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KANT spiegazione completa, Dispense di Filosofia

Riassunto esaustivo di Kant. Comprende: - Critica della ragion pura - Critica della ragion pratica - Critica del giudizio Basato su riassunto del libro e appunti presi a lezione.

Tipologia: Dispense

2019/2020

Caricato il 08/04/2020

Marcoo976
Marcoo976 🇮🇹

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KANT
La sua filosofia fu definita criticismo, che si oppone al dogmatismo, in quanto mette al centro il
valutare, il giudicare, non accetta opinioni altrui senza prima interrogarsi sulla loro validità.
Nella Critica Della Ragion Pura si pone il compito di analizzare criticamente i fondamenti del
sapere, che al suo tempo erano la scienza (matematica, fisica) e la metafisica.
Per ciò che concerne la scienza i risultati che aveva ottenuto eludevano la possibilità di mettere in
dubbio la sua validità, la metafisica invece appariva come un sapere incerto.
Parlando delle scienze, Kant, che crede nella loro validità, si domanda come esse siano possibili,
invece per la metafisica (criticata da Hume che Kant dice che lo ha svegliato dal suo sogno) si
domanda se esistono delle condizioni che la elevano a scienza. Questi sono gli interrogativi della
critica della ragion pura.
Kant inizia domandandosi su cosa si fondino la matematica e la fisica ed arriva alla conclusione che
alla base della scienza vi siano dei principi assoluti ed immutabili: i giudizi sintetici a priori.
(giudizi perché connettono un soggetto ad un predicato; sintetici in quanto il predicato aggiunge
qualcosa di nuovo al soggetto; a priori perché non derivano dallesperienza)
Ma da cosa derivano questi giudizi sintetici a priori?
La risposta sta nel modo di intendere la conoscenza che per il filosofo si basa su una sintesi tra
forma e materia. Per materia intende i dati caotici dellesperienza sensibile (ricavata dai sensi) e
per forma intende le modalità fisse attraverso cui conosciamo (cioè come ordiniamo i dati
dellesperienza). Quindi le forme non derivano dallesperienza, sono a priori (ma non possono
essere applicate al di là dellesperienza).
Quindi risulta: SCIENZA = ESPERIENZA + GIUDIZI SINTETICI A PRIORI (basati sulle forme a priori)
Per Kant dunque ha senso parlare solo di fenomeno cioè la realtà come ci appare tramite le
suddette forme a priori; il noumeno (la cosa in ) risulta inconoscibile perché è indipendente dalle
forme a priori attraverso cui conosciamo.
Si dirà poi rivoluzione copernicana, in Kant, laver ribaltato i rapporti tra soggetto ed oggetto, così
come Copernico ribaltò i rapporti tra Terra e Sole. Luomo, in Kant, non è spettatore passivo
davanti alla natura, ma imprime ad essa le leggi da lui stabilite.
Quindi il titolo dellopera Critica della ragion Pura in quanto si tratta di analizzare le possibilità di
conoscitive delluomo (ragione in senso generico) in virtù dei suoi elementi più puri (a priori).
Importante nellopera è la parte denominata Dottrina degli elementi che si divide in:
Estetica Trascendentale;
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KANT

La sua filosofia fu definita criticismo , che si oppone al dogmatismo, in quanto mette al centro il valutare, il giudicare, non accetta opinioni altrui senza prima interrogarsi sulla loro validità.

Nella Critica Della Ragion Pura si pone il compito di analizzare criticamente i fondamenti del sapere, che al suo tempo erano la scienza (matematica, fisica) e la metafisica.

Per ciò che concerne la scienza i risultati che aveva ottenuto eludevano la possibilità di mettere in dubbio la sua validità, la metafisica invece appariva come un sapere incerto.

Parlando delle scienze , Kant, che crede nella loro validità, si domanda come esse siano possibili, invece per la metafisica (criticata da Hume che Kant dice che lo ha svegliato dal suo sogno) si domanda se esistono delle condizioni che la elevano a scienza. Questi sono gli interrogativi della critica della ragion pura.

Kant inizia domandandosi su cosa si fondino la matematica e la fisica ed arriva alla conclusione che alla base della scienza vi siano dei principi assoluti ed immutabili: i giudizi sintetici a priori.

(giudizi perché connettono un soggetto ad un predicato; sintetici in quanto il predicato aggiunge qualcosa di nuovo al soggetto; a priori perché non derivano dall’esperienza)

Ma da cosa derivano questi giudizi sintetici a priori?

La risposta sta nel modo di intendere la conoscenza che per il filosofo si basa su una sintesi tra forma e materia. Per materia intende i dati caotici dell’esperienza sensibile (ricavata dai sensi) e per forma intende le modalità fisse attraverso cui conosciamo (cioè come ordiniamo i dati dell’esperienza). Quindi le forme non derivano dall’esperienza, sono a priori (ma non possono essere applicate al di là dell’esperienza).

Quindi risulta: SCIENZA = ESPERIENZA + GIUDIZI SINTETICI A PRIORI (basati sulle forme a priori)

Per Kant dunque ha senso parlare solo di fenomeno cioè la realtà come ci appare tramite le suddette forme a priori; il noumeno (la cosa in sé) risulta inconoscibile perché è indipendente dalle forme a priori attraverso cui conosciamo.

Si dirà poi rivoluzione copernicana, in Kant, l’aver ribaltato i rapporti tra soggetto ed oggetto, così come Copernico ribaltò i rapporti tra Terra e Sole. L’uomo, in Kant, non è spettatore passivo davanti alla natura, ma imprime ad essa le leggi da lui stabilite.

Quindi il titolo dell’opera ‘Critica della ragion Pura’ in quanto si tratta di analizzare le possibilità di conoscitive dell’uomo (ragione in senso generico) in virtù dei suoi elementi più puri (a priori).

Importante nell’opera è la parte denominata Dottrina degli elementi che si divide in:

Estetica Trascendentale;

Analitica Trascendentale;

Dialettica Trascendentale.

L’estetica trascendentale analizza la prima forma di conoscenza: la sensibilità.

La sensibilità riceve per intuizione i dati dalla realtà. Si tratta di una forma di conoscenza immediata che è filtrata dalle forme a priori di spazio e tempo (intuizioni pure). Ogni dato preso intuitivamente dalla realtà assume una configurazione nello spazio e nel tempo che sono degli schemi mentali che ognuno possiede e che costituiscono i presupposti della sensibilità. Le scienze si collocano in questi spazi: la geometria la conosciamo attraverso le forme dello spazio; l’aritmetica la conosciamo attraverso le forme del tempo (inteso come sequenzialità).

L’analitica trascendentale analizza la seconda facoltà conoscitiva: l’ intelletto.

L’intelletto ordina ed unifica i dati che ricaviamo dall’esperienza tramite intuizioni sensibili, sotto un’unica rappresentazione: il concetto, che può essere: empirico se è costruito con materiale ricavato dall’esperienza; oppure puro , contenuto a priori nell’intelletto, che si identifica con le categorie. Per Kant le categorie sono 12 e corrispondono a tutte le modalità con cui è possibile esprimere dei giudizi (che per Kant equivalgono a pensare).

(Problema della deduzione trascendentale): Come possono le categorie, che sono forme a priori del nostro intelletto attraverso cui pensiamo la realtà, avere validità oggettiva (cioè valere per la realtà)? La soluzione Kant la trova nell’ IO PENSO , ovvero un’identica struttura mentale comune a tutti gli uomini che pensa tramite le categorie.

Come può l’intelletto le intuizioni e quindi gli oggetti? Tramite l’ immaginazione produttiva : l’intelletto produrrà a priori una serie di schemi temporali, ovvero delle regole tramite cui l’intelletto ordina a priori il tempo secondo determinate forme che corrispondono alle categorie (quindi l’intelletto, condizionando il tempo, condizionerà gli oggetti).

Quindi la realtà fenomenica si adegua alle forme a priori del nostro intelletto. L’io è legislatore della natura.

La dialettica trascendentale in cui Kant si chiede se la metafisica sia possibile come scienza. Qui Kant parla della ragione che è l’intelletto stesso che in un atto di presunzione vuole superare i limiti dettati dall’esperienza, giungendo così ad una spiegazione globale di tutto ciò che esiste. Questa spiegazione fa leva su 3 idee fondamentali: idea di anima , idea di mondo , idea di Dio.

A queste 3 idee corrispondono delle pseudo-scienze che Kant prende in esame:

  • Ritiene che la psicologia razionale sia fondata su un falso ragionamento perché vuole trasformare l’Io Penso in una realtà permanente, un’ anima , mentre è solo l’elemento unificatore delle sensazioni;
  • Critica la cosmologia razionale in quanto la ragione cade in contraddizione quando pretende di conoscere il mondo come totalità (se si ragionasse così ci si troverebbe di fronte a delle antinomie );
  • L’esistenza di Dio poiché solo un Dio, una volta raggiunta la totale virtù, potrà concederci una felicità che ad essa sia proporzionata.

Per il fatto di poter porre questi postulati, Kant afferma il primato della Ragion Pratica sulla Ragion Pura, in quanto dove la Pura ha fallito (la metafisica), la Pratica utilizzando dei postulati può affermare, anche se non dimostrare, l’esistenza di Dio e l’immortalità dell’anima.

La Critica Del Giudizio prende in esame una facoltà intermedia tra le precedenti 2 ragioni: la facoltà del giudizio , legata al sentimento. Tramite il giudizio l’uomo può pensare quella finalità che è stata negata nel campo della Critica Della Ragion Pura e che è stata solo postulata nella Critica Della Ragion Pratica.

I giudizi sono, per Kant, di due tipi: determinanti (sono giudizi scientifici); riflettenti (sono giudizi sentimentali, non sono conoscitivi e li pronunciamo riguardo fenomeni del mondo di cui non abbiamo una conoscenza certa).

Kant si sofferma sui giudizi riflettenti che si articolano in: estetici e teleologici.

I primi sono i giudizi estetici , ovvero ciò che reputiamo bello , il che ci provoca un sentimento di piacere. Il bello Kant lo intende come ciò che piace: senza interesse; universalmente (bello per tutti); senza concetto (non si può spiegare cos’è il bello, lo intuiamo); necessariamente (ci sentiamo obbligati a provare piacere davanti ad un oggetto bello).

Com’è possibile che un oggetto appaia bello per tutti? La risposta è che esiste in ognuno un senso comune del gusto; quindi la bellezza non è una proprietà dell’oggetto bensì la risultante dell’incontro del nostro spirito con esse.

Tra i giudizi estetici abbiamo anche il sublime che è un sentimento che non genera armonia ma paura e sgomento. E’ il sentimento che l’uomo prova dinanzi alla grandiosità della natura, come ad esempio un oceano (sublime matematico) o dinanzi alla potenza della natura, come ad esempio un terremoto (sublime dinamico). Subito dopo gli iniziali sentimenti negativi, attraverso il sublime, l’uomo scopre la sua grandezza spirituale, poiché la veduta di queste immagina risveglia in lui l’idea di infinito che lo rende consapevole della sua grandezza morale.

Il bello sta nel limite, il sublime nell’illimitato.

I giudizi teleologici riguardano il principio di finalità della natura, finalità che risponde solo ad un’esigenza soggettiva dell’uomo di trovare un senso a ciò che ha intorno. Si tratta di un giudizio universale, in quanto tutti gli uomini vogliono ricercare questo fine e finiscono per ricondurlo al disegno di un Dio creatore. Ma Kant ricorda che la teologia non ha fondamento scientifico e l’unica visione scientifica del mondo è quella meccanicistica (principio causa- effetto) e non finalistica.