merito ai rendimenti futuri dei titoli quotati La capacità dei prezzi di incorporare informazioni in merito ai rendimenti futuri dei titoli quotati definisce il grado di EFFICIENZA INFORMATIVA. Abbiamo diversi gradi di efficienza informativa in relazioni al diverso valore segnaletico che hanno i prezzi:
La semplificazione degli scambi, proprio perché nelle negoziazioni che avvengono nei mercati c’è un livello di semplificazione e standardizzazione che consente di AUMENTARE L’AREA DI SCAMBIO, IL VOLUME E LA FREQUENZA DEGLI SCAMBI La riduzione dei costi di transazione rispetto agli scambi avvenuti fuori dai mercati tra privati. La capacità di consentite lo svolgimento delle negoziazioni secondo procedure, regole, assetti organizzativi tali da minimizzare i costi, definisce il LIVELLO DI EFFICIENZA TECNICO OPERATIVO dei mercati finanziari. TIPOLOGIE DI MERCATI FINANZIARI: le classificazioni avvengono per:
determinare l’equilibrio di mercato dato che sono in grado di far alzare o abbassare il valore degli strumenti finanziari attraverso l’acquisto di grosse quantità, decidendo così loro, i prezzi di mercato. Essi guadagnano dalla differenza tra il prezzo di acquisto e il prezzo di vendita.
Aiutano gli operatori economici a chiudere uno scambio finanziario. La presenza degli intermediari finanziari può migliorare la capacità dei mercati di funzionare e dunque di assolvere alle proprie funzioni fondamentali. Perché alcuni intermediari svolgono un’attività strumentale all’esecuzione delle negoziazioni, ovvero strumentale ad aiutare gli operatori economici a chiudere uno scambio finanziario. Sui mercati primari, ad esempio esistono gli intermediari finanziari che offrono i servizi di collocamento e sottoscrizione di valori mobiliari con o senza garanzia di sottoscrizione. Sui mercati secondari possiamo trovare brokers, dealers, market makers, ovvero degli intermediari mobiliari che offrono un fondamentale servizio di negoziazione per conto proprio o per conto terzi migliorando il profilo di liquidità dei mercati e dunque il loro profilo di efficienza allocativo funzionale. Perché alcuni intermediari finanziari operano sui mercati sulla base di una delega conferita dagli investitori in materia di gestione del risparmio. Da un lato abbiamo le SIM, le imprese di investimento, le banche che offrono gestioni di investimento individuale; dall’altro abbiamo gli organismi di investimento collettivo del risparmio, come i fondi comuni di investimento che offrono la gestione collettiva del risparmio. In questo caso il valore aggiunto che questi intermediari offrono è dato dalla CONSULENZA, dal know How, dalla capacità di meglio selezionare titoli e costruire portafogli di investimento razionali, proprio perché sono soggetti con competenze e professionalità specifiche e sono meglio in grado di individuare strategie di investimento che si caratterizzano per scelta dei titoli e per modalità di aggiornamento periodica del portafoglio costruito. Perché alcuni intermediari finanziari migliorano l’efficienza informativa dei mercati, perché aumentano il volume delle informazioni messe a disposizione dagli operatori sui titoli, sugli operatori, sulle aziende negoziate nei mercati e questo può consentire l’assunzione di decisioni di investimento o disinvestimento più razionali e consapevoli. Si pensi ad esempio, alle agenzie di rating che formulano dei giudizi di rating associati alle emissioni obbligazionarie consentendo a tutti di avere un’idea molto chiara sul rischio di insolvenza di un certo emittente. Oppure alle banche che hanno al proprio interno dei dipartimenti di ricerca e sviluppo, che effettuano analisi, studi e producono dei rapporti informativi sulle prospettive di crescita e di redditività delle aziende i cui valori mobiliari sono
negoziati sui mercati e questi rapporti vengono messi a disposizione degli operatori per aumentare i livelli di efficienza informativa dei mercati Si pensi ai FINANCIAL ADVISORS, che offrono consulenza finanziaria, input, analisi e informazioni che possono consentire agli investitori di assumere scelte di investimento sempre più consapevoli. I SALDI FINANZIARI Chi sono i soggetti che alimentano i circuiti di trasferimento? Che origine hanno le risorse finanziarie oggetto di trasferimento? Quali sono le preferenze per il trasferimento delle risorse in termini di mercati/intermediari e strumenti/scadenze? Per comprendere l’origine e la movimentazione dei flussi finanziari, è necessario chiarire il significato di tre concetti: Ricchezza: per individuare la ricchezza di un individuo o di una categoria omogenea di soggetti è necessario rappresentare la propria situazione patrimoniale Lo stato patrimoniale si divide in: Attivo, che comprende:
TEORIE DELL’INTERMEDIAZIONE FINANZIARIA
Nella teoria economica classica non si giustificherebbe l’esistenza degli intermediari finanziari, perché in un sistema economico perfetto non ci sarebbe bisogno di un intermediario per favorire l’incontro tra la domanda e l’offerta di capitali, cioè tra coloro che domandano risorse finanziarie per effettuare investimenti (operatori in deficit) e coloro che hanno la possibilità di offrire tali risorse finanziarie (i risparmiatori od operatori in surplus). Quindi, in un mondo perfetto e ideale dovrebbe esistere un solo circuito allocativo delle risorse, ovvero il circuito diretto autonomo. Tuttavia, nella realtà esistono alcuni FATTORI DI IMPERFEZIONE che finiscono con il ridurre i volumi potenziali di scambio e addirittura potrebbero ridurli a tal punto da generare una vera e propria situazione di FALLIMENTO DEL MERCATO. Per questo i saldi finanziari, ci permettono in modo concreto di capire l’ammontare massimo dei capitali che un paese può intercettare e che quindi possono essere messi a disposizione dio chi deve fare investimenti. Per fallimento di mercato si intende una situazione in cui il mercato dei capitali NON E’ CAPACE DI FAVORIRE L’INCONTRO tra le parti (operatori in deficit con operatori in surplus) con la conseguenza diretta di non essere in grado di svolgere una delle sue funzioni fondamentali, cioè la funzione allocativa dei capitali. I fattori di imperfezione che potrebbero portare al fallimento del mercato sono:
tali intermediari. Le società finanziarie, a differenza delle banche, svolgono attività creditizia, ma non raccolgono risparmio presso il pubblico, ma lo fanno finanziandosi tramite il canale bancario e i mercati. GLI INTERMEDIARI MOBILIARI: sono invece quelli qualificati da una prevalente attività di negoziazione, di gestione e di consulenza su strumenti finanziari nell’ambito dei circuiti diretti. Essi fungono da tramite tra le unità in surplus o in deficit, da un lato e i mercati, dall’altro. Rientrano in questa categoria le imprese di investimento e gli asset manager. LE COMPAGNIE DI ASSICURAZIONE: sono intermediari che, a fronte della riscossione anticipata dei premi, si impegnano a risarcire gli assicurati esposti a certi eventi futuri, incerti e dannosi. I premi raccolti ex ante vengono investiti in varie attività allo scopo di costruire capitali necessari a onorare gli impegni assunti verso la massa degli assicurati. Teoria dei costi di transizione: ciascuno scambio finanziario è soggetto a costi di transizione. Le fonti dei costi di transizione sono: IMPERFETTA DIVISIBILITÀ DEGLI STRUMENTI FINANZIARI che deriva dalla presenza di costi fisici di frazionamento della ricchezza. Ogni investimento ha un ammontare che non coincide necessariamente con quello che è l’ammontare fisicamente disponibile dei risparmiatori. Esempio: un’impresa deve effettuare un investimento di 575.000 euro. È difficile raccogliere sul mercato una quantità esattamente uguale a quella cifra da uno specifico risparmiatore, che magari potrebbe avere un ammontare di risparmio molto superiore o molto inferiore. Quindi, è possibile per le aziende emettere delle OBBLIGAZIONI per dei valori che coincidono esattamente con le possibilità di spesa dei singoli risparmiatori: obbligazioni per tagli finiti da 10.000, da 20.000, da 100.000 ecc. Se però, un risparmiatore ha 13.500 euro, può sottoscrivere una quantità di 10.000 e per gli altri 3.500 euro l’impresa non troverà soddisfazione da quel titolo emesso al risparmiatore. Sarebbe costosissimo per le aziende emettere titoli per ogni possibile taglio fisico cosi da soddisfare ogni possibile esigenza di ogni risparmiatore. RACCOLTA ED ELABORAZIONE DELLE INFORMAZIONI, perché sotteso a uno scambio finanziario c’è una grande quantità di informazioni in relazione al rischio, alla performance, alla qualità di un certo investimento. I principali costi di raccolta ed elaborazione delle informazioni sono:
non offrono capitali costituendosi come creditori, ma come AZIONISTI, cioè acquisendo partecipazioni nel capitale di rischio per imprese finanziate. FONDI COMUNI DI INVESTIMENTO: sono degli organismi di investimento collettivo del risparmio che sono dediti alla gestione collettiva del risparmio. Riducono i costi di screening e di negoziazione. Tutte le suddette tipologie di intermediari finanziari RIDUCONO I COSTI DI ENFROCEMENT (di esecuzione del contratto). Va precisato che i costi di transazione non possono essere eliminati del tutto, anzi, l’esistenza stessa degli intermediari produce nuovi costi di transazione, tra cui:
Lo fanno trasformando/riducendo il rischio associato a un investimento. Possiamo distinguere specifiche tipologie di intermediari finanziari: TRASFORMAZIONE/RIDUZIONE SENZA ASSUNZIONE DI RISCHIO: gli intermediari investono per conto dei risparmiatori, senza assumersi il rischio. Pensiamo ai servizi di gestione degli investimenti. Da un lato esistono intermediari che offrono servizi di gestione individuale del risparmio e quindi il
risparmiatore può affidare il proprio risparmio a una SIM, a un’impresa d’investimento o a una banca, la quale può gestire per conto dell’individuo i propri risparmi, avendo una superiore capacità di allocare in modo razionale i capitali del risparmiatore tra diverse possibili scelte di investimento, comportando la costruzione di portafogli di investimento che consentono una riduzione del rischio e consentono di far ottenere al risparmiatore un beneficio importante, ovvero la DIVERSIFICAZIONE DEL PORTAFOGLIO. Esempio: se ho un risparmio di 100 euro e non lo investo in una singola azienda, ma diversifico il mio investimento componendomi un portafoglio costituito da azioni di tante aziende diverse, che operano in settori diversi e con rendimenti diversi, ecco che otteniamo un effetto importante di riduzione del rischio medio di investimento, perché la performance del mio investimento non dipende solo dell’esito dell’andamento di una specifica azienda, ma dipende dall’esito di tante aziende presenti nel mio portafoglio e che non sono tutte sensibili agli stessi fattori di rischio. Dall’altro lato, un investitore può sottoscrivere quote in un fondo comune di investimento (OICR). In questo caso il risparmiatore sta acquistando un servizio di gestione collettiva del risparmio. Non c’è un rapporto biunivoco tra il risparmiatore e gli investimenti effettuati dal fondo, ma detenendo una quota del fondo, il risparmiatore partecipa all’andamento positivo o negativo di tutte le aziende le cui azioni sono state acquistate dal fondo comune di investimento. TRASFORMAZIONE/RIDUZIONE CON ASSUNZIONE DI RISCIO: sono intermediari creditizi (banche, società di leasing, factoring e credito al consumo). Negoziano con risparmiatori in surplus contratti che hanno le stesse caratteristiche desiderate dai risparmiatori in termini di rischio/rendimento. La banca dopo aver raccolto i capitali dagli operatori in surplus, li aggrega riuscendo così, a erogare mutui o prestiti all’impresa. Quando la banca effettua un prestito all’impresa si sta assumendo un rischio di insolvenza che in alcuni casi può essere particolarmente elevato, un rischio superiore rispetto a quello che il depositante si assume affidando i propri capitali alla banca. I risparmiatori potrebbero non essere disposti a concedere un credito direttamente alle imprese finanziate dalle banche, perché non sono disposti ad assumersi quel profilo di rischio che invece si assumono le banche nell’effettuare un prestito alle imprese. Quindi con l’intermediazione creditizia la banca spezza la relazione tra operatore in surplus e operatore in deficit, costituendosi come debitore dell’operatore in surplus e creditore di quello in deficit internalizzando così, il rischio che potrebbe portare alla non effettuazione dello scambio. Anche l’attività di intermediazione assicurativa svolta dalle compagnie assicurative fa notare che il rischio viene tolto da chi compra la polizza e viene assunto da chi stipula la polizza, in cambio del versamento di un premio da parte dei consumatori. Teoria delle asimmetrie informative: ogni scambio finanziario è caratterizzato dalla presenza di un ineliminabile condizione di DIVARIO O GAP INFORMATIVO tra i contraenti. In particolare, l’operatore in deficit, colui che domanda capitale, si trova sempre in una situazione di vantaggio informativo nei confronti dell’investitore, l’operatore in surplus. Questa asimmetria dipende dal fatto che l’operatore in deficit CONOSCE BENISSIMO SÉ STESSO, le proprie qualità, il proprio profilo di rischio, la propria volontà di rimborsare e remunerare in futuro il capitale che oggi eventualmente prederà in prestito dall’operatore in surplus. Egli conosce bene anche