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vita di prevert in tutta la sua totalità
Tipologia: Appunti
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I ragazzi che si amano si baciano in piedi Contro le porte della notte E i passanti che passano li segnano a dito Ma i ragazzi che si amano Non ci sono per nessuno Ed è la loro ombra soltanto Che trema nella notte Stimolando la rabbia dei passanti La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno Essi sono altrove molto più lontano della notte Molto più in alto del giorno Nell'abbagliante splendore del loro primo amore 20 anni dalla morte di Diana, non si spengono le voci riguardanti il coinvolgimento della famiglia reale in quel tragico incidente stradale del 31 agosto 1997. Ricostruzioni, indagini, teorie del complotto: nessuna ipotesi fino ad oggi formulata ha mai trovato un riscontro concreto. Nell’incidente d’auto morirono Diana Spancer, il compagno Dodi Al-Fayed e l’autista Henri Paul.
Ma cosa accadde realmente quella tragica notte sotto il tunnel di Place de l’Alma di Parigi?
Per l’opinione pubblica non vi erano quasi dubbi: la famiglia reale era coinvolta nella morte di Diana. A sostenere questa ipotesi, anche l’imprenditore Mohamed Al-Fayed, padre di Dodi. In particolar modo, il dito era puntato contro i servizi segreti britannici (MI6), esecutori materiali di un ordine ricevuto dall’alto. Queste teorie complottistiche non sono mai state confermate, sebbene nel corso degli anni siano emersi numerosi punti oscuri sull’incidente.
Diana stessa aveva dichiarato poco prima della morte di temere per la sua vita: sospettava che il suo ex marito Carlo volesse ucciderla simulando proprio un’incidnte d’auto. Le dichiarazioni della principessa erano scritte in una lettera di suo pugno consegnata al suo maggiordomo.
Secondo alcune voci non confermate, la motivazione sarebbe stata l’ipotentica gravidanza di Diana, in attesa di un bambino da Dodi.
Ad alimentare il fuoco dei complotti, le strane morti che seguirno l’incidente.
Una morte “misteriosa” fu quella del fotografo James Andanson, trovato morto suicida nei primi giorni del maggio del 2000. A quanto pare, avrebbe dichiarato di essere stato presente sulla sua Fiat Uno al momento dello schianto e di aver scattato alcune foto “esplosive” dell’incidente.
Queste sue confessioni furono raccolte dallo scrittore francese di noir Frédéric Dard, che dichiarò di non aver mai creduto alle parole di Andanson. Il 6 giugno del 2000, un mese dopo la morte dl fotografo, morì per un infarto.