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L'italia e la prima guerra mondiale
Tipologia: Appunti
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L’ Italia e la I guerra mondiale Un aspetto particolare della Grande Guerra: l’intervento dell’Italia. Dall’iniziale neutralità all’internvento, e il dibattito tra i neutralisti ed interventisti. Prima diciamo qualcosa sull’assetto internazionale nel 1914. L’Italia è coinvolta nella triplice allenza con Austria e Germania, Alleanza difensiva, che vincola i paesi ad intervenire in un conflitto solo se fossero stati altri paesi ad attaccare uno degli alleati. Il conflitto scoppio tra il luglio e l’agosto del 1914 dopo l’attentato di Sarajevo. L’Austria attacca la Serbia, scatta il gioco delle alleanze. La Germania dichiara guerra a Russia e Francia, passa attraverso il neutrale Belgio e scatta l’intervento inglese in difesa della neutralità del Belgio. Austria e Germania attaccano per prime e l’italia non è tenuta ad intervenire. Iniziale neutralità Quando scoppia la crisi tra Austria e Serbia in Italia l’eventualità di un intervento in favore degli Imperi Centrali non era popolare. La tradizione risorgimentale era antiaustriaca, anche perché Trento e Trieste erano ancora in mano austriache. Inoltre l’Italia aveva ottime relazioni commerciali con Francia e Inghilterra. Inoltre la Triplice Alleanza era un patto difensivo, il 2 agosto dichiara la sua neutralità. L’Italia non interviene, la guerra entra subito in una situazione di stallo. L’Italia ne approfitta e occupa la città di Valona (9 dicembre 1914), forte del fatto che nessuna potenza straniera avrebbe protestato perché l’Italia avrebbe potuto entrare in campo sul fronte opposto a quello del protestante. L’Italia tratta la sua neutralità con gli “alleati” l’Austria e chiede Trento e Triste, nel marzo 1915 la Germania convince l’Austria e concedere Trento e Triste per guadagnare la neutralità dell’Italia. Il dibattito in Italia era tra interventisti e neutralisti. Interventisti: schieramento eterogeneo Sinistra Mussolini Nazionalisti Salandra e Sonnino Interventisti di Sinistra Nei cosiddetti interventisti di sinistra troviamo diverse correnti: repubblicani irredentisti, che volevano le terre irredente, antiaustriaci, eredi dell’epopea risorgimentale avevano l’obiettivo di completare l’unificazione italiana Radicali e Social riformisti: Social Riformisti nati nel 1912 dalla scissione del P.S. durante la protesta contro la guerra in Libia, ispirati dal riformismo inglese. I leaders erano Ivanoe Bonomi e Leonida Bissolati, vicini alla Francia e avversi agli imperi centrali. Sindacalisti rivoluzionari: ispirati da George Sorel (Considerazioni sulla violenza), la guerra avrebbe rovesciato l’assetto europeo e avrebbe anche dato il via alla rivoluzione.
Benito Mussolini, fino all’ottobre 1914 era stato un socialista rivoluzionario e aveva diretto del giornale ufficiale l’Avanti. Nei primi mesi di guerra l’avanti di mussolini era a favore della neutralità italiana. Alla fine di ottobre modifica la propria posizione, diventa interventista, e la esplicita in un articolo. Espulso da partito e si dimette da direttore del giornale, fonda il Popolo d’Italia, prima quotidiano socialista e poi
giornale ufficiale del fascismo. Sul popolo di Italia Mussolini porta avanti una campagna accesa in favore dell’intervento italiano con toni accesi. Nazionalisti della Società Nazionale Italiana fondata da corradini. Non era segno di una grande potenza rimanere neutrali. In principio avevano una posizione conservatrice in favore degli imperi centrali, mutano poi per l’alleanza con l’intesa. Salandra e Sonnino, liberali e conservatori, favorevoli all’intervento, un intervento breve che avrebbe dato all’Italia prestigio e vantaggi internazionali, maggiore potere al governo per garantire solidità anche per favorire una svolta autoritaria per affrontare i conflitti sociali. La settimana rossa Dal 1871 non c’erano moti rivoluzionari. Giugno 2014 rivolta in Italia. Contesto: Italia anni ‘ Giolitti presiede un governo liberale che ha introdotto nel 1912 il suffragio universale maschile. Politica estera: Giolitti si era impegnato nella guerra turca 1914 Giolitti attaccato dai Socialisti, marzo 1914 si dimette e viene nominato presidente Salandra Mussolini, trentenno direttore dell’Avanti, porta i rivoluzionari ad assumere la direzione del Partito Cgil si scinde e nasce la Usi, sindacalisti rivoluzionari Lotta Anarchica, 1913 torna in Italia Errico Malatesta Il clima politico alla vigilia della guerra aveva un confronto radicale tra proletariato e borghesia Spazzare via la politica riformista per tentare la rivoluzione a partire da un grande sciopero generale Una galassia fatta di repubblicani, Usi, anarchici, socialisti. La guerra di Libia dimostra che Giolitti seguiva una politica imperialista Mussolini porta i rivoluzionari a guidare il partito socialista I nazionalisti Non c’era un modello di rivoluzione in atto. In Italia c’erano idee rivoluzionarie in tutti i settori. Settimana rossa I pilastri della borghesia sono la chiesa e il militarismo. Errico Malatesta architetta la campagna antimilitarista. Masetti “W l’anarchia, abbasso la guerra”. Antonio Moroni si somma Malatesta ad Ancona dichiara una giornata di protesta per le vittime del militarismo Il 7 giugno, festa dello statuto Salandra vieta la manifestazione, ad Ancona alla sede del partito repubblicano si riuniscono 500 attivisti per i comizi di Malatesta e Nenni, giovane repubblicano infiammato. Finiti i comizi gli attivisti si riversano nelle strade e si scontrano con la forza pubblica. I carabinieri aprono il fuoco e uccidono tre uomini
23 maggio 1915 l’Italia dichiara guerra all’Austria-Ungheria. Mack Smith scrive: come doveva fare nel 1922 (non viene fermata la marcia su Roma) il re messo nella necessità di scegliere tra il parlamento e i demagoghi preferì quest’ultimi e non esisteva mezzo costituzionale per impedirglielo.