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Interprete, Charles Peirce, tipi di segni, arbitrarietà
Tipologia: Appunti
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Lunedì 29 settembre L’INTERPRETE La semiosi (processo di produzione e di circolazione del segno) è possibile solo nel momento in cui qualcuno (interprete) istituisce un nesso tra segno e significato Perché si stabilisca una relazione segnica l’associazione fra significante e significato deve essere costruita da qualcuno (l’interprete) Il segno non è un oggetto ma una relazione sociale e culturale. Conseguenze:
Arbitrarietà: il rapporto tra significante e significato, significa che per creare legame tra queste due entità bisogna mettersi uno d’accordo con l’altro per parlare in quella determinata maniera e capirsi tra tutti. C’è una convenzione alla base per cui tutta una serie di persone che fa parte di una determinata cultura deve imparare quei determinati segni Pierce dice che in base a quanto è alta l’arbitrarietà, possiamo distinguere diversi tipi di segni:
Associazioni significante/significato stabile da una società in maniera convenzionale
La denotazione definisce un rapporto diretto e ben delimitato fra significato e significane La connotazione è il significato più ampio e vago, componente emotiva e psicologica Es. deserto—> denotazione = luogo geografico Es. deserto dell’anima—> connotazione = per descrivere uno stato di solitudine o uno stato d’animo solo
negativo, più soffocante)
seconda ha un significato negativo) ES. nella pubblicità e nel discorso persuasivo, il peso ideologico della connotazione è spesso essenziale RAPPORTI FRA SEGNI I segni sono sempre in relazione con gli altri segni (es. non usiamo mai parole isolate, ma frasi; una trasmissione televisiva è inserita all’interno di un certo palinsesto)
A) Ruvante B) Ruvabile C) Ruvezza D) Ruvista Per scegliere un nome si è guardato il nome in modo implicito Giusta è la C EZZA è un suffisso che da un’impronta astratta (es. bellezza, dolcezza ecc…) ISTA : è un suffisso che forma generalmente nomi di professioni (dentista, igienista, giornalista ecc…)
Quando ascoltiamo e leggiamo il linguaggio inconsciamente facciamo delle predizioni Il contesto ci aiuta a capire Noi prediciamo in base al contesto e alla struttura grammaticale Abbiamo scartato le prime due parole perché secondo il nostro piano grammaticale sappiamo che non dobbiamo metterle, perché la frase deve avere una parola che conclude I parlanti hanno intuizioni molto precise rispetto alla struttura di una frase e sono in grado di prevedere la parola che ne può seguire un’altra in base alle sue caratteristiche morfosintattiche (asse sintagmatico)