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Introduzione all'Islam: Credenze, Testi Sacri e Pilastri, Appunti di Storia dei paesi islamici

Appunti e cenni di introduzione all'islam, storia, nascita

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 09/01/2023

Reedruum
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L’ISLAM
La parola “islamico” deriva da “islamche significa sottomissione, libera e spontanea
adesione nell’accettare quella che si rivelerà una nuova fede. Si parla di
“sottomissione” a Dio, non intesa come un rapporto di schiavitù del servo nei
confronti del padrone, ma come adesione spontanea. Attraverso il totale
abbandono di stesso all’unico dio, il muslim (termine arabo che indica il fedele
della religione islamica) ottiene la pace attraverso la sua guida. Quando si parla di
Islam non si fa riferimento ad una semplice religione, cioè non facciamo unicamente
riferimento al dato spirituale. Facendo un confronto tra la fede cristiana e
musulmana, ci rendiamo conto che è chiara all’interno del cristianesimo una netta
differenziazione tra sfere: quella religiosa, ad esempio o quella politica. Nell’islam
non esistono, invece, tali differenziazioni, in maniera originale, vale a dire che nel
tempo queste sfere si sono divise. Originariamente, possiamo dire che sfere come la
religione e la politica erano un tutt’uno: l’islam le comprendeva entrambe. Tutte le
sfere (politica, sociale, economica, religiosa) erano regolamentate attraverso il Testo
Sacro. Da qui possiamo evidenziare quali sono le principali analogie e differenze tra
l’Islam e il Cristianesimo.
ANALOGIE E DIFFERENZE TRA L’ISLAM E IL CRISTIANESIMO
La principale differenza tra le due fedi è la concezione di Dio: il Cristianesimo
presenta la Santissima Trinità, Dio è Uno e Trino e si presenta nelle tre Persone
(Padre, Figlio, Spirito). Nell’Islam, invece, guarda alla Trinità come la scomposizione
di Dio, per cui fa riferimento all’Unicità divina. In tal senso, l’islam può essere
definito più totalizzante rispetto alla nostra religione. Un’altra importante differenza
è rappresentata dalla concezione di Gesù: l’Islam nega nella sua figura ogni traccia
divina e lo riconosce come profeta. Analogamente alla nostra religione, invece, sono
presenti numerose figure profetiche, la figura di Maria, la quale è l’unica donna di
cui si fa il nome all’interno del Corano, inoltre entrambe le fedi posseggono un testo
sacro.
IL CORANO
Come altri grandi monoteismi, anche l’Islam possiede un suo Testo Sacro: il Corano.
Il termine Corano è una resa in italiano dell’arabo al- Qur’an anche se gli arabi usano
sempre l’espressione “al- Qur’an al- karim” ovvero il nobile Corano per l’importanza
che esso riveste essendo parola di Dio rivelata al profeta e significa sia “testo fatto
per essere recitato o per essere salmodiato” (la salmodia fa riferimento ad un modo
di intonare la voce) siatesto che non è fatto per essere letto con gli occhi”, cioè il
Corano deve essere letto sempre ad alta voce. Il testo del Corano ha una sua storia,
non solo di raccolta dei singoli versetti e delle sure. Nel 610 avviene la rivelazione
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L’ISLAM

La parola “ islamico ” deriva da “ islam ” che significa sottomissione , libera e spontanea adesione nell’accettare quella che si rivelerà una nuova fede. Si parla di “sottomissione” a Dio, non intesa come un rapporto di schiavitù del servo nei confronti del padrone, ma come adesione spontanea. Attraverso il totale abbandono di sé stesso all’unico dio, il muslim (termine arabo che indica il fedele della religione islamica) ottiene la pace attraverso la sua guida. Quando si parla di Islam non si fa riferimento ad una semplice religione, cioè non facciamo unicamente riferimento al dato spirituale. Facendo un confronto tra la fede cristiana e musulmana, ci rendiamo conto che è chiara all’interno del cristianesimo una netta differenziazione tra sfere: quella religiosa, ad esempio o quella politica. Nell’islam non esistono, invece, tali differenziazioni, in maniera originale, vale a dire che nel tempo queste sfere si sono divise. Originariamente, possiamo dire che sfere come la religione e la politica erano un tutt’uno: l’islam le comprendeva entrambe. Tutte le sfere (politica, sociale, economica, religiosa) erano regolamentate attraverso il Testo Sacro. Da qui possiamo evidenziare quali sono le principali analogie e differenze tra l’Islam e il Cristianesimo. ANALOGIE E DIFFERENZE TRA L’ISLAM E IL CRISTIANESIMO La principale differenza tra le due fedi è la concezione di Dio: il Cristianesimo presenta la Santissima Trinità, Dio è Uno e Trino e si presenta nelle tre Persone (Padre, Figlio, Spirito). Nell’Islam, invece, guarda alla Trinità come la scomposizione di Dio, per cui fa riferimento all’Unicità divina. In tal senso, l’islam può essere definito più totalizzante rispetto alla nostra religione. Un’altra importante differenza è rappresentata dalla concezione di Gesù: l’Islam nega nella sua figura ogni traccia divina e lo riconosce come profeta. Analogamente alla nostra religione, invece, sono presenti numerose figure profetiche, la figura di Maria, la quale è l’unica donna di cui si fa il nome all’interno del Corano, inoltre entrambe le fedi posseggono un testo sacro. IL CORANO Come altri grandi monoteismi, anche l’Islam possiede un suo Testo Sacro: il Corano. Il termine Corano è una resa in italiano dell’arabo al- Qur’an anche se gli arabi usano sempre l’espressione “ al- Qur’an al- karim” ovvero il nobile Corano per l’importanza che esso riveste essendo parola di Dio rivelata al profeta e significa sia “testo fatto per essere recitato o per essere salmodiato” (la salmodia fa riferimento ad un modo di intonare la voce) sia “ testo che non è fatto per essere letto con gli occhi” , cioè il Corano deve essere letto sempre ad alta voce. Il testo del Corano ha una sua storia, non solo di raccolta dei singoli versetti e delle sure. Nel 610 avviene la rivelazione

del Corano nel 27 ramadan , cioè il nono mese del calendario islamico che, a differenza del nostro, è un calendario lunare. Il Corano è parola di Dio rivelata al suo Profeta, conosciuto come Maometto , che è la traduzione del nome Mohamed. È importante sottolineare che la rivelazione non avviene in maniera diretta bensì tramite l’intervento di un personaggio chiave, l’ Arcangelo Gabriele. L’ispirazione del Corano, secondo la teologia islamica è nettamente letterale, è una vera e propria dettatura dell’angelo. Dal punto di vista strutturale, il Corano si compone di 114 sure (capitoli) distinguibili in: sure meccane (precedenti all’Egira) e sure medinesi (seguenti l’Egira). La differenziazione non rimanda solo al dato geografico. Le sure medinesi insistono più su aspetti normativi quali il matrimonio, il divorzio, il digiuno, la preghiera; a tal proposito si parla di Qibla (cheibla), termine riguardante il mutamento della direzione della preghiera. Le sure, inoltre, non sono disposte in ordine cronologico, bensì in ordine di lunghezza, rendendo la comprensione del Corano particolarmente ostica ad una prima lettura. La prima sura ricevuta da Mohamed è la 96, ovvero la Sura del Grumo di Sangue. Come detto precedentemente, il Corano presenta una serie di aspetti diversi tesi a regolamentare il vivere sociale, i rapporti sociali, i rapporti tra l’uomo e Dio, le transazioni commerciali e gli atti di culto; come, ad esempio, la preghiera e il digiuno. I PILASTRI DELL’ISLAM All’interno del Corano stesso particolare importanza è data agli arkan al-islam , vale a dire ‘i pilastri dell’islam’. Sarebbero questi i doveri ai quali ogni fedele deve assolvere per essere considerato un buon musulmano. Tali doveri sono:

  • la shahada (ovvero la professione di fede): non va confusa con la semplice adesione del cuore. Si tratta dell’atto legale di pronunciare la seguente formula “non c’è altro Dio all’infuori di Iddio e Mohamed è il suo profeta”, dinnanzi a testimoni (Secondo i musulmani risulta eretico chi non accetta una delle due affermazioni). Basta questa semplice dichiarazione per far sì che chi la pronuncia entra a far parte a tutti gli effetti della comunità musulmana.
  • Salat (preghiera canonica): essa non dev’essere confusa con la du’a , ovvero la preghiera intima e libera da farsi quando si vuole. La salat veniva recitata 5 volte al giorno, in diverse fasce della giornata e prima di notte. Condizione preliminare della preghiera rituale è la purità: non solo il credente, ma anche i suoi abiti e il suolo in cui si trova devono essere puri. La legge dichiara impuri gli escrementi, i porci, i cani, gli animali morti non macellati e il sangue. Un contatto del musulmano con uno di questi lo rende contaminato. Lo stato di impurità ( hadat ) viene abolito tramite l’ abluzione : che consiste nel lavarsi parzialmente, o totalmente, prima di dedicarsi alla preghiera.

grandissimo spostamento di persone volte verso una precisa meta, locata all’interno della Penisola Araba, vale a dire La Mecca. Quest’ultima è un’importantissima città da cui ha inizio l’intera storia dell’islam e che è avvolta da un aspetto importantissimo di sacralità. Nell’islam, infatti, essa è considerata la città santa; oltre ad essa ci sono altre città rivestite di una particolare sacralità, ovvero Medina (non molto distante dalla Mecca e posta all’interno della Penisola Araba) e Gerusalemme (in Palestina), considerata la culla dei tre più importante monoteismi (cristianesimo, ebraismo e islam). Sia La Mecca che Medina sono vicine al Mar Rosso e si trovano all’interno della regione dell’ Hijaz (Ijaz). In arabo il termine Hijaz vuol dire “barriera” perché si tratta di una zona che, da una parte è protetta dal Mar Rosso, dall’altra da una catena montuosa. Esso è un territorio particolare per la presenza di queste due città, già fondamentalmente importanti in epoca preislamica. La città di Medina in epoca preislamica era denominata Yathrib , non era una città bensì un’oasi, cioè un centro di vita sedentaria in cui viveva una comunità ebraica. L’epoca preislamica è conosciuta con il termine al-Gahilyya (si legge aljahilia) che significa “ignoranza”. Il Periodo dell’ignoranza (ovvero quello preislamico) è così chiamato perché precede la rivelazione del Corano, ergo l’avvento dell’Islam. Questo periodo si conclude intorno al 610 con la rivelazione del Corano al profeta Mohamed da parte dell’Arcangelo Gabriele. LA PENISOLA ARABA La nascita dell’Islam ha del prodigioso. Un popolo fino ad allora quasi sconosciuto si era unificato sotto l’impulso di una nuova religione. In pochi anni esso conquistò tutto l’impero sasanide (Persia) e tutte le provincie asiatiche e africane dell’impero bizantino, tranne le regioni occidentali dell’Asia Minore, in attesa di aggiungervi parti della Spagna, la Sicilia e, temporaneamente alcuni capisaldi dell’Europa. Bussò anche alle porte dell’India, della Cina, della Gallia e di Costantinopoli. Oggi, i confini del territorio scaturiscono da accordi che hanno a che fare con il concorso dell’Occidente. Alla fine del primo conflitto mondiale vennero stabiliti dei confini di demarcazione da parte delle grandi potenze europee. Anticamente, invece, si parlava di confini facendo riferimento a delle aree geografiche che erano differenziate in base alla lingua ed alla cultura dominante in una determinata regione. L’idea di confine non faceva riferimento ad una “linea”. Un aspetto importante da considerare, sia dal punto di vista storico che geografico, per quanto riguarda il mondo arabo-islamico, è il porre in relazione diversi aspetti tra loro (aree geografiche, eventi). All’interno del mondo arabo noi riconosciamo due macro aree:

  • Maghreb = l’area dei territori del nord-Africa: la Mauritania, il Sahara Occidentale, il Marocco, l’Algeria, la Tunisia, la Libia (escluso l’Egitto). Il termine Maghreb è un termine di origine araba e significa “ luogo in cui tramonta il sole ”; esso sta a designare i territori occidentali del mondo arabo.
  • Mashreq = (o Middle East, termine sorto nel corso della Prima Guerra Mondiale, nell’ambito di una spartizione territoriale da parte delle maggiori potenze europee); comprendeva i territori del vicino Oriente: Libano, Siria, Palestina, Giordania, Egitto. Queste due aree, già a partire dalla conquista islamica (VII secolo), vengono sempre poste in relazione sotto molti punti di vista, quali, ad esempio, il pellegrinaggio. Noi facciamo riferimento alla penisola araba nel suo complesso con il termine al-Gazira (al-Jazira) che vuol dire “isola” o “penisola” (la Penisola araba = al- Gazira al- arabiyya ). ARABO O ISLAMICO? Bisogna fare molta attenzione nell’utilizzare i due aggettivi, i quali hanno due significati diversi tra loro. L’aggettivo islamico fa riferimento a islam, il quale essendo una dottrina che abbraccia spetti diversi, si può parlare di essa intendendola non solo una religione ma un vero e proprio sistema islamico. Il termine arabo non fa solo riferimento al dato etnico; fa riferimento, dal punto di vista geografico, alla penisola araba, nella quale nasce tutto; essa rappresenta la culla dell’islam. L’islam nasce all’interno di una regione specifica della penisola araba che era al tempo (VII secolo d.C.) un’area dove erano presenti diverse varietà di arabo. La lingua araba non nasce col Corano, ma si è affermata prima. Quindi, il termine arabo, se da una parte, fa riferimento ad un dato etnico, successivamente, per via di varie conquiste, il dato etnico si andò perdendo. Un esempio importante è la Sicilia, la quale è rimasta assorbita nel sistema islamico per almeno 150 anni. La Sicilia, dunque, è stata musulmana. Non è errato usare l’espressione “Sicilia araba”; perché? Perché tutti parlavano la lingua araba, per cui ci si sposta dal dato etnico a quello linguistico. L’arabo è una lingua che presenta diverse varietà dialettali. ARABIZZAZIONE E ISLAMIZZAZIONE. Per arabizzazione si intende quel processo mediante il quale è avvenuto l’apprendimento e la diffusione della lingua araba; invece, l’islamizzazione consiste nella conversione all’islam che avviene in un modo specifico. Il doppio processo di arabizzazione ed islamizzazione tende anche a veicolare altri contenuti: consuetudini, mode, usanze e tradizioni. Il processo di arabizzazione fu molto più veloce dell’islamizzazione. Attraverso questo doppio processo, gradualmente, si viene a costituire tutto il patrimonio storico-culturale che mantiene quelle che sono le specifiche diversità locali al livello linguistico e culturale. La conversione all’islam, di base, avveniva tramite l’apprendimento della lingua. Oggi ci sono molti musulmani che non sono arabi (per esempio italiani musulmani). Queste persone sono in grado di recitare delle sure del Corano in arabo. Spesso, però, apprendono a memoria il Corano senza capire effettivamente il significato di ciò che recitano. Recitare parti del Corano in italiano, ad esempio, non ha lo stesso valore religioso e