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La Repubblica Italiana: Dall'Immediato Dopoguerra al Miracolo Economico, Appunti di Storia Contemporanea

Tutti gli avvenimenti post guerra nella neo Italia capeggiata da Alcide De Gasperi

Tipologia: Appunti

2021/2022

Caricato il 14/05/2022

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rossella-russo-10 🇮🇹

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L’Italia Repubblicana
L’Italia del dopo guerra si trovava in condizioni disastrose:!
-Abitazioni distrutte dai bombardamenti!
-Inflazione galoppante e disoccupazione estrema !
-Profondo divario tra Nord e Sud (soprattutto nel mezzogiorno era diusa la malavita legata al contrabbando per
cui si assisteva a una ripresa del fenomeno mafioso)!
Il compito di arontare questi problemi spettava ai partiti che si erano raccolti nel Comitato di Liberazione
Nazionale (CLN) e che già di fatto esercitavano un ruolo di governo. Il ritorno alla vita democratica si era
accompagnato a una crescita della partecipazione politica favorita dalle forze organizzate su basi di massa con
capacità organizzative con gran numero di aderenti facenti capo a un unico centro dirigente; i più attrezzati su
questo punto di vista erano i partiti di sinistra (partito socialista, partito comunista).!
Fra gli altri partiti l’unico in grado di competere le sinistre sul piano dell’organizzazione di massa era la Democrazia
Cristiana in cui il segretario era Alcide De Gasperi che godeva del supporto della chiesa.!
Il partito liberale invece, poteva contare su una serie di adesioni illustre come quella di Luigi Einaudi e Benedetto
Croce oltre che al sostegno della grande industria dei proprietari terrieri. !
Vi era anche il partito d’azione a cui era stato adato molto prestigio per il contributo dato alla lotta partigiana e si
faceva anche promotore di ampie riforme sociali ma era privo di una base di massa e faticava trovare una sua
identità e si sarebbe presto sciolto.!
Un ruolo importante nell’Italia del dopo guerra fu svolto anche dalla Confederazione Generale Italiana del lavoro
(Cgil) che riuscì a realizzare importanti e durevoli conquiste normative come!
-l’introduzione di un meccanismo di scala mobile per la adeguamento automatico dei salari al costo della vita !
-una rigida disciplina dei licenziamenti!
-Un maggiore egualitarismo retributivo fra i lavoratori delle diverse categorie!
La prima occasione di confronto fra i partiti fu nello scegliere il nuovo capo di governo il cui ruolo fu adato a
Ferruccio Parri che fece una serie di provvedimenti volti a colpire con forti tasse le grandi imprese per favorire le
piccole medie aziende ma in questo modo attirò l’opposizione in particolare del partito liberale che gli tolse la
fiducia al governo determinando nella caduta. La DC riuscì allora imporre la candidatura del suo leader Alcide De
Gasperi.!
All’inizio del 1946 il governo fisso al 2 giugno la data per le elezioni dell’assemblea costituente che doveva scrivere
la nuova costituzione italiana; inoltre lo stesso giorno italiani sarebbero stati chiamati a votare mediante
referendum se mantenere in vita la monarchia o fare dell’Italia una Repubblica. Le votazioni furono caratterizzate
da un’auenza senza precedenti pari al 90% dei partecipanti in cui la Repubblica prevalse. Nelle elezioni per la
costituente la DC si aermò come primo partito e venne istituito come presidente la Repubblica provvisorio Enrico
De Nicola.!
La costituzione entrò in vigore il 1 gennaio del 1948 e si ispirava ai modelli democratici ottocenteschi dove dava
vita a un sistema parlamentare col governo responsabile di fronte alle due camere (dei deputati e del senato) e alle
camere spettava il compito di scegliere un presidente la Repubblica con carica di 7 anni con funzioni di garanzia e
rappresentanza dell’unità nazionale. Era inoltre prevista una corte costituzionale che vigila sulla conformità delle
leggi alla costituzione e che le leggi potessero essere sottoposte a referendum abrogativo in cui potevano essere
annullate o sostituite alcune parte dietro richiesta di almeno 500.000 cittadini. Si decise inoltre attraverso l’art.7 di
mantenere i patti lateranensi stipulati durante regime fascista come accordi tra Stato e chiesa. Inoltre fu scelto un
sistema elettorale proporzionale in cui veniva assegnato un numero di seggi proporzionale ai voti raccolti che
faceva dei partiti gli arbitri della politica italiana. !
L’assemblea inoltre fu chiamata anche ad arontare la ratificazione del trattato di pace che era stata firmata a Parigi
con gli Stati vincitori della guerra mondiale in cui l’Italia fu trattata come una nazione sconfitta che dovette pagare
riparazioni agli Stati che aveva attaccato e dovette ridurre le forze armate perdendo anche tutte le sue colonie.!
Nel 48 in poi i partiti si impegnarono una gara sempre più accanita in vista delle elezioni politiche che avrebbero
dato alla Repubblica il suo primo parlamento. Caratteristica di questa campagna elettorale fu la scelta fra due
schieramenti distinti ossia quello della DC e quello dell’opposizione rappresentato dal partito socialista dal partito
comunista. !
Nella sua campagna elettorale De Gasperi poté giovarsi dell’aiuto di:!
-Chiesa!
-Stati Uniti che li presentarono come i più accreditati e minacciarono la sospensione degli aiuti del piano Marshall
in caso di vittoria dell’opposizione!
Socialisti e comunisti invece furono fortemente danneggiati da una stretta adesione alla causa dell’Urss !
Le elezioni si conclusero con il successo del partito cattolico (DC) con il 48,5% dei voti e la maggioranza assoluta
dei seggi alla camera.!
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L’Italia Repubblicana

L’Italia del dopo guerra si trovava in condizioni disastrose: -Abitazioni distrutte dai bombardamenti -Inflazione galoppante e disoccupazione estrema -Profondo divario tra Nord e Sud (soprattutto nel mezzogiorno era diffusa la malavita legata al contrabbando per cui si assisteva a una ripresa del fenomeno mafioso) Il compito di affrontare questi problemi spettava ai partiti che si erano raccolti nel Comitato di Liberazione Nazionale (CLN) e che già di fatto esercitavano un ruolo di governo. Il ritorno alla vita democratica si era accompagnato a una crescita della partecipazione politica favorita dalle forze organizzate su basi di massa con capacità organizzative con gran numero di aderenti facenti capo a un unico centro dirigente; i più attrezzati su questo punto di vista erano i partiti di sinistra (partito socialista, partito comunista). Fra gli altri partiti l’unico in grado di competere le sinistre sul piano dell’organizzazione di massa era la Democrazia Cristiana in cui il segretario era Alcide De Gasperi che godeva del supporto della chiesa. Il partito liberale invece, poteva contare su una serie di adesioni illustre come quella di Luigi Einaudi e Benedetto Croce oltre che al sostegno della grande industria dei proprietari terrieri. Vi era anche il partito d’azione a cui era stato affidato molto prestigio per il contributo dato alla lotta partigiana e si faceva anche promotore di ampie riforme sociali ma era privo di una base di massa e faticava trovare una sua identità e si sarebbe presto sciolto. Un ruolo importante nell’Italia del dopo guerra fu svolto anche dalla Confederazione Generale Italiana del lavoro ( Cgil ) che riuscì a realizzare importanti e durevoli conquiste normative come

  • l’introduzione di un meccanismo di scala mobile per la adeguamento automatico dei salari al costo della vita
  • una rigida disciplina dei licenziamenti
  • Un maggiore egualitarismo retributivo fra i lavoratori delle diverse categorie La prima occasione di confronto fra i partiti fu nello scegliere il nuovo capo di governo il cui ruolo fu affidato a Ferruccio Parri che fece una serie di provvedimenti volti a colpire con forti tasse le grandi imprese per favorire le piccole medie aziende ma in questo modo attirò l’opposizione in particolare del partito liberale che gli tolse la fiducia al governo determinando nella caduta. La DC riuscì allora imporre la candidatura del suo leader Alcide De Gasperi. All’inizio del 1946 il governo fisso al 2 giugno la data per le elezioni dell’assemblea costituente che doveva scrivere la nuova costituzione italiana; inoltre lo stesso giorno italiani sarebbero stati chiamati a votare mediante referendum se mantenere in vita la monarchia o fare dell’Italia una Repubblica. Le votazioni furono caratterizzate da un’affluenza senza precedenti pari al 90% dei partecipanti in cui la Repubblica prevalse. Nelle elezioni per la costituente la DC si affermò come primo partito e venne istituito come presidente la Repubblica provvisorio Enrico De Nicola. La costituzione entrò in vigore il 1 gennaio del 1948 e si ispirava ai modelli democratici ottocenteschi dove dava vita a un sistema parlamentare col governo responsabile di fronte alle due camere (dei deputati e del senato) e alle camere spettava il compito di scegliere un presidente la Repubblica con carica di 7 anni con funzioni di garanzia e rappresentanza dell’unità nazionale. Era inoltre prevista una corte costituzionale che vigila sulla conformità delle leggi alla costituzione e che le leggi potessero essere sottoposte a referendum abrogativo in cui potevano essere annullate o sostituite alcune parte dietro richiesta di almeno 500.000 cittadini. Si decise inoltre attraverso l’art.7 di mantenere i patti lateranensi stipulati durante regime fascista come accordi tra Stato e chiesa. Inoltre fu scelto un sistema elettorale proporzionale in cui veniva assegnato un numero di seggi proporzionale ai voti raccolti che faceva dei partiti gli arbitri della politica italiana. L’assemblea inoltre fu chiamata anche ad affrontare la ratificazione del trattato di pace che era stata firmata a Parigi con gli Stati vincitori della guerra mondiale in cui l’Italia fu trattata come una nazione sconfitta che dovette pagare riparazioni agli Stati che aveva attaccato e dovette ridurre le forze armate perdendo anche tutte le sue colonie. Nel 48 in poi i partiti si impegnarono una gara sempre più accanita in vista delle elezioni politiche che avrebbero dato alla Repubblica il suo primo parlamento. Caratteristica di questa campagna elettorale fu la scelta fra due schieramenti distinti ossia quello della DC e quello dell’opposizione rappresentato dal partito socialista dal partito comunista. Nella sua campagna elettorale De Gasperi poté giovarsi dell’aiuto di:
  • (^) Chiesa
  • (^) Stati Uniti che li presentarono come i più accreditati e minacciarono la sospensione degli aiuti del piano Marshall in caso di vittoria dell’opposizione Socialisti e comunisti invece furono fortemente danneggiati da una stretta adesione alla causa dell’Urss Le elezioni si conclusero con il successo del partito cattolico (DC) con il 48,5% dei voti e la maggioranza assoluta dei seggi alla camera.

In quello stesso anno ci fu una rottura interna della Cgil che fornì l’occasione alla DC per dar vita a una nuova confederazione la Cisl , si creò nello stesso tempo anche la Uil. Con le elezioni del 48 gli elettori italiani espressero quindi la volontà di un sistema economico di una collaborazione internazionale; nel governo De Gasperi il ministero del bilancio era presieduto dall’economista Luigi Einaudi che seguì una politica economica che aveva come scopi principali:

  • (^) Fine dell’inflazione
  • (^) Ritorno alla stabilità monetaria
  • (^) Risanamento del bilancio statale Da ciò attuò degli inasprimenti fiscali, svalutò la lira per favorire le esportazioni e incoraggiare il rientro dei capitali e limitò la circolazione della moneta che costrinse gli imprenditori commercianti a mettere sul mercato le scorte accumulate. Il risultato fu il recupero del potere d’acquisto della lira e i capitali rientrarono in Italia. Inoltre il governo per volontà di De Gasperi aderì al patto Atlantico e quindi alla Nato. La legislatura della DC era caratterizzata dal centrismo in cui riuscì a governare appoggiandosi a partiti minori e tenendo sempre fuori dalla maggioranza le ali più estreme di destra e sinistra. Componente essenziale della politica centrista era una dose di riformismo che rafforzava la base di consenso popolare dei partiti di governo. L’iniziativa più importante fu la riforma agraria che prevedeva il frazionamento di parte delle grandi proprietà terriere in ampie aree geografiche del mezzogiorno delle isole e anche del centro-Nord. Gli obiettivi erano:
  • (^) l’incremento della piccola impresa agricola
  • (^) il rafforzamento del ceto dei contadini indipendenti ma questi obiettivi si sarebbero rivelati illusori poiché le nuove piccole aziende agricole si dimostrarono poco vitali ed il tutto non servi a contenere il fenomeno di migrazione dalle campagne verso le città industrializzate. Contemporaneamente alla riforma agraria fu varata un’altra legge che istituiva la cassa per il mezzogiorno che era un nuovo ente pubblico che aveva lo scopo di promuovere lo sviluppo economico e civile delle regioni meridionali attraverso il finanziamento statale per le infrastrutture; il tutto ebbe effetti positivi sull’economia meridionale sul tenore di vita della popolazione ma non bastò a mettere in moto un processo di modernizzazione e a colmare il divario con le regioni del Nord. Costretti a fronteggiare la pressione della sinistra e minacciati dalla destra, De Gasperi e i suoi alleati tentarono di rendere inattaccabile la coalizione attraverso una modifica dei meccanismi elettorali in cui venivano assegnati il 65% dei seggi alla camera a quel gruppo di partiti “ apparentati ” (ossia uniti da una preventiva dichiarazione di alleanza) che tenessero almeno la metà +1 dei voti. Ci furono violente polemiche che ribattezzarono la legge come legge truffa. Nelle successive elezioni questa maggioranza non venne raggiunta e la legge subito dopo fu abolita e De Gasperi si dimise morendo un anno dopo. Dopo l’uscita di scena di De Gasperi ci furono diverse novità che mutarono il paese. La crescita economica si consolidava e vennero rafforzati gli scambi con l’estero. Fu presentato il cosiddetto piano Vanoni che indicava tra gli obiettivi prioritari della politica economica:
  • L’assorbimento della disoccupazione
  • L’eliminazione del divario fra Nord e sud All’inizio degli anni 60 i mutamenti economici e sociali legati al miracolo italiano accompagnarono l’ingresso dei socialisti nel di governo. Il presidente del consiglio incaricato fu Tambroni che non riuscendo a trovare un accordo tra le varie parti formò un governo monocolore composto da soli democristiani ma questa scelta suscitò le proteste della stessa DC i cui rappresentanti si dimisero dal governo. Quando approvò il congresso del movimento sociale Italiano in tutta Italia scoppiarono violente rivolte e Tambroni fu costretto a cedere e rimandare il congresso e successivamente si dimise sotto consiglio della stessa DC. Successivamente si formò un nuovo governo presieduto da Fanfani che aprì la stagione del centro-sinistra che si reggeva grazie all’astensione dei socialisti. Il programma di questo governo prevedevano:
  • Realizzazione della scuola media unificata (vennero aboliti gli istituti di avviamento professionale)
  • (^) Nazionalizzazione dell’industria elettrica (avvenuta con la creazione dell’ Enel ) Tre anni dopo il processo riformatore fu praticamente bloccato anche per il manifestarsi dei primi segni di sofferenza dell’economia che suggerivano una politica più cauta anche se i vari ostacoli erano all’interno della coalizione governativa. Si viene a formare un primo governo di centro-sinistra detto “organico” sotto la guida di Aldo Moro con la partecipazione dei socialisti. Nonostante le difficoltà questo governo durò a fasi alterne per oltre 10 anni ma il processo riformatore si bloccò per le resistenze della DC e delle componenti moderate della coalizione di governo.