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islam e storia dell'islam, Appunti di Storia dei paesi islamici

appunti Islam e storia islamica

Tipologia: Appunti

2016/2017

Caricato il 09/07/2017

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RELIGIONI E DIRITTI
CALENDARIO DELLE LEZIONI a.a. 2016-2017
Prima Parte: Genesi e sviluppo di una civilizzazione
1 Marzo: Muhammad, le origini dell’Islam, i suoi pilastri e la prima "successione" al Profeta
8 Marzo: L’espansione del mondo musulmano: l'impero ottomano e la sua decadenza
15 Marzo: Incontro con il fotografo Franco Pagetti - Il Medio-Oriente con gli occhi del Time
22 Marzo: La decolonizzazione: il fallimento degli stati arabo-musulmani
29 Marzo: Intermezzo: la circoncisione. Profili di mediazione di una pratica religiosa
"complessa"
Seconda Parte: L’islam religione europea
5 Aprile: LEZIONE SOSPESA
12 Aprile: Islam: la seconda religione d’Italia.
Incontro con Antonio Angelucci, Maria Bombardieri e Davide Tacchini, Autori del volume Islam e
integrazione in Italia, Padova, Marsilio 2014.
19 Aprile: I luoghi di culto nella città pubblica
Incontro con l’arch. Marco Meurat, pianificatore territoriale
26 Aprile: Dopo le primavere arabe: la sfida dell’islam europeo: “radicalizzazione” e “de-
radicalizzazione”
3 Maggio: Convivere tra diversi: il caso del Libano
Incontro con Antoine Messarra (Université de Saint-Joseph di Beirut e membro del Conseil
Constitutionnel libanais)
10 Maggio: Musulmani in Italia: il lungo – e difficile - cammino del dialogo con le istituzioni
17 Maggio: TAVOLA ROTONDA SULL’“ISLAM ITALIANO”
Partecipano: Paolo Naso (Università La Sapienza – Roma, coordinatore del Tavolo per l’islam Italiano
presso il Ministero dell’Interno)
Sumaya Abdel Qader (consigliera comunale – Comune di Milano)
Silvio Ferrari (Università degli Studi di Milano)
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Muhammad, le origini dell’Islam, i suoi pilastri e la prima "successione" al Profeta 1/03/2017
ORIGINI DELL’ISLAM
L’Arabia preislamica
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RELIGIONI E DIRITTI CALENDARIO DELLE LEZIONI a.a. 2016- Prima Parte: Genesi e sviluppo di una civilizzazione

1 Marzo : Muhammad, le origini dell’Islam, i suoi pilastri e la prima "successione" al Profeta 8 Marzo : L’espansione del mondo musulmano: l'impero ottomano e la sua decadenza 15 Marzo : Incontro con il fotografo Franco Pagetti - Il Medio-Oriente con gli occhi del Time 22 Marzo : La decolonizzazione: il fallimento degli stati arabo-musulmani 29 Marzo : Intermezzo: la circoncisione. Profili di mediazione di una pratica religiosa "complessa"

Seconda Parte: L’islam religione europea

5 Aprile : LEZIONE SOSPESA 12 Aprile : Islam: la seconda religione d’Italia. Incontro con Antonio Angelucci, Maria Bombardieri e Davide Tacchini, Autori del volume Islam e integrazione in Italia, Padova, Marsilio 2014. 19 Aprile : I luoghi di culto nella città pubblica Incontro con l’arch. Marco Meurat, pianificatore territoriale 26 Aprile : Dopo le primavere arabe: la sfida dell’islam europeo: “radicalizzazione” e “de- radicalizzazione” 3 Maggio : Convivere tra diversi: il caso del Libano Incontro con Antoine Messarra (Université de Saint-Joseph di Beirut e membro del Conseil Constitutionnel libanais) 10 Maggio: Musulmani in Italia: il lungo – e difficile - cammino del dialogo con le istituzioni 17 Maggio : TAVOLA ROTONDA SULL’“ISLAM ITALIANO” Partecipano: Paolo Naso (Università La Sapienza – Roma, coordinatore del Tavolo per l’islam Italiano presso il Ministero dell’Interno) Sumaya Abdel Qader (consigliera comunale – Comune di Milano) Silvio Ferrari (Università degli Studi di Milano)


Muhammad, le origini dell’Islam, i suoi pilastri e la prima "successione" al Profeta 1/03/

ORIGINI DELL’ISLAM

L’Arabia preislamica

Nel VII secolo, la penisola arabica era una distesa desertica difficile per la sopravvivenza dell’uomo.

Nelle poche oasi si coltivavano agrumi, cereali e datteri. Questa zona desertica occupava l’Arabia settentrionale, a sud, invece c’era una zona resa fertile dalle piogge monsoniche, questa zona aveva già conosciuto lo sviluppo di grandi civiltà. Il deserto era abitato dai beduini che erano popolazioni di origine semitica organizzate in tribù guidate da sceicchi. Nella civiltà dei beduini in primo piano c’era il dromedario, una animale che dava loro molti vantaggi, da questo animale si potevano ricavare: latte, carne, lana, in più era un ottimo mezzo di trasporto. I beduini erano popolazioni nomadi, infatti dovevano raggiungere le oasi per poter acquistare dai contadini sedentari i beni di prima necessità, non esitavano comunque a ricorrere alla razzia. I beduini erano politeisti, le loro divinità principali venivano adorate in dei santuari che divennero presto oltre a centri d’incontro religiosi anche commerciali.

L’Arabia Saudita era circondata da altre culture: a nord e sud dai cristiani, a Mecca c’erano politeisti e nella penisola erano presenti anche gli ebrei, di conseguenza c’era una grande circolazione di idee e culture.

Muhammad (570-632)

Nel 570 d.C nasce Muhammad a la Mecca da una famiglia mercantile importante, i Quràyshiti, un ramo però fragile. Resta orfano fin da piccolo e cresce facendo il mercante. Nel 595 sposa Khadija alla quale rimarrà fedele fino alla morte dopodiché ne sposerà delle altre. Khadija era una mercante ricca che riuscì a sostenere anche economicamente il marito. Si dice che lei fu la prima credente nell’Islam e quindi all’origine di questa religione c’è una donna. Insieme ebbero una figlia, Fatima che sposerà il 4° Califfo Alì.

Muhammad è un uomo che riflette molto al quale la religione pagana con diversi dei non andava bene. Con un movimento già esistente in Arabia Saudita cerca un’altra religione. Perciò praticavano la preghiera in silenzio, presso il monte Hira e la meditazione. Proprio qui avverrà la Rivelazione.

La rivelazione

La notte tra il 26 e il 27 del Ramadan (610) compare a Muhammad l’arcangelo Gabriele. Questo gli trasmetterà le parole di Allah (nb: per Allah si intende Dio, sia cristiano che ebreo che islamico. Allah è la traduzione di Dio in islamico). Muhammad così diventa il destinatario del cuore della legge mussulmana, ossia del Corano. Inizialmente non ci crede, è sconvolto dal fatto. Khadija però lo aiuta a credere e a fidarsi dell’angelo e Muhammad così diventa il Profeta. Maometto cominciò dunque a predicare la Rivelazione, ma i convertiti nella sua città natale furono pochissimi per i numerosi anni che egli ancora trascorse alla Mecca. Fra essi il suo amico intimo e coetaneo Abū Bakr e un gruppetto assai ristretto di persone che sarebbero stati i suoi più validi collaboratori: i cosiddetti "Dieci Benedetti". I principali seguaci di Maometto furono giovani - figli o fratelli di mercanti - oppure

Ottenuta una posizione di predominio, Maometto nel 630 decide che è arrivato il momento di provare a conquistare Mecca.

Nel 632, sopraggiunge la morte, al termine del cosiddetto "Pellegrinaggio dell'Addio", o "Grande Pellegrinaggio". Maometto, che lascia una figlia, Fatima, e nove mogli, non indica in maniera esplicita chi dovrà essere il suo successore alla testa della Umma.

Dove attecchisce l’islam e perché

L’Islam attecchisce in Africa e in Asia perché è una religione inclusiva, ossia non rigetta l’ebraismo e il cristianesimo da cui nasce ma li ingloba. Recupera le figure dei monoteismi mediterranei e li reinterpreta come profeti della propria religione. Il Gesù cristiano è diverso da quello dei cristiani islamici, come il Mosè ebraico è diverso dal Mosè degli ebrei islamici.

Inoltre è una religione chiara che non fece nascere dibattiti filosofici su di sé come era accaduto con il cristianesimo, ed è per questo che tra la gente riesce ad espandersi.

I cristiani si convertono anche per motivi fiscali, infatti a quei tempi per combattere senza essere mussulmano bisognava pagare una tassa, quindi molti per non doverla pagare si convertirono.

LA SHARIA

La Ka’ba

La Pietra Nera è un oggetto venerato nella religione islamica. La tradizione vuole che essa, in origine bianca, fu inviata da Dio ad Abramo. Tuttavia con lo scorrere del tempo la pietra mutò il suo colore, passando da bianca a nera. Questo perché, dice la tradizione, i fedeli che nell'atto della venerazione ne baciavano la superficie, trasferivano ad essa tutti i peccati commessi. Solo con la fine del mondo, dice la tradizione, la pietra tornerà a brillare, nuovamente bianca, così da poter tornare in paradiso.

La pietra nera, oggi, è conservata ancora nella sala interna della Kaabbah, santuario posto nel cortile della Grande Moschea della Mecca, in Arabia Saudita. Tutti i pellegrini possono visitare la pietra nera, benché la vera e propria visita debba essere preceduta da un preciso rituale: prima la purificazione alla fontana sacra di Zem-Zem e poi sette giri intorno alla Kaabbah.

Ogni anno alla Mecca si reca oltre un milione di pellegrini: è infatti dovere di ogni fedele di Allah compiere questo viaggio almeno una volta nella vita.

La Sharia (via, strada)

La Sharia non è un insieme di precetti

  • Evoca la strada che nel deserto portava alle fonti d’acqua, quindi evoca dinamismo, non è immobile ma va avanti nel tempo
  • È il cuore della legge islamica
  • Fiqh: diritto, la via da seguire in vista della sua comprensione esatta. Si traduce come ‘scienza del diritto’ che consente il rispetto scrupoloso della Sharī◌ٔa ed indica al musulmano come debba comportarsi secondo la religione
  • Quanun: legislazione umana in rapporto al diritto statale. Diverso dalla Sharia che è diritto divino

La Sharia è composta da

  1. Testi: il Corano e la Sunna. Insieme formano la Parola Scritta e indicano la rivelazione divina. Il Corano è la parola di Dio, la Sunna sono le azioni del profeta guidate da Dio.
  2. Analogia e Consenso: formano la parte della ragione, sono le teste e i contesti in cui si agisce, la ragione e l’interpretazione

La Sharia è influenzata dalle consuetudini locali (Urf) delle comunità. Queste Urf delle volte sono così forti, infatti magari esistono da millenni, che influenzano la Sharia.

Corano

È il libro centrale e contiene le parole che Muhammad ricevette da Allah in lingua araba tramite la rivelazione dell’arcangelo Gabriele ed è per questo che il Corano viene pregato in arabo in qualunque parte del mondo. Muhammad lo ha trasmesso oralmente, ma nel VII secolo il sultano Uthman decide di metterlo per iscritto.

Com’è ordinato? Non segue un ordine cronologico. È diviso in 114 Sure (capitoli) in ordine decrescente dalla più lunga alla più corta. Queste Sure sono divise a loro volta in versetti, capire la cronologia dei versetti spetta allo studioso del Corano.

Per risolvere le contraddizioni, la tradizione musulmana antica ha sviluppato la teoria "dell'abrogato e dell'abrogante": vi sono cioè dei versetti che abrogano, cancellano, superano altri versetti. Questa teoria viene dal Corano stesso, dove ad un certo punto Dio dice al Suo profeta: "Non abroghiamo un versetto né te lo facciamo dimenticare, senza dartene uno migliore o uguale. Non lo sai che Dio è Onnipotente?" (Corano 2, 106). Il problema allora diventa: quali sono i versi abroganti e quali gli abrogati? E chi stabilisce quali sono gli uni e gli altri? Su questo vi è ancora molta ambiguità perché non vi è mai stata intesa. Così l'interpretazione dipende dalla precomprensione di ognuno. Essa sostiene che i versetti che Allah avrebbe rivelato a Maometto in un secondo tempo avrebbero sostituito quelli rivelati in un primo tempo.

I versetti sono di due tipi

  1. Meccani: sono spirituali, mistici, di preghiera
    1. Medinesi: giuridici, normativi per i rapporti tra gli uomini

Dibattito: bisogna dare più importanza ai versetti medinesi o meccani?

I Sei libri(Al-Bukhari) sono le sei principali opere di tradizioni storico-giuridiche (ḥadīth) registrate da musulmani e che costituiscono per i sunniti - subito dopo il Corano - la seconda fonte del diritto islamico e, con il Testo Sacro dell'Islam, completano la sharīʿa. Sono libri che contengono la Sunna così come è accettata da tutti i mussulmani.

Analogia e Consenso

  1. Analogia o Qiyas: fa riferimento alle norme del Corano; estensione di una norma anche a casi che non sono esplicitati nella norma stessa es. c’è il divieto di bere il vino, l’analogia è il divieto di bere qualsiasi alcolico o bevanda che faccia male al corpo.
  2. (^) Consenso o Ijma: unica fonte che non ha un appiglio testuale; si basa su un hadith in cui si dice che se tutta la comunità è d’accorso su una cosa, questa deve essere per forza vera es. sono tutti d’accordo sul fatto che il Corano e la Sunna formano la Sharia, allora è vero.

I PILASTRI DELL’ISLAM

I 5 Pilastri

Sono 5 azioni che contraddistinguono la vita dei mussulmani e sui quali tutti sono d’accordo.

  1. Shahada: professione di un unico Dio e dell’unico Profeta Muhammad
  2. Salat: la preghiera rituale per 5 volte al giorno utilizzando tutto il corpo
  3. (^) Zakat: un’imposta, una tassa per adempire all’obbligo di essere giusti
  4. Sawn: digiuno durante il Ramadan
  5. Hagg: pellegrinaggio verso la Mecca e Medina

Shahada viene pronunciata davanti a due uomini adulti per diventare un mussulmano. Viene poi pronunciata 5 volte al giorno dopo ogni preghiera

Salat può essere fatta ovunque, richiede però la purificazione attraverso il lavaggio della zona del corpo contaminata e la sacralizzazione del luogo di culto con un tappeto che divide la persona dal luogo.

Zakat è il dovere dei mussulmani di donare il 2% del proprio stipendio alla comunità (ovviamente solo se c’è un certo reddito). Questi soldi sono amministrati dalla comunità per i propri beni.

La Sawn nn cade sempre nello stesso periodo infatti il calendario mussulmano è lunare di circa 27 giorni perciò i loro mesi sono di 27 giorni, 354 giorni l’anno. Richiede astensione dal cibo e dall’acqua dall’alba al tramonto. È un obbligo per tutti, anche se i bambini e altre categorie possono essere esclusi.

L’Hagg è un obbligo per tutti almeno una volta nella vita. Questo pellegrinaggio viene fatto solo in un ceto mese, in altri periodi non è considerato pellegrinaggio.

LA PRIMA SUCCESSIONE DEL PROFETA

Dopo il 632

Morte di Maometto nel 632. Il Profeta non aveva predisposto alcuna norma successoria, una mancanza in parte dovuta al fatto che nell’Islam delle origini, in virtù del peculiare contesto socio-politico in cui nacque, non era prevista una particolare autorità temporale.

Essendo però Maometto considerato il ‘sigillo dei profeti’, risulta pacifico che dopo di lui nessun altro avrebbe più potuto assumere la leadership della comunità islamica in qualità di portavoce investito direttamente da Allah.

Ad ogni modo, fin dai primi momenti che seguirono la sua morte, la Umma si ritrovò in una situazione di forte instabilità. In assenza di un’autorità politica attorno alla quale cementare la comunità islamica, il rischio di una sua spaccatura si fece via via più concreto dando presto avvio ad un dibattito volto a mettere d’accordo il mondo musulmano circa la definizione dei criteri di legittimità che permettessero di eleggere un successore di Maometto.

I due criteri fondamentali a cui si farà ricorso per la scelta dei successori del Profeta sono:

  • il principio genealogico-tribale – per il quale si teneva conto sia dei legami di parentela nei confronti di Maometto, sia dell’appartenenza alla sua tribù (Quraysh).
  • il principio di sabiqa – per il quale si teneva conto dei meriti acquisiti contribuendo all’affermazione dell’Islam durante la vita del Profeta.

Ad ogni modo, come primo rappresentante della Umma venne designato Abu Bakr, non vicino genealogicamente a Maometto ma scelto per la sua sabiqa, essendo stato tra i primi ad abbracciare l’Islam ed entrando a far parte quasi da subito della ristretta cerchia del Profeta. Sarà proprio Abu Bakr a definire il suo ruolo come Khalifat rasul Allah (vicario dell’inviato di Dio), da cui il termine Califfo.

Nuovo Khalifa Omar del clan Adi, scelto stavolta non per la sua sabiqa ma in quanto provvisto di un buon nasab. Sotto la sua guida ebbe inizio un periodo di continue espansioni e conquiste militari (in arabo futuh) delle tribù della Umma. Le futuh proseguiranno con grande slancio anche dopo la morte di Omar, perdendo intensità solo intorno alla metà dell’VIII secolo. Con Omar inoltre viene stabilito l’inizio del calendario al 622.

Termine del cosiddetto califfato dei Rashidun (califfato degli ortodossi), così come viene chiamato il periodo nel corso del quale la carica di Califfo venne detenuta da Abu Bakr, da Umar, e dai loro due successori Uthman e Alì, prima dell’imporsi di una prassi dinastica per mano della dinastia Omayyade che guiderà la comunità islamica dal 661 al 750.

del mondo e l'apporto di altre tradizioni, in un ardito tentativo di inculturare la loro fede nella nuova epoca in cui vivevano.

Tra le loro "cinque tesi", si può ricordare quella del rifiuto di considerare il Corano eterno e increato. Rifiutando di distinguere in Dio fra essenza ed attributi, ne segue che la parola di Dio, in quanto sua azione ad extra (=verso l'esterno), non può partecipare delle caratteristiche proprie solo di Dio, tra cui appunto l'eternità. Conseguenza di questo è il rifiuto degli antropomorfismi e l'interpretazione allegorica di vari passi del Corano. Ma la soluzione mutazilita fu ritenuta troppo intellettualista: era percepita come la pretesa di costringere Dio nei limiti della logica umana, un attentato alla sua assoluta trascendenza. Perciò fu emarginata dalla scena culturale per secoli, per essere parzialmente ripresa dal riformismo moderno islamico.

Le QUATTRO SCUOLE SUNNITE

Dopo la morte di Maometto sorsero dissensi politici e teologici anche violenti sul modo di interpretare il Corano e di provvedere allo stato musulmano.

Le quattro scuole islamiche ortodosse portano il nome del loro fondatore.

  1. La scuola HANAFITA (diffusa in Turchia, Egitto, India, Pakistan, e nell'ex URSS) è la più liberale, perché tende a sottolineare il carattere formale del comportamento del fedele ma, una volta rispettata la forma, ammette che con le finzioni si possano ammorbidire certe proibizioni del Corano.
  2. (^) La scuola MALIKITA (diffusa nel Maghreb) è rigorosa. Unitamente alla scuola hanbalita, rappresenta la tendenza giurisprudenziale più conservatrice.
  3. La scuola SHAFIITA (diffusa in Indonesia, Siria e Africa orientale) occupa una posizione intermedia tra le due precedenti.
  4. La scuola HANBALITA (la più tradizionalista diffusa in Arabia Saudita) segue quella shafiita per quanto riguarda il ragionamento giuridico, ma esige un rispetto stretto della sunnah e strettissimo del Corano; la sua importanza divenne rilevante nel XX secolo, quando si generò una comunione d'intenti tra gli hanbaliti e il movimento dei wahhabiti, tuttora dominante in Arabia Saudita. La scuola hanbalita è caratterizzata da un'assoluta fedeltà alle fonti scritte dell'Islam, da un estremo rigore morale (che ha sempre incontrato un enorme consenso popolare) e da un anelito alla purezza dell'Islam delle origini.

Le quattro scuole islamiche ortodosse operarono l'estensione del diritto sacro con una certa libertà fino alla caduta della dinastia degli Abbàsidi (avvenuta nel 1258, con la conquista mongola di Bagdad). Per i secoli successivi il diritto islamico restò immutabile, anche se eterogeneo.

L' Epoca d'oro islamica è un periodo storico ricadente nel Califfato abbaside e che ebbe termine con la conquista mongola di Baghdad nel 1258. [1]^ Ebbe inizio intorno alla

metà dell'VIII secolo con l'avvento del Califfato abbaside e il trasferimento della

capitale da Damasco a Baghdad. Durante questo periodo, il mondo arabo divenne un centro intellettuale per la scienza, la filosofia, la medicina, l´astrologia, la matematica, l´alchimia e l'istruzione. Molte opere classiche dell'antichità, che altrimenti sarebbero andate perdute, vennero tradotte in arabo e persiano e poi, a loro volta, in turco, ebraico e latino. [2]^ Durante questo periodo il mondo arabo divenne un insieme di culture che riuscirono a sintetizzare la conoscenza acquisita dagli antichi romani, cinesi , indiani, persiani, egiziani, greci e bizantini. L’espansione del mondo musulmano: l'impero ottomano 8/03/ Verso l’impero Ottomano Nel 661 avviene la spaccatura tra Sunniti e Sciiti (partito di Alì). I Sunniti erano dominanti nel mondo arabo, tra di essi prevalse la dinastia ommayade (Uthman). Uthman crea un gruppo dirigente da cui partì la spaccatura con Alì, la rottura del fronte mussulmano. Morto Alì, dal 661 il mondo sunnita è governato dagli ommayadi per circa un secolo. È una dinastia che dette tutti i ruoli principali di comando dell’Impero ad arabi, mentre prima con la dinastia kuraishita i ruoli erano ricoperti da persone di culture diverse. Sarà un impero mussulmano di carattere arabofono in cui chiunque arrivasse da contesti non arabi veniva escluso: iraniani, afgani, africani ecc. La capitale è spostata a Damasco. Gli ommayadi saranno poi sconfitti in una guerra tra tribù dalla dinastia abbaside che governerà tra il 750 e il 1258 e sposterà la capitale a Baghdad. Questo perché l’obiettivo era quello di ricreare un impero mussulmano universale. A tale scopo con questa nuova dinastia si svilupperà l’università, verrà superata la dimensione arabofona per accogliere in tutti i campi anche mussulmani non di lingua araba e verranno scritti romanzi importantissimi conosciuti in tutto il mondo (es. le mille e una notte). Badghdad è una metropoli, un polo culturale. DIBATTITO TEOLOGICO: tra i sunniti e mutaziliti C’è frattura che ha un peso anche oggi. È una frattura interna al mondo sunnita tra l’VIII e il XIII secolo. Si afferma la dottrina della natura increata del Corano. Ai tempi degli abassidi era molto forte la corrente ideologica dei mutaziliti. Essi erano dei teologi razionalisti, cioè dei filosofi che ritenevano che il corano non fosse da identificare con la divinità, non è la stessa cosa di Allah, è qualcosa di rivelato dalla divinità ma non va confuso con egli. Il corano era la parola di dio rivelata nella storia, in un momento preciso, contiene delle parole distinte da dio stesso che non possono essere identificate con egli. Non è una copia del libro celeste, ma un libro che ha un inizio preciso con la vita di Muhammad, è una rivelazione inserita nella storia. I mutaziliti avrà molta forza con gli abassidi, che imposero questa filosofia come dottrina ufficiale dell’impero. Per alcuni secoli la dottrina del corano creato fu dottrina dell’impero.

COSA COMPORTA: se il corano è creato si può interpretare più facilmente e si può attribuire a dei versetti più violenti e più duri un’interpretazione basata su un contesto

  • Non vigeva la Sharia (diritto religioso) ma governavano applicando la Siyasa [=norma, regola] Sharia detto anche ganun (diritto emanato dal sultano, diritto umano) ossia delle norme di tipo politico
  • C’erano delle personalità:
    1. Mufti: sapienti che emettevano dei pareri (fatwa) giuridici
    2. Giuristi: elaboravano opinioni che servivano a pratici
    3. Giudici: Pratici che mirano a pace sociale e applicavano il diritto
    4. Professori: non salariati da Stato ma dai discepoli, nessun diploma, si affermano per loro sapere

Religione e Stato

Il Sultano governava su base della tradizione sunnita ma era turco. I sultani di Kabul da metà 1500 si attribuirono il titolo di Califfo [vedi Storia dell’istituto del Califfato]

  • Legittimità religiosa di sultano derivava da capacità di proteggere il bene pubblico, dato di fatto
  • Burocrazia centrale: civili, militari e ulema (insegnamento e giustizia)
  • Legittimità di ulema e di sultano complementare: delicato equilibrio
  • Sistema del millet (= comunità religiosa/popolo all’interno dell’impero come i cristiani o gli ebrei): essi potevano predicare la loro religione ma erano considerati cittadini di serie B. Infatti non potevano svolgere servizio militare (cosa che spettava solo a quelli di fede mussulmana), dovevano pagare la Giza per essere protetti (se convertito non la paghi), in materia si statuto personale (nascita, vita e morte del singolo) seguivano i diritti della propria religione mentre nella sfera pubblica dovevano seguire le regole mussulmane
  • Autonomia del politico dal religioso: siyasa shar'iyya - qanun. Politica domina il religioso: cesaropapismo cioè il Sultano era il Papa a cui bisognava fare riferimento infatti il sultano aveva il controllo sulla religione. Quasi dimenticata funzione califfale

Il declino

Nel corso del XVII secolo l'impero ottomano non estese ulteriormente i propri confini e verso la fine del secolo subì anzi una serie di sconfitte, fallendo per la seconda volta l'assedio di Vienna (1683) e perdendo più volte contro la Russia (vedi Guerre russo- turche), che riuscì così a espandere la propria influenza nei Balcani. Il colpo di grazia lo ricevette nel 1798 quando Napoleone sconfisse ad Alessandria i mammalucchi. Questo fece svegliare l’Islam che ormai non era più il conquistatore, ma lo erano i cristiani che con i cannoni stavano invadendo i suoi territori. Fino a quel momento c’erano stati scambi culturali, religiosi ed economici tra il mondo cristiano e il quello islamico,

adesso invece l’Islam diventa una religione barbara, il nemico, “il grande male” dell’Europa.

Le cause della superiorità

  • Superiorità scientifico-tecnologica: nel mondo occidentale la scienza è lo strumento del capitalismo, delle culture europee espansionistiche e rivoluzionarie, gli ottomani una volta ottenuti i territori che volevano invece non cercavano di conquistare il mondo, non erano “moderni” ed erano poco interessati alla scienza e alla tecnologia europea;
  • Società «liberale» e libero mercato: in Europa si afferma la libertà di parola, di pensiero e si sviluppa quindi il libero mercato, tutto per lo sviluppo dell’individualismo, gli arabi invece erano più concentrati sul benessere della comunità, avevano più attenzione per la società che per l’individuo;
  • Positivismo: i dogmi nella cultura araba erano tutti volti al benessere della comunità;
  • Nazionalismo: Stato centralizzato e burocrazia organizzata. In europa c’erano stati centralizzati e burocratici molto potenti, mentre gli arabi lottavano contro il nazionalismo che avrebbe portato alla fine dell’impero Ottomano;
  • Laicità dello Stato = separazione dello Stato dalla religione. In europa già da secoli la Chiesa e lo Stato si erano divisi i poteri e le sfere di competenza, tra gli arabi invece le due cose coincidevano nel Califfo.

Orientalismo, Edward Said

A causa di tutte queste differenze nascono tra gli occidentali dei luoghi comuni sugli arabi che hanno sfogo nell’Orientalismo, usato in maniera critica per spiegare un approccio all’Islam stereo tipizzato e mitizzato. Enfatizza un aspetto di questa religione distorcendolo e facendolo diventare il tutto, l’essenza di quella religione.

Edward Said nel 1978 scrive questo saggio in cui spiega e conia il termine l’Orientalismo: è la diffusione di un’idea in cui oriente e occidente sono basicamente distinti e su cui si crea tutto un immaginario che rafforza questa visione; un muro che ha separato la sponda Nord dalla sponda Sud del Mediterraneo.

Questo fenomeno sarà poi giustificazione della colonizzazione occidentale con lo scopo di dovere di portare la luce nel mondo oscuro arabo.

  • Civilizzazione europea (civili vs. selvaggi)
  • Origine del “Clash of civilizations” nel 1993 ci sarà inevitabilmente uno scontro tra le due culture, scontri di civiltà, tutto ciò è frutto dell’Orientalismo.

-stereotipi per creare distanza con il mondo arabo: velo, harem, sceicco romantico, sottomissione femminile…

La reazione ottomana

  • Estensione delle capitolazioni e attrazione dei millet cristiani nella sfera di protezione delle potenze coloniali. Le capitolazioni erano accordi con i quali veniva riconosciuto agli europei il diritto di protezione dei cristiani che vivevano nell’impero ottomano. Il sultano riconosceva alle potenze europee il diritto di proteggere le proprie comunità all’interno dell’impero. In questo modo riuscirono ad entrare negli affari interni dell’impero ottomano e a rallentare la costruzione di una cittadinanza ottomana perché gli europei esaltavano la religione come elementi di differenza, mentre i sultani cercavano di creare un impero senza distinzione di religioni. Esempio della contraddizione europea che cerca di modernizzare l’impero ottomano

1839 e 1856 tanzimat

Ci sono due importanti tanzimat (riforme)

  1. 1839 l’editto della porta delle rose (scopofondare uno stato laico) : uguaglianza tra tutti i cittadini, riforme scolastiche, nuovi tribunali del commercio separando questo argomento dalla religione e speciali tribunali che gestiscono le capitolazioni(es conflitto tra musulmano vs cristiano);
  2. 1856: afferma di nuovo l’uguaglianza dei cittadini e libertà religiosa; approva una serie di codici penali su modello francese, di commercio; 1868 fondazione del liceo Galatasaray per élite imperiali; 1876 viene pubblicato una specie di “codice civile” (majalla) che interviene in materie regolate da Corano e Sunna, diritto di famiglia e di successione.

Dal 1839 i sultani perderanno peso, non saranno più sovrani assoluti ma monarchi costituzionali, il gran visir ottenne più potere. Dal 1839 fino al 1876 c’è il governo della Sublime Porta. È un governo che deve confrontarsi con le Province che vogliono diventare autonome o sono in possesso degli europei, e con gli europei stessi che tentano di entrare negli affari ottomani. Ma è comunque un periodo di modernizzazione, si capisce anche dal cambio dell’architettura che tende a imitare lo stile europeo.

Nascono due movimenti politici importanti:

  1. Giovani ottomani: (finirà male) ultima occasione dell’impero ottomano di riformarsi senza perdere l’unicità ottomana unendola alla modernità europea.

Nascono nel 1820 come gruppo semisegreto contro Abdul Aziz, cioè sono contro il potere dei sultani ma non all’idea di un’universalità musulmana

  • sono liberali (avvocati, insegnati, scienziati...)
  • sono contro la modernizzazione europea
  • otterranno la costituzione e il parlamento eletto con minoranze religiose
  • Abdul Hamid II esilia i giovani ottomani e sospende la costituzione (1878) e riprende l’dea della laicizzazione dello stato. Avendo bisogno di soldi per l’impero, si ritrova nelle mani di chi li ha, gli europei. Inoltre l’impero continua a perdere territori che diventano indipendenti.
  1. Giovani turchi (in pratica prendono il posto dei giovani ottomani). Sono un grippo che non crede nell’universalità dell’impero, credono che l’impero si può salvare solo grazie all’unità dei turchi. Secondo loro i principali responsabili della crisi dell’impero sono gli arabi che non hanno combattuto contro gli europei. Inoltre fondano l’idea dell’impero sull’elemento etnico. Non solo molto religiosi, non approvano molto l’islam ma è solo uno dei responsabili della crisi. Rovesciano il sultano e instaurano un regime nazionalistico, molto pericoloso per l’impero perché è un governo che reprime tutto ciò che minaccia l’unità dell’impero come ad esempio gli armeni (sterminio degli armeni) o le ribellioni arabe. Ciò produrrà solo altra disgregazione. Dal 1908 al 1913 ci sarà una monarchia costituzionale in cui il sultano è controllato dal governo. I giovani turchi riformano il diritto di famiglia, ma a differenza della Majalla loro mettono per iscritto un vero diritto civile chiamandolo tale senza paura. La donna viene scolarizzata; controllano da vicino la religione con i WAQF, impadronendosi dei beni delle mosche e gestendoli. Con la guerra dei Balcani perdono comunque dei territori e la crisi degli stati continua. Nel 1914 affianco all’Austria e alla Germania sono costretti ad entrare in guerra. Combattono bene ma non basta e vengono sconfitti. Dopo la 1GM la Turchia è occupata dagli imperi europei vincitori.

Verso la Turchia contemporanea

  • Aprile 1920: Trattato di San Remo: Libano e Siria mandato francese, Palestina e Mesopotamia mandati britannici; fine del nazionalismo arabo (nato durante l’800), in cui c’era l’idea di creare degli stati arabi e Francia ed Inghilterra appoggiano tale idea. Ma finita la guerra gli arabi scoprono che vengono firmati gli accordi sykes picot nel 1918 in cui le potenze europee si erano già distribuite su carta i territori arabi.
  • Agosto 1920: Trattato di Sevrès: abolito impero ottomano, la Turchia rinuncia ad ogni diritto sull’”Asia araba” e sul Nord Africa e si impegna a garantire indipendenza Armenia, un Kurdistan autonomo e una presenza greca nella Tracia orientale, nella costa occidentale dell’Anatolia e il controllo greco dei Dardanelli;
  • Ribellione di Mustapha Kemal contro il trattato di Sevrès: sconfigge greci e armeni con aiuto di russi (i primi che riconosceranno il governo nazionalista di Ankara)

COLONIZZAZIONE

EFFETTI

  1. La Turchia dopo la 1GM è l’unico stato che rimane uno stato, non soggetta alla colonizzazione europea, è l’unica e di conseguenza si apre una divaricazione tra Turchia e il mondo arabo che poi sfocerà in conflitti.
  2. Cristiani ed ebrei con la colonizzazione diventano degli stranieri nel mondo arabo, spaccatura nelle colonie arabe dove le minoranze diventano stranieri rispetto agli arabi. Questo perché gli europei trattano i cristiani e gli ebrei arabofoni come alleati mentre trattano gli arabi mussulmani come dei colonizzati (caso Algeria: sotto influenza francese. A fine del 1800 un decreto darà la cittadinanza francese a cristiani ed ebrei e non ai mussulmani). Da parte loro i cristiani e gli ebrei hanno accettato questa situazione sentendosi protetti dai conquistatori ma in questo modo si è creata frattura con i mussulmani. Dopo la 2GM, con la nascita di Israele, molti ebrei che vivevano nei paesi mussulmani sono andati a vivere in Israele. Cristiani ed ebrei sono pochissimi nei paesi arabi dopo la colonizzazione perché se ne sono andati.
  3. La colonizzazione ha rallentato l’idea di creare una cittadinanza comune su base religiosa; interrompe l’idea di una nazione comune perché separa cristiani ed ebrei dai mussulmani. Le minoranze hanno trovato sicurezza all’interno della propria comunità e non nella nazione. I colonizzatori hanno mantenuto il sistema del millet ottomano.
  4. I cristiani hanno paura di un governo mussulmano che violi i diritti delle minoranze, quindi preferiscono il governo sanguinario di Hassad. Perciò non possono esserci stati democratici, gli europei lasciano stati autoritari e poco liberali in cui i cittadini non godono di diritti. Si svilupperà un’opposizione fondamentalista di tipo religioso che cresce all’interno delle moschee (religione era il collante della società), mentre gli stati autoritari sono laici. No sistema basato su cittadinanza condivisa.
  1. La Sharia viene vista dagli europei come un insieme di codici e precetti , che gli europei usano per governare i mussulmani. La colonizzazione:
  • Rompe patto di cittadinanza
  • Lascia governi dispotici
  • Lascia terreno pronto per i fondamentalismi DECOLONIZZAZIONE Avviene durante la guerra fredda : est ed ovest vogliono accaparrarsi gli stati indipendenti del Mediterraneo del sud. Ai paesi del nord non interessa che nascano democrazie ma la nascita di alleati. Nei paesi post indipendenza (cioè quando gli europei vanno via) nascono stati di stampo militare , in cui l’esercito controlla lo stato, questo perché gli eserciti adesso sono moderni, forti, coesi ed economicamente legati agli stati stranieri. Sono dei regimi militari laici, tengono uniti i propri stati con nazionalismo etnico arabo cercando il consenso anche delle minoranze religiose. Però questi governi militari impediscono una cittadinanza comune, reprimono il popolo proteggendo nipotismo, corruzione nell’amministrazione dello stato e non risolvono la questione religiosa. I modelli nazionalisti Nasser (Egitto), Reza Phalevi (Iran) Assad (Siria), Saddam (Iraq) EGITTO Gamal Abdel Nasser (1918-1970): da modesta famiglia, intraprende carriera militare e, mentre presta servizio in Sudan, fonda associazione segreta dei «Liberi ufficiali» per rovesciare monarchia filo-inglese (con lui suo futuro successore: Sadat);
  • 1952 : colpo di Stato. Rovescia il re Faruk e fonda la Repubblica araba e socialista d’Egitto, che ha islam come religione ufficiale;
  • 1952-1954 : preferisce muoversi dietro le quinte; ma in 1954 rovesciato capo di stato fantoccio (Naguib) Nasser diventa primo ministro. Subisce attentato da parte di affiliato a Fratelli Musulmani, che da allora saranno repressi (esecuzione di Sayyd Qutb), con alterni rapporti con il potere.
  • 1956 : eletto presidente quale unico candidato con il 99, 948% dei voti; Nasser imporrà la separazione dalla religione quindi in un contesto non democratico utilizza i fratelli mussulmani
  • 1956 : nazionalizza il canale di Suez per finanziare costruzione di diga di Assuan - crisi di Suez contro Israele, Francia e Inghilterra;