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Gli appunti sono integrati con il Istologia Monesi. Si tratta del tessuto epiteliale e le sue diverse tipologie, del tessuto connettivo propriamente detto e specifico, del tessuto muscolare e del tessuto nervoso. Vengono approfonditi il sangue (plasma, eritrociti), il sistema linfatico (diversi linfociti) e il sistema immunitario (linfociti, mastociti). Per ogni tessuto sono descritte le diverse tipologie di cellule che lo compongono: neuroni, eritrociti, Langerhans, Merkel, miociti, osteoblasti
Tipologia: Dispense
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È formato da cellule strettamente adese tra loro, che formano lamine o cordoni cellulari. Le cellule del tessuto epiteliale sono ⅔ delle cellule totali dell'organismo.
● dall'ectoderma hanno origine i tessuti di rivestimento esterno ● dall'endoderma hanno origine tessuto di rivestimento degli organi ● dal mesoderma ha origine l'epitelio che riversa il sistema uro genitale
Classificazione:
● di rivestimento → interfaccia ● secernenti o ghiandolari esocrini o endocrini → secrezione ● sensoriali
Sono formate da cellule strettamente adese e disposte a strati. Adatto a rivestire cavità esterne, condotti e superfici esterne.
Colorazione ematossilina-eosina
Funzioni :
● protezione dei tessuti sottostanti da danni di varia natura → barriera protettivo ● regolazione degli scambi metabolico attivi e passivi (secrezione di fluidi e scambi gassosi)→ filtro ● ricezione di stimoli di varia natura, riduzione di perdita d'acqua per evaporazione, produzione di vitamina D
Caratteristiche
● cellule strettamente adese l'una alle altre → le cellule sono tenute insieme attraverso giunzioni c'è tengono insieme il citoscheletro e forniscono resistenza meccanica
● poggia su un tessuto connettivo attraverso la membrana o lamina basale, al di sotto del quale si trova dello spazio extracellulare
● Le cellule sono polarizzate → deriva dal fatto che si appoggiano all membrana basale → si può identificare un estremità apicale (ci sono le specializzazioni), una basale (strutture che mediano l'adesione al substrato) e una laterale (giunzioni di vario tipo) ● possono essere semplici o composti in base agli strati di cellule da cui sono composte ● sono formate da cellule di forma differente ● non sono vascolarizzati, i nutrienti arrivano dal tessuto connettivo ● la maggior parte si rinnova costantemente → labili (soggette a turnover cellulare), stabili, perenne (cristallino, orecchio interno)
Polarità delle cellule epiteliali
● nelle porzioni apicali sono presenti delle specializzazione (microvilli, ciglia e stereociglia) che modifica e specializza la superficie apicale ● comporta una distribuzione asimmetrica degli organelli ● presenza di giunzioni per mantenere l'asimmetria sulle superfici basali e laterali ● la parte basale si rivolge verso la membrana basale ● specializzazioni della superficie laterale sono le giunzioni intercellulari → occludenti, di ancoraggio (connettono il citoscheletro di cellule vicine) o comunicanti (nel punto apicale delle cellule epiteliali adiacenti)
Epitelio di rivestimento dell'intestino deputati all'assorbimento di glucosio e di sostanze nutrienti
Classificazione in base gli strati :
● monostratificato → scarsa protezione (dipende all'altezza delle cellule) ai tessuti sottostanti ma servono per fenomeni di assorbimento, scambio gassoso, secrezione e secrezione ● pluristratificato → protezione ai tessuti sottostanti
EPITELI SEMPLICI
● pavimentoso → possono essere presenti delle specializzazioni superficiali ● cubico → ono presenti due strati. ○ dotti escretori e ghiandoli sudoripare, salivari, pancreatiche ○ funzione: conduzione e protezione ● cilindrico ci possono essere delle specializzazioni (può essere cigliato oppure non cigliato) ○ mucosa della laringe e della faringe, uretra ○ dotti di ghiandole esocrine ○ tubuli renali ○ epitelio del cristallino ○ epitelio pigmentato della retina ○ funzioni: protezione, formazione di follicoli, secrezione e assorbimento ○ esistono forme di transizione tra l’epitelio cubico e cilindrico
Connettono i microfilamenti di actina con la membrana plasmatica attraverso l’ezrina nell'epididimo (è presente anche l'alfa-actina e serve per la secrezione di liquidi) e attraverso l'epsina a livello dell'orecchio.
Ciglia
Si trovano nei primi tratti della via respiratoria: trachea, bronchi; si trovano nelle tube uterine. In ognuna di queste parti hanno un movimento diverso.
Sono formate dai microtubuli e si originano dal corpo basale (sono formate da triplette di microtubuli)
Le cellule epiteliali poggiano sulla lamina costituita da glicoproteine e una rete di filamenti proteici a cui sono ancorate mediante giunzioni cellula-substrato. La porzione basale della membrana plasmatica della regione basale può presentare pieghe al cui interno a volte sono contenuti mitocondri. (es: dotti ghiandole salivari)
Per visualizzarla si usa la colorazione PAS.
Si distingue la lamina basale:
● lucida: sono le molecole di adesione che formano gli emidesmosomi ● densa
I principali costituenti sono: collageni (di tipologia IV), laminine (molecole di adesione che lega all'integrina), entactina, proteoglicani (perlecano). La composizione specifica può variare da tessuto a tessuto.
L'adesione alla membrana basale avviene attraverso l'integrina Ⲁ6-β4, aiutata dal collagene XVII. Queste a loro volta si legano ai filamenti intermedi per mezzo di proteine della placca.
La lamina basale è ancorata al connettivo sottostante con: fibrille ancoranti (formate da collagene VII), microfibrille di fibrillina, proiezioni della lamina stessa.
L'epidermolisi bollosa è suddivisa in tre classi:
● Semplice: le lesioni coinvolgono l'epidermide ● Giunzionali: lesione nelle giunzioni fra il derma e l'epidermide
● Distrofiche: lesioni profonde che riguardano il derma
● endoteli → rivestono i vasi sanguigni ● alveoli polmonari o foglietto parietale della capsula di Bowman dei nefroni ● mesoteli (rivestono le cavità corporee chiuse)
Funzioni: filtrazione, diffusione e riduzione dell'attrito
Formano i vasi sanguigni: sono formate da cellule allungate, appiattite e poligonali, hanno l’asse orientato nella direzione del flusso sanguigno. Spesso sono contornate da altre cellule di adesione e recettori.
TIpologie di giunzioni presenti: strette ed occludenti + aderenti
Ci sono delle vescicole (caveole) di endocitosi o pinocitosi, che si possono unire per formare dei canali trans-endoteliali.
Serve per il mantenimento di una barriera permeabile selettiva + mantenimento di una barriera non trombogena tra le piastrine e il tessuto sub-endoteliale + modulazione del flusso ematico e resistenza vascolare favorita dalla secrezione di costrittori + regolazione e modulazione della risposta immunitaria + regolazione ormonale
Distinzione capillari:
● continui : cellule strettamente adese con giunzioni occludenti ○ la membrana basale è continua lungo tutta la cellula anche se ci sono delle interruzioni formate dalle vescicole per trasportare molecole → possiedono lamina basale e giunzioni visibili ○ si trovano nelle ghiandole, tessuto nervoso, tessuto connettivo ○ all'esterno si trovano i periciti ● fenestrati : sono i canali trans-endoteliali ○ glomeruli renali, ghiandole esocrine ed endocrine, mucosa intestinale ○ lamina basale continua ○ cambia la sua conformazione in base alle necessità → quando il tratto intestinale è attivo l’endotelio si assottiglia e il numero di fenestrazioni aumenta ● sinusoidi : formano dei pori che interrompono la membrana basale e permettono il passaggio i globuli bianchi e rossi ○ formano fegato (cellule di Kupffer), milza e midollo osseo ○ caratteristiche dell’endotelio cambiano in base alla localizzazione tissutale
Periciti
● formate da cellule contrattili che abbracciano il capillare determinando il diametro del legame ● condividono la stessa membrana basale delle cellule endoteliali ● funzione: contrazione, permeabilità, sono in grado di differenziarsi in cellule endoteliali (neo-angiogenesi perché possono generare nuovi capillari)
● cellule di Paneth ● cellule M ○ rivestono le placche di Payer (si trovano le cellule dendritiche, macrofagi e linfociti) nel versante luminare ○ sulla superficie hanno delle micropieghe ed un sottile strato di glicoalice ● cellule a ciuffo o a spazzola
Nelle cripte (il fondo dei villi) di Lieberkuhn oltre le cellule dell'epitelio di trovano:
● cellule di Paneth: producono delle molecole difensive → lisozima che uccide i batteri + alfa-defensine ● cellule staminali: sono nel fondo + sostituiscono molto spesso le cellule dei villi oltre a tutte le altre tipologie di cellule intestinali ● cellule a funzione assorbente ● cellule mucipare ● cellule endocrine: secernono ormoni
● nell'uretere, pelvi renale e nella vescica ● funzione: distensione (se l'epitelio è contratto queste cellule sono distese) e protezione ● cambia la sua morfologia a seconda dello stato in cui si trova l’organo che riveste
Se rilassato è costituito da 2 strati invece se è disteso è formato da 5 strati. Nel citoplasma dell'urotelio sono presenti delle vescicole membranose che fondendosi alla membrana plasmatica permettono l'estensione.
Formate da giunzioni stabili (occludenti) e aderenti (facilmente modellabili)
Sulla superficie delle cellule cupoliforme sono presenti delle proteine transmembrana uroplacchine, che formano l'urotelio, che è una barriera impermeabile.
Può essere cheratinizzato (epidermide) o non cheratinizzato (esofago, vagina, cavo orale, retto). Funzione protezione dalle sollecitazioni meccaniche.
Non cheratinizzato
La superficie di separazione con il connettivo non è piano ma sono presenti delle papille connettivali (separate l'una dall'altra dalle creste epiteliali) all'interno delle quali si inseriscono i capillari che nutrono l'epitelio attraverso la diffusione.
Cheratinizzato
Si trova nell'epidermide (superficie esterna asciutta) e nell'epitelio della lingua. Funzione di protezione e impermeabilità.
La cute comprende l’ epidermide (tessuto epiteliale di derivazione ectodermica), il derma (tessuto connettivo di derivazione mesodermica) e l’ ipoderma (posto sotto il derma ed è costituito principalmente da tessuto adiposo). L’epitelio e il connettivo sottostante interagiscono tramite papille dermiche e creste epidermiche che favoriscono l’adesione e anche l’irrorazione da parte dei vasi.
● nell’immagine b) strato corneo = cheratinizzato è abbastanza sottile per cui si parla di cute sottile; ● nell’immagine c) lo spessore dello strato corneo è rilevante (cute spessa). Qui le papille dermiche sono un po’ più accentuate (si nota ancora una volta una differenza di colorazione tra derma ed epitelio, colorati con ematossilina ed eosina) e sono responsabili della formazione di dermatoglifi, disegni caratteristici, che costituiscono le impronte digitali.
La cute ha numerose funzioni: ● protezione (barriera impermeabile labile, protezione immunitaria, filtro contro i raggi UV) ● recezione sensoriale (tatto, dolore, pressione termica) ● metabolica (sintesi di vitamina D3) ● endocrina (secrezione di ormoni, soprattutto a livello del derma)
Immagine della cute del polpastrello al microscopio ottico - 50x (= ingrandimento di 50 volte) ● epidermide: epitelio pavimentoso pluristratificato cheratinizzato (strato corneo spesso) costituito da cellule anucleate; ● derma; ● ipoderma, costituito principalmente da tessuto adiposo. Le cellule adipose uniloculari (grasso bianco) sono costituite da una cavità interna occupata da una grossa gocciola lipidica. Durante la preparazione del tessuto la goccia lipidica viene estratta, dunque nel vetrino osservato lo spazio citoplasmatico è ora occupato dal vuoto.
L’immagine mostra la sezione longitudinale di una porzione di cute di un sopracciglio. ● l’epidermide che risulta molto più sottile (lo strato corneo è meno evidente); ● i bulbi piliferi che sono localizzati in quasi tutta la cute (tranne nei palmi delle mani e nella pianta dei piedi); ● le ghiandole sebacee, spesso associate al follicolo pilifero. ● Il derma; ● l’ipoderma dove possiamo apprezzare delle strutture che sono delle cellule muscolari (volontarie) per il movimento delle sopracciglia. La differenza lampante fra i due preparati istologici è lo spessore dell’epidermide, determinato dalla differenza dello spessore dello strato di cellule morte, ovvero lo strato corneo, da ciò possiamo distinguere la cute spessa (come nel polpastrello) e sottile (come nel sopracciglio).
Le cellule che costituiscono l’epidermide sono: ● Cheratinociti ● Melanociti: ● Cellule di Langerhans (dendritiche) ● Cellule di Merkel
1) Cheratinociti
● granuloso : caratterizzato da granuli ○ producono filamenti di cheratina K2 aggregati o con la filaggrina (formano granuli di cheratoialina con involucrina) oppure con la tricoialina ○ producono la loricrina (proteina solubile) per formare l’involucro cellulare corneificato ○ sono presenti corpi lamellari che riversano il loro contenuto all'esterno per l'impermeabilità ○ cheratinizzazione: trasformazione delle cellule granuloso in cellule cornee ○ sono unite insieme dalle giunzioni occludenti
● lucido : costituito da cellule piatte poco visibili (stanno perdendo il nucleo) ○ si trovano nel palmo delle mani o nella pianta dei piedi ○ si trova tra lo strato corneo e quello granuloso ○ è presente l’eleidina che conferisce lucentezza alla pelle
● corneo : costituito da ex cellule che non contengono il nucleo ma servono per inspessire la membrana ○ queste cellule vengono eliminate per desquamazione a pH 4,5 - 6 e da una proteolisi controllata (fatta da callicreine) ○ hanno dei compartimenti contenenti cheratina ○ molecole lipidiche di idrossiceramide rendono impermeabile la pelle ○ funzione: protezione contro agenti fisici, chimici, ingresso di microrganismi patogeni e evaporazione dei liquidi
L'impermeabilità dell'epidermide è dovuta a:
● strato limpido sulla faccia esterna dei cheratinociti dello strato granuloso ● proteine insolubili sulla faccia interna della membrana dei cheratinociti e grazie alla presenza di giunzioni occludenti
Tonofilamenti (filamenti intermedi di cheratina) nello strato basale → fasci di tonofilamenti + filaggrina → cheratoialina nello strato granuloso → tonofibrille nello strato corneo
tipo di pelle
epidermide peli / follicoli piliferi
ghiandole recettori sensoriali
posizione caratteri speciali
pelle spessa
5 strati + strato corneo spesso + strato granuloso spesso
mancanza di ghiandole sebacee + abbondanti ghiandole sudoripare eccrine
molti recettori
palmo delle mani e pianta dei piedi
strato corneo spesso + strato lucido + diversi strati di cellule granulose
pelle sottile
4 strati + assenza di strato lucido + singolo strato o assenza di strato granuloso
presente in molte zone (tranne labbra)
molte ghiandole sebacee + poche ghiandole sudoripare eccrine
pochi recettori
interno corpo tranne le aree con pelle spessa
strato corneo sottile
2) Melanociti o (cellule pigmentate)
● derivano dai melanoblasti delle creste neurali e sono sparsi tra le cellule basali dell'epidermide ● si associano ai follicoli piliferi ● non posseggono cheratina e non formano giunzioni con le cellule vicine ● producono melanina (la quantità e il tipo determina il colore della pelle) all'interno dei veicoli melanosomi
Sono poco visibili in colorazioni con ematossilina-eosina perché non producono filamenti intermedi, hanno poco RER e pochi ribosomi. Trattando invece il tessuto con tecniche di immuno-istochimica, in particolare utilizzando un enzima della via biosintetica della melanina, i melanociti appaiono evidenti tra i cheratinociti dello strato basale.
Melanina
Ossidazione della tirosina a DOPA → ossidazione della DOPA a eumelanina (pigmento nero) o la feomelanina (pigmento giallo-rosso) → melanina
Permette di dissipare come calore i raggi UV. La sua sintesi aumenta in seguito ad un'esposizione alla componente UV dei raggi solari ed è influenzata dagli ormoni MSH (ormone prodotto dall'ipofisi).
Nelle persone di pelle scura la melanina arriva fino agli strati superficiali.
I melanociti presentano dei prolungamenti con i quali entrano in contatto con altri melanociti e con i cheratinociti.
Unità melaninica epidermica = melanociti + cheratinociti
I melanosomi sono delimitati da una membrana. Si formano delle vescicole che derivano da compartimenti diversi e hanno somiglianze con i lisosomi.
Maturazione dei melanosomi ● stadio 1: è paragonabile alla formazione degli endosomi; ● stadio 2: si forma la matrice; ● stadio 3: dopo aver ricevuto l’enzima tirosinasi dal golgi, inizia la produzione di melanina; ● stadio 4: melanosoma maturo;
Ci sono due diverse ipotesi su come avviene il trasferimento dei melanosomi alle altre cellule dell’epidermide.
I melanosomi si spostano tramite proteine motrici (in particolare la chinesina) agganciate a microtubuli; raggiunta l’estremità (+) dei prolungamenti dei melanociti queste vescicole si sganciano dai microtubuli e si agganciano a microfilamenti di actina tramite la miosina 5, che si occupa di mantenere i melanosomi nell’estremità finché non avviene secrezione.
In questa immagine istologica ricavata con tecnica di immuno-istochimica a immunofluorescenza, vediamo come la melanina si dispone a formare una sorta di ombrello di protezione sopra il nucleo di ciascuna cellula dell’epidermide. Ecco perché le persone di pelle chiara sono più soggette a rischio di mutazioni geniche dovute a raggi UV.
I melanosomi si dispongono nei cheratinociti formando un cappuccio che ricopre il nucleo, schermando dai raggi UV. La melanina assorbe e rifrange i raggi UV.
○ porzione secernente o adenomero; ○ dotto escretore in collegamento con l’esterno. ● Endocrine : riversano il loro secreto nel sangue o nei liquidi interstiziali. Esse quando sprofondano perdono la connessione con l’epitelio di rivestimento dal quale prendono origine e vengono vascolarizzate nel connettivo sottostante. Gli ormoni raggiungono qualsiasi tipo di cellula grazie al sistema circolatorio.
Si distinguono in:
● Unicellulari: ghiandole/cellule mucipare caliciformi; ● Pluricellulari.
1) Ghiandole unicellulari (cellule mucipare caliciformi)
Sono localizzate soprattutto in epiteli di intestino, viene aeree, tube uterine.
Villi intestinali colorati con il metodo PAS che rivela i polisaccaridi delle mucine
Le mucine sono molecole igroscopiche (glicoproteine, glicosaminoglicani, proteoglicani) che una volta esocitate legano grandi quantità di acqua generando il muco.
● nell’intestino il muco ha funzione di proteggere l’epitelio dagli enzimi digestivi e agisce da lubrificante consentendo la progressione del bolo ● nell’epitelio respiratorio il muco intrappola particelle estranee, ● nelle tube uterine facilita il transito dell’ovocita fecondato.
2) Ghiandole pluricellulari
Le cellule di queste ghiandole non funzionano indipendentemente, ma si comportano come organo secretorio.
Sono formate da: ● adenomero : porzione secernente ● dotto : struttura costituita da epitelio di rivestimento con funzione di trasporto del secreto verso la superficie esterna
Ghiandole pluricellulari si possono classificare in base alla posizione :
● Intraparietali : se si trovano dentro la parete di un organo ○ Intra-epiteliali : si trovano dentro l’epitelio. Si tratta di un epitelio pluristratificato. Esempio: le ghiandole della mucosa nasale e dell’uretra maschile. ○ Eso-epiteliali : se si espandono nel connettivo sottostante l’epitelio
■ Coriali = mucosali, si espandono al livello della mucosa. Esempio: le ghiandole sebacee, le sudoripare e le gastriche. ■ Sottomucose : si espandono sotto il livello della mucosa. Esempio: ghiandole esofagee propriamente dette ● Extraparietali : si trovano fuori la parete di un organo. Esempio: ghiandole salivari, pancreas esocrino e fegato. Le unità secernenti o adenomeri e i dotti insieme costituiscono il parenchima (nella foto in giallo). Esso è circondato da una capsula di tessuto connettivo (in verde) da cui si originano setti connettivali ricchi di vasi che dividono il parenchima in lobi o lobuli. L’insieme di queste unità viene definito stroma della ghiandola.
Si parte dal lume passando in ordine per la mucosa (epitelio, tonaca propria e muscularis mucosae), la sottomucosa (tessuto connettivo), lo strato muscolare e la sierosa. In azzurro sono evidenziate le ghiandole che si espandono nei vari strati dell’organo.
Forma e ramificazioni del dotto escretore
● ghiandola semplice: un dotto escretore ● ghiandola semplice ramificata: un dotto escretore e più adenomeri ● ghiandola composta: dotto escretore diviso in più rami e ciascuno riceve più adenomeri
Le ghiandole pluricellulari si possono classificare in base alla morfologia dell’adenomero
● tubulare ● a gomitolo ● acinosi (a forma di chicco d'uva con un piccolo lume al suo interno) ● acinosi di tipo alveolare (ha un ampio lume) ● tubulari-acinosi (nelle ghiandole esofagee; è a forma di tubicino con al termine una struttura a chicco d'uva) ● se sono formate da un adenomero e da un dotto escretore non ramificato allora sono semplici invece se sono formate da più adenomeri allora sono composti.
Numerosi adenomeri sono circondati da cellule mioepiteliali che svolgono un controllo neuroendocrino della secrezione.
In alcuni casi anche le cellule dei dotti possono avere attività secretoria. Esempio: dotti intercalari del pancreas (producono una soluzione di bicarbonati che neutralizza gli acidi gastrici) e dotti striati delle ghiandole salivari (assorbono acqua e ioni dalla saliva passandoli al liquido interstiziale, che si trova nel lato basale della cellula ripiegata).
Ghiandole intestinali / cripte di Lieberkuhn sono tubulari semplici.
Ghiandole sudoripare
Hanno una secrezione di tipo eccrino. Sono delle ghiandole con l'adenomero tubulo-glomerulari semplici. Sono coriali (all'interno della lamina propria).
Sboccano a livello dell'epidermide. Sono presenti lungo tutto il corpo tranne nelle labbra e nei genitali esterni.
Secernono acqua e sali per eliminare eccessi di sale e termoregolare.
I dotti sono rivestiti da un epitelio stratificato, costituito da cellule epiteliali cubiche.
Ghiandole sebacee
Ci sono delle ghiandole a secrezione olocrina. Producono il sebo ricco di lipidi che servono per lubrificare le superfici, renderle impermeabili, protegge dai raggi UV, impedisce la crescita batterica. Usa il pelo come dotto secretore, per cui sono presenti nella cute del sopracciglio
È una ghiandola acinosa-alveolare, coriale.
Le cellule staminali si trovano alla base.
La colorazione delle cellule è molto chiara perché non hanno bisogno di produrre molte proteine, per cui non hanno molti ribosomi. Inoltre nelle zone chiare non è contenuto niente perché hanno già rilasciato i lipidi.
Ghiandole mammarie
Ghiandola alveolare composta a secrezione apocrina e merocrina (secrezione della parte proteica). La produzione del latte avviene grazie agli estrogeni e al progesterone. Poi durante l'allattamento la produzione e la secrezione.
Tipo di secrezione delle ghiandole a secrezione merocrina
● sieroso: secreto acquoso con proteine poco glicosilate ○ citoplasma si colora con colori basofili perché hanno un RER sviluppato ● mucoso: secernono muco (contengono mucine) ○ hanno poco RER perché producono più lipidi ● misto: sono costituite da cellule sierose (chiare) e da cellule mucose (scure)
Ghiandola esofagea
Caratteristiche: è una ghiandola esocrina mucosa, tubulo-acinosa composta, intraparietale con porzione secernente nella sottomucosa, a secrezione merocrina.
Nell'esofago si trova un epitelio pavimentoso pluristratificata.
Componente esocrina del pancreas: extraparietale, tubulo-acinose, di tipo sieroso a secrezione merocrina.
I dotti di dimensioni diverse sono rivestite da diverse tipologie di epiteli di rivestimento.
● dotto intercalare con epitelio pavimentoso → secernono acqua e bicarbonato ● dotto intralobare con epitelio cubico ● dotto interlobulari: all'inizio epitelio cilindrico basso poi diventa epitelio cilindrico alto ● dotti principali: epitelio pseudostratificato
Ghiandole salivari sottomandibolari
Sono ghiandole merocrine a secrezione mista, extraparietali tubulo-acinose composte. Hanno adenomeri sierosi (parotide), adenomeri mucosi (sottolinguale) e adenomeri misti (hanno la semilunare di Giannuzzi = cappuccio più scuro).
Le cellule secernono gli ormoni, che vengono rilasciate nel sangue immediatamente oppure vengono immagazzinate e rilasciate dopo un segnale specifico.
Possono essere: proteici, derivati da aminoacidi (tiroidei), steroidi (prodotti dal corticale del surrene), derivati da acidi grassi.
Tipologia di secrezione:
● paracrina: non raggiungono il circolo sanguigno perché le cellule bersaglio sono molto vicine. ● autocrina: gli ormoni hanno azione sulle cellule che le hanno prodotte ● endocrina
I recettori che si trovano nella cellula bersaglio possono essere in posizioni diverse a seconda della tipologia di ormone:
● di membrana (per ormoni proteici): modificano l'attività delle proteine ● intracellulari (si trovano nel citoplasma o nel nucleo, gli ormoni attraversano la membrana per diffusione semplice): modificano la trascrizione dei geni e la sintesi delle proteine
Classificazione delle ghiandole endocrine:
● in base al numero di cellule: unicellulari (APUD) e pluricellulari (ipofisi, tiroide, surrene) ● in base all'organizzazione strutturale della ghiandola: a follicoli (tiroide: strutture cave), a cordoni solidi (surrene, può essere in diverse direzioni), a isolotti (pancreas endocrino, inserito in altri tessuti), interstiziali (unicellulari raccolte in gruppetti, come le gonadi e le ovaie) ● in base alla natura degli ormoni ● in base alla posizione anatomica ● in base alla funzione (secondo gli assi: ipotalamo-ipofisi-gonadi , ipotalamo-ipofisi-tiroide , ipotalamo-ipofisi-surrene )
Ghiandole unicellulari
Cellule endocrine associate agli epiteli: gastriche, respiratorio e urinario → hanno un azione paracrina, le cellule hanno origine epiteliale
Ormoni che influenzano l'apparato digerente: gastrina (stomaco e intestino tenue), colecistochinina (intestino tenue) e secretina (intestino tenue).
B) Ghiandole a cordoni
Le cellule sono polarizzate (poggiano su una lamina basale e la superficie apicale è verso una cavità).
Tra un cordone e l'altro ci sono delle cellule allungate, probabilmente i capillari o fibre reticolari.
Esempio: ghiandola surrenale, adenoipofisi, epifisi e paratiroidi.
C) Ghiandole a isolotti o nidi
Esempio: isole di Langerhans ( sono delle zone chiare )
Ci sono molti capillari
Sono formate dalle cellule: beta: secernono insulina + alfa: secernono glucagone + delta: secernono somatostatina → non sono molto presenti + PP
Queste cellule possono essere localizzate attraverso degli anticorpi.
D) Ghiandole interstiziali
Sono ghiandole unicellulari. Si formano dei piccoli gruppi all'interno di un tessuto connettivo
Ghiandole miste :
● pancreas: porzione esocrina, porzione endocrina ● fegato: porzione esocrina (bile), porzione endocrina (si producono le proteine plasmatiche)
Alcuni organi con funzione diversa svolgono attività endocrina: tessuto adiposo, miocardio, gonadi
● neuroipofisi : deriva dal neuroectoderma del pavimento del diencefalo ○ è in connessione con l'ipotalamo attraverso l'enzima ○ contiene i prolungamenti assonici modificati dei neuroni ipotalamici ○ rilascia gli ormoni dell'ipotalamo ○ formata da pars nervosa e infundibulum ● adenoipofisi : deriva dall'ectoderma del palato embrionale (tasca di Rakhte) ○ parte distalis ○ pars tuberalis: regola le funzioni endocrine ○ parte intermedia: cavità piena di colloide e cellule follico-stellate
○ è controllata dai neuroni dell'ipotalamo, che rilascia ormoni regolatori di natura peptidica che inibiscono o stimolano il rilascio di ormoni.
Alcuni neuroni hanno degli assoni che arrivano fino alla midollare del surrene, secernono adrenalina e noradrenalina.
Sistema portale dell'ipofisi
Le arterie ipofisarie si collegano alle vene portali lunghe, che formano il primo letto capillare nell'ipofisi posteriore. Poi ci sono le vene portali brevi e le arterie ipofisarie inferiori che formano il secondo letto capillare e terminano dell'ipofisi anteriore. Questo è fondamentale per la secrezione degli ormoni.
Le cellule endoteliali sono associate ai periciti e hanno molte fenestrazioni e canali
Ipotalamo e regolazione endocrina
È formato da cellule magnocellulari (produce l'ossitocina e la vasopressina che vengono rilasciate dalla neuroipofisi) e cellule parvicellulari (producono ormoni di rilascio e di inibizione, che agiscono sull’adenoipofisi).
Istologia dell'adenoipofisi
Le cellule cromofile possono essere, a seconda di quale colorante si usa su di loro:
● acidofile ○ le cellule somatotrope producono la somatotropina (ormone della crescita); regolate dal GHRH o dalla somatostatina ○ le cellule mammotrope secernono la prolattina; sono stimolate dalla PRH e inibite dalla PIH prodotte dall'ipotalamo ● basofili ○ le cellule gonadotrope producono le FSH (ovogenesi) o le LH (spermatogenesi) ○ le cellule tireotrope producono l' ormone TSH che regolano gli ormoni prodotti dalla tiroide ○ le cellule corticotrope producono l'ACTH che influenza la corteccia surrenalica ● le cellule cromofobe non sono in grado di assorbire colori; sono poco differenziate e sono una riserva di cellule staminali che riescono a differenziarsi in cellule cromofile