Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Introduzione alla linguistica romanza, Ch. Lee-S. Galano, Sintesi del corso di Linguistica

FILOLOGIA: “Amore della parola” à dal greco LOGOS: discorso, parola (scienza) + FILOS: amore, cura. È una disciplina che pone al centro la parola componente essenziale di ogni testo (scritto e orale). Chi pratica materie umanistiche deve quindi fare la filologia, avere cura di ogni parola.

Tipologia: Sintesi del corso

2022/2023

In vendita dal 18/10/2022

perseo-novantasette
perseo-novantasette 🇮🇹

4.5

(180)

1K documenti

1 / 23

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
Introduzione alla linguistica romanza,
Ch. Lee-S. Galano
FILOLOGIA: “Amore della parola” à dal greco LOGOS: discorso, parola (scienza) +
FILOS: amore, cura.
È una disciplina che pone al centro la parola componente essenziale di ogni testo (scritto e
orale). Chi pratica materie umanistiche deve quindi fare la filologia, avere cura di ogni
parola.
Per lavorare sulle lingue romanze bisogna partire dalla lingua madre: parole che hanno una
propria storicità, cambiano nel tempo.
La filologia implica anche l’attenzione (ad esempio l’attenzione alla posizione della parola.
Nell’insegnamento la filologia è anche RESTITUZIONE della VERITA della parola: ciò
implica il cercare di
riportare i testi alla verità dell’autore, secondo quello che ha voluto dire e vale sia per i testi
medievali (CHANSON DE ROLAND) che per quello moderni (PETROLIO DI PASOLINI) e
questo consente di capire come viene fuori un testo perfetto.
ROMANZA: deriva dall’avverbio latino ROMANICE che significa PARLARE ALLA
MANIERA ROMANA.
Romanze sono tutte quelle lingue che derivano dal latino ma implicano uno spostamento
rispetto ad esso.
La filologia romanza riguarda tutte le lingue che si riconoscono in una matrice comune.
Queste lingue sono il risultato della disgregazione di uno spazio che fino al XV secolo era
stato unitario: crollo dell’impero romano.
Parlare di lingue romanze porta ad assumere uno sguardo comparato: non studiato in
maniera isolata (non posso studiare letteratura spagnola senza conoscere quella francese).
Sotto l’età Carolingia la gente non parla più il latino e non lo capisce, parla una lingua
diversa. à Presa di coscienza di queste morfologie e della coesistenza di una scrittura e una
oralità che non coincidono più.
La prima lingua romanza a riconoscersi come tale è il FRANCESE. La Francia è
senz’altro la prima area economicamente stabile.
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa
pfd
pfe
pff
pf12
pf13
pf14
pf15
pf16
pf17

Anteprima parziale del testo

Scarica Introduzione alla linguistica romanza, Ch. Lee-S. Galano e più Sintesi del corso in PDF di Linguistica solo su Docsity!

Introduzione alla linguistica romanza,

Ch. Lee-S. Galano

FILOLOGIA : “Amore della parola” à dal greco LOGOS: discorso, parola (scienza) + FILOS : amore, cura. È una disciplina che pone al centro la parola componente essenziale di ogni testo (scritto e orale). Chi pratica materie umanistiche deve quindi fare la filologia, avere cura di ogni parola. Per lavorare sulle lingue romanze bisogna partire dalla lingua madre: parole che hanno una propria storicità, cambiano nel tempo. La filologia implica anche l’attenzione (ad esempio l’attenzione alla posizione della parola. Nell’insegnamento la filologia è anche RESTITUZIONE della VERITA della parola: ciò implica il cercare di riportare i testi alla verità dell’autore, secondo quello che ha voluto dire e vale sia per i testi medievali ( CHANSON DE ROLAND ) che per quello moderni ( PETROLIO DI PASOLINI ) e questo consente di capire come viene fuori un testo perfetto. ROMANZA : deriva dall’avverbio latino ROMANICE che significa PARLARE ALLA MANIERA ROMANA. Romanze sono tutte quelle lingue che derivano dal latino ma implicano uno spostamento rispetto ad esso. La filologia romanza riguarda tutte le lingue che si riconoscono in una matrice comune. Queste lingue sono il risultato della disgregazione di uno spazio che fino al XV secolo era stato unitario: crollo dell’impero romano. Parlare di lingue romanze porta ad assumere uno sguardo comparato: non studiato in maniera isolata (non posso studiare letteratura spagnola senza conoscere quella francese). Sotto l’età Carolingia la gente non parla più il latino e non lo capisce, parla una lingua diversa. à Presa di coscienza di queste morfologie e della coesistenza di una scrittura e una oralità che non coincidono più. La prima lingua romanza a riconoscersi come tale è il FRANCESE. La Francia è senz’altro la prima area economicamente stabile.

CONCILIO DI TOURS: Diciassettesima deliberazione del CONCILIO DI TOURS CONVOCATA DA Carlo Magno del 813. Considerato l’atto ufficiale di nascita delle lingue romanze, Uno degli obiettivi del concilio era riorganizzare e strutturare la rete del clero (che non era in grado di lettere il latino). Nel momento in cui si torna a studiare il latino ci si rende conti ci come quello parlato sia totalmente diverso. Nella deliberazione si parla di TRADUZIONE: bisogna tradurre due lingue diverse, il latino e “l’altra casa” ovvero la RUSTICA ROMANA LINGUA, oppure in lingua tedesca, quindimentre l’omelia avveniva il latino, la predicazione doveva avvenire in RUSTICAN ROMANATI LINGUAN AUT THIOTISCATI. Il documento viene pronunciato all’interno di un concilio dove sono riuniti tutti i VESCOVI. Dice che per parlare durante le omelie i vescovi dovranno parlare in RUSTICA ROMANA LINGUA e non in latino. Bisogna TRADURRE perché queste sono lingue diverse. C’è un rapporto verticale. Invece tra RRL e Tedesco: rapporto orizzontale. La gente geniale nel 813 non parla più latino. Durante il periodo del concilio si sta formando una nuova idea di INTELLETTUALE che deve difendere il suo sapere e distribuirlo a chi non sa. DANTE è l’esempio più chiaro di intellettuale medievale: capisce che la l gente non è più in grado di capire il latino. LINGUA SCRITTA: più conservativa. LINGUA PARLATA: più articolata, diversa.

ATTRAVERSO QUALI FONTI SCRITTE POSSIAMO

STUDIARE IL LATINO VOLGARE?

Al principio le opere venivano tramandate oralmente e quando venivano messe per iscritto, erano composte solo dalla cerchia di intellettuali. a) GLI AUTORI LATINI utilizzano espressioni della lingua parlata. Tra di loro ci sono soprattutto quelli meno rigidi; tra questi, in particolare gli autori di TEATRO come PLAUTO nelle commedie, ma anche TERENZIO; offrono esempi di una lingua meno sostenuta dove affiorano tendenze non entrate nella forma classica. Altro autore di questo genere è CICERONE che nelle sue epistole utilizza un linguaggio molto più sciolto come PETRONIO nel SATYRICON.

Il lessico del latino volgate espresso si serve di diminutivi. CHIESA : è la prima a prendere atto del cambiamento della lingua proprio perché dovendo convertire le persone, deve farsi comprendere, necessità di una lingua chiara. È dalla chiesa che deriva un’attenzione verso il pubblico (i classici latini parlavano in maniera aulica). L’intellettuale era colui che sapeva e che aveva la responsabilità di attribuire il suo sapere ad un pubblico più vasto possibile. Doveva quindi trovare il modo di farsi capire. SEQUENZA LATINA DI SANT’EULALIA è il primo testo letterario in lingua volgare, costituisce l’inizio della letteratura francese, inizio del IX secolo. “Una vita di Santi”à 1° testo letterario in volgare, dopo il concilio di TOURS si esortano i vescovi a predicare la ROMANA RUSTICAM LINGUAM à non ci si stupisce che i primi testi volgari erano testi religiosi? È rimandata da un unico manoscritto Latino alla fine del quale più di un uomo ha copiato i testi, di cui due in volgare. Il 1° è una canzone in latino dedicata a Sant’Eulala è la stessa che scrive quello in germanico à doppia lingua dell’impero: chi sa il francese sa il tedesco. È conservato nella biblioteca di Valenciennes e risale alla fine del IX secolo, contiene sermoni di teologia di San Gregorio. I 2 testi (latini e francesi) parlano di una giovane martirizzata in Spagna e spostate le sue spoglie in un monastero francese perché era femminile e adorata come una santa. SEQUENZA: comportamento dove il testo è concepito come sulle note dell’Alleluya. È bella nell’esterno e nell’interno e nel medioevo la bellezza se non era tentatrice segno di bontà. 1° descrizione testo: lei si presenta come una soldatessa di Dio. Resiste alla cupidigia, tentazioni e corruzioni né era asservita al potere e minacce del re. MIRACOLO: il fuoco si ritrae per quanto era la sua purezza. Serve a titolo esemplare a chi ascolta per far capire che Dio aiuta chi lo prega. Lei chiede a Dio di essere assunto in cielo morte per scelta e non per mani altrui.

PREGHIERA come intercessione come salvezza della loro anima. ASSONANZE: non rimano tra di loro ma hanno le stesse vocali.

GIURAMENTO ≠ SANT’EULALIA

Giuramento: obiettivo di fissare per iscritto la formula di giuramento dei due fratelli. Sant’Eulalia: mettere per iscritto qualcosa che faceva parte dell’oralità. La chiesa aveva la vocazione verso gli esclusi della cerchia degli intellettuali: le vite dei Santi sono degli esempi perché tramite quelli la chiesa proponeva dei modelli esemplari da imitare. In manoscritto conserva un testo teologico di San Gregorio (i testi venivano inseriti negli spazi bianchi. 4 testi: 2 in latino, 1 in volgare francese, 1 in tedesco. Noi abbiamo due sequenze di Sant’Eulalia, una in latino e una in francese (quest’ultima non è però la traduzione della prima), quella latina è più lirica, una vera e propria preghiera. Quella volgare (francese) ha un andamento più narrativo. Ai due testi segue un testo in tedesco antico che esalta la vittoria di Ludovico dei Franchi contro Vichinghi. La mano che ha scritto questo testo è la stessa mano che ha composto la versione francese, Infine abbiamo un’altra sequenza latina, un inno alle FEDE. Perché riempire gli spazi bianchi? Il monastero era considerato come centro di musica sacra. I testi infatti hanno ritmo melodico proprio perché dovevano essere un monastero femminile. Anche il fatto della doppia lingua non stupisce perché alla sequenza volgare, riprende lo schema latino. L’intento era quello di elevare una preghiera alla Santa

COME SI REALIZZA L’INCONTRO / SCONTRO TRA

NUOVO MONDO E CULTURA CLASSICA?

Quando parliamo della lingua, non parliamo solo di strumento di divulgazione. Frammento lettera di Paolo ai Corinzi: racconta la sua conversione dall’ebraismo al cristianesimo. Lascia questo patrimonio di grande importanza letteraria. Riflette anche sul tema della SAPIENZA vista come il potere dei nobili. Capisce che deve farsi capire per poter praticare la propria conversione. Fonda l’autorità del suo

Dio, quindi, cristiani se ne possono impossessare per riutilizzare. È un discorso STRUMENTALE. Agostino recupera non soltanto il sapere degli antichi, ma utilizza anche l’arte retorica, che il cristiano deve saper saggiamente utilizzare. Vuole sottolineare la neutralità delle strategie del parlare. Fa una riflessione: è molto attento a qual è la reazione interiore dell’ascoltatore. È importante che l’uomo si disponga in maniera attenta, con interesse. È meglio essere chiari e concisi senza pronunciare più del dovuto, senza parlare tanto. Agostino riparte dall’eloquenza per portare uno strumento nuovo, si rende anche conto che se uno deve ascoltare deve anche fare attenzione che non subentri la noia, così propone la VARIETÁ dell’esporre: non si deve parlare sempre della stessa cosa con lo stesso tono, altrimenti la gente si distrae. Nessuno si è mai posto questo problema attraverso l’eloquenza, uno può convincere sia di cose buone che di cose cattive e quindi si pone la domanda di come fare a distinguere le cose vere da quelle false, ma quello che ascolta non sempre è in grado di capire cosa è bene oppure no, così pensa; l’eloquenza p un’arma terribile, perché intere folle vennero convinte di cose brutte, ma è anche potentissima e i maestri cristiani se ne devono impossessare per diffondere la verità. Agostino capisce che il problema è che se il maestro, poeta, non tocca l’anima, allora non conta. Sant’Agostino: fine IV secolo, inizio V. Uno dei testi più interessanti è DE DECTRINA CRISTIANA: sostiene che il patrimonio classico non va respinto, perché contiene elementi utili, facendoci separare e distinguere ciò che è buono e ciò che è cattivo: tutto ciò che è buono è grazie a Dio. L’ eloquenza era stata un’arte provocata nel mondo greco e latino ed era usata un varie situazioni, era semplicemente l’arte del parlare bene. Agostino osserva che l’eloquenza è uno strumento neutro in grado di piegare l’ascoltatore, sarebbe molto male rilasciare questo strumento a persone con fini cattivi, quindi è bene che il cristiano le usi per convertire la gente. Lui era un uomo di profondissima cultura e le regole della retorica classica le conosceva tutte. Queste regole prevedevano una corrispondenza dell’argomento di cui di trattava e lo stile, esso aveva una struttura molto complessa e delle parole che alzavano il livello del lessico.

È POSSIBILE UNA DISTINZIONE DI ARGOMENTI?

No, perché quando si parla di salvezza tutto è alto, gli argomenti sono tutti importanti, il tono anche: quindi lo stile varierà a seconda dell’obiettivo o da chi ha davanti, è questa l’attenzione al pubblico. Pensa che si possono cambiare gli stili, mescolare; Dante ad esempio tende ad utilizzare stili diversi. Agostino parte da una presa d’atto: se parla a chi ha un grande travaglio interiore o a chi è sfiduciato, allora è inutile parlargli perché non ascolterebbe mai, allora è utile prima acquietarlo. Bisogna prima lavorare sull’animo, perché se è in grado di aprirsi all’ascolto, allora si possonio fare delle cose. È attraverso il racconto di altre storie che si riesce ad istruire chi ascolta. (Es. Dante mente in scena dei personaggi e fa una narrazione con queste figure esemplari che lui rincontra durante la strada). Bisogna provare quello che si dice: Agostino distingue che bisogna istruire e che deve essere stimolato, affinché non si limiti solo con la testa, ma anche all’azione. Si deve agire sull’animo, perché la ricezione umana avviene tramite reazione. Quali sono le armi per muovere gli animi? Prima di tutto che parla deve essere sapiente e poi eloquente, ma l’eloquenza ha quel qualcosa in più che rende il ricavato più completo, più perfetto. Il problema non è studiare a memoria, ma bisognerebbe leggere con cura: il sapiente è quello che sa capire le sacre scritture, non quello che le sa a memoria. Il punto chiave non è leggere con gli occhi della mente, ma con gli occhio del cuore: sostiene che l’uomo è dotato di un altro senso, quello del CUORE. La lettura della Sacra Scrittura è un incontro di cuori, che va penetrata con il cuore per comprenderla a fondo. Per agostino l’essenziale è farsi capire nel dialogo, ma soprattutto quando si fanno discorsi al popolo. La premura di chi parla deve andare incontro a chi ascolta. Una volta che la cosa è stata compresa è l’opportuno cambiare tema, altrimenti scende la noia e ci si mette a fare altro, Ciò che conta è che questa comprensione si fissi nel cuore, perché altrimenti è perfettamente inutile. Lui distingue l’istruire e il modo di farlo. Il problema non è di chi non capisce, ma di chi non sa farsi capire: non importa come vengono dette le cose,

La filologia romanza ha una sorta di “vantaggio” poiché conosce sia la lingua di partenza che la lingua di arrivo. Es. il latino aveva vocali lunghe e brevi. Le lingue romanze perdono invece questa distinzione; fenomeno morfologico, sintattico di tutte le lingue romanze. Il vocalismo è quindi un fenomeno ANTICO perché presente in tutte le lingue romanze. Il latino volgare non doveva essere uguale in tutte le parti della Romanica, innanzitutto perché variava a seconda dei popoli conquistati. Quando si parla di latino Volgare non bisogna immaginare il latino del “volgo”, in maniera dispregiativa, ma semplicemente una somma di tendenze che si realizzeranno poi nelle varie zone: il semplice parlato. Il VOCALISMO è uno dei tratti più evidenti dei fenomeni antichi. Differenza vocali e consonanti : ostruzione dell’aria e la vibrazione delle corde vocali (vocali sempre sonore). Perché si perde la distinzione tra vocale lunga e breve? In latino questa differenza ha valore DISTINTIVO. VĔNIT (viene) - VĒNIT (venne) Una delle spiegazioni date è che il latino veniva parlato da persone che non percepiscono la durata, non conoscevano la distinzione tra tempi e NEUTRALLIZZAVANO quindi le parole. ī ĭ ē ĕ ā ă ŏ ō ŭ ū oppure: Tutte le lingue sono articolare in maniera tesa: chiuse. Le brevi in maniera più rilassata: aperte Nel momento in cui si perde la durata della vocale perdono anche la quantità: ī ĭ ē ĕ ā ă ŏ ō ŭ ū

i ẹ e a o ọ u c c Questo fenomeno accade in tutte le lingue romanze (ci sono solo rare eccezioni= Questo schema a 7 vocali vale solo per le VOCALI TONICHE non quelle atone. Il VOCALISMO ATONO e quello a 5 vocali.

Fĭlŭm > Filo: cade la “m” e la vocale atona diventa O

Vĭr(i)de(m) > Verde: *sincope della post – tonica: forte debolezza della vocale che segue

la tonica.

Tēlam > Tela: la “e” lunga si pronuncia come

chiusa Fĕstam > Festa: la “e” breve diventerà

quindi aperta Marem > Mare

*nell’Appendix Probi, quasi tutte le correzioni che il maestro fa, hanno la sincope della post – tonica. Le M dell’accusativo è probabilmente una delle consonanti che cade per prima. Era di articolazione molto breve. Con la sua caduta, cade il segno che marca il complemento oggetto (cadranno poi anche la Se la T). Anche il Sardo deriva dal latino, è una lingua a tutti gli effetti, ma molto CONSERVATIVA questo perché la sua condizione di isola gli ha impedito una maggiore evoluzione. Per quanto riguarda il vocalismo, il Sardo ne possiede uno particolare (così come la Corsica e la puglia in parte): ī ĭ ē ĕ ā ă ŏ ō ŭ ū: tonico

Palatari ē ō Velari a ĕ ŏ ā ă Le lingue romanze non possiedono quindi la quantità sillabica come tratto distintivo.

LEGGI CHE REGOLANO L’ACCENTO IN LATINO

  • legge del trisillabismo : l’accento non può risalire oltre la terzultima sillaba.
  • legge della baritonesi : l’accento non cade mai sull’ultima sillaba.
  • legge della penultima : nelle parole con più di due sillabe, se l’accendo cade sulla penultima la vocale sarà lunga, se cade sulla terzultima sarà breve. VOCALISMO TONICO OCCIDENTALE O PANROMANZO (eptavocalico perché formato da 7 vocali foniche)

i e Ɛ a Ɔ o u (le lunghe si chiudono e le brevi si aprono) Area galloromanza, iberoromanza o italoromanza (tranne zone interessate dal vocalismo Sardo, Siciliano e balcanoromanzo).

DITTONGAZIONE:

Il fenomeno del dittongamento è un’ulteriore apertura della vocale breve.

  • dittongamento spontaneo : fenomeno che si verifica sempre. Obbedisce a precise leggi fonetiche, diverse da lingua a lingua.
  • dittongamento condizionato : avviene solo quando si verificano determinate condizioni (in presenza di determinati suoni che seguono la vocale tonica o che cale sempre viene modificata da suoni che si trovano intorno a quella vocale. I dittonghi in latino ci sono, ma abbiamo dei fonemi opposti: a) Fenomenidi dittongazione in lingua romanza. b) Dittonghi latini che si monottongano (passano da dittongo a monottongo). OE > [ e ] à segue la legge del MINIMO SFORZO secondo il quale il dittongo si semplifica e forma il monottongo, per semplificare la pronuncia.

AE > [e / Ɛ] à si monottongo in E aperta SAEPES > SIEPE (it) AU > [o] à FAUCETI > FOCE [ɔ] à AGRUM > ORO in alcuni casi AU diventa vocale aperta o chiusa. In alcune lingue romanze (provenzale occidentale).

FENOMENI VOCALICI:

SINCOPE: si presenta nelle varie lingue romanze. In italiano non c’è un forte uso della sincope, in francese si. La SINCOPE riguarda la vocale post tonica. Il latino non aveva accento sull’ultima vocale quindi l’ultima era tendenzialmente chiusa. Nelle lingue romanze l’ultima vocale è chiusa, al contrario accade per il francese VERDE > VERT (fr.) à Il francese ha fatto cadere tutte le vocali. FILUM > FIL (fr.) à Cadono le vocali già nel francese antico tranne la A, ad esempio FÉMINA > FEME. Cadono le vocali tranne la A che in questo caso diventa E. In francese la vocale finale è EVANESCENTE, perché tende a non essere pronunciata. DUPLUM > DOBLE (fr.) à Questo è un altro caso (EPITESI) in cui c’è una E di appoggio, quando c’erano più consonanti, per aiutare l’articolazione. Mentre il francese è una lingua innovativa, il provenzale è più legato al latino, nonostante siano geograficamente contigui. Anche in provenzale però, tutte le VOCALI FINALI sono cadute. Ad esempio: DÓMINA > DOMNA à Si comporta come il francese ma conserva la A, non la trasforma in E. VOCALI TONICHE ≠ ATONE tutte le atone sono chiuse, In Francese la A si trasforma in E, altre lingue provenzali conservano la A.

CONSONANTI

Si differenziano dalle vocali perché si presenta l’ostruzione del flusso d’aria. Le vocali sono solo sonore, le consonanti sia sorde che sonore.

/J/ à [I, i, j ] Semivocali /j/ à quando è atona e seguita da vocale, il suino vocale diventa PALATELE. LOCUMà Gioco (it) */n/ la caduta della H iniziale latina è un fatto molto antico. La H implica una lieve aspirazione. Nei graffiti pompeiani c’è la testimonianza del fatto che l’H non venisse più pronunciata. à caso di IPERCORRETTISMO : ossia quando una regola viene usata a sproposito. ISCRIZIONI POMPEIANE: IC > HIC ABER E > HABE RE HOLI TM > OLIM HIRE

HIRE Alcuni termini conseguono questo latinismo, come HOMO. Consonante labiovelare /hw/ à seguita da vocale perde la U nella pronuncia ma spesso nella grafica permane. Questo è soprattutto visibile in francese In italiano la U cade soprattutto se seguita da una E. quando è seguito da A il caso rimane inalterato (tranne in francese). QUATTUOR > QUATRE (fr.)

PALATALIZZAZIONE OCCLUSIVE VELARI:

/K/ + /ei/ > /tʃ/ > /ʃ/ o /Ɵ/ Il latino conosceva solo il suono duro. Il suono duro C e G è cambiato e seguito da I e F, ad esempio CAELUM > CIELO; CAERUUM > CERVO. Perché solo queste vocali sono cambiate? Semplicemente per una semplificazione articolata. Ciò accade Perché la pronuncia della consonante è di tipo PALATALE e implica così uno sforzo minore (principio del minimo sforzo). LENIZIONE à INDEBOLIMENTO

Ci sono delle posizioni delle consonanti che fanno sì che le stesse si indeboliscono in mezzo a due vocali. FATAM > FADA: si è passati da una consonante sorda a una sonora, questo accade perché tra due vocali sonore e più facile continuare la vibrazione del suono piuttosto che strapparlo e poi riprenderloà fenomeno di sonorizzazione. LENIZIONE à INDEBOLIMENTO Ci sono delle posizioni delle consonanti che fanno sì che le stesse si indeboliscono in mezzo a due vocali. FATAM > FADA: si è passati da una consonante sorda a una sonora, questo accade perché tra due vocali sonore e più facile continuare la vibrazione del suono piuttosto che strapparlo e poi riprenderloà fenomeno di sonorizzazione. LENIZIONE: indebolimento che si realizza quando una consonante si trova tra due vocali. CAMBIAMENTI CONSONANTICIà a seconda di come l’aria viene bloccata noi produciamo una consonante: Le consonanti si collocano secondo due parametri: a) Modo di articolazione b) Luogo di articolazione FAMILIAM > la J modifica e tende a palatizzare la consonante che la precede. Quando la J (iod) trasforma la consonante in un suono palatale. In francese la consonante sparisce: CABALLU(M)à la M è una consonante finale debole che cade. La caduta della M è il fenomeno fonetico che rende incomprensibile la distinzione tra soggetto e complemento oggetto. A cadere molto presto sono anche la S e la T *S à era presente nel plurale (soprattutto accusativo) e nel nominativo (II declinazione) e quindi ciò crea problemi perché la S, come la M, specificava il genere di una determinata parola. *T à crea problemi soprattutto per i verbi (mancava soprattutto la 3° persona singolare. Il latino è una lingua SINTETICA (cioè presenta desinenze che ci aiutano a capire che funzione ha la parola all’interno della frase) à a differenza delle lingue romanze che invece sono ANALITICHE (aggiungono altri elementi per chiarire la funzione delle parole). POSSIBILI DOMANDE

GIURAMENTI DI STRASBURGO

È il primo testo romanzo che attesta il PASSAGGIO dal latino alle lingue romanze (primo testo in VOLGARE EUROPEO) à ma questo è da smentire perché ci sono altre numerose testimonianze. La filologia etichetta questa fase ORIGINE: è un momento in cui delle forme camminano l’una affianco all’altra e questo vale per le lingue, gli ideali, le letterature. La lingua presa in considerazione è il Francese o meglio, la lingua GALLO ROMANZA. TRAMA: due sovrani si alleano e si mettono contro un altro sovrano, questo è il GIURAMENTO DI STRASBURGO i cui regnanti si manifestano in quest’atto nel 843. Carlomagno, la cui dinastia viene divisa. I tre sovrani sono i nipoti e il figlio di Pio che si contendono il regno. Lotario era il più grande e pensava di dover avere rispetto all’unità imperiale. Il 14 Febbrai 842, Carlo il Corvo e Ludovico si incontrano a Strasburgo per siglare il patto contro Lotario. I giuramenti li conosciamo attraverso una carta conservata in una biblioteca di Parigi, questa carta è incastonata in una cronaca: historia filiorum ludovici pii. I contenuti di questi passi sono scritti in volgare, perché in quella occasione si sono espressi in volgare. Il futuro regnante francese giura in tedesco giurerà in una lingua galloromanza rivolgendosi al loro popolo. Mentre parlano al popolo si rivolgono a Dio. Ludovico dice che si verrà meno al patto, Carlo allora sarà tenuto a non aver più fiducia nei confronti dello stesso. Carlo fa lo stesso patto. Poi c’è un pronunciamento del GIURAMENTO. In questo caso, in un ambito storiografico, questo documento HISTORIA FILIORUMLUDOVICI PII, serve per mettersi in valore rispetto alle altre opere romanze. Una volta che i sovrani hanno giurato, il popolo è tenuto ad esprimersi (parlare con la propria lingua di appartenenza), i Francesi si rivolgono a Ludovico, ribadendo il concetto iniziale secondo cui il popolo non aiuterà il proprio sovrano se verrà mano al patto. Poi i sovrani si separano da quest’atto pubblico, politico e sociale. È un atto straordinario sotto un punto di vista linguistico. È un atto giuridico che ha un LESSICO CACELLERESCO, quindi è sì volgare ma con termini latini. La transizione verso la lingua romanza è in corso. Il vocalismo della A tonica è conservata e ciò ci indica lo stadio linguistico che si evol ve. Si trasforma ma che ha residui latini ancora molto evidenti. Un altro fatto importante è la perdita della vocale atona finale, dato che le francesi finali tendono ad essere ossitone).

Non possiamo dire che i GIURAMENTI sono stati scritti in Francese, ma in una lingua gallo – romanza. È presente la forma impersonale OMnella lingua gallo – romanza à diventerà la forma impersonale francese ON, come ON DOIT à noi dobbiamo. Cosa deriva da CAUSA à si rileva la riduzione della dittongazione, ma non c’è la PALATALIZZAZIONE della C Francese. Tra l’epoca dei giuramenti e la trascrizione fonetica possono 150 anni à vengono messe in discussione le modalità grafiche del foglio. I PLACIDI CAPUANI è un altro testo originario che abbiamo in Italia, in volgare italiano. È la più aurica attestazione del volgare italiano, quest’opera ritarda ad altre lingue e testi volgari ma probabilmente ciò è dovuto a causa di una trascrizione. Sono situati nell’abbazia di Montecassino e sono di argomento importante. Alcune testimonianze (3) vanno a favore del monarca. Il contesto è latino cavalleresco. I due testi sono importanti sotto un punto di vista strutturale e del passaggio del latino alle lingue romanze. I PLACIDI CAPUANI è come se fosse una registrazione di un discorso, la ripe tizione di una forma orale, di una testimonianza orale collettiva.

MORFOLOGIA DEL LATINO

Abbiamo una riduzione delle declinazione e dei casi, che scompaiono per ragioni politiche. Introduzione di nuove forme > PREPOSIZIONI. L’antico francese mantiene la distruzione (fino al 2000) tra soggetto e complemento oggetto. GENERE à maschile, femminile e neutro à scomparsa del neutro. Il numero è importante perché nella Romania, nella parte orientale, il plurale è espresso tramite le vocali.

MORFOLOGIA DEL LATINO

Abbiamo una riduzione delle declinazione e dei casi, che scompaiono per ragioni politiche. Introduzione di nuove forme > PREPOSIZIONI. L’antico francese mantiene la distruzione (fino al 2000) tra soggetto e complemento oggetto. GENERE à maschile, femminile e neutro à scomparsa del neutro. Il numero è importante perché nella Romania, nella parte orientale, il plurale è espresso tramite le vocali. Un’altra innovazione delle lingue romanze è l’ articolo che non esisteva (esisteva nel GRECO). C’era una difficoltà di traduzione dei testi Greci al Latino. Il Greco era una lingua sintetica. L’articolo determinativo deriva dall’indebolimento del dimostrativo latino. Es. il bambino prende la paletta.