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javascript e funzioni, Sintesi del corso di Informatica

questo file riguarda javascript

Tipologia: Sintesi del corso

2020/2021

Caricato il 01/03/2022

Emanuele23459
Emanuele23459 🇮🇹

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Java
Java è un linguaggio di alto livello, cioè più vicino al programmatore che
alla macchina, e orientato agli oggetti. Si può usare per scrivere
applicazioni di diversa natura ed è quindi considerato un linguaggio per usi
generali. Java è stato creato dalla Sun Microsystem che ne ha rilasciato la
prima versione nel 1996. Successivamente nel 2010, la Sun è stata
acquistata da Oracle. Java è un linguaggio semplice e divertente da
imparare, ed è un linguaggio di programmazione orientato agli oggetti,
cioè vengono messi a disposizione dei costrutti per trattare i concetti
fondamentali di oggetto, classe ed ereditarietà. Un’altra caratteristica
importante è la capacità di costruire applicazioni che sono portabili su
diverse piattaforme.
La portabilità è la capacità di un programma di essere eseguito su
piattaforme diverse senza dover essere modificato e ricompilato. Il termine
piattaforma si riferisce a processore e Sistema Operativo di un elaboratore.
Se si esegue la compilazione di un programma C/C++ su una piattaforma
Windows, quello che si ottiene è un programma eseguibile legato alla
piattaforma su cui è stato compilato, perché contiene istruzioni eseguibili
solo da quel particolare processore, e sfrutta le unità di quello specifico
sistema operativo. Un programma compilato così potrà girare sui sistemi
Windows ma non su quelli Linux. Per far eseguire il programma anche sul
sistema operativo Linux dobbiamo effettuare l’operazione di porting cioè
bisogna compilare il programma con un compilatore in grado di generare
un codice eseguibile Linux. Durante questa operazione possono essere
necessarie alcune modifiche al codice sorgente. Quindi un programma che
richiede tutte queste modifiche per poter essere eseguito su una
piattaforma diversa non è portabile. Viceversa un’applicazione Java, una
volta scritta e compilata, non ha bisogno di subire operazioni di porting.
Quando si compila il codice sorgente scritto in Java, il compilatore genera
il bytecode, cioè il codice sorgente. Questo è un formato intermedio
indipendente dall’architettura ed è usato per trasportare il codice in modo
efficiente tra varie piattaforme hardware e software. Questo codice è
generato per una macchina astratta, detta Java Virtual Machine (JVM).
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Scarica javascript e funzioni e più Sintesi del corso in PDF di Informatica solo su Docsity!

Java

Java è un linguaggio di alto livello, cioè più vicino al programmatore che

alla macchina, e orientato agli oggetti. Si può usare per scrivere

applicazioni di diversa natura ed è quindi considerato un linguaggio per usi

generali. Java è stato creato dalla Sun Microsystem che ne ha rilasciato la

prima versione nel 1996. Successivamente nel 2010, la Sun è stata

acquistata da Oracle. Java è un linguaggio semplice e divertente da

imparare, ed è un linguaggio di programmazione orientato agli oggetti,

cioè vengono messi a disposizione dei costrutti per trattare i concetti

fondamentali di oggetto, classe ed ereditarietà. Un’altra caratteristica

importante è la capacità di costruire applicazioni che sono portabili su

diverse piattaforme.

La portabilità è la capacità di un programma di essere eseguito su

piattaforme diverse senza dover essere modificato e ricompilato. Il termine

piattaforma si riferisce a processore e Sistema Operativo di un elaboratore.

Se si esegue la compilazione di un programma C/C++ su una piattaforma

Windows, quello che si ottiene è un programma eseguibile legato alla

piattaforma su cui è stato compilato, perché contiene istruzioni eseguibili

solo da quel particolare processore, e sfrutta le unità di quello specifico

sistema operativo. Un programma compilato così potrà girare sui sistemi

Windows ma non su quelli Linux. Per far eseguire il programma anche sul

sistema operativo Linux dobbiamo effettuare l’operazione di porting cioè

bisogna compilare il programma con un compilatore in grado di generare

un codice eseguibile Linux. Durante questa operazione possono essere

necessarie alcune modifiche al codice sorgente. Quindi un programma che

richiede tutte queste modifiche per poter essere eseguito su una

piattaforma diversa non è portabile. Viceversa un’applicazione Java, una

volta scritta e compilata, non ha bisogno di subire operazioni di porting.

Quando si compila il codice sorgente scritto in Java, il compilatore genera

il bytecode, cioè il codice sorgente. Questo è un formato intermedio

indipendente dall’architettura ed è usato per trasportare il codice in modo

efficiente tra varie piattaforme hardware e software. Questo codice è

generato per una macchina astratta, detta Java Virtual Machine (JVM).

Per essere eseguito su una macchina reale, il codice compilato, quindi il

bytecode, deve essere interpretato, cioè ogni istruzione della Virtual

Machine viene tradotta nella corrispettiva istruzione della macchina su cui

si sta seguendo l’applicazione. A seconda dell’elaboratore su cui il

programma viene eseguito, si ha un’interpretazione diversa. Questa è la

modalità attraverso la quale le applicazioni Java diventano portabili.

Quindi si può dire che Java è un linguaggio INTERPRETATO, cioè viene

interpretato dalla macchina su cui viene eseguito.

L’ambiente di programmazione

Esistono numerosi strumenti e ambienti di sviluppo, cioè software che

aiutano il programmatore nello sviluppo del codice sorgente, per il

linguaggio Java: il più famoso è il JDK (Java Development Kit e viene

distribuito come un applicazione autoistallante), distribuito gratuitamente

da Oracle, con il quale si possono scrivere e compilare applet (applicazioni

sul web) e applicazioni Java. È un ambiente senza interfacce grafiche, nel

senso che il compilatore e l’interprete sono eseguiti da riga di comando.

Nel caso di un sistema Windows significa che per compilare ed eseguire

un’applicazione Java si deve aprire il Prompt dei comandi. Per poter

programmare in Java è necessario predisporre un ambiente di sviluppo. Gli

strumenti fondamentali sono:

  • Un editor di testi (ad esempio il Blocco note di Windows);
  • Un compilatore e un interprete Java (compresi nel JDK distribuito da

Oracle);

  • Un browser Web abilitato ad eseguire le applet (applicazioni sul

web).

Da internet si possono ottenere anche software di tipo IDE (Integrated

Development Environment) cioè ambienti che facilitano lo sviluppo dei

programmi attraverso un’interfaccia grafica e una modalità di

programmazione visuale. L’ambiente di programmazione Java include un

insieme di librerie contenenti classi e metodi di varia utilità per lo sviluppo

di applicazioni. Le principali librerie sono:

L’assenza di puntatori consente di scrivere programmi più affidabili e più

leggibili.

La struttura dei programmi

Utilizzando il linguaggio di programmazione Java si possono realizzare

delle applicazioni, cioè dei programmi veri e propri che possono essere

eseguiti automaticamente. In Java, un’applicazione può essere costituita da

una o più classi. Tra tutte le classi che compongono l’applicazione, una si

differenzia dalle altre perché contiene il metodo “main()”. Questo metodo

è importante perché l’esecuzione di un’applicazione Java comincia

eseguendo questo metodo.

Esempio programma con una sola classe:

La classe dichiarata in questo modo contiene solo il metodo MAIN.

Questo metodo raggruppa le dichiarazioni variabili e le istruzioni che

compongono l’applicazione Java. Esso viene dichiarato usando le parole

chiave public, static, e void, le quali specificano alcune proprietà del

metodo:

  • Public, indica che il metodo è pubblico ed è visibile;
  • Void, indica che non ci sono valori di ritorno;
  • Static, indica che il metodo è associato alla classe e non può essere

richiamato dai singoli oggetti della classe.

Dopo il nome del metodo, tra parentesi, sono indicati i parametri. Il

metodo main possiede come parametro un array di stringhe (indicato con

args[], che corrisponde ai parametri passati dalla riga di comando quando

viene eseguita l’applicazione. Le parentesi graffe sono usate per

individuare un blocco, che può essere una classe, un metodo oppure un

insieme di istruzioni. All’interno di un blocco possono essere presenti altri

blocchi in maniera annidata. Per poter distinguere meglio questi blocchi si

può usare la tecnica dell’indentazione. Anche se un programma Java

potrebbe essere scritto usando una sola riga è utile disporre ordinatamente

istruzioni e elementi sintattici per migliorare la leggibilità del programma.

Questo programma dichiara una classe chiamata Domanda, che contiene il

metodo main che è formato da un’unica istruzione, una chiamata del

metodo System.out.println(). In particolare l’oggetto System.out indica lo

standard output (video). Stamperà la scritta “quanti anni hai”, e il

programma termina. System.out.println() (con println si andrà a capo, con

print no) è un metodo che scrive sullo standard output i suoi argomenti e

torna a capo. In Java ogni istruzione deve terminare con il punto e virgola,

come in C e C++. È importante sottolineare che Java è un linguaggio case-

sensitive. Questo significa che vi è differenza nello scrivere una lettera

maiuscola o minuscola. Per esempio l’identificatore System è diverso da

system. Per realizzare un programma e renderlo eseguibile si devono

seguire i seguenti passi:

  1. Editare il codice sorgente, e si può fare con blocco note, con

estensione .java, il nome da dare al file è il nome della classe, se ci

sono più classi conviene salvare ogni classe in ogni file;

  1. Compilare il codice sorgente, per compilarlo bisogna usare il promt

dei comandi (cioè l’insieme dei comandi). La fase di compilazione

genera un file di estensione .class, e rappresenta il bytecode;

  1. Eseguire il codice compilato, per eseguire il programma bisogna

attivare l’interprete Java. L’interprete prende il codice compilato (che

ad esempio: double altezza = 1.83;

Una costante, a differenza delle variabili, può assumere un solo valore

durante tutta l’esecuzione del programma. Per dichiarare una costante,

bisogna far precedere alla dichiarazione la parola chiave final, quindi:

final tipo nome costante = valore costante;

ad esempio: final int prezzo = 4;

Se si prova a modificare il valore della costante, verrà generato un errore

di compilazione. Non c’è un punto preciso dove dichiarare una variabile,

dopo la dichiarazione di una variabile non è possibile dichiarare altre

variabili con lo stesso nome.

Tipo di dato

Il tipo di dato stabilisce qual è l’insieme di valori e operazioni accettabili

da una variabile. In Java si distinguono due tipi di dato: tipi primitivi e tipi

riferimento. I tipi di dato primitivi sono quelli comuni a tutti i linguaggi e

possono essere raggruppati in tre categorie: numerici, carattere, booleani. I

tipi di dato riferimento sono gli array e le classi.

array classi

Non interi

interi

numerici

booleani carattere

primitivi

Tipi di dato

Riferimento

I tipi di dati numerici son usati per dichiarare le variabili che possono

contenere i numeri. Questi tipi possono essere a loro volta divisi in tipi

interi e tipi non interi con virgola mobile (detti anche numeri in notazione

esponenziale).