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ISTOLOGIA E LABORATORIO, Appunti di Istologia Animale

appunti idonei per ripetere velocemente argomenti :giunzioni,tessuto epiteliale ,occhio , tessuto connettivo ,tessuto adiposo bianco/bruno, cartilagine,osseo ,circolatorio,sangue,denti,cute,apparato rip femminile,ghiandole endocrine,apparato rip maschile,

Tipologia: Appunti

2023/2024

Caricato il 04/04/2026

rossella-pariggiano
rossella-pariggiano 🇮🇹

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Istologiaozz

CAP. 4

GIUNZIONI OCCLWDENTI

Öccludenti

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celhala- fusiome fra^

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GIUNZIONI

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GIUNZIONI ABERENTI GIURZIOWI EAP

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ABESIONE FORZA ALL EPITELIO

ABESIONL FOCALI

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INTEGRINE A FASEC BI

ACTISA

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he (^) adesionifocaslà ,

eiesqressione germicen

I han msoTicitar

L’OCCHIO:

analizza la forma, l’intensità e il colore della luce riflessa dagli oggetti

fornisce le informazioni visive

Internamente è formato da tre tonache concentriche:

TONACA FIBROSA

TONACA VASCOLARE

RETINA

SCLERA: tessuto connettivo denso di fibre di collagene + cellule muscolari estrinseche

Organogenesi

CORNEA: epitelio stratificato pavimentoso + membrana di Browman

stroma

endotelio + membrana di Descemet

LIMBUS: membrana interna e endotelio divengono capillari

COROIDE: lamina coriocapillare + membrana di Bruch

CORPO CILIARE: muscoli ciliari + processi ciliari + duplice epitelio + zonula ciliare

IRIDE: strato superficiale + stroma + strato posteriore

cellule mioepiteliali + cellule muscolari lisce: muscolo dilatatore e muscolo sfintere della PUPILLA.

STRATO PIGMENTATO: epitelio colonnare attaccato alla membrana di Bruch

STRATO NERVOSO: strato nucleare esterno + strato nucleare interno + strato gangliare

strato plessiforme esterno + strato plessiforme interno

cellule di Müller —> strato limitante interno+membrana limitante interna

CRISTALLINO—> capsula +epitelio +fibre

accomodazione

CORPO VITREO—> camera posteriore del cristallino (IALOCITI)

BASTONCELLI: visione a bassa luminosità (DISCHI MEMBRANOSI)

CONI: visione a colori (IODOSPINE)

DISCO OTTICO: visione nitida e limpida (FOVEA CENTRALIS+ coni)

CONGIUNTIVA—> membrana posteriore all’iride e interna alla pupilla (SECREZIONE MUCOSA del film lacrimale)

PALPEBRE—> strutture mobili (MUSCOLO ORBICOLARE ED ELEVATORE; TARSO)

GHIANDOLE LACRIMALI: superiormente l’orbita (LIQUIDO LACRIMALE e il suo percorso)

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MULO

IL TESSUTO CONNETTIVO: tiene unite le cellule e i tessuti ABBONDANTE MATRICE EXTRACELLULARE SOSTANZA FONDAMENTALE FIBRE Tutti i connettivi originano da uno strato : LO STRATO MESENCHIMALE e le sue cellule FIBROBLASTI ADIPOCITI MACROFAGI MASTOCITI^ PLASMACELLULE

Sintetizza i componenti

principali della matrice La loro presenza è influenzata da FATTORI DI CRESCITA FAGOCITOSI di dendriti cellulari Risposta infiammatoria Origine dai monociti Sintesi di sostanze bioattive Ipersensibilità immediata Progenitori midollari

Produzione di anticorpi

Nucleo

LEUCOCITI

Accumulo di lipidi come

grassi neutri Regolazione termica Rilascio di mediatori chimici Risposta immunitaria

GAG Proteoglicani Glicoproteine multiadesive

acido+esosamina asse proteico+ GAG legano molecole transmembrana

originano dai fibroblasti F. DI COLLAGENE F. ELASTICHE F. RETICOLARI

  • assemblaggio del collagene

-COLLAGENE FIBRILLARE

-COLLAGENE RETICOLARE -COLLAGENE DI ANCORAGGIO ELASTINA COLLAGENE III impieghi configurazione

Esistono tre tipi di tessuto connettivo: PROPRIAMENTE DETTO (^) RETICOLARE MUCOSO

cordone ombelicale

sostanza fondamentale fibre reticolari cellule reticolari

LASSO DENSO

  • regolare
  • irregolare

tutti i componenti

in equal misura

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LA CARTILAGINE: tessuto connettivo specializzato fonte di sostegno, forza e resistenza per i tessuti molli o più fragili ha una struttura semirigida che le consente di non deformarsi mai, in modo permanente dovuta all’acqua incorporata nell’acido ialuronico e ai GAG legati a proteoglicani, impacchettati nelle fibre di collagene II MATRICE EXTRACELLULARE: CONDROCITI, accolti nelle LACUNE essendo un tessuto avascolarizzato esso trae nutrimento e ossigeno dal connettivo di sostegno: IL PEROCONDRIO esistono tre tipi di cartilagine CARTILAGINE IALINA CARTILAGINE ELASTICA CARTILAGINE FIBROSA rticolazioni mobili, vie respiratorie e scheletro provvisorio 40% da MATRICE: GAG, proteoglicani, collagene II e glicoproteine adesive AGGRECANO CONDRONECTINA: crea legami stabili tra i componenti della matrice legando i condrociti ad essa Le cellule sono i CONDROCITI: si originano a partire dai CONDROBLASTI, dalla forma ellittica, che si differenziano in cellule rotondeggianti che si aggregano in gruppi denominati GRUPPI ISONICI Essendo un tessuto anaerobico, le sostanze nutritive diffondono grazie alla compressione e decompressione della cartilagine in movimento La sintesi dei GAG e proteoglicani dipende da fattori di crescita: LA SOMATOTROPINA è responsabile della loro secrezione costituita soprattutto da fibre elastiche e con fibrille di collagene II padiglione auricolare, tube uditive di Eustachio Ha il medesimo periocondrio e le medesime cellule della ialina Ha caratteristiche intermedie tra il tessuto connettivo denso e la cartilagine ialina Si trova nei DISCHI INTERVERBRALI delle vertebre dove agisce come un cuscinetto ammortizzatore per evitare le abrasioni causate dal movimento della colonna È priva di pericondrio Contiene CONDROCITI isolati o GRUPPI ISOGENI, che producono collagene II e altri componenti della matrice CONDROGENESI: le cellule mesenchimali si differenziano acquisendo una forma sferica e perdendo i prolungamenti Si moltiplicano e formano fitti agglomerati Si ritirano entro le lacune della MCE, lontane fra loro Il mesenchima superficiale da origine al pericondrio

ACCRESCIMENTO:

accrescimento interstiziale dovuto alla mitosi dei CONDROCITI persistenti accrescimento per apposizione dovuto alla differenziazione delle cellule progenitrici del pericondrio

RIGENERAZIONE: avviene con difficoltà e spesso incompletamente, a causa dell’assenza di vasi e il naso metabolismo. Le cellule del pericondrio invadono l’area lesionata e vi producono nuova cartilagine. Nelle aree danneggiate si genera una cicatrice di connettivo denso. F

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TESSUTO OSSEO:

resistenza e proterizione a organi vitali, come quelli nella scatola cranica o nella gabbia toracica

all’interno delle sue cavità ossi ospita il midollo osseo funge da riserva di ioni calcio e altri ioni diffonde le forze generate dai movimenti dei muscoli scheletrici a tutto il nostro corpo

3 TIPI CELLULARI: OSTEOCLASTI OSTEOCITI OSTEOBLASTI MATRICE EXTRACELLULARE CALCIFICATA Tutte le ossa sono rivestite da ENDOSTIO, internamente e PERIOSTIO, esternamente Sintetizzano i componenti principali della matrice. Si localizzano sulla matrice Quando la loro attività e completa si differenziano in OSTEOCITI o in CELLULE DI RIVESTIMENTO OSSEO 8 hr t dr

muscocare

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IL SISTEMA CIRCOLATORIO: trasporta il sangue e i nutrienti a tutti i tessuti CUORE, ARTERIE, CAPILLARI, VENE dalle loro diramazioni si sviluppano la: CIRCOLAZIONE SISTEMICA CIRCOLAZIONE POLMONARE

riceve il sangue dal corpo e ne rimuove i prodotti di scarto porta il sangue ai polmoni per essere ossigenato

Tutti i componenti del sistema circolatorio sono ricoperti da un epitelio: L’ENDOCARDIO IL CUORE: pompa il sangue a tutto il corpo ed è formato da 4 camere

è formato da 2 atri (D,S) e 2 ventricoli (D,S) riceve il sangue dal corpo riceve il sangue dalle vene polmonari porta il sangue alla C. polmonare porta il sangue alla C. sistemica

sono rivestite da 3 strati:ENDOCARDIO: tessuto epiteliale con cellule pavimentose

MIOCARDIO: cellule muscolari lisce EPICARDIO: mesotelio e connettivo. Riveste la membrana sierosa del cuore: IL PERICARDIO

Il tessuto connettivo dello scheletro del cuore ha tre funzioni: sistema e sostiene il miocardio e le valvole cardiache e regola il battito. SISTEMA DI CONDUZIONE DEL CUORE: cellule muscolari modificate del M. e EN. sviluppano onde di depolarizzazione che

contribuiscono alla diffusione della CONTRAZIONE: 1 Le cellule del NS, in miofibrille, producono lo stimolo

  1. Esso arriva al NA e ne depolarizza le cellule. Le fibre muscolari formano il FASCIO AV che si dirama nelle FIBRE DI PURKINJE che si uniscono

alle FIBRE CONTRATTLI dei ventricoli dove avviene la contrazione simultanea

I TESSUTI DELLE PARETI VASCOLARI: ENDOTELIO—> regola i microrganismi che entrano nel sangue

funge struttura NON TROMBOGENICA regola la vasodilatazione e l’afflusso sanguigno stimola rilascio di G.B. e la loro attività nella risposta infiammatoria MUSCOLARE LISCIO—> pareti vascolari dove regola la vasodilatazione (^) CONNETTIVO—> pareti vascolari VASI SANGUIGNI ARTERIE ELASTICHE (AORTA, ARTERIA POLMONARE)-> portano il sangue alle arterie più piccole e sono coinvolte nella regolazione della pressione arteriosa, infatti durante la SISTOLE il sangue pompa forte causando lo storicamente dell’elastina; durante la DIASTOLE si rilassano portando la pressione nei valori normali. Mediante delle loro dilatazioni laterali, I SENI CAROTIEI, controllano la pressione (BARORECETTORI) e i livelli di O2 e CO2 (CHEMORECETTORI), rilasciando neurotrasmettitori ARTERIE MUSCOLARI-> distribuiscono il sangue agli organi e regolano la pressione contraendo i muscoli ARTERIOLE-> più piccole a livello delle quali avvengono gli scambi tra sangue e tessuti. Sono impegnate nella termoregolazione perché raggiungono le venule senza passare per i capillari, attraverso lo SHUNT ARTEROVENOSO e trasmettono più velocemente nutrienti con IL SISTEMA PORTALE CAPILLARI-> mediano gli scambi tra tessuti e sangue attraverso reti: i LETTI CAPILLARI. Sono irrorati da METARTERIOLE che si comportano ome SFINTERI PRECAPILLARI che dilatano e costringono i capillari, regolandone la circolazione del sangue in essi. Sono di tre tipi: CONTINUI (muscolare, connettivo, polmoni) FENESTRATI (reni, intestino) DISCONTINUI (fegato, milza, midollo o.) PERICITI: cellule mesenchimali che riparano i capillari con tessuto muscolare, gestiscono la pressione capillare e sintetizzano i componenti della matrice. VENULE: VENULE POST-CAPILLARI si aggregano in COLLETTRICI—> VENULE MUSCOLARI VENE: ripetano il sangue al cuore dal microcircolo del corpo piccole-medie (tonaca intima sottile e media e avventizia grandi) grosse (intima e avventista grandi e media piccola) VALVOLE: pliche della T. Intima che mantengono il flusso sanguigno al cuore SISTEMA VASCOLARE LINFATICO: capillari linfatici- raccolgono LINFA e la danno al sangue- confluiscono nei VASI L.- dove si trovano i LINFONODI (lunga x sistema immunitario)- confluiscono nei DOTTI TORACICO E LINFATICO DESTRO (vena succlavia DeS, giugulare DeS) Hf wo dr dr s

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I DENTI: 32 denti, negli adulti, posizionati in due arcate bilaterali simmetriche.

ogni arcata contiene: DUE INCISIVI, UN CANINO, DUE PREMOLARI e TRE MOLARI

20 di questi sono inizialmente DENTI PRIMARI, eliminati e sostituiti poi dai DENTI SECONDARI

La CORONA è la parete visibile del dente, ancorato alla gengiva mediante il COLLETTO e una o più

RADICI che lo sistemano in cavità dette ALVEOLI DENTALI

La corona è ricoperta di SMALTO, mentre le radici di CEMENTO

Lo scheletro interno è costituito da DENTINA, che circonda la CAVITÀ PULPARE, in cui è contenuta

POLPA DENTALE, una zona altamente vascolarizzata e innervata.

La cavità si restringe in prossimità delle radici dentali fino a formare degli orifizi in cui confluiscono e

fuoriescono vasi e nervi.

I LEGAMENTI PARADONTALI sono invece ricchi di fibre di collagene e investono sia il cemento

che l’osso alveolare

STRUTTURA

DENTINA: tessuto composto per il 70% da cristalli di idrossiapatite.

La matrice della dentina, ricca di collagene i proteoglicani, viene secreta da ODONTOBLASTI, cellule derivanti dalla cresta neurale. La

mineralizzazione della matrice di PREDENTINA avviene grazie a vescicole della stessa, proprio come accade nell’osteria e durante il processo di

formazione ossea.

Gli odontoblasti posseggono anche numerosi PROCESSI ODONTOBLASTICI, incanalati in TUBULI DENTINALI della dentina ; questi sono

essenziali al sostenimento della matrice. Gli odontoblasti secernono la matrice e stimolano la sua riparazione per tutta la vita adulta.

SMALTO: è il composto più duro del nostro corpo, costituito per il 90% di idrossiapatite.

In questo caso essi contengono molti altri ioni, fra cui la

FLUOROAPATITE, responsabile della resistenza a

microrganismi acidi (dentifricio e acqua)

Esso è formato dalla sovrapposizione cilindrica dei PRISMI DELLO SMALTO,

responsabile della resistenza dei denti alla pressione della masticazione

La matrice dello smalto viene sintetizzate dagli AMELOBLASTI, cellule derivanti dalla cavità embrionale orale.

Essi producono il GERME DENTALE e i loro PROCESSI AMELOBLASTICI contengono granuli secretori che concorrono a secernere produrre le

proteine della matrice. La mineralizzazione della matrice avviene molto rapidamente e la crescita dei cristalli dipende dalla proteina AMELOGENINA.

Gli ameloblasti e gli odontoblasti concorrono a produrre le 52 GEMME DENTALI, 20 per i denti primario (che si sviluppano dal sesto mese di

vita embrionale) e 32 per i secondari (che crescono fino al sesto anno di vita)

PARODONTO: è composto da (^) CEMENTO-> la struttura che ricopre la dentina della radice nella porzione apicale. Le sue cellule, i CEMENTOCITI,

concorrono al sostenimento della matrice circostante e reagiscono agli stress rimodellandola

LEGAMENTO PARODENTALE-> costituito da fasci di fibre di collagene concorre al collegamento tra cemento e osso alveolare. Riceve gli stimoli

nutritivi e sensitivi, sostiene il dente e protegge l’alveolo stesso dalla pressione della masticazione

OSSO ALVEOLARE-> costituito da OSTEOCITI E OSTEOBLASTI, anche se non ha la medesima struttura delle ossa, concorre al

rimodellamento continuo della matrice. Esso é collegato al cemento mediante il legamento parodontale

GENGIVA-> adesa al periostio mandibolare e mascellare, essa si connette allo smalto mediante il SOLCO GENGIVALE, che circonda il colletto del

dente; L’EPITELIO GIUNZIONALE, invece, opera come una cuticola sullo smalto.

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LA CUTE: FUNZIONE PROTETTIVA: barriera contro agenti patogeni, termici e meccanici mediante la stimolazione di linfociti o cellule che presentino antigeni per la risposta immunitaria FUNZIONE SENSITIVA: la cute è ricca di sensori ambientali e meccanorecettori che regolano la nostra interazione con gli oggetti fisici FUNZIONE TERMOREGOLATRICE: mediante il tessuto adiposo o i capelli sul capo la cute evita la dispersione termica, mentre con il rilascio di sudore la si stimola. FUNZIONE METABOLICA: le cellule della cute producono vitamina D, necessaria al metabolismo degli ioni calcio FUNZIONE SESSUALE: mediante alcuni fattori dell’attrazione fra sessi, come i peli o la pigmentazione , si risale allo stato di salute EPIDERMIDE: è in contatto con il derma dal quale riceve nutrienti e ossigeno. Nella zona di adesione dei due tessuti rinvengono molteplici creste e solchi (IMPRONTE DIGITALI)

CHERATINOCITI

MELANOCITI CELLULE DI LANGERHANS CELLULE DI MERKEL

L’epidermide distingue due tipi di cute: SPESSA (mani,piedi) SOTTILI (tutto il corpo) dal derma all’epidermide essi sono in 5 strati: STRATO BASALE: singolo strato di cellule appiattite sulla M. basale della giunzione epidermide-derma, fortemente adese da emidesmosomi e desmosomi. Vi è un’intensa attività mitotica-> l’epidermide viene sostituita ogni 15/30g. Vi sono molti filamenti intermedi costituiti da CHERATINE STRATO SPINOSO: è lo strato più spesso e le cellule sintetizzano cheratine dal loro citoplasma. I filamenti di cheratine si organizzano in TONOFIBRILLE. Alle estremità di queste le cellule producono numerose estroflessioni, SPINE, che proteggono gli epiteli frequentemente soggetti a pressione o frizione(piedi). STRATO GRANULOSO: 3/5 strati di cellule cheratinizzate che si associano in TONOFIBRILLE e formano intense strutture tridimensionali. Importanti strutture sono anche i GRANULI LAMELLARI, costituiti da lamelle granulose ricche di lipidi che, andando incontro a esocitosi, vengono rilasciati e concorrono all’occlusione di microorganismi e di eventuali perdite d’acqua STRATO LUCIDO: i cheratinociti sono immersi in un sottile strato traslucido (solo nella cute spesa) STRATO CORNEO: 15/20 strati di cellule cheratinizzate dette SQUAME, che vengono continuamente desquamante per la rottura di giunzioni o di involucri ricchi di lipidi responsabili della pigmentazione cutanea mediante MELANINA La sintesi inizia trai prolungamenti citoplasmatici dove l’enzima TIROSINASI (GOLGI) secerne prima 3,4diidrossifenilananina poi tirosina e infine melanina. Questa di accumula in organuli alle estremità dei prolungamenti, MELANOSOMI, che vengono poi fagocitati dai cheranociti che li accumulano al loro interno. Questi, prima della cheratinizzazione, formano dei cappucci protettivi per il DNA dai mutageni dei raggi UV. Quando un microorganismo invade l’epidermide si attivano sempre i dendriti posti fra i prolungamenti citoplasmatici del tessuto dove queste cellule sintetizzano gli antigeni per l’azione immunitaria dei linfociti T. Meccanorecettori su polpastrelli, mani e piedi. DERMA: connette l’epidermide allo stato sottocutaneo e fornisce, con il suo microcircolo, i nutrienti che per la MEMBRANA BASALE diffondono all’epidermide. È formato da due strati: STRATO PAPILLARE: connettivo lasso contenente le papille dermiche, collagene e fibroblasti STRATO RETICOLARE: connettivo denso contenente collagene e fibre elastiche per la cute I vasi formano due plessi: PLESSO SUBPAPILLARE: ricco letto capillare nutrizio nelle papille, tra i due strati del derma PLESSO PROFONDO: vasi più grandi tra derma e sottocutaneo I vasi svolgono e la funzione termoregolatrice: grazie alla presenza di numerosi shunt che rallentano o velocizzano il flusso sanguigno nei capillari rispettivamente diminuire o meno la dispersione termica corporea SOTTOCUTANEO: connettivo lasso che commette il derma agli organi sottostanti. Contiene adipociti e un’estesa rete vascolare che favorisce l’assorbimento di medicinali ad iniezione sottocutanea come l’insulina I 8 dr Estrato basale-spimosol (stra to^ spimoso ) d Cbdsale (^) ) dr q - - \ ~ \

APPARATO RIPRODUTTIVO FEMMINILE:

2 OVAIE, 2 TUBE UTERINE, UTERO, VAGINA, GENITALI ESTERNI

organi a forma di mandorla secernenti ormoni sessuali. Superficialmente-) EPITELIO SUPERFICIALE Più abbondante-> CORTICALE, stroma ricco di follicoli Intensamente-> MIDOLLARE, connettivo lasso Produrre i GAMETI FEMMINILI=OVOCITI

OVOGENESI
  1. Le CELLULE GERMINALI PRIMORDIALI migrano nelle gonadi
  2. Si dividono in OVOGONI
  3. Gli ovogoni entrano nella PROFASE della meiosi I e diventano OVOCITI PRIMARI, circondati da CELLULE FOLLICOLARI—
> FOLLICOLO OVARICO
  1. Dopo la sinapsi e la ricombinazione, la meiosi si arresta
  2. Molti ovociti muoiono per ATRESIA

Durante il mestruo un follicolo cresce e diventa FOLLICOLO DOMINANTE, va in contro all’ovulazione, mentre gli altri muoiono per atresia=apoptosi e distravo delle cellule della granulosa; collasso della zona pellucida; autolisi dell’ovocita. CRESCITA FOLLICOLARE: grazie al rilascio dell’ormone FSH, follicolostimolante, (IPOFISI) un gruppo di FOLLICOLI PRIMORDIALI (della vita fetale) crescono e si differenziano provocando: 1. CRESCITA DELLA CELLULA E DEL NUCLEO

  1. AUMENTO MITOCONDRI E RER
  2. GOLGI VA IN PERIFERIA
  3. NASCITA DEI GRANULI SECRETORI CORTICALI> per esocitosi liberano proteasi

Le CELLULE FOLLICOLARI producono un epitelio cubico che riveste l’ovocita—> FOLLICOLO PIMAIO UNILAMINARE LE CELLULE FOLLICOLAI proliferano generando un epitelio stratificato—> GRANULOSA e FOLLICOLO PIMSIO MULTILAMINARE Tra l’ovocita e la granulosa di forma la ZONA PELLUCIDA, ricca di materiale EXTRACELLULARE, che attira gli spermatozoi e attiva il loro ACROSOMA. Le CELLULE DELLO STROMA DEL FOLLICOLO producono due teche: INTERNA, contenente cellule secernenti estrogeni distribuiti in tutto il corpo ESTERNA, contenente cellule muscolari lisce. I follicoli scendono nell’ovaio e producono LIQUIDO FOLLICOLARE in piccoli spazi. Il più grande di questi, L’ANTRO, viene raggiunto dalle cellule della granulosa che danno vita al FOLLICOLO ANTRALE O SECONDARIO. Il follicolo maturo si ottiene circa 90g dopo l’inizio del suo sviluppo. OVULAZIONE: 1. al 14g del ciclo l’ovocita lascia l’ovaio

  1. Il follicolo dominante sviluppa un’aerea ischemica LO STIGMA
  2. prima dell’ovulazione l’ovocita riprende la meiosi producendo

PRIMO GLOBULO POLARE: privo di vita viene espulso OVOCITA SECONDARIO: contenente tutto il citoplasma, inizia la METAFASE della meiosi II che non verrà mai completata prima della fecondazione solo se avviene la fecondazione la meiosi II viene completata CORPO LUTEO : L’ovocita secondario, ovulato, si differenziano nel CORPO LUTEO-> una ghiandola endocrina temporanea A causa della degradazione delle cellule della granulosa e della teca, consegue una mancata produzione di progesterone che culmina con il ciclo mestruale. La mancanza di progesterone, nel caso di fecondazione, viene ovviata dal corpo luteo detto GRAVIDICO, fino al 5 mese dove la sua funzione viene sostituita dalla placentata e il corpo viene degradato. dr 2 z }

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GHIANDOLE ENDOCRINE: producono il loro secreto, GLI ORMONI, mediante i capillari a tutto l’organismo SECREZIONE ENDOCRINA producono ormoni che agiscono solo a breve distanza SECREZIONE PARACRINA producono molecole in grado di agire su di loro o su cellule dello stesso tipo SECREZIONE AUTOCRINA le cellule sono di origine epiteliale e si aggregano in gruppi di cellule endocrine

ORMONI IDROFILI:

hanno i recettori sulla superficie di altre cellule

ORMONI IDROFOBICI:

diffondono per membrana e attivano recettori citoplasmatici nelle cellule

IPOFISI

osso SFENOIDE dell’encefalo ADENOIPOFISI: originata dalla cavità orale primitiva NEUROIPOFISI: originata dalla gemma del futuro diencefalo che si PARS DISTALIS: cellule cromofile e cromofobe all’interno della tasca ipofisaria (^) accresce verso il basso formando il PENDUNCOLO BASOFILE e ACIDOFILE MAMMOTROPE SOMATOTROPE GONADOTROPE TIREOTROPE CORTICOTROPE PARS TUBERALIS: circonda l’infundibolo GONADOTROPE PARS INTERMEDIA: BASOFILE e CROMOFOBE PARS NERVOSA e PENDUNCOLO: tessuto nervoso e neuroni (assoni più grandi e porzione secernente più sviluppata)

  • ORMONE ANTIDIURETICO: aumenta la permeabilità dell’acqua nei tubuli

renali, promuovendo l’equilibrio osmotico

  • OSSITOCINA: stimola la contrazione dell’utero durante il parto e le cellule

mioepiteliali delle ghiandole mammarie durante l’allattamento Questi vengono rilasciati dai neurosecretori, a seguito di impulsi nervosi degli assoni, per poi essere distribuiti mediante i capillari

CONTROLLO DELL’ADENOIPOFISI

FEEDBACK NEGATIVO ORMONI IPOTALAMICI (rilasciati o inibenti) SISTEMA PORTALE IPOTALAMO-IPOFISARIO: il collegamento tra ipofisi e ipotalamo fornisce un’ottima irrorazione sanguigna dalla CAROTIDE ARTERIE IPOFISARIE SUPEIORI irrorano la neuroipofisi ARTERIE IPOFISARIE INFERIORI irrorano il penduncolo e l’infundibolo PLESSO CAPILLARE PRIMARIO-> forma il PLESSO CAPILLARE SECONDARIO che irrora l’adenoipofisi questi vasi costituiscono il sistema PORTALE I-I essenziale poiché trasporta i neuropeptidi all’adenoipofisi, controllandone la secrezione ormonale arterie inferiori confluiscono anche gli assoni del TRATTO I-I: gli ormoni ADH e OSSITOCTOCINA sono sintetizzati dai neuroni localizzati nel nucleo PARAVENTRICOLARE e SOPRAOTTICO e arrivano nella neuroipofisi grazie al flusso assonico del tratto che li rilascia ai capillari

GHIANDOLA SURRENALE

sopra i reni ghiandola appiattita a mezzaluna CORTICALE (periferia)-> origina del mesoderma e contiene 3 zone ZONA GROMERULARE: MINERALCORTICOIDI-> Aldosterone ZONA FASCICOLATA: GLUCOCORTICOIDI-> Cortisolo (pericoloso

ZONA RETICOLARE: DEBOLI ANDROGENI

quindi controllato da ACTH) MIDOLLARE (centro)-> origina dalla cresta neurale e contiene CELLULE CROMAFFINI-> NORADRENALINA e ADRENALINA Le arterie surrenali superiori, inferiori e centrali formano un plesso da cui dipartono le arteriole che irrorano entrambe le zone. Da qui si sviluppa un plesso secondario capillare che irrora la corticale e con il sangue refluo irrora la midollare

ISOLOTTI PANCREATICI

masse di t. endocrino intercalate fra gli acini del pancreas esocrino, separati da fibre reticolari

CELLULE A:

GLUCAGONE CELLULE B: L’INSULINA CELLULE D: SOMATOSTATINA CELLULE PP: POLIPEPTIDE PANCREATICO SISTEMA NEUROENDOCRINO

Le CELLULE ENTEROCROMAFFINI sparse negli isolotti e nei dotti pancreatici agiscono influenzando le cellule secernenti e contrattili attigue sono considerate neuroendocrine poiché producono molecole simili a neurotrasmettitori, come la SEROTONINA d /

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APPARATO RIPRODUTTIVO MASCHILE:testicoli, dotti genitali, ghiandole accessorie, pene secrezioni necessarie al nutrimento degli spermatozoi SPERMATOZOI e ormoni come il TESTOSTERONE spermatozoi +secrezioni = SPERMA

TESTICOLI

ogni testicolo é circondato dalla TONACA ALBUGINEA, che si ispessisce posteriormente formando il MEDIASINO TESTICOLARE da esso setti si introducono nei testicoli dividendoli in LOBULI cellule interstiziali secernenti testosterone + più TUBULI SEMINIFERI dove si producono gli spermatozoi

CAVITÁ ADDOMINALE EMBRIONALE -> SACCA SCROTALE

Qui ogni testicolo conserva un involucro esterno: LA TONACA VAGINALE ESTERNAMENTE:riveste lo scroto INTERNAMENTE: riveste la tonaca albuginea Nel liquido interstiziale dei tubuli seminiferi, le CELLULE INTERSTIZIALI sviluppate iniziano a produrre testosterone,^ ormone steroideo dello sviluppo dei caratteri sessuali maschili non appena l’ipotalamo inizi a rilasciare “ORMONE STIMOLANTE LE CELLULE INTERSTIZIALI” I tubuli seminiferi sono collegati, tramite un segmento, alla RETE TESTIS, ricca di canali di cui una ventina, I DUTTULI EFFERENTI, connettono la rete con la testa dell’EPIDIDIMO. Ogni tubulo seminiferous è rivestito da un TESSUTO SEMINIFERO contenente due tipi di cellule: CELLULE DI SERTOLI nutrono e sostengono le cellule della linea spermatogenica essendo queste isolate, mediante la BARRIERA EMATO-TESTICOLARE, da eventuali attacchi autoimmunitari secernono continuamente il liquido che trasporta i nuovi spermatozoi fuori dal testicolo e L’INIBINA, glicoproteina che inibisce il rilascio di FSH i loro lisosomi fagocitano il citoplasma in eccesso prodotto durante la spermiogenesi LE CELLULE DELLA LINE SPERMATOGENICA-> coinvolte nel processo di SPERMATOGENESI iniziano anch’esse a dividersi ma, dopo una telofase, avviene una CITOCHINESI incompleta per cui in tutte le rimanenti divisioni meiotiche e mitotiche le cellule rimangono connesse da una comunicazione citoplasmatica

SPERMIOGENESI

SE GOLGI: vescicole proacrosomial, dal Golgi, si fondono in un CAPPUCCIO ACROSOMIALE. I centrioli migrano lontano da esso e uno di questi organizza l’assonema del flagello

: ACROSOMA, NUCLEO, FLAGELLO

FASE DEL CAPPUCCIO: il cappuccio si espande e copre circa la metà del nucleo in formazione. L’acrosoma contiene svariati enzimi che vengono rilasciati quando lo spermatozoo incontra un ovulo, permettendo la digestione delle due strutture che lo circondano (REAZIONE ACROSOMIALE) FASE ACROSOMIALE: la testa dello spermatozoo rimane immersa nelle cellule di Sertoli, mentre il flagello continua a crescere fino a che i mitocondri formano intorno ad esso una zona ricca di ATP necessario si movimenti stessi del flagello (TRATTO INTERMEDIO) FASE DI MATURAZIONE: il citoplasma viene eliminato come corpo residuo e gli spermatozoi, non ancora funzionali, sono rilasciati nel lume del tubulo

DOTTI INTRATESTICOLARI DOTTI GENITALI

altre staminali TUBULI RETTI, RETE TESTIS, DUTTILI EFFERENTI La rete testis è costituita da cellule cigliate e non cigliate. Le seconde assorbono il liquido secreto dalle cellule di Sertoli e le prime lo smuovono convogliando gli spermatozooi in esso verso all’epididimo EPIDIDIMO, DOTTO DEFERENTE, URETRA L’epididimo è costituito da una testa , un corpo e una coda e si trova posteriormente e superiormente ad ogni testicolo. Durante il trasporto accade: l’acquisizione della capacità di muoversi, maturazione dell’acrosoma. Il fluido entro l’epididimo contiene fattori di decapacitazione che bloccano la fecondazione fino alla loro rimozione nelle vie genitali femminili (CAPACITAZIONE). Il dotto dell’epididimo è rivestito da cellule principali che rimuovono i corpi residui non eliminati dalle cellule di Sertoli. L’epitelio dell’epididimo contiene invece cellule muscolari lisce, le cui contrazioni spostano gli spermatozoi rapidamente lungo il dotto. Il dotto deferente è lungo e dotato di una parete muscolare. Esso continua fino all’uretra e si svuota in essa. Ogni dotto oltrepassa la vescica urinaria dove si dilata nell’AMPOLLA; dentro la ghiandola prostatica le ampolle infondono con le vescicherete seminali formando DOTTI EIACULATORI nell’URETRA PROSTATICA. dr Ir . z z 2 I ~>

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GHIANDOLE ACCESSORIE:

Le vescichette seminali sono ghiandole esocrine che producono una sostanza viscosa e giallognola composta da: FRUTTOSIO (fonte energetica), PROSTAGLANDINE (stimola l’attività nelle vie genitali femminili), FIBRINOGENO (coagula il seme dopo l’eiaculazione La prostata è un insieme di 30/50 ghiandole ramificate, che riversano il loro secreto nell’uretra prostatica. Esse si trovano in 3 zone: ZONA DI TRANSIZIONE (ghiandole mucose), ZONA CENTRALE (ghiandole sottomucose), ZONA PERIFERICA (ghiandole principali della prostata). Tutte producono il liquido prostatico (glicoproteine, enzimi e piccole molecole) che si accumula fino all’eiaculazione. Importante è l’antigene prostata-specifico, che aiuta a liquefare il seme coagulato per consentirne il lento rilascio dello sperma dopo l’eiaculazione Le ghiandole bulbo-uretrali rilasciano il loro secreto in prossimità dell’uretra peniena. Durante l’elezione queste rilasciano un secreto, simile a muco, che lubrifica l’uretra per il passaggio dello sperma.

PENE

due masse di tessuto erettile: 1. CORPO CAVERNOSO-> dorsalmente, ricoperto dalla TONACA ALBUGINEA

  1. CORPO SPONGIOSO-> intorno l’uretra. Si espande formando il GLANDE

L’URETRA: rivestita da ghiandole uretrali secernenti muco. Se non é avvenuta circoncisione, il glande è ricoperto dal PREPUZIO, una plica retrattile di pelle e ghiandole sebacee. I tre tessuti erettili sono composti da molteplici SPAZI CAVERNOSI. Le arterie si ramificano al loro interno a formare le PICCOLE ARTERIE ELICINE (portano sangue agli spazi vascolari cavernosi). L’EREZIONE del pene consegue al riempimento di sangue degli spazi cavernosi dei due corpi cavernosi e del corpo spongioso.

  • La stimolazione parasimpatica rilassa il tessuto muscolare e dilata le arterie per aumentare il flusso sanguigno. Gli spazi cavernosi colmi si

allargano e comprimono le vene dorsali bloccando il deflusso ematico venoso e determinando la rigidità dei cilindri erettili.

  • La stimolazione simpatica inizia con l’eiaculazione che riduce l’afflusso di sangue agli spazi e permette alle vene di riaprirsi e drenare la

maggior parte del sangue dal tessuto erettile.

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