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Tessuto Connettivo: Tipologie, Funzioni e Caratteristiche, Appunti di Anatomia

Il tessuto connettivo è un tipo di tessuto che fornisce supporto strutturale e metabolico agli altri tessuti. Esso è composto da cellule e da abbondante matrice extracellulare interposta tra di loro. La natura di questa matrice extracellulare determina le caratteristiche dei diversi tipi di tessuto connettivo. Abbiamo quindi una varietà di tipologie di tessuto connettivo che si distinguono sia per il tipo di cellule che le compongono che per la natura della matrice extracellulare presente.

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 03/12/2019

alealde99
alealde99 🇮🇹

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TESSUTO CONNETTIVO
Con il termine tessuto connettivo si denisce un tipo di tessuto che fornisce
supporto strutturale e metabolico agli altri tessuti, per questo motivo è stato proposto il
termine di “tessuto di supporto”.
Il tessuto connettivo (e quindi tutte le sue diverse tipologie) deriva dal mesenchima. Le
cellule mesenchimali, di origine mesodermica, sono di forma irregolare, generalmente
allungate e presentano una sostanza intercellulare amorfa, priva di bre.
Il tessuto connettivo è formato da cellule e da abbondante matrice extracellulare
interposta tra di loro. La natura di questa matrice extracellulare determina le
caratteristiche dei diversi tipi di tessuto connettivo. Abbiamo quindi una varietà di tipologie
di tessuto connettivo che si distinguono sia per il tipo di cellule che le compongono che per
la natura della matrice extracellulare presente.
Questa matrice extracellulare, detta anche “sostanza intercellulare”, è formata da due tipi
di componenti:
Le bre (formate da collagene ed altri tipi di proteine)
Sostanza amorfa o fondamentale (formata da proteoglicani)
La diversa organizzazione strutturale del tessuto connettivo riette le sue funzioni. Quando
prevale la funzione troca, di trasporto di sostanze utili all’organismo e di difesa dalle
aggressioni virali o batteriche, il connettivo deve essere facilmente penetrabile e presenta
quindi la struttura leggera, ricca di vasi e dotti linfatici tipica del tessuto connettivo
lasso. Se, invece, la funzione del tessuto di supporto è quella di contenimento, di sostegno
o, come nella cute, di una vera e propria barriera, il tessuto connettivo si presenta denso,
molto compatto, con fasci di bre organizzate e orientate in maniera opportuna in modo da
assolvere le proprie funzioni, organizzazione tipica del tessuto connettivo denso.
Anche l’organizzazione e la natura delle bre varia in base alla funzione del tessuto
connettivo preso in esame. Al di sotto di tutti gli epiteli, siano essi semplici o straticati, è
presente un connettivo lasso ricco di bre reticolari che, oltre a formare una base di
sostegno per le cellule, permette ai capillari di raggiungere più facilmente l’epitelio. Se il
tessuto connettivo deve resistere a trazione o a distensione, come nei tendini, è ricco di
bre collagene e di bre elastiche disposte ordinatamente. Se il connettivo deve essere
resistente alla compressione o circondare un grosso organo, la componente principale
costituente le bre connettivali è il collagene.
1. FIBRE:
Fibre collagene
Sono secrete dai broblasti e sono presenti nella maggior parte dei tessuti
connettivi.
Principali tipi di collagene:
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TESSUTO CONNETTIVO

Con il termine tessuto connettivo si definisce un tipo di tessuto che fornisce supporto strutturale e metabolico agli altri tessuti, per questo motivo è stato proposto il termine di “tessuto di supporto”. Il tessuto connettivo (e quindi tutte le sue diverse tipologie) deriva dal mesenchima. Le cellule mesenchimali, di origine mesodermica, sono di forma irregolare, generalmente allungate e presentano una sostanza intercellulare amorfa, priva di fibre.

Il tessuto connettivo è formato da cellule e da abbondante matrice extracellulare interposta tra di loro. La natura di questa matrice extracellulare determina le caratteristiche dei diversi tipi di tessuto connettivo. Abbiamo quindi una varietà di tipologie di tessuto connettivo che si distinguono sia per il tipo di cellule che le compongono che per la natura della matrice extracellulare presente. Questa matrice extracellulare, detta anche “sostanza intercellulare”, è formata da due tipi di componenti:

  • (^) Le fibre (formate da collagene ed altri tipi di proteine)
  • Sostanza amorfa o fondamentale (formata da proteoglicani) La diversa organizzazione strutturale del tessuto connettivo riflette le sue funzioni. Quando prevale la funzione trofica, di trasporto di sostanze utili all’organismo e di difesa dalle aggressioni virali o batteriche, il connettivo deve essere facilmente penetrabile e presenta quindi la struttura leggera, ricca di vasi e dotti linfatici tipica del tessuto connettivo lasso. Se, invece, la funzione del tessuto di supporto è quella di contenimento, di sostegno o, come nella cute, di una vera e propria barriera, il tessuto connettivo si presenta denso, molto compatto, con fasci di fibre organizzate e orientate in maniera opportuna in modo da assolvere le proprie funzioni, organizzazione tipica del tessuto connettivo denso. Anche l’organizzazione e la natura delle fibre varia in base alla funzione del tessuto connettivo preso in esame. Al di sotto di tutti gli epiteli, siano essi semplici o stratificati, è presente un connettivo lasso ricco di fibre reticolari che, oltre a formare una base di sostegno per le cellule, permette ai capillari di raggiungere più facilmente l’epitelio. Se il tessuto connettivo deve resistere a trazione o a distensione, come nei tendini, è ricco di fibre collagene e di fibre elastiche disposte ordinatamente. Se il connettivo deve essere resistente alla compressione o circondare un grosso organo, la componente principale costituente le fibre connettivali è il collagene.

1. FIBRE:

  • Fibre collagene Sono secrete dai fibroblasti e sono presenti nella maggior parte dei tessuti connettivi. Principali tipi di collagene:
  • Fibre elastiche Le fibre elastiche sono sintetizzate dai fibroblasti, dai condroblasti, dai condrociti e dalle cellule muscolari lisce. Sono formate principalmente dalla proteina elastina. In alcuni organi è molto importate che il tessuto connettivo sia elastico. Le fibre elastiche presenti nel tessuto possono scorrere, allungarsi o deformarsi a causa di sollecitazioni esterne, ma hanno la proprietà di riportare l’organo o il tessuto in cui sono contenute nella situazione originaria. Tessuto connettivo ricco di fibre elastiche si trova, ad esempio, nell’epiglottide, nella vescica urinaria e nella tonaca media delle arterie.
  • Fibre reticolari Queste fibre formano sia la trama connettivale (stroma) che sostiene il parenchima delle grosse ghiandole, sia esocrine che endocrine, che i sottili reticoli che circondano le cellule nervose, quelle adipose e le fibre muscolari. Sono associate alle lamine basali degli epiteli e formano il tessuto di sostegno degli organi linfatici ed emopoietici.
  1. Sostanza fondamentale Le cellule e le fibre del tessuto connettivo sono immerse in un liquido colloidale e vischioso amorfo denominato sostanza fondamentale o sostanza intercellulare amorfa.

La sostanza amorfa adempie a molteplici funzioni:

  • Connette le diverse strutture fibrose dando loro un orientamento appropriato;
  • Regola la diffusione di sostanze metaboliche;
  • Provvede alla difesa dell’organismo ostacolando la diffusione di sostanze nocive e patogeni.

Il tessuto connettivo si divide in tre categorie principali:

  • Tessuto connettivo mucoso ,
  • (^) Tessuto connettivo propriamente detto,
  • Tessuti connettivi specializzati.

TESSUTO CONNETTIVO PROPRIAMENTE DETTO

  • Lasso
  • Denso

TESSUTI CONNETTIVI ALTAMENTE SPECIALIZZATI

Si definisce tessuto connettivo altamente specializzato un tipo di tessuto che per le sue peculiari funzioni assume caratteristiche istologiche tali da distinguerlo chiaramente dagli altri tessuti connettivi. I tessuti connettivi altamente specializzati sono:

  • Tessuto adiposo,
  • Tessuto cartilagineo,
  • Tessuto osseo,
  • Tessuto linfoide,
  • Sangue.

Nota: il tessuto cartilagineo ed il tessuto osseo vengono comunemente definiti tessuti connettivi di sostegno.

TESSUTO ADIPOSO

Il tessuto adiposo è formato da cellule chiamate adipociti, che hanno la funzione di accumulare grassi in vacuoli citoplasmatici.

Si presenta sotto forma di piccole placche a confini poco distinti, costituite da condrociti, da una scarsa quantità di sostanza fondamentale e da abbondanti elementi fibrosi (collagene di tipo I). E’ generalmente avascolare e non presenta pericondrio. E’ presente in alcune cartilagini articolari: nei dischi intervertebrali, nei dischi articolari delle articolazioni del ginocchio e della mandibola.

TESSUTO OSSEO

Il tessuto osseo è un tessuto dinamico e plastico: provvede a modulare la propria struttura in seguito a stimoli sia organici che meccanici. Esso è formato da una parte organica ed una parte inorganica. La parte organica è composta da cellule proprie del tessuto osseo ( osteoblasti , osteociti e osteoclasti che provvedono all’accrescimento, alla produzione e al riassorbimento del tessuto osseo) e da matrice extracellulare. La parte inorganica è costituita da numerosi sali minerali come i fosfati di calcio e magnesio e i citrati di Na, Mn, K. Periostio Le superfici esterne dell’osso sono rivestite da una spessa capsula connettivale costituita da tessuto connettivo denso a fibre intrecciate, il periostio , che ha il compito di proteggere l’osso e di supportare l’azione trofica mediata dai vasi sanguigni di cui è ricco..

Cellule del tessuto osseo Osteoblasti. Sono i precursori degli osteociti; sono cellule voluminose, altamente polarizzate, con un nucleo ovoidale leggermente spostato in periferia e con citoplasma intensamente basofilo. Osteociti. Quando gli osteoblasti hanno terminato la formazione dell’osso rimanendo intrappolati all’interno di lacune nella matrice da loro stessi prodotta, diventano osteociti. Gli osteociti sono cellule di forma irregolare, con un nucleo ben evidente e un citoplasma che presenta diversi prolungamenti. Essi sono alloggiati nelle lacune ossee dalle quali si dipartono, in ogni direzione, numerosi canalicoli microscopici. Osteoclasti. Gli osteoclasti non appartengono alla linea osteoprogenitrice e sono deputati alla distruzione (riassorbimento) e al rimaneggiamento del tessuto osseo. Sono cellule molto grandi e hanno numerosi nuclei.

Il tessuto osseo si divide in due tipologie principali:

  • Tessuto osseo non lamellare in cui la matrice extracellulare non forma lamelle; rappresenta il tessuto osseo primario
  • Tessuto osseo lamellare costituisce la stragrande maggioranza del tessuto osseo nei mammiferi adulti ed è organizzato in lamelle.

IL SANGUE

Il sangue è un liquido che circola in un sistema chiuso di canali: i vasi sanguigni. E’ di provenienza mesenchimale ed è formato da una parte corpuscolata e da una liquida: il plasma. La funzione principale del sangue, oltre a mediare il trasporto di ormoni, è quello di veicolare l’ossigeno alle singole cellule che formano i tessuti.

Eritrociti Gli eritrociti sono piccole cellule ricche di emoglobina che conferisce loro il colore rosso. La loro principale funzione è quella di catturare l’ossigeno nei polmoni e veicolarlo ai vari tessuti. Durante il processo di maturazione, nel midollo osseo, perdono ogni proprietà DNA- dipendente e quindi il nucleo regredisce fino a scomparire. La ridotta dimensione dei globuli rossi permette loro di raggiungere anche i capillari più periferici, mentre la caratteristica forma biconcava fa sì che queste cellule abbiano, a parità di dimensione, una maggiore superficie di scambio.

Piastrine Le piastrine hanno origine nel midollo osseo per gemmazione di piccole parti di citoplasma. Le piastrine prendono parte al processo di coagulazione, essenziale per limitare le emorragie.

Leucociti Sono cellule con un nucleo ben evidente che nel sangue hanno una forma arrotondata, nel connettivo, invece, assumono un aspetto ameboide. Esistono cinque tipi di leucociti:

  • Neutrofili Sono i leucociti più numerosi, circa il 50-70% del totale. I neutrofili sono dotati di capacità fagocitaria e intervengono nella difesa dell’organismo contro le invasioni batteriche migrando attraverso le cellule endoteliali e penetrando nel connettivo dove possono espletare al meglio il loro compito. Nel corso di un’infezione batterica viene stimolata la produzione di questi leucociti che aumentano di numero. ▲ Eosinofili Sono facilmente riconoscibili i coloranti acidi in generale. In genere nel sangue rappresentano il 2-4% dei leucociti circolanti, ma aumentano notevolmente di numero nel corso di allergie, parassitosi, condizioni infiammatorie e malattie neoplastiche.

Basofili Si riconoscono per la forte granulazione basofila del citoplasma. Sono circa lo 0,5-1% dei leucociti circolanti. I grossi granuli basofili, contenenti eparina e istamina, sono ricchi di lisosomi che, a differenza di eosinofili e neutrofili, rilasciano il loro contenuto all’esterno e non nei vacuoli fagocitati. Intervengono sia nelle reazioni infiammatorie classiche sia nelle reazioni allergiche.

Linfociti Queste cellule rappresentano, nel sangue, il 20-40% di tutti i leucociti circolanti.

Monociti I monociti rappresentano il 3-8% dei linfociti circolanti nel sangue. Sono molto grandi. Di passaggio nel sangue, migrano nel connettivo dove diventano macrofagi o cellule dendritiche.

TESSUTO EPITELIALE

Il tessuto epiteliale è formato da cellule strettamente unite tra loro da giunzioni specializzate, in modo da assolvere alla principale funzione di questo tessuto: creare una barriera con l’ambiente esterno. Oltre ad assolvere il compito di protezione, gli epiteli svolgono funzione di assorbimento, secrezione, trasporto, scambio di gas, scivolamento (di due superfici) e sensoriale. Questo comporta un cambiamento della morfologia del tessuto

Ghiandole endocrine Queste ghiandole producono molecole, definite genericamente ormoni (proteici o steroidei), che sono dirette contro organi specifici, detti bersaglio, al fine di regolarne l’attività. Le ghiandole endocrine si classificano in:

  • Follicollicolare
  • Cordonale.

TESSUTO MUSCOLARE

Naturalmente, al variare delle funzioni cui è deputato il tessuto muscolare variano anche la sua morfologia e la sua struttura. Abbiamo così tre tipi di tessuto muscolare:

  • Tessuto muscolare striato scheletrico
  • Tessuto muscolare striato cardiaco
  • Tessuto muscolare liscio o viscerale

Tessuto muscolare striato scheletrico. Le cellule(mioblasti) cioè formano un sincizio cellulare di forma cilindrica allungata che prende il nome di fibra muscolare. Il nucleo è estremamente allungato e periferico. Ogni fibra muscolare è avvolta da un delicato strato di connettivo reticolare detto endomisio. Le fibre sono organizzate in gruppi a formare fasci avvolti da tessuto connettivo: il perimisio. A loro volta i fasci di fibre muscolari si organizzano a formare i singoli muscoli che sono avvolti da tessuto connettivo detto epimisio. La contrazione di questo tipo di muscolatura è volontaria.

Tessuto muscolare striato cardiaco. Le cellule che compongono il tessuto muscolare striato cardiaco prendono il nome di miocardiociti , hanno forma ramificata e dimensioni di 85-100 μm in lunghezza e 15 μm in larghezza, presentano delle strie trasversali molto ben visibili (come nel muscolo striato scheletrico) ed un nucleo centrale e ben evidente (come nel tessuto muscolare liscio). Una caratteristica peculiare del tessuto muscolare cardiaco è la presenza di dispositivi specializzati per la giunzione tra cellula e cellula: i dischi intercalari. Inoltre sono presenti “gap junctions” che permettono di accoppiare elettricamente i miocardiociti permettendo loro una contrazione simultanea.

Tessuto muscolare liscio. Il tessuto muscolare liscio è formato da singole cellule con un nucleo ovale centrale ben evidente. Il tessuto muscolare liscio genera due tipi di contrazione, una “ritmica”, in cui si rilevano impulsi periodici che si diffondono a tutto il tessuto, e una “tonica”, che dà alle pareti viscerali uno stato di contrazione parziale detto “tono muscolare.

TESSUTO NERVOSO

Il tessuto nervoso ha la funzione di ricevere, elaborare e trasmettere gli impulsi. Costituisce il Sistema Nervoso a sua volta organizzato in un Sistema Nervoso Centrale (SNC), encefalo e midollo spinale e tonaca neurale dell’occhio, e in un Sistema Nervoso Periferico (SNP), gangli e dai nervi. L’unità funzionale del tessuto nervoso è una cellula altamente specializzata che presenta una precisa architettura e la capacità di poter essere eccitata: il neurone. Il neurone è assistito nelle sua funzioni da altre tipi cellulari che nel loro insieme prendono il nome di neuroglia ( nevroglia ) o semplicemente glia.

Il neurone Ciascun neurone è formato da un corpo cellulare, detto pirenoforo o soma , da cui si dipartono uno o più processi citoplasmatici atti alla ricezione di impulsi, i dendriti , ed un prolungamento citoplasmatico deputato alla trasmissione di impulsi: l’ assone. Nel pirenoforo troviamo il nucleo. I dendriti sono sottili e molto ramificati. Gli assoni sono generalmente lisci, più grandi e lunghi dei dendriti, ciascuna ramificazione termina con un rigonfiamento a forma di bottone: la terminazione sinaptica o bottone sinaptico. I neuroni, a seconda della froma:

  • unipolari
  • neuroni pseudounipolari
  • neuroni bipolari
  • neuroni multipolari

pseudounipolar i distribuiti, per lo più, in periferia poichè il centro del ganglio è occupato da un fitto groviglio di fibre nervose che si dipartono dai neuroni pseudounopolari stessi. I neuroni pseudounipolari sono circondati quasi completamente da cellule satelliti che, in connessione con le fibre reticolari provenienti dalla capsula connettivale, provvedendo al sostegno dei neuroni. Gangli del sistema nervoso autonomo (sia ortosimpatico che parasimpatico): sono generalmente più piccoli dei gangli spinali, sono formati da neuroni multipolari mescolati a fibre in maniera uniforme, in questo modo non si generano quindi zone morfologicamente e topograficamente distinguibili. Proprio perché multipolari, i neuroni non sono completamente circondati da cellule satelliti che appaiono, perciò, scarse e non facilmente visibili. Quando questi gangli sono formati da pochi neuroni, sono all’interno di altri organi e sono privi di capsula connettivale vengono detti “ gangli intramurali”.