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L'amore imperfetto, Sintesi del corso di Pedagogia

di Grazia Attili

Tipologia: Sintesi del corso

2013/2014

Caricato il 06/06/2014

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L'AMORE IMPERFETTO - Grazia Attili
INTRODUZIONE
I segnai che ci vengono dalle associazioni di padri separati non indicano una nuova tendenza degli
uomini al ritorno alla figura paterna classica ma sono semplicemente risposta alla forte domanda di
"paternità" che sta nascendo nella società attuale. Si parla infatti sempre più spesso di assenza della
figura paterna.
Anche quando il padre è presente, sorge la domanda "come mai i suoi comportamenti sono diversi
da quelli delle mamma?" Perchè la mamma tende ad essere affettuosa, dolce e premurosa mentre il
padre occupa il tempo con attività diverse e giochi.
Inoltre la mamma, seppur molto presente, a partire dagli anni 70 ha iniziato a dover conciliare
famiglia e lavoro (oggi il 41% delle donne ha un lavoro part time) e non sempre le mamme sono
come gli spot pubblicitari ci fanno credere; alcune sono distanziatrici altre invece iperintrusive.
Allora pechè i genitori spesso, pur avendo tutti lo stesso obiettivo ossia quello di crescere dei figli
educati, felici e sereni, non riescono ad essere come dovrebbero essere?
Nel libro, attraverso un approccio darwiniano vengono mostrate diverse modalità di essere genitore,
frutto di processi evoluzionistici pregressi che oggi non possiamo cancellare.
CAP 1 - L'AMORE GENITORIALE
La voce del sangue
Viene citato l'esempio delle due famiglie siciliane che recentemente hanno scoperto reciprocamente
che la propria figlia di 3 anni in realtà non era la loro figlia biologica ma era stata scambiata nel
reparto neonatale con l'altra. Entrambe le famiglie, di fronte alla domanda se continuare ad accudire
quella che per tre anni era stata la oro figlia oppure scambiarla con la loro figlia biologica che non
avevano visto per tre anni, non hanno saputo dire di no alla "voce del sangue" e hanno messo in atto
processi (comprare case adiacenti etc...) per fare in modo che il ritorno nella vera famiglia biologica
non fosse traumatico ne per le bambine ne per loro stessi.
Bisogno di immortalità e successo riproduttivo
Dai principi di Charles Darwin noi possiamo affermare che alcune nostre strutture mentali,
tendenze e criteri di scelta sono il frutto di una evoluzione biologica dell'uomo; si sono mantenute
nei nostri aspetti genetici le spinte selettive che maggiormente garantivano la prosecuzione dei
caratteri più forti; garantire la prole e la sua sicurezza voleva dire poter tramandare i propri geni e
in caso di geni "forti" e importanti per la specie era molto importante tramandarli, ecco perchè la
trasmissione dei geni selezionati come più importanti (la forza, l'aggressività, l'intelligenza) è
associata per natura alla procreazione e alla difesa della prole stessa. Si sono tramandati quindi i
caratteri che consentivano non solo la sopravvivenza la anche la riproduzione e la trasmissione alle
future generazioni.
Per Darwin l'uomo ha un bisogno inconsapevole di immortalità per il quale tende a riprodursi e
quindi a tramettere le proprie caratteristiche a più figli possibili; trasmettendo questo ai figli è così
che l'uomo "non muore".
Nel descrivere il cervello umano, è necessario distinguere le influenze culturali e stoiche da quelle
naturali ed evoluzionistiche. Per millenni l'evoluzione cerebrale e culturale è andata di pari passo
ma se guardiamo il mondo di oggi ci rendiamo conto che il nostro cervello ha la stessa
conformazione dei nostri antenati paleolitici ma è usato, culturalmente parlando, per un mondo
sempre nuovo e in continua trasformazione. All'interno del nostro cervello quindi sono presenti sia
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L'AMORE IMPERFETTO - Grazia Attili

INTRODUZIONE

I segnai che ci vengono dalle associazioni di padri separati non indicano una nuova tendenza degli uomini al ritorno alla figura paterna classica ma sono semplicemente risposta alla forte domanda di "paternità" che sta nascendo nella società attuale. Si parla infatti sempre più spesso di assenza della figura paterna. Anche quando il padre è presente, sorge la domanda "come mai i suoi comportamenti sono diversi da quelli delle mamma?" Perchè la mamma tende ad essere affettuosa, dolce e premurosa mentre il padre occupa il tempo con attività diverse e giochi. Inoltre la mamma, seppur molto presente, a partire dagli anni 70 ha iniziato a dover conciliare famiglia e lavoro (oggi il 41% delle donne ha un lavoro part time) e non sempre le mamme sono come gli spot pubblicitari ci fanno credere; alcune sono distanziatrici altre invece iperintrusive. Allora pechè i genitori spesso, pur avendo tutti lo stesso obiettivo ossia quello di crescere dei figli educati, felici e sereni, non riescono ad essere come dovrebbero essere? Nel libro, attraverso un approccio darwiniano vengono mostrate diverse modalità di essere genitore, frutto di processi evoluzionistici pregressi che oggi non possiamo cancellare.

CAP 1 - L'AMORE GENITORIALE

La voce del sangue

Viene citato l'esempio delle due famiglie siciliane che recentemente hanno scoperto reciprocamente che la propria figlia di 3 anni in realtà non era la loro figlia biologica ma era stata scambiata nel reparto neonatale con l'altra. Entrambe le famiglie, di fronte alla domanda se continuare ad accudire quella che per tre anni era stata la oro figlia oppure scambiarla con la loro figlia biologica che non avevano visto per tre anni, non hanno saputo dire di no alla "voce del sangue" e hanno messo in atto processi (comprare case adiacenti etc...) per fare in modo che il ritorno nella vera famiglia biologica non fosse traumatico ne per le bambine ne per loro stessi.

Bisogno di immortalità e successo riproduttivo

Dai principi di Charles Darwin noi possiamo affermare che alcune nostre strutture mentali, tendenze e criteri di scelta sono il frutto di una evoluzione biologica dell'uomo; si sono mantenute nei nostri aspetti genetici le spinte selettive che maggiormente garantivano la prosecuzione dei caratteri più forti; garantire la prole e la sua sicurezza voleva dire poter tramandare i propri geni e in caso di geni "forti" e importanti per la specie era molto importante tramandarli, ecco perchè la trasmissione dei geni selezionati come più importanti (la forza, l'aggressività, l'intelligenza) è associata per natura alla procreazione e alla difesa della prole stessa. Si sono tramandati quindi i caratteri che consentivano non solo la sopravvivenza la anche la riproduzione e la trasmissione alle future generazioni. Per Darwin l'uomo ha un bisogno inconsapevole di immortalità per il quale tende a riprodursi e quindi a tramettere le proprie caratteristiche a più figli possibili; trasmettendo questo ai figli è così che l'uomo "non muore". Nel descrivere il cervello umano, è necessario distinguere le influenze culturali e stoiche da quelle naturali ed evoluzionistiche. Per millenni l'evoluzione cerebrale e culturale è andata di pari passo ma se guardiamo il mondo di oggi ci rendiamo conto che il nostro cervello ha la stessa conformazione dei nostri antenati paleolitici ma è usato, culturalmente parlando, per un mondo sempre nuovo e in continua trasformazione. All'interno del nostro cervello quindi sono presenti sia

i risultati di milioni di anni di evoluzione naturale che condizionano oggi alcuni nostri comportamenti (anche quando questi comportamenti non dovessero essere adatti alle necessità attuali) sia le risposte agli stimoli culturali della storia moderna che condizionano altri nostri comportamenti.

L'investimento parentale, sempre in termini evoluzionistici, è ciò che attraverso la cura dei figli garantiva la trasmissione dei propri geni (data dalla buona salute dei figli che un giorno si sarebbero riprodotti) e delle proprie basi culturali; ecco perchè è diventato connaturato in noi investire energie nella cura della propria prole biologica.

Dall'altruismo all'investimento parentale

Sempre partendo dalle basi genetiche di selezione naturale, si può comprender la base di comportamenti altruistici dell'uomo; proteggere la propria prole ha significato selezionare nell'evoluzione dell'uomo quei caratteri che lo rendono disponibile a sacrificarsi, a rinunciare a qualcosa di suo a volte anche a mettere a rischio la propria vita per proteggere quella dei propri figli. Così hanno avuto origine i comportamenti altruistici che mantengono in ogni caso una base egoistica in quanto orientati alla difesa della propria discendenza e non di quella degli altri.

Essere prolifici o avere pochi figli?

Alla base della risposta a questa domanda vi è sempre l'obiettivo evoluzionistico di riprodurre con successo i propri geni nel tempo. Per questo motivo non è necessario solamente riprodursi ma anche allevare la prole e curarla affinché raggiunga in salute l'età fisica per riprodursi e lo faccia trasmettendo sia la salute che le basi culturali dei genitori naturali. Per questo motivo l'uomo non tende a procreare quanti più figli possibili ma tende a fare inconsapevolmente una stima del rapporto tra investimenti necessari per portare a successo la riproduzione dei propri figli e il numero massimo di figli che può avere, stabilendo così, a seconda del momento storico e delle sue possibilità, un numero "ideale" o "massimo" di figli. Nelle società ad alta mortalità infantile si tendeva quindi ad avere maggiore numero di figli ma ad investire meno nei loro primi anni di vita (addirittura considerandoli senza anima fino agli otto

anni) per poi investire su chi di loro superava con successo l'infanzia. Nell'epoca moderna, con il migliorare delle condizioni igieniche, si è sviluppato un maggiore attaccamento al neonato, condizionato anche da una maggiore probabilità di successo evolutivo, e si è tornati all'allattamento al seno che stimola nella madre comportamenti accuditivi. Nella società attuale, quando l'uomo percepisce una difficoltà o una bassa probabilità che la propria prole riesca a sua volta a riprodursi con successo e a tramandare i geni, per assurdo tende a non riprodursi valutando il rischio di fallimento e l'investimento da fare troppo alti.

Una genitorialità selettiva

La stessa base genetica già discussa e gli inconsapevoli calcoli che i genitori fanno sul valore del loro investimento parentale rapportato alle possibilità di successo, fa si che i figli non siano tutti uguali agli occhi dei genitori ma inevitabilmente essi scelgano su quale figlio vale l pena investire maggiormente e su quale invece no. Vengono quindi spesso favoriti i maschi perchè hanno una maggiore probabilità di riprodursi (essendo per natura capaci di inseminare una femmina in ogni copulazione che hanno). In linea generale vengono favoriti quindi i figli che garantiscono un maggiore successo riproduttivo: i giovani più dei vecchi, i normodotati rispetto ai disabili, i maschi più delle femmine, i simpatici più degli antipatici. Inoltre un temperamento aperto disponibile può essere favorito in un maschio e allo stesso tempo contrastato nei confronti di una figlia femmina sempre per lo stesso "calcolo" di probabilità riproduttive.

Il coadattamento tra anatomia, fisiologia, e impegno allevante

Coadattamento significa: alla variazione di una caratteristica nella femmina o nel maschio, anche l'altro sesso si adatterà a questo cambiamento variando a sua volta per non ricoprire in due le stesse funzioni ma per prendere lo spazio lasciato vuoto dall'altro.

L'amore filiale

Il fatto che il neonato sia predisposto alla nascita a ricercare la figura che gli può garantire protezione e nutrimento, come testimoniano l'istinto di suzione e di presa, lo aiuta ad individuare molto presto nella mamma la persona che lo può soddisfare e, facendo la somma con la predisposizione naturale della mamma a soddisfarlo, è abbastanza facilmente comprensibile come mai il rapporto madre figlio sia più forte di quello tra padre e figlio. Il figlio rivolge le proprie richieste di cibo e sicurezza proprio alla mamma e quindi si crea una relazione speciale tra mamma e figlio.

A chi vuoi più bene, a mamma o papà?

Ovviamente anche il padre può ricoprire per i piccoli un ruolo di responsività ai loro bisogni e questo ruolo non gli è affatto precluso (es. dell'imprinting di Konrad Lorenz) Negli uomini l'imprinting vero e proprio, quello che intende Lorenz come associazione della figura materna, avviene attorno al nono mese di vita, ossia l'apprendimento di quale sia la madre dopo questo periodo appare irreversibile. Sembra essere elemento comune a tutti i mammiferi il fatto che i piccoli concludano l'imprinting prima di sviluppare la capacità d muoversi e quindi di separarsi dalla mamma con la possibilità di pericoli. Nulla vieta quindi che nel caso di una mamma assente, il bambino stabilisca l'imprinting con una figura maschile. Peraltro l conformazione "tenera" del neonato che lo fa assomigliare ad un cucciolo indifeso, stimola nell'adulto il desiderio di accudirlo. La predisposizione del neonato non è quella di interagire con una sola persona ma con più di una e si parla di competenza triangolare che permette già a tre mesi al bambino di interagire sia con la mamma che col papà. Il meccanismo della strage situation (il bambino entra in una stanza con un genitore e dopo viene lasciato da solo) mette in evidenza come le reazioni del bambino dipendano da cosa lui si aspetta che accada quando viene lasciato solo; un bambino abituato a una buona responsività, rimarrà indifferente probabilmente perchè tranquillo del fatto che in caso di necessità il genitore tornerà, un bambino abituato ad una responsività altalenante e casuale probabilmente invece si lascerà andare al pianto quasi subito. Questo tipo di reazione del bambino, conseguenza del tipo di attaccamento e di relazione con i genitori, è stato osservato che rimane tale anche a sei anni, segno del fatto che questa relazione con i genitori influenza da subito e molto le reazioni del bambino.

CAP 3 - L'INCERTEZZA DI PATERNITA'

Mater semper certa ...

Le motivazioni a prendersi cura dei propri figli poggiano sulla certezza della propria genitorialità.

... pater numquam

Anche dove non ci siano dubbi su chi è il padre, gli uomini sono come regolati a livello inconscio da una paura ancestrale. Andando indietro nel tempo, alla conquista della posizione eretta si associò l'impossibilità per l'uomo di distinguere con esattezza il periodo di fertilità della donna.

L'evoluzione della sessualità umana

Nell'uomo, sono i ferormoni a fare da traghettatori del desiderio sessuale, rilasciati dalle ascelle, dall'inguine, dai capelli e dalle zone vicine ai capezzoli. L'odore del partner viene riconosciuto coke più piacevole di altri e inoltre si riesce facilmente a riconoscere l'odore maschile da quello femminile. Attraverso l'olfatto però non si hanno elementi certi riguardanti la fertilità della donna. A controbilanciare L'effettol'incertezza vi è nella specie umana la disponibilità della donna a copulare durante tutta la durata del ciclo aumentando quindi con diverse copulazioni le possibilità di successo.

Incertezza di paternità e infanticidio

A partire dall'analisi dei comportamenti degli scimpanzè, è possibile osservare che quando vi è una poliandroginia (maschi con più femmine e viceversa) i maschi non sono certi della paternità dei figli e quindi tendono a non ammazzarli nel rischio di ammazzare i propri. Quando invece vi è un solo maschio dominante, nel caso in cui questo venga scalzato dalla sua posizione il suo successore ucciderà tutti i suoi figli per annullare la discendenza del precedente e permettere alla femmine di riprendere l'ovulazione e la fertilità. Le femmine a loro volta cercano, quando possibile, di copulare anche con piu maschi giovani che potrebbero prendere in futuro la posizione alfa in modo da gettare in loro il dubbio che i figli siano anche loro ed evitare che li uccidano quando salgono al potere.

L'effetto somiglianza e l'evoluzione del ruolo paterno

Data l'incertezza della paternità, i maschi cercano prova della effettiva paternità nella somiglianza fisica del bambino. La somiglianza fisica percepita condiziona il comportamento del padre nei confronti del bambino (ancor più della somiglianza reale) e inevitabilmente spinge a comportamenti diversi e più accuditivi nei confronti di quei figli che si ritiene assomiglino di più al maschio sia fisicamente che caratterialmente rispetto agli altri.

CAP 4 - L'AMORE E LA DIVISIONE DEI RUOLI

Quando e perchè i maschi hanno incominciato a comportarsi come "padri"?

Gli australopitechi e la vita nella savana

Nel passaggio alla posizione eretta, per i primi uomini fu possibile incominciare a prestare più attenzione all'osservazione degli altri, alla loro mimica facciale e corporea e a come questa esprimeva le loro sensazioni. Passarono millenni prima della nascita della parola ma questa capacità di osservazione consentì agli uomini di creare gruppi molto più ampi delle piccole unità di scimmie e questo richiese lo sviluppo di capacità cognitive dedicate alle relazioni con gli altri uomini. Questo tipo di intelligenza ha strettamente a che fare con la selezione naturale poichè sopravvivevano e avevano maggiore probabilità di far sopravvivere la propria prole coloro che sviluppavano intelligenza sociale, capaci di allearsi e di trovare amici.

Chi viene scelta come potenziale madre

Il criterio di bellezza viene collegato alla sezione aurea per cui, quando il viso e le forme di una donna appaiono rispondere alle proporzioni della sezione aurea si vede la bellezza. La corrispondenza con le proporzioni della sezione aurea è una costante infatti in tutti gli organismi che hanno avuto uno sviluppo fisico sano e corretto ed è quindi garanzia genetica. Inoltre la proporzione tra punto vita e seno e punto vita e fianchi comunica la possibilità di una gravidanza buona e dell'allattamento. Viene considerata inoltre importante la disponibilità della donna ad accettare il rapporto sessuale con il maschio solamente all'interno di una relazione stabile; in caso contrario la donna non fornisce sufficienti garanzie all'uomo che i figli saranno veramente suoi.

La gelosia

La gelosia viene definita come una paura suscitata dal desiderio di conservare il possesso di un oggetto o di una persona. Le donne sono gelose specialmente delle relazioni affettive e sentimentali dei propri partner mentre i maschi sono gelosi soprattutto dell'atto sessuale perchè mette a rischio la propria genitorialità. Il modello di attaccamento avuto da bambino con la madre inoltre condiziona sicuramente il tipo di gelosia a cui una persona è predisposta; un attaccamento in cui la madre è saltuariamente rispondente, favorisce una gelosia affettiva mentre un attaccamento in cui la madre è assente favorisce una aridità di sentimenti e pertanto una gelosia sessuale.

La compresenza di monogamia e poligamia

L'intreccio tra la monogamia e la poligamia dipende da elementi arcaici che spingono alla poligamia ed elementi che ci condizionano durante il nostro arco di vita per cui non è scontata la sola presenza di una sola di queste due forme. Poliandria = le donne hanno più mariti (come gli Inuit canadesi) ed è presente soprattutto nelle

società in cui le risorse sono scarse e nessun maschio può garantire il mantenimento e la difesa della famiglia. Poliginia = gli uomini hanno più mogli. Avviene quando molte risorse sono concentrato sui soli uomini

Dove invece i ruoli del marito e della moglie sono molto differenziati ed entrambi essenziali al mantenimento dei figli (società di cacciatori e raccoglitori per esempio) la monogamia è più presente.

CAP 5 - MADRI POLIEDRICHE

La disponibilità delle donne a prendersi cura dei propri figli è ancorata al loro assetto genetico

Il legame di attaccamento e l'amore della mamma

Le paure primordiali alle quali il bambino è esposto vengono sedate dalla mamma, dal suo abbraccio e dalle sue cure. Attorno agli 8/9 mesi la mamma viene definitivamente eletta dal bambino come sua base sicura e la separazione da lei causa ansia in lui. Se la madre riesce ad essere una base sicura, allora il figlio si lancerà nell'esplorazione del mondo certo che potrà provare rifugio e sostegno sempre. Questo legame viene definito da Bowlby come "di attaccamento"

Madri che confortano e incoraggiano

La distanza che la madre deve tenere dal figlio ovviamente non è troppo vicina (perchè si sostituirebbe al bambino) ma nemmeno troppo distante (perchè il bambino si sentirebbe insicuro). L'attaccamento sicuro è il tipo di attaccamento che rende il bambino fiducioso della presenza della mamma e della sua capacità di intervenire in caso di bisogno e gli fornisce quindi le sufficienti garanzie per buttarsi ad esplorare il mondo e le relazioni senza paura alcuna. I bambini, siccome quando hanno bisogno vedono la mamma correre da loro, si creano una rappresentazione mentale di se stessi che gli dice "io valgo, perchè altrimenti la mamma non correrebbe da me" e quindi si pongono nel mondo con questa visione di se stessi e tendono a vedere gli altri con questa stessa visione, gli altri sono quindi degni di fiducia come la mamma. Le madri "sicure" a loro volta generano figli sicuri e sono state allevate da madri sicure.

Madri che sbagliano

La percentuale di madri "sicure" sta tra il 45% e il 60% quindi ci sono anche molte madri che non rispondono a questo modello

Madri fredde e svalutanti

Circa il 20% delle madri di tutto il mondo ha comportamenti opposti a quelli calorosi e affettuosi e questo favorisce lo sviluppo di bambini anaffettivi e autosufficienti; il modello di attaccamento si definisce insicuro-evitante. Evitano di mostrare le proprie emozioni ed evitano il contatto al fine di evitare la definitiva rottura del legame con la mamma. Ovviamente l'immagine di sè che questi bambini hanno è quella di essere non amabili e quindi anche tutti gli altri sono ostili e non amabili a loro volta.

Madri iperprotettive e controllanti

Tra il 12% e il 23% vi sono le madri il cui accudimento è basato sull'imprevedibilità; alcune volte sono pronte, altre sono dubitanti e altre ancora sono assenti. Sono madri controllanti che dimostrano di non conoscere il valore delle regole che insegnano perchè sono sempre li a vigilare ma lascia passare lo stesso. I bambini quindi non hanno la certezza di essere al sicuro nonostante la presenza della mamma; sono insicuri perchè sperano ancora che un aiuto arrivi (cosa che i bambini precedentemente descritti non fanno) ma sanno che l'aiuto potrebbe non arrivare mai. Se stanno male lo manifestano con grande evidenza ma non è detto che l'accudimento riesca a farli calmare. Di conseguenza il bambino non si concepisce come sempre amabile estenderà a diffidare degli altri che (come la mamma) a volte potranno essere d'aiuto mentre altre volte saranno nemici....meglio dubitare quindi degli altri perennemente.

La conquista della sicurezza

Non tutte le persone che hanno avuto forme di accudimento distorte o carenti diventano individui con disturbi o disagi. A modificare la traiettoria contribuiscono le peculiarità di ogni singolo bambino, i rapporti sociali, il rapporto col padre etc...

CAP 6 - MAL DI MADRE E IL PARADOSSO DELL'EVOLUZIONE

L'istinto materno esiste ma è assai mutevole nella sua espressione

I "desiderata" sociali

La nostra è una specie biparentale perchè alla nascita ha bisogno di due genitori per poter sopravvivere fino all'autonomia. Il padre elargisce cure alla coppia madre-bambino

Quando è il padre ad avere le doglie

La couvade è una gravidanza simbolica che in alcune culture l'uomo simulava per coinvolgersi nella fatica e nel dolore della moglie. La sindrome della couvade riguarda una serie di sintomi psicosomatici e comportamentale che riguardano il padre durante la gravidanza.

Paternità e agricoltura

La donna veniva concepita come la terra in cui l'uomo aveva posto il suo seme e quindi il figlio, fino all'800 veniva affidato al padre in casi di disputa.

Il ruolo del padre nella nostra storia

Fino ai primi del 900 era il padre la figura responsabile dell'educazione morale dei figli definendone con autorità i limiti e le regole. Oltre al padre-morale esiste la figura del padre-padrone, temuto dai figli e violento se necessario. Questo modello resistette fino agli anni 50 e in alcune culture è ancora presente.

Democrazia e declino del padre

I principi di libertà e uguaglianza incominciano alla fine del 700 a mettere limiti alle libertà dei padri del momento. Si delinea una figura più affettiva e meno autoritaria. Il padre che al di fuori della famiglia ricopre dei ruoli sottomessi ai capi non è più padrone nella sua famiglia e non è più nemmeno l'unico a provvedere al sostentamento della famiglia dato che anche la donna entra nel mondo del lavoro. Con le guerre mondiali crolla il mito del guerriero sostituito dall'idea di soldato che esegue gli ordini di un meccanismo. Il femminismo del dopoguerra da un'altra mazzata alla paternità. I padri hanno perso il ruolo di guida morale perchè hanno perso autorità e hanno disinvestito nel ruolo di padri, trasformando la loro funzione in quella di mammo, ossia in qualcosa di più simile a quella della donna, come d'altronde aveva fatto la donna nei confronti dell'uomo andando a lavorare.

Il contesto nel quale il padre oggi si ritrova è unicamente quello di una relazione monogamica stabile in cui vi sia la certezza di paternità e in cui quindi investe nell'essere una figura di sostegno alla madre, di attaccamento secondario e di trasformazione delle relazioni. Divenendo il padre una "base sicura" per la madre, favorisce la creazione di un legame sicuro e tranquillo anche tra madre e figlio. Il rapporto i coppia influisce quindi sulla qualità del rapporto di entrambe i genitori con i figli; è la coppia a costituire il vero contesto nel quale il bambino si sente protetto e cresce, non una relazione singola con un genitore solo. Anche quando il padre è la figura di attaccamento principale, la relazione che si crea con il figlio è diversa da quella che creerebbe la mamma che ha molti più aspetti di sensibilità e di difesa del

bambino mentre il padre è più adatto al gioco.

Nei primi due anni di vita, la figura del padre interagisce con quella del figlio in modo molto diverso e molto meno frequentemente rispetto alla madre; il gioco che lui propone è spesso eccentrico, eccitatorio e imprevedibile e punta a lanciare il bambino nel mondo esterno, a farglielo conoscere con una guida sicura mentre il gioco che la mamma propone è molto più calmo e rilassante. Quando un bambino si sente in pericolo corre dalla mamma, quando si sente tranquillo e

vuole giocare corre dal papà.

Nell'età che precede l'adolescenza, il rapporto con il padre oltre a mantenere l'aspetto del gioco è fondamentale per la comprensione delle nuove esperienze, l'affrontare i problemi e l'essere mano a mano più indipendenti. In questo il rapporto col padre è più importante ed efficace di quello materno. Avvicinandosi all'adolescenza, la figura del padre diviene sempre più quella che favorisce il distacco dalla famiglia e la creazione della propria autonomia ed identità. La figura del padre ha in questa età un ruolo fondamentale e ovviamente non tutti gli uomini riescono a sopportare questo ruolo. Quando la figura paterna è assente o si allontana dalla famiglia, le ricadute sono anche sui figli e in particolare sulle figlie femmine.

CONCLUSIONI

La maternità e la paternità sono frutto di pressioni selettive e hanno caratteristiche che, anche nella moderna parità dei sessi, distinguono chiaramente il ruolo e le propensioni innate della donna da quelle dell'uomo.