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Primi capitoli del libro "L'ABC del programma SPSS"
Tipologia: Sintesi del corso
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Appena si avvia il programma, appare una schermata simile ad un foglio elettronico. Questa finestra consente di scegliere tra sei diverse opzioni: Run the tutorial: serve per avviare la guida in linea Type in data: serve per costruire un file dati inserendo direttamente i dati Run an existing query: serve per aprire un file da un database esistente Create new query using Database Wizard: serve per costruire un file utilizzando un Database del programma Open an existing data source: serve per aprire un file dati SPSS esisitente, da scegliere tra i files elencati nel riquadro sottostante, dove sono riportati gli ultimi utilizzati con il programma Open another type of file: serve per aprire un file di tip diverso da quelli di SPSS È possibile selezionare una delle opzioni sopra elencate e cliccare sul pulsante OK oppure premere Cancel per aprire SPSS con una finestra vuota del Data Editor.
2. LE FINESTRE DI SPSS Le principali finestre di SPSS sono: Finestra Data Editor Finestra Output Viewer Finestra Syntax 2.1. La finestra Data Editor Nel Data Editor è possibile creare nuovi file di dati o modificare quelli già esistenti, esso costruisce infatti, il foglio elettronico di SPSS che contiene i dati che devono essere analizzati. I dati che verranno inseriti costituiscono il dataset su cui verranno eseguite le analisi statistiche. Nella parte inferiore di ciascuna finestra di SPSS è presente una barra di stato, dove vengono visualizzate le info riguardanti lo stato di esecuzione dei comandi. La finestra Data Editor offre due modalità di visualizzazione dei dati: Data View: per ogni colonna visualizza i dati effettivi relativi a una variabile, quando presenti. Variable View: visualizza per ogni riga una serie di info di definizione della variabile. In entrambe le visualizzazioni è possibile aggiungere, modificare ed eliminare le info contenute nel file di dati, come in un qualsiasi foglio elettronico. È possibile in ogni momento modificare un dataset già esistente o appena creato su Data Editor. Le modifiche possono riguardare: La definizione: l’attribuzione di un nome-etichetta ad una variabile. Inserimento di una nuova variabile: per inserire una nuova variabile si seleziona la colonna accanto alla quale si vuole inserire la variabile e successivamente
Data Insert Variable. Verrà così inserita una nuova colonna, con tutte le celle sottostanti vuote, poi si procede con la definizione della variabile e all’inserimento di nuovi dati. Un altro modo per inserire una variabile consiste nel posizionare il cursore sull’intestazione della colonna posta a destra della colonna nella quale si vuole inserire la nuova variabile, cliccare il tasto destro e selezionare Insert Variable. Inserimento di un nuovo soggetto: si seleziona la riga sopra la quale si vuole inserire un nuovo soggetto e Data Insert Case. Qualora si voglia annullare l’inserimento di un soggetto o una variabile si possono annullare i comandi selezionando Edit Undo Insert Case (o Variable). Eliminare un soggetto o una variabile: si seleziona la corrispondente riga (o colonna nel caso della variabile) e si preme il tasto Canc della tastiera oppure: Edit Clear. Se si desidera tagliare una riga o una colonna: Edit Cut. Se si vuole incollare in un’altra posizione la colonna o la riga tagliata, si posiziona il cursore nel punto del data editor prescelto e successivamente: Edit Paste. 2.1. La finestra Output – Viewer Questa finestra riposta i risultati (Output) delle analisi statistiche che sono state eseguite. Tutti i risultati, le tabelle e i grafici, ossia ogni tipo di output del programma, viene visualizzato nel Viewer. Può essere utile, suddividere l’output in più finestre per favorirne la consultazione. A tal fine si può aprire una nuova finestra Viewer, dove copiare i risultati che interessano, mediante File New Output. La finestra Viewer consente di operare con estrema flessibilità e decidere quale parte dell’Output visualizzare, è infatti possibile: Spostarsi nella lettura dei risultati: utilizzando le barre di scorrimento, per visionare i risultati complessivi nel riquadro destro, oppure scegliere di consultare uno specifico risultato al quale si è interessati, cliccando sull’elemento del riquadro di sintesi che lo simboleggia, per passare direttamente alla tabella o al grafico corrispondente nel riquadro destro. Visualizzare o nascondere le tabelle e i grafici riportati: un’icona a libro aperto a fianco di un elemento del riquadro di sintesi indica che esso è correntemente visibile nel riquadro di visualizzazione. Per nascondere una tabella o un grafico senza eliminarli è necessario cliccare sull’icona a forma di libro nel riquadro di sintesi. View Collapse oppure View Expand. Modificare l’ordine di visualizzazione dell’Output spostando gli elementi selezionati: selezionare l’elemento nella sintesi che si desidera spostare e cliccare la freccia rivolta verso sinistra sulla barra degli strumenti per spostare l’elemento avanti di un livello. Cliccare invece sulla freccia rivolta verso destra per spostare l’elemento indietro di un livello. La stessa opzione si può eseguire dal menù con: Edit Outline Promote / Demote. Salvare e spostare/ copiare elementi del Viewer in altre finestre di Output: per selezionare tutto Edit Select All. Per selezionare una parte Edit Select. Una volta selezionata la parte desiderata è possibile o Eliminarla: Edit Cut o Copiarla: Edit Copy o Incollarla su un altro Output: Edit Paste
o Insert: comandi per inserire nell’Output interruzioni di pagina, intestazioni, titoli, testi, grafici a 2 e 3 dimensioni, oggetti etc… o Format: consente di gestire l’allineamento grafico dell’output Barra dei menù relativa alla finestra Syntax o Run: consente di eseguire i comandi di sintassi
3. SALVARE E STAMPARE I FILES Per salvare si usa File Save e si possono salvare: Output Matrice dei dati Sintassi Per stampare invece File Print
Il pacchetto SPSS può elaborare dati che sono stati inseriti utilizzando vari programmi e formati, i più comuni sono EXCEL e WORD. Per procedere all’inserimento dati mediante un qualsiasi programma bisogna prima predisporre la codifica degli stessi, ossia decidere che tipo di nome-etichetta assegnare ad ogni variabile e che tipo di valori attribuire ad ogni alternativa della scala di risposta. La codifica dei dati è un’operazione intermedia nel passaggio da un questionario compilato ad una matrice di dati e dovrebbe seguire alcune regole che, oltre a facilitare l’inserimento dei dati, consentono un’immediata lettura della matrice dati anche a chi non ha condotto personalmente le somministrazioni.
2. PRESENTAZIONE DELLA RICERCA L’obiettivo della ricerca è quello di rilevare le dimensioni di “percezione di contesto” “efficacia personale percepita” “efficacia collettiva percepita” “soddisfazione lavorativa” “impegno organizzativo” in docenti di 20 scuole medie di I grado. Il campione è costituito da 809 insegnanti che anonimamente hanno risposto ad un questionario. 2.1. Lo strumento di misura Il questionario impiegato è composto da 97 item alle quali è richiesto indicare il grado del proprio accordo tramite una scala Likert a 7 posizioni. Le affermazioni indagano 14 dimensioni: 10 sono relative alla percezione dell’organizzazione scolastica, 2 sono relative all’efficacia personale e collettiva, 2 sono relative all’impegno affettivo con l’organizzazione e alla soddisfazione in ambito lavorativo. Le 7 dimensioni utilizzate come esempio sono: Percezione dell’organizzazione scolastica o Percezione del rapporto con il preside : corrisponde alla percezione dello stile di direzione esercitato dal preside nei riguardi di tutte le componenti della scuola. Concerne la percezione che si ha delle capacità del preside di valorizzare le risorse interne della scuola, di promuovere un clima di collaborazione, di trattare il personale con equità e lealtà, di stabilire obiettivi chiari e di rispettare gli impegni presi.
o Percezione del rapporto con i colleghi : corrisponde alla percezione delle relazioni di lavoro tra colleghi, relativamente alla comunicazione tra di essi, con gli alunni e con le famiglie, alla disponibilità e alla collaborazione nelle attività comuni o Percezione del rapporto con gli alunni : corrisponde alla percezione delle relazioni che gli alunni instaurano con le varie componenti della scuola. Riguarda la percezione del loro interesse per le materie e le attività scolastiche, il rispetto per l’autorità, l’ambiente, gli altri. Efficacia personale e collettiva o Efficacia personale percepita : corrisponde alla convinzione di possedere le capacità per far fronte a difficoltà o emergenze attinenti a specifici ambiti del proprio lavoro o Efficacia collettiva percepita: corrisponde alla convinzione che il proprio gruppo di lavoro possieda le capacità per far fronte a difficoltà, emergenza o a compiti complessi Impegno con l’organizzazione: corrisponde all’attaccamento alla scuola, all’impegno nel conseguimento degli obiettivi comuni, al senso di appartenenza. Soddisfazione lavorativa: corrisponde al grado di soddisfazione nei confronti del lavoro, del proprio ruolo, delle possibilità di crescita professionale, dell’ambiente di lavoro. 2.2. Le scale di misura Quando misuriamo qualcosa, trasformiamo una serie di eventi in numeri, cioè cerchiamo di stabilire una corrispondenza biunivoca tra “numeri” ed “eventi”. La “scala di misura” è la funzione di relazione che stabiliamo tra il sistema empirico degli eventi e quello numerico. Le scale più utilizzate sono le seguenti, le prime sono definite “non parametriche”, mentre le seconde “parametriche”: Scala Nominale: i valori dei dati rappresentano categorie senza alcun ordine intrinseco. Le variabili nominali possono essere valori di stringa o numerici che rappresentano categorie distinte. Scala Ordinale: i valori dei dati rappresentano categorie con qualche ordine intrinseco. Le variabili ordinali possono essere possono essere valori di stringa o numeri che rappresentano categorie distinte. Scala ad Intervalli equivalenti: è un sistema di classificazione nel quale i valori dei dati consentono di stabilire una relazione a distanza tra più oggetti misurati, a partire da uno zero fissato in modo arbitrario stabilendo una unità di misura costante. Le operazioni possibili sono sulle differenze tra i valori della scala: quello che rimane costante infatti è il rapporto tra i vari intervalli. Scala a Rapporti equivalenti: sistema di classificazione che, a differenza del precedente, consente di eseguire operazioni aritmetiche direttamente sui valori della scala, essendo l’origine della scala uno zero assoluto. Misura la quantità effettiva di una caratteristica: quello che rimane costante infatti è il rapporto tra i valori della scala. 2.3. La codifica dei dati Nella pianificazione della codifica dei dati è opportuno tenere presente alcune regole:
e le frecce direzionali per passare alla cella successiva. Se non è stato assegnato un nome alla variabile l’Editor dei dati ne assegnerà uno automaticamente. 5.1. Definizione delle variabili Il metodo più comune per l’inserimento dei dati consiste nel definire una alla volta le variabili e inserire i dati successivamente. Quindi prima di inserire i dati bisogna progettare il dataset. Il primo problema da affrontare per la sua definizione è la codifica dei dati, ovvero la traduzione delle info in dati inseribili in SPSS. La prima cosa da fare è definire la prima variabile (prima colonna), si fa puntando il mouse e cliccando due volte sull’intestazione della colonna. Nella prima cella Name si inserisce il nome che non deve superare il formato di 8 caratteri. Poi si deve cliccare sulla cella corrispondente alla colonna Type nella riga della variabile e quindi sul pulsante disponibile all’interno della cella, verrà così aperta la finestra di definizione della variabile Variable Type. Se si seleziona l’opzione Numeric si possono anche decidere la quantità di cifre del numero e dei decimali. Oltre a definire il tipo di dati, cola la scheda di visualizzazione delle variabili è possibile impostare anche le etichette dei valori dei dati. Dopo la definizione del tipo di variabile si procede a: Definire l’etichetta della variabile: si clicca sulla cella dell’etichetta ( Label ) nella riga della variabile e si digita l’etichetta descrittiva (es: sesso). Definire le etichette dei valori assumibili dalla variabile: si clicca sulla cella valori (Values) nella riga della variabile e poi sul pulsante disponibile nella cella. Per assegnare le etichette immettiamo il valore dei dati nel campo Value e l’etichetta descrittiva nel campo Value Label, poi si preme Add per memorizzare l’etichetta dei valori dei dati e poi si preme Ok. Il foglio Variable View consente di impostare altri parametri delle variabili e importante è la definizione dei valori mancanti Missing. I valori mancanti si possono in tre modi: Discrete missing values: vanno inseriti i valori discreti che devono essere considerati missing. Range of missing values: consente di specificare un continuum di valori da considerarsi come missing Range plus one discrete missing value: consente di specificare sia un continuum che uno specifico valore da interpretare come missing. Infine, una volta che sono state definite le variabili, si può iniziare ad inserire i dati seguendo lo schema di codifica predisposto.
2. APERTURA DEL FILE DATI IN FORMATO EXCEL (.xls) Per aprire un file dati in SPSS è necessario selezionare: File Open Data Cliccando nel campo in basso a sinistra Tipo File sia apre un elenco che riporta tutte le possibili tipologie di file di diversi programmi. Per aprire un file di dati immessi con Excel si seleziona la voce con l’estensione del file Excel (.xls). Nella finestra Open File è composta da diversi campi:
Il campo Cerca serve per selezionare la fonte che contiene il file da aprire. Si seleziona il file da aprire e si clicca Apri. Nel campo Nome file è possibile digitare il nome del file da aprire Se il file è composto da più fogli elettronici, in questa finestra è necessario selezionare il numero di foglio da aprire nel campo Work sheet. Con il riquadro Range è invece possibile trasferire in SPSS solo una specifica parte dei dati presenti in Excel, digitando nel riquadro bianco il nome della prima e dell’ultima colonna che si intende aprire, separati da due punti (“:”). L’opzione Read variable names from the first row of data consente di trasferire in SPSS I campi/nomi presenti nella prima riga del foglio di lavoro Excel. Le intestazioni delle colonne del file di Excel vengono utilizzate dal programma SPSS come nomi di variabili. Alla fine, premendo OK si torna alla finestra Open File da cui premendo Apri si vedranno comparire i dati nel foglio della finestra Data Editor e si potrà procedere alle elaborazioni statistiche.
3. APERTURA DI UN FILE DATI PROVENIENTE DA UN FILE FORMATO TESTO (.txt) Per inserire un file di testo semplice si seleziona File Read Text Data. Una volta selezionato il file di dati testuali da leggere verrà aperta l’impostazione guidata di testo, costituita da sei step guidati dal programma: 1. Nel primo passo il file di dati viene visualizzato nella finestra di anteprima. Attraverso questa finestra è possibile applicare un formato predefinito, qualora sia stato salvato in precedenza. Per definire un nuovo formato si clicca Avanti. 2. Nel secondo passo vengono richieste info sulle variabili. È possibile decidere, attraverso il primo riquadro in alto, tra due formati di variabili: a. Formato delimitato (Delimited): vengono utilizzati spazi, virgole, tabulatori o altro per separare le variabili, in tal caso le variabili vengono registrate nello stesso ordine, ma non sempre nelle stesse posizioni di colonna. b. Formato fisso (Fixed): indica che ciascuna variabile viene registrata nella stessa posizione di colonna per tutti i casi e tra una variabile e l’altra non ci sono caratteri di delimitazione. 3. Nel terzo passo vengono richieste info sui casi del database. Ogni persona che risponde ad un questionario rappresenta un caso. In questo passo va specificato, nella prima casella in alto, da che riga iniziano i valori dei dati. Nell’importazione guidata di testo è necessario indicare il numero di variabili da leggere per ciascun soggetto (ad es: each line represent a case). Infine, viene richiesto quanti casi riportare dal file di testo. È possibile scegliere tra tre opzioni: a. All of the cases: importare tutti i casi b. The first…cases: i primi n casi c. A random percentage of the cases: per importare un campione casual 4. Ne quarto passo viene illustrata nell’anteprima in basso la soluzione usata dalla procedura “impostazione guidata di testo” per leggere il file dati che si sta importando. Nel caso si abbia un file del tipo a formato fisso le cui variabili non siano separate tra loro da nessun carattere o simbolo, questo step presenterà l’anteprima (data preview) come un set di dati consecutivi e potrebbe essere complicato stabilire dove le variabili iniziano e terminano. In questo caso è possibile inserire, modificare o cancellare le linee verticali che dovranno delimitare le variabili nel data preview nel seguente modo: